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mercy

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mercy ha vinto il 12 dicembre 2019

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1.359 Più unico che raro

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  1. È quello che avrei fatto io al suo posto. Con le Rustelle si è rovinato.
  2. mercy

    Scrittopoli 2019 — Finale

    La mia prima targhetta . Grazie, Giurati (si vede proprio che siete) Degeneri. Basta, quello che potevo fare l'ho fatto, appendo la penna al chiodo e Contaci, baby @Edu. p.s. So che chiederei del lavoro in più allo Staff, ma non è che si potrebbe sapere che ne è dei due voti che mancano all'appello? Chi li ha presi?
  3. mercy

    Scrittopoli 2019 — Finale

    Lode ai vincitori: Untori e Capitoni coraggiosi @Thea, @Ospite Rica e @Cerusico e @Bango Skank, @ITG e @Vincenzo Iennaco Ma calorose pacche sulle spalle anche al resto del podio, Oniric Russian Rustelle e Trashendentali. P.s.: Giurati Degeneri, grazie.
  4. mercy

    Assenza totale di autovalutazione

    Mi sembra che nessuno abbia detto che l'artista non deve avere regole. Solo che le regole che tu indichi come assolute e imprescindibili non siano tali. Non riesco a quotarti quindi cito: Per me invece esiste solo un modo per scrivere, poi ogni autore lo piega alla sua volontà, deformandolo ed evolvendolo a seconda della sua personalità. Quindi ci sono infiniti stili, ma regole e costumi che devono valere per tutti; e se un autore ignora e non usa queste regole, che sia per sciatteria o ignoranza, è uno scribacchino della domenica. Le regole potranno servire per confezionare un buon prodotto commerciale, ma dire che chi non le usa è uno scribacchino della domenica... su questo dissento. E non parlo di me (che sono una scribacchina della domenica) ma di Scrittori. Tutto qui. E senza spregio, davvero. Al massimo con un po' di ironia.
  5. mercy

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    Le mazzette sono state soldi (di @Edu) ben spesi.
  6. mercy

    Gerundio Presente/ Passato

    Ciao, @Filocullen, da quel che ne so, il gerundio presente si usa per esprimere azioni che avvengono contemporaneamente a quella espressa dal verbo della reggente. Es. Fuggì urlando = fuggì mentre urlava. Il gerundio passato si usa invece per esprimere azioni antecedenti a quella espressa dalla reggente. Es. Avendo studiato, Marco prese un bel voto = dato che aveva studiato, Marco prese un bel voto. A senso, quindi, mi sembra che nel tuo caso sia corretto usare il gerundio passato: la lettura di varie tipologie di libri è antecedente (magari proprio causa) della tua formazione. Tieni conto però che nel linguaggio parlato il gerundio passato quasi non si usa, e che anche nello scritto non è frequente. In linea generale, stando qui ho imparato che se una frase suona male vale la pena di riscriverla da capo in un'altra forma. P.s. mi sembra che tu stia aprendo molte discussioni per chiedere pareri su singole frasi estrapolate da uno stesso testo (un curriculum?). Se per te è così importante, anziché riempire la sezione scrivere di domande che non sono di interesse per gli altri utenti, perché non sottoponi tutto il testo a una persona di tua fiducia? Estrapolare singole frasi non ha molto senso, senza contare che puoi trovare risposte a domande come quella che hai posto qui su una qualsiasi grammatica italiana.
  7. mercy

    Il gioco del "se fosse"

    I quattro cantoni. Sapete tutti come si gioca, vero? Se tu fossi il miglior gusto di gelato?
  8. mercy

    Compleanni nel WD

    Auguri, @Kikki. Tantissimi di questi giorni!
  9. mercy

    [N2019-F] Quando il giorno venne spezzato in due

    Ciao, @Lizz, ti lascio un commento breve e un po' becero perché in finale dobbiamo essere cattivi. 1) questa volta hai fatto più refusi di me. 2) 'sta cosa delle donne di mezza età e dei ragazzini comincia a diventare imbarazzante. Sfotti pure, ma prima o poi toccherà anche a te qualche capello bianco. 3) non capisco cosa c'entri la fluidità di genere con il resto del racconto. Se però ci tieni, usala per tutti i personaggi: anche per il ministro/a, per qualcuno/a che sta riparando la serra, per il/la collega che Efisir copre durante il turno di giorno. Diversamente, sembra appiccicata lì. 4) dai che scherzo. Trovo curiosa (e neanche troppo improbabile) l'idea delle fasce temporali: siamo effettivamente in troppi e andiamo verso un mercato che cerca di rendere disponibile tutto per tutti 24h. Io non so se sia un bene o un male, quindi non mi esprimo. 5) in questa finale ho trovato diversi racconti che parlano di solitudini. Il tuo mi è piaciuto (come quello del tuo collega) perché parla di solitudini quotidiane e concrete (molto "vere") in un mondo apparentemente diversissimo dal nostro. 6) buon contest.
  10. mercy

    Assenza totale di autovalutazione

    Io so che mi piacciono prose molto diverse tra loro. Tanto diverse che non trovo siano nemmeno paragonabili. Cioé: ha senso giudicare con gli stessi parametri, butto lì, Saramago e Emily Brontë? Kurt Vonnegut e Thomas Mann? Poi, certo, ci sono delle regole da conoscere per scrivere un buon testo narrativo, ma da qui a dire che chi non le segue non sa scrivere vuol dire tagliare fuori tutta la letteratura mondiale. Tagliare fuori Joyce perché non sa fare storytelling, davvero?
  11. mercy

    [N2019-F] Domani, forse.

    Vado di cattiveria, giusto perché in finale è giusto essere cattivi (o forse perché sono una zitella inacidita) Superfluo. Refuso 1 e refuso 2. Appurare rimanda a una certezza, non a un dubbio, quindi credo si debba usare l'indicativo (non come con "credo"). Questo è uno "spiegone" cacciato dentro una battuta e fa perdere verosimiglianza al dialogo. Devo ammettere che, spiegoni per spiegoni, li preferisco quando non sono camuffati da dialoghi. Un altro piccolo "spiegone" nel dialogo. Più che altro, però, non capisco come facciano le persone a morire di "morte naturale" se si può giocare con le cellule (addirittura con gli atomi!) del proprio corpo senza conseguenze che non siano estetiche. Muoiono di vecchiaia? Meh, se cellule e atomi potessero essere maneggiati, nessuno invecchierebbe. Ripari il DNA, tieni sotto controllo la replicazione cellulare, ripari i tessuti danneggiati o degenerati et voilà. In linea di massima, lascialo dire da una con una brutta dipendenza da fantascienza, o costruisci una spiegazione irreale ma coerente oppure eviti del tutto gli spiegoni, lasciando che il lettore si arrangi. Io i tuoi tempi verbali non li capisco mai. Tutto il racconto è al presente, la manifestazione contro la guerra avviene nel presente e il governo non "capiva"? @Eudes, com'è new weird questo racconto. Nell'ambientazione, certo, perché poi la voce intimistica che ti appartiene si riconosce. Bella limpida e malinconica. Al di là della riflessione su un'estetica malata che si concentra sulla modificazione corporea, sento forte la solitudine del protagonista e la sua impossibilità di riconoscersi in quelli che lo circondano. Insomma mi è piaciuto molto, a patto di limare quella castroneria sul poter giocare con gli atomi e dover lo stesso continuare a morire.
  12. mercy

    [N2019 - F] Lo Strappo

    *mode sarcastico on* Ma che bella immagine di famiglia tradizionale, le belle domeniche di una volta: femmine che si divertono a pulire e maschi che si divertono in attività ludiche. *mode sarcastico off* Scusa, @Joyopi, non sono riuscita a trattenermi. Adesso torno seria. Questa frase è un po' contorta. Impastano la lingua i due pronomi relativi e la soprattutto la subordinata retta dal secondo. Riscriverei dividendo in due frasi oppure taglierei un po' di particolari, come preferisci. "Eppure" e "nonostante" sono due congiunzioni avversative: messe così, una in fila all'altra, stridono un poco. Puoi eliminarne "eppure". A meno che io non mi sia persa qualcosa, le bare nella chiesa sono vuote e chiuse (a rappresentare le persone "strappate"). In questo caso, valuterei di sostituire "raccapricciante" (che suscita orrore e repulsione) con "desolante", "impressionante", "raggelante" o qualsiasi altro aggettivo che non implichi "schifo", ma "paura" e "sconforto". "chiunque avesse" oppure "chi aveva". Mai visto nulla arrampicarsi verso il basso. "Centro", come "analisi e ricerche", sono davvero termini troppo vaghi dopo la fantascienza degli anni Cinquanta. Capisco che la mancanza di tempo e spazio non ti ha permesso di spendere caratteri sul lavoro di Alessandro (e non c'è bisogno di farlo)... Però bastava, che so, "sede dell'unità di crisi istituita al Politecnico" e "dipartimento di questo e quello" o roba simile - giusto per dare un po' di concretezza al passaggio. Come nella prima frase che ti ho segnalato: spezzerei, o alleggerirei. Okay, @Joyopi, ho cercato di essere un po' stronza sulle piccole cose, adesso parlo di cose serie. Ho trovato questa scena davvero bella. Trasmette tutto il freddo, la desolazione e l'impossibilità di dialogo che una tragedia può aprire anche tra persone che si amano. I personaggi non sono originali in sé stessi, ma mi è piaciuta molto la loro caratterizzazione in quanto genitori e in quanto moglie/marito. Non conoscevo Leftovers (quindi non posso fare confronti), ma mi hai fatto venire voglia di cercarla. Le perdite più grandi che dobbiamo affrontare non sono forse negli strappi stessi, ma nell'impossibilità di trovarci una giustificazione, un senso. E allora ci accaniamo, ciascuno a suo modo, a tentare di rendere il dolore sensato. Mi sembra che il tuo racconto dica questo. Mi sembra che, tutto sommato, continuare a cercare sia l'unica soluzione. Racconto niente male.
  13. mercy

    [N2019-F] Il corridoio degli addii

    Allora, il malvagio AdStr ha detto e ribadito che nella finale vuole "che ci facciamo neri" e io eseguo. 1) Se sei stato tu a mettere un cuoricino al commento di Ghigo, toglilo subito che in Officina sono proibiti. Se invece non sei stato tu, chiedi che venga tolto. 2) Ma i tuoi compagni di squadra, cheffanno? non ti hanno revisionato un po'? A lei = le. Ma io toglierei proprio il pronome enclitico. Suggerisco: Ha la nausea, sente esplodere la febbre e, dentro, l'angoscia di chi sta per affogare. Questa frase mi sembra lunga e un po' contorta: non c'è il progetto di una famiglia, c'è proprio una famiglia. La frana viene giù quando ha trent’anni, nonostante due bambini, una casa di proprietà, una famiglia. Quest'uomo adesso, a distanza di tredici anni, non lo riconosce affatto. Qui c'è un cambio di tempi verbali che non capisco: trapassato prossimo, presente, trapassato di nuovo. Chiunque abbia più di vent'anni 'sta cosa la sa bene, chi ne ha meno se ne frega proprio. Taglierei il commento dell'autore, saggio ma non necessario. Lo dico perché il racconto è già molto "raccontato" e se al "raccontato" aggiungi l'effetto didascalico rischi di far sbuffare il lettore. Ma dov'era AndC il Distruttore di ripetizioni? Lo so che Teresa ha caldo, non occorre che tu me lo dica di nuovo, lo stesso vale per i bambini. E poi, trova un sinonimo per "entrare". Ah, e io che credevo si augurasse una bella abrogazione! Di nuovo i tempi mi confondono: se il corridoio riecheggia di liti eccetera, significa che le liti eccetera sono avvenute in passato. Allora non puoi dire che Teresa è una delle prime: direi Teresa è stata una delle prime a percorrere il corridoio e continuerei il resto al passato. Ma forse mi sfugge qualcosa... Via il raccontato. Bene. Ho provato a fare la stronza, ma la verità è che mi è piaciuto molto. Non serve neanche sapere perché e percome il matrimonio si sia guastato a quel punto: nella sua essenzialità, il testo è limpido e compiuto. Un testo che non concede niente ai manuali di scrittura, ma che secondo me va benissimo così. Adesso sembra quasi un racconto storico ma, quando io ero bambina (e non sono poi così vecchia), divorziare era una faccenda vergognosa. Una donna divorziata era (come minimo) considerata una fallita: una che non aveva saputo tenersi il marito. Un uomo divorziato, un cretino. I loro figli, quasi degli orfanelli da compatire. Divago, ma solo per dire che sono contenta tu abbia scritto. Sono contenta di aver letto, mi ha messo di buon umore. Buon contest, @Mister Frank.
  14. mercy

    Parlare di sé alla terza persona

    Ciao, @Filocullen, non so da quale contesto sia presa questa frase, ma sono d'accordo con Ace. Ti consiglio di semplificare il più possibile. Evita i "giri di parole": sono difficili da gestire e spesso fanno perdere di vista il contenuto della frase: Semplice, elegante, chiaro.
  15. mercy

    Sira

    Che bello, @Sira. Complimenti per la promozione e in bocca al lupo!
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