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BadbCatha

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    Torino

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  1. BadbCatha

    Dialoghi in Cecità di Saramago

    Per quanto riguarda l'assenza di simboli per segnalare i dialoghi, fa così anche Kent Haruf.
  2. BadbCatha

    Il manicomio creativo

    Non so se verrà approvata qui, ma ora so come sarà la prossima interfaccia delle applicazioni Office (tanto, il novanta per cento degli utenti utilizza solo il dieci per cento delle funzioni, e neanche quelle se siamo bravi a nasconderle).
  3. BadbCatha

    Gesù in romanzi fantasy

    chiedo scusa per il doppio post: non ricordavo né titolo né autore: ho dovuto andare a cercare nel caos della mia libreria (un po' come Merlin di Ambra che pesca nel Logrus). comunque mi è venuto in mente Il Vangelo secondo Biff di Moore, anche se l'appartenenza al genere è questionabile
  4. BadbCatha

    Gesù in romanzi fantasy

    Potrebbe interessarti anche I.N.R.I., un romanzo breve di Moorcock (l'autore di Elric e di Corum, tra l'altro)
  5. BadbCatha

    Una fune sfilacciata.

    Prima di tutto, grazie per il vostro sostegno. Per il resto, non so ancora come andrà a finire. Forse mi sono preoccupato per nulla.
  6. BadbCatha

    Nomina nuda tenemus: nomi e storie

    Grazie per entrambe le indicazioni.
  7. BadbCatha

    Nomina nuda tenemus: nomi e storie

    Badb Catha è l'appellativo con cui viene indicata Badb quando svolazza su un campo di battaglia sotto forma di cornacchia grigia. Come dicevo in un'altra discussione, da un po' di giorni sto pensando che in questo forum avrei dovuto scegliere Grisu (con un accento che questo impiastro di tablet non mi dà modo di mettere). In un cartone animato degli anni '70 era un draghetto che voleva diventare pompiere. L'ho sempre considerato il portabandiera di tutti coloro che sognano di diventare ciò per cui non sono attrezzati per essere, il che mi definisce alla perfezione proprio qui piuttosto che altrove.
  8. BadbCatha

    Morireste se vi fosse vietato di scrivere?

    Grisù era un draghetto che, da grande, voleva fare il pompiere, in un cartone animato degli anni '70
  9. BadbCatha

    Morireste se vi fosse vietato di scrivere?

    Prima di tutto: scusa per i tempi biblici: stavo raccogliendo le idee, cosa che non sempre mi riesce facile. La risposta semplice: perché è la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il titolo della discussione. Però ammetto di averci lasciato scivolare un "desiderio" che nella domanda originale non c'era. Quella lasciava intendere che la privazione potesse essa stessa causare la dipartita, come "moriresti, se fossi privato del cibo?", e, appunto, volevo sottolineare che siamo una specie resistente, possiamo sopportare più di quanto immaginiamo (anche se i confini esistono e, se si va abbastanza lontano, penso si trovi anche quello oltre il quale non ne valga più la pena, ecco dove la "volontà" sgattaiola fuori). Questo non significa che ogni perdita non lasci un vuoto, e non sia definitiva. Per fortuna abbiamo la capacità di farcene una ragione e andare avanti (chissà perché mi viene in mente il Samain?) Quindi no, se mi fosse proibito (o per altre ragioni non potessi) scrivere non morirei, sarebbe solo un'altra perdita. Potrei comunque tornare a comporre le mie storie nella mente come Jaromir Hladìk. Anzi, a pensarci bene, sono d'accordo con Miss Ribston: se la proibizione venisse da qualcuno sarebbe un incentivo per continuare a farlo. (A proposito, come si fa a mettere il nome dell'utente preceduto dalla at?) Detto questo mi accorgo di annegare nel ridicolo: sto ipotizzando di perdere qualcosa che non posseggo, visto che non sono uno scrittore. Da un po' di giorni sto pensando che in questo forum avrei fatto bene a scegliere come nickname Grisù: avrebbe detto meglio chi sono.
  10. BadbCatha

    Morireste se vi fosse vietato di scrivere?

    Ecco cosa succede a rispondere a una discussione dopo averne letto solo il titolo. Per me narrare è sempre stata funzione delle storie che ricevevo. E mi sto arrampicando sugli specchi per evitare le parole "scrivere" e "leggere" perché tutto è cominciato ben prima di andare a scuola. Da piccola scimmia, ricevevo storie: restituivo storie. Ero piccolissimo quando impastavo le orecchie di chi mi veniva a tiro con roba capace di far inacidire il latte. Poi i miei mi hanno procurato una Lettera 32, sperando che il rumore dei tasti fosse meno fastidioso, ma ho sempre trovato difficile buttare giù le parole che avevo in testa (mi succede anche ora). Aggiungo che ho sempre amato l'idea della narrazione orale: mi piace pensare alla gente riunita in una stalla o nell'aia a raccontarsi storie, così come mi piace pensare a una famiglia che, dopo cena, tira fuori gli strumenti e si mette a fare musica. Così, da una parte non posso individuare il momento in cui è cominciato, e allo stesso tempo, a parte qualche frammento e pochi racconti, non ho prodotto nulla. Fino a qualche anno fa, quando una frase in un manuale dedicato alla riscrittura (se scrivi puoi sempre riscrivere, altrimenti neanche quello) mi ha indotto a cominciare e continuare.
  11. BadbCatha

    Morireste se vi fosse vietato di scrivere?

    Sai, è difficile morire, soprattutto quando lo si vuole.
  12. BadbCatha

    Cosa state scrivendo?

    La protagonista deve far fronte al desiderio di autodistruzione del padre. Genere: fantasy, brutto e cattivo.
  13. BadbCatha

    Una fune sfilacciata.

    Grazie! In effetti, sono ancora in attesa dei risultati definitivi, ma ammetto di essere un po' preoccupato.
  14. BadbCatha

    Una fune sfilacciata.

    Volevo che il mio primo post (dopo quello di presentazione) fosse qui, perché questa sezione mi sembra abbia le carte in regola per diventare la mia casa in questo forum. Così, dopo aver esplorato tutte le sette pagine come un ipocondriaco che sfoglia l'Enciclopedia Medica, eccomi qua (so che non riuscivate a respirare nell'attesa). Da un po' di tempo, quando penso all'incubo, mi viene in mente Kokor Hekkus. Per chi non frequentasse il genere: è un personaggio del ciclo di fantascenza I Principi Demoni di Jack Vance, dove i principi sono i cinque arcicriminali che hanno progettato e portato a termine il saccheggio di una colonia nello spazio, Mount Pleasant. Ognuno dei romanzi che compongono la serie ha una struttura semplice: Kirth Gersen, il protagonista, ottiene un indizio su cui basare l'indagine per smascherare il principe di turno, lo individua e consuma la sua vendetta. Ciò che è interessante, oltre alla descrizione della Galassia che fa da sfondo alla narrazione, è la personalità dei Principi. La particolarità di Kokor Hekkus è l'approccio creativo all'arte di massimizzare l'effetto delle paure delle proprie vittime. Per esempio, se un soggetto teme le grandi altezze, si potrebbe sempre minacciare di scaraventarlo giù da un precipizio, ma secondo KH sarebbe più efficace portarlo alla base del precipizio e sollevarlo con una fune sfilacciata e un argano male in arnese, tale da andare incontro a frequenti inceppamenti. Ora, per quelli che sono arrivati fino qui e si stanno chiedendo dovo voglio andare a parare, immaginatevi una persona che stia scrivendo qualcosa. Gli ha dedicato tempo e impegno, cavalcando l'onda dei dubbi e dell'esaltazione, l'ha visto crescere da quando non era che qualche pagina (e si chiedeva se l'avessa mai finito), l'ha visto crescere e prendere forma. Non l'ha ancora finito, ma non gli manca moltissimo. Qualche mese, forse: nulla in confronto agli anni che ha già investito. E a questo punto gli arriva una diagnosi: nel giro di qualche settimana perderà la vista. Ci vorrà del tempo, ma certo meno di quanto gli sia necessario per concludere. Senza contare che quello non era che una tappa: sarebbero poi dovute venire riletture e correzioni. E poi avrebbe dovuto sottoporlo a dei beta reader, e ancora a un'editor. Sono anni che sogna di potersi confrontare con qualcuno su quella cosa che sta buttando giù. Dove s'inserisce la fune sfilacciata in tutto questo? Il nostro non è uno scrittore professionista (questa cosa è la prima con cui si cimenta), è solo uno con una passione che ha cercato di alimentare. Sono cosciente che una disabilità incombente (si sa che sta arrivando ma non si può fare nulla per evitarla) ha un effetto devastante su chiunque si trovi ad affrontarla, ma penso che ogni colore abbia le sue gradazioni. Penso che un Autore affermato abbia sviluppato un sano distacco nei confronti delle proprie opere, passate e future. Inoltre, penso che se tale autore ha dietro una CE la quale, magari, ha già messo i suoi prossimi due libri a preventivo del prossimo triennie, proprio questa CE sia ben pronta a correre in soccorso e dell'autore e del proprio bilancio. Una persona che, invece, sta buttando giù quattro righe per passione non immagina neanche che una cosa chiamata distacco possa esistere. Il valore affettivo che s'incarna in quelle quattro righe trascende il valore letterario delle stesse. Oserei dire che è legato da una proporzione inversa. Si, d'accordo, quello che sta buttando giù è una schifezza. Ma è la sua schifezza. E' l'unica schifezza che ha. O meglio, che aveva. Stavamo parlando d'incubi?
  15. BadbCatha

    craaa!

    Salve a tutti! Sono Mauro e, con mio disappunto, veleggio verso i sessanta. La lettura è sempre stata una delle mie attività preferite, anche se negli ultimi tempi lavoro e altri impegni mi hanno costretto a ridurre lo spazio che posso dedicarci. Purtroppo, questa passione si è portata dietro quella per la narrazione. Negli ultimi anni ho seguito diversi corsi di scrittura creativa, che mi hanno dato la spinta per cercare di mettere giù qualche parola dopo l'altra. Al momento ho un progetto in corso, sta avanzando molto a rilento, ma spero di vederlo finito, prima o poi. Ho trovato WD cercando beta readers. Non che sia ancora nella posizione di aver qualcosa da sottoporre: era solo per avere l'illusione di fare qualcosa mentre invece non riuscivo a combinare nulla. Negli ultimi giorni ho dato un'occhiata al forum, e l'ho trovato ricco di ciontenuti interessanti.
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