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EsKey47

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  1. EsKey47

    L'Io immobile

    Ciao @Floriana Grazie del tuo commento Allora è difficile poter spiegare questo mio frammento poiché è stato scritto di getto e volontariamente senza alcuna correzione. Faccio un preambolo, ho scritto tutto ciò perché poche ore prima di questo scritto sono sopravvissuto, inerme, ad un incidente, dove dovevo essere morto al 95% dei casi, e ti confido ciò poiché la frase che ho usato: oppure è volontaria e non aspetto certo sia capita poiché penso sia incomprensibile per chi non ha vissuto "quell'attimo", quel lampo, che nella realtà sarà durato meno di uno schiocco di dita, ma dentro di me è stato eterno e lo rimarrà, per questo ho sottolineato, poco ma infinito, ripeto è difficile da spiegare e fa parte proprio del mio modo di scrivere "ermetico". Per il resto si concordo che alcune parti e alcuni vocaboli abbiano poca "Finesse", ma finito di scrivere in 5 minuti mi sono negato di metterlo a posto. E' l'anima di quella "scivolata" accaduta quella notte Grazie ancora per il tuo commento
  2. EsKey47

    L'Io immobile

    Ti ringrazio @AndC per le tue parole! Sono molto contento delle note fattemi, ne farò certamente tesoro! Comunque a parte ciò. di solito scrivo davvero pochi frammenti o racconti brevi, scrivo tanta poesia, la trovo più adatta al mio pensiero : ) Troverai, però, certamente qualcosa in futuro Grazie ancora
  3. EsKey47

    L'Io immobile

    Perfetto 😂 grazie ancora @Niko sto collezionando figuracce 😅
  4. EsKey47

    L'Io immobile

    (Chiedo venia del fatto che questa discussione sia stata creata con un commento di un paio d'ore prima della mezzanotte, solo non mi ero accorto che non aveva avviato la discussione, se si ritiene inopportuno comunque l'azione comunque di lasciare lo scritto qui sotto, capirò e ritenterò dopo un altro commento l'indomani ) Preambolo: Qui riporto il racconto "interiore" di una mia esperienza, non so' se si possa catalogare come racconto vero e proprio essendo comunque piuttosto breve. Ditemi voi nel caso poiché non si smette mai di imparare Era ferma, li, la notte, più oscura che mai, mi osservava camminare mentre inciampavo tra i miei pensieri, il passo era lungo, il silenzio agghiacciante. Così nel vuoto saltai, senza capire come e quando, ma vi saltai. Mi lasciai completamente avvolgere, la curiosità era troppa, il tempo poco, ma infinito. Mi lasciai attraversare dalle emozioni e tutto attorno a me inizio a danzare quasi come ritmicamente, la musica era distante, come inesistente. Eppure si ballava. In un istante mi feci così piccolo da poter essere come nebbia, aspirato e poi risputato via lontano. Ed è così che poi caddi come fiumi su di me. L'io immobile burattino delle intemperie e della fame d'amore. Rimasi colpito e l'aria entrò nei miei polmoni come un treno in corsa. La luce sembrava distorta, ma poi mi accorsi di poter vedere al buio, forse ancora ero preda della notte, solo che ora non era più oscura, la sentii vicina a me, amica. Così mano per la mano aspettammo il sole dissolverci in Silenzio.
  5. EsKey47

    Dal fondo dell'abisso

    Partirò dicendo che la lettura di questo scritto mi da la sensazione di avventurarmi nel mare "grosso". Passo dopo passo mi sono ritrovato interrotto e poi rilasciato nella lettura. Qui un esempio, dove mi sono ritrovato bloccato nel flusso da questo "è". Però questo può essere anche dato dal fatto che non la sto leggendo nella maniera giusta, per questo arriverò a dirti che a parte l'inizio mi è sembrata poi con lo scorrere un po "disordinata" portandomi a chiedere se la stessi leggendo nella maniera opportuna. Ma a parte ciò, non mi dispiace ciò che hai scritto, la visione austera di tutto ciò che ci circonda è tipica di un animo tormentato e/o intrappolato, anche dagli stessi blocchi in cui ha cercato nascondiglio. Un animo che non ha trovato luce nei suoi passi.
  6. EsKey47

    In Ritardo

    Grazie @Emy poi mi sono letto un po tutto e si, senza convenevoli, già ero finito nell'Officina ma non fraintendetemi, non l'ho fatto con tracotanza, più che altro con sbadataggine ehehehe
  7. EsKey47

    Cumuli

    Sono impressionato da come @Hero Haze abbia analizzato in poche parole quello che, infondo, strisciava silenzioso tra le parole. Grazie mille
  8. EsKey47

    In Ritardo

    Salve a tutti utenti di questa comunità! Mi chiamo Simone e sono in ritardo con la presentazione mea culpa non avevo fatto proprio caso a questa bacheca, ero troppo incuriosito dai scritti della comunità e allora appena ho avuto un attimo ho subito commentato e poi ho postato un mio piccolo scritto Del resto, tornando alla presentazione, sono di roma e scrivo, o almeno provo, sin da quando avevo 13 anni e passavo un brutto periodo. Subito nella scrittura ho trovato grande sollievo e da li sono ad ora non ho mai smesso. ( Sto per compiere 26 anni ) La natura mi ha sempre ispirato quindi spesso e volentieri in ciò che scrivo ci sono riferimenti ad essa. Comunque sono contento di avervi trovato e di potermi confrontare con altre menti
  9. EsKey47

    Nubifragio

    @caosinme Come primo scritto non lo trovo affatto male, alla fine la poesia è una voce che nasce da dentro ed emerge piano piano. Iniziare l'approccio alla poesia con una riflessione, o con una serie di riflessioni, non è sbagliato a parer mio. Si vede che è scritta di getto, ma non per questo è una cosa negativa sarà solo l'abitudine a scrivere che porterà le parole ad affinarsi. Qui alla fine c'è una bella "danza" di figure allegoriche che aiutano a dare a questa riflessione una profondità e un sentimento palpabile. Continua così Ps Come è scritto , poi, mi ricorda molto il mio primo scritto "Naufrago"
  10. EsKey47

    Cumuli

    @Niko Grazie della risposta e scusami ma avevo scordato di postare il link! Giuro farò tutto, e ti ringrazio, trovo questa comunità molto interessante :)
  11. EsKey47

    Cumuli

    Una goccia di veleno che lenta cade di paura strilla sul silenzio d'una bocca che sospira parole d'un antico amore. Inizi così a scivolare come mani su l'inerte legno d'un albero ormai caduto a largo d'un sogno tempestoso Dove le sue primitive foglie caddero e furono calpestate? Chi, le sue fronde, incantarono col dolce danzar del vento? E' allora così che giacciono le spoglie del tempo? Sotto gli occhi di tutti e di nessuno cadendo tra mille parole e fermi su cumuli di pensieri
  12. EsKey47

    Vorrei

    Inizierò con il dire che non sono bravissimo nell'analisi dei testi e anzi spero che in questa comunità io riesca a migliorare la mia critica costruttiva/analisi nei confronti degli scritti di altri artisti/scrittori. Proverò quindi dal tuo scritto poiché in alcuni punti mi ha colpito. Non mi soffermerò su Artemisia e/o Oloferne poiché sono solo una piccola parte dello scritto o almeno per me. " [...] Vorrei non essere un orologio cementato nel punto esatto in cui mi hanno spezzata [...]" Qui secondo me ruota l'anima di questa poesia, il tempo che si ferma, l'oblio e le idee che da li iniziano a vagare in ogni direzione e nel silenzio. Tutto quello che ruota attorno è un abbellimento, ma il concetto chiave sta proprio tra queste righe. Righe che descrivono il momento in cui tutto si arresta poiché si è capito qualcosa di inevitabile è accaduto, non voluto da noi stessi, che ci ha colpito profondamente. La rabbia, "l'odio", la disperazione che si intrecciano in un vuoto interiore, vanno poi a coronare il proseguirsi dello scritto che arriva a concludersi con un tono e una dinamica più quieta, meno incisiva. Forse, appunto parlando di dinamica, alcune righe dello scritto vanno a capo troppo prematuramente e se leggo mettendo piccole interruzioni ogni volta che ci si va, la lettura mi risulta un po scorretta, ma forse questo poiché è stata scritta di getto. o almeno mi da questa idea Una poesia comunque carica di sentimento, incisiva che rimane dentro. Bravissima
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