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Shiki Ryougi

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Su Shiki Ryougi

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    Deep Wired
  • Compleanno 09/08/1991

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  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Wired
  • Interessi
    - Leggere (romanzi, saggi, fumetti, ecc.) e scrivere.
    - Anime e manga.
    - Disegno, grafica, making e video editing (AMV).
    - Videogiochi.
    - Pratico e amo il Karate (specialmente i kata).
    - Mi piace l'acqua e nuotare.
    - Poi forse c'è dell'altro ma non mi viene in mente...

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  1. Qualcuno di voi ha problemi a organizzare la giornata e consigli per stabilire una tabella di marcia e come riuscire a rispettarla?

    1. mercy

      mercy

      Ciao, @Shiki RyougiiiiRy. 

      Spero di aver capito qual è il tuo problema e posso solo dirti quello che è stato consigliato a me (ho avuto davvero un brutto brutto periodo qualche anno fa): comincia con il fissare uno o due impegni al giorno a orari fissi e rispettali a tutti a costi concentrandosi solo su quelli.

      (Scegli tu quali, a seconda di cosa ti prefiggi e di quello che ti sembra fattibile in questo momento)

      Ci vorrà un po' di tempo per abituarti, ma poi dovrebbe diventare un'abitudine. A quel punto potrai aggiungere altre scadenze gradualmente.

      In bocca al lupo. :)

    2. *Antares*

      *Antares*

      "Qualcuno di voi ha problemi a organizzare la giornata" --> sì, io.

      "consigli per stabilire una tabella di marcia e come riuscire a rispettarla?" --> no purtroppo, ma ti sono vicina (lo so, non ti sono di molto aiuto).

      P.S. Auguri per domani!

  2. Un consiglio: un buon libro per iniziare, sulla storia dei Romanov?

    1. Mostra commenti precedenti  4 da mostrare
    2. Pincopalla

      Pincopalla

      Grazie a te, ciao! :) 

    3. AnnaL.

      AnnaL.

      Figurati :love:

    4. Marcello

      Marcello

      Quello che sto editando... lei è una parente (credo una bisnipote o qualcosa del genere) di una Romanov. Mi sto facendo una cultura sulla rivoluzione del 1905 e le due del 1917... :)

  3. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    Forza!
  4. Shiki Ryougi

    Cosa state leggendo?

    Ho finito Le Quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino: Un romanzo eccezionale, che mette alla luce una società sbagliata, insieme ai perversi desideri umani. Personaggi reali, che hanno qualcosa da dire. Un viaggio a spirale, in caduta libera verso un destino inesorabile. Inizio Grotesque, della stessa autrice.
  5. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    Festeggiamo! Sono riuscita a postare. Se ho fatto un lavoro decente o meno non ha importanza, ma mi sono impegnata per sbloccarmi!
  6. Shiki Ryougi

    Taxi Writer - Seconda tappa

  7. Shiki Ryougi

    [TW-2] Come una falena

    Racconto prima tappa: di @RobinK (spero di aver dato un contributo almeno decente >.< al tuo intrigante racconto) Commento: Osservo spegnersi la candela. Illumina il mio cammino. Falene grigie si avvicinano. Si sono perse. La fiamma ondeggia, sotto un sottile alito di vento. Una sagoma proiettata sul muro. Di fronte a me. Sorridiamo. Siamo discese insieme all’inferno. La collettiva, così mi piaceva definirmi da adolescente. Camminavo per strada in cerca di un fonte di luce, un calore che desse un senso a tutto quell’eco che mi aleggiava nella mente. Splittavo in continuazione, senza un sistema che definisse una forma di ordine logico. Ero in balia della marea e mentre camminavo, ero al di là del tempo, e osservavo un’altra persona dalle mie stesse sembianze avventurarsi in vicoli intricati. Era come cercare di orientarsi in un labirinto molto elaborato; la mia mente e le strade che avevo imboccato. Cosa cercassimo non ci era dato saperlo con certezza. Ricordavo la furiosa litigata con mia madre, una donna sola, abbandonata dal marito, in compagnia di una figlia frammentata. La luce andava e veniva, era come se lampeggiasse all’infinito e lei raggiunse il limite. Insultandomi, mi riempì di parole di odio, vergogna e violenza. Io piansi e risi allo stesso tempo, mentre ancora restavo ammutolita a osservare la scena che sembrava non appartenermi. Chiusi le mani in pugni molto stretti, tanto da far impallidire le nocche e lasciare segni rossi sui palmi dove le unghie penetravano in profondità. Ondeggiando e sbracciando, camminavo; era quasi come ballare in gruppo e osservare in solitudine questa danza. Ero la moltitudine ed ero Viviana, colei che restava fuori, protetta, al sicuro, nascosta. Celata dalle altre. Maledette, le odiavo, ma non potevo fare a meno di esserne attratta. Era come se io fossi una falena e loro la fonte di luce che mi attirava, fino a bruciarmi le ali. Amore e odio coesistevano nella mia vita fin da quando ne avevo memoria. Potevo ricordare molte cose, fin dalla prima infanzia, quando ancora ero solo Viviana. Lì era tutto estremamente semplice, ma macchiato dal logoro ricordo svanito che mi tormentava da una vita. Nel tentativo di dimenticare ma, al tempo stesso, di comprendere, la mente prese percorsi differenti, facendo nascere nel tempo la collettività che popolava la sua mente. Sì, avevo smesso di essere Viviana da molto tempo e nel furioso tentativo di vedere di nuovo la luce, mi mettevo in situazioni estreme. Logore, come quel ricordo svanito. Il vento ci scompigliava i lunghi capelli, rannicchiate nella felpa troppo grande, non smettevano di camminare. Prima lentamente, intimorite e distanti, a seguito ogni passo che seguiva l’altro lo faceva a intervalli sempre più irregolari e ritmati. Davanti ai nostri occhi il volto sconvolto della mamma. La paura l’aveva paralizzata e per un attimo ci siamo solo guardate, dopodiché varcammo la porta, lasciandola sola nel suo dolore. Volevo una risposta, ma loro non me la davano. Probabilmente non conoscevano la verità. Il vento si fece più impetuoso, presto avrebbe piovuto. Non aveva alcuna importanza. Cosa era davvero importante? Scoprire cosa logorasse il suo animo. L’unico modo per ottenere tale risultato consisteva nel riprodurre l’evento. Sapevamo che si trattava di qualcosa di pericoloso e abbietto. Osservo e non posso fare a meno di piangere. Ormai sono passati anni ma Viviana si è persa per sempre. Non riesco a vederla. Il suo viso è spento, gli occhi sono come pozzi neri. Siedo in cucina, davanti a una tazza di tè diventato freddo da tempo. Poso lo sguardo sul liquido all’interno che riflette la luce del lampadario posto sopra al tavolo. Le lacrime escono da sole e non si fermano ma io non emetto alcun gemito e tanto meno mi muovo. Sono come una statua di cera che si sta sciogliendo. So di essere io il mostro in questa storia. Ho cercato di cancellare il passato. Come se tenessi una gomma in mano ho stinto ciò che si è rivelato scomodo, rendendolo opaco, fino a farlo sparire. Era semplice psicologia. Non parlarne mai, far finta che non sia mai accaduto, inventare situazioni alternative, mentire. Mentire e mentire. Di questo mi ero macchiata, per il bene di Viviana. Ero però inconsapevole che la radice del problema non risiedeva nei ricordi, ma piuttosto nel seme che si era ormai insidiato nella mente della bambina. Non serviva alcuna memoria per farlo germogliare. L’unica fonte di crescita veniva dal tempo. Come un cancro aveva messo radici nella mente di mia figlia, rompendo in tanti piccoli pezzi il puzzle che le componeva la mente. Nel momento in cui me ne accorsi, era troppo tardi. Viviana era sprofondata nel buio e al suo posto erano arrivate le altre. E quanto le odiavo. Avrei potuto ucciderle con le mie mani, se ciò non avesse voluto dire afferrare il collo di mia figlia. Immaginai di accarezzarle il viso delicato, osservando i capelli raccolti in una coda dietro alla nuca, poi affondavo le dita nella candida pelle del collo. I muscoli si tendevano all’istante, come le corde di una chitarra. Gli occhi spalancati, fuori dalle orbite, il sudore che colava a fiotti, da entrambe. Ma qualcosa non andava, perché Viviana sorrideva, senza opporre resistenza. Il calore divenne presto reale e realizzo cosa avevo appena fatto. Una di fronte all’altra, mollo la presa. Suoni soffocati di tosse a respiro affannoso. Il mio cuore batte forte. Non riesco più né a muovermi né a proferir parola. Viviana si riprende velocemente e con uno zaino in spalla, esce di casa. Io non faccio nulla. Rimango in silenzio. Sulla cima di un palazzo abbandonato, mi accovaccio e osservo la città dall’alto. È intricata e affascinante, come un mosaico complesso; ogni pezzo trova il suo singolo posto. Forse io dovevo fare lo stesso, trovare un luogo a cui appartenere davvero. La ragazza cammina lungo il cornicione e io non le bado, preferisco osservare il via vai delle persone, troppo occupate a pensare a dove le avrebbe condotte quell’ennesima giornata della loro vita. Forse così funzionava, semplicemente si trattava di andare avanti, per la propria strada. Ma come potevo farlo io, che mi trovavo a un bivio composto da moltitudini scelte da perseguire. Se fossi andata da una parte senza vedere la luce, mi sarei solo persa nel mondo dei sogni. Continuo a sorridere e a piangere; non ho mai smesso da dopo lo strano evento con mia madre. Adesso sono sul punto di ricomporre il puzzle. Scottarmi era l’unica via per la verità. Mi alzai e l’altra smise di gingillarsi sul cornicione. Salii anche io e guardai giù con più attenzione: le vertigini mi assalirono e quasi vomitai. Però ero lì, sopra al mondo, sospesa e potevo decidere se cadere o raggiungere il cielo. Ero persa ma al tempo stesso eravamo tutte sulla stessa lunghezza d’onda. Sporsi un piede in avanti, sul vuoto. Io e Viviana, Viviana, che ero io, c’eravamo ritrovate in quella manciata di secondi. Tanto bastò, prima che qualcuno afferrasse con forza la mia mano. Mi voltai. Un ragazzo, grosso, che non avevo mai visto, mi trascinò a sé, tenendomi stretta. Il fuoco si spense ma il calore colmò per un attimo il mio cuore. Per quel momento rimasi soltanto Viviana.
  8. Shiki Ryougi

    [TW-2] Clara e Lucia

    Ciao! Che bello leggerti. Il racconto da cui sei partita non mi aveva convinto per nulla ma tu le hai dato ordine e un tocco in più, prendendo quella strada erotica/feticista che lasciava leggermente trapelare nella prima parte. Hai reso i personaggi principali molto ben caratterizzati, con comportamenti interessanti nelle loro indoli, sfociando verso un finale alquanto allettante. Un happy ending o una totale sconfitta per Sergio? Sai, forse una cosa a tre potrebbe essere di suo gradimento, oppure lasciarlo completamente spiazzato. In fondo vuole Lucia come sua, no? Qualche appunto posso darti? E' difficile, il tuo stile l'ho trovato impeccabile ed è difficile individuare difetti a una prima lettura. Vedrò cosa riesco a trovare e quali consigli posso darti, in base al mio gusto. Toglierei la virgola. Questa successione di frasi la tropo frammentata. Troppe frasi corte che spezzano il ritmo. Avrei amalgamato meglio. Qui ho esultato: finalmente ho avuto ben chiari i personaggi! Anche qui, niente virgola dopo la e. Troppi eventi in poche righe, mi sono un attimo persa, ma forse è colpa mia. Qui sarei andata accapo. Anche qui, l'ultima frase l'avrei messa accapo. Stacca di più da una situazione all'altra. la virgola prima della e Qui avrei messo i due punti dopo delicatezza. Piccoli appunti, molti dettati dal gusto personale. A rileggerci!
  9. Distante da me stessa.

    1. Poeta Zaza

      Poeta Zaza

      È proprio quando ci sentiamo estranei a noi stessi che possiamo ripresentarci e riconoscerci.

      Coraggio, @Shiki Ryougi :hug:

       

      Zaza

    2. Ilaris
    3. Shiki Ryougi

      Shiki Ryougi

      @Poeta Zaza @ilaris 

      Grazie. <3

      Purtroppo spesso sperimento derealizzazione/depersonalizzazione...

  10. Shiki Ryougi

    Cosa state leggendo?

    Sto leggendo e amando "Le Quattro casalinghe di Tokyo" di Natsuo Kirino. Nel mezzo leggo fumetti e manga brevi.
  11. Shiki Ryougi

    [TW-1] Manie di protagonismo

    @caipiroska Ciao Grazie mille per il tuo commento e i consigli! Molto utili. Davvero! A rileggerci.
  12. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    @Anglares grazie Alle critiche costruttive sono abituata, in realtà. Dopotutto ciò che ho imparato l'ho imparato principalmente qui, negli anni, proprio grazie alle critiche degli altri utenti. Non miro di certo a vincere, non era mio interesse e so bene che non è lo scopo del contest. Lo scopo è migliorarsi e divertirsi. In generale tendo io a scoraggiarmi (bassa autostima) e continuare il racconto di un altro è difficile perché ho anche paura di "sporcarlo", diciamo? Non lo so. Mi faccio troppi pensieri. Ora sto finendo di leggerli - ho avuto poco tempo e poca concentrazione in questi giorni -, ma forse ho già individuato il possibile candidato. Ho tempo, quindi vedrò cosa riesco a fare. Ma devo superare questo blocco mentale.
  13. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    Non so se riuscirò a partecipare alla seconda tappa. Mi sono demoralizzata per vari motivi (non legati ai commenti che ho ricevuto) e ho anche beccato una penalità. Pensavo di aver commentato bene... i commenti approfonditi non li so fare... t.t Lamenti a caso. Scusatemi.
  14. Shiki Ryougi

    Taxi writer - Off topic

    Spero di riuscire a leggere tutti i racconti in tempo e di partecipare alla seconda tappa. Portare avanti il racconto di un altro sarà una bella sfida per me.
  15. Shiki Ryougi

    [TW-1] Manie di protagonismo

    Ringrazio tutti per i commenti, che poi rileggerò con calma per vedere bene le correzioni e i suggerimenti. @H3c70r perché discutibile il comportamento del padre? Sai quante storie di genitori tossici ho sentito che lasciano andare via i figli o li cacciano. Per il resto non dico nulla. Avete ragione ha dire che racconto troppo e mostro poco. È un difetto che si incarnato nei mio modo di scrivere e non riesco a togliere. Sulla trama, se è minimalista, per me non è mai un problema. A rileggerci, a tutti
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