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  1. fogliolabile

    Crocetti Editore

    Da quel che ho letto è stata acquistata dal gruppo Feltrinelli.
  2. fogliolabile

    Rilascio romanzo in Pre-Order

    Non sono un esperto, ma secondo me dovresti dare degli sconti e con un po' di scarsità del tipo: solo per i primi 100 o per le prossime 24 ore. Mai dare gratis.
  3. fogliolabile

    L'orfanotrofio delle idee

    Alcune mie idee (molto vecchie) che non ho mai sviluppato: - Copiare la struttura narrativa della saga degli androidi e di Cell di Dragon Ball (meglio avere il manga a disposizione) e metterci i personaggi della Via Paal - Un uomo si pente, dopo tanti anni, di non essere morto in guerra - Una ragazza rapisce un bambino e fa un viaggio con lui - Storia di un ospedale psichiatrico in 50 anni...con tutti quelli che ci sono stati, andati via, morti, compresi pure infermieri e medici - Una famiglia di oggi vive in una villa come se fossero nell'800 - Un uomo dall'aspetto ordinario, prende il treno e va in un'altra città. Qui comincia ad uccidere delle persone non a caso - Due personaggi inseguono la stessa cosa che potrebbe salvare loro la vita. Ma solo uno dei due può averla - Una ragazza perversa compie un omicidio. Testimone unico è un ragazzo timido che decide di non andare dalla polizia ma... Beh basta così
  4. fogliolabile

    Progettare e non scrivere

    Grazie per la risposta. Per quanto riguarda i racconti li finisco sempre. E lì provo pure piacere nello scrivere, mi lascio andare: infatti non progetto nulla e scrivo di getto. Parto da un'immagine, una sensazione, ci aggiungo un personaggio e poi è tutto improvvisazione. Dopo naturalmente aggiusto con la revisione. E vedere qualcosa di completo mi dà soddisfazione. Succede solo con racconti Ma per i romanzi devo per forza progettare. Ho provato a scrivere dei romanzi di getto ma dopo un po' mi blocco e non so dove andare a parare. Oppure è capitato di aver scritto talmente tanto di getto, fogli e fogli, che poi non riesco più a mettere ordine: diventa un'impresa titanica sistemare tutto, tagliare sopratutto il non necessario, anche se sono belle frasi. Ecco, quando scrivo di getto, le frasi mi piacciono perché suonano più naturali. Mentre se ho un progetto, a parte la noia, le frasi mi escono forzate, non mi piacciono per niente, divento perfezionista.
  5. fogliolabile

    Progettare e non scrivere

    Ciao, è un po’ di tempo che non posto qui. La mia passione per la scrittura va a momenti o forse non esiste proprio. Infatti mi sono dichiarato fin da subito un lettore. Ma veniamo al cuore della questione: a me piace progettare le storie, ma non scriverle. Mi piace creare mondi e personaggi nella mia mente, lasciarmi andare alla fantasia e poi dopo scrivo, nel senso che progetto la trama, pure eventuali colpi di scena o cliffhanger, a volte anche interi capitoli. E questo mi diverte molto, anzi mi dà molto piacere. Ma non scrivo il romanzo per intero perché passo subito dopo alla prossima storia che ho in mente (o meglio ho un blocco note pieno di idee da sviluppare) Non so se capita anche a voi, di progettare una storia e di non aver nessuna voglia di scriverla. Io non provo molto piacere nello scrivere, ma solo nel creare. Ho cercato diverse spiegazioni a questo ed eccole: tendo ad annoiarmi facilmente, quindi ho bisogno di passare subito ad un’altra storia da sviluppare, lo stesso discorso vale anche come lettore, infatti non amo i romanzi lunghi, massimo 100-150 pagine, devo subito leggere qualcos'altro. nei i vari manuali creativi che ho letto mi sono sempre concentrato sulla trama, sul plot, sugli archi narrativi, il viaggio dell’eroe, i tre atti ecc ecc (li conosco tutti) e poco sullo stile, sulla scrittura vera e propria spesso la storia progettata non mi sembra originale e non vale la pena scriverla, anche se mi ha dato gran piacere crearla vengo preso da altre passioni (il disegno, qualche strumento musicale, oppure altre cose che non hanno nulla a che fare con l’arte) ultimo motivo più psicologico: a che serve scrivere un intero romanzo con grande impegno se sai che ha poche possibilità di venir pubblicato da una casa editrice? Non ho voglia di sbattermi col self publishing (fare pubblicità varie) e non ho voglia di essere pubblicato da una piccola- piccolissima casa editrice perché per me pubblicare con una piccola casa editrice significa semplicemente non aver pubblicato nulla, nonostante il codice ISBN. Intendiamoci io non punto alla grandi come Mondadori e simili, ma la casa editrice deve avere una distribuzione minima in libreria. Allora la domanda è: voi scrivete tutto quello che progettate? Come decidete di impegnarvi con la scrittura vera e propria, che richiede mesi, impegni, sforzo, se non sacrificio, sapendo che tutto potrebbe essere tutto vano per un'eventuale pubblicazione degna di nota?
  6. fogliolabile

    Ha senso revisionare un vecchio romanzo?

    Ciao a tutti. Nel 1997 scrissi un breve romanzo che non ho mai mandato a nessuno. Anzi a dirla tutta forse sono uno dei pochi aspiranti che non ha mai mandato nulla a nessun editore. Il motivo? Quello che scrivo non mi pare degno di essere pubblicato. Oppure spesso mi fermo al midpoint e non continuo la storia. Ebbene quel romanzo del 97 è uno dei pochi che ho completato. Si tratta, da quel che ricordo, di una storia molto ingenua, con tanti difetti e poca conoscenza del mestiere. L’altro giorno scorrendo fra le case editrici free ho notato un editore che potrebbe fare al caso mio, a cui proporre proprio quella storia del 97. Ora però ho diverse opzioni davanti a me: Mandare la storia intatta a un editor per farmi dire tutti i punti deboli della trama per poi lavorarci sopra. Revisionare la storia prima di mandarla a un editor per una valutazione oggettiva (allora non sapevo manco esistessero gli editor e per me comunque sarebbe la prima volta), leggendola io dopo tanti anni. Riscrivere la storia senza rileggerla, cioè iniziare tutto daccapo, solo con l’idea iniziale e grazie alle conoscenze acquisite dopo anni di letture, creare una nuova storia (ma sempre con la stessa ambientazione e personaggi) prima di mandarla a un editor per una scheda tecnica. Secondo voi cosa sarebbe meglio fare? Vi è mai capitato qualcosa del genere?
  7. fogliolabile

    Prigioniero deve fuggire

    Grazie a tutti per le risposte. In effetti ho pensato che il protagonista potesse fingere di stare male o addirittura tagliarsi di proposito pur di avere la possibilità di uscire da quello stanzone e poi fare qualcosa di "strano" per fuggire. Magari un inganno o qualcosa del genere. No, lui non è un bambino, ma un ragazzo di 16 anni, non ha abilità particolari, tranne il fatto che è molto attento ai dettagli. No, la storia è ambientata in un mondo post apocalittico. No, è uno stanzone in muratura, circondato dalla campagna.
  8. fogliolabile

    Prigioniero deve fuggire

    Salve a tutti, sto progettando una storia dove il protagonista ad un certo punto viene imprigionato e fatto schiavo. Ora devo farlo liberare o meglio deve fuggire dal posto in cui è costretto a stare. Non ci deve essere nessun intervento esterno, del tipo che scoppia un incendio o "arriva la cavalleria", insomma nessun deus ex machina. Deve liberarsi da solo, con le sue forze o la sua astuzia. Ah, nessun tunnel da scavare come in tanti film (per esempio Le ali della libertà, ma non solo) Bene, ora mi direte che bisogna conoscere perfettamente l'ambiente e i personaggi intorno a lui per farlo muovere. Ecco, lui è imprigionato insieme a dei bambini in un unico stanzone, dove lavorano, mangiano, dormono e fanno pure la cacca. Insomma un vero schifo. Questo stanzone viene aperto solo di pomeriggio, da tre persone armate, che prendono la merce prodotta (devo decidere ancora cosa), danno qualcosa da mangiare e poi vanno via, chiudendo l'enorme portone di ferro. Non ci sono finestre, l'aria passa attraverso una piccola grata in alto, che anche se fosse rotta, non ci passerebbe manco un bambino. Ora devo semplificare un po' le cose e dirvi che il sabato mattina, buona parte degli schiavisti (che sono sette) va via, in un altro villaggio a vendere la merce e rimane un solo componente, il più giovane del gruppo nella villa di famiglia. Fatemi tutte le domande che volete, molto probabilmente ci sono cose a cui non ho per niente pensato (infatti sto ancora progettando) Grazie per gli eventuali suggerimenti
  9. fogliolabile

    Non leggere (alcuni generi)

    Non mi piacciono i romanzi corali perché ho bisogno di identificarmi in un unico protagonista, al di là della distanza che ci possa essere fra me e lui sotto ogni punto di vista. E a proposito di punti di vista, non riesco a leggere una storia che si alterna da diverse angolazioni, sopratutto se narrano lo stesso evento ma con diverse voci a rappresentare le differenze emotive. Ho bisogno che la storia si sposti in avanti in modo progressivo e questo significa per me un cambiamento nello spazio e nel tempo che non va mai indietro (per lo stesso motivo non sopporto molto i flashback) ma sempre in avanti, possibilmente con nuovi ostacoli o meglio complicazioni crescenti.
  10. fogliolabile

    Adelphi

    Da quel che ricordo, anni fa, Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg
  11. fogliolabile

    Le tag di dialogo: meglio il buon vecchio "disse" o i sinonimi?

    Non mi piace quando vedo il verbo "bofonchiare". Non lo sopporto proprio. Per me vanno bene disse, chiese e rispose. Meglio ancora inserire i beat invece dei tag, ma anche qui non sopporto "scrollò le spalle" o "si strinse nelle spalle".
  12. fogliolabile

    Non leggere (alcuni generi)

    Non leggo romanzi rosa. Non leggo e non vedo film commedia o comici. Al di là del genere non leggo mai storie ambientate durante la seconda guerra mondiale o negli anni contemporanei, come del resto evito il 1700 a priori. Un tempo leggevo e cercavo un sacco di romanzi di formazione, ora non li compro più. Non mi piacciono i romanzi che parlano di attualità, di problemi sociali o di impegno politico. Evito anche i romanzi corali, quelli con più punti di vista, quelli in forma di diario e infine quelli scritti in seconda persona.
  13. fogliolabile

    Struttura di una storia

    Salve, ho una curiosità: quando state ideando una storia (mi rivolgo esclusivamente ai pianificatori), avete una struttura in mente già precisa da utilizzare? Parlo proprio di un modello prestabilito a priori, come può essere ad esempio il monomito di campbell/vogler (con le sue varianti). Naturalmente ci sono altre strutture, come quella in tre atti (anche qui ci sono diverse varianti) o quella specifica guidata dal personaggio di Michael Hauge...e tante tante altre In pratica avete uno schema fisso al di là della storia che dovete ancora ideare? Oppure avete uno schema tutto vostro creato col tempo?
  14. fogliolabile

    dubbio sul narratore

    Romanzo da scrivere in terza persona. Piccola trama: un gruppo di ragazzi che dal 700 ad un certo punto viene catapultata nel futuro, cioè ai giorni nostri. Ora il problema è questo: quanto deve dire il narratore? Per esempio i ragazzi si trovano per strada e vedono delle macchine... Il narratore può scrivere: Allora i tre ragazzi si fermarono stupiti e videro delle automobili oppure, calarsi dal punto di vista dei ragazzi: Allora i tre ragazzi si fermarono stupiti e videro delle carrozze senza cavalli Il narratore, in questo tipo di storia, deve usare le parole che vengono usate dai lettori di oggi oppure deve immedesimarsi totalmente nei personaggi?
  15. fogliolabile

    Ciao a tutti

    Buonasera, io sono una persona che ogni tanto scrive. Racconti, poesie e persino un romanzo breve. Ho smesso da tempo di avere sogni di gloria e non credo di meritarmi nulla. Sono molto curioso in generale e mi piace leggere di tutto. Anche i forum online, non solo sulla scrittura.
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