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AzarRudif

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  1. AzarRudif

    I fantasmi siamo noi

    Commento: Son dispettosi molto questi zefiri dei ventosi moti son come sospiri. Non v’è luce d’occhi che vedrebbe e son senza vie queste lande disperse ove voce d’angelo m’asperse. Come fantasma d’antiche fattezze inondò, quale nebbia, ignara mente dove ogni pensiero divenne nebbia e scomparve come perfida alchimia. Fu un dono dell’ignoto Dio, la follia! Metter mano a sartie e scotte ché or prendo saldo timone, e obliate vie ignote vedrò scorrere sottochiglia e nessun guardi la poppiera scia. Lei già è per me via antica e saggia. Ritorno alla libertà dei falchi pria delle fobiche vele al vento che ancor di innato senso temo ma di saggia scuola, storia non freno. Vita tralascio a spalle cieche, ma d'eterno sono gli eventi. Vano Tempo che sa interrare, Storia vive nel mio ricordare Di infera malìa è il perdonare? Ho scritto la risposta su nera meteora negli spazi oscuri di altro universo che vortica sul bordo di infinito gorgo.
  2. AzarRudif

    I. La pietra

    Si scrive sulla pietra per tramandare ai posteri e questo hanno fatto nel passato. Si scrive sulla pietra cose importanti (vedi Decalogo) che si vuole rimangano impresse e ricordate e questo si fa ancora adesso. Incidere sulla pietra significa voler incidere i pensieri nella mente di chi legge e questo è ciò che suscita questa poesia. Non è solo uno scrivere, ma è un urlo disperato che viene cristallizzato sulla dura pietra. Anche la forma grafica usata mostra a destra versi in corsivo, com'è la normale scrittura, che parlano dei contenuti da scrivere. Invece, a sinistra c'è la fisicità di una pietra. In effetti (escluso per i mancini) chi scrive sulla pietra, tiene con la sinistra la pietra e con la destra incide. Non mi convincono le poesie con strofe a dx e a sx dell'area di scrittura, ma in questo caso ha un suo perché che condivido. Si potrebbe farle rientrare nelle poesie grafiche, ma non ne ha tutte le caratteristiche perchè manca la rappresentazione di una pietra e di uno strumento da incisione. L'unica cosa che farebbe cadere l'intero ragionamento è che l'ultima strofa parla di scrittura con inchiostro e l'inchiostro non è molto duraturo, ma resta pur sempre su un supporto che ne porterà la traccia. Ed esaminando il contenuto: sono i tempi silenti passati a pensare le motivazioni delle nostre ragioni. Voler scrivere anche le motivazioni e la logica significa voler dare, a chi leggerà, una conoscenza totale di ciò che si scriverà. La mia domanda, in questi casi, è sempre: "chi legge sarà capace di com-prendere ciò?" La Pietra nel bene e nel male, sarà il suo uso a classificarla. Infatti, lasciamo le nostre ragioni e motivazioni, anche se illuminanti, alla possibile "buona" lettura di chi leggerà. Cosciente o meno di tale lettura, continueremo ad incidere pietre ed a tirargliele addosso. Prima o poi capirà. In questo senso, sperando di non aver travisato, condivido in toto questa poesia.
  3. AzarRudif

    Un tipo normale

    @(Irene70) Sarebbe un peccato perdere chi scrivere per raccontare il proprio mondo aldilà della forma, ma consapevole dei contenuti. I fantasmini lasciali perdere, tanto non si posso uccidere, ma come tutte le cose fastidiose possono essere sfidate a singolar tenzone ed a fare di peggio, tanto vinceremo sempre noi
  4. AzarRudif

    Un tipo normale

    @(Irene70) prima contrassegnare, mi spiegava la mia maestra . Come a voler dire: "prima il soggetto"n poi il verbo. Ed il verbo è quell'arma speciale che hanno i poeti che serve a tradurre il loro sentire Il complemento oggetto, quasi non esiste in poesia o diventa una similitudine, o un criptico aforisma, o ecc. per forza, occorre restare nella realtà, fare l'eremita è vietato. Può essere un asceta o uno scienziato o un contadino, ma ciò che conta è quella sensazione che lo mette al centro tra finitudine del mondo e la sua infinitudine (speriamo che La Crusca non mi denunci). e qua hai dipinto un capolavoro con una sola pennellata. Ogni poeta non sarà mai certo e gli resterà sempre il dubbio che le parole usate erano proprio quelle giuste. LE sue parole saranno sempre un mezzo con cui cercherà di descrivere qualcosa la cui definizione o la cui complessità non ha parole per poter essere descritto appieno. Una visione poetica o un senso poetico di una propria esperienza reale o solo mentale resterà irraggiungibile per tutti e per il poeta stesso che ogni volta vedrà o sentirà una sfaccettatura diversa del suo sentire. Come quando guardi un diamante o uno specchio rotto. Ogni faccia o ogni frammento ti rimanda una visione diversa di una realtà più grande che, percepisci che esiste, ma non percepisci appieno. Allora nasce l'espressione poetica il cui scopo è solo quello di rimandare una sensazione particolare che ti lascia assaporare l'esistenza di una realtà più grande e legata anche a cose più grandi e infinitamente lontane dalla sensazione particolare. E dopo questa divagazione che conferma la concezione sui poeti di Erasmo nel suo Elogio della Follia, la domanda resta: come si diventa poeti?
  5. AzarRudif

    Stringe a cerchio il pensiero

    @Poeta Zaza Io voto per contrassegnare e con l'Arch. hai due voti
  6. AzarRudif

    Resurrectio Christi

    Questa è la seconda parte della poesia, quella dedicata alla genìa umana (in questo caso non possiamo usare il termine "genere"). Una razza incapace di comprendere il messaggio della Resurrezione presente in molte filosofie religiose. Purtropppo, il problema risiede in una vista che vive nell'oscurità di una tomba e non più nella caverna di Platone! La vista e, naturalmente, il processo interpretativo che fa la mente delle immagini è ciò che non individua la via da seguire per risorgere, proprio per la sua limitatezza e per essere prigioniera del mondo circostante. Poesia impegnativa er l'argomento che inizia con un racconto religioso e si pone domande che sembrano senza risposta sul fine dell'esistenza umana, ma che individua uno dei limiti dell'evoluzione umana
  7. AzarRudif

    Sandali

    LA leggerezza di un'esistenza che vive di piccole cose, normali, a portata di mano e "sufficienti". Vita che scorre leggera anche quando si appesantisce di desideri, forse, lontani. Desideri che affondano nel vivere normale di ogni giorno. Mi piace di questi versi, questo senso di cose che ci riportano ad un vivere lontano e su quella che, ora e col peso di adesso, giudichiamo un vivere più giusto. Ora, non ci piace questo vivere. P.S.: unica nota dolente è il mischiare la birra con un altro liquido, non merita questo affronto!
  8. AzarRudif

    Stringe a cerchio il pensiero

    @Poeta Zaza eheheh prima del solito richiamo sulla metodologia del taggaggio, ti ho taggato.... ma che brutto termine, non ne abbiamo uno itlaiano?
  9. AzarRudif

    Stringe a cerchio il pensiero

    l'immagine che emerge è quella di un gorgo con il vuoto al centro, sede di quel pensiero che è divenuto il centro di un mondo che gira intorno ad un pensiero che rimane ignoto. Ignoto, ma da ridestare alla vita. Non so esattamente cosa rappresentino i tuoi versi, ma non credo che ci sia il concetto (da me folleggiato) del pensiero che crea dal nulla. In ogni caso, complimenti per la bellezza misteriosa dei versi e per i concetti che mi ha comunque trasmesso.
  10. AzarRudif

    Ora che (fine ha fatto la poesia?)

    @Gianfranco P salve se davvero tutto fosse stato detto, questa razza di primati sarebbero ultimati. Scusa il gioco di parole, ma non tutto è stato detto e non tutto è stato fatto. Dobbiamo ancora scoprire il senso della vita e non abbiamo ancora conquistato tutto l'universo fino ai confini di Dio. Io esagero, come al solito, ma è il mio difetto migliore A chi ha il senso poetico rimane sempre l'esagerazione. Il poeta è uno che esagera, è uno che esalta i sensi perché tende a superare i confini della normalità, dell'abitudinarietà o della consuetudine che il resto dei primati si è imposto. Parli di metrica e di eleganza, ma non sono la regola base per l'espressione poetica, sono solo uno dei tanti modi o strumenti a disposizione. Ciò che realmente serve è prendere la penna più bella che abbiamo (io preferisco la stilografica), ma anche una matita (preferisco la 2H) o anche un pc dotato di password di accesso per scrivere prima a noi stessi ciò che classifichiamo poesia. Una bella riflessione che condivido e che lascerebbe posto al timore di non trovare ispirazione poetica, ma i timori non esistono. Esiste solo la possibilità di avere un senso poetico, il nostro sesto senso.
  11. AzarRudif

    Se la salvezza fosse un diritto

    Se la salvezza fosse un diritto non avrebbe senso l'esistenza di Dei, né la stessa esistenza. Che importa come vivo se, poi, la salvezza è un diritto che mi spetta a prescindere? Invece, pare che la salvezza sia un dovere stabilito dagli Dei o da Dio ed al quale dobbiamo attenerci. Poesia filosofica che lascia spazio a numerose considerazioni, ma il tempo è un tiranno che non conosce diritti e doveri.
  12. AzarRudif

    Tramonto a Porto Cesareo

    Come un acquerello di un tramonto con barche disegnato con versi eleganti ed a tratti ricercati. Una poesia che descrive un paesaggio sul quale si incastrano anche i pensieri dell'autore ed il suo sentire che si trascolora e si confonde in questo paesaggio ove gli piace confondersi. Complimenti!
  13. AzarRudif

    A letto senza cena

    Testo tristemente descrittivo di situazioni esistenti ancora pochi decenni or sono, ma non è detto che siano del tutto scomparsi in questa nazione. Mi piace come si legge ed il ritmo sopratutto nelle strofe iniziali, ma penso che alcune limature siano possibili visto che hai concesso spazio a qualche rima e assonanza, ma non molto alla metrica.
  14. AzarRudif

    Utopia Rivoluzionaria

    @Mara Sverdrup salve, un testo tra l'inneggiare alla rivoluzione e la consapevolezza di aver già perso Non si fanno rivoluzioni in questo modo. Le rivoluzioni iniziano da una presa di coscienza per poi ribaltare, violentemente o meno, una situazione oppressiva. Come è stato detto, la rivoluzione è una scienza. Una scienza studiata da chi detiene il potere per poterla controllare e prevenire. LA famosa frase "bisogna cambiare qualcosa per evitare che nulla cambi" ha proprio questo significato. Il potere ha, però, un problema, quello di accaparrare sempre più potere e ciò genera profondi squilibri che verranno, prima o poi, riequilibrati da rivoluzioni o concessioni. Esisterà sempre un potere ed un sottomesso e ciò perchè fa parte della mente umana. La maggior parte degli uomini non concepisce la propria libertà ed accetta la guida di un altro essere umano cui concede questo "potere". Quindi, gli umani faranno sempre rivoluzioni, ma serviranno solo a ribaltare le situazioni. La vera rivoluzione, forse utopica, è quella che dovrebbe ribaltare il pensiero umano da prigioniero di imposizioni sociali , morali ecc... e inculcargli i concetti di essere divinamente libero. Le ribellioni sono di certo violente, ma la violenza rappresenta la stessa arma usata da chi ha il potere. Puoi usare le stesse armi e forse ti darebbe ragione anche Sun Tzu, ma saresti capace, poi, di eliminarle e creare un mondo davvero libero? Due termini che, secondo me, parlano di due meccanismi molto diversi. Ma ben si adatterebbero alla naturale confusione di una rivoluzione. qua ingigantisci il problema, lo rendi quasi universale ed è dove ho letto il richiamo alla vera rivoluzione utopica che è il cambiamento degli esseri umani in quanto tali. Un cambiamento che dia un altro livello di consapevolezza. Infatti, come dicevo, la rivoluzione fa "fatica" ad abbandonare i sistemi violenti ed i rivoluzionari diverranno, come Historia docet, i nuovi potenti. Tutto il testo, ha un'impronta di ribellione e di tentativo di ribaltare una situazione attuale e lascia capire che le rivoluzioni hanno meccanismi complicati e perversi, ma in gioventù siamo stati un po' tutti rivoluzionari. Io cerco ancora il bottone rosso che distrugga tutto . Per il resto posso solo dire che non bisogna mai arrendersi o rinunciare alle utopie, qualunque esse siano.
  15. AzarRudif

    [CP 4] Tènere carni di muschio

    @Ippolita2018 High Hopes e poi ho continuato risentendomi l'album Ummagumma
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