Vai al contenuto

Heartmind

Scrittore
  • Numero contenuti

    222
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

37 Piacevole

6 Seguaci

Su Heartmind

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna

Visite recenti

339 visite nel profilo
  1. Heartmind

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Secolari effigi dei "Quaderni antichi" tappezzavano il foyer olezzante. Riverberi nefasti e putridi lasciano Hanoi allontanando mosconi verdi inquieti; bordeggio usando zattere ottagonali gigantesche, usurpate sovente e derelitte, quantomai antieconomiche. "Merda verde", imprecai bevendone una zenzerosa orzata gocciolante unguenti. Sputai e determinato quotai tutti RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFOC
  2. Heartmind

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Secolari effigi dei "Quaderni antichi" tappezzavano il foyer olezzante. Riverberi nefasti e putridi lasciano Hanoi allontanando mosconi verdi inquieti; bordeggio usando zattere ottagonali gigantesche, usurpate sovente e derelitte, quantomai antieconomiche. "Merda verde", imprecai bevendone una zenzerosa orzata gocciolante unguenti. Sputai e determinato RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFOC
  3. Heartmind

    [FdI 2018-3] Andata e ritorno

    Perchè l'identià può essere celata, ma non strappata via come fosse un cerotto. Però che bello il finale, la sua vera identità che convive con il suo essere anche un pò italiano, nonstante la tragedia consumata nel suo paese. Come sta CaneMorsi? @Rica Hai fatto un ottimo lavoro, tema centrato in pieno,
  4. Heartmind

    [FdI 2018-3] Peoh

    @Macleo @Ezbereth Grazie di cuore per aver letto commentato e nonostante gli errori apprezzato il mio racconto
  5. Heartmind

    [FdI 2018-3] Briganti

    Vero la trama non è molto fluida, @Angelarosa . Ma ho apprezzato moltissimo le ambientazioni, i riferimenti storici, i nomi dei luoghi, e la potenza descrittiva. Resto un pò come quando capita di vedere solo alcune scene di un bellissimo film che vorresti rivedere dall'inizio. iI mio giudizio è sicuramente positivo, un racconto che ha un ottimo potenziale.
  6. Heartmind

    [FdI 2018-3] Equilibri Verticali

    Sono d'accordo con @-Omega- La situazione è un pò forzata, ma il messaggio che arriva è saldo. leggendo mi è tornato in mente un film dove la prima scena era molto simile al quadro che hai descritto. Tagliare o non tagliare solo che i due non parlavano tra loro. la storia si svolgeva in una serie di flashback, nessuna informazione su come i personaggi erano finiti in una situazione senza via d'uscita. anche in quel caso come nella tua storia, la forza narrativa risiedeva nel messaggio. Si capiva che i due erano stati messi forzatamente in quella situazione estrema, dallo sceneggiatore come un pretesto. Complimenti! @Talia ho versato pure una lagrimuccia sappilo.
  7. Heartmind

    [FdI 2018-3] Sfida all’O.K. Corral

    Ciao @Macleo ti taggo qui perchè mi sono dimenticata di farlo nel commento qui sopra. ps. Ma arrivano ugualmente le notifiche su uno si dimentica il tag?
  8. Heartmind

    [FdI 2018-3] Soldati

    Ho adorato la poesia di questo passaggio. Una storia delicata come la storie che si dovrebbero raccontare ai bambini, bellissima davvero! @M.T.
  9. Heartmind

    Chiasmo primordiale

    No assolutamente, anzi è quello che cerco, senza girarci intorno sprecando parole, con tutta sincerità ti descrivo chi sono: una testa piena di immagini, personaggi prepotenti che mi disturbano il sonno, trame intricate da districare, ma ho poca dimestichezza con la scrittura creativa, oltre che con la grammatica, voglio imparare, non conosco altro modo che esercitarmi e correggermi. In un certo senso sto sfruttando i vostri commenti. Si @AndC ho in cantiere due romanzi, e sia Peoh che questo sono stati estratti dal loro contesto, la trama è molto simile ma uno è un fantasy anomalo, nel senso che non ci sono draghi, elfi, e nani beoni, l'altro è fantascientifico classico tipo urania. Gli episodi dei romanzi sono concepiti come una serie televisiva, sono autoconclusivi ma non rientravano con il limite dei caratteri. Mi sono detta; sicuramente avrò bisogno di un aiuto concreto e professionale, ma prima di spendere soldi per pagare un professionista, voglio vedere se quello che scrivo è almeno degno di attenzione. Quindi, non so davvero come ringraziarvi tutti per ogni parola che spendete nei commenti.
  10. Heartmind

    I racconti dell'Ottava Luna – Quarto ciclo

    Non ho ancora letto i vostri racconti, intanto mi complimento con voi @paolati @Kikki @Nanni
  11. Heartmind

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Secolari effigi dei "Quaderni antichi" tappezzavano il foyer olezzante. Riverberi nefasti e putridi lasciano Hanoi allontanando mosconi verdi inquieti; bordeggio usando zattere ottagonali gigantesche, usurpate sovente e derelitte, quantomai antieconomiche. "Merda verde", imprecai bevendone una zenzerosa orzata RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFOC
  12. Heartmind

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Brodetto: Motto popolare , proverbio, massima sciocca insipida e sensa significato. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  13. Heartmind

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Zipponico: comportamento allegro e festaiolo tipico di chi sa accendere con entusiasmo eventi folcloristici nipponici KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  14. Heartmind

    Chiasmo primordiale

    Una giovane donna Ujiki si gira sulla schiena, dal suo giaciglio guarda il chiaro spicchio di luce che illumina l'unica entrata della caverna. La luce verdognola, riflessa dalle foglie della foresta, infonde tepore e certezza alle donne che lentamente lasciano, insieme ai sogni recenti, l'inquietudine della notte. Nel buio, più all'interno piccoli gemiti, una notte movimentata è appena trascorsa; Uah guarda la sua bambina, è malata, e ha pianto fino all'alba. Alla luce del nuovo giorno, le donne del clan si muovono con i loro piccoli. Ogni giorno comincia con la ricerca di cibo. Il gruppo unito, s'incammina lungo il sentiero che porta alla sorgente, l’acqua limpida che sgorga dal terreno offre loro l'occasione per dissetarsi e riempire recipienti di fortuna. Mentre i giovani Ujiki approfittano per giochi e schiamazzi, al ritorno, le madri conoscono luoghi, dove raccogliere frutta, radici, bacche, per sfamarsi, nell'attesa di mangiare di nuovo carne. La vena non è lontana ma sua figlia avrebbe sofferto il tragitto. La giovane madre ha l'occasione che aspettava per non seguire le sue compagne. Da giorni un'idea prende forma nella sua mente, uno strano episodio accaduto tempo prima, è la scintilla che da forma al suo assillante pensiero; salvare la vita della bambina. Uah, rimasta sola, prende la neonata tra le braccia, la culla attaccata al seno per calmarla; sente che il respiro della bimba si fa regolare e con dolcezza adagia il corpicino sulla morbida culla fatta di foglie e pelliccia. Fuori il sole scalda l'aria. In preda a un'incontenibile ansia, si muove piano nella penombra e raggiunge il chiarore che lambisce l'accesso ruvido e umido nella roccia della montagna. Una lotta interiore si sta consumando dentro di lei. Tutti gli uomini sono lontano; una battuta di caccia può tenerli impegnati per giorni: Deve trovare la forza ora. Uah cerca tregua e pace rivolgendosi al suo cuore di madre. Il clima presto cambierà, un nuovo viaggio, lunghi giorni di cammino... Se per quel momento la sua piccola non fosse guarita, l'abbandono sarebbe stato imposto dal clan come soluzione al problema. La bimba non avrebbe mai superato, comunque, un percorso così lungo e pericoloso. Uah torna all'interno, nella debole luce che ora arrivava quasi fino al piccolo giaciglio dove sua figlia riposa tranquilla. La guarda a lungo con apprensione, poi con la mano le tocca il viso con un gesto amorevole, per lasciargli un saluto. Ciò che ha in mente è quanto di più pericoloso e folle si potesse concepire. Non ha pensato un solo istante di informare qualcuno del clan riguardo alle sue intenzioni. Determinata, annoda i capelli che le ricadono lungo i fianchi, si arma di un utensile con il quale difendersi e aprirsi il cammino nell'intricato passaggio nella boscaglia, un ultimo uno sguardo intorno prima di inoltrarsi nella foresta. In cuor suo spera con tutte le sue forze di tornare prima degli uomini, non trovandola al loro ritorno, sua figlia potrebbe correre un grande pericolo: Un'orfana non ancora del tutto svezzata è solo un peso per la comunità. A quel pensiero i suoi muscoli scattano e comincia la corsa, la sfida, alla ricerca del dono della vita per sua figlia. Uah si muove veloce come il vento; gambe muscolose, agili, adatte allo scopo, un corpo piccolo ma resistente, occhi vigili su ogni possibile pericolo, la mente e i sensi all'erta nel percepire ogni odore, ogni cambiamento nel mondo che la circonda. Davanti a lei la foresta è una fitta e intricata trama verde, che sembra avvilupparsi senza una via d'uscita, agli occhi esperti della ragazza invece, si apre una via dritta come i sentieri antichi mille volte percorsi. Senza difficoltà supera grossi tronchi, enormi massi saltando da uno all'altro, mentre già la mano, forte, stringe una liana, la forza stessa del recente salto, la lancia su un ramo appena più in alto. Uah vola da un ostacolo all'altro e mentre avanza cerca una traccia. Senza sosta scende e risale da una cima d'albero a un ramo scelto al bisogno in una frazione di secondo. Solo a tratti ogni tanto si ferma ad annusare l'aria, in cerca di quella scia odorosa, che al solo ricordo, le procura una fitta allo stomaco; Il dolore per ciò che è accaduto solo sei lune prima è ancora recente. Come sempre, lei e le donne si erano avventurate alla ricerca di cibo nella foresta. Il vento si alzò e cambiò direzione all'improvviso. Impegnate a procurare bacche, non perdevano d'occhio i piccoli irrequieti, che si dedicavano rumorosamente all'apprendimento delle arti primitive dei loro genitori. Tutte le raccoglitrici alzarono il viso verso il cielo annusando l'aria istintivamente. Un odore invitante solleticò le narici, la curiosità, la fame e la voglia di conoscenza spinsero le donne a ricercare la fonte di quell’aroma. Seguendo una melodia di fragranze, s'inerpicarono nella boscaglia con fatica portandosi dietro i loro bambini. Nelle loro menti si creavano immagini e aspettative che non riuscivano a collocare o a paragonare con nulla che avessero mai visto. Camminarono fino a che la boscaglia sparì improvvisamente davanti a loro, sull'orlo di una radura assolata. Il sole illuminava il suolo e le cose che c'erano sopra, senza l'ingombro degli altissimi alberi che si erano lasciati alle spalle, quello che videro le lasciò senza fiato. La fonte di quelle invitanti fragranze era lì davanti ai loro occhi stupiti e increduli. Indeciso, il gruppo si riunì, nel punto, dove la radura si staccava nettamente dalla foresta. Restarono ferme ad ammirare il gioco di luci e ombre che facevano le file di alberi ricolmi di frutti maturi, e i sentieri di pietra bianca, dritti come le canne dei fossati. Erano rimaste lì, in preda all'ammirazione e allo stupore, un tempo indefinito, a considerare ogni dettaglio, a spiare ogni movimento o cambiamento nel paesaggio, combattute tra l'andare o il restare. Due donne cominciarono ad avvicinarsi agli alberi più vicini. L'odore fruttato era così intenso, che non seppero resistere, così dietro alle prime due donne, pian piano il gruppo camminava timoroso a brevi passi verso le piantagioni. All'improvviso la più vecchia di loro gridò. Il richiamo di sorpresa e il terrore stravolsero il viso dell'anziana donna. Tra le fronde, verso l'interno, degli esseri mai visti, camminavano allontanandosi, fortunatamente, da Loro, due creature alte almeno il doppio di un Ujiki, coperti da strane pelli che lasciavano scoperto il viso bianco come la neve e i capelli annodati in strane fogge erano del colore del sole. Fu solo un attimo e sparirono dalla visuale. Il grido dell’anziana arrivò alle orecchie delle due donne, ormai a due passi dalla meraviglia che suscitava la visione dei frutti maturi. La seconda donna si girò verso il resto del gruppo, mentre la prima non badò all'avvertimento, era così vicina che già le sembrava di assaporare la polpa del frutto. Fece leva su di un piede e allungò il braccio. Non fece in tempo ad afferrare il pomo, che metà del suo corpo esplose in uno sbuffo rosso di vapore, mentre l'altra metà cadeva a terra tagliato esattamente a metà. Seguirono scene di terrore, confusione, grida, le donne persero il loro controllo e dei loro figli. Alcuni bambini terrificati cominciarono a correre da ogni parte senza sapere in quale direzione fosse la salvezza, andarono verso il frutteto lasciando nell'aria micro particelle dei loro corpicini vaporizzati. Uah stringeva la sua bimba in preda a sentimento che non ha nome. Quando vide i fuochi d'artificio lasciati nell'aria dai piccoli trasformati in vapore, cadde di peso su i glutei come se le sue gambe fossero sparite all'improvviso. Nell'impatto con il suolo, per sua fortuna, il dolore la riscosse. Un fiotto caldo scorreva tra le sue cosce, mentre perdeva la sua urina, si ricordò di sua figlia che teneva ancora tra le braccia. Fece un enorme sforzo di volontà per rialzarsi, e con un flebile grido prese quasi al volo un bimbo che urlava correndo. Dai bagliori che trapelano tra le chiome degli alberi meno fitte, Uah intuisce che la sua corsa è giunta al termine. Stanca e provata, ma non meno motivata ad andare avanti, con le mani ferite e doloranti, si arrampica su un grosso masso, spicca un salto atterrando su un ramo. La propaggine dondola paurosamente, lei resta in equilibrio, con le braccia a mo' d'ali e le ginocchia leggermente piegate, scorge a tratti la radura, da quella scomoda posizione, secondo i capricci del vento che scompiglia i rami degli alberi. Quello che desidera è lì a pochi metri, soltanto un paio di quei frutti profumati da portare a sua figlia. È lì per rubare un incanto, senza sapere se quel sogno si avvererà. In realtà non se l'è mai chiesto. L'istinto e la voglia di conoscenza prendono il sopravvento su quegli uomini e quelle donne, a volte anche a costo della vita bisogna rischiare. Non è il coraggio, e nemmeno l’incoscienza a spingerli. È evoluzione, lenta e precisa. Scruta la prospettiva davanti a sé ispezionando ogni parte. Ripensando con terrore a quegli esseri giganteschi, le tornano in mente le parole di Jimho e degli uomini tornati a sorvegliare il giardino descritto dalle donne. I cacciatori Ujiki erano rimasti nascosti per un giorno intero tra la vegetazione, incantati dagli aromi e dalla bellezza del giardino. «Non esiste alcun modo di passare» affermò Jimho rivolto ai compagni riuniti intorno al fuoco. «Avete visto tutti, nessun animale che non possieda delle ali riuscirà a superare la trappola che non si vede». Uah li ascoltava di nascosto, mentre fingeva di svolgere faccende intorno al gruppo di cacciatori. «I pomi che pendono da quei rami, devono essere sicuramente soprannaturali». «forse sono una potente medicina, li proteggono con troppa cura». «Non vogliono condividerli con nessun altro». «Non sono per il nostro popolo, nessuno deve avvicinarsi». «Avete visto tutti, sono spaventosi, non dobbiamo attirarci la loro ira». Ognuno proponeva la visione della propria esperienza e fu lì che in lei nacque la scintilla. Un pomo, anche uno solo, per curare sua figlia. La giovane si riscuote dai suoi pensieri. Il sole è alto ormai, le ombre corte degli alberi le ricordano l'urgenza del suo proposito. Jimho aveva ragione “nessun animale che non possieda delle ali, riuscirebbe a passare.” Ma lei sapeva volare! Lo aveva già fatto una volta. Quel giorno le uova nel nido di kiurù erano su un lato di una forra profonda e lei era dall'altro. Le uova erano un alimento nutriente e appetitoso. Ci pensò un giorno intero. La fame, il bisogno di trovare comunque il modo per arrivarci furono il passo verso la genialità; il giorno successivo tornò dai suoi compagni con dodici grosse uova. Allo stesso modo usato per arrivare dall’altro lato del burrone, Uah si procura una liana robusta e abbastanza malleabile da poter essere annodata. Dopo aver assicurato la cima all'apice del ramo prescelto, prende a piegarlo verso l'interno della foresta. Mentre continua a tirarlo sale sempre più in alto di ramo in ramo. Il calcolo delle probabilità di riuscire a lanciarsi oltre il recinto invisibile, senza attivare la trappola che l'avrebbe ridotta in un alito di vento è affidato totalmente al caso e alla fortuna. A ogni modo, già collaudato, quando, seguendo il suo istinto era riuscita a rubare il nido. L’espediente per tornare indietro invece è tutto da inventare in questa prova, una volta presi i frutti. Uah sta tirando con tutte le sue forze, per assicurarsi un salto abbastanza lungo e alto. Natyr esce dal suo laboratorio, una leggera brezza le scompiglia i capelli così chiari, da sembrare solo un gioco di luce, e le incolla addosso la leggera gonna lunga fino alle caviglie, mettendo in evidenza la forma del suo giovane corpo. Riflette sulla sua posizione all’interno dell’organico di ricerca, mentre s'incammina lungo il sentiero che va diritto verso la foresta, passando attraverso il frutteto. Vuole respirare un po' di quell'aria fresca che il vento cattura tra i rami e la vegetazione, nell'intrigo degli alberi maestosi . Uah è pronta. È salita in cima a un albero tirandosi dietro il ramo che sta per usare come fionda. Davanti a lei nessun ostacolo, niente può fermarla. Aiutandosi con un avvallamento sulla corteccia, poggia saldo il piede, per tenere la posizione, sta lì ferma, in equilibrio ad aspettare il momento. I muscoli potenti delle gambe e delle braccia tesi al massimo, come la frombola umana che ha architettato. La ragazza fa due giri di liana intorno al polso destro e si prepara al volo, inspira una lunga sorsata d'aria. La dottoressa passeggia tranquilla, anche se la quiete del giardino è in contrasto con i suoi pensieri. La giovane ha dovuto lasciare su Nevander tutti i suoi sogni, a beneficio di quel pianeta selvaggio che la ospita, costretta a partire per un viaggio forse senza ritorno e comunque, anche nel caso di un esito positivo ha dovuto dire addio a tutti i suoi studi e alle sue ricerche… Uah si lascia andare. Uno schiocco rompe il silenzio, uno sfarfallio di ali rosse si leva verso il cielo. Un cinguettio allarmato scuote la foresta in un tumulto di richiami di mille animali. Natyr ha un singulto incontrollato, si girà di scatto alla sua destra. Nello stesso istante, Uah atterrata piegandosi sulle ginocchia, per ammortizzare la caduta rotola su se stessa tenendo stretta nel palmo la liana. Il ramo piegato scricchiola con un movimento dapprima lento, sta per riprendere la sua corsa all'indietro ma, Uah scatta in piedi, tiene stretta la liana legata dal ramo al suo avambraccio, corre come un cucciolo di njuk impaurito, fa un giro intorno al tronco del primo albero più vicino a lei, s'inginocchia tirando con tutta la forza che ha, blocca la fionda che l'ha traghettata oltre il recinto intorno al tronco. Natyr non capisce immediatamente cos’è caduto dal cielo. Rimane alcuni secondi pietrificata dallo stupore. Per un attimo non riesce a credere a ciò che sta osservando. Uah è accovacciata, intenta a fissare la corda al tronco dell'albero, la sua visione periferica tradisce la presenza di qualcuno alla sua sinistra, alza gli occhi, neri come le pietre fumanti della montagna e li affoga dentro un paio di grandi occhi chiari come il cielo. Il tempo pare fermarsi, sembra l’incontro di due mondi in una piega anomala nello spazio, una si specchia nell’altra, come fossero, della stessa anima, due incarnazioni separate da milioni di anni luce. In una frazione di secondo, Uah fa la prima equazione della sua specie: La contemporaneità di due eventi vitali, Il pericolo immediato e la raccolta dei frutti da un risultato istintivamente logico; fuggire via più velocemente possibile cogliendo al volo almeno un frutto. Uah, riprende il controllo dei suoi occhi con una velocità che spiazza Natyr. Corre, fa al contrario il giro del tronco, un attimo prima che la fionda scatti riportandola là da dove era partita, La raccoglitrice, nell'aria ferma come un fotogramma, lancia un fiero grido di vittoria e afferra al volo un pomo maturo ficcando il braccio alla cieca in mezzo ai rami profumati.
  15. Heartmind

    [FdI 2018-3] Sfida all’O.K. Corral

    In effetti meglio digitarle in silenzio le password Parlano pure fra di loro, chissà i festini che faranno in assenza del propetario di casa qui siamo al limite della discriminazione razziale Ammazzali subitoo! ma dove li ha comprati sti elettrodomestici! bruttiii ecco lo sapevo adesso sono cxxxi sei fritto bello mio così impari porta rispetto per chi lavora! rottamiamo tutto e torniamo alle vecchie abitudini, no? Bel racconto, mi son fatta due sane risate e sono contenta, grazie! Trama tessuta da artista, originale, e surreale quanto basta, appena una pennellata tragica su un quadro comico, rende il testo completo e rifinito. ps. il commento pare un pò scemo ma non bisogna per forza spulciare errori o dare consigli anche quando non cè nulla da correggere? Spero di no Mmmmh. Speriamo vabbè io invio
×