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Avv.Lenti

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Tutti i contenuti di Avv.Lenti

  1. Rispondo alla chiamata di Ellery! ! Dallo stretto punto di vista del diritto, è irrilevante se la ff è fatta a scopo di lucro o meno, si tratta comunque di una violazione del diritto d'autore altrui. Poi ci sono autori più tolleranti, se non c'è il lucro, e autori meno. Fra i primi la Rowling, fra i secondi Ann Rice, che sul web pialla tutto quel che trova, lucro o meno. Le 50 ciofeche di grigio non sono state regolate affatto, la tipa ha semplicemente dovuto cambiare nomi e ambientazioni, altrimenti non avrebbe potuto essere pubblicata
  2. Eh, dipende dal tasso di litigiosità dell'autore violato. E anche dalla notorietà del violatore. Alla fine, c'è qualche caso che agisce per principio, ma la stragrande maggioranza lo fa per una questione economica. Money makes the world go round, come dicono gli Inglesi, e tutto il mondo è Paese. Tuttavia provare a chiedere l'autorizzazione gratuita vale sempre la pena. Alla peggio non rispondono. Alla un po' meno peggio rispondono con richiesta di pagamento. Se la richiesta è sproporzionata, meglio desistere. Ma, a seconda del contesto, ci possono essere anche possibilità di alludere a un certo testo pur senza citarlo. Certo dipende dai casi e dalla maestria dello scrittore. Difficile poter fare un discorso generale da applicare tour court come un trasferello per qualsiasi superficie Per la questione dettaglio immagine per una copertina, è una sciocchezza.Si può discutere (e se ne discute in dottrina) sull'uso a scopo didattico o di critica, ma una copertina non soddisfa lo scopo di discussione/critica, né di didattica senza fine commerciale. Anzi, la copertina è un fine palesemente di lucro, è un tool cruciale, ci sono fior di case study che hanno evidenziato come possa determinare il successo di un libro. A volte basta cambiarla per avere tutt'altro riscontro di vendite, specialmente online e infatti è un argomento che i self pub dovrebbero approfondire molto. Certo poi ci sono editori, anche di un certo nome, che han fatto ben di peggio, si sono scaricati l'immagine dal sito di un illustratore estero e l'hanno usata senza passare dal via. Ma questo non vuol dire che l'editore fosse nel giusto (e infatti, scoperto, ha dovuto fare inversione a U). Poi bisogna fare ulteriori distinguo: se si parla di diritto sull'Opera oppure sulla foto che la ritrae o su entrambe. Il discorso è complesso, il terreno franoso e il lassismo di certi editori pernicioso. Peraltro ci sono tante leggende metropolitane sula DdA, e le citazioni sono il terreno preferito. Per esempio, sento spesso la storia che se la citazione (anche quella che soddisfa l'art 70) sta entro tot battute (il numero ricorrente che trovo è 300) allora va bene. Non va bene un corno, la ns normativa non stabilisce un numero, sottolinea a anzi, la continenza del brano a ciò che è strettamente necessario. Il che potrebbe anche eccedere la fantomatica barriera di 300, dipende qual è il punto che si sta cercando di illustrare attraverso la citazione e il conseguente svolgimento della discussione relativa. Dopodiché l'art 70 necessita senz'altro di revisioni e precisazioni ormai, ma fino ad allora quello bisogna usare e bisogna usalo com'è. Anche il bis che è stato inserito anni fa è derivato dal caso in cui un insegnante che spiegava arte sul suo blog si è visto recapitare dalla SIAE una richiesta di pagamento astronomica per i diritti sulle immagini, il caso divenne un'interrogazione parlamentare e alla fine venne fatta l'aggiunta. Tuttavia la toppa non dico sia peggio del buco, ma fa comunque schifo: la locuzione 'immagine degradata' è un aborto semantico prima ancora che giuridico e le disposizioni attuative che avrebbero dovuto fare le precisazioni necessarie non sono mai state emanate. In questa nebulosità mi è capitato così il caso in cui l'ufficio legale di un'associazione sosteneva di poter usare , secondo me a torto, l'immagine di un famoso personaggio di un film, in bassa risoluzione, in quanto l'associazione era culturale. Peccato che l'evento pubblicizzato dalla locandina fosse a scopo di lucro e quindi, a mio avviso, l'immagine non era utilizzabile. Inoltre la locandina non sarebbe stata diffusa solo su Internet (ambito della norma) ma anche nel mondo reale, arcidinuovo in violazione della legge Quindi in generale, il mi consiglio è: state in campana, fatevi sempre domande (meglio la paranoia del qualunquismo) e nel dubbio evitate. Anche perché, come ho detto, sarete voi a restare eventualmente col cerino in mano, grazie alla manleva Sono andata lunga, scusate.
  3. Avv.Lenti

    Wattpad e case editrici

    prego, ci mancherebbe
  4. Guarda, lo so che quanto sto per dire potrà suonare strano, per alcuni forse incredibile, una grandissima fetta di editori ignora i rudimenti del DdA e quindi certi problemi non se li pone a prescindere. E' capitato anche a me di vedere pubblicazioni con citazioni quando non avrebbero avuto ragione di essere, o addirittura foto per cui sicuramente non era stata chiesta autorizzazione. E non pensiate che siano solo i piccoli, ho avuto a che fare con uffici diritti di grossi , responsabili di cose da mani nei capelli (negli uffici diritti non lavorano legali, il legale è esterno e interviene nel momento in cui sorge una rogna sollevata dal legale di controparte). E anche con agenti letterari grossi e quotati. In questi cado anch'io dalla seggiola, perché più sali più pensi che i mezzi non manchino e quindi certe cose non dovrebbero succedere. Eppure succedono. Lo so che un autore , specialmente se alle prime armi, si dice "faccio quello che suggerisce l'editore, che ha più esperienza". Purtroppo però non basta. Inoltre l'editore vi fa firmare sempre la manleva, quindi alla fine ha un paracadute per qualsiasi casino succeda, voi no purtroppo. Quindi bene, benissimo che vi vengano dubbi come quelli di questo canale, che peraltro tu in particolare gestisci egregiamente, ho visto tante tue risposte corrette. Va sempre bene porsi delle domande, meglio uno scrupolo, che poi magari si rivela eccessivo (come quello di nominare i marchi), piuttosto che uno in meno ;)). Dopodiché, la possibilità che un libro di un autore sconosciuto o poco noto possa venire all'attenzione del proprietario dei diritti violati è assai remota, ma questo è un discorso che non c'entra con le norme Ma se succede, non c'è prassi editoriale che tenga, la prassi sta in fondo alla gerarchia delle fonti normative, la legge in cima.
  5. Era "Non STO", ovviamente, non "Non so". Purtroppo in questo forum non si possono modificare i typo
  6. Ho dato un occhiata anche agli autori dei link che hai postato Ellery: si tratta di scrittori, anche se armati di buona volontà. Quindi valutate anche le info che trovate in Rete, non hanno tutte lo stesso peso
  7. Non so parlando di marchi, quelli non sono un problema. L'ho scritto sopra: strofe di canzoni in narrativa
  8. L'art.70 riguarda solo, da un lato, la discussione e la critica, dall'altro la didattica e la ricerca, quindi strofe di canzoni in narrativa non è fair use, va chiesto il permesso a meno che non sia roba in CC o pubblico dominio
  9. Avv.Lenti

    Wattpad e case editrici

    Come dicevo, il dominio proprietario è essenziale, se volete provare a fare sul serio. Però su Wattpadd lascerei solo le prime 20 righe, seguite dal link che conduce al sito proprietario. Non regalate contenuto gratuito a terzi e usate la notorietà della piattaforma per drenare traffico verso la vostra 'isola'.
  10. Avv.Lenti

    Editoria e Legge

    Blog che tratta notizie, tendenze, consigli e questioni legali dedicate alla filiera libraria e musicale, spaziando in temi di diritto d'autore, marchi, privacy, diritti d'immagine, information technlogy law. Attualmente ospita oltre un centinaio di articoli e viene aggiornato una o due volte al mese. Parecchi dei temi che sono oggetto di richieste nel forum di WD sono stati trattati esaustivamente, quindi dovrebbe essere una risorsa utile alla community. Il blog è dotato di motore di ricerca interna e indicizzazione per categorie, in modo da facilitare la reperibilità degli argomenti che si vogliono approfondire. EDITORIA E LEGGE
  11. Avv.Lenti

    Editoria e Legge

    IL COVID19 VISTO DALL'EDITORIA STATUNITENSE http://www.avvocatomarinalenti.it/il-covid19-visto-dalleditoria-statunitense/
  12. Avv.Lenti

    Emergenza Editoria–Covid: petizione

    In questo il governo è equanime, non si preoccupi, si sta dimenticando di tutti. Ha un'altra agenda.
  13. Avv.Lenti

    Farsi pubblicare da chi non si conosce (o si conosce poco)

    Forse una piccola soluzione di compromesso potrebbe essere leggere qualcosa della CE che rappresenta proprio il Sogno Assoluto Ricambio cordialmente il saluto
  14. Avv.Lenti

    Note sì, note no

    Vero che nella narrativa le note sono invise (IMO è un errore degli editori, che sottovalutano ampiamente il lettore), a meno che non si tratti di classici in edizioni espressamente dedicate alla scolastica. Quindi se le spiegazioni dei Suoi vocaboli sono necessarie consiglierei anch'io un glossario, come già è stato detto. Tuttavia conosco almeno un caso dove la narrazione ricorre copiosamente alle note: si tratta della quadrilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud. Si tratta di note dove il personaggio principale, che è l'io narrante fornisce chiarimenti sulla vicenda e non solo l'espediente non rallenta o disturba affatto ma amplifica l'effetto esilarante e quindi la godibilità del testo.
  15. Avv.Lenti

    Un consiglio

    Quoto il sempre saggio Ellery, aggiungendo che per una trilogia è più difficile, una volta che il primo libro è uscito, piazzare gli altri presso altri editori. Non impossibile (conosco almeno un caso) ma molto difficile. Più facile se si rientra in possesso dei diritti del primo titolo (qui conosco più casi).
  16. Avv.Lenti

    Emergenza Editoria–Covid: petizione

    Spirito apprezzabile quello della Sua proposta, ma lasci perdere, il governo se ne sta fregando anche del Parlamento su questioni costituzionali ed economiche molto più rilevanti, si immagini cosa ne farebbe di una petizione su Change.org (o di qualunque petizione, peraltro)...
  17. Avv.Lenti

    Ripubblicare vecchi titoli.

    Sì, è possibile ripubblicare vecchi titoli, a maggior ragione se la prima volta sono stati poco diffusi. Mi permetto però di suggerirLe di attendere di proporre al suo attuale editore il primo romanzo da ripubblicare, visto che il romanzo che ha collocato presso costui non è ancora uscito e quindi, a meno che Lei già non conosca come lavora questo editore, non sa ancora se si troverà bene con lui.
  18. Avv.Lenti

    Farsi pubblicare da chi non si conosce (o si conosce poco)

    Sì. Un autore, per trovare un editore, manda l'Opera a tanti editori. Se dovesse leggere anche solo un libro per ciascuno, non finirebbe più, visto che purtroppo è sempre più difficile trovare tempo per leggere tutto ciò che si vorrebbe (senza contare la spesa). D'altro canto, che differenza farebbe? Se leggesse uno o due libri di ogni CE e ritenesse adatta la sua Opera al catalogo, non è detto che la CE sia della stessa idea. L'autore deve solo esaminare il catalogo per non rischiare di inviare un giallo a chi pubblica solo romance, quello sì. Ma oltre non dovrebbe essere tenuto ad andare. Comprendo la domanda dal punto di vista dell'editore, ma è, appunto, il punto di vista dell'editore. Al limite, l'editore che pubblicasse l'autore avrebbe ragione di caldeggiare a quest'ultimo la lettura ex post di qualche altro libro dal proprio catalogo. Diventa un libro (o più libri) per un solo editore, non un libro (o più) moltiplicato per un'infinità di editori ed è una richiesta più ragionevole.
  19. Avv.Lenti

    Marca Temporale

    Sull'opera terminata. La marcatura è prova pienamente opponibile a terzi ex art 20 del Codice Amministrazione Digitale
  20. Avv.Lenti

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    PS Invito chi ha un account Twitter a postare notizie usando l'hashtag #riapritelelibrerie. La mia speranza è che vada in tendenza (obiettivo per ora lontanissimo)
  21. Avv.Lenti

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Buonasera a tutti, sono lieta che si discuta di questo tema su WD: Nel mio piccolo ho un punto di osservazione privilegiato, essendo a contatto principalmente con editori e autori e perciò, nel mio spazio personale, qualche giorno fa ho pubblicato un articolo focalizzato sui problemi emersi fino ad ora a mio avviso, mettendo assieme tutti i pezzi del puzzle. E' un quadro reale ma, come mi hanno detto tutti quelli che lo hanno letto, è deprimente. E hanno assolutamente ragione. Perciò, dopo avere fotografato la situazione, voglio provare a rendere conto, più in dettaglio di quanto abbia fatto nel pezzo di cui sopra, delle note positive, dedicando un articolo - che comparirà prossimamente su Agenda Digitale – che dia conto dello spostamento verso soluzioni 'immateriali' che innoveranno la filiera, alcune delle quali già in atto (l'ultima notizia clamorosa in tal senso è che la Fiera di Bologna si terrà online; splendida iniziativa, se riusciranno a creare una piattaforma adeguata in così poco tempo, imitabile anche dalla Fiera di Torino e tutte le altre). Vorrei quindi chiedere agli editori presenti su WD se hanno tempo e voglia di rispondere a qualche domanda in merito. Mi riferisco prevalentemente agli editori che pubblicano per la maggior parte in cartaceo, per l'ovvio motivo che i digitali puri sono già totalmente smaterializzati e quindi lavorano già in un determinato modo. Tuttavia, se ci fossero editori digitali che ritengono di avere qualcosa da aggiungere al dibattito, sono certamente ben accetti. Chi è interessato mi può contattare con un messaggio privato. Grazie.
  22. Avv.Lenti

    Editoria e Legge

    Editoria e coronavirus http://www.avvocatomarinalenti.it/editoria-e-coronavirus/
  23. Avv.Lenti

    Tiratura minima

    Se un contratto è nullo (mancanza di tiratura minima) o l'editore è comunque inadempiente, non dove pagare alcuna penale, contestate la nullità o l'inadempimento. Per quest'ultimo, a seconda del tipo di inadempimento, potete risolvere automaticamente il contratto o minacciare di farlo in giudizio. Le penali sono normalmente previste per il recesso anticipato, nullità o inadempimento sono un'altra cosa
  24. Avv.Lenti

    Editoria e Legge

    LA GUERRA DELL’ANELLO: QUALI LEZIONI GIURIDICHE DALLA QUERELLE FRA I DUE TRADUTTORI ITALIANI DEL CAPOLAVORO DI TOLKIEN? http://www.avvocatomarinalenti.it/la-guerra-dellanello-quali-lezioni-giuridiche-dalla-querelle-fra-i-due-traduttori-italiani-del-capolavoro-di-tolkien/
  25. Avv.Lenti

    Pubblicare Stralci dal Writer's Dream

    Visto che chiaramente non farete nomi, è un editing gratis, perché rifiutare?
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