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Horselover Fat

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  1. Horselover Fat

    Watson Edizioni

    Un paio di anni fa ho caricato un capitolo di prova attraverso il form (non so se nel frattempo le modalità di invio e valutazione sono cambiate), ma non ho mai ricevuto risposte.
  2. Credo che la critica sia rivolta alla "qualità" delle similitudini, e non alla quantità, anche se a me, alcune di quelle segnalate nell'articolo, non dispiacciono affatto.
  3. Horselover Fat

    Un nemico terribile

    A me il racconto è piaciuto. Il finale giunge crudo e inaspettato, e, sebbene non anticipato o lasciato prefiguare da indizi particolari, spinge a rivedere sotto una luce diversa e più sinistra alcuni degli accadimenti narrati. L'accanimento dei contadini verso il protagonista, per esempio. O la donna salvata dallo stupro che poi si "concede" al suo salvatore. Sugli aspetti "tecnici" della narrazione non mi soffermo. Mi pare siano stati già descritti in abbondanza e con minuzia da chi mi ha preceduto.
  4. Proprio a tal proposito, di recente, su Facebook, ho notato un certo tipo di accanimento nei confronti di Volo che mi ha lasciato un po' perplesso. Si parlava in alcuni post di critiche espresse da Volo nei confronti del nuovo programma di Fiorello (che poi si sono rivelate innocue considerazioni distorte ad arte da un noto quotidiano), e spesso ci si imbatteva in commenti-fotocopia del tipo: "Volo deve stare zitto... sono vent'anni che scrive lo stesso libro". Al che, sono stato molto tentato di rispondere ai suddetti commentatori chiedendo loro se fossero masochisti o semplicemente coglioni, poiché, da un'affermazione del genere, si evinceva chiaramente che non solo avevano letto tutti i romanzi di Volo, ma che avevano seguitato a farlo nonostante odiassero l'autore e soprattutto nonostante trovassero tutti i suoi libri identici. A meno che, ed è molto probabile che sia così, si limitassero a criticarlo sulla base su supposizioni arbitrarie.
  5. Il caso più emblematico è forse quello di Giulia De Lellis. Molti si chiederanno: e chi diavolo è Giulia De Lellis? Risposta: esatto. Non è una scrittrice ma una giovane youtuber molto popolare tra le sue coetanee, tanto che sotto il suo nome, sulla copertina del libro da lei pubblicato e andato esaurito nel giro di pochissime ore, ne compare uno più piccolo, di una seconda autrice, quasi per certo l'unica ad averci messo su le mani. Il libro della De Lellis (un coacervo di pensierini imbarazzanti e adolescenziali inframmezzati da pagine bianche o cosparse di orsacchiotti e cuoricini) ha in buona sostanza surclassato l'ultimo romanzo di King in fatto di vendite, e pare che dopo pochissimo non se ne trovassero più copie in giro. Ovviamente, un libro del genere non sottrae lettori a King o a Follet o a chi per loro: nella maggior parte dei casi, immagino (ma potrei sbagliarmi) che ad accaparrarselo siano state ragazzine che per un qualsiasi altro volume non si sognerebbero di spendere nemmeno un euro. A questo punto bisogna solo chiedersi se operazioni di questo genere facciano bene o male all'editoria, se cioè si limitino a portare denaro nelle casse delle case editrici, permettendo a queste ultime di continuare a promuovere anche buona letteratura, o se inizino a rappresentare un trend deleterio e pericoloso per la cultura in generale.
  6. Comunque, al di là di tutto, quando si tratta di imprecisioni linguistiche di un certo tipo, è ingiusto buttare per intero la croce addosso all'autore. A un certo punto, il lavoro di chi ha scritto finisce e inizia quello di chi è chiamato a effettuare i diversi controlli di forma e di logica. Occorre sempre perlomeno un altro paio di occhi e l'analisi di una lettura "vergine" e spassionata. Capita a tutti noi che scriviamo o tentiamo di farlo, di avere dubbi o di non riuscire a trovare il bandolo della matassa di una determinata costruzione, o di arrovellarci sul fatto se quel particolare tempo verbale sia giusto o meno: avrei dovuto scrivere "che fosse"? Avrei dovuto scrivere "che era"? Credo succeda a tutti di rileggere il proprio lavoro e trovarci dozzine di strafalcioni o persino di restare incastrati in continue riletture che complicano tutto ancor di più. Vale anche per i buchi di logica. Faccio un esempio: a un certo punto il protagonista del romanzo di Volo dice di voler raggiungere l'Australia quando nell'emisfero meridionale sarà inverno, e poi viene detto che parte a Marzo, se non ricordo male. Ma poi? Che succede? In che stagione si ritrovano effettivamente a vivere la loro avventura il protagonista e sua moglie? E' stata solo una svista? Oppure il romanzo è così approssimativo che non si parla mai delle condizioni meteorologiche o della temperatura? Queste precisazioni mi pare che la recensione non le faccia. A me non interessa verificare di persona, ma è chiaro che il lavoro di Volo debba essere giudicato nella sua interezza.
  7. Sì, e non era facile, vista (a quanto pare) la mole di recensioni negative da cui potevamo attingere :D
  8. Riallacciandomi alle considerazioni su mancanza o sciatteria dell'editing, posto qui un estratto dall'ennesima impietosa recensione riguardante stavolta un altro libro di Volo: "...è come se l’editore, contando sul richiamo del nome e sul fatto che le vendite sarebbero arrivate indipendentemente dal valore dell’opera, abbia abbandonato all’origine ogni discorso sulla qualità di ciò che mandava sugli scaffali di librerie e supermercati. Che considerazione la Mondadori ha degli acquirenti, ci si trova a chiedersi, smarriti?" Linko sotto la recensione completa perché è interessante e in quanto ad analisi di errori e sviste (alcune forse peggiori di quelle sin qui discusse) fa il paio con quella all'origine del post: http://www.succedeoggi.it/2016/02/errori-scritti-al-volo/
  9. Temo che tu abbia ragione. E se con Volo possiamo in qualche modo farci un'idea delle reali capacità dell'autore, la maggiore espressione di questo pressappochismo si rivela nelle traduzioni di autori esteri, le cui effettive responsabilità nella riuscita del romanzo (a meno di non leggere l'opera in lingua originale) non sono altrettanto chiare. Non è perciò affatto raro imbattersi in sintassi traballante, giri di parole confusi e ridondanti e consecutio temporum gettata letteralmente alle ortiche. Tanto chi se ne frega, come dici tu è roba che comunque si vende o mantiene comunque il proprio bacino a dispetto di revisioni ed editing approssimativi.
  10. Voglio fare per un attimo l'avvocato del diavolo. A me Fabio Volo non piace nella maniera più assoluta, e non nelle vesti di scrittore, poiché, come dicevo sopra, di suo non ho mai avuto il piacere o il dispiacere di leggere alcunché. Ma, punto uno: persino nelle recensioni più impietose capita raramente di imbattersi in un'analisi tanto dettagliata e puntigliosa dei difetti. A che è dovuto un tale accanimento? Punto due: un romanzo è costituito da centinaia di pagine, mentre le debolezze elencate nell'analisi in oggetto, messe tutte insieme e di fila, al netto dei commenti personali dei recensori, ne riempiono a malapena una. È giusto fare a pezzi il lavoro di un autore basandosi su un campione così esiguo? Io ho letto romanzi bellissimi in cui capitava che l'autore si smarrisse per alcune pagine, abbassando magari il livello generale ma non di certo inficiando lo scritto in toto. La mia è solo una provocazione. Una volta mi è addirittura capitato tra le mani un libro di Volo in cui la maggior parte delle pagine erano lasciate bianche per essere riempite a mo' di diario dai lettori. Figuriamoci se ho simpatia per questo genere di editoria. Un saluto.
  11. Non ho mai letto nulla di Fabio Volo e nemmeno mi interessa, ma dagli estratti "incriminati" emerge anche una sciatteria non indifferente da parte di chi ha curato l'editing. Non sono d'accordo su alcune presunte incongruenze che riguarderebbero in determinati casi il comportamento dei protagonisti, poiché negli esseri umani è presente anche una componente irrazionale che può farli agire in maniera contraddittoria, mentre le tante imprecisioni elencate fanno dubitare che il romanzo non sia stato nemmeno riletto. Quanto alle similitudini, a parte il velo pietoso che stenderei su "mi sono sciolto come il burro", non tutte mi sembrano così malvagie. Detto ciò, ritengo l'analisi davvero utile, perché mette in luce i tanti limiti e le banalità evitabilissime di cui scrivendo un romanzo a volte non ci si accorge neppure.
  12. Horselover Fat

    Avete una storia da tanti anni

    Io ho un mio metodo per cercare di mettere a posto il testo, rileggendolo con occhi nuovi. Salvo il file in un formato ebook e me lo carico sull'e-reader. A quel punto, è proprio come se leggessi il libro di qualcun altro, e posso garantire che refusi, imperfezioni e ripetizioni saltano all'occhio con molta più evidenza. Spero di esserti stato utile.
  13. Horselover Fat

    Lupo Editore

    E' quello che intendevo dire io. Non stavo criticando la clausola, ma spiegandola alla persona che la trovava ingiusta.
  14. Horselover Fat

    LFA Publisher

    Il che rende il tutto ancora più ambiguo. Ti propongono la pubblicazione ma chiedono di poter valutare il romanzo per intero. Forse, avendo apprezzato i primi capitoli, immaginano che anche il resto sia altrettanto valido e intendono bloccartelo per una valutazione esclusiva. Dovresti chiedergli delucidazioni. Ciao
  15. Horselover Fat

    LFA Publisher

    Hanno proprio detto che vogliono pubblicarlo o che potrebbe rientrare nei loro interessi e quindi di inviargli il resto del romanzo per la lettura completa?
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