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saba

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  1. saba

    Giuè di Antonella Perrotta

    Calabria, sabato 1 maggio 1920: la quotidianità di Giosuè, detto Giuè, contadino analfabeta, scorre come sempre, nel suo piccolo mondo lontano da tutti. Non sa che di lì a poco la sua vita cambierà, non sarà mai più la stessa. Si ritroverà di colpo inchiodato a una sorte che lo trasformerà in un perfetto capro espiatorio da consegnare alla grottesca verità. L'immaginazione narrativa di Antonella Perrotta, partendo da un fatto realmente accaduto, distilla una fiaba giudiziaria ricca di grovigli di tensione, in bilico tra dramma e leggerezza, tra superficie e abisso, tra disperazione e speranza. La storia di Giuè diventa così una delicata e potente analisi dell'ipocrisia, della giustizia mancata, dell'indifferenza ma anche della capacità di reagire all'imprevisto. Una fruttuosa commistione tra realtà e fiction, per un romanzo ambientato nel tumulto del primo dopoguerra, con fatti e misfatti tanto attuali come allora.
  2. saba

    Giuè

    Calabria, sabato 1 maggio 1920: la quotidianità di Giosuè, detto Giuè, contadino analfabeta, scorre come sempre, nel suo piccolo mondo lontano da tutti. Non sa che di lì a poco la sua vita cambierà, non sarà mai più la stessa. Si ritroverà di colpo inchiodato a una sorte che lo trasformerà in un perfetto capro espiatorio da consegnare alla grottesca verità. L’immaginazione narrativa di Antonella Perrotta, partendo da un fatto realmente accaduto, distilla una fiaba giudiziaria ricca di grovigli di tensione, in bilico tra dramma e leggerezza, tra superficie e abisso, tra disperazione e speranza. La storia di Giuè diventa così una delicata e potente analisi dell’ipocrisia, della giustizia mancata, dell’indifferenza ma anche della capacità di reagire all’imprevisto. Una fruttuosa commistione tra realtà e fiction, per un romanzo ambientato nel tumulto del primo dopoguerra, con fatti e misfatti tanto attuali come allora.
  3. saba

    Ferrari Editore

    Non ricordo di preciso. Ma un paio di mesi, anche meno. Considera che si tratta di una piccola realtà editoriale e, quindi, ritengo che i tempi possano variare anche a seconda della mole di lavoro del periodo.
  4. saba

    Giuè di Antonella Perrotta

    Calabria, sabato 1 maggio 1920: la quotidianità di Giosuè, detto Giuè, contadino analfabeta, scorre come sempre, nel suo piccolo mondo lontano da tutti. Non sa che di lì a poco la sua vita cambierà, non sarà mai più la stessa. Si ritroverà di colpo inchiodato a una sorte che lo trasformerà in un perfetto capro espiatorio da consegnare alla grottesca verità. L’immaginazione narrativa di Antonella Perrotta, partendo da un fatto realmente accaduto, distilla una fiaba giudiziaria ricca di grovigli e tensioni, in bilico tra dramma e leggerezza, tra superficie e abisso, tra disperazione e speranza. La storia di Giuè diventa così una delicata e potente analisi dell’ipocrisia, della giustizia mancata, dell’indifferenza ma anche della capacità di reagire all’imprevisto. Una fruttuosa commistione tra realtà e fiction, per un romanzo ambientato nel tumulto del primo dopoguerra, con fatti e misfatti tanto attuali come allora.
  5. saba

    Ferrari Editore

    Mi intrometto nella discussione tra @lapidus e @Rototom per testimoniare la mia esperienza con la Ferrari editore. Nonostante i miei dubbi iniziali, motivati più che altro dalla inesperienza, il mio libro dal titolo *editato dallo staff* è stato da poco pubblicato. Bella la grafica di copertina, seri e professionali i due soci della Ferrari con i quali ho instaurato un ottimo rapporto personale (credo cosa insolita e rara nell'ambiente). Mi hanno inserita anche in un volume collettaneo che riunisce scrittori di diverse parti d'Italia dal titolo *editato dallo staff*, anch'esso appena pubblicato, e presentato in anteprima alla Fiera del libro di Torino, facente parte di una collana che congiunge scrittura e arte dal titolo "Gli origami di Stendhal". In sintesi, esperienza più che positiva.
  6. saba

    Giuè

    Calabria, sabato 1 maggio 1920: la quotidianità di Giosuè, detto Giuè, contadino analfabeta, scorre come sempre, nel suo piccolo mondo lontano da tutti. Non sa che di lì a poco la sua vita cambierà, non sarà mai più la stessa. Si ritroverà di colpo inchiodato a una sorte che lo trasformerà in un perfetto capro espiatorio da consegnare alla grottesca verità. L’immaginazione narrativa di Antonella Perrotta, partendo da un fatto realmente accaduto, distilla una fiaba giudiziaria ricca di grovigli e tensioni, in bilico tra dramma e leggerezza, tra superficie e abisso, tra disperazione e speranza. La storia di Giuè diventa così una delicata e potente analisi dell’ipocrisia, della giustizia mancata, dell’indifferenza ma anche della capacità di reagire all’imprevisto. Una fruttuosa commistione tra realtà e fiction, per un romanzo ambientato nel tumulto del primo dopoguerra, con fatti e misfatti tanto attuali come allora.
  7. Grazie Anche se non ci credo fin quando non lo vedo ...
  8. Mi è stato offerto di uscire con il mio primo libro a dicembre o in alternativa in primavera dell'anno prossimo. Se fosse una grossa CE e il mio un bestseller non avrei problemi a uscire sotto Natale. Ma non è così (nè un bestseller nè una grossa CE). Quindi? Secondo voi qual è il periodo migliore?
  9. A Torino, che è a maggio, e a Francoforte, che non so quando è...
  10. Ho visto esordienti uscire il 1° gennaio... credo che il senso sia quello di datare l'uscita del manoscritto con il nuovo anno. Come si fa con le macchine praticamente ...
  11. Vero. Non capisco perché la CE voglia chiudere con me il 2018, se c'è una particolare motivazione a loro vantaggio intendo. Vorrei leggere le esperienze di chi ha già pubblicato e lancio il sondaggio: quale il periodo dell'anno migliore per l'uscita di un libro dal punto di vista di un piccolo editore e di uno scrittore"signor nessuno"? Grazie a chi vorrà rispondere e partecipare
  12. Abito al mare e ho pensato anch'io la stessa cosa, quantomeno sulla maggiore facilità di organizzare d'estate delle presentazioni all'aperto che sono certamente più piacevoli. C'è anche il discorso che a Natale le librerie sono piene zeppe di nuove uscite ed il mio libbrucolo passerebbe del tutto inosservato. Tutto ciò mi spingerebbe a posticipare l'uscita, ma allo stesso tempo ho paura che imprevisti, sempre in agguato, possano posticiparla troppo (magari la prossima estate). Potrebbe essere una buona idea fare la prima presentazione nel periodo di Natale in cui si è più propensi a comprare ed un'altra d'inverno per poi dargli tutta nel periodo estivo.Che mi consigliate?
  13. saba

    Buonasera a tutti!

    Salve scrittori, aspiranti tali, lettori, sognatori ed appassionati di parole come me. Mi chiamo Antonella. Ho sempre letto, ma ho iniziato a scrivere soltanto in un momento particolarmente difficile della mia vita. La scrittura è stata la mia salvezza. Ne è venuto fuori qualcosa di buono e qualcosa di assolutamente insensato, ma - e questo è l'importante - scrivere mi ha dato sempre gioia e sollievo. Oggi sono qui per capire meglio questa realtà attraverso il confronto con persone che condividono la mia stessa passione e, sicuramente, hanno maggiore esperienza di me. Noto con piacere che siamo in tanti. Buoni sogni a tutti!
  14. può creare problemi legali creare un racconto da una vicenda di cronaca del passato che viene però in parte manipolata? Mi spiego meglio: i personaggi hanno nomi di fantasia ma la loro posizione sociale ed il ruolo che hanno ricoperto sono reali ( e non possono essere modificati altrimenti la vicenda non avrebbe senso). A questi si affiancano personaggi totalmente di fantasia. Insieme concorrono a sviluppare la vicenda che ha un fondamento storico (inizio novecento) veritiero ma che evolve e devia verso un finale immaginario. In nota finale si specifica quanto è vero, e quindi, storia, e quanto non lo è. Ma alcuni personaggi, seppure sotto altro nome, rimangono realmente esistiti e per certi versi ridicolizzati. Grazie a chi vorrà rispondermi
  15. saba

    Ferrari Editore

    la tua risposta mi rincuora. Vuol dire che non sono poi così matta. Ho solo paura che posticipando la firma di quei 4-6 mesi necessari a guardarmi altrove e attendere eventuali risposte possa perdere un'occasione. Non so come funziona: quando fanno una proposta di pubblicazione è valevole anche a distanza di tempo o magari, ricevendo altri lavori, preferiscono pubblicare loro e io resto fregata? Help!!! Che stress!!! Che faccio?
  16. saba

    Ferrari Editore

    più che partire prevenuti, nel mio caso sprovveduti. Io l'ho inviato quasi per gioco e non pensavo di avere subito una risposta positiva. La qual cosa dovrebbe riempirmi di entusiasmo, lo so, ma allo stesso tempo mi fa sorgere i dubbi relativi ad un mondo cui sono estranea. Comunque io leggo che l'autore non ha diritto al corrispettivo sulle copie dell'opera acquistate o vendute in conto deposito e, qui, resto dell'opinione che tale clausola possa escludere le royalty sui libri venduti in libreria (che i librai prendono quasi sempre in conto deposito). Tutto questo non si fa certo per soldi, ma la presa in giro mi darebbe fastidio. Il fatto è che io non ho mandato il libro a nessun altro editore per ora e vorrei averne il tempo per meglio decidere e valutare. Ma non so se è possibile posticipare la firma. Per la vostra esperienza è fattibile?
  17. saba

    Ferrari Editore

    Buongiorno a tutti, sono nuova a queste discussioni. Ho ricevuto una proposta di pubblicazione dalla Ferrari, ma non so decidermi... Mi lasciano perplesse diverse cose: innanzitutto la durata decennale del contratto (anzi 10 + 5), a mio parere eccessiva; poi il fatto che in contratto non si impegnino alla promozione che, mi par di capire, resta affidata all'autore, almeno per quel che riguarda l'organizzazione degli eventi da loro solo pubblicizzati. E, a ben vedere, loro avranno soltanto facoltà di pubblicizzare l'opera come meglio credono, ma non si impegnano a farlo ... Di fatto, l'autore organizzerà gli incontri, loro in quella sede venderanno i libri ( e qui a si va a fiducia sui numeri di vendita) e il discorso è bello e concluso? Gli eventi in libreria mi pare di capire restano di loro appannaggio ma, mi chiedo, li organizzeran no? E lo fanno loro? Anche dal lato economico mi lascia perplessa il fatto che non sono previste royalty sulle copie acquistate o vendute in conto deposito dall'Editore. E cioè, tutte quelle distribuite nelle librerie... Mi spiegate? Non so che pesci prendere!!!
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