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flambar

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flambar ha vinto il 27 novembre 2018

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    uomo venuto dal mare
  • Compleanno 18 ottobre

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    Al Na'ir
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    Imparare

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  1. flambar

    " E q u i n a S R "

    Ciao @Poeta Zaza la tua raffinata sensibilità è così penetrante nei particolari, da riuscire a farmi sfuggire una lacrima.Ti ringrazio di avermi letto e commentato.Augurandoti un buon fine settimana e tanta fortuna
  2. flambar

    " E q u i n a S R "

    Cara @mercy ho nei miei ricordi molti bravi maestri che hanno trasmesso il loro sapere con tanta pazienza ad un rozzo marinaio qual io sono. Tu, poi, per insegnarmi qualcosa, per poco non hai scritto più di me. Ti pare che potrei definirti una rompi scatole? All'epoca avevo tra i sette e gli otto anni di età, il non ricongiungersi di mio padre con mia madre non lo so a cosa sia idovuto, una cosa è certa la mia mamma lo ha aspettato tutta la vita.Il tuo commento è molto istruttivo, perciò puoi anche picchiarmi se ti fa piacere ma trasmettimi quello che sai, se ti fa piacere.. Ti auguro una buona notte e tanta fortuna
  3. flambar

    " E q u i n a S R "

    Buona sera @Unius A malapena sono capace di leggere, in scrittura vado ancora peggio. In seguito un supecritico, che stimo pone nero su bianco che gradisce i miei racconti. Allora non mi resta altra alternativa di andare fino in fondo nel migliorare. Grazie @Unius Il tuo commento è per me un elisir d'incoraggiamento. Ti auguro un buon fine settimana e tanta fortuna
  4. flambar

    Pubblicità su Facebook e Amazon? Cosa ne pensate?

    WD è la nostra sede, dovremmo renderla più pubblicizata o renderla più attraente, per esempio, WB potrebbe, potrebbe usare i suoi utenti capaci per istruire gradis la gente che lo desidera alla conoscenza della letteratura ecc...ecc...volere est
  5. flambar

    eccolooooo

    Benvenuto @Piovasco
  6. flambar

    Buongiorno a tutti

    Benvenuto @Xiny per un pò di tempo ho fatto il musicista di strada suono il Sax tenore ed il flauto traverso, piacere di conoscerti
  7. flambar

    Presentazione

    Benvenuta @NinaRobin
  8. flambar

    " E q u i n a S R "

    http://www.writersdream.org/forum/forums/topic/41928-la-vita “ E Q U I N A S R “ Nel periodo del dopo guerra, l'Italia faceva fatica a riprendersi economicamente, per cui mio padre cercò di trovare fortuna emigrando in Brasile. In un primo momento partì solo lui, dopo qualche anno nel mese di Dicembre lo raggiungemmo con mia madre e i miei due fratellini. Il lungo viaggio di andata si svolse sulla moto nave passeggeri “Conte Bianca Mano” era una nave di linea italiana varata nel 1925. Considerata la prima vera città galleggiante, fu l'ultimo transatlantico italiano costruito all'estero. Raggiunta la nave a Napoli ci imbarcammo per il Brasile, destinazione porto Santos il porto più grande del Brasile e del Sud America. Durante la navigazione in pieno Oceano Atlantico, fummo protagonisti di una brutta vicenda. Mia madre, si accorse che mio fratello Mario non era più tra di noi. Lo cercammo invano per tutta la nave. La situazione peggiorò quando la mamma scoprì che l'oblò della nostra cabina, posizionato molto vicino al letto di mio fratello era aperto. Mio fratello, essendo piccolo ed esile si sarebbe potuto esporre senza difficoltà per poi finire in mare. Mia madre presa dal panico, pensando che fosse effettivamente andata così. Allertò tutto l'equipaggio e dopo ore di ricerca su tutto il bastimento, aiutati anche da altri passeggeri, i ricercatori si rassegnarono al pensiero che con molte probabilità era caduto in mare. La nave tornò indietro di qualche ora con la speranza di trovare in mare il corpicino senza vita di mio fratello. Ma nulla! Pur nell'immenso dolore di mia madre...la nave doveva obbligatoriamente continuare il viaggio. Oramai disperata, nel ritirarsi in cabina, notò che il materasso di una della cuccetta si stava muovendo, impaurita ma anche tanto speranzosa, alzò il materasso e vi trovo mio fratello Mario. Si era nascosto li sotto per evitare il rumore delle sale macchine che non lo facevano dormire. Avendo un corpicino esile nessuno si era accorto della sua presenza sotto il materasso. Finalmente quell'incubo era finito. Si avvisò tutto l'equipaggio e i passeggeri. A sera mia madre organizzò una festa con la presenza del comandante del transatlantico. In Brasile vaccinarsi era d'obbligo. Io avevo circa otto anni, giunto il mio turno pur essendo piccolo opposi resistenza, non volevo essere vaccinato. Quattro poliziotti brasiliani, cercarono di immobilizzarmi senza riuscirci, mi dimenavo con grande forza, alla fine gli infermieri esausti, constatando la mia ottima salute, si rassegnarono e non mi sotto posero a vaccinazione. Da Santos, raggiungemmo mio padre a San Paolo, dove aveva aperto una grande officina di rettifica motori. L'emozione di incontrarci dopo tanto tempo fu molto forte da entrambi le parti. Nell'abbracciarci, ci tenevamo stretti stretti per un lunghissimo tempo. La nostra casa era una bellissima villa . Mio padre finalmente aveva molto da lavorare. La sua officina era avviata ed il suo impegno remunerato adeguatamente. Appena giunti, la prima cosa che si notò era il clima caldo Brasiliano. Alla partenza dall'Italia faceva tanto freddo, eravamo vestiti con indumenti pesanti, due grosse valigie ne erano stracolme. Mia madre era convinta che in Brasile nel mese di Dicembre facesse freddo come in Italia, senza tenere conto che la città di San Paolo si trova in zona tropicale ed imperterrita ci vestiva con indumenti invernali, si può anche notare dalla foto. Il quartiere dove abitavamo si chiamava “ Giardin San Paolo” appena arrivati nacque l'amicizia con dei bambini brasiliani con cui giocare anche se il linguaggio era molto diverso. Il quartiere era situato in periferia. Esistevano numerosi cavalli tenuti in libertà, quando li vedevo il desiderio di cavalcarli si faceva sempre più forte. Con la mia esuberanza e non curante del pericolo, Conquistai la loro fiducia riuscendo ad avvicinarmi dandogli da bere e da mangiare, per cui imparai a cavalcarli senza le briglie. Per farli dissetare, trovai un secchio che pieno d'acqua non riuscivo a trasportarlo, allora fecevo entrare i cavalli nella cucina attraversando il soggiorno, mia madre non se ne mai accorta, i cavalli pur essendo selvatici si comportavano come se sapevano che la situazione era molto delicata e rischiosa se lo veniva a sapere la mamma erano guai per tutti. Tra me e gli equini si stabili una sincera amicizia alcuni erano dei grandi campioni da corsa in pensione si potevano facilmente individuare per la loro sublime bellezza atletica, alle volte si fermavano e ponevano la propria attenzione su qualcosa che gli irrigidiva tutti i muscoli pronti allo scatto, in seguito capii cosa era questo qualcosa. Difatti, Giardin San Paolo non era molto lontano dal Mato Grosso, una foresta popolata da numerosi serpenti di diversa specie, i cavalli li vedevano ero io che non riuscivo a vederli. Un giorno seduto su una pietra per godermi profondamente quel fantastico paradiso, una giumenta mi colpì col muso, sulla testa tanto violentemente che per poco non svenni. Per istinto mi voltai, la vidi impennarsi scuotendo con grande forza la testa, in bocca aveva un grosso serpente, terrorizzato mi misi a correre verso casa, mia madre accortasi del fiatone che avevo mi domandò cosa era successo, mentre stavo prendendo fiato arrivò mio padre pensando che qualcuno del vicinato mi aveva fatto paura andò su tutte le furie non ascoltando più nessuno, si armò di un grosso bastone e rivolgendosi a me disse << andiamo papà, fammi vedere chi è questo cornuto>> cercavo di spiegargli che i fatti non erano andati cosi, pareva sordo e non si era ancora reso conto che, perdevo sangue dalla testa. Arrivati dove c'era la grossa pietra da me usata come sedile, ad distanza di una ventina di metri, oramai in agonia giaceva la cavalla con ancora il serpente tenuto tra i denti. Mio padre con calma si sedette sulla grossa pietra e mi domandò di raccontargli tutto. Messo al corrente, si inginocchiò di fronte alla giumenta e parlandogli con infinita dolcezza, la ringraziava chiamandola “SR” lettere stampate con ferro incandescente sul suo collo. Quella fu la prima volta ed anche l'ultima a vedere il volto di mio padre bagnato dalle lacrime. Mio padre, non era un uomo comune, aveva combattuto corpo a corpo la seconda guerra mondiale era pieno di profonde cicatrici, aveva subito terribili torture, osservarlo commosso per un nobile gesto di un animale fu per me una grande ed indelebile lezione di comportamento. Lo stesso giorno, mio padre si presentò dal proprietario dell'equina “ SR” gli propose di venderla per farle una degna sepoltura, rifiutava l'idea che un animale cosi nobile venisse divorato da sciacalli o da avvoltoi La mia famiglia restò residente a Giardin San Paolo, per due anni. A mia madre venne la nostalgia dei suoi familiari e dell'Italia. Quindi, lasciò mio padre da solo in Brasile per imbarcarsi sul transatlantico “ Castel Bianco “ portandosi con se i suoi figli. Non ho più rivisto mio padre.
  9. flambar

    La vita è un'avventura da non aver paura

    Buon giorno cara @Poeta Zaza Certo è molto facile dire a qualcuno che sta avendo paura, di non averla tanto la vita è un'avventura. Mo! bisognerebbe sapere cosa ne pensa colui che ha paura della vita. Ma, torniamo al tuo bel racconto: se diventiamo consapevoli, che questa vita ci viene data per forza e spesso anche con violenza, per poi finire che nella stessa maniera quando c'è la tolgono. Mi viene di mandarli tutti a quel paese. Il tuo affascinante racconto, ha l'aria di quelle antiche filastrocche molto utili a togliere i dubbi. Ne conosco una marinara che dice; rosso al rosso, verde al verde alla via cosi che nave non si perde ecc...ecc...oppure un'altra che serve per ricordarci di quanti giorni è formato un determinato mese che fa; trenta giorni a Novembre con Aprile, Giugno e Settembre, di ventotto c'è ne uno tutti gli altri ne han trentuno. Tu sai che io non sono un tecnico per poter dire qualcosa sulla tua scrittura, ho letto e riletto non vedo nessun errore grammaticale, può essere dovuto al fatto che il tuo racconto è talmente bello da coprirli. Grazie della lettura a rileggerci.
  10. flambar

    Cosa cercate in una poesia?

    Personalmente in una poesia cerco qualcosa di melodioso che mi induce a poter intuire cosa l'autore vuole trasmettermi
  11. flambar

    ti ho baciato

    Woonderball! La tua poesia è tra le più semplici che conosco, ma è talmente attraente da farmi percepire le sensazioni che si provano durante un vero bacio. Complimenti
  12. flambar

    Ciao a tutti!

    Benvenuto @LordGiord96
  13. flambar

    Eh beh, allora ciao...

    Benvenuto @davide1268
  14. flambar

    "L a d r a g a"

    Carissima @Talia in tutto ho cinque figli e non li ho messi al mondo io ma mia moglie, sono venuti al mondo uno dopo l'altro perchè mi ero accorto che quando era in cinta era più comprensiva, più dolce, più brava e più calma, sono nonno di dieci diavoli di nipoti che l'altro giorno mi hanno costretto a chiamare i pompieri, perchè con una sega da falegname hanno tagliato per più di un palmo un pilastro del palazzo. La bomba no l'ho disinnescata, ssssssssss, era tutta una messa in scena per farmi apprezzare difatti per farla sembrare più pericolosa lo fatta brillare. Si è vero, prendo tutto con buon umore ed ironia, perchè sono consapevole che la vita non è una cosa seria ed anche se essa adora prendermi a calci non è una buona ragione il comportarmi male, il male si comporta come il denaro, difatti il denaro va dove c'è altro denaro, ed il male si reca dove già esiste altro male. Tutti e due non vengono mai da me perchè non ne vale la pena. Grazie di avermi commentato. Ti auguro tanta fortuna a risentirci.
  15. flambar

    Purismo letterario...si o no?

    Buona giornata @swetty "imparare la grammatica" o la lingua, sono elementi che senza la dovuta passione si acquisiscono molto relativamente. Adesso a 72 anni di età mi sono accorto dell'importanza degli elementi che stiamo discutendo. "L'importante è scrivere col cuore" Certo se si scrive per essere comprensivi solo a se stessi, questo non fa una piega. Ma le cose cambiano quando sono gli altri a leggerti, costoro poi, pretendono il diritto di capirci qualcosa su quello che si scrive considerando che il libro l'hanno pagato anche se il prezzo è di nessuna importanza. Inoltre ritengo dannoso nei riguardi di chi sa fare le cose nelle giuste regole. Sono entrato in WD perchè adoro raccontare, questo lo constato dalla gente che mi conosce ed in particolare da i miei numerosi nipoti, che in continuazione come mi vedono abbandonano i loro giochi elettronici per chiedermi di raccontargli qualcosa. Nella città di Brindisi, se non mi conosci c'è da dedurre che non sei Brindisino. Tutta questa gente mi ha consigliato di scrivere e pubblicare un libro su i miei racconti. Il libro lo fatto, ma quando ho incominciato a leggerlo, caro ed insigne @swetty devi credermi mi è venuto di vomitare. Ora, siccome sono un tipo che non si arrende tanto facilmente, sono entrato in questo forum con la speranza di trovare una o un elemento disponibile. Ti auguro tanta fortuna.
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