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Max

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Tutti i contenuti di Max

  1. Max

    Alcyone Casa Editrice

    Nome: Alcyone Generi trattati: giallo, mystery, umorismo, racconti, saggistica Invio manoscritti: http://www.alcyone.it/ Distribuzione: http://www.alcyone.it/ Sito web:http://www.alcyone.it/ Facebook: https://it-it.facebook.com/Alcyone-Casa-Editrice-107336472626229/
  2. Max

    INCONTRO CON ELENA MELODIA, AUTRICE DI "BUIO"

    In caso te ne parlo in privato ti va? Non voglio disturbarti adesso durante l'intervista e farti fare una brutta figura. Ti ho mandato nel pomeriggio l'amicizia su FB, magari ci aggiorniamo lì ti va?
  3. Max

    INCONTRO CON ELENA MELODIA, AUTRICE DI "BUIO"

    Sì, nato e crescito a Verona. E' un pò un peccato infatti che ce ne siano molto pochi, ma di librerie non siamo poi così a secco dai... prima fra tutte giubbe rosse di Corso Santa Anastasia (ma non volgio fare pubblicità, è solo che ci passo interi pomeriggi!) Mi fa piacere che tu abbia scritto un libro così, anche perché amo questo genere di narrativa (assieme all'horror vero e proprio) eho appena terminato un romanzo ambientato proprio qui a Verona, abbastanza cupo e sovrannaturale. Ma ora ti lascio parlare di Buio, altrimenti ti rovino l'intervista! :-)
  4. Max

    INCONTRO CON ELENA MELODIA, AUTRICE DI "BUIO"

    Forse sono arrivato un pò in ritardo, ma ci tenevo a fare i miei più sentiti complimenti a Elena, dato che siamo anche concittadini. E' un piacere scoprire che nella nostra città ci sono dei bravi scrittori! Complimenti per il libro, anche se al momento ne ho letto soltanto l'inizio...
  5. Max

    Casini Editore

    Ragazzi, i tempi d'attesa sono sempre quelli standard di 5-9 mesi, però vi consiglio di telefonare all'Editore per chiedere ogni informazione (come sarebbe sempre meglio fare). Io ho chiamato e mi è stata data la mail specifica dell'editore alla quale mandare i manoscritti con sinossi, proprio per velocizzare così la lettura e assicurarsi che il libro arrivi subito nelle mani della persona giusta. Inoltre sono gentilissimi e mi hanno chiarito che dopo qualche mese è perfino possibile chiamarli per sapere come stanno andando le cose, a loro questo non da fastidio...
  6. Max

    Interviste

    Salve a tutti gli utenti del WD, colgo qui l'occasione per far sapere che ogni settimana sul mio blog all'indirizzo http://www.matteozapparelli.altervista.org/ pubblicherò un'intervista a scrittori emergenti e giovani editori. Siete tutti invitati a leggere, se la cosa è di vostro gradimento. Ciao e a presto!
  7. Max

    Test corto xD

    1. Sei stato chiamato così perché qualcun altro si chiamava con questo nome? NO 2. Quando è stata l'ultima volta che hai pianto? nell'estate del 2009, scrivendo un racconto 3. Ti piace la tua calligrafia? SI 4.Qual è il tuo pasto preferito a base di carne? SCALOPPINE AI FUNGHI 5. Hai figli? SI, UNA CAGNETTA 6. Se tu fossi un'altra persona, saresti amico di te stesso? SI 7. Sei una persona ironica? SI 8. Hai ancora le tue tonsille? SI 9. Faresti Bungee Jumping? NO 10. Qual è il tuo cereale preferito? NON SAPREI... 11. Ti sleghi le scarpe prima di togliertele? SEMPRE 13. Il tuo gelato preferito? VANIGLIA O FIOR DI LATTE 14. Cosa noti come prima cosa nelle altre persone? IL VISO 15. Rosso o rosa? ROSA 16. Cos'è che ti piace meno di te? IL NASO 17. Cosa ti manca di più? UNA CASA TUTTA MIA 18. Vorresti che tutti completassero questa lista? FA LO STESSO... 19. Di che colore hai i pantaloni e le scarpe in questo momento? JEANS BLU E DR. MARTENS PETROLIO 21. Che musica stai ascoltando? NESSUNA 22. Se fossi un pastello che colore saresti? NERO 23. Profumi preferiti? ACQUA DI GIO' 24. Qual è stata l'ultima persona con cui hai parlato al telefono? MIA NONNA 25. Ti piace la persona che ti ha spedito questa cosa? SI 26. Sport preferito da vedere? NESSUNO 27. Colore dei capelli? CASTANI 28. Colore degli occhi? CASTANI 29. Indossi lenti a contatto? NO 30. Cibi preferiti? OLIVE, LASAGNE ALLA BOLOGNESE, BIG MAC, TIRAMISU' 31. Film horror o a lieto fine? DIPENDE DAL MOMENTO 32. Ultimo film visto? UN HORROR IN STREAMING ABBASTANZA SCHIFOSO 33. Colore della maglia che indossi? NERO 34. Estate o inverno? ESTATE 35. Abbracci o baci? BACI 37. Chi risponderà più probabilmente? NON LO SO 38. Chi risponderà meno probabilmente? TUTTI 39. Che libro stai leggendo? LA CASA DELLE ANIME MORTE 40. Cosa c'è sul tuo tappetino del mouse? NON CE L'HO 41.Cosa hai visto in TV ieri sera? NULLA 42. I tuoi suoni preferiti? DIPENDE... 43. ROLLING STONES O BEATLES? STONES! 44. Qual è il posto più lontano da casa che hai visitato? CROAZIA 45. Hai un talento speciale? CERTO 46 Dove sei nato? VERONA 47. Chi speri assolutamente che risponda? NESSUNO 48. Come hai incontrato la tua dolce metà? GRAZIE A UN CARO AMICO
  8. E' stato proprio un piacere conoscerti e spero di avere presto il tempo per leggere i tuoi libri (tra lavoro, letture, scrittura e ricerca di editori il tempo non c'è mai...) Ora devo proprio lasciarti, per cui ti ringrazio e ti auguro buona serata e buona fortuna per i tuoi prossimi libri!
  9. E' vero, le nostre fantasie vanno al di là del nostro controllo e fluiscono da sole dalla mente. Come ha detto qualcuno, gli scrittori non creano le storie, prestano solo le dita... Ci sono dei generi letterari che apprezzi di più e altri invece che ti risulta più difficile leggere?
  10. Posso domandarti perché il fantasy? Immagino che sia un genere che ami molto anche leggere, e che ti affascina da lungo tempo...
  11. Max

    Mi sono bloccato su due punti

    La trama parrebbe evovlersi in un action thriller con buone potenzialità, però evita di cadere nel banale di storie già trite ( e sul polo sud ce ne sono...) Credo che per l'energia possano usare anche generatori a gasolio, vechio stile ma credo che si usino davvero laggiù. Il resto lo puoi modificare a tua fantasia, dato che lo strumento di cui parli non esiste in realtà (perciò puopi farne ciò che vuoi). L'importante è anche evitare una trama troppo lineare e scontata: metti i giusti imprevisti e le giuste parti d'azione... In bocca al lupo!!
  12. E' rassicurante sapere che non sono il solo che quando rilegge per la prima volta la prima bozza dice: "ma che è sto orrore? tutto qui quella meraviglia che mi pareva di aver scritto?" E dopo ci si rende conto che solo con la correzione si da spessore all'opera... Non parlavo di flusso diretto di pensieri, quanto di riportare in terza persona i ragionamenti dei personaggi, del tipo: "Dannazione, se Marco l'avesse saputo sarebbe stato un guaio. Meglio tacere e dimenticare il tutto." ecc...
  13. Non ti preoccupare, non è certo un errore entrare in profondità nella mente dei protagonisti, basta vedere cosa fa King nei suoi romanzi. Io stesso scrivo decine e decine di paragrafi riportando i pensieri e i ragionamenti dei personaggi, anche perché nella realtà il flusso di pensieri delle persone è costante e ininterrotto. Quanto all'autorevisione, quanto è diverso il manoscritto che invii all'editore rispetto alla prima stesura?
  14. E quali sono le principali tematiche che hai affrontato nell a tua trilogia?
  15. Ultima domandina tecnica, tanto per dimostrare che ogni scrittore ha le proprie regole e le proprie preferenze. Quando cominci a lavorare a un romanzo, quanto scrivi di solito? Scrivi con costanza ogni giorno oppure a intervalli? E se scrivi tutti i giorni, ti poni degli orari, dei limiti, oppure ti lasci influenzare dal momento e dallo stato d'animo? Inoltre, dove ti trovi meglio a scrivere, e in quale parte della giornata?
  16. Ho usato il termine "addolcimento" in modo improprio, non mi riferivo ai toni del tuo romanzo ma proprio al fatto di rendere più "omogenei" i vari aspetti positivi e negativi dei personaggi. Dato che siamo in gioco, giochiamo: un pò di domande per gli affezionati del forum. Ci sono degli autori che nel corso del tempo ti hanno influenzato di più? Non solo a livello di stile, ma anche in quanto a storie e tematiche, oltre che a varie influenze (tutti noi scrittori, che lo vogliamo o no, subiamo l'influenza di coloro che leggiamo...) ELIMINA QUESTA DOMANDA (ha già avuto risposta nel post precedente - mi hai battuto sul tempo!) Come sei arrivata alla pubblicazione dei tuoi tre libri? Immagino che non sia stato nè facile nè breve, ma se ti va di parlarne e raccontare un pò il percorso che hai seguito sarebbe molto interessante e costruttivo.
  17. Un'indroduzione molto bella con un'immagine, una metafora, che si distacca da quelle di solito utilizzate da tanti scrittori. Bellissima quella videocamera vecchia e un pò polverosa, bella la figura del regista che osserva con i propri occhi e non con quelli dello stereotipo. Mi pare di capire quindi che i tuoi romanzi rappresentino qualcosa di nuovo rispetto a certe figure troppo spesso standarizzate del fantasy odierno: l'eroe perfetto, il malvagio demoniaco e i vari comprimari ripetitivi. Complimenti vivissimi quindi per questo "addolcimento", forse una "sfocatura", delle tinte, a favore di un maggior realismo: nella realtà infatti non c'è solo il bianco e il nero, ma più spesso un'infinità di toni che tendono a sfumare verso il grigio...
  18. Innanzitutto desidero salutare l'autrice, facendole i complimenti per la sua trilogia, e la ringrazio per essere venuta.
  19. Max

    Cosa state scrivendo?

    Ho concluso giusto ieri il mio ultimo romanzo, dopo più di tre settimane passate a scrivere per sei ore al giorno... Però ti assicuro che è stato meraviglioso veder crescere una storia che era nata come una semplice prova e che è diventata un libro di 400 pagine! Se vuoi saperne di più, puoi dare un'occhiata al mio sito: trovi il link sul mio profilo personale.
  20. Max

    I nostri blog

    Questo è il mio sito/blog, nel quale tratto dei miei libri e di diversi argomenti interessanti per tutti gli scrittori esordienti. http://www.matteozapparelli.altervista.org/
  21. Max

    Esordienti

    Anch'io prima di acquistare qualsiasi libro (a parte quelli di due autori inparticolare che compro in ogni caso per collezione) leggo di cosa parla e do una breve occhiata ai commenti online, cosa che faccio anche per libri di scrittori del calibro di king o simili: è vero che alcuni commenti possono essere di parte, ma se un libro ottiene un 4 su 5 o più su duecento voti, credo che quelche merito lo abbia davvero. Credo che comunque la storia e la trama siano alla base di un possibile acquisto: nessuno comprerebbe mai un libro che tratta un argomento che non interessa, che senso avrebbe? Non conta il nome, nè la copertina, conta la sostanza e le emozioni che dà il libro, ecco perché prima di tutto vedo di scoprire di cosa parla...
  22. Max

    Descrizioni eversive

    Tutti sappiamo bene quanto le descrizioni siano uno dei punti cardinali della narrativa, in special modo di quella di intrattenimento. Ello stesso modo, è purtroppo vero che non si leggono molte descrizioni buone all'interno dei libri, spesso perfino nelle opere di autori apprrezzati e famosi. Diciamola tutta, rappresentare le immagini sulla carta non è facile per nessuno e solo l'esperienza e la continua pratica ci permettono di rafforzarci in questo aspetto dello scrivere. Perciò mi è venuta in mente una sfida (che è sopratutto un esercizio): chiunque voglia partecipare a questo post, dovrebbe descrivere quello che vede dalla finestra della propria stanza. Sembra una cosa banale, vista e rivista e da scuola elementare. Forse lo è. Ma la differenza è che mi dovreste descrivere non soltanto le immagini visive che vi trovate davanti, quanto sforzarvi di rendere tramite queste descrizioni le sensazioni e impressioni che il panorama suscita in voi. E tutto senza dire in modo esplicito cosa sentite o provate, ma facendo sì che chi legge lo percepisca dalle immagini stesse. Proviamo tutti, vi va? E sentitevi liberi di descrivere anche in modi diversi, ad esempio con l'uso della poesia, ma sempre tenendo in mnte di rendere al meglio le "sensazioni" provate. Buona scrittura!
  23. Max

    La Casa in Wood Street - Capitolo 2

    Patrick ha ascoltato molte volte quella storia ma non vi ha mai prestato più di tanto attenzione. È convinto si tratti di una di quelle storielle inventate dai ragazzi più grandi per spaventare a morte una ragazzina troppo sensibile o un dodicenne credulone. Oppure qualche bambino come Mat. Suo fratello prova una paura tremenda nei confronti di quella putrescente casa abbandonata. Ogni volta che ci passano davanti si mette a pedalare come un matto, sicuro che qualcosa uscirà per prenderlo e trascinarlo chissà dove. Patrick proprio non capisce cosa possa avere di tanto strano una vecchia rovina come quella. A parte l’aspetto forse un po’ lugubre non è molto diversa dalle solite case dei film horror di serie B che ama guardare con i suoi amici. Mat si volta per un istante in direzione della casa nera, per assicurarsi che nessun mostro stia uscendo a cercarlo. Accelera in sella alla sua bicicletta per allontanarsi alla svelta da quel brutto posto. È Patrick a fermarsi per primo e a chiamarlo. «Ehi Mat! Vieni qua un momento!» grida alle spalle del fratellino, ora sempre più lontano lungo Wood Steet. Mat si ferma in mezzo alla carreggiata. Si volta a guardare il fratello e lo chiama, chiedendogli di fermarsi e tornare indietro. Sul volto gli compare un’espressione di paura. Adesso ha proprio una gran voglia di correre dritto a casa, via da lì. Ma Patrick è ancora fermo davanti a quel cancello e lo chiama. «No Patrick, per favore» dice il fratellino, «andiamo a casa. Non mi piace questo posto!» «Ma se eri tu che volevi restare ancora in giro!» lo riprende Patrick, curioso di vedere come la prenderebbe Mat se gli chiedesse di entrare un momento nella vecchia casa. In quell’istante Patrick intravede con la coda dell’occhio un movimento dietro a una delle finestre sbarrate della casa. O almeno così gli pare. Come può esserci qualcuno là dentro? Forse un animale. Potrebbe trattarsi del gatto della signora Coy, quel paffuto persiano bianco che da un paio di giorni non si fa più vedere a casa sua. La loro vicina sembra davvero preoccupata per la sua assenza. Forse sarebbe il caso di dare un’occhiata alle finestre o anche solo al giardino attorno alla costruzione. Un’occhiata e via, dritti di corsa a casa dalla mamma che li sta già aspettando. «Mat, tu aspettami qui davanti» ordina Patrick al fratellino, sapendo già come la prenderà. «Io vado dentro un momento per vedere una cosa.» «No Patrick! Sei matto, no!» urla Mat visibilmente spaventato dalla situazione. «Dai andiamo a casa, ti prego! E’ tardi e poi là ci sono i mostri!» Ecco di nuovo i discorsi sui mostri e tutte quelle cose. Forse non dovrebbe più far vedere a Mat i suoi film dell’orrore. È ancora piccolo e chissà quante strane idee si fa. Eppure a quell’età Patrick li guardava già e non gli è mai venuta paura di niente. A parte della signora Pinner, ma quella è tutta un’altra faccenda. Patrick è deciso, non ha intenzione di farsi convincere dalle lagne di suo fratello. «Non c’è nessun mostro in giro, Mat. Non esistono i mostri! Ci metto solo un minuto» dice scendendo dalla bicicletta. La poggia sul cavalletto e si avvicina al grande cancello d’ingresso. «Giusto il tempo di vedere una cosa e ritorno. Tu resta qui a guardarmi la bici.» «Non andare, ti prego!» continua a insistere piagnucolando il fratellino. Patrick non l’ascolta più. Sa che tanto non andrà via da solo, ma che rimarrà lì fuori ad aspettarlo e a guardargli la bicicletta. Senza badare alle lamentele di Mat, Patrick osserva per la prima volta con attenzione il cancello: enorme, di ferro scuro e incrostato da decenni di ruggine, si apre tra i due bassi muri di cinta in pietra grezza che circondano il lotto su cui sorge la vecchia dimora. È alto più di tre metri, con punte acuminate simili a picche nella parte più alta. Non è chiuso da nessun catenaccio o lucchetto: i due battenti sono semplicemente accostati l’uno all’altro. Il ragazzino prova a spingere il battente di destra per aprirsi un varco verso il retrostante giardino. Con un cigolio stridulo il cancello ruota sui cardini ormai deformati e arrugginiti, lasciando un varco di circa un metro, poi si blocca a causa dell’erba alta e incolta. Non sembra possibile spingerlo di più, ma per un ragazzino della taglia di Patrick è più che sufficiente. Patrick passa attraverso il varco nella cancellata e si immobilizza. Osserva con attenzione il panorama che si presenta davanti ai suoi occhi, di certo inaspettato anche per un ragazzo coraggioso come lui. I pochi alberi rimasti sono completamente secchi, forme contorte e deformi che sembrano scheletri protesi disperatamente verso il cielo. L’erba incolta è così alta da arrivare alla vita, di uno sgradevole colore tra il grigio e il giallo. Numerosi vecchi vasi di grandi dimensioni sono sparsi qua e là tra le erbacce, frantumati per i decenni di abbandono e incuria. Patrick inizia ad avanzare lungo un sentiero di antiche lastre di ardesia che porta all’entrata dell’edificio. Vede spuntare dal terreno i resti di una vecchia vasca, simile a una fontana, solitaria in mezzo al nulla di un passato che oramai è svanito. Dev’essere stato un luogo molto grazioso prima che un secolo di totale abbandono lo trasformasse così profondamente, fino a renderlo la macabra e grottesca parodia deforme di se stesso. All’improvviso una radice che emerge fra le strette lastre che costituiscono i resti del viale d’accesso fa perdere l’equilibrio al ragazzino. Per un momento Patrick sembra danzare sull’erba, prima di ritrovare l’equilibrio e rimanere in piedi. “Ancora qualche metro e torno indietro” pensa Patrick. Giusto il tempo di arrivare sotto una delle finestre per dare un’occhiata veloce all’interno. Non ha paura, ma non è in assoluto il luogo migliore dove trovarsi quando il sole comincia a calare sull’orizzonte. Percorsa l’ultima decina di metri che lo separano dalla casa Patrick si ferma davanti al grande portone di legno scuro a due battenti, e osserva meglio l’edificio. Non vi è mai entrato prima d’ora. Non l’ha mai visto così da vicino. Questa volta sente nascere dentro un’emozione che sa riconoscere bene. L’ha provata altre volte, guardando un film horror particolarmente impressionante oppure in classe quando c’è la signora Pinner e lui sa di non aver fatto i compiti. L’ha sentita nelle vene e nello stomaco un anno prima, quando suo padre ha avuto un incidente d’auto ed è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale. Patrick ha paura. Non sa spiegarsi il perché, è qualcosa che sfugge al raziocinio, che non si può descrivere con le parole. Però la sente salire, lenta ma inesorabile. Sente il cuore battere più veloce nel petto, il respiro farsi irregolare, l’attenzione rivolta a ogni ombra e suono. “Forse è davvero maledetta” pensa. Forse hanno tutti ragione. Anche Mat, quel fifone di suo fratello. La casa lo tiene in pugno, paralizzato a studiare ogni suo minimo particolare. La grande porta di legno massiccio mangiata dai tarli è marcita per la pioggia e il freddo, talmente scura da apparire nera nell’ora del tramonto. Patrick ne osserva attentamente i due battacchi di ferro a forma di fiore, arrugginiti e contorti. Guarda le quattro colonne in pietra che si trovano alle sue spalle e che delimitano il porticato rialzato della grande villa. Le finestre del piano terra sono difese da inferriate, anch’esse arrugginite e nere come la pece, magre e deformi. I vetri sono infranti, gli scuri marciti si sono staccati dai cardini e giacciono nell’erba sottostante. Perfino le pareti sono scure come tutto il resto, l’intonaco è scrostato e caduto a terra in grossi pezzi che mettono a nudo la grigia pietra sottostante, invasa dalle muffe. Più in alto, oltre un piano su cui si affacciano numerose finestre con gli scuri sbarrati, si vede un abbaino ovale, forse una delle finestre della soffitta. Simile a un occhio cieco e folle osserva immobile il giardino devastato che fronteggia la casa. All’improvviso la morsa della paura abbandona Patrick, permettendogli di liberarsi dalle catene che lo tengono imprigionato a quella visione e girarsi per tornare verso Wood Street. Mentre compie il primo passo verso i gradini che separano il piccolo portico dal giardino sente un rumore alle proprie spalle. Molto leggero, appena udibile, come se qualcosa fosse strisciato sul pavimento di pietra. Patrick si volta di scatto, soltanto per scoprire che la porta d’ingresso si è un po’ dischiusa, forse per effetto di una corrente d’aria. Una decina di centimetri al massimo. Quella casa inizia a renderlo sempre più nervoso, ma la paura di un momento fa se n’è andata e ora è la forte curiosità che si fa sentire. Accostandosi alla stretta apertura Patrick può scorgere l’interno della casa fiocamente illuminato. Dalle finestre coi vetri in frantumi entra abbastanza luce da rendere visibili senza troppe difficoltà le stanze al piano terreno.
  24. Max

    La Casa in Wood Street - Capitolo 2

    Ciao Enrica, ti ringrazio come sempre per i tuoi utilissimi e chiari consigli! Sei davvero unica! Per quanto concerne l'aspettativa, diciamo che il racconto si basa quasi totalmente sulla creazione di un pathos che porti direttamente al finale, il quale ti assicuro è davvero esplosivo, anche se non in un senso classico e scontato del termine (infatti in molti sono rimasti increduli sul finale...) Spero di farti leggere presto la terza e ultima parte del racconto!! Ciao ciao!!
  25. Max

    chi la fa l'aspetti-prologo

    Ciao Gabriele, correggere il tuo testo è quasi del tutto inutile in quanto Maen ha già fatto un ottimo lavoro al riguardo (anche se alcune virgole errate sono sfuggite anche a lui - ce ne sono davvero troppe per segnalartele tutte...). Il problema che riferisci nel tuo commento riguardo la difficoltà che hai nell'uso della punteggiatura è una cosa reale e va affrontata: infatti l'uso errato della punteggiatura è uno degli errori più comuni nei manoscritti degli aspiranti scrittori (e te lo dice uno che da tempo si occupa della lettura delle opere pervenute a una casa editrice) e un argomento che non viene mai abbastanza trattato. Ci sono due metodi per imparare a utilizzare il punto e la virgola: il primo è leggere molto e ancora di più, per abituare l'occhio e l'orecchio mentale a comprendere dove le pause devono cadere all'interno di un testo narrativo e non. Il secondo consiglio che ti do è quello di "ascoltarti" mentre scrivi, recitandoti la frase nella mente come se la leggessi. In tal caso ti sarà più semplice capire dove deve cadere un punto (una pausa lunga che separa due dufferenti frasi) e una virgola (pausa più breve). Stessa cosa circa i paragrafi e l'andare a capo. E' tutta questione di esperienza e di abitudine, ma ci vuole attenzione e voglia di migliorare scrivendo sempre e sopratutto rileggendo e correggendo gli errori. Ciao ciao e in bocca al lupo!
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