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Avv.Lenti

Operatore Editoriale
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Tutti i contenuti di Avv.Lenti

  1. Avv.Lenti

    Citazioni e raccolta di battute

    Purtroppo non fa differenza. Del resto una legge degli Anni '40 non poteva prevedere il Covid come eccezione alle sue regole
  2. L'editoria è uno dei settori che non ha potuto beneficiare, se non in maniera irrisoria, della piccola parentesi di riaperture estive, perché comunque le fiere del libro e gli eventi, che costituiscono boccate d'ossigeno vitali, sono stati fatti in virtuale tutto l'anno (e verosimilmente così sarà almeno fino a marzo, temo. Più colpita ancora la piccola editoria, che non ha neppure beneficiato della patetica mancetta dei ristori governativi, perché uno dei requisiti è l'aver pubblicato almeno 10 titoli nel 2019, qualcosa che chiunque abbia un MINIMO SINDACALE di dimestichezza col settore non avrebbe mai neanche concepito. Del resto hanno messo uno storico a fare il ministro dell'economia, cosa voglia pretendere? Perciò, questo Natale più che mai, regalate e fatevi regalare libri il più possibile. Soprattutto. libri di piccoli editori. Per qualcuno di loro potrebbe fare la differenza fra restare aperti anche nel 2021 oppure chiudere le attività. Per lo stesso motivo, se potete, privilegiate poi le librerie alla comodità di Amazon. Almeno per Natale.
  3. Avv.Lenti

    Ebook sì o no?

    E' una scelta. Da un lato è vero che il guadagno è inferiore (nonostante il risparmio di carta e inchiostro, le spese di distribuzione invece restano), ma c'è anche un altro deterrente psicologico: molti editori temono la pirateria (anche inserendo i sistemi di DRM). E il fatto se sia vero o meno che un ebook che circola anche piratato sia comunque pubblicità per il cartaceo è tuttora questione aperta che ha i suoi convinti sostenitori in entrambi i fronti. Infine sugli ebook c'è il diritto di resa e di 'portoghesi' che fanno il giochino ce ne sono più di quanto si immagini.
  4. Lei è fin troppo gentile col ns amico, io la trovo un'affermazione addirittura esilarante: praticamente l'editore con meno di 10 titoli all'anno che osa pubblicare fa un affronto all'autore (il quale naturalmente è stato minacciato pistola alla tempia affinché concedesse i diritti) bruciandogli praticamente il titolo. Titolo che invece, restando nel cassetto, può sempre ammuffire vagheggiando il giorno in cui busserà alla porta Marina Berlusconi in persona. Ribadisco: è evidente che in sparate del genere non c'è alcuna contezza su come funziona l'editoria e, soprattutto, sulla sinergia autore-editore necessaria a far camminare un libro. Triste.
  5. Grazie a Lei per la bella testimonianza (ma attenta a non criticare troppo il governo che il ns amico cheguevara poi si indispettisce e accuserà anche Lei di aver postato solo per criticare Conte & soci con la scusa di difendere la filiera )
  6. Di nulla ;), ho detto solo la verità. Conosco perfettamente il tempo e la fatica necessari a scrivere un libro pubblicabile e conosco il tempo e la fatica necessari a pubblicarlo. Sono con gli autori, quando vengono sfruttati e/o incastrati da contratti allucinanti che cerco in ogni modo di disfare, ma sono con gli editori onesti quando gli autori si scagliano contro di loro ingiustificatamente, sulla base di evidente ignoranza del processo editoriale e sulla base di uno sfrenato liberismo che impone una selezione darwiniana persino in circostanze eccezionali come questa. Oltretutto, non rendendosi conto che se vengono giù i piccoli editori, vengono giù anche gli autori che non sono conosciuti o che addirittura devono esordire. Questa ignoranza del funzionamento della filiera poteva essere giustificata fino 15 anni fa, anche 10 se vogliamo essere generosi. Ma oggi, con tutte le info che ci sono in Rete, con tutti i corsi iperspecializzati disponibili per tutte le tasche, con tutti i libri sull'argomento, non lo è più. E se un autore sceglie di non conoscere la filiera di cui aspira a diventare parte, ne pagherà le conseguenze in prima persona, prima o poi, in uno dei segmenti del travagliato cammino della sua Opera,. Cammino che, va sottolineato per sfatare un altro mito, non si esaurisce certo con l'approdo in libreria, a meno che l'autore veda la propria scrittura come un passatempo domenicale.
  7. Sono della vecchia scuola, quando non esisteva Internet, perciò continuerò a dare del Lei a tutti coloro con cui non ho un rapporto di confidenza nato fuori dalla Rete o instaurato sulla Rete tramite interazioni private. Tutto il resto del Suo post è di nuovo OT e quindi ribadisco che purtroppo non mi è consentito ribattere entrando in dettaglio, il che non è certo una scusa per evitare di farlo, visto che la confutazione è il mezzo con cui mi guadagno il pane. Mi stia bene e vediamo intanto se altri vorranno dare un contributo pertinente alla proposta oggetto di questo thread.
  8. Scordavo di commentare l'unica parte ON topic, relativa alle dimensioni die microeditori. Una CE che non fa 10 titoli non è neonata o in fase di smobilitazione, è semplicemente una micro CE come ce ne sono tantissime ( e comunque non si vede perché si debba fare dei distinguo sugli aiuti in base alle dimensioni). Affermazioni estremamente semplicistiche - oltre che insopportabilmente moralistiche - come queste denotano quanto poco gli autori conoscano come funziona la filiera e cosa il lavoro che ci vuole per far uscire un titolo. Specialmente se, come nella maggior parte dei casi delle micro CE, si tratta di 'one man band', altrettanto spesso finanziate da un'altra attività principale che tiene in piedi anche la CE. Tutti gli autori dovrebbero ringraziare l'esistenza di questa microeditoria (o perlomeno quella fetta che onora le obbligazioni dei contratti stipulati, è ovvio che chi specula sugli autori non va giustificato), perché al 90% è la collettrice delle opere di esordenti o di autori che non hanno mai fatto 'il botto'. Diversamente, il manoscritto di un sacco di gente non verrebbe mai dato alle stampe il proprio lavoro. Quindi io ci andrei cauta a trinciare giudizi solonici su chi ha diritto o meno a esistere.
  9. - Premesso che denaro si crea dal nulla e la storiella del debito pubblico è appunto una storiella per giustificare le VOLONTARIE politiche di austerità imposte dall'Ue per tutt'altri fini; - premesso inoltre che ci stiamo COMODAMENTE finanziando sui mercati con emissione di titoli molto più massiccia che negli scorsi anni (anche se troppo timida per il fabbisogno creato non dal Covid ma dalle scellerate, ingiustificate e illegittime politiche anti Covid; - premesso che la storiella del "ci siamo ripiombati perché siete stati cattivi" è un'altra storiella priva di fondamento logico e medico; - premesso quindi che Le suggerirei di ascoltare meno i tg propalatori di balle (ma poi faccia anche come crede; premesso tutto questo, il Suo commento è OT e purtroppo, di conseguenza, anche il mio di risposta, perciò prima di essere richiamati dai Mod, torniamo cortesemente sul pezzo, grazie.
  10. Avv.Lenti

    Dubbio a proposito di biografie

    Di nulla
  11. Avv.Lenti

    Dubbio a proposito di biografie

    In generale, no per le foto in circostanze pubbliche, sì per circostanze private. Il copyright sulle foto è una questione diversa da quella dell'immagine ritratta.
  12. Avv.Lenti

    Dubbio a proposito di biografie

    No, deve fare solo attenzione alle questioni di privacy (stia alle notizie che sono di dominio pubblico), diffamazione ed eventuali violazioni di diritti d'autore di terzi. Se spulcia il forum ci sono già discussioni a riguardo dove siamo entrati più in dettaglio. Per il resto, in bocca al lupo, le biografie sono, a mio avviso, il genere più difficile da affrontare perché richiedono la rigorosità documentale di un saggio e la leggerezza espositiva di un romanzo. Un equilibrio non facile.
  13. Avv.Lenti

    Nutrimenti

    No, non mi riferisco solo alle cose sbagliate che ci sono ma agli ondivaghi e arbitrari criteri di selezione che applicano (quantomeno a chi amministra la parte italiana) ad alcune informazioni e/o persone. Ho visto cose che voi umani... (cit). Ma di nuovo, andrei OT entrando nei dettagli e comunque Wikipedia non vale un nanosecondo del mio tempo, onestamente, figuriamoci una discussione ad hoc. In bocca al lupo per la Sua proposta, comunque.
  14. Avv.Lenti

    Editoria e Legge

    Blog che tratta notizie, tendenze, consigli e questioni legali dedicate alla filiera libraria e musicale, spaziando in temi di diritto d'autore, marchi, privacy, diritti d'immagine, information technlogy law. Attualmente ospita oltre un centinaio di articoli e viene aggiornato una o due volte al mese. Parecchi dei temi che sono oggetto di richieste nel forum di WD sono stati trattati esaustivamente, quindi dovrebbe essere una risorsa utile alla community. Il blog è dotato di motore di ricerca interna e indicizzazione per categorie, in modo da facilitare la reperibilità degli argomenti che si vogliono approfondire. EDITORIA E LEGGE
  15. Avv.Lenti

    Editoria e Legge

    PERCHE’ E’ FONDAMENTALE UNA VALUTAZIONE LEGALE DEL CONTRATTO PRIMA DELLA FIRMA http://www.avvocatomarinalenti.it/perche-e-fondamentale-una-valutazione-legale-del-contratto-prima-della-firma/
  16. Avv.Lenti

    Nutrimenti

    Wiki è governata da gente che non si sa manco chi è e che applica i criteri di Wikipedia a propria esclusiva discrezione (potrei citare vari esempi ma andremmo OT ed Ellery ci ha già fatto un richiamo). Ad ogni modo si parlava di dimensioni della casa editrice, non della sua qualità, sulla quale nulla ho mai detto.
  17. Avv.Lenti

    Modifica contratto

    in questi casi si deve somministrare l'equivalente legale dell'eparina
  18. Avv.Lenti

    Contratto per raccolta antologica

    Nelle antologie multiautore dove ogni contributo è individuabile come ascrivibile a Tizio, a Caio e a Sempronio, ogni autore firma il suo contratto. Siccome un'antologia è difficile da smerciare e quindi realizza poco, se gli autori sono tanti ci può essere una clausola che mette un tetto alla liquidazione annuale delle royalty, per evitare che i costi dei bonifici rendano antieconomico per l'editore il versamento annuale.
  19. Sì, una volta che Le sono tornati i diritti può ripubblicare con lo stesso titolo.
  20. Avv.Lenti

    Modifica contratto

    Prego :), ha fatto la cosa giusta, si è risparmiato tanti futuri mal di fegato. La trasparenza è uno degli indici di valutazione da tenere sempre presente. L'altro è il mantra "il denaro fluisce solo dall'editore all'autore" (salvo l'acquisto facoltativo di copie scontate).
  21. Avv.Lenti

    Nutrimenti

    Premesso che Wiki NON è una fonte attendibile perché accanto a info fondate ci stanno anche solenni boiate e tuttora non capisco perché la gente la prenda come parola di Vangelo, la mia valuazione delle dimensioni della CE non si rifà ad AIE, è semplice frutto di testimonianze di esperienze di terzi. Non sono testimonianze recenti, per cui le cose possono essersi anche ingrandite, successivamente, ma onestamente nessun indicatore attuale mi fa pensare che sia così. Poi, per carità, non sono onnisciente su tutte le pieghe recondite dell'ambiente, ma trovo che la discussione sia comunque puramente 'filosofica'. Perché gli autori sono fissati col trovare la CE grossa, che di per sé non vuol dire nulla. Se il colossone non decide di puntare su di te, resti invisibile comunque. Paradossalmente potresti avere più visibilità con un piccolo che ti segue bene (sempre che anche tu autore ti sbatta un po'), specialmente se sei uno scrittore di genere.
  22. Avv.Lenti

    Citazioni e raccolta di battute

    A chiamata rispondo Se è una semplice raccolta di aforismi, o si usa roba in pubblico dominio o io eviterei, perché manca la parte 'construens' della critica/discussione di cui all'art.70 è che è sottesa al concetto di fair use. Il fair use serve in funzione 'maieutica', affinché il sapere si accresca poggiando sul sapere recedente senza che però i invada il campo altrui. Una raccolta di aforismi è una semplice collazione di testi.
  23. Avv.Lenti

    Usare nomi di personaggi reali in un romanzo

    Non leggo Saviano e quindi non ho idea del tipo di citazioni, ma citare i nomi di persone note non dà di per sé problemi, è il contesto in cui si citano che conta. Se Lei cita per es. un cantante famoso perché qualcuno è andato a un suo concerto è un conto, se lo cita sostenendo che stava facendo qualcosa di illegale, a meno che Lei non sia in grado di provare che era vero e che la notizia è di interesse pubblico, una querela non gliela leva nessuno. Questo risponde peraltro anche alla Sua ultima domanda.
  24. Avv.Lenti

    Modifica contratto

    Lo ripeto, fugga. Potrà anche essere un nome noto, ma se è così che tratta le formalità legali è meglio perderlo che trovarlo. Una mail può dimostrare un'intenzione, ma certo non è equiparabile a una clausola contrattuale e comunque non si capisce la ragione per procrastinare la modifica, a me fa solo pensare a malafede e mancanza totale di professionalità. E se sono presenti queste due cose già a questo stadio, il rapporto non potrà portare nulla di buono, solo fegato marcio.
  25. Avv.Lenti

    Contratto scaduto e diritti d'autore

    Non sempre ce la faccio a rispondere tempestivamente (puff puff :D), ma il buon Ellery ha citato correttamente la legge. Tuttavia dovete fare attenzione a questo tipo di clausole perché alcuni editori si riservano di poter vendere fino a esaurimento magazzino, a prescindere da un arco temporale. Ovviamente voi autori avete l'interesse contrario a ridurre a un arco di tempo il più stretto. In ogni caso su queste copie vi deve riconoscere le royalty e quindi dovete continuare a ricevere i resoconti di vendita e gli eventuali soldi. Per la questione di continuare a stampare in print on demand a sbafo, sapendo al tiratura iniziale e sommando poi le copie vendute evidenziate sui resoconti si può vedere se l'editore fa il furbo, perché le addizioni devono tornare.
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