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Sarettyh

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Su Sarettyh

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    Commessa esasperata in vena di realizzare un sogno
  • Compleanno 15/05/1989

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Napoli/Forlì
  • Interessi
    Scrivere: una passione nata ufficialmente 5 anni fa ma che covo dentro dai tempi delle scuole medie senza essermene mai resa conto. Scrivacchio un romanzo che non so se vedrá mai la fine.
    Leggere: preferisco i romance, da cui posso apprendere qualcosa per far sì che il mio non sia una ciofeca, ma leggo di tutto, l’importante è che sia un Buon libro. Se già dalla prima pagina sbadiglio, allora ciaone! Lo finisco per principio, ma “per me resterá sempre no!”
    Trucco e parrucco: amo prendermi cura di me e la passione per il makeup, le unghie, i capelli (da brava femminuccia), portano via un po’ di tempo alla mia giornata, ma tranquilli, non sono una che ci mette 7 ore per preparasi. La bellezza sta nelle piccole cose ;)
    Musica: bella, tutta. Dal rock, al punk, al neomelodico; dalla pop, alla classica alla commerciale. Dipende dal mio stato d’animo, ma c’è e ci sará sempre una colonna sonora nella mia vita.
    Viaggi: ho fatto qualche viaggetto ma adorerei conoscere il mondo, le culture e non per il semplice gusto di far rosicare le persone (mmmh un po’ sì dai), ma perchè non c’è insegnamento migliore. Viaggiare con l'anima ti rende una persona migliore (io viaggio con l’anima perchè nun c’ho ‘na lira). xD
    Cinema: appassionata di film (di qualsiasi genere, tanto piango anche per la pubblicitá della Mulino Bianco), l’importante è che sia un Buon film (come per il buon libro o la buona musica). Mi azzeccano le serie tv, quindi preferisco vederle a stagione completata in modo da fare una full immersion no stop! Tanto di cappello anche ai classici Disney (mi considero una Cenerentola con l'indole di Biancaneve)
    Animalista: Adoro gli animali, tutti gli animali (ho un gatto e una tartaruga d’acqua ed entrambi mangiano più di un esercito di soldati - Liquirizia e Michelangelo) e odio la divulgazione di maltrattamenti sui social: “condividi questo schifo” assolutamente no! Non condividete mai, o finirete per arricchire di views i creatori di questi scempi.
    Pigra: amo dormire, oziare, abbuffarmi di schifezze, poltrire fino a tardi. Ma non faccio nulla di tutto ció! (Anche se ogni tanto la mia indole mi sopraffà).
    Cibo: adoro mangiare, mischiare dolce e salato; mi piacciono le abbuffate di pesce, ma cappelletti e lasagne sono il mio punto debole!
    Amore: credo nel Principe Azzurro, e credo di averlo trovato (anche se ogni tanto rimpiango il giorno in cui era solo un girino, e lui di essersi fatto baciare!) Credo molto nell’importanza di amare se stessi prima di ogni cosa per vivere in serenitá con il resto del mondo. Una filosofia che ho adottato da poco, non è facile volersi bene, ma è un concetto interessante e a mio avviso, vero! (Da usare con moderazione, o si rischia di fare la fine di Narciso!)
    Sogni: diventare una ballerina de La Scala, andare sulla luna, insegnare matematica, diventare scrittrice e in seguito regista del film basato sul mio romanzo, creare una fondazione per salvare le nutrie, portare cibo e istruzione ai bambini del terzo mondo, diventare architetto, fare l'ostetrica, creare un garage in cui brevettare ciò che rivoluzionerà il mondo (alla Steve Jobs), tutelare le mamme lavoratrici, salvare gli animali randagi, trovare una cura per tutte le malattie rare, essere la batterista di un gruppo rock, suonare il piano e partecipare a xfactor. In sostanza: mi limito a fare la commessa e sogno a occhi aperti.
    Moda: come la gran parte delle donne mi piace vestire bene ma facendo shopping nei negozi dei cinesi (non posso permettermi altro), anche se ogni tanto sfoggio la mia Louis Vuitton comprata sugli Champs-Elysees (soldi buttati nel cesso!)
    Sincerità: io in primis sono una persona che dice sempre quello che pensa ma che ha imparato a contare fino a dieci prima di aprire bocca. Con la mia schiettezza ho ferito molte persone, ma la verità non è mai direttamente proporzionale alla bontà.
    Auto: mi piacerebbe possedere una Mustang, giusto per restare umili, altrimenti andrei su Lamborghini o Mclaren. Non disdegno anche una bella Challenger così da poter fare il mazzo a Toretto! (certo... ho la patente da dieci anni e non mi sono potuta permettere nemmeno il pandino del 1988)
    Sono strana, invento parole a caso, dico spesso frasi senza senso e mi diverto con poco.
    Drogata di vita e seppur quest’ultima non è stata sempre “gentile” con me, dico chissene, perchè ció che sono oggi lo devo a ció che ho vissuto, e nella mia “poca modestia” mi considero migliore di quelle persone che hanno sempre avuto tutto senza sacrificarsi mai, che non lottano per ció che desiderano perchè ogni desiderio è un ordine; coloro che non hanno sofferto e ridono per le disgrazie altrui; quelle persone egoiste che ti dicono di esserti amiche e non ti chiedono mai: “come stai?”.
    Io sono diversa in tante cose, lo sono sempre stata fin da bambina e spesso le persone con la loro compassione mi hanno fatto sentire tale; pazienza! Vivo con i miei pregi, ma anche tantissimi difetti la mia vita giorno per giorno, step by step. CARPE DIEM mi dico sempre. Vivo cogliendo ogni attimo cercando di godermelo fino in fondo perché, ogni tanto, bisogna anche far decidere al cuore!

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  1. Sarettyh

    [FdI 2019-3] " A b i s s o "

    @flambar, navigato capitano! Le tue storie sono sempre avvincenti, in più conosci la mia passione per gli alieni, quindi il testo mi ha catturato dall’inizio alla fine strappandomi anche una risata (cara t’è costata st’esplorazione cornuti e mazziati! Meno male che il marocchino ha trattato sul prezzo del Brik, se no erano caxxi). Avrei voluto sapere di più, accidenti! Spero di poter leggere la versione completa A presto.
  2. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    @Rhomer ahahaha! In realtà è la cara donzella a essere alla prima volta, mentre per il giovane esploratore la scoperta non sta nel piacere, cosa che ovviamente lo stupisce e lo aggrada assai, ma nell’aver trovato l’amore. Diciamo che ho mangiato tanti dolcetti del Cappellaio Matto ed è evaporata quel po’ di materia grigia rimasta Grazie per il commento, per aver trovato la traccia originale e per i complimenti. A presto!
  3. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    Ah, ecco... allora non avevo capito (ero sempre sballottata dalla macchina ) Ciao, @Marf! Grazie per avermi segnalato le due ripetizioni (ogni tanto casca l’asino anche a me!), ed effettivamente “bramavano desiderio” non si può leggere! Ahahah! Esatto! È il protagonista che si gusta il tutto, io c’entro ben poco! Mi limito a scrivere ciò che gli occhi dei miei personaggi vedono e sentono sulla pelle @Poeta Zaza, grazie mille anche a te per esserti fermata a lasciare le tue impressioni. Il racconto era nato in prima persona femminile, ma una donna in una caverna... mmh... qualquadra non mi cosava. Poi lo ammetto, sono un’inguaribile romantica e mi piace parlare d’amore dal punto di vista maschile. Piccolo spoiler:
  4. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    L’ho* (‘ste acche, in macchina, e per giunta seduta dietro, mi viene un vomitino non indifferente e refuseggio come se piovesse. Madonnina! )
  5. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    Grazie, @Talia Sono felice che tu abbia apprezzato il testo! Sì, ammetto che la parte iniziale relativa alla realtà non c’era, è stata aggiunta in un secondo momento, ma temevo fosse troppo spiazante il finale messo lì così. Boh, non so... L’inrerpretazione delle tue metafore è interessante, ma c’è dell’altro Ahahahahah! In realtà lo immaginato in caldo: sai quando lo spegni, sforni la torta e resta quel calorino profumato? Ma dato l’eros velato, potrebbe pure bruciare; in quel caso non sarebbe troppo una coccola, in effetti. Ancora un sentito ringraziamento e un abbraccione
  6. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    Ahahahah @flambar! Eh, ho dato il meglio di me Grazie per il commento, capitano!
  7. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    Cara @Adelaide J. Pellitteri, bentrovata! Ti confesso che anch’io c’ho capito poco, ma sono felice che il mio intento di rendere magiche e surreali le descrizioni sia riuscito, descrizioni che per altro sono similitudini di gesti e sensazioni che ho deciso di non rendere esplicite per permettere a voi di arrovellarvi il cervello (magari se a fine contest nessuno ci arriva le manifesto). Grazie per avermi lasciato la tua impressione!
  8. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    Ciao, @H3c70r! Un po’ Hansel e Gretel, un po’ Titanic... Grazie per il tuo commentaus che come al solito è prezioso per me Per le virgole provo a ridarci un’occhiata; ero troppo presa dalle coniugazioni al passato (cosa per me nuova!), quindi c’è caso che in corso di revisione me ne siano sfuggite alcune. Diciamo che parolacce e paragoni a volatili si sprecano, ma è una scelta che adopero di proposito, anche se può stonare, in quanto mi va ad alleggerire un pochetto il tutto (a me piace, giusto che possa anche non piacere). Sarebbe piaciuto anche a me rendere più melenso il finale ma avevo finito i caratteri e poi ho pensato di lasciare al lettore libera interpretazione (facciamoli correre sti cricetini ). Mi fa piacere che le sensazioni siano arrivate tutte e avevo paura che fosse un mappazzone in tell. Felice anche che la poesia sia di tuo gradimento (scritta davvero senza soffermarmici più di tanto). Con questo ti saluto e ti mando un caloroso abbraccio! Onorata che a somme tirate quest’azzardo ti è sembrato ben speso!
  9. Sarettyh

    [FdI 2019-3] I monatti

    A parte qualche famoso “mentre” che a te piace tantissimo, non mi è parso di trovare avverbi in “mente”. Bravo! Come al solito l’ho divorato; nel punto dell’assassinio e dello stupro la lettura incalzava, gli occhi farneticavano e il cuore palpitava. Ogni tuo testo ha la meravigliosa abilità di diventare una pellicola mentale. Un’esplorazione di un mondo putrido che si respira in tutto il suo schifio. Bellissimo il finale in cui traspare il tuo animo sensibile! Lode a te, my Lord!
  10. era Matrix, ovviamente! (dislessia canaglia)
  11. Terzo giro, terza tappa! Fortunatamente per voi è l'ultima; vi tocca sopportare i miei trip mentali ancora una volta! "Allaccia le cinture, Alice, perché di meraviglie ne vedrai un bel po'" cit. Marix
  12. Sarettyh

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    Sfilai lo slip di Angelica e mi adagiai su di lei; i suoi occhi terrorizzati bramavano desiderio. «Ti fidi di me?» le chiesi. Annuì; si avvinghiò a me e con le labbra cercai di attenuare la sua paura. Il buio che mi circondava era accecante; ero intimorito, ma una bolla di tepore avvolgeva il mio corpo e mi dava coraggio. Battei le palpebre un paio di volte per abituare la vista all’oscurità e un fioco fascio di luce, proveniente dal cratere sulla mia testa, illuminava le pareti terrose della caverna. Cercai l’accendino nella tasca posteriore dei jeans per rischiarare l’ambiente; toccai la natica e sentii la pelle fredda sotto le dita. «Merda!» esclamai, tastando le cosce, l’addome, il petto. Ero nudo. Un calore inaspettato si irradiò dal suolo, lo avvertii sotto le piante dei piedi, salire sulle gambe, arrivare al ventre attraverso il mio uccello all’aria. Con il naso all’insù mi guardavo intorno alla ricerca di una via d’uscita; non avrei mai potuto arrampicarmi senza scarpe e attrezzatura da trekking per raggiungere quell’unica via d’uscita. Una scossa. Le fiancate della grotta cominciarono a tremare; frammenti di terra mi piovvero in faccia. D’istinto mi accovacciai con le mani sulla testa. Il respiro aumentò; mi inginocchiai, diedi una scrollata ai capelli e cercai di calmare la frenesia dei polmoni. Pulii il viso dalla polvere, mi inumidii le labbra e nel momento stesso in cui lo feci maledissi me stesso, pronto a sputare il terriccio che era arrivato dal cielo, ma le papille registrarono un gusto anomalo: era cacao. «Non è possibile…». Mi avvicinai alla parete alla mia destra, toccai il muro soffice, come se fosse caldo e spumoso pan di spagna al cioccolato appena sfornato. L’annusai e venni colto da una vampata di dolcezza mescolata al profumo di vaniglia; la bolla di tepore che avvolgeva il mio corpo aderiva come una seconda pelle. Avvicinai le labbra alla parete e la leccai. Fu la cosa più piacevole che avessi mai assaggiato in tutta la mia vita. Un’altra ondata di calore, un’altra scossa; venni scaraventato contro il fianco morbido della grotta. Dovevo uscire. Corsi, arrancai nel buio senza equilibrio, senza capire dove stessi andando. Il terremoto mi sbatteva da una parte all’altra delle pareti che mi circondavano, quindi mi resi conto di essere giunto in una strettoia, un corridoio senza uscita. La sensazione claustrofobica si sarebbe dovuta impossessare di me, ma ero tranquillo, coccolato come se fossi all’interno del forno di un pasticciere. La curiosità mi spronò ad andare avanti, con le braccia aperte e le dita che scorrevano lungo i contorni spumosi per farmi da guida. Più avanzavo, più aumentava il suono di un fruscio; strinsi gli occhi in due fessure e riuscii a focalizzare un punto nel muro di fronte a me che sfarfallava per mostrare piccole chiazze luminose. Accelerai il passo e mi ritrovai di fronte a un cespuglio, mosso dalla brezza, che chiudeva l’ingresso della caverna. Scostai le foglie e fui costretto a voltare il capo, con le palpebre strizzate, per attenuare il contatto con la luce abbagliante. Adattai la vista e rimasi incantato da ciò che avevo davanti; attraversai il cespo, con un braccio davanti al viso e una mano sui genitali, ma un paio di rami graffiarono la schiena al mio passaggio ed emisi un gemito. Il vento era un alito tiepido, familiare, che lambiva il corpo e mi regalava leggeri brividi di piacere. L’erba era alta e permetteva di celare la mia nudità a… nessuno. Ero solo. Davanti a me un oceano ricco di sfumature verdi era incorniciato dalle vette dei colli che spuntavano tra gli alberi. Percorsi la vegetazione, che mi solleticava i palmi, con una strana sensazione di libertà, curioso di scoprire cosa avesse da mostrarmi questo paradiso a me nuovo. Il suolo vellutato era piacevole sotto ai piedi, l’aria pulita, e mi ritrovai ad aumentare l’andatura fino a trottare, ma il rumore della corsa rimbombava frenetico; non potevo essere io. Come un maratoneta aumentai il passo con il cuore che andava al ritmo dello scalpitio della mandria che mi inseguiva. «Chi cazzo me l’ha fatto fare! Dovevo rimanere in quella maledetta caverna!» mi lamentai. Riuscii a lasciarmi la radura alle spalle insieme alle bestie inferocite, nascosto dietro a un albero, con il corpo madido di sudore e la gola arida. Il fitto degli arbusti facevano filtrare a malapena i caldi raggi del sole, ma quei pochi che colpivano le foglie, che brillavano di rugiada, rendevano l’atmosfera smeraldina. Un pulviscolo umidiccio si aggirava nell’aria, colpiva lo spettro luminoso e creava fantastici giochi di colori, come piccoli prismi da cui nascevano arcobaleni. Si adagiò sulla mia pelle, la rese appiccicosa, e quando la pompa cardiaca decelerò i suoi battiti, riuscii a sentire il rumore di una cascata. Mi addentrai nel bosco e, a cinquanta metri da me, una sorgente d’acqua scivolava lungo la parete del colle per raccogliersi in una vasca naturale. Senza timore mi ci tuffai per togliermi di dosso la polvere di cacao che si era impastata con il sudore, e raggiunsi il getto sotto il quale abbandonai il corpo; la freschezza era piacevole sulla pelle, gli schizzi forti ma delicati; aprii la bocca per dissetarmi. Rimasi a guardare la schiuma che borbottava sul pelo dell’acqua, all’altezza dell’ombelico, dal quale si estendevano piccole onde che si allontanavano dal corpo a velocità costante. Rimasi incantato dall’azzurro che mi circondava; era come aver fatto un tuffo in un’anima pura, elegante, che mi accoglieva per la prima volta, fiduciosa. Un luccichio attirò la mia attenzione; mi immersi e strinsi la pietra in pugno: era un diamante. Più lo stringevo, più si surriscaldava; alcune gocce seguirono le linee della gravità, altre evaporarono in corrispondenza di un fascio luminescente che incise la superficie facendo comparire delle lettere. Un cuore furioso trova pace in un attimo prezioso. Con il corpo avvolto dal calore, viaggia alla scoperta di un nuovo amore. «Che cazzo significa?» borbottai. Passai l’indice su quei versi e mi sentii invaso dal desiderio di prendermi cura di quella pietra. Un altro terremoto mi fece perdere l’equilibrio; non era saggio rimanere sotto una collina a farmi sballottare come la pallina di un flipper, quindi raggiunsi l’erba alta della radura e osservai il monte di cioccolato nel quale ero rinchiuso. Da fuori aveva tutto l’aspetto di una montagna possente, a tratti affascinante. Mi sarebbe piaciuto scalarla per raggiungere il picco più alto e gustarmi il panorama da lassù. Ma perché non avrei potuto? Non avevo voglia di farmi intimorire dalla mia nudità; avevo un diamante, ero ricco. Mi diressi verso il monte, ma una scossa forte, più delle precedenti, mi fece cadere. D’istinto strinsi il tesoro prezioso al petto e, attraverso la fitta vegetazione, vidi la vetta tremare con fermento. Il cratere cominciò a eruttare e lo spettacolo era straordinario; rimasi a osservare rapito la potenza con cui la lava fuoriusciva e scorreva sinuosa sui fianchi del vulcano. Una pioggia di lapilli stava per colpirmi, non mi mossi; i miei occhi erano calamitati al fiume di fuoco. Uno di questi si adagiò sulla spalla e con mio stupore non mi bruciò, bensì si trasformò in una foglia d’oro; così anche tutti gli altri, finché il mio corpo non fu travolto dalla ricchezza. Adagiai la testa sul suo seno, che si alzava frenetico, e fui travolto dall’intenso profumo di vaniglia. Mi accarezzava i capelli con dolcezza; con due dita sotto al mento mi invitò a guardarla negli occhi limpidi come la pozza di una sorgente. Dio, dopo aver fatto l’amore per la prima volta era meravigliosa. «Ti amo», sussurrò. Ancora dentro di lei assaggiai le sue soffici labbra, colto dall’impeto di non volerla lasciare mai più. Avevo trovato la mia fortuna.
  13. Sarettyh

    Stanotte scrivi per me

    Ciao, @lovigius! Che lettura avvincente, appassionante! Per quanto non prediliga molto la seconda persona, devo dire che il testo è bello proprio per questo. Mi sono ricreduta! Di seguito ti annoto alcuni passaggi: Ho amato questo passaggio: credo che ogni donna sia un po' così, a prima mattina, o forse solo quelle come me e la protagonista nella quale mi ci sono rispecchiata molto. in questo caso la descrizione la puoi vedere, sentire, addirittura toccare. Ben scritta. è vero! lo faccio sempre anch'io! Bellissima la similitudine del rebus, originalissima. in questo passaggio il mio cuore ha iniziato a tamburellare nel petto; merito di una scrittura travolgente che ti fa entrare in simbiosi con la protagonista. metterei due punti dopo "dici" anche quest'immagine mi p piaciuta e racchiude tanta verità: credo che a chiunque capiti che sia la macchina a guidare il conducente e non il contrario quando si è persi nei propri pensieri, anche se avrei girato il periodo con: ti accorgi che il motore dell'auto è spento quel "gli" mi stride. metterei più un "ci" io avrei pensato la stessa identica cosa! o "magari", o "ora"; di due avverbi ne sceglierei uno. bello il ritmo Ammetto che il finale mi ha quasi commossa (sono di lacrima facile, io). Grammaticalmente nessun errore particolare o refuso, a parte quelle due, tre annotazioni che ti ho lasciato. Personalmente non gradisco molto i pensieri messi tra virgolette, ma nel tuo caso erano d'obbligo, dato che la coscienza non era più la sua ma quella del padre (passaggio che ho adorato. Cos'è che non mi è piaciuto di questo racconto? ) Sempre più convinta che la seconda persona ci calzi a pennello; è lei che parla a sé stessa, e soprattutto bellissima questa parte: mi hai fatto innamorare! Ancora complimenti, a rileggerci
  14. Sarettyh

    Damnation - Notte eterna

    Ce l’ho fatta! A distanza di un anno ho finito la prima opera di @simone volponi (per giustificate cause scrittevoli). Premetto dicendo che i primi capitoli mi hanno subito coinvolta, ma poi andando avanti, appena ho letto che Agnes aveva una famiglia, mi sono detta: “No! Ora comincia il pippone fantasy, con tutte le dinastie, le casate...” e invece sono rimasta piacevolmente stupita. Chi mi conosce sa quanto abbia amato la saga di Twilight e che significato abbia per me. È stato inevitabile, quindi, trovare qualche paragone, scopiazzamento per poter dire “beccato!”; ma non è stato così (eccetto per la galoppata di Anders sulle spalle di Agnes ma, oltre a essere invertiti i ruoli, credo che nessun vampiro sia provvisto di un sidecar per scarrozzare umani, quindi l’assonanza resta vaga). È vero, a inizio libro i nomi dei due protagonisti mi hanno fatto incartare un po’ la lingua, ma andando avanti con la lettura ti ci abitui e anzi, cominci ad amarli. Anders e Agnes non sono i soli, però; con loro ci sono la famiglia di vampiri di Agnes (Lene è il personaggio meglio costruito) e il fedele migliore amico di Anders, Ingo. I due umani sono sfigati, appassionati di metal e horror, lontanissimi dallo stereotipo del belloccio di turno. Interessanti anche gli altri componenti della famiglia dannata che deve fare i conti con i membri dell’Ordine Arcano, gli ammazzavapiri che che creano il dovuto contrasto alla trama. Ma non è l’unico: i protagonisti principali hanno i loro “demoni” con cui dover fare i conti: Anders e Ingo hanno le loro insicurezze da umani, Agnes che si ribella al volere del suo Gore, Jens, Lene con il suo impeto selvaggio e Timo con un sentimento non corrisposto. Ogni tassello si apre e si chiude nel corso della lettura con ritmo, colpi di scena, che non cadono mai nel banale; le scene erotiche coinvolgono, i gesti sono naturali e umanizzano i personaggi rendendoli romantici, a tratti anche teneri, grazie alla verosomiglianza dei dialoghi che appaiono curati. Da un punto di vista tecnico si evince la leggera vena acerba di un autore alla sua prima opera (qualche ripetizione, degli avverbi, un paio di descrizioni che spesso si dilungano e alcuni concetti ridondanti), ma la trama è forte, strutturata con cura e fa decadere ogni “intoppo lessicale” dettato dalle nuove regole editoriali. Mi dipiace leggere recensioni negative; sono incappata anch’io, più di una volta, in letture che mi hanno fatto cadere le braccia, ma ho sempre creduto nello sforzo dell’autore/autrice, arrivando fino in fondo per avere una visione completa del mio giudizio. Certo, comprendo che al mondo niente sia assoluto e che sia giusto che ognuno di noi prediliga generi letterari piuttosto che altri, altimenti ci troveremmo tutti a leggere e scrivere la stessa cosa, ma il tutto sta nell’educazione, nel rispetto del lavoro e soprattutto nel motivare il disprezzo di un’opera su cui una persona ha investito anima e corpo, per permettere a quest’ultima di poter crescere senza doversi trovare a fare i conti con “cattiverie gratuite” da improvvisati editor. Credo che tutti meritino una possibilità, in particolar modo quando i contenuti ti fanno sfogliare le pagine con un ritmo che incalza sempre di più (poi, i gusti sono gusti e il piacere è soggettivo). Il finale aperto mi ha lasciato un vuoto e una forte speranza di vedere presto realizzato un seguito e, perché no, anche un film. Mi sono immedesimata in Agnes (trovo sempre un personaggio con cui interfacciarmi per calarmi a 360 gradi nella storia) e, anche grazie a scene mostrate con estrema poesia, delicatezza, ho potuto vivere Bergen in ogni suo aspetto. Leggere è questo: trovarsi in un mondo che si fatica a lasciare. Con Damnation ho sognato, e mi auguro di poter essere rapita da altre notti eterne come questa in cui poter ridere, commuovermi, a cui potermi appassionare.
  15. Sarettyh

    [MI 117] Il dono del rigagnolo

    Eccolo dov’era, il rigagnolo! Anche con questo finale non è niente male, lascia una speranza. Sai già cosa penso in merito, inutile che mi ripeta (io e la mia lacrima facile, tu e la tua capacitá di mostrare l’animo dei tuoi personaggi). You’ll be always the top of the tops! (M’era uscito “topa”. Dilsessia portaci via!)
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