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Riddle Seeker

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  1. Riddle Seeker

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buonasera, richiedo la cancellazione del mio racconto linkato: ("Subconscio computabile") Grazie, a presto
  2. Riddle Seeker

    Il club della Tristezza

    Commento: Gli esseri umani sono straordinari. Alcuni possono avere un argomento che in privato li tocca nel profondo del cuore, ma quando se ne parla in pubblico sono in grado di rimanere totalmente impassibili. Ma questa repressione delle emozioni deve finire! - pensò Mauro. Aveva diciassette anni. Poteva sembrare una fase di ribellione, ma quattro anni dopo era ancora di quell'idea. Non c'erano dubbi: desiderava solo circondarsi di persone tristi come lui. Bisogna poter vivere le emozioni più liberamente - si convinse. Cominciò con Francesco, che trovò per strada disperato, appena lasciato dalla ragazza. Continuò con Viviana, anche lei disperata e lasciata poco dopo dalla stessa ragazza. «Quante cosa abbiamo in comune, eh? La vita è uno schifo» le disse Francesco quando la incontrò. «Esatto!» disse Mauro. «È proprio questo il punto! Possiamo formare un gruppo, come Fight Club.» Un tardo pomeriggio si ritrovò a passeggiare nel parco dopo il lavoro, lo sguardo vuoto. Era un giorno di fine estate, caldo, senza alcuna nuvola in cielo. Anche se Mauro si vantava della sua capacità di riconoscere le persone tristi, non fu difficile capire quale fosse l'unica in zona. Un ragazzo - probabilmente uno studente - girovagava con lo zaino in spallo, ricurvo e mogio. Sembrava in fuga da qualcosa. Se è in fuga da se stesso ho fatto tombola - pensò Mauro. Creerò il club della depressione, di questo passo. Gli si avvicinò senza dare nell'occhio e prese a camminare al suo fianco. «Bella giornata, vero?» chiese con sicurezza, certo com'era della risposta. «Mh? Ah sì, assolutamente. È bellissima.» rispose il ragazzo. Mauro fu colto di sorpresa, ma visto che non era solito darsi per vinto, tornò alla carica. «Hai da accendere per caso?» Il ragazzo sorrise. «No, non fumo.» Mauro sospirò. «Beh, grazie lo stesso... è quasi la fine dell'estate, sono un po' nervoso.» «Almeno rinfrescherà un po'... fa caldissimo oggi...» Mauro cominciò a infastidirsi. Forse quel ragazzo reprimeva la sua Tristezza, era l'unica possibilità. Il potere della negatività è inesauribile, le persone si buttano giù con estrema facilità... qual'era il problema con quel ragazzo? Non voleva essere un uccello del malaugurio, voleva solo scovare persone già tristi, dopotutto. E secondo lui, nel profondo tutti lo erano, «Sì, ma le giornate saranno più corte, addio ferie... la solita merda.» Il ragazzo sospirò. Mauro accennò un ghigno, certo di averlo intrappolato. «Vero, ma non c'è di che lamentarsi.» Mauro si fermò. «Davvero?» Anche il ragazzo si bloccò, stupito. «Va tutto bene?» «Oh, sì amico...» Mauro strizzò gli occhi tre o quattro volte. «Solo, non capisco...» «Cosa?» Passarono alcuni secondi in silenzio, come se si stessero studiando a vicenda. «Bah, non voglio farti perdere troppo tempo» rispose alla fine. «Ciao.» Fece diètro frónt e accese la sigaretta. Certe persone a volte sono troppo positive. Terribile... «Ehi!» Il ragazzo gli aveva urlato contro. «Ti stai divertendo? Avevi già un accendino, che cosa volevi da me?» Ormai a corto di risposte, alla fine Mauro scelse la via della schiettezza. «Niente, ma sei stato gentile ad ascoltarmi. Volevo solo sapere perché eri così triste.» Il ragazzo sembrò confuso. «Uh? Ma che te frega?» Gli occhi di Mauro si illuminarono. La rabbia era già un passo in avanti. Quello che desiderava, però, era la Tristezza. «Nulla. Volevo solo essere gentile... Se vedo una persona triste per strada, cerco di capire che problema abbia, dovrebbe essere la normalità.» Il ragazzo sembrò calmarsi. Si tirò i capelli lunghi da un lato. «Ah... ehi, mi spiace amico... Ho reagito male. Comunque non ho voglia di parlarne, ora.» «Sicuro? Guarda che non ti giudico...» Mauro fece una pausa, pronto a sfoderare la sua arma più potente «... il mondo è pieno di persone incasinate, con problemi vari, cazzi e mazzi... pensa, io faccio parte di un gruppo composto solo da persone tristi... se ti va di fare un salto un giorno, se vuoi essere ascoltato, ti dò il mio numero.» «Cos... Cosa?» il ragazzo scoppiò a ridere, mentre Mauro rimase serissimo. Seguì un altro momento di silenzio imbarazzato. «Ma non ci conosciamo neanche!» «Bah, non ha importanza» rispose Mauro. «Siamo una sorta di alcolisti anonimi della Tristezza. Non importa chi tu sia, sei hai qualche emozione negativa sei il benvenuto. Che ne dici?» «Mh...» il ragazzo ci pensò per un momento. «Potrei provare... quando e dove vi trovate?» «Domani sera. Se ti va, saremo al bar “Pineda” vicino al ponte. Ci stai?» «Dai, ci sto.» Si scambiarono i numeri e proseguirono in direzioni opposte. Mauro era abbastanza soddisfatto, ne aveva trovato un altro. Era stato semplice, era bastato essere schietti e seri. La sera dopo, Mauro si trovò al Pineda con Francesco e Viviana. «Come va?» «Una merda, come sempre.» «E tu che ci fai con quel sorriso?» «Ho incontrato uno oggi, forse si unirà a noi. Si chiama Nicola.» «Un altro depresso?» «No, è solo interessato. Anzi, sembrava abbastanza felice.» «Cosa?!» esclamarono i due in coro. «Calma, calma» rispose Mauro, chiudendo gli occhi. «Lo voglio portare al lato triste della Forza. Tutti ci cadono prima o poi, ma ad alcuni si può dare una spinta in anticipo.» «Hai ragione» rispose Francesco. «Tutti prima o poi...» «Mi raccomando, niente drink stasera. Non voglio che l'alcol contamini le nostre emozioni.» Francesco e Viviana annuirono, rassegnati. La porta del bar si aprì ed entrò Nicola. Chiuse l'ombrello, fradicio. «La classica situazione “piove, governo ladro”..» sussurrò Mauro. «Prevedo una serata ricca di lamentele. Ottimo...» Nicola salutò i membri del club e si sedette con loro. Si presentò, dicendo di essere uno studente di medicina. «Lo stress che reggo è insopportabile, per questo oggi ero giù di morale... c’è la sessione autunnale fra poco, ma cerco sempre di essere gentile con chi incontro.» «Ti capisco, amico» rispose Francesco. «Ma con noi non serve essere gentili o sorridere sempre. Puoi essere scazzato, non servono maschere.» «Bello» rispose il ragazzo. Si sentì subito a suo agio. Passarono almeno tre quarti d'ora a lamentarsi delle lore vite. A turno, ognuno di loro raccontò qualcosa che lo aveva reso triste quella settimana, parlando lentamente, lasciando molte pause. Era uno dei suggerimenti dati da Mauro, quello di mantenere una narrazione lenta. Senza lentezza non si può coltivare la vera Tristezza, diceva. Man mano che si lamentavano ed esprimevano le loro sensazioni, il loro sollievo cresceva. Dopo un po’ Nicola era felicissimo - e senza aver bevuto niente, a parte una Lemonsoda. Mauro invece era sempre più nervoso. Si era lamentato solamente di qualche problema avuto a lavoro, del fatto che non riuscisse a trovare una ragazza, della coda alle poste e dal medico, di quelli che corrono in bici fuori dalla pista ciclabile, del troppo caldo, del poco sonno e del mal di testa. «Sta succedendo qualcosa» sbottò all'improvviso. «È una delle regole di base delle emozioni: quando vengono espresse, la loro energia diminuisce.» «E questo cosa significa?» chiese Nicola. «Significa che ora me ne vado. Ci vediamo la prossima settimana. Godetevi la serata.» Mauro uscì sbattendo la porta, senza ombrello. Aveva gli occhi lucidi, rivolse i palmi delle mani verso l'alto e sentì la pioggia, la assaporò mentre correva giù dalle sue guance, forse erano lacrime. Se solo potessi sperimentare la mia Tristezza su più livelli... che forma ha? Qual è il suo gusto, il suo colore? Che suono ha? Nulla di quello di cui mi sono lamentato ha senso… Si girò, fissò le luci del Pineda offuscate dalla pioggia. È questo il problema - pensò - la loro Tristezza non è come la mia. Le emozioni sono energia in movimento, se condivisa si scarica… ma mentre loro parlano la mia è statica, come se fosse avvolta in un bozzolo, cristallizzata. Vorrei trovare una parte di me negli altri, non so perché… lo sento, un grido dell’anima… forse non c’è nessuno che abbia la mia stessa Tristezza... Strinse le spalle e continuò a camminare. Il club lo vide sbiadire dalla finestra, un'ombra in mezzo alla pioggia.
  3. Riddle Seeker

    Ursula

    Ripetizione dello stesso concetto "somigliava a Jodie Foster" in due frasi consecutive. Sembra che tu stia per presentare un elenco, come se fosse un testo didattico... la cosa stona in un testo di narrativa. Sembrava si conoscessero già... forse introdurrei meglio i protagonisti. Capisco che sono a una sagra, ma cos'è successo? Lei si mette a parlare con uno sconosciuto come se niente fosse? Gli parla perché è già attratta da lui? Si sono seduti a mangiare insieme? Queste informazioni sarebbero utili, magari ne aggiungerei qualcuna... basta anche un accenno Questa informazione arriva troppo tardi, va messa all'inizio del racconto. Sarebbe meglio dire subito che si chiama Giuseppe... ripeterlo ogni volta rallenta e appesantisce la lettura, a mio parere. Refuso: flirtando. Non mi sembra uno scambio di battute molto credibile... io avrei portato avanti il contesto scherzoso. Così non mi suona bene, avrei messo "era già cotto di lei/si era già innamorato" o simili. Non l'ho capita . Refuso: Lo ammetto Refuso: le chiese. A giudicare dal resto della conversazione, direi che lo è. Ottima osservazione. Refuso: sottoccupazione. I loro amici. Il punto di vista del narratore è stato esterno finora. Ripetizione: lo avevi già scritto poco sopra. Anche questo non è un dialogo verosimile. Mi fermo con le annotazioni formali e stilistiche. A parer mio c'è parecchio da sistemare... forse dovresti rileggere il tuo racconto fra qualche giorno o settimana, così potresti accorgerti delle correzioni necessarie. A parte questo aspetto, che si può sempre migliorare, hai riportato un estratto di vita, sul genere "slice of life". Il punto forte di questo racconto dovrebbe essere il dialogo tra Jo e Giuseppe, visto che c'è pochissima narrazione... purtroppo non mi sono sembrati verosimili, perciò la sospensione dell'incredulità è durata pochissimo per me. Jo è caratterizzata abbastanza bene, mentre di Giuseppe non si sa nulla. Comunque, capisco sia difficile la caratterizzazione dei personaggi in racconti così brevi, con il limite degli 8000 caratteri, quindi non mi soffermerei troppo su questo. In generale, i dialoghi vanno migliorati. A rileggerci! Spero che le mie osservazioni siano d'aiuto per migliorare il racconto.
  4. Riddle Seeker

    Monologo del carnefice

    Letto, mi sembra un buon racconto con spunti di riflessioni. Oltre a un paio di formalità che ti hanno già segnalato io aggiungo questa, anche se già accennata da @andrea werner mondazzi: Fino a prima il discorso era abbastanza generico, qui però vai nello specifico parlando di smartphones e mondo virtuale. Dato che la voce sembra onniscente e quindi conosce tutto, come sa che in futuro le cose non cambieranno? Magari al posto degli smartphones o del web ci sarà qualcos'altro, chissà. Io avrei lasciato tutto più vago, astraendo dal contesto attuale. Avresti potuto dire (ad esempio): "nasconderete i vostri difetti percepiti in ogni modo e cercherete di raggiungere il piacere con strumenti fittizi." Questo è molto più astratto e si applica bene al periodo attuale. Inoltre sono d'accordo con chi avrebbe preferito una direzione precisa per il monologo: o quella negativa o quella positiva. Qui è vero che si mettono in luce molti aspetti negativi, ma sembra esserci un avvertimento... avrei preferito o un sadico diverimento o un monologo più propositivo. Forse il motivo per cui sembra esserci un monito nel monologo è che ogni cosa negativa ha in sé il potenziale di una spinta verso qualcosa di positivo, come una molla. O perlomeno, io ho percepito così il racconto. La critica che rivolgi alla società attuale offre in realtà molti spunti su come migliorare. A rileggerci.
  5. Riddle Seeker

    Subconscio computabile

    Sì, è esatto. L'idea originale si basa sulla possibilità di avere una tecnologia che permetta di distrubuire il proprio carico computazionale anche sugli esseri umani. Ti ringrazio, ma non è di certo una mia intuizione . Credo basti guardarsi un po' attorno (o dentro - almeno nel mio caso) per giungere a questa idea. Vi ringrazio per i vostri gentili commenti, ricchi di spunti di riflessione!
  6. Riddle Seeker

    Subconscio computabile

    Grazie per il passaggio e i suggerimenti, @AndC!
  7. Riddle Seeker

    [FdI 2019 - 3] Tokulti ( fuori concorso)

    Da parte mia il riscontro è positivo. Il commento è suddiviso in due parti, una riguardante lo stile e la tecnica di scrittura, mentre l'altra riguarda la trama e a come è stata resa, cosa mi ha trasmesso il racconto, i personaggi del caso, ecc... Mentre la seconda parte è difficile da modificare (ma non impossibile!) la prima parte è sempre migliorabile... poi ci sono persone molto più preparate di me qui che ti possono dare consigli validi se metti il racconto a posto (magari aspetta qualche altro commento), può essere davvero affascinante il tuo lavoro. Vale sempre la pena continuare! Non ti fermare per un commento mi raccomando! Con la pratica si diventa più veloci e attenti... anche io ho ancora molto da imparare, ma siamo qui per questo, no?
  8. Riddle Seeker

    Subconscio computabile

    Dopo due anni di assenza dal forum, mi è tornata la voglia di scrivere qualcosa. Al solito, il commento: Testo rimosso su richiesta dell'autore
  9. Riddle Seeker

    [FdI 2019 - 3] Tokulti ( fuori concorso)

    Te ne sei accorta, ma lo segnalo lo stesso: toglierei entrambe le virgole, così la frase scorre meglio. Non capisco l'utilità di questa frase. Sembra incompleta. Toglierei la seconda virgola dopo "amo". Bella l'immagine, ma la riscriverei in qualcosa di simile a: "Le larghe a altissime vetrate non lasciano spazio all'immaginazione: fuori è la furia degli elementi, un immane spettacolo." Anche qui c'è una virgola in più. Bella metafora, ma forse è più adatta in una poesia piuttosto che in un racconto. Non capisco, non è lui a essere l'alieno? Chi fa sorridere? Se stesso? Ripetizione "giovane comandante/giovane Terra". Ok, a parte queste segnalazioni mi è piaciuto molto il tuo modo di descrivere sia la Terra sia il Pianeta Azariah. Alcune immagini sono davvero belle, più di tutte mi ha colpito questa: È fantastico, sembra di osservare un dipinto di William Turner (per citarne uno). Per quanto riguarda la trama, se ho capito bene, una razza aliena nel 3600 a.C. ha costruito una base sulla Terra, lasciando delle istruzioni per raggiungerli nel loro pianeta natale Azariah. Queste istruzioni vengono scoperte nel 3019 d.C. da un archeologo, ma non si comprende se questa razza aveva previsto l'esaurimento delle risorse sulla Terra e se la sua promessa è quella di aiutare l'umanità abbandonata. A giudicare da queste frasi: sembra che il loro intento sia positivo, ma non ne sono del tutto sicuro. Inoltre, dalle descrizioni del pianeta Azariah, deduco che nemmeno lì le cose siano messe troppo bene. Quindi sia la civiltà aliena che l'umanità affrontano dei grossi problemi ambientali in questo racconto, come si possono aiutare a vicenda? Può darsi che grazie alla tecnologia di Azariah si possa cercare un nuovo pianeta adatto a entrambi. L'ho trovato un racconto interessante per le immagini che propone, anche se la trama non mi è chiarissima e alcune imprecisioni rallentano la lettura. A rileggerti!
  10. Riddle Seeker

    La piccola libreria in fondo al vicolo

    Refuso: piuttosto Eviterei la ripetizione stupida/stupido. Bella l'idea del libraio che sa toccare le corde giuste dei clienti. Peccato che non venga abbastanza approfondito (a parer mio) ma nel breve spazio di un racconto può andare bene Avrei preferito un'interazione maggiore fra lui e il cliente. Sembra davvero lo stralcio di una (idea di) storia più grande. Comunque a parte le due segnalazioni trovo che il testo sia scorrevole, si legge senza fatica.
  11. Riddle Seeker

    [MI120] L'uomo pandimensionale

    Nulla è ciò che sembra, su questo non ci piove. Non sono sicuro al 100% che la coerenza interna della trama sia rispettata visto che ci sono finali diversi (anche se non così tanto) ma questo non ha molta importanza per me che cerco una lettura piacevole indipendentemente dal MI. Mi è piaciuta molto la tua sperimentazione con un racconto a bivi. Prima ho letto una sequenza, poi sono risalito a quella successiva e così via fino a srotolare tutto l'albero di possibili storie. Ti avviso che sono influenzato da un bias che mi porta a cercare il significato in racconti del genere, quindi ti riporto i miei dubbi. Non ho compreso al 100% tutti i finali, ma mi sembra di capire che il protagonista finisce inevitabilmente per "morire", per essere "resettato" o comunque perdere conoscenza / coscienza. In alcune possibilità è uno degli stessi pazienti dell'ospedale psichiatrico che voleva visitare, in altri è definito un "Dio", in altri è "una minaccia per l'umanità". Tutto ciò mi ha confuso, ma comunque mi è piaciuto seguirlo nella sua "fuga" al destino. Soprattutto dopo il primo finale, si cerca di trovarne altri per scoprire se sopravvivrà. Quindi, direi che l'elemento sorpresa c'è e non c'è, visto che la vera sorpresa è la mancanza di sorpresa (non so se abbia senso )... in tutti i finali non finisce bene per il tuo protagonista, quindi la vera sorpresa sarebbe stato vederlo sopravvivere. Un altro aspetto che mi sfugge è il passaggio di realtà. Le realtà dovrebbero sempre sdoppiarsi non triplicarsi, poiché una è la continuazione naturale della precedente. Il numero di realtà dovrebbe essere 2N non 3N, ma questa è una mia interpretazione. Bravo comunque l'ho apprezzato tanto!
  12. Riddle Seeker

    Ai bordi del pensiero

    Mi piace quando parli del pensiero che passa indenne al giudizio. Il silenzio può avere più significati, può esserci un silenzio "vuoto" o un silenzio "pieno", a seconda delle percezioni, sensazioni, umore ed emozioni della persona. Ho letto la poesia pensando al secondo tipo di silenzio. Un saluto, mi è piaciuta molto.
  13. Riddle Seeker

    La Linea Pura

    Fantasy a tinte dark La storia dei "sé" nel multiverso dove vita e morte si diramano Titolo: La Linea Pura Autore: Emanuele Carraro Auto pubblicato (presso Amazon Publishing) ISBN: 978-1731514660 Data di pubblicazione (o di uscita): 18 novembre 2018 Prezzo: 1,99 € e-book; 11 € cartaceo Genere: Fantasy Pagine: 166 Quarta di copertina o estratto del libro: Raab è un ragazzo di 21 anni portato sull’orlo di un break-down mentale quando inizia a percepire una realtà parallela che sta per entrare in collisione con la sua. Loro malgrado, rimangono coinvolti in una situazione spinosa i suoi amici d’infanzia Marco e Anita, insieme alla nipote di un avvocato in depressione e un giornalista alle prese con un’indagine al limite del paranormale. Tutti loro esistono e si muovono in una realtà antica e molto diversa dalla Terra, inconsapevoli delle loro versioni parallele. La Linea Pura parla del legame tra questi mondi, parla di vita e di morte, di paralleli, versioni alternative di un unico Sé che si trovano ad affrontare emozioni, problemi e cambiamenti comuni con mezzi e prospettive diverse. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Linea-Pura-Emanuele-Carraro/dp/1731514662/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1545230438&sr=8-2&keywords=la+linea+pura#reader_B07KNW29BR47
  14. Riddle Seeker

    Di nuovo qua

    Anche io mi ricordo! Quanto tempo è passato... bentornata (fortunatamente non tutti cambiano nick come me, così è più facile identificare le vecchie conoscenze tra gli utenti)
  15. Riddle Seeker

    Plesio Editore

    Mi rivolgo a tutti coloro che hanno inviato la sinossi da fine luglio in poi: qualcuno ha poi ricevuto una risposta oltre a quella automatica? Io l'ho inviata il 26 luglio e da allora non ho più avuto notizie (ma sono consapevole che era periodo di ferie). Vediamo se ci sono altre opinioni
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