Vai al contenuto

Folletto

Scrittore
  • Numero contenuti

    132
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

189 Strepitoso

3 Seguaci

Su Folletto

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

316 visite nel profilo
  1. Folletto

    Romanzi figli di una pessima idea

    Solo carte false? Io farei di peggio: carte da briscola, bridge, poker a cinque carte e alla texana, chemin de fer, baccarat, carte da bollo, da parati e anche carta velina. E se l' agente mi rompe le scatole al mattino, lo invito a casa e gli offro pure un caffè.
  2. Folletto

    Lorem Ipsum

    Non sei l'unico, anche a me è capitato. Sarà frutto dei processi contorti e mistici dei cookie.
  3. Folletto

    Le grandi case editrici leggono gli invii spontanei?

    All'epoca il testo doveva revisionartelo l'abate, gratuitamente. Chissà cosa avrebbe detto un Bernardo di Chiaravalle a proposito di show dont'tell, d eufoniche e tempi lunghi. Immagino non ci fosse il concorso IoAmanuense. Che tempi grami!
  4. Folletto

    Le grandi case editrici leggono gli invii spontanei?

    Ti auguro il meglio. immagino tu qualcuno nel mondo editoriale lo conosca. Un esordiente assoluto, almeno per me, è un poveretto che invia alla casella di posta della ce il proprio manoscritto. Sia chiaro, e sottolineo, non mi permetterei mai di sostenere che tu sia stata pubblicata per conoscenze, anche se fosse non ci sarebbe nulla di male. Il mio post di prima era riferito ad altre categorie di conoscenze, di altro tipo. Eh si, purtoppo dubito tu riceva la stessa pubblicità e la stessa assistenza del fratello, amico fraterno dello scrittorone famoso. Il sostenere che non si fa scouting non è disfattismo, è realismo. Quanti esordienti assoluti hai visto pubblicati con grandi ce quest'anno? Intendo quei poveri sognatori che come unico contatto con la ce hanno un indirizzo mail. Sicuramente pochi. Quanti, invece, esordienti ammanicati nel mondo editoriale o nei giri che contano? Spesso, "Esordiente" è una parola vaga, alle volte indica semplicemente uno che non ha mai pubblicato un libro, ma non un outsider. Ex sceneggiatori cinematografici, ex autori televisivi, ex editor, ex correttori di bozze. Esordienti, non esordienti outsider. Gente che il proprio manoscritto può appoggiarlo sulla scrivania del direttore editoriale, non nel buco nero ultraintasato di una casella di posta elettronica. Insomma, la valigia piena di sogni, per l'appunto, è piena di sogni e basta.
  5. Folletto

    Assenza totale di autovalutazione

    Sarebbe interessante aprire una discussione al riguardo. Trovo stimolante sviscerare i "segreti" della grande distribuzione.
  6. Folletto

    Assenza totale di autovalutazione

    No. Sono io che mi sono espresso male. Non appoggiavo la scelta dell'agenzia editoriale, il mio intervento sosteneva l'esatto opposto. Per essere presi in considerazione devi per forza scrivere roba pruriginosa ed esistenziale, altrimenti sei stereotipato. Il libro della Coltorti mi sembra un grossissimo abbaglio. Aggiungo un particolare. Ho letto il post su WD di cui hai parlato e giuro che sono rimasto a bocca aperta. Ho detto: "Caspita, ecchecos'è, la nuova erede di Nabokov?" Addirittura rimanere a leggerlo senza fare cena. Mi sono sentito piccolo piccolo di fronte a cotanta bravura di una diciassettenne. Assaporo l'anteprima e mi sembra una lettura sciapa, decido di non comprare il libro. Poi leggo le recensioni su anobii, e sono una scarrellata di due stelle con commenti negativi. Sarà pure vero che non capiamo le straordinarie capacità degli agenti letterari, ma in questo caso, senza sembrare irrispettoso, mi sembra abbiano toppato alla grande. Da incorniciare sul caminetto.
  7. Folletto

    Assenza totale di autovalutazione

    Mah, guarda, in linea di massima sono perfettamente d'accordo con te. Neanche io ho letto il libro in questione, quindi non giudico. Di flop con grandi ce è pieno il mondo. Il motivo, secondo me, va ricercato nella scarsissima pubblicità che si riserva agli esordienti sconosciuti. Come si può pretendere che uno sconosciuto, privo di pubblicità a suo carico, tenuto meno di due settimane in libreria, possa vendere? La realtà è questa, non si combatte ad armi pari. Esistono esordienti famosi che hanno tutta la copertura e il sotegno mediatico che necessitano, ed esimi sconosciuti che arrancano anche solo per avere il libro una settimana in più nei grandi store. Altro punto misterioso. Fatemi capire. Un bestsellerista può scrivere boiate ed essere pubblicato con tutti i riguardi, mentre uno sconosciuto o scrive il dottor Zivago o non se lo fila nessuno. Risultati: romanzo esistenziale dello sconosciuto cinquemila copie, boiata thriller ultrastereotipata centomila copie. E chi l'ha detto che solo il romanzo impegnato non di genere è profondo e riflessivo. Che solo quello merita il plauso della critica. Ma perfavore. Ho letto certi mattoni da tagliarsi le vene a pagina quindici. Tipo casalinga che vive sull'appenino tosco emiliano in crisi esistenziale. Perchè non può essere profondo un Horror? Perchè per essere profondo devo per forza annoiare? Carrie, di Stephen King, tratta il tema del bullismo in modo eccezionale, e si, ci sono effetti soprannaturali e fiumi di sangue, quindi? Alle volte, l'essere Pop ti permette di arrivare al profondo molto più di menate soloniche tutte impegnate. Quanti di noi passano la vita a disquisire di Kafka e quanti, invece, si deprimono bevendo un caffe che gli ricorda i tempi in cui questo avveniva con l'ex fidanzata? Questo secondo me è il peccato originale del nostro apparato editoriale, non valutare il potenziale pop dei nostri autori e lasciare quello spazio agli angloamericani.
  8. Folletto

    Lorem Ipsum

    Mi rendo conto che la frase si presta a facile ironia. Ti invito a leggere e informarti sui retroscena di molti grandi best seller. Scoprirai, con tuo sommo stupore, che è un'industria notevole, piena di ghostwriter, tanta pubblicità, e testi mediocri risistemati in toto da plotoni di bravissimi editor. Nulla di male, sia chiaro, ma non rimanere sorpreso se chiunque a quelle condizioni è in grado di vendere un mucchio di copie. Credo sia il caso di spostare la discussione o chiuderla qui.
  9. Folletto

    Lorem Ipsum

    Il resto non lo commento. Non è mio interesse giudicare chi è umile e chi no, non ne ho le capacità, ne mi frega qualcosa. Non mi interessa commentare Lorem Ipsum, non ho mai avuto a che fare con loro e per tanto non dico nulla su di loro. Gli auguro successo e tanti nuovi talenti. Detto ciò, vi chiederete perchè scrivo in questo topic. Per andare Off topic per la prima volta, ma la citazione qui sotto devo commentarla per forza. Hai ragione @Caty, alle volte credo che soffriamo della sindrome di Stoccolma. Buona parte di editori e compari perculano i nostri sogni con ogni genere di marchingegno letterario(crowdfounding, pagamenti vari, editing farlocchi et similia) e noi continuamo a sostenere teorie assurde, convincendoci sempre e comunque di essere inadatti. Io lo sono di sicuro (lo so perchè leggo le schifezze che scrivo), ma altri no, assolutamente no, ci sono ragazzi talentuosissimi. Ma credete davvero che i tanti bestseller che ci sono in giro siano tutti frutto di grande ingegno? Sveglia. Un qualsiasi romanziere mainstream ha dieci editor pagatissimi, in alcuni casi addirittura ghostwriter, copertura mediatica totale sin dall'esordio, leccate di fondo schiena dai critici. Poi, a noi, cestinano il manoscritto perchè il personaggio secondario non è ben sviluppato. Manca concretezza, manca questo, quello, su e giù. Ma perfavore. Anche io con dieci editor sono capace a scrivere Guerra e Pace. Anche io con tutta quella pubblicità vendo centomila copie. E poi, lasciatemelo dire, nonostante un esercito di editor e consulenti, spesso scrivono autentiche cagate da quattrocento pagine che potrebbero riassumersi in cinquanta, e farebbero schifo comunque. Sono esagerato? Andate in una libreria e aprite i libri leggendoli, ci sono ottimi testi e un mucchio di scemenze da liceali. Soluzione? Non pagate per servizi inutili. Non spendete cinquecento euro per letture inutili fatte spesso da editor freelance di vent'anni senza alcuna esperienza editoriale. Non spedite romanzi a chi storicamente non li ha mai letti, tanto è inutile. Non fatevi prendere in giro da editori che vi chiedono di fare il loro mestiere (tipo autoediting, testi pre edititati, autopresentazioni, auto auto), inutile, al massimo vendete venti copie. Non comprate autori stranieri, ma prediligete i nostrani, quello è utile. Avanti, su la testa. Fine off topic, non succederà più.
  10. Folletto

    Pseudo case editrici

    @franka apprezzo molto Mozzi, si vede che ci crede e ama la scrittura. Ci vorrebbero tanti scouter (si dice così?) in Italia. Una fitta rete di osservatori, come nel calcio. Newton Compton fece parte della sua fortuna con i nuovi talenti, quelli snobati da tante case editrici. Ammetto che alcuni libri lasciavano molto a desiderare, ma le vendite parlano da sole. Penso al primo libro di Marcello Simoni, il mercante di libri. Sconosciuto, uno tra i tanti. Il libro a me non piace, ma proprio per niente, a vedere le recensioni di anobii sono in buona compagnia, eppure fece 300000 copie. Dimostrazione che marketing ed esordiente, anche in Italia, possono essere una combo perfetta.
  11. Folletto

    Editing o editing(s)?

    Parole rare, da incidere in mente per ricordarle di tanto in tanto. È una lotta antica. Chiesa esteriore contro chiesa viva, circostanze contro sentimenti, bella prosa contro bei contenuti. Alle volte leggo eccezionali scatole vuote, libri in grado di non sbagliare una virgola ma privi di qualsivoglia emozione.
  12. Folletto

    Editing o editing(s)?

    Giusto. Inutile spender soldi se il testo non vale una cippa. È vero che alle volte gli editor sanno fare autentici miracoli, ma se il testo non vale niente, continuerà a non valere niente.
  13. Folletto

    Pseudo case editrici

    @franka Nel mio commento precedente ho citato proprio gli agenti inglesi. Il processo non cambia, li la scala parte dagli agenti, e loro si ritrovano di fronte una smodata pila di manoscritti. Immagina se agissero come da noi in Italia? Ovvero: sei qualcuno, ti accetto. Non sei nessuno, silenzio protratto.
  14. Folletto

    Pseudo case editrici

    @franka hai coperto un lasso temporale di decenni, partendo dagli '80. Se vuoi ti aggiungo anche la Tamaro, ma ripeto, copriamo un arco temporale mostruoso. In Inghilterra, solo nel 2019-2018 quanti best seller mondiali da 2 milioni di copie insù sono usciti? Quanti esordienti? Che abbiamo un serio problema di scouting, mi sembra un fatto assodato. Non penso che il sistema adottato dalle ce sia così remunerativo. Io penso che il marketing influenzi, il resto conta poco. La pila di manoscritti rimane una miniera di carbone, ma anche di diamanti grezzi che se solo uno investisse tempo e denaro porterebbe ottimi guadagni. È possibile che su migliaia di manoscritti ricevuti da una ce ci siano solo schifezze?
  15. Folletto

    Editing o editing(s)?

    @Renato Bruno Come sempre apprezzo i tuoi commenti, per contenuti e dialettica. Io, per esempio, mi consegnerei mani e piedi a un editor. Mi mancano i soldi per farlo, purtroppo.
×