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  1. @L'antipatico L'ho citata e, quindi, ti riferisci anche a me, che l'ho scelta come esempio. Perché un post scriptum per giustificarti? La citazione incriminata mi è parsa un buon esempio di blasfemia (e a rigore lo è, irridendo la sacralità del simbolo religioso), pur senza l'uso della bestemmia. E questo è il senso della discussione. Non credo sia necessario che commenti altro...
  2. cld

    Auguri, Luca!

    @luca c. auguri! Sei stato commovente ad anteporre tua moglie a te. Domani, quando verrà portata in terapia semi-intensiva, potrai vederla. ormai la cardiochirurgia ha un'affidabilità altissima: vedrai! Auguri ad entrambi!
  3. @AnnaL. grazie a te. Questa discussione mi ha stimolato a interrogarmi su questioni che, non essendo cristiano, trascuravo di pormi. Se, poi, sono andato in OT, amen: Niko non mi ha ancora cazziato! Ciao.
  4. Rientro in discussione, per a) una precisazione e b) una "chicca" che ricordavo sommariamente e sono riuscito a ritrovare. Cara Anna, mi sono permesso di chiedere delucidazioni a un conoscente gesuita, a riguardo della tua affermazione. La risposta è stata che bestemmia (peccato grave, mortale) e nomina della divinità invano (peccato minore, o veniale, a meno che non sia intenzionalmente reiterato per disprezzo) sono due entità differenti. Nella bestemmia deve esserci l'intenzionalità a insultare, mancando la quale l'espressione rientra nella seconda categoria di peccati. Per la Madonna, invece, la Legge italiana diverge da quella della Dottrina cristiana: per la prima non è bestemmia, per la Chiesa (cattolica romana ecc. ecc.), sì. Passo alla "chicca": "Un crocifisso che pende su un bel seno è un accostamento particolarmente erotico per il contrasto di sacro e profano che si viene a creare, laddove il sacro, ovviamente, in questo caso è rappresentato dal seno." (Giovanni Soriano, Finché c’è vita non c’è speranza, 2010)
  5. cld

    Quale scrittore avreste voluto conoscere?

    Erminia dell'Oro, di cui sono amico FB, ma con cui non ho mai scambiato una parola. Mi piacerebbe incontrarla all'Asmara, andarci a prendere qualcosa nei bar che frequentavo e ripercorre insieme i luoghi che anche Lei descrive. Ho conosciuto Piero Chiara, per il tramite di mio padre. Persona interessante e colta; io ero un bambino... Qui ho conosciuto Marcello: chissà se capiterà di incontrarlo. I suoi romanzi sono ambientati ad Amsterdam e a Groningen, città che conosco assai bene, per essere vissuto da quelle parti. Altri, viventi, per ora non m'interessano. Tendo a scindere l'autore dall'Opera.
  6. Non ho mai trovato, per il momento, libri con bestemmie: un motivo ci sarà... Oltre al caso suddetto, che non conoscevo, avete altri esempi di esplicita blasfemia? Di persona, non ho mai letto espressioni esplicitamente blasfeme in ambito narrativo. Ricordo di averne lette, tuttavia, talora pseudo-goffamente mascherate, talora più esplicite, su alcuni fogli satirici, anche italiani. Sempre di persona, cercherei di usare il minor numero possibile di espressioni triviali anche se riferite a contesti in cui il loro uso è abituale (come tra i giovani studenti dal ’70 in avanti) o addirittura giustificata (ricordiamo che fino agli anni ’60 il bestemmiatore per antonomasia era l’operaio: vita durissima, votava PCI e per questo la Chiesa lo disprezzava (eufemismo) e ne allontanava la famiglia). OT, tuttavia in risposta a molte osservazioni sopra poste: Se usciamo dall’ambito del giudizio personale, entriamo in prospettive storiche e filosofiche. Per le prime, vale la pregiudiziale temporale all’uso del vocabolo triviale, cosicché ciò che era triviale 30 anni fa non lo è più oggi e, forse, anche il viceversa. Per le seconde sono in gioco due principi: da un lato la libertà d'espressione, dall'altro il diritto a non essere offesi. Queste sono due posizioni che confliggono e la cui soluzione non può essere che la comune accettazione della reciproca libertà (di poter dire ciò che si vuole e di offendersi e replicare). Charlie Ebdo insegna come non farlo. Per quanto riguardi la bestemmia, le religioni dovrebbero a loro volta (e a mio parere, s’intende) accettare il rischio del vilipendio, così come le loro emanazioni secolari non hanno mai esitato a sconfessare (e a insultare) la laicità di chi non vi faceva parte. Volete andare a risentirvi quello che si diceva ai tempi della Legge sull'aborto, o ce ne dimentichiamo?
  7. cld

    Cosa state leggendo?

    Bello. Condivido. Mi piace la letteratura scandinava. L'ultimo romanzo che ho letto, tra questi, è "Chi vuole bene a Yngve Frej”, romanzo di Stig Claesson, del 1968. Ieri ho letto "Tre donne" di Robert von Musil (Einaudi). Il racconto "Tonka" è un capolavoro. Da pelle d'oca! "Il compimento dell'amore", invece, è una palla al piede... Non ho ancora deciso il prossimo...
  8. Si era già parlato di bestemmie in WD, non ricordo in quale discussione, abbastanza recentemente. Mi pare che la discussione si sia allontanata sensibilmente dal tema proposto da @Niko : "Parolacce e bestemmie perché ci piacciono (?)" A questa domanda non ha risposto nessuno. Grazie a @L'antipatico per la sua competente elucidazione giuridica. Credo (domando) che la Legge non consideri la differenza tra bestemmia e nomina invano della divinità, diversamente contemplata dalla dottrina cattolica. Come dire: la bestemmia potrebbe anche non essere una bestemmia. A parte ciò, che è una curiosità ininfluente, credo che si possa descrivere il peggio di chiunque e di qualsiasi cosa o ambiente senza usare termini (attualmente) considerati triviali. Il problema è saperlo fare!
  9. cld

    Preoccuparsi di o per?

    @Fraudolente ciao. A mio ricordo, cambia il significato: “mi preoccuperei più per le conseguenze che del suo gesto in quanto tale” (sono in ansia a causa delle conseguenze, e non mi preoccuperei del gesto in sé), così come “Mario, il marito, si preoccupò per lei (con significato di fine, per il suo bene, che vale un preoccuparsi eccessivamente per qualcosa o qualcuno). E, anche, senza esplicitare la preposizione, se accompagnato dal verbo, come è noto (è inutile preoccuparsene!) Nel periodo riportato, "più preoccupato per l'ortica" credo che in realtà significhi "più preoccupato per se stesso, a causa dell'ortica, per non urticarsi" e - secondo me - è corretto il "per". Se invece avessi riferito la preoccupazione a qualcosa che non nuoce o non provoca una reazione personale diretta, avrei usato "di" (di sporcare la divisa, a meno che non venisse poi redarguito per questo). Supponendo poi che la cattura del disertore fosse il suo scopo, e non un'azione indifferente, egualmente lascerei il "per". Differente il caso in cui si preoccupasse del fatto che, piovendo, non poteva raccogliere le ciliege; in questo caso: "che della raccolta delle ciliege" (e chi se ne frega, le raccoglierà l'indomani...). Io, quindi, lascerei la frase come l'hai scritta, senza preoccuparmi della ripetizione! (spero di non aver scritto cavolate...)
  10. cld

    [MI 114] Et maintenant

    @Marcello bello, delicato, che lascia dentro qualcosa di intimo. Leggendo questo tuo racconto, necessariamente scritto di fretta, ho supposto che anche tu abbia vissuto quei luoghi e siano divenuti "tuoi". Se così non è, "tellement d'un chapeu"! E poi, leggendoti, mi sono ancor più convinto del mio pensiero che, proprio per la singolarità di ciascuno di noi, dovrebbero diventare sempre di numerosi gli autori che meritano di essere resi pubblici, anziché puntare quasi esclusivamente sulla notorietà mediale. La "quantità", commisurata alla qualità, ci darebbe una varietà di espressione che sin'ora - mi pare - sia un po' mancata. Poi, sono ca... delle CE pensare a come... Due piccole cose (mi sento come l'incapace che fa il saccente con il capace, perdonami): - entrambe le figure femminili sono caratterizzate dall'aggettivo "infantile". Magari, una delle due, potrebbe essere "adolescenziale" se non "efebica", che sarebbe assonante con "efelidi", rafforzandosi; - Frasi splendide, nella loro normalità e concisione. Essenziali. Tuttavia sono perplesso sul "ma", non essendovi una contrapposizione di significato. Dai, Marcello, scrivi!
  11. cld

    Buon Compleanno Frank !

    Auguri, @Mister Frank!
  12. Questo capita a tutti, non solo agli Editori, e in qualunque ambito, caro Alex... ma non dobbiamo rassegnarci. D'accordo con la comune denuncia per protervia e la mancanza di autocritica, anch'esse, ahimè, comuni, quello che mi infastidisce di molti nuovi autori sono: - il fare della paratassi l'unica modalità di scrittura; i loro testi paiono più troncati con l'accetta che con i punti, bollando come manzoniani gli altri; - l'uso e l'abuso di termini stranieri perfettamente traducibili in italiano, con l'idea (inespressa) che facciano "moderno", in contrapposizione alla ricercata povertà del vocabolario; - in più di un caso, l'assoluta mancanza di pensiero logico e di analisi dei fatti. Ma non fateci caso: sono vecchio...
  13. cld

    Herkulesbooks

    @Angelicah Grazie!
  14. cld

    Herkulesbooks

    @Angelicah ciao. Anzitutto: complimenti per il tuo successo. Ho adocchiato il sito, spartano, della CE, come faccio ogni volta che le trovo citate in discussione, ma le notizie che forniscono sono davvero poche... Credo, ad esempio, che sarebbe interessare sapere qualcosa a proposito dell'editing che ti ha proposto l'editrice, quali richieste ti ha fatto (se ne ha avanzate) per la promozione e così via. Prima ancora, il tempo e la qualità della loro valutazione al tuo manoscritto. Grazie. Rinnovo il compiacimento per la tua prossima pubblicazione e ti saluto.
  15. E ancora prima, si scolpiva sulla pietra. Dio non avrebbe mai scritto i dieci comandamenti con un tablet Così avrebbe evitato di ripetersi!
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