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Folletto

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  1. Folletto

    Assenza totale di autovalutazione

    No. Sono io che mi sono espresso male. Non appoggiavo la scelta dell'agenzia editoriale, il mio intervento sosteneva l'esatto opposto. Per essere presi in considerazione devi per forza scrivere roba pruriginosa ed esistenziale, altrimenti sei stereotipato. Il libro della Coltorti mi sembra un grossissimo abbaglio. Aggiungo un particolare. Ho letto il post su WD di cui hai parlato e giuro che sono rimasto a bocca aperta. Ho detto: "Caspita, ecchecos'è, la nuova erede di Nabokov?" Addirittura rimanere a leggerlo senza fare cena. Mi sono sentito piccolo piccolo di fronte a cotanta bravura di una diciassettenne. Assaporo l'anteprima e mi sembra una lettura sciapa, decido di non comprare il libro. Poi leggo le recensioni su anobii, e sono una scarrellata di due stelle con commenti negativi. Sarà pure vero che non capiamo le straordinarie capacità degli agenti letterari, ma in questo caso, senza sembrare irrispettoso, mi sembra abbiano toppato alla grande. Da incorniciare sul caminetto.
  2. Folletto

    Assenza totale di autovalutazione

    Mah, guarda, in linea di massima sono perfettamente d'accordo con te. Neanche io ho letto il libro in questione, quindi non giudico. Di flop con grandi ce è pieno il mondo. Il motivo, secondo me, va ricercato nella scarsissima pubblicità che si riserva agli esordienti sconosciuti. Come si può pretendere che uno sconosciuto, privo di pubblicità a suo carico, tenuto meno di due settimane in libreria, possa vendere? La realtà è questa, non si combatte ad armi pari. Esistono esordienti famosi che hanno tutta la copertura e il sotegno mediatico che necessitano, ed esimi sconosciuti che arrancano anche solo per avere il libro una settimana in più nei grandi store. Altro punto misterioso. Fatemi capire. Un bestsellerista può scrivere boiate ed essere pubblicato con tutti i riguardi, mentre uno sconosciuto o scrive il dottor Zivago o non se lo fila nessuno. Risultati: romanzo esistenziale dello sconosciuto cinquemila copie, boiata thriller ultrastereotipata centomila copie. E chi l'ha detto che solo il romanzo impegnato non di genere è profondo e riflessivo. Che solo quello merita il plauso della critica. Ma perfavore. Ho letto certi mattoni da tagliarsi le vene a pagina quindici. Tipo casalinga che vive sull'appenino tosco emiliano in crisi esistenziale. Perchè non può essere profondo un Horror? Perchè per essere profondo devo per forza annoiare? Carrie, di Stephen King, tratta il tema del bullismo in modo eccezionale, e si, ci sono effetti soprannaturali e fiumi di sangue, quindi? Alle volte, l'essere Pop ti permette di arrivare al profondo molto più di menate soloniche tutte impegnate. Quanti di noi passano la vita a disquisire di Kafka e quanti, invece, si deprimono bevendo un caffe che gli ricorda i tempi in cui questo avveniva con l'ex fidanzata? Questo secondo me è il peccato originale del nostro apparato editoriale, non valutare il potenziale pop dei nostri autori e lasciare quello spazio agli angloamericani.
  3. Folletto

    Lorem Ipsum

    Mi rendo conto che la frase si presta a facile ironia. Ti invito a leggere e informarti sui retroscena di molti grandi best seller. Scoprirai, con tuo sommo stupore, che è un'industria notevole, piena di ghostwriter, tanta pubblicità, e testi mediocri risistemati in toto da plotoni di bravissimi editor. Nulla di male, sia chiaro, ma non rimanere sorpreso se chiunque a quelle condizioni è in grado di vendere un mucchio di copie. Credo sia il caso di spostare la discussione o chiuderla qui.
  4. Folletto

    Lorem Ipsum

    Il resto non lo commento. Non è mio interesse giudicare chi è umile e chi no, non ne ho le capacità, ne mi frega qualcosa. Non mi interessa commentare Lorem Ipsum, non ho mai avuto a che fare con loro e per tanto non dico nulla su di loro. Gli auguro successo e tanti nuovi talenti. Detto ciò, vi chiederete perchè scrivo in questo topic. Per andare Off topic per la prima volta, ma la citazione qui sotto devo commentarla per forza. Hai ragione @Caty, alle volte credo che soffriamo della sindrome di Stoccolma. Buona parte di editori e compari perculano i nostri sogni con ogni genere di marchingegno letterario(crowdfounding, pagamenti vari, editing farlocchi et similia) e noi continuamo a sostenere teorie assurde, convincendoci sempre e comunque di essere inadatti. Io lo sono di sicuro (lo so perchè leggo le schifezze che scrivo), ma altri no, assolutamente no, ci sono ragazzi talentuosissimi. Ma credete davvero che i tanti bestseller che ci sono in giro siano tutti frutto di grande ingegno? Sveglia. Un qualsiasi romanziere mainstream ha dieci editor pagatissimi, in alcuni casi addirittura ghostwriter, copertura mediatica totale sin dall'esordio, leccate di fondo schiena dai critici. Poi, a noi, cestinano il manoscritto perchè il personaggio secondario non è ben sviluppato. Manca concretezza, manca questo, quello, su e giù. Ma perfavore. Anche io con dieci editor sono capace a scrivere Guerra e Pace. Anche io con tutta quella pubblicità vendo centomila copie. E poi, lasciatemelo dire, nonostante un esercito di editor e consulenti, spesso scrivono autentiche cagate da quattrocento pagine che potrebbero riassumersi in cinquanta, e farebbero schifo comunque. Sono esagerato? Andate in una libreria e aprite i libri leggendoli, ci sono ottimi testi e un mucchio di scemenze da liceali. Soluzione? Non pagate per servizi inutili. Non spendete cinquecento euro per letture inutili fatte spesso da editor freelance di vent'anni senza alcuna esperienza editoriale. Non spedite romanzi a chi storicamente non li ha mai letti, tanto è inutile. Non fatevi prendere in giro da editori che vi chiedono di fare il loro mestiere (tipo autoediting, testi pre edititati, autopresentazioni, auto auto), inutile, al massimo vendete venti copie. Non comprate autori stranieri, ma prediligete i nostrani, quello è utile. Avanti, su la testa. Fine off topic, non succederà più.
  5. Folletto

    Pseudo case editrici

    @franka apprezzo molto Mozzi, si vede che ci crede e ama la scrittura. Ci vorrebbero tanti scouter (si dice così?) in Italia. Una fitta rete di osservatori, come nel calcio. Newton Compton fece parte della sua fortuna con i nuovi talenti, quelli snobati da tante case editrici. Ammetto che alcuni libri lasciavano molto a desiderare, ma le vendite parlano da sole. Penso al primo libro di Marcello Simoni, il mercante di libri. Sconosciuto, uno tra i tanti. Il libro a me non piace, ma proprio per niente, a vedere le recensioni di anobii sono in buona compagnia, eppure fece 300000 copie. Dimostrazione che marketing ed esordiente, anche in Italia, possono essere una combo perfetta.
  6. Folletto

    Editing o editing(s)?

    Parole rare, da incidere in mente per ricordarle di tanto in tanto. È una lotta antica. Chiesa esteriore contro chiesa viva, circostanze contro sentimenti, bella prosa contro bei contenuti. Alle volte leggo eccezionali scatole vuote, libri in grado di non sbagliare una virgola ma privi di qualsivoglia emozione.
  7. Folletto

    Editing o editing(s)?

    Giusto. Inutile spender soldi se il testo non vale una cippa. È vero che alle volte gli editor sanno fare autentici miracoli, ma se il testo non vale niente, continuerà a non valere niente.
  8. Folletto

    Pseudo case editrici

    @franka Nel mio commento precedente ho citato proprio gli agenti inglesi. Il processo non cambia, li la scala parte dagli agenti, e loro si ritrovano di fronte una smodata pila di manoscritti. Immagina se agissero come da noi in Italia? Ovvero: sei qualcuno, ti accetto. Non sei nessuno, silenzio protratto.
  9. Folletto

    Pseudo case editrici

    @franka hai coperto un lasso temporale di decenni, partendo dagli '80. Se vuoi ti aggiungo anche la Tamaro, ma ripeto, copriamo un arco temporale mostruoso. In Inghilterra, solo nel 2019-2018 quanti best seller mondiali da 2 milioni di copie insù sono usciti? Quanti esordienti? Che abbiamo un serio problema di scouting, mi sembra un fatto assodato. Non penso che il sistema adottato dalle ce sia così remunerativo. Io penso che il marketing influenzi, il resto conta poco. La pila di manoscritti rimane una miniera di carbone, ma anche di diamanti grezzi che se solo uno investisse tempo e denaro porterebbe ottimi guadagni. È possibile che su migliaia di manoscritti ricevuti da una ce ci siano solo schifezze?
  10. Folletto

    Editing o editing(s)?

    @Renato Bruno Come sempre apprezzo i tuoi commenti, per contenuti e dialettica. Io, per esempio, mi consegnerei mani e piedi a un editor. Mi mancano i soldi per farlo, purtroppo.
  11. Folletto

    Pseudo case editrici

    Forse. Che ci vuoi fare, sono un inguaribile romantico. Ricordo che j.k. Rowling ha fatto fare parecchi milioni a chi l'ha pubblicata. Anche lei faceva parte di una pila di manoscritti, una gallina dalle uova d'oro in mezzo al carbone. Il mio è un ragionamento per massimi sistemi, sia chiaro, ma i manoscritti si scandagliano sempre, punto. Non farlo è da sciocchi. Esempio ottimo di imprenditoria all'italiana. Massimo guadagno, zero rischi. Però, qui non si vedono best seller milionari da tempi immemori. Da altre parti, dove sono così sprovveduti da fare scouting tra pile di manoscritti, ne esce uno al mese. Gli agenti letterari inglesi lavorano intensamente in tal senso: leggono, investono, perdono tempo. Si chiama rischio di impresa. Non voglio manoscritti? Bene. Chiudo la casella dei manoscritti. Se la tengo attiva è mio preciso dovere fare fronte alla mole di testi in tempi ragionevoli, altrimenti è inutile. È comodo il brodo pronto, quello che costa poco, ma alle volte è insipido e porta pochi guadagni. Inglesi e americani sono molto capaci ad assumersi i rischi d'impresa, il risultato è un totale strapotere sul mercato editoriale mondiale. Noi continuamo pure ad aspettare che un manoscritto venga scremato da riviste letterarie, agentucoli, concorsi, editor et similia, santificando sempre e comunque il motto: Zero rischi, massimo profitto. I risultati mondiali che otteniamo sono ottimi. Forse.
  12. Folletto

    Consigli di scrittura di Chuck Palahniuk

    Ottimi consigli di Chuck Palahniuk, devo dire che proverò a metterli in pratica. Detto ciò, riconosco che lui non li segue più di tanto. Ho amato Fight Club e in parte Survivor, ma gli ultimi libri lasciano molto a desiderare e francanente è diventato l'ombra di se stesso in alcuni romanzi. Troppo eccessivo, minimalista a livello di un palo telegrafico, sadico all'inverosimile, niente poesia, solo scene d'exploitation e trame sghembe. Alcuni libri poi fanno venire voglia di vomitare, letteralmente intendo (vedi Cavie). Va bene ridurre, bene anche mostrare e non raccontare (oramai è una religione fondamentalista), ma lui oramai non ci sta più dentro. Quindi, ottimi consigli, ottimo scrittore, ma dimostra che anche i mostri sacri alle volte esagerano con i loro stessi strumenti di lavoro.
  13. Folletto

    Creare una casa editrice

    Magari fosse sempre così. Su oltre 4000 ce dubito siano dotati di grandi capacità imprenditoriali. Penso che la maggior parte siano improvvisati, fantasiosi, sognatori e mal consigliati. Ne sono un esempio le formule di pubblicazione più variegate di un caleidoscopio. Molti editori sono composti da due, tre persone al massimo. Pubblicano di tutto(free) pur di raggranellare 50 100 copie. Altri si fanno pagare per la pubblicazione. Altri ancora ti fanno pagare per l'editing. Dubito che si possano definire professionali. Idem al riguardo di moltissimi editor spuntati come funghi: persone armate solo di buona volontà e passione per i libri, non di certo da grandi curriculum lavorativi. La professionalità è un'altra cosa. Poi esistono anche un pletora sterminata di agenzie editoriali dal pagamento facile e via discorrendo. Tutti amano dirsi professionali e determinati. Un po' come in "Troppo Forte", il film in cui Alberto Sordi un giorno era un avvocato principe del foro e il giorno dopo Napoleone Bonaparte. Amico mio, fai pure. Purtroppo in 'sta brodaglia di ce grandi come la cantina del mio alloggio, tu potresti tranquillamente infilarti senza problemi. Negli anni di piombo tutti facevano politica, ora tutti scrivono e tutti pubblicano. Saresti un puntino in mezzo a tanti puntini. Se invece vuoi puntare in alto, diciamo fare il Vero editore, allora lascia perdere perchè in quel caso servono altri requisiti come ti hanno già suggerito @Riccardo Zanello e @ElleryQ e non una imprecisata impellenza di aprire una ce.
  14. Folletto

    I film della vostra vita

    C'era una volta il west (ragazzi, è un capolavoro dimenticato.) Il buono, il brutto, il cattivo The Departed Il signore degli anelli Trainspotting Le iene Pulp fiction La vita è bella Il nemico alle porte C'era una volta in America Harry Potter
  15. Folletto

    Tre60

    Se gioco al Lotto penso di avere più possibilità di riuscita.
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