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  1. fogliolabile

    Ha senso revisionare un vecchio romanzo?

    Ciao a tutti. Nel 1997 scrissi un breve romanzo che non ho mai mandato a nessuno. Anzi a dirla tutta forse sono uno dei pochi aspiranti che non ha mai mandato nulla a nessun editore. Il motivo? Quello che scrivo non mi pare degno di essere pubblicato. Oppure spesso mi fermo al midpoint e non continuo la storia. Ebbene quel romanzo del 97 è uno dei pochi che ho completato. Si tratta, da quel che ricordo, di una storia molto ingenua, con tanti difetti e poca conoscenza del mestiere. L’altro giorno scorrendo fra le case editrici free ho notato un editore che potrebbe fare al caso mio, a cui proporre proprio quella storia del 97. Ora però ho diverse opzioni davanti a me: Mandare la storia intatta a un editor per farmi dire tutti i punti deboli della trama per poi lavorarci sopra. Revisionare la storia prima di mandarla a un editor per una valutazione oggettiva (allora non sapevo manco esistessero gli editor e per me comunque sarebbe la prima volta), leggendola io dopo tanti anni. Riscrivere la storia senza rileggerla, cioè iniziare tutto daccapo, solo con l’idea iniziale e grazie alle conoscenze acquisite dopo anni di letture, creare una nuova storia (ma sempre con la stessa ambientazione e personaggi) prima di mandarla a un editor per una scheda tecnica. Secondo voi cosa sarebbe meglio fare? Vi è mai capitato qualcosa del genere?
  2. fogliolabile

    Prigioniero deve fuggire

    Grazie a tutti per le risposte. In effetti ho pensato che il protagonista potesse fingere di stare male o addirittura tagliarsi di proposito pur di avere la possibilità di uscire da quello stanzone e poi fare qualcosa di "strano" per fuggire. Magari un inganno o qualcosa del genere. No, lui non è un bambino, ma un ragazzo di 16 anni, non ha abilità particolari, tranne il fatto che è molto attento ai dettagli. No, la storia è ambientata in un mondo post apocalittico. No, è uno stanzone in muratura, circondato dalla campagna.
  3. fogliolabile

    Prigioniero deve fuggire

    Salve a tutti, sto progettando una storia dove il protagonista ad un certo punto viene imprigionato e fatto schiavo. Ora devo farlo liberare o meglio deve fuggire dal posto in cui è costretto a stare. Non ci deve essere nessun intervento esterno, del tipo che scoppia un incendio o "arriva la cavalleria", insomma nessun deus ex machina. Deve liberarsi da solo, con le sue forze o la sua astuzia. Ah, nessun tunnel da scavare come in tanti film (per esempio Le ali della libertà, ma non solo) Bene, ora mi direte che bisogna conoscere perfettamente l'ambiente e i personaggi intorno a lui per farlo muovere. Ecco, lui è imprigionato insieme a dei bambini in un unico stanzone, dove lavorano, mangiano, dormono e fanno pure la cacca. Insomma un vero schifo. Questo stanzone viene aperto solo di pomeriggio, da tre persone armate, che prendono la merce prodotta (devo decidere ancora cosa), danno qualcosa da mangiare e poi vanno via, chiudendo l'enorme portone di ferro. Non ci sono finestre, l'aria passa attraverso una piccola grata in alto, che anche se fosse rotta, non ci passerebbe manco un bambino. Ora devo semplificare un po' le cose e dirvi che il sabato mattina, buona parte degli schiavisti (che sono sette) va via, in un altro villaggio a vendere la merce e rimane un solo componente, il più giovane del gruppo nella villa di famiglia. Fatemi tutte le domande che volete, molto probabilmente ci sono cose a cui non ho per niente pensato (infatti sto ancora progettando) Grazie per gli eventuali suggerimenti
  4. fogliolabile

    Non leggere (alcuni generi)

    Non mi piacciono i romanzi corali perché ho bisogno di identificarmi in un unico protagonista, al di là della distanza che ci possa essere fra me e lui sotto ogni punto di vista. E a proposito di punti di vista, non riesco a leggere una storia che si alterna da diverse angolazioni, sopratutto se narrano lo stesso evento ma con diverse voci a rappresentare le differenze emotive. Ho bisogno che la storia si sposti in avanti in modo progressivo e questo significa per me un cambiamento nello spazio e nel tempo che non va mai indietro (per lo stesso motivo non sopporto molto i flashback) ma sempre in avanti, possibilmente con nuovi ostacoli o meglio complicazioni crescenti.
  5. fogliolabile

    Adelphi

    Da quel che ricordo, anni fa, Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg
  6. fogliolabile

    Le tag di dialogo: meglio il buon vecchio "disse" o i sinonimi?

    Non mi piace quando vedo il verbo "bofonchiare". Non lo sopporto proprio. Per me vanno bene disse, chiese e rispose. Meglio ancora inserire i beat invece dei tag, ma anche qui non sopporto "scrollò le spalle" o "si strinse nelle spalle".
  7. fogliolabile

    Non leggere (alcuni generi)

    Non leggo romanzi rosa. Non leggo e non vedo film commedia o comici. Al di là del genere non leggo mai storie ambientate durante la seconda guerra mondiale o negli anni contemporanei, come del resto evito il 1700 a priori. Un tempo leggevo e cercavo un sacco di romanzi di formazione, ora non li compro più. Non mi piacciono i romanzi che parlano di attualità, di problemi sociali o di impegno politico. Evito anche i romanzi corali, quelli con più punti di vista, quelli in forma di diario e infine quelli scritti in seconda persona.
  8. fogliolabile

    Struttura di una storia

    Salve, ho una curiosità: quando state ideando una storia (mi rivolgo esclusivamente ai pianificatori), avete una struttura in mente già precisa da utilizzare? Parlo proprio di un modello prestabilito a priori, come può essere ad esempio il monomito di campbell/vogler (con le sue varianti). Naturalmente ci sono altre strutture, come quella in tre atti (anche qui ci sono diverse varianti) o quella specifica guidata dal personaggio di Michael Hauge...e tante tante altre In pratica avete uno schema fisso al di là della storia che dovete ancora ideare? Oppure avete uno schema tutto vostro creato col tempo?
  9. fogliolabile

    dubbio sul narratore

    Romanzo da scrivere in terza persona. Piccola trama: un gruppo di ragazzi che dal 700 ad un certo punto viene catapultata nel futuro, cioè ai giorni nostri. Ora il problema è questo: quanto deve dire il narratore? Per esempio i ragazzi si trovano per strada e vedono delle macchine... Il narratore può scrivere: Allora i tre ragazzi si fermarono stupiti e videro delle automobili oppure, calarsi dal punto di vista dei ragazzi: Allora i tre ragazzi si fermarono stupiti e videro delle carrozze senza cavalli Il narratore, in questo tipo di storia, deve usare le parole che vengono usate dai lettori di oggi oppure deve immedesimarsi totalmente nei personaggi?
  10. fogliolabile

    Ciao a tutti

    Buonasera, io sono una persona che ogni tanto scrive. Racconti, poesie e persino un romanzo breve. Ho smesso da tempo di avere sogni di gloria e non credo di meritarmi nulla. Sono molto curioso in generale e mi piace leggere di tutto. Anche i forum online, non solo sulla scrittura.
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