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Espera

Scrittore
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    8
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6 Neutrale

Su Espera

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    Nevis Menegatti
  • Compleanno 27/01/1990

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Trentino

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146 visite nel profilo
  1. Espera

    Bruno Editore

    Sono stata contattata da loro tramite il mio profilo Instagram. Non hanno chiaramente dato un singolo occhio al mio genere letterario prima di mandarmi il loro follow/messaggio privato, in quanto io scrivo solo Fantasy e fantascientifici. Comunque sia...12.000 euro? È più di un anno di retta alla Scuola Holden di Milano, per un libro solamente in formato digitale, a titolo gratuito, e un corso marketing? Ho fatto loro presente che avevo già pubblicato via CE non a pagamento e che i miei testi non rientravano comunque nel loro catalogo, declinando l'offerta.
  2. Espera

    Salve

    Benvenuto @Link Edizioni!
  3. Espera

    WriteUp Site

    Eccoci. Allora, premetto che ho voluto attendere un po' di tempo prima di aggiornarvi sull'andamento delle cose. L'esperienza in sé: ho pubblicato con questo editore a Dicembre e devo dire che non ho molto di cui lamentarmi. WriteUp site è completamente non è a pagamento, e Francesca è molto disponibile, posata ed attenta. Risponde al telefono, se non può accettare la chiamata richiama il prima possibile, e si da da fare. Collaborare con lei è sempre un piacere. L'editing: il mio testo era stato curato da una Scuola di Scrittura milanese, quindi necessitava solo di una pulitura superficiale. Poca roba, infatti non ho sborsato una lira. Tuttavia, se un testo promettente arriva disastrato e parzialmente sgrammaticato, l'editing può diventare a pagamento. Copie per l'autore: la prima è gratuita, le altre hanno uno sconto significativo sul prezzo di copertina. La distribuzione: questa casa editrice - non - chiede contributo alcuno per la pubblicazione. Il libro è disponibile sia in versione kindle che cartacea, ed è distribuito tramite Fastbook (su richiesta) in tutte le librerie d'Italia che s'avvalgono di questo servizio (alcuni dei miei lettori lo hanno acquistato in Feltrinelli e Giunti point). Inoltre, sarà presente sulle maggiori piattaforme online, quali Amazon/IBS/La Feltrinelli, etc, ed è provvisto di un codice IBAN. Senza che venga ordinato dalla libreria stessa, tuttavia, difficilmente lo si troverà sullo scaffale delle grandi catene editoriali o, almeno, a me tale sorpresa non è ancora capitata. Forse in futuro, chissà. La pubblicità: -non - è a pagamento. Fermo restando che con il mio libro siamo ancora agli esordi e che, cosa molto importante, la redazione di WriteUp Site non si era mai dedicata a testi Fantasy fino a quando non sono arrivata io a romper loro le uova nel paniere (s'aggirano pertanto in un mondo a loro un nuovo), per adesso la pubblicità c'è, ma è un lavoro a quattro mani tra l'Editore e lo scrittore. Una volta firmato il contratto e pubblicato il libro, ho dovuto metterci del mio per pubblicizzarlo: social network (Instagram e facebook), incontri radiofonici, presentazioni e così via. WriteUp nel frattempo organizza le presenze alle fiere, interagisce con i blog letterari e richiede recensioni. Si parla quindi di un lavoro di squadra. Di quest'ultima parte saprò informarvi più avanti, quando avrò un riscontro in tal senso. Per ora, i blogger leggono, e noi aspettiamo. Agency: WriteUp fa professionalmente da tramite tra lo scrittore e le librerie per organizzare presentazioni lì dove l'autore sa di poter contare su un bacino d'utenza/invitati che può portare buoni risultati, il che ha senso per una scrittrice esordiente come me che fino a due settimane fa non aveva nemmeno il profilo Instagram, o uno straccio di blog dove far crescere il proprio seguito. Loro sconsigliano di organizzare qualcosa in un luogo dove non sono sicuri di poter piazzare delle copie, o dove l'autore non ha contatti. Ad esempio: avendo conoscenti/amici/followers in Trentino e Veneto, Francesca s'è attivata per organizzare gli incontri nelle suddette regioni, ma sconsiglia (-sconsiglia-, non proibisce) di fare lo stesso a Bari/Genova dove non conosco anima viva. Le vendite: Francesca è molto trasparente sulle vendite. Su richiesta le controlla in tempo quasi reale, e da dare dei numeri indicativi. Questo processo è facilitato dal fatto che i libri vengono stampati a tiratura ridotta. Non ne stampano 1000 a botta, a quanto mi è parso di capire, ma una cinquantina per volta. Per ora non mi viene in mente di scrivere altro. Spero che la mia esperienza vi sia stata d'aiuto! Se avete domande contattatemi in pvt/mail/sui social, perchè visito questo portale abbastanza sporadicamente.
  4. La sua infanzia non era stata fra le migliori, eppure sapeva di non potersene lamentare; là fuori vivevano ed avevano vissuto giovani uomini ben meno fortunati di lui che, nonostante avesse sempre fatto parte della servitù di palazzo, era stato trattato con un cauto e ben celato occhio di riguardo. Quando, alcune settimane dopo il misfatto, sua madre aveva avvicinato il sovrano per rivelargli la sua “condizione interessante”, questi non aveva esitato ad agire: la donna fu trasferita a mansioni meno faticose. Le fu chiesto di non dire nulla, di tenere il maggior riservo possibile. In cambio, ella avrebbe ricevuto un trattamento di favore al quale sarebbe seguita la sua partenza dall’isola. Quest’ultima postilla ovviamente non era sindacabile, come non le sarebbe stato concesso di tenere il figlio che portava in grembo. Poche o nulle furono le domande sulla sparizione della bella schiava bionda, in quanto quel tipo di commercio e scambio era molto sviluppato nel loro tratto di mare. I panni sporchi andavano lavati in famiglia, al fine di evitare che la madre utilizzasse il bastardo come leva di ricatto verso i Reali. Per tutti, il nuovo nato era il figlio di un nobile di un regno vassallo che, caduto in disgrazia e sotterrato dai debiti, aveva offerto primogenito come tributo ad vitam così che venisse cresciuto, forgiato ed utilizzato come al regnante più aggradava. Un bene grezzo, da levigare e coltivare con peculiare cura, che venne allevato nell’ala sud della magione, lì dove ancelle, balie e serve avevano i loro alloggi personali. La sua culla era ricavata da un cesto in vimini, un cuscino riempito in paglia ed una coperta di terza mano, ma l’amore rispettoso che il piccolo ricevette da quelle tante donne fu tutt’altro che scadente. Passò i primi cinque anni di vita nella più completa ignoranza di cosa si trovasse al di là dei pesanti e grezzi battenti di quella sezione di castello. Il mondo esterno non esisteva. La cucina era la sua sala da pranzo, la lavanderia il suo bagno, gli ampi dormitori comuni la sua camera mentre corridoi e ripostigli erano le sue sale dei giochi e i suoi parchi. Pelare patate era un’attività più che accettabile se messa a confronto con il taglio delle cipolle e non c’era -nulla- di più divertente che gettare una spugna a terra e scivolare con le scarpette sul pavimento liscissimo ed insaponato. Veniva sgridato, diverse volte anche picchiato, ma alla fine dopo ogni lacrima c’era sempre un biscotto sul fondo del barattolo. La sua connessione con quel mondo di stracci e ginocchia doloranti, tuttavia, non durò troppo a lungo. Nel giorno del suo quinto anno di età venne svegliato dalla più dolce fra coloro che si erano prese cura di lui; un sorriso un po’ mesto le toccava le labbra sottili. Le aveva unte con del burro, o forse del lardo, come molte facevano durante i mesi invernali per proteggere la bocca da piaghe causate dalle gelide sferzate del vento. Gli spiegò quanto fortunato lui fosse stato ad essere stato scelto da uno dei mentori reali. Presto sarebbe diventato un prode cavaliere a servizio del regno. Presto le avrebbe rese tutte fiere di lui. Tutte, nessuna esclusa. Ah, quante lacrime seguirono quel giorno, non appena il bimbo capì che avrebbe dovuto separarsi da loro e che l’unico modo per rivederle sarebbe stato scorgerle di sfuggita tra una lezione e l’altra! Non avrebbe più potuto parlargli se non per far delle richieste specifiche o dar ordini. Il sacrificio, gli dissero, andava fatto. Nessuno poteva infrangere il volere del re, ed un cavaliere non spendeva il suo prezioso tempo con coloro che appartenevano al gradino più basso della società. Ogni tanto il bambino si ritrovava ad osservare i lucidi corridoi e a trattenere il fiato nel riconoscere un volto di donna ma più i mesi passavano, più il nodo che gli attanagliava la gola ogni volta che scorgeva una delle sue tante madri si allentava, così come le lacrime smisero di scivolargli lungo le guance. Passato l’anno dalla separazione non era più necessario che i mentori lo sospingessero verso le aule o le diverse sale di addestramento. Taceva, e li seguiva. A dieci anni quel bambino asceso dalla servitù era in grado di leggere e scrivere. Tre erano gli insegnanti retribuiti per seguirlo durante l’apprendimento di storia, geografia, scrittura, dialettica, filosofia e metematica, mentre un quarto si occupava solamente del suo allenamento fisico e delle figure di scherma necessarie per eccellere. Pochi, pochissimi erano i momenti di svago a lui concessi e mentre quel mondo di sfarzi attorno a lui si era effettivamente allargato, la sua vita veniva scandita con estrema precisione per mano di terzi. Il palazzo reale era un luogo dove rigore e lusso si univano in un connubio particolare che lui imparò ad apprezzare con il passare degli anni. I pavimenti erano in legno scuro e cerato, le fredde mura decorate da ampi arazzi; alcuni di essi erano stati intrecciati da lui ed altre serve e, pertanto, erano anche i suoi preferiti. Gli archi a tutto sesto delle finestre si innalzavano verso il soffitto, accostati da pesanti tende di velluto scarlatto e nero, mentre candelabri e lampadari in ottone portavano la loro tremante luce lì dove quella del sole non riusciva ad arrivare. Le stanze e camere erano tante, forse troppe, ed il livello d’attenzione al dettaglio da parte degli addetti al decoro era sempre impeccabile; il Re pretendeva precisione ed ordine nella disposizione di ninnoli e mobilio. Ancora ricordava il dolore delle buffe sanguinolente causate dalle sessioni di allenamento con la spada. Ogni sera spendeva almeno un ora a medicarle e fasciarle, solamente perchè queste si riaprissero il giorno successivo e quando gli inverni divennero quindici, le sue mani e il suo corpo erano quelli di un giovane uomo. Dita e palmi erano tutt’altro che morbidi ed il fisico cominciava a rafforzare i muscoli che sarebbero stati di fondamentale importanza per gli anni a venire. Durante quel periodo avvenne la sua prima uscita con il corpo di guardia, la sua prima avventura nel mondo esterno, al di là dei muri che abbracciavano i fiorenti giardini del palazzo. Il giovane venne accolto con freddezza ma non per questo senza rispetto. Tutti loro sapevano che il ragazzo dal biondo crine sarebbe rimasto a protezione del regno e che la sua vita, come quelle di tutti coloro che servivano sotto lo stendardo, apparteneva al sovrano dell’isola. L’impatto con la realtà cittadina fu confusionale, quasi traumatizzante. Non c’era ordine nelle periferie del borgo. I bambini gridavano e, pieni di fango, correvano dietro alle sottane delle loro madri. I mercanti alzavano la voce per attirare clienti, carri e cavalli spesso e volentieri rischiavano di intasare le vie più strette e i figli delle diverse casate nobili causavano disguidi, utilizzando i loro titoli per ottenere favori o, quando necessario, sconti di pena. L’isola di Calcasole, per quanto fosse comandata con il pugno di ferro e protetta da un vero e proprio esercito, aveva i suoi piccoli, sinistri problemi. Pochi se messi a confronto con quelli di altre isole, ma si trattava comunque di problemi. Passata la ventina, colui che un tempo era nulla più che un bambino era ora una guardia devota alla sua causa. Apprezzava la sua routine e come la presenza della divisa era sovente tutto ciò ch’era necessario per acquietare gli animi più belligeranti. I nobili ringhiavano davanti all’insegna del re ma chinavano il capo e cambiavano strada pur di evitare ripercussioni o danni alla loro immagine. Da quel momento la sua vita fu una rapida scalata verso il successo; tutto cominciò dopo una spedizione in mare aperto durante la quale riuscirono ad intercettare un paio di navi pirata che da mesi tenevano sotto scacco una delle maggiori arterie di quella parte d’oceano. La morte degli ufficiali dei contrabbandieri per sua spada fu il trampolino di lancio verso il titolo di maresciallo. Venne poi luogotenente, guardiamarina, tenente, e così via. A trent’anni e contrammiraglio, l’uomo fatto e finito combattè al fianco del proprio Re e padre contro un’invasione da parte di un’isola vicina. La vittoria costò la morte del loro ammiraglio e il sovrano guerriero, che ricopriva la carica massima nell’esercito, subì una ferita menomante da cui non si sarebbe mai ripreso: uno dei suoi polmoni, perforato da una lancia, gli rese impossibile compiere ulteriori sforzi fisici. Santana era il suo nome, in memoria di un nobile padre mai esistito. Generale Ammiraglio dell’esercito dell’isola di Calcasole, figlio bastardo e segreto di Olopher Anor’annui. Era stato plasmato da una farsa della quale era stato messo a conoscenza fin dall’adolescenza, magistralmente tenuta in piedi da anni di esperienza nel settore. «Generale? Presto i cancelli del palazzo si apriranno. Quali sono le Vostre disposizioni?» Lui guardò oltre la propria spalla destra mentre agganciava i gemelli dorati ai polsini della camicia bianca. «Assicuratevi che nessuno porti armi con sé; che gli assaggiatori di corte non permettano a nessuno di avvicinarsi al banchetto». Avevano avuto attentati simili in passato. «Circoscrivete danze ed invitati all’interno dell’ala nord. Nessuno deve avventurarsi oltre.» Santana socchiuse gli occhi. «Per il resto: seguite la regolare prassi.» La guardia battè il tacco dello stivale destro contro il sinistro, portando il fianco della mano (aperta e piatta) al petto prima di girarsi e lasciare la sala di vestizione. Odiava le serate di gala. Le detestava con tutto sé stesso.
  5. Espera

    WriteUp Site

    Anch'io ho firmato con loro e confermo ciò che è già stato detto da @giuppy. La casa editrice è completamente free, piccola ma seria. Francesca è inoltre molto gentile e disponibile. Abbiamo speso quasi quattro ore al telefono a parlare del mio romanzo; è una persona pulita, apprezzabile ed entusiasta. Sono inoltre aperti ad un incontro face-to-face e non disdegnano modifiche al loro contratto (pre firma, ovviamente). Sono stata contattata tramite e-mail, al fine di programmare un appuntamento telefonico, tra le due e le tre settimane dopo l'invio del manoscritto.
  6. Espera

    WriteUp Site

    Sono stata contattata da questa casa editrice. Non sembrano richiedere contributi di alcun genere, o almeno non vi è nulla sul contratto. Domani parlerò con un loro referente e vi saprò dire di più. ^_^
  7. Espera

    Hola!

    Salve! Sono rimasta nell'ombra su questo sito per quasi un anno ma credo che sia giunto il momento di presentarmi, in quanto questo portale mi è stato davvero molto utile. Mi chiamo Nevis, italiana, vent'otto anni, e ho cominciato a buttare giù il mio primo (e terribilmente scopiazzato) romanzo quando avevo dodici anni, giusto per il gusto di farlo, prima di decidermi a scrivere qualcosa di "mio". Ricordo ancora i tempi della scuola e i cinque giorni a settimana passati ad occupare le libreria alla ricerca di un nuovo libro da leggere (fantasy o di fantascienza). L'ossessione e la necessità di viaggiare con la fantasia mi ha portata ad avere talmente tanti libri da non saper più dove metterli. Ne ho scatoloni pieni in soffitta. Con questo messaggio volevo ringraziarvi per il vostro lavoro e per il supporto gentilmente offertomi tramite messaggio privato. Il servizio che offrite è indispensabile, senza di esso avrei sicuramente firmato il primo contratto (a pagamento, 5000+ euro) arrivato per posta. Quindi... sì! Grazie mille, e salve! ^_^
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