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Luigi Amendola

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  1. Luigi Amendola

    Chiusura del Forum

    Apprendo adesso che il Nero avanza. L'amico che mi porto dietro ormai da troppo tempo. A stento ho superato il 2020. Nel 2021 aprirò una succursale di matrix. Si scriverà in linguaggio macchina. Saranno banditi i sentimenti. Non ci saranno re e principesse e si tiferà solo per il Nero. Mi mancherà questo spazio-tempo. Forse ne nasceranno altri. Al di là del mare. L'inappuntabile resistenza dell'essere. O l'ingordigia dei pochi? Grazie a tutti quelli che hanno condiviso, letto, commentato e anche giudicato. Per passione e non altro. Luigi
  2. Luigi Amendola

    Pasquale, l'eroe

    Ciao @Adelaide J. Pellitteri profondo. La goccia sale, sale, sospinta da una strana forza. Resta sospesa nell'aria per un tempo infinito. Per poi ricadere, pesantemente, nel luogo dove era nata. L'emozione gioca scherzi benevoli nella sua crudeltà. E fu un vero piacere leggerti. Grazie per aver condiviso. "...ci sono delle lacrime che m'aspettano nei petali d'una rosa". Luigi
  3. Luigi Amendola

    Capanne

    Ciao @Massimiliano Marconi dei punti e delle virgole ti hanno già detto. Ritmo. Lo devi curare, accarezzare, coltivare, abbracciare e "sentire". Come l'aratro il terreno. Sembra che tu abbia avuto troppa fretta di comunicarci il finale. Buono. Nel complesso, intendo. Ma pare manchi sempre qualcosa. L'Officina ti aiuterà. Grazie per aver condiviso. "...ci sono delle lacrime che mi aspettano nei petali d'una rosa". Luigi
  4. Ciao @Ippolita2018 scusa se ti rispondo solo ora ma in questo periodo il lavoro mi prende la maggior parte del giorno ed ho pochissimo tempo per scrivere e leggere. grazie.
  5. Luigi Amendola

    Oceano

    Ciao @Gigiskan Ho provato tante volte a modificarmi, nello scrivere intendo. Non ti nascondo che a volte nacqui quadrato ma finii sempre con l'essere tondo. Il massimo che serve a percorrere il marciapiede della vita. Ad altro mai ambirò. Grazie Luigi
  6. Luigi Amendola

    Oceano

    Ciao @m.q.s. si odia solo ciò che si ama. O il favore di qualcuno? Ti saluto, o Presidentissimo. Grazie Luigi
  7. Luigi Amendola

    Oceano

    Ciao @Kikki hai sempre belle parole per me. Merito poco il favore degli scrittori. Molto quello dei non-euclidei a cui appartengo. Felice di averti regalato attimi di spazio, senza tempo. Grazie Luigi
  8. Luigi Amendola

    Oceano

    Oceano Oceano disse. Sono ancora qui. Lontano nel tempo e nello spazio. Vivo. Forse la nullità della plastica che offende. Sempre meno i venti e i colpi di luna. A volte pensare è peggio che raccontare l’impossibile. Eppure fu una parentesi che riportò Ari sulla Terra. C’era già stata in un lontano passato. Cinquecento anni nel suo di tempo. Che stupido pianeta emergente. Idiosincrasie. Passati futuribili per un domani immancabile. Diritti verso il baratro queste cicale danzanti. L’iperborea non riusciva a concepire un mondo fatto di rette parallele. Cominciavano le prime melodie della festa di Han quando le fu comunicato di dovere raggiungere la suburra terrestre. Ari avrebbe preferito rinascere in una nana bianca piuttosto che recarsi sul pianeta dell’aria pesante. La sua gente, stirpe di colonizzatori Elohim, eccelleva in tutto. Anche in opportunismo. L’esploratrice sapeva di essere stata mandata via di proposito durante la festa. Lo scopo. Una stirpe reale da mantenere pura per i festeggiamenti del nuovo re. E così lontana non avrebbe potuto accampare pretese. Non ne avrebbe comunque avute. La libertà si era sempre espressa nel volto e nelle carezze di Ari. Amare il cielo, quello puro e verde del suo pianeta. Nulla più. Oceano disse. Acque calme ruggite. Si va a caccia. La preda arriverà dallo spazio. Con un colpo di luna e nessun fragore. Solo aria di festa. Ari-el raggiunse il pianeta in un colpo d’occhio. Fissando il blu per non guardare il nero. Fermo immagine del passato che riviveva. Ancora peggio di come l’aveva lasciato. Allora gli oceani si formavano dai vulcani. Ora si estraeva bitume a ricoprire il terreno fertile. E lei sognò il morbido calore dell’erba appena tagliata delle pianure di Darel. I cuscini di fiori nei boschi del nord e le fresche acque del Mayel. Come era bello andarci la mattina presto. Godere il mare all’alba e al crepuscolo. Le due parti del giorno che le interessavano. Troppa luce doveva offendere gli occhi e la mente. La Terra era troppo luminosa per poterci abitare. Dal cielo vide le città delle cicale danzanti. Avrebbe voluto schiacciarle tutte. Oceano disse. È ora di colpire. Fredde acque volate. L’esploratrice cercava dna. Avrebbe squarciato una cicala danzante. Forse due. Ari-el odiava quegli esseri appiccicosi e violenti. Spazzatura temporale dei tempi del Sacro Bran-el. Furono fabbricati per diletto delle concubine reali. Marionette da gioco. Sacrificabili. Eppure sapeva che non sarebbe stato facile prelevarne un campione. La lotta sarebbe stata serrata. Continuava a scendere verso il mare guardando in alto. Poi chiuse gli occhi e immaginò la Terra come sarebbe dovuta essere. Verde. E popolata da esseri puri. Figli di Bran-el il Sacro, mille anni fa. Miliardi di anni fa per il pianeta. Se fosse stata un’immensa pianura con un grande mare e nessuna cicala danzante, o come si facevano chiamare adesso: “uomini”, sarebbe stato un altro immenso Gan-eden di cui andare fieri. Corona per il suo popolo. Oceano disse. Adesso che avete preso l’essere alato, o mie acque, la vendetta verso coloro che fabbricarono l’uomo è cominciata. Disperdete il loro ricordo con un colpo di luna.
  9. Luigi Amendola

    Quando bastava chiudere gli occhi

    Ciao @veronikaa frammenti di vita di una protagonista. Candidatura all'oscar per attore non-protagonista. L'importanza del tostapane resa celebre per cinque minuti. Ed altre cose ancora. L'insieme mi piace. Forse perché anch'io amo racchiudere tutto in una sfera di vetro. E poco importa se nessuno osa guardarci dentro. A volte qualcuno curiosa nella sfera. Piccolo mondo refrattario agli impulsi esterni. Tutti guardano ma nessuno vede. Ha la sua importanza nel racconto di una storia. La vicenda si svolge in modo joyciano o d'avanguardia. A volte folle e a volte piacevolmente normale. Chi siamo noi per giudicare cosa ci appare normale da ciò che non lo è? Ritorno a dire che il racconto mi è piaciuto. Non è ancora una storia ma l'insieme di tante idee che andrebbero amalgamate. Faccio adesso un piccolo appunto. Prendilo come una mia considerazione personale che non vale nulla: in mezzo a tante frasi belle, "...dove quel pronome di luogo, assumeva una valenza esistenziale e non solo locativa..." è una delle cose più brutte che abbia letto in vita mia. Fine dell'appunto fatto da un signor nessuno la cui opinione vale meno di niente. L'importanza del finale. In "Officina" si sperimenta. Si cercano linguaggi nuovi o alternativi. Il racconto è narrato in uno stile poco convenzionale e lo trovo interessante. Tuttavia sperimentare all'interno di alcuni paletti è meglio. Rende il tutto piacevole alla lettura. Anche dei meno formati come il sottoscritto. C'è del lavoro da fare oppure lasciare che l'incompiutezza regni sovrana. In ambedue i casi avrai ragione. Io propendo per una momentanea mancanza di rifinitura. In attesa che un morbido manto ricompatti le storie di noi poveri mercanti. A presto "...ci son delle lacrime che m'aspettano nei petali d'una rosa". Luigi
  10. Luigi Amendola

    Ballata delle vacche di una volta

    Ciao @Panurge dove sono i sognatori troveremo anche le vacche? Mi è piaciuta molto. Grazie per aver condiviso. "... ci son delle lacrime che m'aspettano nei petali d'una rosa". Luigi
  11. Luigi Amendola

    Il cercatore di scarti

    Ciao @Befana Profana forse un pò ingenuo. Sì, bello e scorrevole. Ma andrebbe condito. Come estratto di un insieme di racconti... ci sta tutto. Sarebbe bello leggere il seguito della storia. Grazie per aver condiviso. "... ci sono delle lacrime che m'aspettano nei petali d'una rosa". Luigi
  12. Luigi Amendola

    Naufragio interpolare

    Ciao @Jolly Roger lo consideravo metaforico. Un percorso, inno della sopravvivenza. E forse è ancora così, dopo tutte le sottolineature che sono state fatte. Sembra galleggiare con le onde, il ritmo di narrazione intendo. Non un semplice riassunto della vita di qualcuno. Forse acerbo come il mare verde prima della burrasca ma il racconto c'è. C'è un intruso. Il leggio, un musicista. Non riesco ad incastrare bene questa parte. Il racconto del naufrago domina, ti piace. Se ne legge la vitalità. Il resto, seppur parzialmente autobiografico se ho inteso bene, appare scontato. A volte posticcio. Nel complesso un ottimo racconto. Grazie per aver condiviso. "...ci sono delle lacrime che mi aspettano nei petali d'una rosa." Luigi
  13. Luigi Amendola

    L'altro

    Ciao @cynthia collu troppi "come". Annaffiano il brodo con acqua fredda. Grazie per aver condiviso Luigi
  14. Luigi Amendola

    Fenomenologia di Fabio Volo - Errori da evitare quando si scrive un romanzo

    Grazie ad @Alexmusic per i tanti spunti di riflessione emergenti da questa discussione. Grazie ai tanti che hanno contribuito coi loro post. Mi arricchiscono. Grazie a Fabio Volo per sottolineare, con ogni suo libro, l'estrema bellezza dell'oblio che i posteri gli tributeranno.
  15. Luigi Amendola

    Il ginnasta. La palestra e gli allenamenti

    Ciao @Rica una corrente. Limpida e veloce. Pura. Scorre in un filo bellissimo. Eppure è tanto rapida da essere poco imprigionata. E' un bacio sulla guancia. Moto senza pausa. Possiedo poco della tua abilità tecnica. Frequento poco il WD in scrittura. Tanto in lettura. Non mi sopporto più quando scrivo. Tu illumini. Grazie per aver condiviso Luigi
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