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Nonsmetteredicorrere

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  1. Nonsmetteredicorrere

    Il dubbio di essere "Uno dei tanti"

    Intanto ringrazio tutti per le risposte, per gli in bocca al lupo (non lo faccio crepare il lupo, poverino) e per aver condiviso le vostre esperienze. Anche se avessi avuto ancora il minimo dubbio, dalle vostre risposte ora so più che mai di aver compiuto la scelta giusta rifiutando il contratto. Ecco, il post-rifiuto è uno degli aspetti che più mi "impauriva". Temevo che, dicendo di no all'opportunità di pubblicare, poi a farmi compagnia comparisse il rimpianto scalzando di soppiatto la coscienza. E devo dire che ciò non è successo. La coscienza è sempre lì a dirmi di aver fatto la scelta giusta. Non c'è alcuna traccia del rimpianto nonostante abbia ricevuto un no due giorni dopo che ho inviato il mio rifiuto alla CE (che tempestività, neanche il tempo di "elaborare il lutto"... eh cavolo, non si fa così ).
  2. Nonsmetteredicorrere

    Argento Vivo Edizioni

    Ciao @Corrado Principali, sì, la sezione manoscritti non è aggiornata tempestivamente. Per esperienza diretta ti posso dire che nonostante il mio romanzo non sia mai comparso tra i file ricevuti, ho comunque ricevuto una risposta positiva per la pubblicazione dopo circa un mese dall'invio del manoscritto.
  3. Nonsmetteredicorrere

    Il dubbio di essere "Uno dei tanti"

    Ciao a tutti, sono in lotta con la mia "coscienza letteraria" di fronte al secondo contratto di edizione che cestinerò (anche se, a dirla tutta, il primo non si può nemmeno chiamare contratto, come d'altronde mi è stato spiegato in questo forum). E il problema è che non voglio essere uno dei tanti. Mi spiego meglio perché così non si capisce nulla. Potrei accettare il contratto, nessun costo previsto e andare in giro a dire: "Ah belli, sono uno scrittore". La mia coscienza è contraria perché quando ho mandato il manoscritto alla CE ero sicuro (devo ancora capire chi mi ha dato questa certezza) che avrebbero risposto positivamente. Infatti, ho inviato il manoscritto perché ero succube della voglia "Devo pubblicare e basta." E in effetti dopo un mese ricevo ila bella notizia. Talmente me lo aspettavo che non c'ho avuto nemmeno il brivido della felicità nel leggere di esser stato scelto. Perché ero sicuro di un esito positivo? Non perché abbia scritto il nuovo "Guerra e pace" (anche perché ho già preso qualche garbato no) ma perché dal sito della CE è possible visualizzare le proposte ricevute e quante ne sono state accettate (pochi i romanzi rifiutati, molti quelli accettati e in teoria, generalmente, dovrebbe essere il contrario). Comunque, letto il contratto ero già pronto a firmare, poi è arrivata lei (la coscienza) e ho cominciato a trovare "difetti" di cui mi ero già accorto, ma che non volevo vedere perché io dovevo pubblicare e basta. Non volevo sentire ragioni. Questi i difetti che ho trovato: 1- CE che intende allargare il numero di autori da pubblicare, arrivando a circa 40/50 libri in un anno (infatti, il mio lo pubblicherebbero solo nella primavera del 2020 ).E per una piccola CE mi sembrano troppo i libri pubblicati, anche considerando le spese da sostenere, visto che saranno tutti cartacei. 2- Solo 100 copie la prima tiratura (altri 100 solo il secondo anno e solo dopo aver venduto i primi 100 libri) e questo, aggiungendolo al primo quesito, mi ha fatto pensare ad un'ovvietà: visti i tanti autori che accettano, è normale che partano da un numero così basso. Ma non sarebbe meglio pubblicare meno libri e un lavoro più oculato per la singola opera? 3- Promozione a carico dell'autore (con la CE che mi ha già detto di avere difficoltà a fare promozione nella mia regione) e, comunque, anche nel caso in cui io riesca ad organizzare un evento, non mi assicurano la loro presenza. E su questo non ci trovo nulla di male, però io da ignorante in materia penso: "Se si punta maggiormente sulla qualità e non sulla quantità, magari per un libro si può fare di più su tutti gli aspetti". In pratica a me sembra una CE che in cambio della quantità rinuncia alla qualità (sì, in pratica sto "offendendo" il mio romanzo :D). Di conseguenza, lei (sempre la mia coscienza) mi ha cominciato a chiedere: "Ma tu cosa vuoi davvero?" Ho risposto: "Vorrei essere pubblicato (sogna, sogna, tanto ancora la tassa sui sogni non l'hanno introdotta), ma da chi crede davvero nel mio libro. Da chi è disposto a rischiare insieme a me. Non da chi "spara nel mucchio". Non da chi, intanto, cerca di rientrare dalle spese con le copie vendute ad amici e parenti (nel mio caso la CE ci andrebbe comunque sotto ). Io non voglio essere "uno dei tanti", non mi va di professarmi scrittore perché sono riuscito a pubblicare con una CE senza la certezza di capire se la mia storia ha davvero catturato l'interesse di chi l'ha letta, a tal punto da propormi un contratto. Non voglio sentirmi come uno scrittore che pubblica a pagamento che non saprà mai se il libro è davvero piaciuto o no (la mia sensazione, se accetto la proposta, è proprio questa). Non sogno di diventare Coelho o chissà chi, io cerco la soddisfazione personale. Quella vera. Poi posso vendere anche solo una copia (un amico la dovrà pur comprare, no? Sotto tortura magari, ma sì, la compra), però desidero guardarmi allo specchio (magari non di prima mattina) ed essere fiero di aver pubblicato il mio libro con chi c'ha visto davvero della qualità. Ecco, dopo questa trafila di caratteri, vi chiedo: avete rinunciato a dei contratti di edizione perché dall'altra parte non avete percepito quanto, davvero, sia piaciuto il romanzo? O ancora meglio: con questo forum ho scoperto che ci sono molte case editrici (tra cui quella a cui ho mandato io il romanzo) che sono molto inclini a dare esiti positivi, se foste al vostro primo romanzo mandereste mai il manoscritto a questi editori? Vi porreste i miei stessi dubbi (io me li sono posti dopo però) e piuttosto che una "pubblicazione facile" andreste ancora alla ricerca della soddisfazione personale? Naturalmente, non è mia intenzione giudicare negativamente chi pubblica a pagamento ecc, con "soddisfazione personale" intendo solo la soddisfazione che una CE mi abbia scelto tra i tanti no e non di essere uno dei tanti sì. P.S. Nonostante mi ponga delle domande da solo, salvo poi rispondere (per educazione), vi assicuro di non avere alcun legame con Marzullo (persona stimata).
  4. Nonsmetteredicorrere

    Dubbi sui Contratti editoriali

    Ciao a tutti, ri-eccomi con un nuovo dubbio. In un contratto che mi è stato proposto c'è un punto che non mi convince del tutto. Ovvero, si tratta della rendicontazione. In pratica c'è scritto: "è subordinata al raggiungimento di una soglia minima delle spettanze, fissata nella cifra di 100€. Qualora il rendiconto non raggiunga tale soglia, l'Editore ha facoltà di liquidare ugualmente le cifre, ovvero di attendere la rendicontazione dell'anno solare successivo, sommando le spettanze Sicuramente chiederò delucidazioni, ma se non ho capito male verrò pagato solo se dalle vendite ricavo 100€, o sbaglio? In pratica se in due anni arrivo a 99,9 € non becco nulla? Non mi devo certo arricchire con la vendita del libro, però anche solo fossero 2 euro mi sembra corretto riceverli. Facendo due calcoli: la tiratura delle copie è di 100 (altre 100 solo il secondo anno e solo se vengono esaurite le prime) e le royalties sono del 10%, in pratica devono essere venduti circa 70 libri per ricevere il compenso (tutti i libri di questo editore sono venduti a 15 €).
  5. Nonsmetteredicorrere

    Argento Vivo Edizioni

    Ciao a tutti, ho letto i messaggi precedenti per capire bene come opera questa Casa Editrice e quasi tutto mi è chiaro. Sicuramente si tratta di una bella realtà, ma c'è solo una cosa che vorrei capire meglio. Vorrei sapere, da chi ha già pubblicato con Argento Vivo, qualcosa in più sulle presentazioni, ovvero: è solo l'autore che deve darsi una mossa per trovare il luogo dell'evento? Se lui fallisce, addio presentazioni? La Casa Editrice supporta l'autore nella "ricerca" attivandosi personalmente? Questo punto mi interessa molto perché, di mio, so già che non andrei in giro a chiedere a librerie, biblioteche ecc. (questione di carattere).
  6. Nonsmetteredicorrere

    Dubbi sui Contratti editoriali

    Grazie ad entrambi per la risposta. Sulla correzione bozze l'errore è mio che dovevo copiare pure un altro punto del contratto. In pratica ho 10 giorni di tempo dopo la firma per fare la prima correzione delle bozze. In pratica i 3 giorni di tempo si hanno dopo la prima revisione. Ho chiesto ulteriori chiarimenti e mi è stato risposto che il testo verrà comunque revisionato dalla Casa Editrice e che, in caso di bisogno, mi verrebbe affiancato gratuitamente un tutor. Sulla mancanza del dato relativo al numero delle copie mi è stato risposto che la tiratura è possibile solo se ci sono delle certificazioni di vendita. Leggendo le opinioni che ho visto qui sul forum, inerenti a questa Casa Editrice, ho avuto la conferma che si tratta di "Print on demand" in pratica. Ho chiesto spiegazioni pure su un altro punto del contratto in cui si afferma che io mi dovrei impegnare, su richiesta della Casa Editrice, ad agire e ad essere disponibile nella promozione dell’Opera. Sinceramente ho chiesto se ci fosse per me un obbligo per favorire eventuali promozioni (ho letto che alcune aziende fanno comprare i libri per le promozioni, ecc.) ma mi è stato risposto che non ho obblighi. Quindi, in pratica significa che mi devo dare una mossa io per promuovere l'opera?
  7. Nonsmetteredicorrere

    Dubbi sui Contratti editoriali

    Ciao a tutti, mi è arrivata una proposta di pubblicazione. L'ho confrontata con l'utile "Contratto Fac Simile" trovato nell'apposita sezione del forum e c'è qualcosa che non mi quadra. Ecco i punti del contratto su cui vorrei i vostri pareri (chiedo scusa per eventuali domande un po' "stupide", ma non ne so nulla degli aspetti legali). Corrispettivo e sua determinazione. Quale compenso per la cessione dei diritti di pubblicazione in volume l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina, al netto dell’IVA, delle copie effettivamente vendute nelle librerie anche on-line: 9% (nove per cento) fino a 3.000 (tremila) copie; 10% (dieci per cento) sulle copie da 3.001 (tremilauno) a 5.000 (cinquemila); 11% (undici per cento) sulle copie da 5.001 (cinquemilauno) 10.000 (diecimila). 12% (dodici per cento) oltre le 10.000 copie (diecimila). Semplicemente volevo sapere: è prassi comune proporre simili compensi? E con "simili" non intendo che siano negativi o positivi, perché proprio non ho idea di quanto debba percepire un autore esordiente. A pubblicazione avvenuta, superate le 200 copie vendute in libreria o negli store on-line, l’Autore riceverà gratuitamente dall’Editore n. 5 copie della prima edizione dell’Opera e n. 3 copia delle edizioni successive. Generalmente una copia all'autore non spetta gratuitamente subito? L’opera verrà messa in vendita nei canali On-line e affidata a Messaggerie Libri per la distribuzione nelle librerie sul territorio nazionale. Tutto "normale" o bisognerebbe essere più "precisi"? Correzione delle bozze e modificazioni. L’Autore, ove richiesto, si impegna a correggere le bozze con chiarezza e a restituirle entro giorni 3 (tre) dal ricevimento. L’Autore ha diritto, a sua richiesta, a una seconda revisione delle bozze che dovrà restituire con il “Visto si stampi” entro giorni 3 (tre) dal ricevimento. Se l’Autore ometterà di restituire le bozze entro i termini sopra indicati, l’Editore potrà pubblicare l’Opera nelle condizioni in cui è stata presentata dall’Autore, dovendosi intendere, in tal caso, che ogni consegna da parte dell’Autore equivale al “Visto si stampi” e, dunque, si potranno ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore. Io devo fare la revisione (mi hanno dato i mezzi per farlo e magari avrete capito adesso di quale CE parlo), ciò non mi piace tanto perché non so se sarò in grado di farla adeguatamente. E poi non capisco una cosa: io devo fare la revisione, ma in caso di consegna tardiva "si potranno ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore" va bene quella che fanno loro? E allora perché non la fanno direttamente loro? Altra cosa importante: nel contratto non viene scritto il numero minimo di copie che verranno stampate. Ciò non è normale o sbaglio? Nel contratto "Fac-simile" visto nel forum c'era la parte relativa al numero di copie, quindi immagino che non sia "giusta" questa mancanza. Al momento sono questi i dubbi che ho, sicuramente chiederò delucidazioni anche alla Casa Editrice. Per adesso penso di non firmare.
  8. Nonsmetteredicorrere

    Mi presento dopo mesi

    Buono il pesto Scusando il gioco di parole, il genere del libro è: narrativa non di genere.
  9. Nonsmetteredicorrere

    Mi presento dopo mesi

    Ciao a tutti, mi chiamo Andrea, sono iscritto da un po' di mesi per la verità ma finora vi ho solo spiato (eh sì sono uno spione ). E perché ho deciso solo ora di presentarmi? Sono un fan di Marzullo, quindi mi faccio da solo le domande. Perché ho dei dubbi relativamente ad un contratto che mi è stato inviato e non avendo nessuna esperienza (ammetto di essere parecchio ignorante sugli aspetti legali dell'editoria) spero in una vostra delucidazione. Non voglio fare l'errore di firmare qualcosa che non dovrei firmare solo perché il mio ego da scrittore mi dice: "Firma, firma, che aspetti?". Preferisco, piuttosto, che il mio libro resti chiuso in un cassetto. Questo è tutto. A ri-leggerci a presto
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