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cld

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  1. cld

    Primo: farsi capire.

    Non sei la sola. Ma oltre ad aver dovuto ridare analisi II per aver sbagliato una stupidissima derivata, in Università mi hanno anche insegnato che si impara anche a capire. Che è sciocco pensare che siano sempregli altri a non sapersi esprimere quando noi non ne afferiamo il senso. Che non tutto è esemplificabile, non tutto è banale e non tutto è riconducibile a uno schema di comodo (più o meno) imposto per convenienza commerciale. Mi dispiace, @Marcello : a me Kafka piace. Quando lessi "Gente di Dublino", invece, feci fatica a seguire determinati sviluppi del pensiero. Perciò lo rilessi, con calma, e da allora lo considero un caposaldo della letteratura universale. Non è che un mio punto di vista, s'intende, e non pretendo che tu lo apprezzi. Forse, però, non avresti dovuto portarlo come esempio di illeggibilità. Seppure io creda che nulla debba essere reso più complesso di quanto non sia necessario, nello scrivere come nell'affrontare qualsiasi problema, dissento da alcuni pareri espressi e concordo con @AndC. Io stesso ho abbandonato vari romanzi senza completarne la lettura, romanzi certamente ben scritti, con tanto di attributi e contro-attributi, semplicemente perché non mi davano nulla. Se poi non intendo assolvermi dai miei peccati con un'assoluzione fasulla, mi piacerebbe però che si evitasse questo continuo, insensato tiro a segno verso chiunque presenti un proprio manoscritto. A giudicare da questo Forum, mi pare che molti di coloro che vi scrivono abbiano capacità narrative e cultura superiori a chi li critica. I pareri e le opinioni espresse sono esclusivamente personali e pertanto prive di valore collettivo. La mia esperienza, niente di più.
  2. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Karma: elemento rituale della filosofia buddista. Da noi compare nella filosofia romanesca, sotto forma di espressioni del tipo: “karma, ecché c’hai da corre?” e, più di recente, in qualche canzonetta. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  3. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Chiedo scusa: mi si è aperta la pagina sbagliata e non ho rispettato la successione. Errore involontario. Cancellate, grazie.
  4. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Bivaccare: Accamparsi all'aperto, a mo’ di @Kuno, tra due manze: b. in alpeggio, in WD eccetera. Per estensione, azione doppiamente sporca, una duplice vaccata, appunto, o una analoga sciocchezza. BSDMQILAOPZRTNVCFGHUE
  5. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    ecc - cetera: improvvisa e violenta emissione aerea seguita da una diffusione successiva, da un'altra e altre ancora, sì ché non siano da numerarsi. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. cld

    Mimose

    @paolati, ciao. Ho letto il tuo racconto. Poi sono andato a fare altro e mi sono distratto. Ma, a un tratto, mi è ritornata alla mente la Maria del tuo racconto e sono tornato a rileggerlo. Di solito non lo faccio, e di solito non commento. Mi è piaciuta la tua descrizione, a segmenti, della vita che si sussegue, rimbalzando e cambiando direzione senza mai rinnegarsi. La vita vera, normale, che non si abbindola su un gomitolo come il filo narrativo del giallo e non è nemmeno il sogno delle immature fantasie di un bambino. Che non è una trama, un copione, una sceneggiatura. Che non ha bisogno di alcun’altra descrizione al di là di quella che in quel momento appare. Perché si vive anche così: passando, di fuggita, stringendo sul manubrio un mazzetto di fiori bianchi di gelsomino. Grazie, Paolati.
  7. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Zimbello: 1- sorta di piffero dal suono molto aggraziato, per il richiamo venatorio; 2 – persona che è fatta oggetto di scherno per il suo aspetto buffo, ma non sgradevole. Altrimenti, in ambedue i significati, si preferisca tacere, in luogo di usare un più antipatico zimbrutto. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  8. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Ubliquità: s.f. - caratteristica dell’essere fuori squadra in qualsiasi luogo. Situazione di disadattamento propria dello sfigato cosmico. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  9. cld

    Una storia di teste e di ghigliottine

    @Miss Ribston ciao. Mi ha appagato leggere il tuo racconto, seppure non ne ami il genere. La trama è coerente con la storia che narri e la tua prosa, scorrevole, è colta senza essere compiaciuta. Sei brava. Ora, per questo, mi permetto di annotare questa frase: Nulla (assoluto) o niente (relativo all'essere umano)? Qualche vocabolario li da per sinonimi, ma non lo sono. Vedi tu... Sì, intendevo proprio questo. Vedrò se cambiare oppure se tenerlo comunque, come verbo: dopotutto hai capito benissimo. Vedrò altri commenti, se ce ne saranno, per varare le interpretazioni. Grazie! A me è parso chiaro. Grazie, Miss!
  10. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Diavolo: 1: s.m. antenato particolarmente malvagio, a sua volta discendente da un trisavolo e genitore dell'avolo. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  11. No, è il numero di parole distinte diviso il numero totale di parole. La densità della mia frase precedente è 9/13, per esempio. Per quello diminuisce con la lunghezza: il vocabolario di ognuno, per quanto ampio, è pur sempre finito. Però il tuo indice sarebbe molto più significativo, anche se più difficile da calcolare. Grazie @swetty. In effetti il programma esegue esattamente la divisione tra parole non ripetute e totali. L'ipotesi che ho sostenuto è tratta da alcuni lavori di linguistica che ho consultato in rete, tra cui cito: https://www.tesionline.it/appunto/Densità-indicale-e-lessicale-in-linguistica/168/60 http://www.parlaritaliano.it/attachments/article/281/Voghera_Teorie_linguistiche_2001.pdf (a pagina 13 e segg.) Qui (http://www.analyzemywriting.com/index.html) trovi un programma di analisi della lingua più complesso in cui si calcola la densità lessicale nel modo che avevo scritto e che da valori molto differenti da quelli del "nostro" programma. Io non sono in grado di risolvere l'ambiguità.
  12. A parte che è divertente e i grafici di ricorrenza (riquadro superiore a destra) mi sono parsi piuttosto utili qualora venga selezionato un vocabolo significativo per il testo, questo programmino mi ha obbligato a cercare di capire che cosa significasse "densità di vocabolario". Correggetemi se sbaglio. Da quanto ho trovato, la densità di vocabolario è il rapporto tra "parole piene" e "parole vuote" in un dato testo. Dato che il risultato è un rapporto, non dovrebbe dipendere dalla dimensione dello stesso. Appartengono alla prima classe quelle parole che hanno un preciso significato (denotanti): sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi. Sono invece parole vuote quelle che collegano o sostituiscono le parole piene: articoli, congiunzioni, preposizioni, interiezioni ecc. Poiché il linguaggio parlato ha statisticamente una densità inferiore (mediamente la metà, aiutandosi con altre forme di comunicazione espressiva non verbale) a quella dello scritto, l'indice di densità del vocabolario sarebbe un indicatore, da un lato della colloquialità del testo, dall'altra della differenza tra testo descrittivo e, per esempio, discorso diretto, selezionando i rispettivi brani. Da questo punto di vista lo trovo interessante (e perciò ringrazio per avermelo fatto scoprire). Il testo che ho inserito, di 52.400 parole, di cui 9980 differenti, mi ha dato come risultati: numero di parole/frase = 16,1; densità di vocabolario = 1.98; parole più frequenti: così (160), quando (152) ed essere (147). La 100a parola ricorre 35 volte. Tanto per perder tempo si potrebbe calcolare la dispersione...
  13. cld

    L'editing è davvero utile?

    Grazie per la risposta, @Black. Mi aspettavo l'obiezione, a cui rispondo che il quadro corrisponde al manoscritto e le copie a stampa sono pari pari le riproduzioni autorizzate dal copyright. Se preferisci, il libro cartaceo è come una stampa, un'acquaforte o qualcosa del genere, "tirato" in un certo numero di copie convenute o richieste. Con l'avvento del libro elettronico (esclusivo o affiancato alla copia su carta) la distinzione tra una forma di replicazione e l'altra mi pare si annulli a priori. Perciò non mi era sembrato un esempio azzardato. Questo ribadendo che io non posso, né sono in grado di valutarmi dall'esterno e che pertanto ritengo di aver bisogno di un editor e di un editore. Ma non a qualsiasi condizione, come qualcuno vuole.
  14. cld

    L'editing è davvero utile?

    Mi permetto di inserirmi nel dibattito. D'accordo. Più che d'accordo. Premesso che in quanto opera di ingegno uno scritto non sia concettualmente dissimile da un dipinto, da un brano musicale o via dicendo, e dato per scontato che sia un gallerista sia un produttore valuti l'opera con il proprio metro di giudizio (così come un editore), non ho mai visto nessuno prendere un pennello e correggere un quadro. Dare consigli è un'altra cosa. Anche esprimere il proprio pensiero è un'altra cosa, anche entrare in relazione con l'autore e condividerne il testo, se costui è interessato a migliorarsi. Stravolgere un lavoro che si è a priori ritenuto valido no. E neppure renderlo insulso o peggio perché "al lettore devi dare la storiella imbecille: è quello che ti chiede". Questa è una citazione testuale. Nell'editoria scientifica, editore ed editor di riga hanno rispetto per l'autore e l'autore ringrazia accettando le migliorie che gli vengono proposte. Nell'editoria letteraria no. I rapporti sono spesso di forza, o di prepotenza: io sono l'editore: se ti va bene è così, altrimenti va' dove ti pare. E così anche per qualche editor. Non importa quello che tu hai scritto.
  15. cld

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Ocarina: pennuto di forma ovoidale allungata, dotata di becco, in grado di produrre melodiche intonazioni mattutine. Quelle del campidoglio sono intonate il sol. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
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