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delena00

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  1. delena00

    Le sfumature dell'amore. Prologo.

    11 anni prima Caro Diario E’ il 04/08/2006 e sono le 19.39 Solitamente ti scrivo a notte fonda, quando nessuno può disturbarmi. Ma oggi farò un’eccezione. Stasera per me non è una serata come le altre. Sono finalmente riuscita a convincere mamma e papà, a lasciarmi andare ad una festa! Certo, grazie anche a Nonna Mary che è stata imperterrita dalla mia parte. Che fortuna che ho, che lei viva qui. Mi supporta, e mi sostiene in ogni mia decisione. E spesso, litiga anche con il suo adorato figlio per me. Mamma Greta e Papà Cristian, pensano che io sia “troppo piccola” per andare a dei party. Ma al diavolo, ho 14 anni. Voglio dire, ho il ciclo e posso avere un bambino. Sono una donna! Ed è ora che io vada a dei festini con le mie amiche. Nicolas ha la casa vuota, perché i suoi genitori sono fuori per lavoro. Ha deciso di fare questa goliardata, senza che loro sappiano nulla. Non posso dire che ci sarà tutta Atlanta, ma senz’altro mezzo quartiere di Grant Park. Ovviamente ci sono delle condizioni: coprifuoco alle 02.00 e devono essere loro a venirmi a prendere sino a casa di Nicolas. Poi mi hanno vietato di bere, di fumare, e di appartarmi da sola con ragazzi. Ho acconsentito a tutto, tranne al fatto che loro mi vengano a prendere sino a casa di Nic. Non esiste! Sarebbe una figuraccia se gli altri ragazzi mi vedessero. Quindi siamo rimasti che io andrò all’01.50 ad un isolato da dove si terrà la festa, e loro mi prenderanno li. Hanno accettato. Ed io sono felice. Oggi è stato un bel giorno, e stanotte lo sarà ancora di più. Riposo il diario nel mio posto segreto, ovvero all’interno di un’asse rotta del pavimento, e mi dirigo al piano di sotto. Mentre mi trovo sulla soglia delle scale, do uno sguardo alle foto messe in schiera sulla parete. In una io ho circa 3 anni, i miei genitori mi tengono per mano e mi fissano sorridendo. In un’altra ci sono solo loro, nel giorno del loro matrimonio. Sono stupendi. Mamma ha i capelli schiariti dal sole di Luglio, ed i suoi occhi blu risplendono in quelli scuri di mio padre. Lui invece è moro, ed io ho senza dubbio preso i capelli e gli occhi da lei. Nella foto si guardano, e sono felici. Ed io non posso che sorridere, e ritenermi fortunata nell’avere una famiglia che mi ama e mi protegge come la mia. Scendo le scale, ma la mia attenzione viene catturata da una piccola discussione dei miei genitori, e proviene dal soggiorno. «Ho paura Cristian, se le capitasse qualcosa io non sopravvivrei.» «Non aver paura Greta. Non hanno motivo di prendersela anche con lei» «Si è vero non hanno motivo, ma tu sai che loro odiano tutto ciò che riguarda noi. E se…» «Non dirlo. Andrà tutto bene. E se a noi dovesse andar male, sai che lui si prenderà cura di lei» «Si… lo farà.» “Cam, Greta, Cristian è pronta la cena” la voce di nonna Mary, mi riporta alla realtà. Per un attimo mi prende un colpo, e subito mi ritraggo dietro la parete. Cosa ho appena sentito? Mamma sembrava spaventata, e papà la consolava. Forse vogliono mandar via la mia nonnina? O si riferivano a me? «Cam, che ci fai qui?» la voce di papà mi strappa da quei pensieri. Mamma è accanto a lui. «Papà, nulla. Pensavo… alla festa» camuffo il fatto che stessi origliando, con un sorriso. «Quando vengono Clarissa e Laila?.» mi chiede mamma. «Dopo cena. Infatti devo sbrigarmi.» dico, poi papà mi prende per mano e mi porta in cucina. Ceno in fretta e furia. Più tardi Clarissa e Laila sono davanti il giardino di casa mia, non appena le raggiungo ci avviamo presso casa di Nicolas. «Mike è già li?» chiedo. «Si ovvio. Sai che dov’è Phebe, è lui!» Laila ci strappa una risata. Mike è il nostro migliore amico, ed ha una cotta pazzesca per questa Phebe. Ma lei non se lo fila, e lui non fa altro che farle il cagnolino. «Sai che stasera Nicolas potrebbe baciarti, vero Camilla?» mi chiede Clarissa. Alzo gli occhi al cielo. «No che non lo farà! Siamo solo amici, e lo sa bene!» «Si ma questo non toglie che lui abbia un debole per te.» stavolta è Laila. «Ei voi due, la smettete!» lo dico in tono scherzoso, ma in fondo so anche io che è così. Ma non m’importa. Nicolas, io, Laila, Clarissa e Mike siamo una squadra e questo non deve cambiare mai. Arriviamo nella villetta. La musica è fortissima, e c’è talmente tanta gente che molti sono costretti a restare fuori nel giardino. Passo la serata ballando e scatenandomi, e non penso di essere stata mai più felice e serena in vita mia. Do un’occhiata all’orologio. “Merda” Sono le 02.13. Trovo 6 chiamate perse di mamma, e l’ultima è alle 02.01. “Devo muovermi” In mezzo alla folla riesco a trovare Clarissa, e le dico che sto andando via. Mi avvio fuori la villetta, ed inizio a correre. “Saranno arrabbiatissimi” Nel frattempo provo a chiamarli, ma non mi rispondono. “Ok, mi cacciano fuori casa” penso, quando arrivo nel luogo del nostro incontro. Ed il mio mondo smette di esistere. “Non è vero, non è vero” Non sta accadendo. No, no. E’ la loro auto. La loro auto è capovolta. Distrutta. Così come la mia vita. Non ho ricordi chiari di quel momento. Io che urlo, un’autoambulanza che li trasporta via. “Potete dichiarare il decesso, non c’è nulla da fare per entrambi” quella frase che riecheggia come se fosse un suono lontano. Come se stessi vivendo un incubo. La polizia arriva. Mi chiede perché sono in quel luogo. Perché sono in quel luogo? Sono i miei genitori quelli. Quelli che sono stati appena dichiarati morti, sono i miei genitori. Non è vero. Vorrei che non fosse vero, ma lo è. Nonna arriva, mi abbraccia. Io sono paralizzata. I miei genitori sono morti. Li ho persi. Li ho persi per sempre. Cosa ne sarà di me? E’ il giorno del funerale. Li seppelliscono nel piccolo cimitero di Oakland. Mamma, papà davvero state per essere sotterrati davanti ai miei occhi? Davvero io non vi rivedrò mai più? Non sentirò più la vostra voce? Un’agente della polizia più tardi ci raggiunge a casa. Vuole parlare con nonna Mary. Perché un’agente della polizia vuole parlare con nonna Mary? Mi metto ad origliare. “Questi sono gli effetti personali di suo figlio e sua nuora. L’incidente potrebbe essere stato doloso. Erano posteggiati, e un’auto li ha travolti. Ma non abbiamo tracce da seguire. Il caso verrà archiviato. Solo un’ultima domanda signora Jhonson. L’ultima chiamata effettuata dal cellulare di suo figlio, è di un numero proveniente da Seattle. Ma è stato già disattivato. Sa se qualcuno di questo luogo, potrebbe aver voluto far loro del male?” “Non ne so nulla agente, mi dispiace.” Nonna Mary, finito il piccolo rinfresco mi dice di fare le valigie. Perché dobbiamo fare le valigie? Pensa che stare qui, potrebbe farci solo più male. Ma io non sono pronta, non voglio andarmene. Nonna mi supplica, ma la mia decisione è quella di rimanere. Passano quattro anni, mi diplomo in linguistica. Nonna Mary viene colpita da un improvviso malore. Mi lascia anche lei. Sono sola. Decido di dedicare tutta la mia vita alla carriera. Vendo l’azienda dei miei genitori, ne ricavo un bel gruzzolo che mi permette di poter tirare avanti. Mi iscrivo all’università della Columbia, e mi trasferisco a New York. Mi laureo in 3 anni esatti in Comunicazione. Svolgo praticantato presso il New York Times, e divento Giornalista. Ma non mi basta. Non voglio avere tempo libero. Non voglio pensare. Mi iscrivo ad un master in Marketing aziendale. Divento una Product Manager. Poi decido che può bastare. Sono ormai passai 11 anni dalla morte dei miei genitori, e 8 dalla morte di nonna Mary. Forse adesso posso tornare un po' a casa mia? Non dovrebbe fare più tanto male. Torno ad Atlanta. Passa poco più di un mese, quando una mattina come le altre noto una lettera, all’interno della cassetta postale. Proviene da Seattle. “Seattle.” Perché non ci sono mai stata, eppure c’è qualcosa di familiare a leggere questo nome? Apro la lettera. “Camilla Patricia Jhonson, grazie alla sua eccellente carriera universitaria conclusasi con la sua laurea in 110/110 e lode, con nostro piacere Le comunichiamo che è stata selezionate per un colloquio presso la Blake’s Corporation di Seattle, il 12/09/2017. Attendiamo conferma entro e non oltre il 02/09/2017. Distinti saluti Blake’s Corporation S.p.a.” Ho inviato tanti curriculum, ovunque. Ma non a Seattle. Seattle. Eppure c’è qualcosa di familiare in questo luogo. Ma non so cosa. Io non ci sono mai stata. Vogliono vedermi per un colloquio. Perché sanno della mia carriera, se io non ho mai inviato loro un curriculum? Non lo so. Non so cosa pensare. O forse devo smetterla di pensare? Forse stavolta il destino vuole solo sorridermi, ed io devo smetterla di pensare. “Seattle” eppure… Eppure io...
  2. delena00

    Le sfumature dell'amore. Prologo.

    Sinceramente anche io mi sono un po' confusa sulla questione del "giallo". Il fatto che ci siano misteri che la protagonista scoprirà durante il corso degli eventi, non deve necessariamente renderlo un giallo. In ogni caso è esattamente ciò che volevo trasmettere, mettere degli elementi base che facessero capire un po' di cosa parlerà il libro. Riguardo la nonna, se non avessi messo almeno un personaggio adulto che si fosse preso cura di lei, sarebbe finita in mano a degli assistenti sociali e la storia avrebbe dovuto prendere un altro corso. Tutto quì. Grazie mille :*
  3. delena00

    Le sfumature dell'amore. Prologo.

    Riguardo al giallo, ho fatto un grave errore poichè neanche io sono un'esperta su questo ambito, e nell'ignoranza ho messo questo tema, solo perchè ci sono segreti e misteri. Ma il mio campo sono le storie sentimentali, di fatti nonostante si parli di segreti e misteri, fondamentalmente il tutto sarà basato su una storia d'amore. Quindi lo modificherò. E' il ragionamento di una ragazzina di 14 anni che la vorrebbe sempre vinta, e che se le inventa tutte pur di avere ragione. I nomi ormai sono mescolati nella stra maggioranza dei films e dei libri, non penso sia un problema. Però, d'altra parte, secondo me il punto forte dell'incipit è proprio questo susseguirsi di azioni inaspettate oltre che la rapida descrizione della "crescita" della protagonista che, in un certo senso, le "nasconde" attirando l'interesse del lettore per un eventuale seguito. Inoltre non sono un fan del "flusso di coscienza disordinato" ma nel finale di questo frammento per me ci sta molto bene e contribuisce a essere in empatia con la protagonista, potrei dire "assaporando" i suoi sentimenti. Protagonista che, secondo me, diventa apprezzabile proprio dopo il "fattaccio" che l'ha segnata perché prima mi è parsa solo una bimba viziata (passami il termine). Magari volevi rendere proprio questo, però! Magari passa un po' inosservato, ma per me un punto molto importante della storia è questo Unendomi all'invito di @camparino - che saluto anche se non mi tagga - di andare meno a capo, concludo con un altro appunto che non c'entra niente con il racconto. Quando citi un post altrui, puoi farlo senza selezionare tutto il messaggio ma solamente le parti che ti interessano. Basterà selezionarle con il mouse e comparirà un popup con scritto "quota questa parte". Questo contribuirà a mantenere una lunghezza "umana" nelle discussioni. Ciao, benvenuta al forum - vedo che hai scritto pochi messaggi finora - e alla prossima lettura. E' la prima volta che sono in questo forum, e come si può ben capire non lo so usare Grazie dei tuoi consigli, ne farò oro colato.
  4. delena00

    Le sfumature dell'amore. Prologo.

    Grazie mille sui consigli sul voto e sulla data, un dettaglio importante a cui non avevo pensato. Riguardo a tutte le correzioni, sono d'accordo con te. A parte quella di "Mamma Greta e Papà Cristian" perchè in fondo anche se vuole fare la donna, è una ragazzina/bambina. Per l'orario, se vedi i film teen americani raramente tornano alle 23.00, di conseguenza ho preso un po' spunto da quelli. In Italia è diverso. Che poi è sempre tutto relativo. In ogni caso grazie. P.S. Ho paura di pubblicare il capitolo vero, perchè non oso pensare a quanti errori ci saranno ma ok.
  5. delena00

    Le sfumature dell'amore. Prologo.

    Farò della tuia critica oro colato, in quanto hai detto cose giustissime e vere. Allora riguardo la mia grammatica e sintassi, riconosco anche io che lascia un po' a desiderare, mio malgrado. Per quanto riguarda il resto, il mio obiettivo è quello di dare al lettore uno schema generale della storia. Ogni cosa successa nel prologo, verrà chiarita e approfondita durante la lettura dei capitoli successivi. Ovviamente non potevo fare un capitolo per parlare di quella notte, un altro capitolo per parlare dei suoi studi, e così via. Secondo te dovrei modificare il tema "giallo" in tema "rosa?"
  6. delena00

    Le sfumature dell'amore. Prologo.

    ahahahahahhahahahahah ti prego, non dirmi che ci sei rimasto male comunque lo scopo della mia storia (o libro) è quello di suscitare curiosità e intrigo, quindi mi fa piacere che ti abbia invogliato a saperne di più. Riguardo l'andare a capo, lo avevo scritto tutto continuo ma secondo me era un po' pesante. Pensavo fosse più scorrevole con la suddivisione dei periodi, e anche perchè a volte ripeto le parole del tipo "Ho inviato curriculum ovunque ma non a Seattle. Seattle" e quindi l'interruzione l'ho aggiunta per questo. Però seguirò il tuo consiglio, grazie spero al prossimo capitolo
  7. delena00

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 1

    Riguardo la trama, diciamo che l'idea secondo me c'è e va bene. I personaggi al momento sono solo la madre ed il figlio, e secondo me bisognerebbe sapere un po' di più sulle sensazioni che prova lei. Come stile e grammatica, secondo me ci sono troppe sconnessioni tra i tempi verbali. Passi dal trapassato, all'imperfetto in una stessa frase. Il mio giudizio finale è che dovresti stare più attenta ai tempi verbali, e farci sapere di più sulle emozioni che sente lei.
  8. delena00

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 1

    I tempi verbali sono completamente sconnessi tra loro. Invece di "arrivati" dovresti mettere "non appena arrivammo". "Ci avviammo" non coincide con "che avevo prenotato". Poi parli al passato remoto come se stessi descrivendo fatti accaduti anni e anni prima, mentre nell'espressione "fino a ieri, non pensavo" stai parlando all'imperfetto, e menzioni "ieri". Se ti posso dare un consiglio, non complicarti la vita usando tempi verbali che magari ti possono confondere lungo andare
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