Vai al contenuto

ALC

Scrittore
  • Numero contenuti

    36
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

3 Neutrale

1 Seguace

Su ALC

  • Rank
    Sognatore

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Interessi
    Scrittura e lettura

Visite recenti

264 visite nel profilo
  1. ALC

    Né per fama, né per denaro

    Perché preferisci essere Nessuno?
  2. ALC

    La verità è nell'aria

    Ciao anche a te! Sulle intenzioni non saprei rispondere con certezza perché, a differenza di chi scrive in prosa, il poeta non conosce mai tutte le sue intenzioni neppure quando rilegge ciò che scrive. Il discorso del suono è anche un discorso difficile, in fondo che cos'è l'orecchio? Ma poi uno dovrebbe chiedersi che cosa è un ritorno a capo, che cosa una rima, che cosa un troncamento, ecc. In base alle risposte che ognuno si dà, e che non sono mai le stesse, si prende una strada piuttosto che un'altra. La poesia si regge sul suo contenuto; metrica e parole vengono di conseguenza in base a un senso specifico legato al contenuto e da sole non stanno in piedi. La poesia perfetta non esiste. Il poeta che capisce il suo scopo sa di essere un artigiano che regala giocattoli a chiunque. C'è chi ci si diverte, chi li smonta, chi li rompe, chi li lascia nella scatola, chi li copia, chi li prende a modello per fare nuovi giochi.
  3. ALC

    La verità è nell'aria

    Ciao, grazie dei complimenti e delle critiche. Probabilmente questa poesia non è un muro così duro se l'hai letta fino in fondo e ci hai riflettuto tanto. E addirittura hai usato la parola "vedo" spingendoti oltre quel muro come se fossi anche tu dentro al bar, magari incuriosita proprio da quel muro. Dunque, il grugno serve a dare il volto di maiale a chi sta cercando di convincere il nostro protagonista con ogni mezzo. Mancavano un po' di colori perché si era quasi alla fine della spiegazione, o almeno questo crede di aver capito il nostro distratto narratore. Quanto all'amarezza del narratore (che dubito possa meritare il titolo di poeta) credo che se ne farà presto una ragione considerando il suo atteggiamento totalmente apatico nei confronti di ciò che lo circonda. Spero di non essere anche io così!
  4. ALC

    La verità è nell'aria

    Ciao, ogni poesia è una sfida e non è mai una sfida semplice. Giustamente dici "Si può dire la Verità in un bar? Ci abbiamo provato tutti, e tutti abbiamo fallito." Ma probabilmente il problema non è solo il luogo, ma anche l'approccio e se non si cambia approccio si continuerà a fallire. Riguardo al verso contorto che mi segnali "Poco ancora e la facevi mia" il senso è proprio generare la domanda: cosa sarebbe successo se non ci fosse stata nessuna interruzione? La risposta è a libera interpretazione come sempre, ma si potrebbe fare un'altra ipotesi in base al profilo psicologico dei personaggi che traspare dai versi precedenti. Quindi per esempio, anche se il tizio avesse parlato più a lungo, il nostro narratore (che evidentemente non è proprio una cima se si esprime nel modo che hai notato) forse non avrebbe capito nulla comunque. E probabilmente neppure c'era una verità chiara nella tasca del tizio che parla di una verità (piena di pieghe) con metodi anche violenti (spiegandola con un pugno e grugnendo), forse nascondendo un interesse personale, e sfruttando la passività di chi ascolta. Però magari alla fine il nostro protagonista si sarebbe lo stesso convinto...di convincersi, cedendo al carisma e all'arroganza dell'altro. Ma chi lo sa? La verità è nell'aria! Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
  5. ALC

    La verità è nell'aria

    Ciao, mi fa piacere suscitare tanta curiosità! Proverò a soddifare questa curiosità chiarendo senza dilungarmi troppo. Innanzitutto non scusarti; anche io non credo di essere in grado di scrivere poesie ma ci provo. ll primo verso non è pensato per far partire le rime ma per introdurre in modo brusco la scena creando un disorientamento emotivo funzionale a quello che segue. Le rime (che non uso quasi mai) in questo caso servono a dare un tono grottesco da filastrocca che si adatta al contesto paradossale e anche del personaggio narrante che è volgare, passivo e approssimativo. Il bar è un luogo simbolico e rappresenta il modo con cui trattiamo superficialmente e pigramente il problema umano della ricerca di verità, inoltre si vuole anche mettere in evidenza la volgarità di chi pretende di trattare, o meglio bistrattare, la verità. Il gesto di ascoltare mentre si fa altro, come mangiare le patatine sporcandosi con la salsa, rende molto bene il concetto di chi ascolta accontentandosi di capire "quel tanto che basta" che significa non capirci nulla ma farsi convincere dalla forza del carisma, o anche dalla violenza, di chi parla. Nel verso "stirata dalle pieghe con il pugno" è sottinteso "l'hai" del verso precedente. "Poco ancora la facevi mia" sottolinea la passività dell'ascoltatore. L'ultimo verso termina in modo brusco come l'inizio, ma soprattutto è fondamentale per dare il giusto finale a quello che è stato detto prima e, con quel profilo psicologico, come credi che si comporterà la prossima volta il nostro personaggio? Lo sconosciuto che entra apre la porta e la verità vola via, sarà stata forse una banale corrente d'aria che avrà fatto volare il foglio spiegazzato? La poesia non è fatta di risposte ma di domande. È quando fa nascere domande che funziona. Infine ti ringrazio per il link, capisco e apprezzo le tue intenzioni ma credo che sia inutile a chi vuol fare poesia. Alla prossima.
  6. ALC

    La verità è nell'aria

    Come al solito anche questa la trovate sulla mia pagina fb, con qualche contenuto extra
  7. ALC

    La verità è nell'aria

    Non è una bugia se dici che avevi in tasca la verità; l'altro ieri l'hai tirata fuori, mancavano un po' di colori, ma si vedeva bene: voilà la verità! L'hai stesa lunga sul tavolo stirata dalle pieghe con il pugno non parlavi mica a cavolo, ci hai messo pure il grugno! Può testimoniarlo tutto il bar che meglio non si può spiegar, ci ho capito quel tanto che basta tra una patata e l'altra nella salsa. Poco ancora la facevi mia ma entra lo sconosciuto dalla porta e la verità vola ancora via... Sarà per un'altra volta.
  8. ALC

    Resti dopo la tempesta

    Ciao, il componimento ha buoni spunti. Secondo me c'è uno stacco troppo forte dopo il primo punto tra la tempesta e la calma, forse si può sviluppare più la prima parte e anche pensare di eliminare la seconda. Mi piace il verso finale che sembra la parte più poetica e meno ragionata di tutto il resto. Se vuoi chiamare la tua poesia senza il punto interrogativo che metti nella risposta precedente prova a togliere qualche filtro alle emozioni di cui scrivi. Alla prossima.
  9. ALC

    Ti prendo in braccio io

    Nella vita non saprei. Nella poesia è difficile da dire ma ho come l'impressione che questa sia scarna di musicalità e poi che descriva troppo lasciando immaginare poco. Di più non so dire.
  10. ALC

    Ti prendo in braccio io

    Nonostante una forma non impeccabile sembra che tu sia riuscito nell'intento di creare un'atmosfera chiara e convincente, piena di pathos. Inoltre sembra quasi che il nipote e lo zio siano una sola persona.
  11. ALC

    Ritratto di lei

    Credo che questa sia la sezione giusta. Una lirica che è quasi una lettera d'amore davvero bella e toccante. Forse scritta con tanta passione da dimenticare alcuni refusi tra cui il va apostrofato e delle virgole da rivedere. Ma a parte queste inezie, sinceri complimenti.
  12. ALC

    Il potere di cambiare la storia

    Lo so, refuso al verso 20. Dovrebbe essere: "e per strada trova solo spazzatura" Amen
  13. ALC

    Il potere di cambiare la storia

    Il titolo è una delle cose più importanti per me. Non ho mai scritto nulla senza un titolo. A volte il solo pensare a un titolo ispira il testo. Altre volte il titolo completa il testo, o gli dà un senso o ne cambia il senso. L'importante è mantenere la giusta proporzione tra titolo e testo. Per esempio, se si sceglie di usare un titolo molto forte, come quello della poesia che segue, c'è bisogno che anche il testo sia forte. Non credete? ------------------------------------------------------- IL POTERE DI CAMBIARE LA STORIA Il cagnolino randagio è un animale debole incapace di aggredire, difendersi, uccidere, un peso inutile nel branco di predatori non è buono nemmeno come cibo: subisce aggressioni per pura malvagità. Debole il suo cuore domestico che scoppia nella casa più lussuosa se manca l'affetto del padrone. Debole il suo sogno domestico finito in mare attaccato con la corda a una pietra attaccato con la corda al margine della strada attaccato con la corda che suona di frustate: sogna un guinzaglio, trova una corda. Cerca una cuccia senza averne mai vista una percorre chilometri in un giorno schiva automobili (o è solo fortuna) e per a strada trova solo spazzatura. Il cagnolino non dovrebbe resistere alle epoche e alle guerre, non dovrebbe superare gli inverni e le malattie. Lasciare alla porta una ciotola piena non ha logica evolutiva e Darwin non l'aveva previsto. Il cagnolino randagio non dovrebbe vivere e se lo fa è solo una questione di umanità.
  14. ALC

    Anni

    Ciao, la tua poesia è molto chiara e fluida. Però sembra slegata tra la prima e la seconda parte (dal "Come" in poi). Slegata non dal punto di vista concettuale ma da quello puramente stilistico. Infatti la seconda parte è quella più propriamente poetica e porta a un finale bello e ad effetto con un uso sapiente delle parole. La prima parte invece è troppo discorsiva e piena di sintagmi già sentiti e ritriti (perdonami la franchezza). Alla prima parte aggiungerei anche il titolo, piuttosto generico, che valorizza poco la situazione del testo: più che un volo sembra uno schianto a terra. Guarda caso proprio oggi ho scritto qualcosa a proposito dell'importanza del titolo come intro alla mia poesia su questo forum. Prova a dare più originalità alla prima parte e a usare un titolo più appropriato alla stato emotivo che stai comunicando. Probabilmente la tua poesia ci guadagnerà tantissimo. A rileggerti.
  15. ALC

    Il dipinto abbandonato nel palazzo

    Grazie @Anglares, questa è quella che definirei, per dirla come Saba, una "poesia onesta".
×