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Depenso

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  1. Depenso

    NNEditore

    Ciao @Loryzo. Si stanno facendo entrambe le cose - con grande attenzione e in profondità.
  2. Depenso

    NNEditore

    Ciao @Depandance. Non credo, ovviamente, d'essere astro nascente di alcunché. Anzi: vivo con la paranoia di rovinare la bella reputazione di NN, avendo scritto un romanzo piuttosto "di nicchia" (I suppose), incentrato com'è su certe ricerche linguistiche e arrovellato su un impianto narrativo non sempre liscio e contingente come ci si potrebbe aspettare. A ogni modo, ti ringrazio sul serio per l'interessamento e, sì, ho sottoscritto il contratto - un buon contratto, per me. Procede bene, si uscirà dopo l'estate (fine settembre/primi di ottobre). Ci sono due cose che, finora, mi hanno colpito fortemente: il ruolo davvero centrale dell'ufficio stampa (grosso freelance di conclamata esperienza: non dipendente fisso, ma nemmeno mutuato a smozzichi da altri editori) e l'attenzione (innamorata e maniacale) a ogni dettaglio della storia da parte degli editor. Il secondo aspetto, come si potrà immaginare, mi lusinga e mi fa sentire parte di una sorta di famiglia - e questo va ad aggiungersi all'intreccio suggestivo (magico) dato dal modo di porsi come una piccola Mondadori, ma al contempo come una realtà intima pronta a farti dormire sul divano della loro redazione. Come forse ho già detto, posso sottolineare che valutano veramente il materiale che ricevono. E vorrebbero poter rispondere a tutti, anche a quelli rifiutati, ma non ce la fanno proprio - la direttrice è sempre stata molto genuina nel dirmi di questo suo rammarico. Poi, i discorsi sono i soliti: italiani ne pubblicano pochi, quindi si crea una sorta di gerarchia nelle priorità di valutazione - un autore finalista allo Strega e proposto da agente (il caso di Chiara Marchelli, da poco uscita con loro) è ovvio che salirà nelle preferenze di lettura; uno che invia per mail "normale" viene sì letto, ma con molta più lentezza. Spero di esservi, in qualche modo, utile.
  3. Depenso

    NNEditore

    A me hanno fatto capire che i manoscritti li leggono, hanno proprio dei lettori che si dedicano ad analizzare il materiale che a una prima lettura sembra interessante. So però che, per scelta logistica, non rispondono a tutti.
  4. Depenso

    NNEditore

    @Christopher, quelli di E/O (ma anche di minimum fax) hanno "spinto" il romanzo verso NN durante "L'anno che verrà". Il manoscritto vero e proprio era arrivato già a NN. Non so, ma mi è sembrato come se il discorso di fondo, da parte e/o e mf, fosse: "Voi che potete farlo, pubblicatelo". Ma non posso esserne certo.
  5. Depenso

    NNEditore

    Allora, come ho già detto qui su WD da qualche parte, io provengo dalla poesia – a marzo uscirà una mia silloge per Marcos y Marcos, nel XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea. In quell’ambiente ho avuto modo di fare amicizia con un’autrice Einaudi, alla quale inviai la prima versione del mio romanzo. Lei ne rimase molto colpita, tanto da decidere di effettuare una massiccia operazione di editing (gratuitamente). Completato il lavoro di riscrittura, ho effettuato un solo invio spontaneo, a E/O – e qui, nel thread a loro dedicato, ho già scritto la mia esperienza: in sostanza mi dissero che il lavoro era buono, piaceva, ma non era in linea con il loro nuovo catalogo. Allora, sempre tramite amicizie dal mondo della poesia, ho fatto avere il manoscritto a editor di Minimum Fax e Il Saggiatore. Entrambi hanno risposto tipo E/O – anche se con più rammarico, tanto che con entrambi gli editor si è creato un rapporto di stima e continuiamo a sentirci. Contestualmente, l’amica/autrice che aveva fatto l'editing ha passato il manoscritto a Einaudi (a un suo amico editor) e a NN (tramite una sua amica che lavora per loro come traduttrice). Einaudi ha risposto molto presto con un «Per noi è no» in stile Manuel Agnelli. Poi però le cose sono cambiate. Sono andato a Pistoia, al festival “L’anno che verrà”. Lì ho incontrato la direttrice di NN, e ci siamo piaciuti subito. Aveva già letto l’inizio del romanzo, mi ha detto che le sembrava molto interessante e che a breve mi avrebbero contattato per un sì o un no. Qualche settimana fa la direttrice mi ha scritto una mail, dandomi appuntamento nella loro redazione milanese (in centro, molto graziosa). Inutile dirvi quanto siano professionali tutti quelli che ci lavorano: lo si capisce dai libri che pubblicano e dal rapido successo che stanno avendo. Una volta lì abbiamo fatto una riunione con gli editor, parlato approfonditamente del libro (mi hanno spiegato le modifiche che intendono fare: non radicali, ma tutte legittime e tese a migliorare il testo), pranzato insieme in un clima entusiasmante e disteso. La loro proposta di contratto è, secondo me, perfetta – pure troppo, forse, per uno che è al primo romanzo. Mi hanno fatto capire che punteranno molto sul libro, facendolo uscire durante la seconda metà dell’anno prossimo senza altre pubblicazioni nei paraggi, per concentrarsi solo su quello – organizzando poi un tour promozionale in tutta Italia, una grossa rassegna stampa ecc. Come editor mi hanno affiancato la mitica Serena Daniele, che proviene da Salani ed è la curatrice storica della prima edizione italiana di Harry Potter. Io spero solo di essere all’altezza. Il romanzo è molto letterario, certamente non venderò come Camurri, ma almeno spero di non rovinare la loro reputazione.
  6. Depenso

    Interlinea

    Bisogna inviare il manoscritto cartaceo all'indirizzo della casa editrice, ma all'attenzione di Franco Buffoni, il quale cura la collana "Lyra Giovani". Non so dirti se rispondono anche in caso di rifiuto - non credo. Se vedi il catalogo di poesia ci sono autori di spessore e consolidati (Benigni, Candiani, o addirittura classici tipo Rebora ecc) nella collana "Lyra", e autori con innovazioni eclatanti (Zhara, Vivinetto) o provenienti da esperienze da "big" come i Quaderni Marcos y Marcos o altre simili (Jacopo Ramonda, Maria Borio, Tommaso Di Dio, tutti di imminente pubblicazione) nella collana "Lyra Giovani". Credo sia questa la tendenza scelta dalla casa editrice e dal direttore di collana. Tra l'altro, di Buffoni, trovi online un paio di interviste piuttosto recenti ed esplicative sulle sue idee a tal proposito (su "Argo/Poesia del nostro tempo" e "Interno Poesia").
  7. Depenso

    NNEditore

    @Sjø su cosa vorresti dei dettagli? Se ti riferisci alla tua impressione: a me pare puntino sia all'autore che al testo - cioè, se un autore non è un guru comunicativo (il mio caso, ma anche quello di Forgione, credo) ma il suo libro vale per come loro intendono, beh, lo pubblicano. Per il resto, il processo che mi ha portato a loro è un po' contorto (forse formativo, sì) e temo di annoiarvi... Sono comunque a disposizione per chiarimenti.
  8. Depenso

    NNEditore

    Ormai vendono più Minimum Fax e Marsilio. La scorsa settimana, tra l'altro, erano primi nella classifica di narrativa straniera con Haruf (!). Stiamo assistendo a un fenomeno editoriale molto importante e raro - paragonabile, forse, come qualcuno diceva qui in alto, alla "Nichel" diretta da Lagioia per Minimum Fax. Posso confermare che hanno molto interesse negli esordienti italiani: ne hanno pubblicati due (l'ottimo Forgione, oltre a Camurri) e l'anno prossimo ne arriveranno altri due, sempre nella serie "Gli Innocenti". Forgione è andato in seconda ristampa in un mese - questo vuol dire che ha venduto circa 2000 copie in 30 giorni, porca miseria. E parliamo di testi dotati di forte letterarietà, non di robetta poppeggiante. Io sono sinceramente colpito da questo fenomeno: anche perché uno dei due autori esordienti previsti per il 2019 pare che sarà il sottoscritto.
  9. Depenso

    Tunué

    Se si ha una buona idea, affine al loro intento editoriale, leggono pure sinossi e primi tentativi di qualche capitolo. Però deve essere qualcosa di vicino all'idea di Santoni (leggetevi il saggio "The Weird and The Eerie", pubblicato da minimum fax, per riuscire ad avere le idee più chiare sul concetto di "sconfinamento" di cui parlano nella presentazione della collana. Ci sono anche vari articoli in rete e hanno pure fatto un convegno a Firenze, intitolato "Il novo sconcertane italico"). Al festival "L'anno che verrà" ho parlato con Santoni del mio romanzo. Aveva letto le prime due pagine e la sinossi. Mi ha detto che lo vuole leggere tutto perché gli sembra figa la scrittura e forte la storia... ma tutto dipende da quanto e come "sconfina". Rifiuta anche romanzi che reputa eccellenti se non rientrano in questo mood. Mi ha detto chiaramente: "Alla fine, anche se è un ottimo noir o un'ottima autofiction, non rientra nella visione del catalogo se non ha un buon grado di sconfinamento".
  10. Depenso

    Edizioni e/o

    Ciao @Christopher. Alla fine mi hanno risposto dicendo che erano molto indecisi, perché il lavoro sembrava valido, ma avevano paura che potesse intimorire il loro lettore medio, data la letterarietà del testo. A ogni modo, ci siamo incontrati al Festival "L'anno che verrà" (dove intanto ero stato selezionato per un colloquio con Vanni Santoni, sempre per lo stesso romanzo), e abbiamo parlato un po', alla presenza anche di altri editor di altre case editrici. E alla fine hanno deciso di "passare" il manoscritto a NN. Ora sono in attesa di una risposta, dunque, da Santoni (Tunué) e da NN.
  11. Depenso

    Miriam

    Un po' in risposta alla cara @Mathiel, pubblico un testo scritto in versi liberi. È parte di un poemetto recentemente ultimato, ancora inedito, e che si chiama "La testa". Credo sia inutile, in questa sede, accennare alla storia che fa da contorno a questo lacerto. * Abbiamo perso tutto lungo la strada, tutto, i sogni banali, i gesti banali, le voglie, i regali, le fotografie, la strada si è fatta poltiglia, pioveva tanto quella primavera, si è allagato tutto lungo la strada, i tuoi occhi, Miriam, cara, Miriam, i tuoi occhi un continuo farsi fango, eri fatta a mia immagine, credevo, non era vero, non era vero, eri fatta per farti sporcare le braccia, non ti bagnavi da anni, non ti eri mai bagnata, ti ero rivoltante o indifferente?, il mio corpo o la mia mente?
  12. Depenso

    Avviso ai naviganti

    Questi due versi, posti poi all'inizio, allontanano subito il lettore, a mio parere: per la povertà di contenuto e per la banale resa lessicale ("Come se non ci fosse un domani" è un espressione che personalmente detesto più della musica rap: una volta, in libreria, trovai questa frase nell'incipit di un romanzo Minimum Fax... Lanciai il libro in aria, beccandomi i legittimi rimproveri del commesso di turno). A ogni modo: questa poesia mi sembra bellissima. Ed è per questo che lavorerei (tagliando?) quei versi. Maneggi il materiale biografico in un modo affascinante, esattamente come bisognerebbe fare in poesia: allontani la retorica, non ti immergi pateticamente, e specialmente non crei una sorta di maschera tra l'io scrittore e l'io prodotto in lirica - tendenza invece in abuso tra i contemporanei: sembrano tutti dei fanciullini fragili, tutti indeboliti dalla vita... Il tuo io lirico, invece, elabora, pensa, e non assume alcuna postura vittimistica. Lo fai bene perché usi immagini ed espressioni pericolose ("mi spaventi", "rabbrividisco" ecc): ma in te, non riesco a capire ancora come mai, assumono una connotazione non dico documentaristica mai quasi distaccata, cronacistica. Il partire da un evento biografico per dilatarlo ad avvenimento epocale nella vita dell'io scrittore è un espediente che mi piace molto - lo uso anche io, e credo abbia fatto la fortuna di molti enormi poeti del secondo Novecento. Mi piacciono moltissimo i dialoghi, anche: saperli utilizzare non è mai facile, specialmente in poesia, tu lo fai estremamente bene. Stilisticamente è tutto molto strano: funziona, funziona tutto, tutto si regge bene in piedi... ma non so come sia possibile. La versificazione ricorda un po' un contemporaneo, Andrea Inglese - che ha teorizzato la "proesia", cioè la poesia come elemento poroso in grado di assorbire elementi da tutte le prose (narrative, filosofiche, teatrali, cinematografiche ecc: mi pare che tu ci stia inconsapevolmente provando, quantomeno per certe adiacenze con il cinema - nei frame, nelle scene - e con la narrativa più dialogica). Spero di rileggerti presto.
  13. Depenso

    Ti prendo in braccio io

    @KawaiiCleffa: sapessi quanto è bello leggere quanto mi dici...
  14. Depenso

    Ti prendo in braccio io

    Grazie mille per la tua lettura, cara @Mathiel. Puntuale e gratificante. Sulla questione tematica non so cosa dirti: l'apertura totale verso l'odio mi è difficile, essendo la mia postura letteraria molto patetica. Però suono musica metal! Sul verso libero: verrai accontentata.
  15. Depenso

    Ti prendo in braccio io

    ciao @Heartmind, e grazie. Scrivere in rima non equivale a scrivere in metrica - esempio da liceo: "L'infinito" di Leopardi, che è in endecasillabi sciolti, cioè non in rima; o "A Silvia", che alterna endecasillabi e settenari sciolti. Ma insomma. La parola "stanca" si riferisce a "preda": "avevi gli occhi di preda / stanca" ecc. Per il resto: hai intuito tutto perfettamente. La poesia non sempre (quasi mai, grazie al cielo) è intuizione, ma "semplice" lettura e comprensione.
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