Vai al contenuto

Horselover Fat

Scrittore
  • Numero contenuti

    187
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

139 Popolare

Su Horselover Fat

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

910 visite nel profilo
  1. Horselover Fat

    L'Editore: Questa oscura presenza

    Una volta ho rifiutato la proposta di pubblicazione di una casa editrice perché, andando a guardare tra le nuove uscite, ho trovato un romanzo il cui stesso titolo recava una D eufonica del tutto fuori luogo. A qualcuno potrà sembrare esagerato ma, tendendo conto delle rigidissime regole elencate nella pagina di invio manoscritti (tra le quali, mi pare, si facesse riferimento anche all'uso improprio delle D eufoniche) della CE in questione, mi è parso un preoccupante segnale di sciatteria: se passava una cosa del genere in copertina, mi sono domandato cosa c'era da aspettarsi (o, meglio, da non aspettarsi) dal lavoro di editing. Purtroppo, strafalcioni e refusi si trovano anche tra le pubblicazioni delle case editrici in apparenza più affidabili, e dai post di questo forum appare sempre più evidente che puoi controllare e roderti l'anima con tutte le paranoie che ti pare, ma le aspettative, per quanto minime, finiscono spesso (non sempre, grazie al cielo) con lo scontrarsi con la realtà di lavori realizzati in maniera approssimativa.
  2. Horselover Fat

    L'Editore: Questa oscura presenza

    Come sai quante copie hai venduto in realtà? Hai ricevuto riscontro da chi le ha acquistate?
  3. Horselover Fat

    L'Editore: Questa oscura presenza

    Ciao, mi dispiace tantissimo per la tua disavventura. Per quanto riguarda il tuo quesito, devi leggere con attenzione ciò che hai firmato: spesso, nei contratti si trovano clausole che vietano (per un determinato periodo) di pubblicare altrove romanzi connessi o simili a quello attualmente in produzione, oltre al fatto che non è semplice trovare un altro editore disposto a pubblicare di nuovo un romanzo già dato alle stampe in precedenza. Puoi però, in caso di successiva tiratura, provare a proporre al tuo editore di correggere i refusi che sono saltati fuori e rimandare in stampa la versione corretta. In bocca al lupo e spero di esserti stato utile.
  4. Horselover Fat

    Robin

    Sono curioso. Si può dire, o hai paura che ti venga "soffiato"?
  5. Horselover Fat

    Fanucci Editore

    Non sono d'accordo. Di fatto, c'è qualche casa editrice piuttosto nota con il catalogo composto prevalentemente di autori italiani di genere che nel tempo si sono creati il loro zoccolo duro di seguaci. Anche la Fanucci, in passato, nel suo piccolo ha dato largo spazio a scrittori italiani, pubblicandoli soprattutto in appendice a raccolte di autori stranieri famosi. Molti, pur essendo molto bravi e originali, sono scomparsi col tempo dal panorama editoriale, mentre altri sono tutt'ora in circolazione.
  6. Horselover Fat

    Delos Digital

    @Ngannafoddi Io gli ho proposto molto tempo fa un romanzo SF. Ho specificato il genere e allegato una sorta di quarta di copertina, e quindi non una vera e propria sinossi, senza indicare la collana in cui avrei visto bene il mio libro. Dopo pochi giorni mi hanno risposto che avrebbero valutato il mio testo, e a giudicare dall'indirizzo di posta da cui mi hanno contattato (diverso da quello cui avevo spedito il manoscritto e recante il nome della collana) si erano fatti loro un'idea di dove eventualmente inserire il romanzo. Non sono stato reindirizzato a nessun premio a pagamento (conosco per fama quello cui accenni tu, e io con 50 euro ci faccio quasi la spesa per una settimana), ma poi, comunque, nessuno mi ha più fatto sapere nulla. Peccato perché ci speravo.
  7. Horselover Fat

    Watson Edizioni

    Un paio di anni fa ho caricato un capitolo di prova attraverso il form (non so se nel frattempo le modalità di invio e valutazione sono cambiate), ma non ho mai ricevuto risposte.
  8. Credo che la critica sia rivolta alla "qualità" delle similitudini, e non alla quantità, anche se a me, alcune di quelle segnalate nell'articolo, non dispiacciono affatto.
  9. Horselover Fat

    Un nemico terribile

    A me il racconto è piaciuto. Il finale giunge crudo e inaspettato, e, sebbene non anticipato o lasciato prefiguare da indizi particolari, spinge a rivedere sotto una luce diversa e più sinistra alcuni degli accadimenti narrati. L'accanimento dei contadini verso il protagonista, per esempio. O la donna salvata dallo stupro che poi si "concede" al suo salvatore. Sugli aspetti "tecnici" della narrazione non mi soffermo. Mi pare siano stati già descritti in abbondanza e con minuzia da chi mi ha preceduto.
  10. Proprio a tal proposito, di recente, su Facebook, ho notato un certo tipo di accanimento nei confronti di Volo che mi ha lasciato un po' perplesso. Si parlava in alcuni post di critiche espresse da Volo nei confronti del nuovo programma di Fiorello (che poi si sono rivelate innocue considerazioni distorte ad arte da un noto quotidiano), e spesso ci si imbatteva in commenti-fotocopia del tipo: "Volo deve stare zitto... sono vent'anni che scrive lo stesso libro". Al che, sono stato molto tentato di rispondere ai suddetti commentatori chiedendo loro se fossero masochisti o semplicemente coglioni, poiché, da un'affermazione del genere, si evinceva chiaramente che non solo avevano letto tutti i romanzi di Volo, ma che avevano seguitato a farlo nonostante odiassero l'autore e soprattutto nonostante trovassero tutti i suoi libri identici. A meno che, ed è molto probabile che sia così, si limitassero a criticarlo sulla base su supposizioni arbitrarie.
  11. Il caso più emblematico è forse quello di Giulia De Lellis. Molti si chiederanno: e chi diavolo è Giulia De Lellis? Risposta: esatto. Non è una scrittrice ma una giovane youtuber molto popolare tra le sue coetanee, tanto che sotto il suo nome, sulla copertina del libro da lei pubblicato e andato esaurito nel giro di pochissime ore, ne compare uno più piccolo, di una seconda autrice, quasi per certo l'unica ad averci messo su le mani. Il libro della De Lellis (un coacervo di pensierini imbarazzanti e adolescenziali inframmezzati da pagine bianche o cosparse di orsacchiotti e cuoricini) ha in buona sostanza surclassato l'ultimo romanzo di King in fatto di vendite, e pare che dopo pochissimo non se ne trovassero più copie in giro. Ovviamente, un libro del genere non sottrae lettori a King o a Follet o a chi per loro: nella maggior parte dei casi, immagino (ma potrei sbagliarmi) che ad accaparrarselo siano state ragazzine che per un qualsiasi altro volume non si sognerebbero di spendere nemmeno un euro. A questo punto bisogna solo chiedersi se operazioni di questo genere facciano bene o male all'editoria, se cioè si limitino a portare denaro nelle casse delle case editrici, permettendo a queste ultime di continuare a promuovere anche buona letteratura, o se inizino a rappresentare un trend deleterio e pericoloso per la cultura in generale.
  12. Comunque, al di là di tutto, quando si tratta di imprecisioni linguistiche di un certo tipo, è ingiusto buttare per intero la croce addosso all'autore. A un certo punto, il lavoro di chi ha scritto finisce e inizia quello di chi è chiamato a effettuare i diversi controlli di forma e di logica. Occorre sempre perlomeno un altro paio di occhi e l'analisi di una lettura "vergine" e spassionata. Capita a tutti noi che scriviamo o tentiamo di farlo, di avere dubbi o di non riuscire a trovare il bandolo della matassa di una determinata costruzione, o di arrovellarci sul fatto se quel particolare tempo verbale sia giusto o meno: avrei dovuto scrivere "che fosse"? Avrei dovuto scrivere "che era"? Credo succeda a tutti di rileggere il proprio lavoro e trovarci dozzine di strafalcioni o persino di restare incastrati in continue riletture che complicano tutto ancor di più. Vale anche per i buchi di logica. Faccio un esempio: a un certo punto il protagonista del romanzo di Volo dice di voler raggiungere l'Australia quando nell'emisfero meridionale sarà inverno, e poi viene detto che parte a Marzo, se non ricordo male. Ma poi? Che succede? In che stagione si ritrovano effettivamente a vivere la loro avventura il protagonista e sua moglie? E' stata solo una svista? Oppure il romanzo è così approssimativo che non si parla mai delle condizioni meteorologiche o della temperatura? Queste precisazioni mi pare che la recensione non le faccia. A me non interessa verificare di persona, ma è chiaro che il lavoro di Volo debba essere giudicato nella sua interezza.
  13. Sì, e non era facile, vista (a quanto pare) la mole di recensioni negative da cui potevamo attingere :D
  14. Riallacciandomi alle considerazioni su mancanza o sciatteria dell'editing, posto qui un estratto dall'ennesima impietosa recensione riguardante stavolta un altro libro di Volo: "...è come se l’editore, contando sul richiamo del nome e sul fatto che le vendite sarebbero arrivate indipendentemente dal valore dell’opera, abbia abbandonato all’origine ogni discorso sulla qualità di ciò che mandava sugli scaffali di librerie e supermercati. Che considerazione la Mondadori ha degli acquirenti, ci si trova a chiedersi, smarriti?" Linko sotto la recensione completa perché è interessante e in quanto ad analisi di errori e sviste (alcune forse peggiori di quelle sin qui discusse) fa il paio con quella all'origine del post: http://www.succedeoggi.it/2016/02/errori-scritti-al-volo/
  15. Temo che tu abbia ragione. E se con Volo possiamo in qualche modo farci un'idea delle reali capacità dell'autore, la maggiore espressione di questo pressappochismo si rivela nelle traduzioni di autori esteri, le cui effettive responsabilità nella riuscita del romanzo (a meno di non leggere l'opera in lingua originale) non sono altrettanto chiare. Non è perciò affatto raro imbattersi in sintassi traballante, giri di parole confusi e ridondanti e consecutio temporum gettata letteralmente alle ortiche. Tanto chi se ne frega, come dici tu è roba che comunque si vende o mantiene comunque il proprio bacino a dispetto di revisioni ed editing approssimativi.
×