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kjkj

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  1. Ma sì, chiaro, i gusti sono gusti ci mancherebbe, ed è legittimo che a te annoino le loro produzioni, però, obiettivamente, non può essere definita una Casa Editrice noiosa siccome ha in catalogo autori anche divertenti e romanzi di tutto rispetto. Dal tuo messaggio sembrava quasi si parlasse di una Casa Editrice che produce solo saggi a proposito del Nord Europa (e allora, sì, la definizione noiosa sarebbe legittima, anche se, pure in quel caso, esisterà sicuramente un appassionato che la troverà divertente) e non è così. Anche io mi annoio guardando Zelig (la trasmissione tv, ma pure il film) e non rido di fronte a nessuno dei loro comici, però se dovessi etichettare questo programma con degli aggettivi non userei "noioso". Anche io trovo folle dire che i giornalisti de linkiesta possano scrivere il c***o che vogliono solo perché solitamente usano un tono arrogante, infatti non l'ho mai detto (perdonami, non trovandone altri che dicessero qualcosa di simile m'è parso logico pensare ti riferissi a quanto scritto da me). Ho detto che il tono estremamente cinico e a volte un po' arrogante è il loro marchio e, che lo si può trovare assurdo e non apprezzarlo, ma è il tono con cui vengono scritti i loro articoli. Così come, ad esempio si può non apprezzare l'umorismo nero di Charlie Hebdo, ma è abbastanza assurdo guardare una loro vignetta e lamentarsi del fatto che sia umorismo nero. Quello fanno. Legittimo che non piaccia, ma quello fanno. Andando al di là della forma (che ripeto comprendo benissimo infastidisca) spesso i contenuti sono sensati e il messaggio di fondo è un altro, dunque, assolutamente, non che non importa cosa scrivono perché tanto sono arroganti, ma, piuttosto che non importa del modo in cui lo scrivono (arrogante o meno) SE il contenuto ha senso ed è coerente. In questo caso il giornalista è stato coerente con le sue premesse iniziali (spesso i giornalisti de linkiesta al fin di provocare e basta, a parer mio, non lo sono stati) che, di nuovo, possono non essere condivise e di conseguenza trovare assurdo tutto l'articolo.
  2. kjkj

    incipit secondo quale scegliere?

    ah ecco, avevo commentato di là che non capivo quale fosse il secondo incipit. Ora l'ho trovato Sì, decisamente più scorrevole questo. Attente che è class e non classe, e comfort e non confort, ma immagino siano errori di battitura già corretti nella versione definitiva. Una domanda, il fatto che scelga Serendipity ha qualche attinenza con la storia che verrà poi narrata (immagino una storia d'amore in un qualche modo simile, o che il film torni poi ad essere importante per la protagonista nel seguito della storia)? Perché, se così non fosse, leverei tranquillamente anche quella.
  3. kjkj

    incipit. Quale scegliere?

    ma quale sarebbe il secondo incipit? Non capisco se sia un tutt'uno o se il secondo è quello che parte da: "Cosa mi aspetterà"?
  4. Ti quoto in toto, inoltre starei attenta a definire noiosa una casa editrice che produce un autore sempre ironico ed originale come Paasilinna. Tornando all'articolo, ho avuto l'impressione che molti qui non abbiano idea di cosa sia linkiesta, il tono "arrogante", o meglio, iper- critico e, a volte, eccessivamente cinico, è come un biglietto da visita, soprattutto per gli articoli di musica, cultura e spettacolo. Non sono sorpresa, dunque, nè scioccata dai toni usati dal giornalista: sono abituata ad andare oltre alle frecciatine volutamente provocatorie che lanciano ( personalmente le trovo divertenti anche quando non sono d'accordo, quasi sempre, ma è personale, e su: "Rizzoli fa ancora libri? Li confondo con quelli Garzanti " ho faticato a non sputare il mio caffè sullo schermo del computer - anche se no, io non confondo davvero Rizzoli e Garzanti). Trovo vi sia un messaggio di fondo condivisibile nei loro articoli, al di là della forma. Qua il messaggio di fondo, mi pare, vuole essere che le grandi CE si adagiano sugli allori vivendo del loro nome, continuando a proporre ciò che sanno che funziona, ma dimostrandosi poco inclini alle novità e/o a promuovere le novità (che non vuol dire pubblicare gli emergenti, ma essere innovativi anche nelle proposte del proprio catalogo) - cosa che una buona CE dovrebbe continuare a fare, indipendentemente dalla nomea e dal fatto che si guadagni comunque. Faccio fatica a non essere d'accordo: i criteri della sua valutazione sono esplicitati in alto, e, stando a quelli (che uno può discutere perché per lui a rendere più o meno buona una CE è altro), mi sembra faccia un discorso coerente (certo eccessivo, esagerato, un po' arrogante, ma qua torniamo a quanto detto sopra: è così che scrivono i giornalisti de linkiesta).
  5. kjkj

    Ferrante E. - L'amica geniale

    Riporto in alto questa discussione perché mi piacerebbe discutere con voi de L'amica geniale (sicura che, anche grazie alla serie tv, a qualche d'uno sarà venuta voglia di leggerlo), come dice @nerinacodamozza l'effetto che fa a molti, la scrittura della Ferrante, è proprio quello di non riuscire a staccarsi dalle pagine dei suoi libri. Io credo sia perché la caratterizzazione dei personaggi è fortissima, davvero dettagliata, sembra descriva il gruppo di amici miei e le loro personalità, con tanto di reazioni che poi inizi a capire da solo proprio perché ormai li conosci. Sono così ben caratterizzati che si fa davvero fatica a pensare che non siano reali, e, credo, ogni lettore della Ferrante sia dentro di sè convinto che Lila fosse la sua vera migliore amica e che nel rione abitassero Nino, Enzo, e anche che esistesse una famiglia Solara che controllasse il quartiere... io ricordo la prima volta che lo lessi in contemporanea ad una mia amica, passavamo le ore a parlare dei personaggi come se fossero amici nostri a dire "hai visto questo che ha fatto", "quanto è insopportabile quell'altro", "ma davvero lei si vuoel sposare con lui è pazza"? (non sto scherzando, e no, non siamo così sceme come sembra da questa conversazione). Vale per l'amica geniale, ma anche per gli altri libri della Ferrante che ho letto, in questo, infatti, ricorda molto la sua musa ispiratrice Elsa Morante (da cui la Ferrante, si dice, abbia tratto ispirazione perfino per il suo pseudonimo). Ad ogni modo il mio volume preferito è il terzo, quando Lila lavora in fabbrica e Lenù vuole documentare le rivolte operaie: trovo sia tutto descritto con enorme onestà, soprattutto il sentimento di chi la forza di ribellarsi al padrone non l'aveva (e non l'aveva non perché era ignorante, come pensavano certi intellettuali, ma perché farlo era effettivamente difficile e soprattutto comportava conseguenze); così come trovo ci sia grande onestà nel parlare della condizione della donna e pochissimo pietismo.
  6. kjkj

    Wattpad: opinioni ed esperienze

    Non ho letto i tuoi racconti, ma non faccio fatica ad immaginare che sia vero quel che scrivi. La narrativa eritoca su Wattpad, quella che tira, ha principalmente due argomenti: membri degli one - direction come protagonisti e uomo sedicente padrone, con forti inclinazioni per il mondo sado maso (che tradotto significa dare tre pacche sul sedere alla compagna durante l'atto). Se LA protagonista si trasforma in UN protagonista (meglio se anche lui appartenente alla band di cui sopra), il successo è assicurato. D'accordo anche sulla difficoltà ad ottenere commenti seri, per questo motivo dico, non è diverso da un social come Instagram: è un pot-pourri di persone dal dubbio talento che sperano di emergere, fra le quali, ve ne sono alcune che possiedono un vero talento e un vero amore per la scrittura. Se si vuole sfruttare al meglio Wattpad bisogna metterci il proprio tempo e coltivare una rete di persone che si considerano interessanti e con cui si vuole avere un contatto, sono quelle che leggeranno davvero e commenteranno in modo interessato (e interessante) e non al mero scopo di ottenere un like o un commento alla propria storia.
  7. kjkj

    editorI per un libro un po' esotico

    Punterei a case editrici che pubblicano graphic novel fantasy o quelle che pubblicano libro-game (io da piccola andavo pazza per la saga di lupo solitario).
  8. kjkj

    Crowdfunding. Che ne pensate?

    Secondo me se usato bene (cioè se si è bravi con il marketing digitale) può essere una buona piattaforma, di casi eclatanti ce ne sono stati (parlo di un libro per bambine che ha spopolato negli ultimi anni): la loro campagna crowdfunding è stata geniale e accuratissima, con video mirati che prima sensibilizzavano le persone sul tema dell'opera, e, solo in seguito, pubblicizzandola. Prima di tutto dipende dal proprio prodotto, le persone dovranno trovarlo utile perché altrimenti non c'è alcun motivo per cui dovrebbero dare dei soldi a voi per la pubblicazione di un libro piuttosto che a un altro, inoltre, deve esserci già un buon progetto oltre che una strategia pubblicitaria ben definita, se lo si usa per vedere come potrebbe andare caso mai ha poco senso e rischia di essere inutilmente scoraggiante. Bisogna essere in grado di garantire la qualità di un prodotto che chi acquisterà non avrà subito in mano, dunque non potrà garantire per i futuri interessati, non è una cosa facile. Dipende un po' da cosa si vuole vendere, io credo sia molto utile se si ha un target molto specifico o se la propria opera affronta un tema sociale: bisogna riuscire a far sentire al pubblico che c'è la necessità che la propria opera venga pubblicata e comperata... questo difficilmente può avvenire con un romanzo o con uno young adult, ma più facilmente con un reportage giornalistico o un libro che mira a sensibilizzare i lettori ad un determinato argomento ( che può essere la parità dei sessi come la tolleranza, l'accetazione della diversità, qualsiasi cosa). Nel caso in cui la mi opera rispecchiasse questi punti e la strategia crowdfunding della CE mi convincesse, non avrei alcun problema ad utilizzare questo metodo: i prodotti hanno diverse nicchie di mercato e le diverse nicchie di mercato vengono raggiunte tramite canali differenti, il crowdfunding è un canale. La domanda che ci si dovrebbe porre, a mio avviso, dovrebbe essere: la mia opera è adatta a questo canale? (faccio un discorso generale parlando al plurale perché immagino che la decisione sul se firmare o meno con la CE sia stata presa da tempo - e spero si sia rivelata quella giusta - )
  9. kjkj

    Genova

    Secondo me questa poesia guadagna tantissimo se la si legge ad alta voce: se la leggo mentalmente non mi mette i brividi (anche se la trovo comunque bella), facendolo ad alta voce, sul finale, mi si alzano tutti i peli nonostante il caldo. Complimenti, anche a me è piaciuta tanto. Proprio in tal senso penso che i suggerimenti di @Shikana siano ottimi e rendono la lettura più scorrevole e rendono meglio l'idea di quale tono usare mentre la si legge.
  10. kjkj

    Trash sorrisi e cafoni

    Aggiorno, a distanza di quasi un anno Crossfire di Sylvia Day o le cinquanta sfumature scritte meglio (chiedo scusa agli amanti del genere spero non lo consideriate offensivo, ma, semplicemente, sarcastico poiché questo ne era l'intento). La Saga Crossfire o le cinquanta sfumature scritte meglio
  11. kjkj

    Verderame, di Michele Mari

    Io Michele Mari lo adoro, però è vero che nella prosa è meno incisivo che, ad esempio, con le poesie. È originale, non solo nelle storie che racconta ma anche nello stile, e questo sì, a volte, sulla lunghezza risulta un po' pesante e poco chiaro. Rosso Floyd secondo me è un libro migliore e più gradevole rispetto a Verderame (che poi per carità è tutto meno che un brutto libro).
  12. kjkj

    Esperienza di Presentazione.

    Ho una cara amica che ora vive di musica, ma durante i suoi esordi, quando ad ascoltare i loro concerti c'erano letteralmente quattro persone (amici esclusi), mi diceva: "Questa sera queste quattro persone di devono divertire come mai hanno fatto in vita loro", secondo me è un buon consiglio. Magari il signore non ha comperato il tuo libro a quella presentazione, ma tornerà ad un'altra portandosi un amico appassionato e magari l'amico lo prenderà. Tu dai sempre il tuo meglio, migliorati di volta in volta, cerca di essere coinvolgente anche se il pubblico è composto da una persona sola, nel peggiore dei casi avrai imparato a tenere un discorso in pubblico evitando la secchezza delle fauci (e non mi sembra una cosa da poco).
  13. kjkj

    Motivazione a scrivere

    Io, sinceramente, non penso di scrivere chissà che bene, non ho manierismi stilistici che mi preme la gente apprezzi, insomma, non credo di avere un talento per la scrittura, però, a volte, sento l'esigenza di raccontare delle storie, metterle nero su bianco, è come se si mettesse ordine anche nel mio cervello, in quel momento. Questo è spesso un problema perché succede che mi riempo di bozze che non rileggo, perché il lavoro, nella mia testa, è ultimato così (come avrebbe detto Saba, la scrittura come scandaglio dell'anima), ho messo ordine e sto meglio. E più pesanti sono le cose che ho scritto più deve passare tempo prima che io riesca a rileggere e sistemarle, ma se aspetto troppo tempo poi sono troppo distaccata emotivamente, quindi non riesco davvero a rimettere mano a quelle cose. Essenzialmente scrivo per questo, perché ho delle storie dentro che non riesco a raccontare a parole, però riesco a scriverle (che non è la stessa motivazione del perché, un giorno, mi piacerebbe vedere una di queste storie edita, ma in quel caso sono più motivazioni legate al mio ego che altro).
  14. kjkj

    Promuovere con una pagina facebook

    @-Omega- Hai detto: "se non stalkeri E spammi", dunque avevo capito intendessi dire di spammare senza essere troppo invadenti.
  15. kjkj

    Il titolo "porno"

    Se hai paura che il tuo manocritto venga ignorato a causa del titolo, proponilo con un altro titolo e prima di firmare il contratto fai la controproposta con il titolo originale.
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