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Shiki Ryougi

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Shiki Ryougi ha vinto il 17 aprile 2020

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Su Shiki Ryougi

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    Deep Wired
  • Compleanno 09/08/1991

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  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Wired
  • Interessi
    - Leggere (romanzi, saggi, fumetti, ecc.) e scrivere.
    - Anime e manga.
    - Disegno, grafica, making e video editing (AMV).
    - Videogiochi.
    - Pratico e amo il Karate (specialmente i kata).
    - Mi piace l'acqua e nuotare.
    - Poi forse c'è dell'altro ma non mi viene in mente...

Visite recenti

1.919 visite nel profilo
  1. Shiki Ryougi

    Mezzogiorno d’inchiostro 142 - Off topic

    Spero di riuscire a passare per dare un'occhiata. Son capace di scordarmi... Se mi interessa qualche traccia, proverò... è da molto che non scrivo. Anzi, per la depressione non sto facendo niente... Ma non voglio annoiarvi. Grazie per l'invito @Ippolita2018
  2. Shiki Ryougi

    Cosa state leggendo?

    Tanti, troppi libri insieme: - Grotesque di Natsuo Kirino - Tutti gli scritti di Anne Frank - I poteri della Wicca di Vivianne Crowley - La svastica sul sole di Philip K Dick - Una lettera da Norman (novel del manga The Promise Neverland) - I tempi della caduta - L'inizio della caduta di Mirco Tondi Poi manga e fumetti. Dovrò dare delle priorità, come un libro grande e due piccoli da completare. Che casino x.x
  3. Ho preso 7mg di xanax...

    Cosa può succedermi?

    1. Mostra commenti precedenti  1 da mostrare
    2. BelRose

      BelRose

      Ricordo di aver letto che hanno provato a somministrare anche 10mg al giorno per disturbi particolarmente invalidanti... ergo immagino che ti farai una dormita pazzesca. Sinceramente però eviterei dosi così alte senza un parere medico a monte :)

    3. Shiki Ryougi

      Shiki Ryougi

      Purtroppo tendo ad abusare dello xanax. Ne parlerò con chi mi segue...

      Comunque sì, ho dormito. x.x

    4. FranCorvo

      FranCorvo

      Ti senti scossa, agitata ah, agitata ah, un po' nervosa ah.

  4. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Topic ufficiale

    Chi non ha partecipato all'ultima tappa deve votare? Mi è sorto questo dubbio... >.<
  5. Shiki Ryougi

    [TW - 2] E di dolore ce n'è sempre uno nuovo

    Il tuo seguito al mio racconto mi ha salvato fatto piacere. Adoro come si è evoluta Alice, le conquiste che ha ottenuto, l'amore trovato e la sua forza. Il fatto che sia il padre a sparare non lo trovo esagerato. Forse il Nobel sì, perché non viene ben contestualizzato. Ma è un terreno fertile per un prossimo taxi! Complimenti e grazie
  6. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Topic ufficiale

    Non so se è stato già domandato ma: è possibile continuare il racconto del tuo seguito. Se il mio racconto nella prima tappa è stato continuato nella seconda, io posso continuare quello della seconda tappa nella terza?
  7. Shiki Ryougi

    Screenshots & Gaming

    La mia casa, dopo un po' di tempo!
  8. Shiki Ryougi

    Raccontare la propria storia

    @Robert Wilhelm sì, lascerò perdere la forma di diario è andrò più a ruota libera. Non se farmi un scaletta o partire e andare per la mia strada, dove mi porta la storia della mia vita. Vedrò... Sul fatto di scrivere per me, è un cosa dura per me che devo ficcarmi ben in testa. Lo so >.<
  9. Shiki Ryougi

    [TW-2] Come una falena

    Rispondo a tutti, dopo secoli, rapidamente e mi dispiace, ma sono in un periodo particolare (come sempre, ma più del solito). Vi ringrazio per i bei e dettagliati commenti, utilissimi alla sottoscritta. Ma una cosa che devo ben imparare è fare revisioni più importanti, invece di avere la fretta di pubblicare. Mi viene proprio un'ansia da prestazione che mi porta a dover pubblicare subito ciò che scrivo, come se mi stessi togliendo un dente dolorante. Ed è per questo che non riesco a scrivere cose troppo lunghe. Ma sto divagando, tornando a noi, il punto di vista della madre è uno sguardo su Viviana da un altro punto di vista, appunto. Come viene vista da fuori, da una donna distrutta, che ha provato a proteggerla dalle conseguenze di un grave trauma subito da molto piccola. Ecco il cancro che ha messo radici, nonostante la madre abbia provato a cancellarne persino i ricordi, negando quanto era accaduto e facendo finta che andasse tutto bene. Mi leggerò bene i consigli sulle forme, gli errori, ecc. Ancora grazie di cuore. Mi dispiace non aver avuto le forze per partecipare alla terza tappa. A rileggerci!
  10. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    Forza!
  11. Shiki Ryougi

    Cosa state leggendo?

    Ho finito Le Quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino: Un romanzo eccezionale, che mette alla luce una società sbagliata, insieme ai perversi desideri umani. Personaggi reali, che hanno qualcosa da dire. Un viaggio a spirale, in caduta libera verso un destino inesorabile. Inizio Grotesque, della stessa autrice.
  12. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    Festeggiamo! Sono riuscita a postare. Se ho fatto un lavoro decente o meno non ha importanza, ma mi sono impegnata per sbloccarmi!
  13. Shiki Ryougi

    Taxi Writer - Seconda tappa

  14. Shiki Ryougi

    [TW-2] Come una falena

    Racconto prima tappa: di @RobinK (spero di aver dato un contributo almeno decente >.< al tuo intrigante racconto) Commento: Osservo spegnersi la candela. Illumina il mio cammino. Falene grigie si avvicinano. Si sono perse. La fiamma ondeggia, sotto un sottile alito di vento. Una sagoma proiettata sul muro. Di fronte a me. Sorridiamo. Siamo discese insieme all’inferno. La collettiva, così mi piaceva definirmi da adolescente. Camminavo per strada in cerca di un fonte di luce, un calore che desse un senso a tutto quell’eco che mi aleggiava nella mente. Splittavo in continuazione, senza un sistema che definisse una forma di ordine logico. Ero in balia della marea e mentre camminavo, ero al di là del tempo, e osservavo un’altra persona dalle mie stesse sembianze avventurarsi in vicoli intricati. Era come cercare di orientarsi in un labirinto molto elaborato; la mia mente e le strade che avevo imboccato. Cosa cercassimo non ci era dato saperlo con certezza. Ricordavo la furiosa litigata con mia madre, una donna sola, abbandonata dal marito, in compagnia di una figlia frammentata. La luce andava e veniva, era come se lampeggiasse all’infinito e lei raggiunse il limite. Insultandomi, mi riempì di parole di odio, vergogna e violenza. Io piansi e risi allo stesso tempo, mentre ancora restavo ammutolita a osservare la scena che sembrava non appartenermi. Chiusi le mani in pugni molto stretti, tanto da far impallidire le nocche e lasciare segni rossi sui palmi dove le unghie penetravano in profondità. Ondeggiando e sbracciando, camminavo; era quasi come ballare in gruppo e osservare in solitudine questa danza. Ero la moltitudine ed ero Viviana, colei che restava fuori, protetta, al sicuro, nascosta. Celata dalle altre. Maledette, le odiavo, ma non potevo fare a meno di esserne attratta. Era come se io fossi una falena e loro la fonte di luce che mi attirava, fino a bruciarmi le ali. Amore e odio coesistevano nella mia vita fin da quando ne avevo memoria. Potevo ricordare molte cose, fin dalla prima infanzia, quando ancora ero solo Viviana. Lì era tutto estremamente semplice, ma macchiato dal logoro ricordo svanito che mi tormentava da una vita. Nel tentativo di dimenticare ma, al tempo stesso, di comprendere, la mente prese percorsi differenti, facendo nascere nel tempo la collettività che popolava la sua mente. Sì, avevo smesso di essere Viviana da molto tempo e nel furioso tentativo di vedere di nuovo la luce, mi mettevo in situazioni estreme. Logore, come quel ricordo svanito. Il vento ci scompigliava i lunghi capelli, rannicchiate nella felpa troppo grande, non smettevano di camminare. Prima lentamente, intimorite e distanti, a seguito ogni passo che seguiva l’altro lo faceva a intervalli sempre più irregolari e ritmati. Davanti ai nostri occhi il volto sconvolto della mamma. La paura l’aveva paralizzata e per un attimo ci siamo solo guardate, dopodiché varcammo la porta, lasciandola sola nel suo dolore. Volevo una risposta, ma loro non me la davano. Probabilmente non conoscevano la verità. Il vento si fece più impetuoso, presto avrebbe piovuto. Non aveva alcuna importanza. Cosa era davvero importante? Scoprire cosa logorasse il suo animo. L’unico modo per ottenere tale risultato consisteva nel riprodurre l’evento. Sapevamo che si trattava di qualcosa di pericoloso e abbietto. Osservo e non posso fare a meno di piangere. Ormai sono passati anni ma Viviana si è persa per sempre. Non riesco a vederla. Il suo viso è spento, gli occhi sono come pozzi neri. Siedo in cucina, davanti a una tazza di tè diventato freddo da tempo. Poso lo sguardo sul liquido all’interno che riflette la luce del lampadario posto sopra al tavolo. Le lacrime escono da sole e non si fermano ma io non emetto alcun gemito e tanto meno mi muovo. Sono come una statua di cera che si sta sciogliendo. So di essere io il mostro in questa storia. Ho cercato di cancellare il passato. Come se tenessi una gomma in mano ho stinto ciò che si è rivelato scomodo, rendendolo opaco, fino a farlo sparire. Era semplice psicologia. Non parlarne mai, far finta che non sia mai accaduto, inventare situazioni alternative, mentire. Mentire e mentire. Di questo mi ero macchiata, per il bene di Viviana. Ero però inconsapevole che la radice del problema non risiedeva nei ricordi, ma piuttosto nel seme che si era ormai insidiato nella mente della bambina. Non serviva alcuna memoria per farlo germogliare. L’unica fonte di crescita veniva dal tempo. Come un cancro aveva messo radici nella mente di mia figlia, rompendo in tanti piccoli pezzi il puzzle che le componeva la mente. Nel momento in cui me ne accorsi, era troppo tardi. Viviana era sprofondata nel buio e al suo posto erano arrivate le altre. E quanto le odiavo. Avrei potuto ucciderle con le mie mani, se ciò non avesse voluto dire afferrare il collo di mia figlia. Immaginai di accarezzarle il viso delicato, osservando i capelli raccolti in una coda dietro alla nuca, poi affondavo le dita nella candida pelle del collo. I muscoli si tendevano all’istante, come le corde di una chitarra. Gli occhi spalancati, fuori dalle orbite, il sudore che colava a fiotti, da entrambe. Ma qualcosa non andava, perché Viviana sorrideva, senza opporre resistenza. Il calore divenne presto reale e realizzo cosa avevo appena fatto. Una di fronte all’altra, mollo la presa. Suoni soffocati di tosse a respiro affannoso. Il mio cuore batte forte. Non riesco più né a muovermi né a proferir parola. Viviana si riprende velocemente e con uno zaino in spalla, esce di casa. Io non faccio nulla. Rimango in silenzio. Sulla cima di un palazzo abbandonato, mi accovaccio e osservo la città dall’alto. È intricata e affascinante, come un mosaico complesso; ogni pezzo trova il suo singolo posto. Forse io dovevo fare lo stesso, trovare un luogo a cui appartenere davvero. La ragazza cammina lungo il cornicione e io non le bado, preferisco osservare il via vai delle persone, troppo occupate a pensare a dove le avrebbe condotte quell’ennesima giornata della loro vita. Forse così funzionava, semplicemente si trattava di andare avanti, per la propria strada. Ma come potevo farlo io, che mi trovavo a un bivio composto da moltitudini scelte da perseguire. Se fossi andata da una parte senza vedere la luce, mi sarei solo persa nel mondo dei sogni. Continuo a sorridere e a piangere; non ho mai smesso da dopo lo strano evento con mia madre. Adesso sono sul punto di ricomporre il puzzle. Scottarmi era l’unica via per la verità. Mi alzai e l’altra smise di gingillarsi sul cornicione. Salii anche io e guardai giù con più attenzione: le vertigini mi assalirono e quasi vomitai. Però ero lì, sopra al mondo, sospesa e potevo decidere se cadere o raggiungere il cielo. Ero persa ma al tempo stesso eravamo tutte sulla stessa lunghezza d’onda. Sporsi un piede in avanti, sul vuoto. Io e Viviana, Viviana, che ero io, c’eravamo ritrovate in quella manciata di secondi. Tanto bastò, prima che qualcuno afferrasse con forza la mia mano. Mi voltai. Un ragazzo, grosso, che non avevo mai visto, mi trascinò a sé, tenendomi stretta. Il fuoco si spense ma il calore colmò per un attimo il mio cuore. Per quel momento rimasi soltanto Viviana.
  15. Shiki Ryougi

    [TW-2] Clara e Lucia

    Ciao! Che bello leggerti. Il racconto da cui sei partita non mi aveva convinto per nulla ma tu le hai dato ordine e un tocco in più, prendendo quella strada erotica/feticista che lasciava leggermente trapelare nella prima parte. Hai reso i personaggi principali molto ben caratterizzati, con comportamenti interessanti nelle loro indoli, sfociando verso un finale alquanto allettante. Un happy ending o una totale sconfitta per Sergio? Sai, forse una cosa a tre potrebbe essere di suo gradimento, oppure lasciarlo completamente spiazzato. In fondo vuole Lucia come sua, no? Qualche appunto posso darti? E' difficile, il tuo stile l'ho trovato impeccabile ed è difficile individuare difetti a una prima lettura. Vedrò cosa riesco a trovare e quali consigli posso darti, in base al mio gusto. Toglierei la virgola. Questa successione di frasi la tropo frammentata. Troppe frasi corte che spezzano il ritmo. Avrei amalgamato meglio. Qui ho esultato: finalmente ho avuto ben chiari i personaggi! Anche qui, niente virgola dopo la e. Troppi eventi in poche righe, mi sono un attimo persa, ma forse è colpa mia. Qui sarei andata accapo. Anche qui, l'ultima frase l'avrei messa accapo. Stacca di più da una situazione all'altra. la virgola prima della e Qui avrei messo i due punti dopo delicatezza. Piccoli appunti, molti dettati dal gusto personale. A rileggerci!
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