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Talia

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  1. Talia

    Sul bordo del marciapiede spunta un tarassaco

    Giallosole, unico tra l'asfalto, il seme ha germogliato in una crepa del cemento. Più robusto di un fiore di campo: le radici penetrano per trarre nutrimento sotto lo sterile bitume.
  2. Talia

    Un inizio

    Ciao @Mario74, Proverei a fare un commento approfondito ai tuoi versi per postare. Spero di lasciarti qualche osservazione utile, come sai sono istintiva e viscerale nei commenti, non aspettarti competenza tecnica. Allora, vado. Nel complesso la tua poesia mi è piaciuta, se devo trovare due aggettivi per descriverla direi delicata e malinconicamente calda. Delicata perché le parole che usi sia nella prima strofa per descrivere la pesantezza dell'attesa sia nella seconda per raccontarci come invece, a volte, il tempo ci sfugge di mano e se ne va sono scelte bene, emozionano ma non travolgono il lettore. Malinconicamente calda perché, soprattutto nella seconda strofa, ci sono immagini che creano nostalgia di un tempo passato, bello e spensierato, oppure di eventi naturali altrettanto emozionanti oppure acceni a situazioni erotiche in maniera velata. La chiusa, pur nella sua malinconia, a me ha trasmesso un senso di speranza: l'amore vince sul tempo che se ne va. Un aspetto che meno mi ha convinta è l'uso di un fraseggio "elaborato" (usi un condizionale e introduci un'avversativa in una manciata di versi). Dato che il tuo componimento non racconta un evento e quindi non necessita di creare dei livelli di priorità (non saprei come esprimere meglio questo concetto, ma se vuoi ulteriori chiarimenti chiedi cje ci provo), bensì ha lo scopo di dare emozioni al lettore, avrei semplificato ultetiormente la grammatica. (ovviamente questo è un mio punto di vista, pertanto potrei sbagliarmi, valuta tu se ho colto bene la questione, ripeto lungi da me una certa competenza tecnica, si tratta di istinto). Ti suggerisco sotto delle varianti, non perché siano correzioni, ma per esemplificare quello che volevo dirti. È un esempio di come potresti rielaborare i versi se tu volessi arrivare ancora più diretto alle emozioni del lettore, bypassando costrutti grammaticali (secondo me). La lentezza di questi giorni mi separa dal tuo arrivo. Passerà -lo so bene- come l’estate prima della scuola, le notti senza sonno i tramonti senza amore, le parole prima dei baci le labbra prima del sesso. La vita prima di noi. La prima strofa introduce il lettore in qiella che è la situazione emotiva del poeta: il tempo sembra non trascorrere perché lui attende con ansia il giorno dell'incontro con l'amata. Il tempo però ha una misura soggettiva quando si usa la nostra interiorità per misurarlo. A volte sembra volare via in un soffio come le estati quando eravamo bambini o adolescenti oppure quei momenti preliminari proma di fare l'amore. Le altre due metafore non le inquadro totalmente in questa interpretazione (ma forse è un mio limite). Ad esempio, le notti senza sonno, lungi dall'essere rapide, a me sono sembrate sempre infinite in quel rigirarmi nel letto senza trovare tregua all'angoscia. È anche vero che forse ti riferisci alle notti trascorse da giovani a divertirsi in giro, e allora mi può tornare. Invece i tramonti senza amore, pur essendo una frase molto poetica, non vedo come possano trascorre veloci: l'amore in senso più esteso possibile è ciò che riempie e gratifica la vita. La sua assenza non può che portare tempo sterile e noioso. Il verso con cui chiudi il tuo componimento trova una sua posizione perfetta ed è ben evidenziato nel metterlo come strofa a se stante. Funziona bene come finale più "scoppiettante" dopo versi dolci e delicati precedenti. Ecco, penso di averti scritto tutto quello che ho osservato. Spero che tu ne possa trarre qualche utile idea. Talia
  3. Talia

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    @luca c. A volte il caldo del mese d'agosto può interferire con l'umore, con le sinapsi e con la lucidità mentale... Aspetta che rinfreschi un po' prima di prendere certe decisioni... A meno che tutto questo non sia uno dei tuoi scherzi e allora... Va bene... Come fosse un gavettone ghiacciato a ferragosto... Talia
  4. Echi nel vuoto senza confini non tornano indietro. Ogni macchia di nero crede di essere il tono più scuro. Un'arancia sbucciata senza interrompere il taglio lascia spirali polimorfe di paure mai vinte e parentesi aperte in epoche vuote di uomini.  La mente non le sa chiudere.
  5. Talia

    Lista, Giuria stagionale e Annunci

    Complimenti a tutti i selezionati! E grazie ai compagni giurati per aver scelto anche la mia poesia. Provvedo all'inserimento nella sezione apposita. Talia
  6. Talia

    [TW-2] L'uovo di Colombo

    Ciao @bwv582, Gustosissimo racconto! Molto divertente, scorrevole, ben scritto e avvincente. Mi è piaciuto per la sua leggerezza, per come hai reso molto reale il protagonista e per il finale "a sorpresa". Talia
  7. Talia

    [TW-2] Vedova nera

    Ciao @Rhomer, Ottimo racconto, mi è piaciuto. In mezzo a un'atmosfera cupa e sensuale crei due personaggi interessanti. Il colpo di scena finale è avvincente e convincente. Talia
  8. Talia

    [Tw-2] Una canzone per Annalisa

    Commento Sequel del racconto Annalisa Crochet di @Alba360 Annalisa è seduta in veranda a guardare i prati ingialliti dal sole di fine agosto. Ha la testa bianco argento inclinata verso la spalla sinistra. La sedia a dondolo oscilla al ritmo di una canzone segreta che conosce solo lei. Adesso che la sua lunga vita ha raggiunto un pacato equilibrio e che si trova nello stato di IndipenteDelta, cantarla le serve per rilassarsi. Nel corso dei decenni ha usato quella melodia per sopportare il dolore fisico e la sua condizione di allora, SchiavaBeta. Probabilmente il loro valore magico è da ricercarsi nella particolare situazione in cui le sono state insegnate. L'odore di muffa era intenso tanto da coprire quello della minestra. E questo non era un male: nella brodaglia grigia galleggiavano pezzi di dubbia origine. Ma le ragazze avevano fame e andava bene anche quella cena servita in ciotole posate a terra e accompagnata con un po' di pane scuro. Almeno nel Luna Park il cibo era gradevole e l'aria odorava di zucchero filato. Pensava Annalisa seduta sul pavimento lurido, mentre rimpiangeva il vecchio padrone. Voleva vedere il mondo, Annalisa, dopo essere stata costretta per quattordici anni dentro un tendone e essere sfruttata per la dote ereditata dalla madre. Fu proprio quando la donna che l'aveva messa al mondo e poi venduta era tornata a cercarla che decise di scappare dal Luna Park e tentare la scalata di Indipendente. A ripensarci mentre beveva acqua stagnante da un bicchiere che non conosceva spugna, si rese conto che almeno l'altro proprietario le offriva un bagno caldo, un letto comodo e pasti generosi. Invece nelle cantine dove era finita prigioniera regnava, giorno e notte, una densa penombra e un'atmosfera cupa. Quanto vorrei poter riascoltare un po' di musica allegra invece delle urla e del rumore della strumentazione. Quando era il suo turno, sperava sempre ci fosse Fiorella a sistemarla. Annalisa aveva notato che, a differenza delle altre, Fiorella si prodigava per creare meno dolore possibile nell'inserimento delle sonde. In particolare quelle infilate nelle tempie o tra le dita le procuravano un gran bruciore a cui non riusciva ad assuefarsi. Alle altre infermiere non importava se sanguinava. Forse perché essendo loro LavoratriciAlfa si sentivano superiori. Invece Fiorella era diversa: le parlava, anche se era vietato, e provava a spiegarle come avrebbe dovuto comportarsi per sopportare gli esperimenti. Poco dopo la cattura, Annalisa aveva tentato di scappare, ma era rimasta tramortita dalle scosse elettriche. Fiorella l'aveva confortata e le aveva consigliato di non provarci di nuovo: un chip sottocutaneo segnalava se i suoi movimenti non erano in linea coi percorsi assegnati e produceva alta tensione se deviava. Annalisa capi con rassegnazione che era di nuovo nello stato di Schiava e da quel luogo non se ne sarebbe andata viva. Per fortuna però c'era Fiorella, che riusciva a strapparle un sorriso. Quando inseriva agocannule o applicava sensori, cantava per lei una canzone simile a una ninnananna, che faceva sognare Annalisa. Le sembrava di essere baciata sulla fronte da una madre amorevole. «Ti regalo questa canzone, Annalisa, è solo per te. Cantala nei momenti bui o quando il dolore è insopportabile. È magica: la melodia evoca il calore dell'affetto e produce un cielo sereno.» Annalisa non capiva come mai quella donna lavorava in un luogo tanto terribile e un giorno glielo chiese. «Ho bisogno di molti soldi, per riscattare mia sorella che è diventata una SchiavaAlfa, sai cosa significa vero? Non la posso abbandonare. Questi maledetti Sapienti fanno delle cose orribili alle ragazze con i poteri mentali come te e, per farci tenere la bocca chiusa, ci pagano molto bene.» Le rispose Fiorella, mentre preparava la siringa col siero:«Sarebbe meglio che io non mi affezionassi a voi, ma nel tuo caso non ci sono riuscita. Adesso stai buona che ti devo iniettare questa roba: brucerà un po' ma poi dovresti stare meglio. Il dottore verrà tra dieci minuti a fare alcuni test. Cerca di non guardare cosa fa mentre intrecci i tuoi fili magici e canta la tua canzone, ti proteggerà.» Le giornate trascorrevano tutte simili: un paio di volte a settimana Annalisa veniva testata. Non era sicura se preferiva l'odore putrido della cella oppure quello pungente di disinfettante che riempiva i laboratori. Quando toccava alle compagne, trascorreva tutto il giorno nelle cantine con le orecchie tappate: non era facile sostenere le urla delle altre senza immaginare cosa stesse accadendo e condividerne la sofferenza. Un giorno, stanca delle numerose granny squares che aveva dovuto fare e disfare, mentre mangiava una fetta di torta che le aveva portato Fiorella di nascosto, si accorse che la donna la guardava in modo strano. «Ho bisogno del tuo aiuto, Annalisa. Ti chiedo di fare una cosa che va contro tutte le regole.» E tirò fuori un uncinetto di rame e del filo di cotone turchese. «Non posso più aspettare, fallo per me. Ho bisogno di liberare l'anima.» Annalisa era stanca ma la torta le aveva ridato energia. Girò il filo a cappio sul dito e eseguì l'apertura del lavoro. Una donna e un uomo si amano su un prato di notte. Il cuore di lei è pieno di amore e desiderio. L'uomo si riveste e se ne va per sempre. Ma nel grembo della donna c'è il segno di lui. Un giro di maglia bassa e poi punto rete mille fiori. Il segno aumenta e diventa una pancia. La donna piange: ha paura di crescere un figlio da sola. Si fa levare ogni ricordo dell'uomo che ha amato e adesso il suo cuore spezzato sanguina ogni giorno per quel bimbo mai avuto. Annalisa alzò in alto l'uncinetto: c'era appesa una graziosa mattonella. Prese il filo e lo tirò. Fiorella sospirò e finalmente si sentì libera. «Grazie mille, Annalisa. È per quello che hai visto del mio passato che mi sento legata a te. Tu sai come sei arrivata qui?» «Ricordo che dopo la mia fuga dal Luna Park incontrai di nuovo mia madre. Riuscimmo a fare pace e mi offrì di stare da lei per un po'. Una notte qualcuno è entrato in camera mia e mi ha rapita.» «Tua madre ti ha venduta ai Alfa che vogliono scoprire l'origine dei vostri poteri per applicarli a se stessi.» «Oh, mio Dio. Ma cosa dici? Davvero mia madre mi ha tradita in modo così meschino per la seconda volta?» «Tua madre ha pagato i suoi peccati con una morte orribile. Ero presente. È stata ingannata e resa Schiava a sua volta. Infine ha trovato la morte durante un esperimento particolare. Ho sentito il dottor Sanchez parlare con Schmitt. Vogliono sottoporti alla stessa prova tra qualche giorno. Sapendo come ti ha trattato tua madre, ho provato subito affetto per te e ho capito che dovevo proteggerti.» Una lacrima scese sulle guance di Annalisa, ma Fiorella non poteva scorgerla nella semioscurità della cella. La donna accarezzò la nuca della ragazza:«Perciò voglio aiutarti a fuggire. Ci ho pensato da quando ho origliato i progetti del dottore e ho un piano che può funzionare.» «Per te potrebbe essere pericoloso aiutarmi… » «Lo so, ma tutto questo è ingiusto e tu non lo meriti.» L'immagine di Fiorella trafitta da una lancia a reazione che le era entrata dalla nuca e le era uscita dallo stomaco mentre tre MilitariAlfa la prendevano, è il prezzo che dovette pagare per la sua libertà. L'infermiera, con la divisa rossa del proprio sangue, non si divincolava mentre la trascinavano dentro, forse per interrogarla, ma il suo volto aveva un'espressione serena. Le labbra si muovevano al ritmo di una canzone che le dava coraggio. Un fulmine in lontananza scuote Annalisa e la riporta al presente. In fondo i ricordi son ricordi, non possono più nuocere, pensa la donna mentre l'indice sfiora la cicatrice sulla tempia. Invece i ragazzi si zupperanno tutti se non li richiamerà per tempo. Se poi dovessero raffreddarsi chi potrebbe sopportare la madre che se la prende con lei. «Luna! Lapo! Lollo! Venite in casa, tesori miei: sta per piovere!» «Arriviamo, nonna!» rispondono in coro tre vocine nascoste tra le spighe di grano.
  9. Talia

    Dopo il tennis

    Ciao @Domenico S., Qualche piccola annotazione. Invece del punto ci avrei visto meglio i due punti, in fondo la seconda frase spiega la prima. Otterresti un effetto meno "telegrafico". È una piccolezza ma quelle due "e" potrebbero essere evitate se dopo "campi" chiudessi la frase col punto fermo o un punto e virgola. Eliminerei "dissi" Questa frase è un po' a scioglilingua e la parola in neretto non mi piace, visto che poi usi "contorsionismo", che rende bene l'idea, io la eliminerei. Su questo paragrafo vorrei farti tre considerazioni. Una riguarda la frase in neretto, che non l'ho proprio capita. Cioè secondo me è proprio la costruzione del periodo ad essere nebulosa. Tu parli di scossa, poi precisi "è una frequenza" (per altro due cose molto diverse) però non capisco che cos'è che funziona su questa frequenza. Ecco secondo me è da rivedere. Altra considerazione è sulla frase sottolineata. Premetto che non amo quando l'autore si rivolge al pubblico, spezza un po' la magia che si crea da lettore, io lo eviterei, tanto più che tale frase non serve all'economia della storia, perché fai ben capire dalle prime righe che c'è una questione di innamoramento alla base del racconto. Appunto per questo, terza considerazione, non insisterei, come fai a seguire, sul fatto che il protagonista si è innamorato di Ramona, si capisce davvero molto bene da come si comporta. Taglierei tutte le parti in cui lo dici in maniera esplicita. L'inciso tra parentesi è un po' un piccolo spiegone, non lo metterei. Di nuovo una precisazione, a mio avviso, superflua. Refuso Per quanto queste considerazioni finali di carattere filosofico siano belle, secondo me levano molto al finale, che potrebbe essere anche molto carino, col protagonista che rimane sbilanciato in avanti e aspetta un bacio che non arriva. Secondo me il finale dovrebbe essere quello, tagliando quest'ultimo paragrafo, e rivedendo la scena del bacio mancato per insistere un po' sull'aspetto comico. Queste sono piccolezze a fronte di un testo gradevole nei contenuti e ben scritto. Il lavoro e l'introspezione sui personaggi sono ben fatti, in quanto ne escono due persone reali e ben immaginabili. Sulla trama in sé, seppur carina e leggera, non l'ho trovata eccessivamente originale, ma comunque (eccetto il finale come ti ho detto sopra) molto ben presentata. Spero di averti lasciato degli spunti utili. Alla prossima. Talia
  10. Talia

    [TW-1] Annalisa Crochet

    Ciao @Alba360, Il tuo racconto mi ha affascinata: l'atmosfera è suggestiva, molto originale la trama, carico di pathos il finale. Hai reso magnificamente ogni dettaglio essenziale per catapultare il lettore in questo mondo cupo e malinconico, dove il dono della protagonista diventa la sua prigione. Davvero brava, ben fatto! Talia
  11. Talia

    [TW-1] Fine, principio e succo d'arancia

    Ciao @mina99, Che finale! Bella idea! Con questo passaggio mi hai fatto troppo ridere . Il racconto è ben gestito, anche se a tratti nel dialogo centrale c'è qualcosa (non saprei indicarti cosa di preciso, più un'atmosfera generale che crei) di enfatico che mi ha fatto sospettare che la questione non fosse tutta relativa al tradimento. Forse il fatto che confessa subito senza pensarci troppo, non saprei. Un altra piccolezza che ho notato è che nella parte iniziale abbondi di possessivi, sia pronomi che aggettivi, molti dei quali superflui. Nel complesso mi è piaciuto. Talia
  12. Talia

    [TW-1] Lo chiamavano Klimt

    Ciao @caipiroska, Ottimo racconto. È stato un piacere leggerlo. I tuoi personaggi sono concreti e veri, emozionano e ce li presenti in modo poetico. Non ho molto da aggiungere: la tua scrittura è pulita e gradevolissima, ci sono espressioni originali e descrizioni molto evocative, i dialoghi molto ben costruiti. Insomma davvero un bel lavoro. Talia
  13. Talia

     [TW-1] Venti minuti dopo le diciannove 

    Ciao @Ippolita2018, Affronti un tema molto significativo per la nostra società "giovanilistica" : come trattiamo gli anziani. Proprio qualche giorno fa ho letto la notizia di un anziano che era talmente solitario e schivo da essere morto da solo in casa e nessuno si è presentato al funerale. Una tristezza infinita. Credo che non sia facile trovare un equilibrio in tutte ke situazioni, soprattutto quando le persone anziane richiedono continua assistenza. Il senso di colpa dell'uomo che lascia la madre in istituto, con una certa fretta, per poter vivere l'"estate" è ben reso nelka rua storia. Ho trovato, forse, meno realistico il modo con cui lui si rivolge alle ragazze sul treno. Talia
  14. Talia

    [TW-1] Fin che la barca va

    Ciao @AnnaL. L'idea del racconto è bella e affascinante, ma ho trovato un po' difficile seguire tutti i personaggi a dovere. Alcuni non sono riuscita a focalizzarli, sono rimasti un nome e un grado di parentela. Capisco che i pochi caratteri ti hanno costretta a raccontare una storia familiare con le sue dinamiche in uno spazio ristretto. Come anche il salto temporale dopo il matrimonio, sicuramente brusco a causa della brevità imposta al racconto, non è chiaro fin da subito, dopo alcune righe ho capito che erano trascorsi almeno alcuni mesi. Per il resto il tuo stile è molto piacevole e ho apprezzato l'ambientazione post guerra. Talia
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