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Avv.Lenti

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Tutti i contenuti di Avv.Lenti

  1. Avv.Lenti

    ISBN a pagamento.

    Il terzo blocco di cifre identifica l'editore, quindi se è sfumato l'accordo con quell'editore, dell'Isbn non se ne fa più niente. Tuttavia, fermo restando che l'Isbn deve sempre essere a carico dell'editore e non dovreste mai accettare diversamente (anche perché un editore - contrariamente a un autore - lo paga pochi spiccioli), glielo riaddebiti se l'accordo è sfumato per colpa dell'editore.
  2. Avv.Lenti

    Comportamento particolare di casa editrice

    Può darsi che, come Le è già stato detto, la Sua posizione di giornalista pubblicista li alletti, ma consideri anche che le 230 copie restanti (tolte le Sue 20) possono essere realizzate in print on demand (ci sono anche marchi di un certo livello che usano sottomarchi per mettere in piedi business di questo tipo, mentre l'autore è stato attirato, appunto, dal brand 'ombrello' e si è fatto l'idea di procedere secondo le usuali modalità di filiera) ). Intanto loro si portano a casa, oltre a un pubblicista che scrive comunque su testate nazionali (ha social con molti follower? Se sì anche quello conta) e quindi è più visibile e spendibile di un totale anonimo, un piccolo guadagno (più del doppio del costo vivo di stampa, se è stampa coi requisiti proprio minimi, infatti Le consiglierei di acquistare un volume dei loro per vedere la qualità) e poi "se son rose roseranno" Certo che se ragionano in questi termini, sono una realtà proprio minuscolina. Occhio anche alle condizioni contrattuali, con una CE così piccola non ha senso immobilizzare tutti i diritti. Un ultima nota: io sconsiglio sempre agli autori anche i doppi binari, perché non allontanano, fra gli addetti ai lavori 8ercensori, librai e valutatori di successive proposte in altre CE), il sospetto che siano stati libri pagati e 'sporcano' inutilmente il curriculum perché un'EAp o un doppio binario, anche se grosso e noto, non vi porta da nessuna parte. Una volta la pubblicazione EAP/doppio binario si poteva anche omettere nelle query successive ad altre CE, ma oggi rimane traccia ovunque, visto che le librerie online non tolgono la scheda, la mettono solo fuori catalogo.
  3. Ah, certo, se il committente non paga, gli va contestato l'inadempimento e l'uso illegittimo delle immagini, anche se - tip per tutti - la cosa ottimale, perché facilita poi le cose in caso di contenzioso, , è specificare bene già negli accordi che il trasferimento dei diritti patrimoniali è subordinato al saldo delle competenze Quindi gli mandi senz'altro una diffida ad adempiere, minacciando i danni per l'uso indebito
  4. No, è corretto, infatti se Lei guarda qualsiasi libro vedrà che c'è la C cerchiata col nome dell'editore. Quello che quasi tutti gli editori italiani, sbagliando, omettono, è di indicare anche il nome dell'autore. Perché l'editore è licenziatario o proprietario del diritto patrimoniale, ma l'autore resta sempre il titolare del diritto morale. Perciò basta che Lei indichi il nome di entrambi.
  5. Continui a cercare. Tre mesi in editoria sono un battito di ciglia e tutte e tre le proposte sono irricevibili perché non la porterebbero da nessunissima parte e le bloccherebbero inutilmente i diritti, quindi vanno rispedite al mittente (sì anche per un esordiente, a maggior ragione se crede nel proprio testo). E attenzione (tutti) che distribuzione solo Amazon e print on demand è un giochino che ho visto fare anche da un gruppo editoriale di media stazza che alletta con la buona reputazione del brand principale e poi sbologna gli autori a sottomarchi che applicano le suddette condizioni e senza la possibilità che il POD possa essere ordinato dalle librerie tramite i proprio gestionale.
  6. Da quello che riferisce qui, sembrerebbe proprio che - non avendo stabilito un termine - Lei abbia assegnato permanentemente i diritti patrimoniali mediante contratto d'opera (che è cosa molto diversa da un contratto di edizione). Tuttavia, come dicevo, l'editore ha l'obbligo di indicare la paternità, pena il risarcimento del danno. Può negoziare l'autorizzazione a mostrarli nel portfolio in cambio della rinuncia a detti danni e all'indicazione del nome nella prossima ristampa.
  7. Premesso che sono prestazioni da contrattualizzare sempre, proprio per evitare questi problemi, suppongo che quantomeno ci sarà stato un carteggio email da cui si possa evincere il tipo di accordo. E quand'anche Lei, inconsapevolmente, avesse ceduto totalmente i diritti patrimoniali, Le restano pur sempre quelli morali per cui l'editore è obbligato a indicare sempre la paternità dell'Opera dove ne faccia uso.
  8. Avv.Lenti

    Booktrailer: utili, inutili, sfiziosi, denunciabili?

    Hyperversum un film (anzi, più film visto che ormai è una splendida esalogia) lo meriterebbe davvero e sarei la prima a rallegrarmene; tuttavia il Fantastico italiano non è stato sinora, purtroppo, pascolo delle major americane che sarebbero le uniche a poterne sostenere i costi. E anche nell'unico caso di mia conoscenza in cui l'hanno fatto, l'altrettanto splendida serie dell'Ultimo Elfo di Silvana De Mari di cui avevano opzionato il primo libro, alla fine han lasciato marcire l'opzione nel cassetto, realizzando invece altre insulsaggini che infatti sono state un flop al botteghino. Detto questo, un booktrailer è utile se è un minifilm, cosa però assai costosa. Un booktrailer con fotografie e frasi a effetto poteva avere un senso quando era una novità, oggi è invisibile. Attenzione però che non si può confezionarne uno usando spezzoni di film o voci altrui, si viola il diritto d'autore di quei terzi
  9. Avv.Lenti

    Ripubblicare il libro

    Ci sono motivi per risolvere il contratto con l'editore attuale? Se lo vuole ripubblicare, di certo non parliamo di esercizio del diritto di pentimento, dunque deve avere un altro motivo per ottenere il ritiro dalla distribuzione.
  10. Avv.Lenti

    Le memorie e i diritti degli eredi

    Guardi, bisognerebbe entrare nel dettaglio, vedere quanti sono gli eredi e il monte ereditario, vedere se il legato non eccede le quote degli altri legittimari (oppure Lei potrebbe proporre il legato in sostituzione della Sua legittima - sempre se Le conviene), vedere se i contenuti del libro hanno profili di violazione di diritti di terzi (d'autore, di privacy, di immagine)... Le variabili sono tante. Però, certo, l'editore vorrà la dichiarazione di disponibilità dei diritti e la manleva su dichiarazioni eventualmente mendaci. Tuttavia Lei ha parlato di spese di pubblicazione, la qual cosa mi fa pensare che voglia ricorrere a un'autopubblicazione (sconsiglio vivamente un editore a pagamenti, è un'opzione che nessun autore dovrebbe prendere in considerazione), quindi a quel punto non c'è nessun contratto di edizione da garantire... Deve prima fare chiarezza sulle Vs posizioni riguardanti l'eredità e, in caso di obiezioni sul libro, siglare un accordo con i coeredi, nel quale potrà anche stabilire che la spesa di autopubblicazione sarà detratta dalle royalty. Poi dovrà fare chiarezza sui contenuti del libro e quindi decidere come pubblicarlo.
  11. Avv.Lenti

    Il copyright sulle immagini

    No, in questo caso no, credevo stessimo parlando di Opera fotografica, non di fotografie semplici. Quest'ultimo è il caso in cui la foto raffigura tout court semplici animali (o anche scene del quotidiano) senza che la foto abbia particolari connotati di creatività (una foto meramente documentaristica, per capirci) , la tutela è attenuata, nel senso che si scende dai soliti vita+70 anni di tutela a 20 perché è trattata alla stregua ad un semplice diritto connesso. e se sono foto senza indicazione di nome, data ed eventuale committente, sono liberamente utilizzabili (salvo prova della malafede nell'omissione di detti dati)
  12. Avv.Lenti

    Le memorie e i diritti degli eredi

    1. Il Diritto di Inedito viene fatto rispettare dagli eredi, a meno che l'Autore abbia espressamente vietato la pubblicazione dell'Opera inedita, oppure abbia incaricato altri di pubblicarla. 2. sì, a meno di accordi diversi fra loro 3. sì, nel qual caso serve il giudice 4. consiglio un accordo scritto
  13. Avv.Lenti

    Il copyright sulle immagini

    Bisognerebbe capire che uso intende fare delle riproduzioni. Se ne fa una e poi se la appende a casa Sua o si fa una t shirt per sé, chiaramente nessuno verrà a contestarLe alcunché; ma se, senza permesso, inizia a copiare illustrazioni altrui per commercializzarle, peggio ancora volti noti dei quali violerebbe oltretutto il diritto di immagine, allora la faccenda cambia. Corretto, come dice Ellery, ispirarsi vagamente a volti famosi, tipo Ginger Rogers per Biancaneve ma quella è un vaghissimo modello, peraltro mischiato con un altro cartone dell'epoca e per giunta Biancaneve è un ruolo positivo. Si dice che Grimilde sia ispirata a Joan Crawford e ignoro se quest'ultima intraprese qualche azione ai tempi: se la somiglianza fosse stata riconoscibile, a mio avviso avrebbe avuto appigli, ma io non vedo ste grandi somiglianze (come non le vedo fra Biancaneve e la Rogers, del resto). Ignoro il catalogo Bonelli e la verosimiglianza dei loro personaggi con volti noti, e quindi non entro in merito. Per quanto riguarda infine Warhol, con la rielaborazione della foto della Monroe la passò liscia, ma in altre occasioni finì in tribunale. In questo caso la regola aurea è che più si elabora creativamente l'originale, meglio è, ma garanzie di sfangarla al 100% non ce ne sono, chi procede lo fa a proprio rischio.
  14. Avv.Lenti

    Aspetti legali nella scelta di uno pseudonimo

    Mi sembra che Lei faccia confusione fra cose diverse: la registrazione del nome d'arte, il deposito in SIAE del manoscritto e il deposito legale dell'Opera (che forse si può demandare alla piattaforma da Lei citata pagando un quid ulteriore per il servizio extra). Sono infatti 3 questioni profondamente diverse. Per quello che è il Suo timore, Le basta usare una marca temporale (si acquista anche in posta, dove Le spiegheranno anche tutto ciò che deve fare) e dopo nessuno potrà mettere in dubbio la paternità della Sua Opera. Oltretutto è molto meglio dell'autospedizione, che è una prova suscettibile di essere superata, in eventuale giudizio, da prove più solide portate da un eventuale opponente.
  15. Avv.Lenti

    Citazione di testi di canzone nel romanzo.

    Se non sono testi in pubblico dominio deve richiedere l'autorizzazione, citare la fonte non basta.
  16. Avv.Lenti

    Stampa difforme dall'ok si stampi

    La questione si muove sul filo, e senza conoscere i dettagli è molto difficile aiutarLa: vista così, deve decidere se vuole saltare il confine e provare a insistere per i danni (atteso che Lei sia quantomeno in possesso di email, se gli accordi erano verbali lasci perdere) o se Le conviene fare buon viso a cattivo gioco per una mera questione di tempi e bilancio costi-benefici. In quest'ultimo caso, insisterei per l'acquisto non certo al prezzo di copertina ma al costo di mera produzione delle copie. Per la distribuzione, Le considerazioni sul ritiro dipendono dalla tiratura e dal distributore (locale? nazionale?). In ogni caso, se decide di continuare con questo editore, le conviene redigere un addendum al contratto già stipulato (sempre che questo sia valido e non abbia magari profili di nullità, nel qual caso potrebbe sfilarsi in maniera più semplice e rapida).
  17. no, perché la legge sul diritto d'autore definisce il contratto di edizione come l contratto con il quale l’autore concede a un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno” . Quindi il rischio d'impresa è suo, tutto il resto sono artifici per aggirare l'ostacolo
  18. Avv.Lenti

    Libro Parlato e contratti editoriali

    Dipende se ha ceduto all'editore il diritto di pubblicare il testo in questo format. In ogni caso, l'editore potrebbe fare un'eccezione e consentirle l'operazione. Deve guardare il contratto e, in caso, chiedere permesso all'editore, altrimenti sta violando la clausola, anche se per una buona causa.
  19. Avv.Lenti

    Pseudonimo:è possibile?

    Attenzione alla durata più limitata della protezione del testo.
  20. Rispondo alla chiamata di Ellery! ! Dallo stretto punto di vista del diritto, è irrilevante se la ff è fatta a scopo di lucro o meno, si tratta comunque di una violazione del diritto d'autore altrui. Poi ci sono autori più tolleranti, se non c'è il lucro, e autori meno. Fra i primi la Rowling, fra i secondi Ann Rice, che sul web pialla tutto quel che trova, lucro o meno. Le 50 ciofeche di grigio non sono state regolate affatto, la tipa ha semplicemente dovuto cambiare nomi e ambientazioni, altrimenti non avrebbe potuto essere pubblicata
  21. Eh, dipende dal tasso di litigiosità dell'autore violato. E anche dalla notorietà del violatore. Alla fine, c'è qualche caso che agisce per principio, ma la stragrande maggioranza lo fa per una questione economica. Money makes the world go round, come dicono gli Inglesi, e tutto il mondo è Paese. Tuttavia provare a chiedere l'autorizzazione gratuita vale sempre la pena. Alla peggio non rispondono. Alla un po' meno peggio rispondono con richiesta di pagamento. Se la richiesta è sproporzionata, meglio desistere. Ma, a seconda del contesto, ci possono essere anche possibilità di alludere a un certo testo pur senza citarlo. Certo dipende dai casi e dalla maestria dello scrittore. Difficile poter fare un discorso generale da applicare tour court come un trasferello per qualsiasi superficie Per la questione dettaglio immagine per una copertina, è una sciocchezza.Si può discutere (e se ne discute in dottrina) sull'uso a scopo didattico o di critica, ma una copertina non soddisfa lo scopo di discussione/critica, né di didattica senza fine commerciale. Anzi, la copertina è un fine palesemente di lucro, è un tool cruciale, ci sono fior di case study che hanno evidenziato come possa determinare il successo di un libro. A volte basta cambiarla per avere tutt'altro riscontro di vendite, specialmente online e infatti è un argomento che i self pub dovrebbero approfondire molto. Certo poi ci sono editori, anche di un certo nome, che han fatto ben di peggio, si sono scaricati l'immagine dal sito di un illustratore estero e l'hanno usata senza passare dal via. Ma questo non vuol dire che l'editore fosse nel giusto (e infatti, scoperto, ha dovuto fare inversione a U). Poi bisogna fare ulteriori distinguo: se si parla di diritto sull'Opera oppure sulla foto che la ritrae o su entrambe. Il discorso è complesso, il terreno franoso e il lassismo di certi editori pernicioso. Peraltro ci sono tante leggende metropolitane sula DdA, e le citazioni sono il terreno preferito. Per esempio, sento spesso la storia che se la citazione (anche quella che soddisfa l'art 70) sta entro tot battute (il numero ricorrente che trovo è 300) allora va bene. Non va bene un corno, la ns normativa non stabilisce un numero, sottolinea a anzi, la continenza del brano a ciò che è strettamente necessario. Il che potrebbe anche eccedere la fantomatica barriera di 300, dipende qual è il punto che si sta cercando di illustrare attraverso la citazione e il conseguente svolgimento della discussione relativa. Dopodiché l'art 70 necessita senz'altro di revisioni e precisazioni ormai, ma fino ad allora quello bisogna usare e bisogna usalo com'è. Anche il bis che è stato inserito anni fa è derivato dal caso in cui un insegnante che spiegava arte sul suo blog si è visto recapitare dalla SIAE una richiesta di pagamento astronomica per i diritti sulle immagini, il caso divenne un'interrogazione parlamentare e alla fine venne fatta l'aggiunta. Tuttavia la toppa non dico sia peggio del buco, ma fa comunque schifo: la locuzione 'immagine degradata' è un aborto semantico prima ancora che giuridico e le disposizioni attuative che avrebbero dovuto fare le precisazioni necessarie non sono mai state emanate. In questa nebulosità mi è capitato così il caso in cui l'ufficio legale di un'associazione sosteneva di poter usare , secondo me a torto, l'immagine di un famoso personaggio di un film, in bassa risoluzione, in quanto l'associazione era culturale. Peccato che l'evento pubblicizzato dalla locandina fosse a scopo di lucro e quindi, a mio avviso, l'immagine non era utilizzabile. Inoltre la locandina non sarebbe stata diffusa solo su Internet (ambito della norma) ma anche nel mondo reale, arcidinuovo in violazione della legge Quindi in generale, il mi consiglio è: state in campana, fatevi sempre domande (meglio la paranoia del qualunquismo) e nel dubbio evitate. Anche perché, come ho detto, sarete voi a restare eventualmente col cerino in mano, grazie alla manleva Sono andata lunga, scusate.
  22. Avv.Lenti

    Wattpad e case editrici

    prego, ci mancherebbe
  23. Guarda, lo so che quanto sto per dire potrà suonare strano, per alcuni forse incredibile, una grandissima fetta di editori ignora i rudimenti del DdA e quindi certi problemi non se li pone a prescindere. E' capitato anche a me di vedere pubblicazioni con citazioni quando non avrebbero avuto ragione di essere, o addirittura foto per cui sicuramente non era stata chiesta autorizzazione. E non pensiate che siano solo i piccoli, ho avuto a che fare con uffici diritti di grossi , responsabili di cose da mani nei capelli (negli uffici diritti non lavorano legali, il legale è esterno e interviene nel momento in cui sorge una rogna sollevata dal legale di controparte). E anche con agenti letterari grossi e quotati. In questi cado anch'io dalla seggiola, perché più sali più pensi che i mezzi non manchino e quindi certe cose non dovrebbero succedere. Eppure succedono. Lo so che un autore , specialmente se alle prime armi, si dice "faccio quello che suggerisce l'editore, che ha più esperienza". Purtroppo però non basta. Inoltre l'editore vi fa firmare sempre la manleva, quindi alla fine ha un paracadute per qualsiasi casino succeda, voi no purtroppo. Quindi bene, benissimo che vi vengano dubbi come quelli di questo canale, che peraltro tu in particolare gestisci egregiamente, ho visto tante tue risposte corrette. Va sempre bene porsi delle domande, meglio uno scrupolo, che poi magari si rivela eccessivo (come quello di nominare i marchi), piuttosto che uno in meno ;)). Dopodiché, la possibilità che un libro di un autore sconosciuto o poco noto possa venire all'attenzione del proprietario dei diritti violati è assai remota, ma questo è un discorso che non c'entra con le norme Ma se succede, non c'è prassi editoriale che tenga, la prassi sta in fondo alla gerarchia delle fonti normative, la legge in cima.
  24. Era "Non STO", ovviamente, non "Non so". Purtroppo in questo forum non si possono modificare i typo
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