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carla q.

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    Carla Quattrini
  • Compleanno 28/02/1985

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  1. Bella discussione, personalmente sono d'accordo con quanto esposto da Luciano91. Cercare una pubblicazione con un grande editore è sicuramente un percorso difficile, che può riservare delusioni, lunghe attese e frustrazioni. D'altra parte non condivido la posizione di tanti autori che prima decidono di scegliere un piccolo editore ma poi lamentano il fatto che la distribuzione non ci sia, che non ci sia pubblicità, non ci siano vendite, che non ci siano operazioni di marketing... Quando si fa una scelta si dovrebbe essere ben consapevoli di ciò a cui si va incontro anche in questo senso, secondo me.
  2. carla q.

    Fino a che punto un personaggio assomiglia all'autore?

    ciao Luciano, io credo esattamente il contrario, cioè che per costruire un personaggio davvero indimenticabile e di spessore, si debba a maggior ragione trascendere dal nostro vissuto personale. La vita vera è una cosa, ma il personaggio deve riuscire a condensare in duecento pagine molto di più. Anche io non amo il genere rosa, ma tutti i romanzi di narrativa, anche di altri generi, sono dei prodotti che vengono scelti e selezionati perché si ritiene possano essere venduti. Il termine prodotto non lo intendo in maniera negativa anzi, se prendi un caso letterario di un certo rilievo, in Italia il primo che mi viene in mente è La solitudine dei numeri primi, io direi che è un buonissimo prodotto: bella storia drammatica, titolo geniale, scrittura asciutta, target di pubblico molto ampio, ad avercene di "prodotti" così!
  3. carla q.

    Blocco dello scrittore e insicurezze

    Mi viene da chiederti: sei sicura di aver trovato la storia giusta, quella che proprio vuoi raccontare?
  4. carla q.

    Fino a che punto un personaggio assomiglia all'autore?

    Secondo me non ci dovrebbero essere molti di punti di contatto tra autore e personaggi. Mentre scriviamo una storia, stiamo di fatto creando un prodotto, non molto diverso da un paio di scarpe o qualsiasi altra cosa. Come tutti i prodotti, deve essere bella, deve funzionare e deve attirare un pubblico target. Credo sia errato attribuire alla storia cose che ci riguardano, il rischio è di non essere né lucidi né obiettivi per creare un meccanismo che davvero funzioni, o di affezionarsi in modo morboso al testo senza obiettività. Al giorno d'oggi credo che l'idea romantica dello scrittore "artista" sia un po' fuori luogo, essendo l'editoria un'industria. Di fatto per creare una storia serve più altro la tecnica, la bella scrittura, scrivere di cose che conosciamo, questo sì, e un tipo di sensibilità tale rendere credibili cose che non ci riguardano in prima persona.
  5. carla q.

    Cosa state leggendo?

    "Addio fantasmi" di Nadia Terranova. davvero molto bello
  6. mmmm quelli che hanno pubblicato con l'editore sconosciuto sotto casa e si atteggiano a grandi scrittori
  7. carla q.

    Audiolibri per esordienti

    noi lo facciamo con la collana di narrativa LeggerMente, perché essendo una collana destinata alle scuole l'audiolibro è molto utile per i ragazzi con problemi specifici dell'apprendimento e difficoltà di lettura. Tra l'altro mettiamo a disposizione gli audiolibri gratuitamente sul sito. Ci affidiamo a uno studio esterno: ci propone varie voci e dopo che l'abbiamo scelta/approvata si dedicano alla registrazione. Poi in redazione ascoltiamo tutto l'audiolibro leggendo il testo, segnaliamo allo studio le correzioni da fare e loro ci inviano le nuove registrazioni corrette, in pratica si fanno 2-3 giri di bozza come per la lavorazione di un testo cartaceo.
  8. La grande visibilità è dettata dal fatto che la CE ritiene di poter investire su quel testo con un'azione di marketing potente, perché pensa che quel testo possa fare la differenza e che possa vendere molto. Se a una CE passa tra le mani un testo che secondo il loro fiuto può diventare un successo, ovviamente ci investono. Considera che ci sono testi che anche recentemente sono stati contesi dalle più grandi case editrici italiane (anche esordi di autori sconosciuti): il testo viene messo all'asta e se lo aggiudica la casa editrice che offre di più sugli anticipi. Ovvio che io, CE che mi sono aggiudicata quel testo per me vincente, decido di pubblicizzarlo in modo massiccio, anche perché devo cercare di vendere più copie possibili per ripagarmi ciò che ho investito e soprattutto guadagnarci sopra.
  9. carla q.

    Incipit ad effetto

    Tra queste opzioni che hai menzionato, direi la seconda. Non so se avete letto "I leoni di Sicilia" di Stefania Auci, caso letterario 2019. Ecco, lì secondo me sono concentrate le caratteristiche di un buon incipit. Scena ricca di pathos, rapida introduzione dei personaggi, scelte stilistiche originali.
  10. carla q.

    Mondadori

    Scusate, nel messaggio precedente non ho specificato che si trattava di un vecchio testo di vari anni fa.
  11. carla q.

    Mondadori

    A me hanno rifiutato il testo: hanno apprezzato alcuni aspetti, ma non erano del tutto convinti di alcune svolte narrative che mi hanno citato puntualmente.
  12. carla q.

    L'incubo di scrivere un romanzo

    "Scrivere" il romanzo è solo la parte finale di tutto un lavoro che viene prima: quello di progettazione. Per prima cosa, dovrai chiarire a te stessa la storia che vuoi raccontare e chi sono i tuoi personaggi. Quindi le prime settimane, se non i primi mesi, direi di dedicarsi solo a questo (senza scrivere nulla). Parti costruendo un breve soggetto, poi una sinossi più dettagliata dell'intera storia, riassunta in una-due pagine. Poi puoi strutturare una scaletta della storia in dieci punti. E creare delle schede per i tuoi personaggi. A questo punto vai a scrivere punto per punto. Tieni anche conto che, puoi preventivare quante pagine dedicare indicativamente a ogni punto, ad esempio 10-20-30 pagine, a seconda di quanto è ampio il segmento di storia che vai a raccontare. In realtà potresti anche fare una scansione punto per punto delle varie scene prima di scrivere. dopo questo lavoro preliminare importante, scrivere ti verrà automatico. Avrai meno paura perchè non vedrai davanti a te un romanzo, ma solo il prossimo punto (quindi solo 20 pagine, per esempio). Buon lavoro!
  13. carla q.

    Come fa chi esordisce con una CE di pregio?

    ce la fanno avendo stipulato un contratto con agenti letterari (big) che lavorano solo con le grandi CE
  14. carla q.

    Scuole di scrittura giuste

    pensa che Manlio castagna ha un romanzo in uscita proprio con il mio editore e gli ho fatto l’editing e il lavoro sul testo come è piccolo il mondo
  15. carla q.

    Scuole di scrittura giuste

    Le scuole di scrittura da sempre suscitano pareri molto diversi tra loro. Secondo me tutto dipende da cosa ci si aspetta. io sinceramente ho fatto questa esperienza di un anno (più vari laboratori e masterclass brevi), se avessi modo di investirci ne frequenterei di sicuro altre (lo farò appena mi sarà possibile). Le scuole di scrittura non fanno miracoli però è ovvio che ti fanno conoscere persone del settore, altri appassionati come te (i tuoi compagni), ed è inevitabile che ti aiutano a orientarti in questo mondo, farti dei contatti. Ovvio che poi bisogna leggere molto, ma questo è scontato. La scuola ti dà secondo me altre cose: ripeto, contatti, scambi di idee, incontri con agenti o scrittori affermati, cose che difficilmente avrei sperimentato scrivendo nella mia cameretta, e comunque ti fanno crescere. Il fatto di avere delle scadenze mensili mi ha aiutata perché lavorando otto ore, e sempre su testi in casa editrice, difficilmente da sola mi sarei organizzata o avrei avuto lo stimolo giusto per farlo in modo costante e serio anche sul mio. Condividere la storia con i compagni, scambiare idee e consigli su ciò che stavamo facendo è stato importante. Secondo me tutto dipende da ciò che ci si aspetta, frequentare una scuola con il giusto spirito porta comunque a stimoli e momenti di riflessione su ciò che si sta facendo. A me è valso comunque il contratto di rappresentanza ed essendo il primo romanzo che scrivevo sono stata soddisfatta
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