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mercy

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Tutti i contenuti di mercy

  1. mercy

    Il gioco del "se fosse"

    Se tu fossi un profumo?
  2. mercy

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    @Renato Bruno, grazie anche da parte mia. Mi dichiaro colpevole di quasi tutte le mancanze che hai elencato (e anche di qualcun'altra), ma continuerò a cercare un "punto di attrazione chiaro e propulsivo" che dia vita a un racconto. Magari, prima o poi...
  3. mercy

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Grazie al giudice. Grazie ai lettori, commentatori e votanti! @Tonnino sarà meglio che la prossima volta la cintura te la slacci io.. @Befana Profana, se aspetti un paio di giorni per lanciare il guanto non mi offendo, eh? A presto, comunque.
  4. mercy

    [Sfida 32] Holly

    Commento Altro commento Avevo passato il pomeriggio a riempire il posacenere e seguire l’andirivieni di una coppia di mosche nel mio ufficio. Mi chiedevo se valesse la pena di aprire la finestra, se un refolo di aria calda valesse i tintinnii e i ruggiti e i clacson dalla strada puzzolente. Ammetto che mi ero anche chiesto se non fosse ora di piantare la Baia e trasferirmi in qualsiasi altro angolo della California, ma un simile umore era dovuto soltanto alla mancanza di incarichi e all'afa eccezionale. Il caldo mi gonfia di una malinconia auto-indulgente, e l’ozio mi rende difficile scrollarla via: Jim Wimmer mi ha trovato così, immerso in una nuvola di fumo che il ventilatore rimescolava pigro. Non si era disturbato a suonare, e aveva gli occhi stretti e la smorfia di chi cerca di nascondere un brutto mal di denti. «Come va, Mike?» «Meglio che a te, capitano.» Ha passato l’indice su un bracciolo e si è esaminato il polpastrello, prima di concedere alla sedia il fondo dei suoi calzoni: «Dici?» «Se anziché mostrare il distintivo in portineria ti fossi annunciato, avrei messo un po’ in ordine.» «Il portiere deve essersi preso una pausa e io non sono qui in veste ufficiale.» «Ah» ho detto e, dato che ormai erano quasi le sei, ho tirato fuori dall'ultimo cassetto una bottiglia con due bicchieri. «Un goccio per il tuo mal di denti?» Ha accettato lo scotch senza neanche chiedermi un po’ di soda e l’ha buttato giù in un sorso. «È sparita una copia delle matrici da cento dollari dalla State Mint.» «Perché non l’ho letto sui giornali del mattino?» «I giornalisti non lo sanno ancora, grazie a Dio. Ma non abbiamo molto tempo» ha sospirato, allungandomi il bicchiere perché lo riempissi di nuovo. «Quindi dovrei aiutarti a incastrare un falsario.» «Devi trovare una prova per arrestare Bill Hooser, Mike.» Questa battuta mi ha strappato il primo mezzo sorriso della giornata. «Come sai che c’è lui dietro al furto delle matrici?» «Ho avuto una soffiata.» Non gli ho riempito il bicchiere: mi sono acceso una sigaretta, aspettando il resto. Se sperava che gli rendessi le cose facili, si sbagliava di grosso. «Stampare soldi non è un’attività che s’improvvisa. Servono mezzi, conoscenze, protezione. Con il Blaine Act e questa maledetta recessione, però, è il racket perfetto.» «Mettigli qualcuno alle calcagna, a lui e i suoi tirapiedi.» «Credi che non l’abbia fatto? Niente. Non ho trovato un cazzo di niente.» Jim ha schiaffeggiato i braccioli della mia sedia. «Maledizione! Hooser s’è messo tranquillo, oppure i miei agenti sono in realtà i suoi. Ho bisogno che mi aiuti, ho davvero bisogno che mi aiuti.» «Mettermi contro Hooser mi è già costato il lavoro una volta, Jim. Mi è costato anche una fidanzata. Ho imparato la lezione.» «Lo sai che avevo le mani legate. Cristo! Giocava a poker con il procuratore tre volte a settimana…» «E magari continua a farlo. Diverso procuratore, stesso tavolo.» Lui ci ha provato lo stesso: «Pensaci. Potrebbe essere l’occasione per riavere il tuo posto. Eri un bravo poliziotto.» «Non rivoglio il mio posto, capitano. Se devo infrangere la legge preferisco farlo come un cittadino qualunque.» Sono riuscito a liberarmi di Jim senza promettere nulla e uscire nella sera arancione. S’era alzato il vento di nord-ovest a lavare via polvere e odore di catrame dalla strada. Ho lasciato che la folla di Folsom street mi sfilasse intorno, sono andato verso l’Imbarcadero. Sentivo solo la salsedine, pensavo solo a Holly. Holly, la prima volta che l’ho incontrata era una sera come questa, benedetta dal vento fresco della Baia. Sedevo con Eleanor a un tavolino dell’Hibernia, il tipo di sala da ballo in cui un uomo-onesto-con-discrete-possibilità-di-carriera porta la fidanzata senza rischiare la disapprovazione dei genitori di lei. Allungando un paio di dollari al barista si poteva avere un goccio di gin nel succo d’ananas, ma la reputazione del locale era specchiata come il parquet su cui saltellavano i suoi avventori. Eleanor adorava la tappezzeria di satin, la luce polverosa dei lampadari di cristallo e l’orchestrina sudamericana. Rumba, salsa, tango, merengue: ci avevano propinato l’intero repertorio, prima di ritirarsi tra gli applausi. Stavo cercando un modo discreto per allentare i lacci delle scarpe, quando un tizio dalla faccia bovina si è seduto al pianoforte. Ho sfiorato la mano della mia fidanzata attraverso il tavolo e lei mi ha stretto le dita. È tempo prenotare la chiesa, ho pensato. Poi Holly è salita sul palco e ha cominciato a cantare. Sono tornato all’Hibernia la sera dopo e poi almeno quattro volte la settimana, per buona parte dell’estate. Mi sedevo a un angolo del bar e aspettavo, riempiendomi lo stomaco di cattivowhisky&sodasodasoda. Holly raggiungeva il microfono con la testa reclinata sulla spalla sinistra, il passo frivolo dei tacchi alti; una creatura tanto sottile e pallida che non si capiva dove trovasse quella voce da contralto roca, straziante. My heart is sad and I'm all alone, cantava, e io mi chiedevo chi avrebbe mai potuto lasciarla sola. La luce le creava ombre mutevoli sulla gola e sotto le clavicole: immaginavo di baciare quelle ombre. Avrei potuto avvicinarla con una scusa, ma credo che allora fosse l’amichetta di qualche agente di terz’ordine e io ero sicuro che presto mi sarei sposato. Tornavo a casa zuppo di desiderio e senso di colpa, mi dicevo che Holly avrebbe preso una corriera per L.A. e io villetta in stile vittoriano a Nob Hill con spazio per almeno tre bambini. Holly, la seconda volta l’ho incontrata in una notte tiepida di novembre. Ero finito in una sala da gioco clandestina, pedinando il figliol prodigo di un colonnello in pensione. Dopo aver perso alla roulette quello che potevo permettermi di perdere, mi ero piazzato con un whisky in fondo alla stanza, fingendo interesse per il tavolo da blackjack. Il ragazzo continuava a puntare forte, gli occhi attoniti e il collo che a tratti scattava di lato in una sorta di tic nervoso. Di tutti i modi illegali in cui si può spendere l’assegno per il college, pensavo, questo è il più idiota. Dovrei dirglielo. Se continui così, mi costringerai a far venire un colpo al tuo vecchio: dammi retta, hai tutta la vita per giocare d’azzardo e solo qualche anno per costruirti un futuro. Facciamo che adesso te ne torni a casa e io dico al colonnello che fili tutte le mattine alla Law School. Mi sono sentito battere un colpetto sulla manica della giacca e il resto della notte è un balenare di impressioni che si rincorrono: Holly con una sigaretta spenta tra le labbra, l’accendino che mi cade di mano, l’orlo perlaceo del suo vestito e la stola di volpe che scopre una spalla fragile; la cicatrice irregolare, ancora rossastra, sulla gola bianca. Non ricordo se ho confessato la disperazione che mi aveva travolto alla sua scomparsa dall’Hibernia, e come l’avessi cercata per settimane in tutti i night club della città – forse il mio desiderio non ha avuto bisogno di parole. Ricordo però il tepore delle sue guance sulle dita, la bocca che si schiude contro la mia. Sono sicuro di essere rimasto fino all’alba a guardare la nuca di Holly sul mio cuscino. Qualunque fosse il sapone o talco, o lozione sulla sua pelle, aveva un odore struggente, come il ricordo di una domenica mattina d’infanzia. Quando si è svegliata mi sono offerto di preparare la colazione; questo l’ha fatta sorridere: “grazie” ha mimato con le labbra e mi ha baciato. Ha bevuto due tazze di caffè ravviluppata nella mia giacca da camera mentre mi occupavo delle uova. Alla luce del giorno, senza trucco, la sua pelle era dorata e punteggiata di lentiggini come quella di una qualunque piccola Susan o Mary cresciuta tra le fattorie della Valley. Le ho chiesto come si fosse procurata la cicatrice e lei ha usato tazza e porta-uovo per simulare un incidente d’auto. «Cosa ti hanno detto i dottori? Riuscirai a parlare di nuovo?» Si è stretta nelle spalle. «Come farai adesso? Non puoi continuare a così.» Ha sollevato le sopracciglia sbuffando con uno sbuffo divertito; mi ha preso il polso attraverso il tavolo e ha scritto con l’indice sul mio avambraccio: “non sarai mica un poliziotto, vero?” Avevo già perso la partita. Compariva a volte la mattina mentre mi vestivo per andare in ufficio, mi baciava lasciandomi addosso un sentore umido di nebbia, tabacco e menta, si infilava nel mio letto sbadigliando. Tornavo la sera e trovavo un biglietto sul cuscino: poche parole in una grafia larga, inclinata verso l’alto. Non mi ha mai chiesto un centesimo, ma infilavo nella sua borsetta tutte la banconote da dieci dollari di cui potevo fare a meno. L’idea che si ritrovasse nei guai con l’affitto o che dovesse rinunciare a una corsa in taxi mi sembrava un'orribile ingiustizia; soprattutto, temevo che adescando uomini le potesse capitare di peggio che prendersi un paio di schiaffi. E comunque ero geloso. Nulla di quello che potevo dire o fare aveva importanza, non ero abbastanza ricco perché mi prendesse in considerazione. Qual è il confine tra amore e ossessione? Studiavo le etichette dei suoi cappotti, la lucentezza delle scarpe, la qualità dei cappellini. Ho cominciato ad aspettarla sveglio, spiando le auto sulla strada. Una mattina è scesa da una Cadillac carta da zucchero, l'autista di Bill Hooser che le teneva aperta la portiera. Holly, la terza volta che l’ho incontrata l’ho vista arrivare da Lombard street con degli occhiali da sole, un delizioso foulard annodato sotto il mento e due valige vuote. È salita su una ford amaranto, su cui l’aspettava una specie di pugile in completo di flanella bianca. Mi sono accorto di avere le mani sudate mentre li ho seguivo fuori città, poi lungo Skyline Boulevard per una quindicina di miglia; poco dopo lo svincolo per Pacifica hanno svoltato a ovest e ci siamo lasciati alle spalle il traffico: ho dovuto rimanere indietro e poi cercare la ford nelle fattorie abbandonate. Ho parcheggiato all’inizio di viottolo di terra battuta e raggiunto la casa colonica. Le imposte sulla facciata erano chiuse e scrostate, la veranda deserta nel sole del mezzogiorno. Ho fatto il giro dell’edificio con la colt in pugno. Quando le mie scarpe hanno scricchiolato sulle assi della veranda, è apparso il pugile: si è preso una pallottola in fronte. Nell’ingresso, un secondo tizio che ha fatto la fine del primo, le valigie sul pavimento piene di mazzette di banconote, Holly contro il muro con le mani alzate e le labbra luccicanti nella penombra. «C’è qualcun altro?» Ha soffiato un “no”. «Sai dove sono le matrici?» Ha indicato una porta sulla destra. «Va’ a prenderle.» Mi sono asciugato il sudore dalla faccia, e forse anche una lacrima, prima che tornasse. «Prendi le valigie, prendi la mia macchina in fondo al vialetto. Sparisci in fretta. Cercherò di farti guadagnare un po' di tempo.» Passo la mattina a riempire il posacenere e ascoltare gli scatti del ventilatore nel mio ufficio. Spero che questa sarà l’ultima giornata afosa dell’estate. Ho aspettato due giorni prima di spedire una lettera anonima alla Hall of Justice, all’attenzione del capitano Wimmer, con dentro le indicazioni per arrivare alla stamperia clandestina. Ne è seguita una retata in grande stile che non ha fruttato nulla. Un po’ mi dispiace per Jim: se vuole davvero incastrare Hooser, dovrà trovare qualcos’altro. Però è probabile che anche Hooser dovrà trovare qualcos'altro, e io mi aggrappo a questa piccola soddisfazione. Holly, non so nemmeno quale sia il suo vero nome. Per un po’ la immagino sul fondo della Baia, perché trovo insopportabile che mi abbia dimenticato. Poi subito prego che sia felice, non importa dove o con chi. A mezzogiorno mi convinco di avere fame, scendo sbirciando il contenuto del mio portafogli. «Buongiorno, Mr. Stokes» dice il portiere. «Buongiorno a lei» «Le è arrivata un bel po' di posta, questa mattina» aggiunge, e mi allunga un plico di buste. «Stavo per portargliela in ufficio.» «Fa' nulla.» Tanto saranno avvisi di pagamento. Tutti tranne uno. Una busta rigida con il timbro "by air". Sul retro, solo un nome di cinque lettere.
  5. mercy

    [Sfida 32] Holly

    Ciao, giudice @AdStr (Scusa se non mi dilungo, sono da cellulare) Potrei discolparmi appellandomi al limite dei caratteri, ma so - come lo sai tu - che è una scusa che non regge. Non sono riuscita a gestire i caratteri né a rendere giustizia alla prima persona (che considero uno strumento narrativo meraviglioso perché permette impunemente di dire non quel che è, ma quel che il narratore vuole che sia e anche come e quando lo vuole). L'impressione generale quando scrivo un racconto è che i modi in cui si può sbagliare siano infiniti e che non mi riesca mai a considerarli tutti. E che a questo serva l'officina. Mi ritaglio la soddisfazione di aver scritto una storia che mai pensavo sarei riuscita a scrivere e che ha divertito diversi lettori. Commenti come il tuo sono però, a conti fatti, il guadagno migliore. Grazie E adesso va' pure a scaccolarti.
  6. mercy

    Buonasera a tutti

    Ciao, @Alex88, benvenuto e complimenti per tutte le tue attività! Ti lascio il link alla pagina per i nuovi iscritti dove troverai collegamenti con le diverse aree del forum e con il regolamento, utilissima per orientarti in fretta nel forum. Ah, in questa sezione non è possibile "pubblicizzare" i propri testi, ma puoi farlo nella sezione "I nostri libri" link a "i nostri libri". Ti auguro buona permanenza e spero di leggerti in giro.
  7. mercy

    Ciao a tutti sono Fabio

    Ciao, @Fabio Gioiosa, benvenuto! Se hai esplorato il forum, saprai già che oltre alle liste delle case editrici qui ci sono contatti con agenzie, editor freelance e possibilità di trovare lettori beta per i tuoi testi... Se vuoi puoi anche farci leggere qualcosa di tuo pubblicando in Officina! Ti raccomando di leggere (o rileggere) la pagina per i nuovi iscritti a questo link e ti auguro in bocca al lupo. Ci leggiamo in giro.
  8. mercy

    Jukebox

  9. mercy

    Off topic. Ti taggo.

    @aladicorvo, grazie per la considerazione, mi hai fatta un po' arrossire . Credo sia la prima volta che qualcuno definisce angelico qualcosa che mi riguarda (mamma e corteggiatori compresi... ) Non credo ci sfideremo al Penna&Spada, ma ho letto due tuoi racconti in officina e leggerò volentieri quello con cui sfiderai il campione in carica al tuo turno (campione che non invidio per nulla). Buon tutto a te, intanto.
  10. mercy

    Mi presento

    Benvenuto, @Francesco13! Qui cerchiamo tutti di aiutarci a vicenda, una specie di gruppo di auto-aiuto per librofili... Buona permanenza!
  11. mercy

    Piacere e a presto

    Benvenuto anche da parte mia, @onilink89!
  12. mercy

    Ciao, mi presento.

    Benvenuta anche da parte mia, @Kikiri! Spero ti troverai bene.
  13. mercy

    [Sfida 32] Holly

    @Edu. Thanks for stopping by, comrade. @luca c., guarda che poi i complimenti mi danno alla testa. Così è la vita a volte: scrivi un racconto che a te non piace per nulla e qualcuno lo trova eccellente. La vera vittoria sarebbe capire perché quelli che preferisco tra i miei racconti hanno spesso accoglienza tiepida (non mi riferisco all'altro P&S, di cui riconosco anch'io i grossi limiti). Beh, sì. Servivano almeno altri quattromila caratteri. Ho tagliato tantissimo e il tutto ne ha risentito. Forse perché sei un romanticone. Holly è una mia vecchia conoscenza, ha avuto tante facce e tanti nomi - persino un romanzo tutto suo - mi sta cordialmente sulle palle e le sono molto affezionata. L'ambientazione era perfetta per lei, così l'ho "riciclata". Questa parte la quoto solo per ricordarmi di rileggerla quando son giù di morale. Ciao, Luca, grazie mille.
  14. mercy

    Le avventure di Nino. Amore virtuale.

    Ciao, @luca c. Questo non sarà un commento serio, tanto mica mi serve per pubblicare quindi, chissenefrega, considerazioni in libertà. Ricordo un altro racconto con protagonista Nino, personaggio che trovo delizioso (credo che nell'altro racconto Nino fosse sensibilmente più giovane, ma evidentemente invecchiare non lo ha cambiato). Mi sembra un tipo sveglio, ma sempre un passo indietro alla concretezza di quello che succede, sempre straniato, come se vivesse in un mondo tutto suo, apparentemente uguale al nostro, ma in realtà strano e difficile da maneggiare. Qui il finale circolare amplifica questa impressione (che però magari è tutta nella mia testa: in caso, non farci caso). Uno come Nino, quindi, non mi sorprende che si ritrovi straziato da un grande dolore da nulla com'è un amore virtuale non corrisposto. Che poi, andiamo, un amore virtuale che decide di rimanere tale è un'aspirazione da adolescente in un uomo che immagino adulto da un pezzo. Un uomo adulto che dovrebbe avere ormai imparato che i sentimenti dietro gli schermi sono potenti e perfetti proprio perché irreali e che la vita è un'altra cosa. Lui vorrebbe tirare avanti così, con una moglie insopportabile in casa e il fantasma di una fidanzata nel cuore e sulle dita. Trovo le dinamiche del racconto non solo credibili, ma anche mostrate con limpida precisione. Devo farti i complimenti per questo, davvero, un sacco di complimenti. E sono indecisa tra la tenerezza e il desiderio di dare a Nino una bella scrollata. L'unica cosa che non mi convince del tutto è il personaggio di Maria, mi sembra uno stereotipo della moglie-strega. Non fraintendermi, anche se non sono la persona più adatta a giudicare (non ho mai avuto una moglie), immagino che donne simili esistano. Ma non capisco come possa Nino (ingenuo e malinconico romantico) averla sposata e come lei abbia potuto sposare lui - se non sotto l'effetto di una sbornia colossale. Prenderei un considerazione la possibilità di rendere Maria un po' più tridimensionale (non simpatica, non un personaggio con cui empatizzare, ma solo qualcosa di più che una macchietta). Mi piacciono i grandi dolori da nulla che spesso sono dolori che scegliamo per noi da soli, mi piacciono perché mi ricordano che esistono grandi dolori veri: con i primi possiamo baloccarci per dimenticare i secondi. Quindi ho letto con gran piacere, spero ci sarà un seguito.
  15. mercy

    Compleanni nel WD

    Beh, potresti offrirci una fetta di torta, no? Se aspettiamo la torta da @luca c. stiamo freschi... Auguri, @RobinK, tanti di questi giorni e tanti giorni sul WD! e buoncompleWD a @luca c., che rende il WD un posto bizzarro e migliore
  16. mercy

    Mi presento

    Ciao, @StefaniaM., benvenuta! Ti lascio il link alla pagina per i nuovi utenti con tutte le informazioni che servono per ambientarsi nel forum. Spero che tu possa trovarti bene come è stato per me. Buone letture e buona scrittura.
  17. mercy

    presentazione

    Ciao, @AntoineDoinel, benvenuto anche da parte mia. Per citare il commento di un utente basta premere il tasto "cita" che trovi in basso a sinistra di ogni post. In alternativa, si può selezionare solo la parte che si vuole citare: comparirà un pulsante per inserire la citazione. Ti lascio il link alle F.A.Q. In caso, chiedi pure. Buona permanenza!
  18. mercy

    [Sfida 32] You can't always get what you want

    @Tonnnino, non sono un supercritico - ma un parere te lo lascio lo stesso. Chiamalo, se vuoi, fairplay. Una cosa di grammatica, ma giusto una. Eccetera. I complementi di vocazione (quando ci si rivolge a qualcuno nel discorso) vanno sempre tra virgole. Poi. A me l'idea del racconto piace molto, sono d'accordo con tutti quelli che ti han detto che è intrigante. Mi piace Joe, che pensa come Humbert Humbert (non un omaggio, qualcosa di più. E non solo nell'incipit, secondo me, ma in tutto il racconto c'è un uso lolitesco di immagini poetiche e iperboliche per riferirsi a Rose. A me è piaciuto anche questo, a me i manierismi piacciono e ne uso parecchi, mannaggia a me). Poi mi piace tutta quella roba che sai, la tua capacità di dare un colore limpido ai racconti che un giorno o l'altri mi devi spiegare come porca miseria ti riesce. Quindi passiamo ai punti dolenti, che sono tre: 1 ma anche 2) L'individuazione delle voci narranti nel cambio di POV. Anch'io in prima lettura ho fatto confusione, alla seconda ho capito. Alla terza ho apprezzato le differenze di tono e linguaggio tra Joe e Steve. Se il tuo intento era quello di sperimentare questa differenza, credo che in un ipotetico romanzo funzionerebbe: sulla lunga distanza l'alternarsi diventerebbe non solo chiaro, ma anche interessante e funzionale. Qui è tutto troppo veloce, però. I romanzi sono come i fidanzati, i racconti come gli amanti di una notte - non so se riesco a spiegarmi. Una soluzione (ma solo ipotetica, non ho mai tentato nulla del genere) per rendere chiaro l'alternarsi in questo racconto, potrebbe essere introdurre dettagli all'inizio del paragrafo. Butto lì: La radio dell'auto di pattuglia gracchia qualcosa sulla 42esima. Cazzo, di nuovo. A volte maledico il mio vecchio, suo nonno e anche quel figlio di puttana di trisavolo che ha lasciato l’Olanda per venire qui. E poi avanti con il dialogo (senza tag come lo hai pensato tu). Saprai fare meglio del mio esempio, intendo dire che basterebbero poche parole, una tiratina sulla manica, per mettere il lettore sull'avviso. Questa cosa ti permetterebbe anche di inserire gli "interventi" di cui parla @Befana Profana: anche a me, nella modalità in cui li hai inseriti, sembrano fuori luogo. Ma potresti limarli e amalgamarli con una piccola revisione. Sì, re-vi-sio-ne, honey. 2) Il non-detto. Troppo, davvero troppo. Qui darti un consiglio mi viene più difficile, perché dovresti seminare ulteriori indizi e la brevità (ottima) del racconto ne soffrirebbe. Anche allungare il non-dialogo finale tra Rose e Joe rischierebbe di portarti in zona spiegone. Meh, forse Steve potrebbe decidere/minacciare di dare una controllata al passato del fioraio. Solo forse, solo se ti interessa questo punto della faccenda. Ci leggiamo, eh?
  19. mercy

    Bonjour!

    Bienvenue, @D'anton! (il mio francese si ferma qui, scusa) Per fortuna oltre ai fuoriclasse (da cui imparare qualcosa) ci sono qui tantissimi lettori, scribacchini e scrittori della domenica ( e siamo tutti benvenuti!). Non sentirti in soggezione, anzi: leggi (o rileggi) per bene la pagina a questo link e il regolamento e poi divertiti! Spero di leggerti in giro!
  20. mercy

    Presentazione

    Ciao, @CJasper, benvenuto anche da parte mia. "Tendente" in che senso? E poi: fantascienza o fantasy? No, perché mica son la stessa cosa... Okay, scherzo, sono solo curiosa. Raccontaci qualcos'altro di te, se vuoi, ma in ogni caso leggi con attenzione la pagina a questo link dove troverai collegamenti alle diverse aree del forum e al regolamento: ti aiuterà ad ambientarti in fretta. Spero di leggerti in giro.
  21. mercy

    [Sfida 32] Holly

    @Domenico S. @Ilaris @Poeta Zaza @H3c70r . Intanto un grazie collettivo aver dedicato un po' di tempo al mio racconto. Un fiore ciascuno. Domenico, grazie per i complimenti che non credo di meritare. Sì, il genere proprio non è il mio... tutta colpa dello sfidante, anche se lui a sua volta dà la colpa all'arbitro. Ilaris, Suona meglio anche a me. Dopo il commento di Befana Profana mi ero addirittura decisa a togliere il nome ripetuto all'inizio dei paragrafi, ma un po' mi dispiace farlo perché continuo a considerare lo stile un po' stucchevole del racconto come una sua caratteristica peculiare. Nella mia testa era chiaro che Mike non potesse lasciare testimoni, comunque fossero andate le cose. Credo di aver anche immaginato in lui una certa soddisfazione di orgoglio ferito, di gelosia, di esasperazione (che non gli fa certo onore) in questa scena. Diversamente avrebbe sbirciato un po' in giro e poi lasciato se ne occupasse la polizia. Però mi segno il tuo appunto: se dovessi rimetter mano a questo racconto (mai dire mai) lo terrò presente. Alla fine lei gli scrive quindi, beh, non è detto che non lo faranno. Però non sto cercando di difendere una causa persa: il rosa non mi piace, non mi riesce, non lo capisco proprio. Un grazie in più per i tuoi appunti.
  22. mercy

    Morte di persone provenienti da altri paesi in Italia

    Ciao, @Thyele, benvenuta/a nel WD. Non mi intendo molto di procedure giudiziarie, ma vedrai che presto passerà a risponderti qualcuno più competente di me. Intanto, perché non vai nella sezione "Ingresso" (link all'ingresso), apri una nuova discussione e ci racconti qualcosa di te? Qual è la tua prima lingua, per esempio, e perché scrivi un racconto ambientato in Italia... Sono curiosa! Uh. Forse il mio messaggio sarà incomprensibile per il traduttore... Welcome, @Thyele.
  23. mercy

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Pss, @AdStr, la tua battuta è: "Dichiaro aperte le votazioni per la zozzeria ignota della sfida n. 32"
  24. mercy

    [Gioco] Catena musicale

    Robbie Williams_Let me entertain you
  25. mercy

    Il gioco del "se fosse"

    Slide! Se tu fossi un aforisma buono per tutti i giorni?
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