Vai al contenuto

caosinme

Scrittore
  • Numero contenuti

    6
  • Iscritto

  • Ultima visita

Risposte risposto da caosinme


  1. Non sapevo che Tag mettere quindi ho messo "Letteratura per reagazzi".

    Comunque... Buongiorno a tutti.

    A giugno dovrò portare 20 testi di letteratura italiana all' esame liceale. Uno di questi è L' infinito di Leopardi. Siccome è un testo brevissimo e io devo parlarne per 15 minuti filati .... sono venuto a chiedere aiuto per chiedere qualche analisi e commento oltre quei soliti che girano sul web. Non saprei... qualche comparazione con qualche altro testo, qualche analisi su aspetti formali o contenutistici. So che c'è molto da dire, ma per adesso non sfioro neanche i 10 minuti.


  2.  

    9 minuti fa, Depenso ha detto:

    Per avere idea di come si scrive una poesia bisogna leggere molta poesia... Proprio come con la prosa. È strano, ma ancora non risulta ovvio questo fatto. Non tutti possono buttarsi nella scrittura di un racconto, perché prima bisogna leggere romanzi, capire come funzionano i meccanismi narrativi (e, magari, narratologici). Allo stesso modo è con la poesia. 

    Per tutto il resto si può scrivere un diario, credo. E infatti, purtroppo, questo testo mi sembra un pensiero diaristico - corredato da un vocabolario non del tutto quotidiano e con una versificazione più o meno istintuale. Sul contenuto non credo ci sia molto da dire, è un resoconto, estetizzato, di alcune riflessioni. 

    Spero di vederti rafforzata, alla prossima poesia!

     

    Sono completamente d' accordo. Faccio schifo :buhu:.

     

    11 minuti fa, Depenso ha detto:

    istintuale

     Azzeccato.

     

    12 minuti fa, Depenso ha detto:

    non del tutto quotidiano

     Ho un vocabolario minuscolo, ne sono consapevole.


  3. https://www.writersdream.org/forum/profile/9142-floriana/ grazie mille per il benvenuto e per la dritta sulla poesia.

     

     

    32 minuti fa, Floriana ha detto:

    Il verso non mi convince. della stessa natura Cioè?

     

    Stavo pensando che siccome le nuvole sono cariche di pioggia, allo stesso modo i miei occhi sono cariche di lacrime. Quindi della "stessa natura".

     

    35 minuti fa, Floriana ha detto:

    gli ultimi due versi non mi piacciono, li trovo caotici

     Era proprio caos che volevo trasmettere. Potrebbero piacere a una persona particolarmente depressa e nichilista. Una persona che sta vivendo un periodo abbastanza cupo, triste e solo. Se non ti è piaciuta significa che sei una persona positiva, credo...


  4. Prima volta che scrivo una poesia. Non ho la minima idea di come si scriva una poesia, io ci ho provato. Abbiate pietà.

     

     

    Un nubifragio sta incombendo

    su questa città,

    su di me.

    Tuoni e silenzio si alternano

    combattono una guerra

    per stabilire il mio

    battito cardiaco:

    prima lento, poi veloce

    di nuovo lento e poi sempre più

    veloce.

    Fulmini si infrangono 

    su palazzi di carta

    e ad ogni schianto

    ne consegue

    un mio passo

    indietro.

    Dense nuvole grigie

    occultano cielo e luna.

    Stanno per esplodere e 

    rilasciare un oceano

    di lacrime

    di un Dio

    che non conosce

    la parola 

    pace.

    Io vi contribuisco

    con i miei occhi

    della stessa natura

    di quelle nuvole

    sopra di me.

    Anche pioggia e lacrime 

    combattono agguerite

    a chi versa

    a chi riga

    a chi lacera

    di più....il mio viso

    scuro e talvolta

    illuminato

    da quei

    fasci di furia.

    E mentre indietreggio

    mi lascio

    ipnotizzare

    da quella forza 

    da quello specchio

    della mia

    mente.

     

     

     


  5. Ciao!

    Non capisco se la tua poesia mi possa piacere o meno. Se non altro fa riflettere...Trovo che la tua poesia sia interessante, in quanto possiede un carattere esistenziale ( ti poni spesso delle domande sull'essere, sul tempo, sullo spazio e magari ti stai chiedendo qual'è la distinzione tra realtà e finzione).

    Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

    io e perché non altrui...?

     A questa domanda ti risponderei: Perchè qualcun altro allora? Perchè semplicemente è e basta. Senza fine o meta in un futuro lontano.

    Se ti interessa il tempo, il destino e il ruolo che essi hanno nelle nostre vite, ti consiglierei di leggere Nietzsche - Così parlò Zarathustra.

    Se vuoi ho anche fatto un lavoro di maturità su di lui. Potrei inviarti il tutto, così da alimentare le tue idee.

     

    In generale mi sono piaciute le parole che hai usato : sogno, illusione, assurdità, disperso. Parole che mi suscitano un senso di confusione, una specie di distorsione della realtà.

    Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

    E io
    qui
    solo

    1

    Questi primi 3 versi li trovo così semplici, e proprio perchè semplici sono stupendi. Anche la ripetizione di "io" lungo tutta la poesia ha fomentato in me un senso di estraneazione. Come se dovessi ripetere in continuazione "io" per ricordarmi che esisto, che sono qui, che mi pongo delle domande che forse non hanno risposta, che insomma "chi sono io?"

×