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kjkj

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  1. kjkj

    autori che non leggono

    Sì, diciamo che l'elemento visuale ha sempre più importanza, per cui si preferisce guardare qualcosa a leggere qualcosa (o come detto da @TuSìCheVale addirittura ascoltare un messaggio vocale diventa più comodo rispetto a leggere un messaggio scritto - o scriverne uno - ). Non credo sia azzardato definirlo un risvolto negativo del progresso. la tecnologia è bellissima, ma è assolutamente vero che la subiamo più che utilizzarla. Forse Tolkien aveva previsto l'avvento di internet nella quotidianità di tutti noi, quando ha ideato l'anello che nelle mani giuste avrebbe fatto del bene ma sarebbe stato deleterio se fosse finito nelle mani sbagliate. Il discorso De Lellis (quel libro è raccapricciante) è un po' diverso: ha dichiarato nome e cognome della ghost writer ammettendo da subito che non sarebbe stata in grado di scriverne mezza pagina. Il libro è pieno di scarabocchi e quelli sì, credo li abbia fatti lei. Ad ogni modo non è diverso dal fenomeno: libri di youtuber - celebrità televisive - ricettari di Antonella Clerici... insomma, fa rabbrividire sì che sia il libro più venduto, ma non è certo una novità.
  2. kjkj

    autori che non leggono

    @Edmund Duke Ho lasciato il titolo generico apposta, per parlare della tendenza a non leggere che, a parer mio, raggiunge il culmine in questa cosa delle domande retoriche presente anche qui sul forum. Secondo me è parte dello stesso gioco, voler avere tutto subito e senza troppo sbattimento (intendo il non leggere le consegne della CE/ del Forum e il voler essere considerato uno scrittore pur non leggendo libri). Poi chiaro che la superficialità esiste così come è normale sbagliare o essere disattenti ogni tanto, ci mancherebbe. Come dice @mercy probabilmente è un atteggiamento dovuto alla grandissima mole d'informazioni che riceviamo ogni giorno e all'essere sempre connessi, non bisogna più impegnarsi per cercare niente perché è tutto subito a nostra disposizione. Diventa dunque difficile distinguere o soffermarsi a lungo su un testo. Anche la cosa dei titoli di giornale è verissima, così come il fenomeno degli indignati che condividono un articolo dal titolo volutamente provocatorio - senza nemmeno averlo letto perché si sono fermati, appunto, al titolo - commentandolo con livore. Cosa che ogni volta mi ricorda l'ora d'odio di 1984 e mi spaventa non poco.
  3. kjkj

    autori che non leggono

    @Marcello Capisco. Diciamo che mi sembra ancora più paradossale non informarsi prima d'inviare il proprio materiale (a meno che non s'invii il proprio mansocritto a una CE sperando di non essere letti, chissà, magari esiste qualcuno che lo fa). Certo, è assurdo anche nel caso del concorso, però mi vien più facile capire perché succede: alla fine ci sarà qualcuno che ti spiega qual è la cosa giusta da fare, e, mal che vada, farai giusto la volta dopo (pappa pronta, come dici tu)... ma nel caso di una Casa Editrice dubito che qualcuno ti spiegherà gentilmente che la prossima volta, magari, potresti leggere le loro linee guida prima di inviare.
  4. kjkj

    autori che non leggono

    Non mi sembra di aver trovato una discussione simile fino ad ora, quindi la propongo. Ho avuto l'impressione che i primi a non leggere siano gli stessi autori e non parlo di opere altrui, ma proprio di brevi consegne. Ho spulciato decine di topic nella sezione case editrici, e, ho notato che molta gente domanda cose che sono scritte nella prima pagina (ad esempio: questa CE accetta fantasy? Nel topic di una CE che ha dichiarato in home page a caratteri cubitali che no, non accetta fantasy). Io non riesco sinceramente a capirne il motivo, si fa tanto per scrivere qualcosa, per noia, o proprio è così faticoso legere due righe? Non dovremmo essere noi i primi ad essere informati a dovere, prima di inviare il nostro materiale a qualcuno? Non è scontato che una casa editrice che riceve materiale che ha espressamente esplicitato di non volere, non perda nemmeno tempo a rispondere, e, se lo fa, lo fa in modo scortese? Io lavoro da indipendente, e quando mi arrivano e-mail dove qualcuno mi domanda se sono in grado di svolgere mansioni che no, non so svolgere nè mi competono, e l'avrebbero capito chiaramente se solo avessero letto ciò che ho scritto, non perdo nemmeno tempo a rispondere. D'altra parte se uno non ha avuto l'educazione di leggere cinque righe di presentazione non vedo perché io, che ho già perso tempo a leggere le sue, dovrei pure rispondergli qualcosa.
  5. kjkj

    LFA Publisher

    Nella vita ci sono persone diverse che hanno esperienze diverse, probabilmente chi si è trovato male con questa CE avrà avuto differenti aspettative, non credo si tratti di codardia sono solo esperienze diverse (e credo che ogni lettore sappia scindere abbastanza bene). Ad ogni modo non mi ero fatto un'impressione negativa sulla casa editrice fino ad ora: queste strenue difese, invece, mi fanno storcere il naso, personalmente faccio anche fatica a non credere che Diego e Tiziano siano la stessa persona e di conseguenza mi vien da dar poco credito a questi commenti.
  6. kjkj

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    @zorrozagni @quandechesimangia Grazie a tutti, fa davvero piacere. @Ernest è vero, c'è un po' quella disperazione di fondo che c'è anche nei personaggi di via da Las Vegas (il romanzo autobiografico della Bellocchio non lo conosco, ma sono curiosa ora).
  7. kjkj

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Che ignorante, non ne avevo idea. Sì, è piaciuto fortunatamente, ad essere onesta penso soprattutto d'aver azzeccato la persona giusta a cui mandarlo, comunque, in generale, essere prolissa è un mio problema. Grazie ancora del feedback e degli apprezzamenti; già sapere che qualcuno stia leggendo il mio racconto, è, devo dire, sia strano che piacevole.
  8. kjkj

    Cerco agente ma...

    A quanto ho capito ti serve più un social media manager che un agente letterario, qualcuno capace di creare una campagna ad hoc sul tuo libro e promuoverlo a dovere.
  9. kjkj

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Si è in prima persona, credo sia stato un lapsus scrivere seconda (o sbaglio)? Comunque hai proprio ragione sull'ultima parte, infatti è persino stata aggiunta dopo per raggiungere il limite di parole di un concorso al quale, alla fine, ho dimenticato di partecipare. Come intuibile la prima versione si fermava all'ultima stagione. Avevo pensato che potesse essere funzionale a dare la sensazione di eterno ritorno, ma effettivamente risulta solo ridondante. Lo penso anche io. Grazie del tempo e del commento.
  10. kjkj

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Scusate il doppione ma mi sono dimenticata di aggiungerlo sopra: contiene contenuti espliciti, a tratti molto espliciti, quindi se siete molto giovani o, in generale, non volete leggere nulla di questo tipo, evitate. @simone volponi da quanto ne so con "edgy" (anche in campo cinematrografico, ma in generale, credo, artistico), s'intende qualcosa di molto innovativo, che mischia i generi e reinventa un trend.
  11. kjkj

    incipit secondo quale scegliere?

    Mi fa piacere esser stata utile, poi prendili per quello che sono, pareri. Non lavoro nel settore, è un fatto soggettivo. Buona fortuna alla tua amica.
  12. kjkj

    L'attesa

    @Silverwillow Ti capisco perfettamente. Ho sempre pensato che quel che mi manca davvero, nella vita, è qualcuno che si venda al mio posto. Io posso avere idee, posso scrivere, ma a vendere il mio prodotto non sono capace perché normalmente, la mia opinione sui miei scritti, è che sono mediamente divertenti ma certo non scritti tanto bene (e, soprattutto, meglio) da meritare chissà quale interesse da parte delle Case Editrici. Pensa che, anni fa, scrissi una fiaba per bambini e lo mandai a due CE soltanto (lo scritto era impubblicabile, lo premetto), da una ricevetti risposta negativa e dall'altra nessuna risposta: tanto bastò a farmi desistere. Due CE, capisci? Leggendo esprienze altrui in giro ho capito che era assolutamente folle proposri a due CE soltanto pensando che il progetto potesse andare in porto; ma l'idea d'insistere e scrivere ad altre dieci non mi andava... ancora, ancora, riuscirei a farlo se il ricavato del mio libro andasse in beneficenza, allora mi direi: chissenefrega, val la pena d'insistere, lo faccio per una buona causa; ma se si tratta solo di gloria personale rinuncio. Attualmente sono in un periodo dove ho un po' più di coraggio, e non so quanto durerà, ma riesco ad averlo perché mi sono resa conto che l'editoria è piena di libri decisamente scadenti: non scriverò malissimo, ma nemmeno così male come la maggior parte delle scrittrici di Young Adult scadenti, che, per di più, hanno pure avuto un successo incredibile. Ora mi dico: ok non sarà la cosa più interessante che ricevano, ma nemmeno la più scadente.
  13. kjkj

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    E niente, è uscito oggi il mio racconto su nazione indiana... e se qualcuno di voi volesse leggerlo e dirmi il suo parere, ne sarei certamente contenta. https://www.nazioneindiana.com/2019/09/09/frammenti-stagioni-di-un-amore-mai-confessato/
  14. kjkj

    Come back

    La tua poesia mi piace. Anche secondo me, suggerisce un'immagine che, per quanto i versi siano pochi, è molto chiara: immagino i gradini di casa, immagino persino le piante attorno anche se non sono nemmeno nominate, e una persona seduta sui gradini (la immagino seduta in modo un po' goffo, con il gomito poggiato sulla gamba e il braccio che sostiene la testa che scruta l'orizzonte). Non so perché, non sono una grande intenditrice, leverei l'articolo indeterminativo dal primo verso: Il mio sorriso è casa nella quale trascorro ultimamente poco tempo ...forse forse metterei anche dove al posto di nella quale, nel secondo, ma non riesco ad esserne sicura. Entrambi gli elementi (nella quale, e una, nel primo verso) mi appesantiscono un po' la lettura di una poesia altrimenti molto scorrevole, ma, come premesso, il mio non è certo il parere di un'esperta.
  15. Ho cose nel cassetto che, eventualmente, pubblicherei con il mio nome, altre, perché troppo personali, che non vorrei mai pubblicare a mio nome nè far leggere alla mia famiglia. Secondo me dipende tutto dal tipo di opera, nel caso dell'erotico o dei romanzi rosa non mi porrei il problema della presentazione perché si vendono più che bene on-line, basta crearsi un alter ego virtuale.
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