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AzarRudif

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  1. AzarRudif

    [LP13] Cucio i bordi dell’ombra

    @Poeta Zaza ciao, Dopo aver letto anche il seguito si capisce che si parla di una persona amata cui si cerca di lenire un qualche dolore. Qua l'ombra è vista come una situazione negativa che dilaga o che prende il sopravvento. Un sopravvento capace di terminare in un abisso, ma che viene fermato da una cucitura a raggrinzirsi sul bordo dell'abisso. Un cuore caldo capace di sciogliere il ghiaccio delle azioni negative. Semplicemente, l'amore scioglie i ghiacciai e smuove le montagne, ma genera anche paure, ombre ed altre situazioni che lo rendono un sentimento alquanto incomprensibile come hai notato ho tolto due termini perchè interrompono la lettura e non aggiungono molto senso, almeno dal mio punto di vista. Disse il saggio: se non vuoi vedere l'ombra, non girare le spalle al Sole
  2. AzarRudif

    La Droga degli Dei

    Commento: Sì, su lastre apocrife ancor lisce d’astruso mentore sine calamo perdo parola ch’ alma non lenisce quand’anche follia nei monti perdiamo. Sommerse le vostre parole da coriandoli e nastri filanti siete alle ultime ore e arretrate ansimanti dietro scudi in frantumi di eristiche facondie eppur novellate ancor di presso al burrone di nichilista solipsismo. Si chiama Verità la droga degli Dei banditi dalla Gotica mente. (scritta nel '92 visitando la cattedrale di St. Eustache a Parigi- la sensazione dominante è che una chiesa gotica ha il nulla al suo esterno.)
  3. AzarRudif

    [LP13] Orribile e sublime

    Salve @Plata Il titolo, Orribile e Sublime, sembrerebbe composto da due termini in antitesi, ma non è così e la correlazione dei due termini compare anche nei versi. Il Sublime è quella sensazione che si prova quando si coglie l'irraggiungibile distanza tra noi e ciò che si osserva e la comprensione che ciò che osserviamo ha una sua realtà, una sua esistenza da cui siamo esclusi e che, positivamente o negativamente, è al di sopra dei nostri limiti. Si tratta di una classificazione gerarchica dove riconosciamo la nostra sudditanza. A questa gerarchia sottoponiamo anche le sensazioni di paura cui diamo maggior potere della nostra ragione. Da un personale punto di vista si tratta di un errore della nostra mente che perde il controllo della realtà e vede situazioni che incutono paura e che consideriamo, gerarchicamente, superiori alle nostre possibilità. Lo descrivi in questi versi Paura per situazioni negative che sembrano insormontabili e la paura genera paura di provare paura che potrebbe diventare panico. Ed il panico toglie ogni ancoraggio alla realtà e ci immerge nel senso sublime dell'orrore. Forse, è uno dei pochi momenti in cui il sublime ci sembrerà raggiungibile e privo di limiti. Ma è, comunque, un errore della mente perchè la paura è solo un senso istintivo di autoconservazione. Sembra assurdo, ma questi paragoni servono a delimitare l'oggetto dell'orrore ed a farlo rientrare nei suoi limiti di inoffensività. In pratica, basta ingigantire le proprie paure per capire che di fronte avevamo solo un'altra realtà ben più comprensibile a che ci appartiene. I versi hanno un ritmo spezzettato e quasi affannoso, ma appropriato al tema.
  4. AzarRudif

    [LP13] Io e Te

    @Alberto Tosciri salve, un'ambientazione affascinante cui si contrappone una storia triste e la speranza che un Dio rimetta ordine e giustizia nelle vicissitudini umane. in questo caso "della paura" sottintende a quelle paure che si generano dall'operato degli esseri umani che, ignari della bellezza del posto e senza rispetto per chi ci vive, distruggono quell'angolo di Paradiso. La poesia finisce con quella speranza, discutibile, che riponiamo sempre in un Dio. Di questa poesia mi piace molto il contrasto fra l'ambientazione e la storia che vi si svolge.
  5. AzarRudif

    [LP13] Ti mostro il mio mostro

    @eterea libellula salve Guardarsi allo specchio e scoprire che nello specchio c'è "qualcosa" e forse hanno ragione alcune culture primitive secondo le quali, lo specchio è un oggetto diabolico che ti assorbe l'anima. In realtà, pone la tua parte materiale in due posizioni ed il tuo pensiero tenta di dominare quel qualcosa che è nello specchio, ma il silenzio ti porta a scomparire dai bordi dello specchio. Forse nell'abisso del pensiero discende l'anima, ma in tali posti occorre un cuore senza sentimenti (oscuro) e sensi che non sentano (mani di ghiaccio). La ragione o meglio la conoscenza sono come il filo di Arianna. Quando hai di fronte l'ignoto, serve a farti tornare indietro e ritrovare la strada. Oppure, occorre affrontare l'ignoto o la "cosa" in quel muto specchio e confrontare l'esistenza reale con la nullità di un'immagine Guardare i propri mostri e trasformarli in qualcosa di più mostruoso serve a capire che in realtà eravamo impauriti da un moscerino e che non ci sono mostri. Poesia decisamente introspettiva, giustamente tenuta sul vago o sul generico che non da, al mostro, la soddisfazione di farsi conoscere.
  6. AzarRudif

    Nascosti

    @Vanessa99 salve Se questo era l'intento, allora è passato benissimo. Come dicevo, lo stile usato interrompe il ritmo, cioè quel senso di armonia che spesso ricerchiamo. Siccome l'armonia rientra nei concetti di unione o di appartenenza all'Universale, il tuo stile ha rappresentato l'opposto. Non avevo detto di cambiare stile, è una cosa che non ho mai detto a nessuno. Ognuno ha il proprio stile, con i suoi intenti e le sue simmetrie o dissimmetrie. L'importante è raggiungere la cristallizzazione del proprio sentire in quello che potrebbe essere un verso.
  7. AzarRudif

    Nascosti

    salve @Vanessa99 Solo? Io non direi e rilancio con Potere, Vanagloria, Superficiali, Fobici. Questo per quanto riguarda il loro modus vivendi. Per quanto riguarda la loro funzione all'interno dell'esistenza, è diventata una razza Inutile e Irreale nel senso che le sue deviazioni mentali lo hanno portato a crearsi un'altra pseudo-realtà. Già lo fanno! Ormai sanno solo piangere sulle proprie insicurezze Basta guardare in giro ed anche in televisione: tutti che litigano con tutti e nessuno che faccia un discorso capace di incontrarsi con l'altro. Tutti che piangono per un qualunque alito di vento contrario. E' una razza diventata antipatica che un giorno annegherà nel proprio pianto. Esatto! La razza umana non ha più la curiosità dei nostri avi ed il progresso è diventato solo una ricaduta su tutti del pensiero di pochi. In questa ignoranza non ha interesse nelle spiegazioni, ma vuole solo che tutto sembri bello e amichevole per tranquillizzare le loro fobie. e su questo punto di sicuro non concordiamo, ma ognuno di noi è un'entità a se stante e dovrebbe imparare ad esistere aldilà di ogni altra entità. Il problema è che abbiamo trasformato l'esistenza in vicissitudine. Poesia che nasconde (riprendendo il titolo) una domanda rimasta sempre senza risposta sul significato dell'esistenza umana e con concetti anche condivisibili, ma trovo la loro esposizione un po' troppo in prosa e con ritorni a capo che rivederei perché interrompono troppo il ritmo della lettura. C'è anche da dire che si tratta di argomenti che assumono un valore specifico e di peso più in prosa laddove la poesia potrebbe un po' edulcorarne i significati.
  8. AzarRudif

    Non è la sosta

    Salve @eterea libellula I versi scorrono facili e veloci come per una calma pedalata senza salite e discese veloci ... ... ma con un passo che viene saggiamente scelto e comodo per guardare il paesaggio e tutto prende il ritmo di questa pedalata cui non hai dato un tempo, ma hai lasciato al lettore di scegliersi liberamente il suo (ritmo). Con la stanchezza, il paesaggio diventa l'odore acre dell'asfalto quasi a voler significare un ritorno alla realtà che distacca dalla visione più leggera dei versi precedenti. E tutto viene segnalato da un pericolo (la buca) che ci indica che il nostro cammino potrebbe essere pieno di insidie. Ma basta saperlo e rimodulare ("respirare") la propria pedalata. Decisamente pregevole questa metafora tra vita e pedalata in bicicletta in un paesaggio che rappresenta ciò che nella vita reale ci circonda. Ed i versi successivi sono la chiave di lettura di questa pedalata che si rileva una visione della vita illuminata dalla leggerezza del proprio essere capace di trasformare in cose semplici ciò che altri vedrebbero come problemi insormontabili con una bicicletta. In realtà, basta continuare a pedalare anche se una sosta è servita a ritemprarsi ed a riflettere. Eh sì, il nostro miglior difetto è quello di essere eterni! Questa poesia è un bel messaggio che invita a prendere la vita come un qualcosa che scorre comunque anche se non dovessimo pedalare. Ergo, meglio pedalare che, poi, è anche salutare. Domenica riprendo la mia bicicletta
  9. AzarRudif

    sbadiglio

    Salve @Solitèr Morire in uno sbadiglio? Troppo comodo per chi si è arrogato il diritto di regolare la nostra esistenza. Preferisco attenderlo senza sbadigliare e guardarlo in faccia. Anche se si tratta di un "andazzo" naturale dovrà sopportare il fatto che qualcuno non è d'accordo a subire decisioni altrui. Forse, è giunto il momento che capisca che consideriamo inutile un protocollo dell'esistenza che prevede un altalenarsi tra modi diversi di esistere. Oppure, potrebbe essere una situazione piacevole e con i suoi vantaggi, ma l'altalenarsi tra vita e morte dovrebbe essere una libera decisione di chi dovrebbe autogestirsi... Anche la rinascita dovrebbe essere per scelta I versi descrivono questo andamento dell'esistenza fatto di morte e rinascita rivestito da un velo che si chiama speranza e che viene alzato per rendere accettabile un qualcosa che, alla fine, subiamo con un noioso sbadiglio. Indubbiamente, versi che provocano molte considerazioni o, forse, sono andato fuori tema
  10. AzarRudif

    Spine

    C'è sempre qualcosa che ci sovrasta e ci schiaccia in basso. Vorremmo volare altrove, ma una zavorra ci àncora ad un pezzo di terra abitato da prede di un ragno o, meglio, di una storia senza via di fuga, come fosse una ragnatela. Molto suggestivi i tuoi versi.
  11. AzarRudif

    In un vortice

    @Cristina Einhver salve, i tuoi versi mi ricordano che siamo immersi in una umanità assente e non siamo noi ad essere assenti. Dove nessuno altro può arrivare. Si tratta di due luoghi in antitesi per la loro staticità, come a voler significare un qualcosa di difficile da raggiungere, ma non impossibile. Sarebbe ora di farglielo sapere
  12. AzarRudif

    [MI 141] Inside

    @Poeta Zaza ciao, questo brano mi ha ricordato le statue de "I Prigioni" di Michelangelo che sono andato a rivedere, perchè è un ricordo scolastico. Hai ripercorso la creazione di un'opera del grande scultore che, secondo Vasari, faceva emergere la scultura dal marmo come se affiorasse dall'acqua. Descrivi mirabilmente un processo che sa di misticismo, quel misticismo che non parte dall'opera, ma dal blocco di marmo (anche dal foglio bianco, se vogliamo) e va a ricercarne le forme nascoste. Forme che non sono nel marmo (o sul foglio bianco), ma sono dentro di noi e si manifestano in un'esplosione che distrugge l'involucro di marmo in mille scaglie. Questa tensione è la spinta che ti porta ad uscire da questo blocco di marmo ed a manifestarti all'artista che comporrà l'opera. Un'opera che mostrerà questa tensione inarrestabile. ti rivolgi a ciò che hai sempre sentito non appartenerti. E' chiaro che stai manifestando la tua essenza, la tua parte più vera e che, in realtà, la stai cercando. Non parli perché non ti serve lo scultore, la ricerca della tua essenza o purezza non può essere contaminata da nessun altro. Sei la scultrice di te stessa e di ciò che sapevi di essere. Da un blocco di marmo hai tirato fuori la "forma" pura ed eliminato le scorie in una sorta di trasformazione che ora non manifesta il mistero della sua riuscita o della sua "opera". Una sorta di trasmutazione alchemica che da un metallo vile ottiene un metallo nobile
  13. AzarRudif

    [MI 141] Il principio percentualistico del bene e del male

    @Solitèr salve, Segnalo prima un errore teologico che è Quello fu San Mikael, mentre Gabriele non viene mai citato, nella Bibbia, come Arcangelo, ma come un angelo messaggero ed è uno dei sette Angeli che può permettersi di stare in piedi davanti a Dio. Il racconto inizia con richiesta: Nel racconto non leggo la risposta su cosa sia il bene e cosa sia il male. D'altronde, la risposta non esiste o non è dimostrabile. Se ci si riferisce ai concetti umani di bene e di male, questi sono soggettivi e si definiscono nell'ambito della loro sfera d'azione. Gli esseri umani possono usare questi due termini come aggettivi qualificativi e come tali dipendono dal gusto di chi li definisce. In generale, il bene è per gli umani ciò che li rende felici ed il male ciò che li rende infelici. Da questo punto di vista, il racconto ha una sua validità ed una sua rispondenza a certi valori morali dove ogni società ed ogni religione ha costruito si suoi. Attualmente, tali valori si stanno liquefacendo (diventano calcoli percentuali) nel tentativo, fallimentare, di costruirne altri che, in realtà non esistono o mancano di corrispondenza con la realtà. Avevo detto che il racconto, dal punto di vista dei concetti umani, poteva andare bene, ma non va bene se si cercavano i concetti "assoluti" o universali di Bene e di Male. Se cerchiamo tali concetti, andiamo su un piano molto diverso e decisamente privo di collegamenti con i concetti umani. Già dalla filosofia greca, alcuni filosofi avevano paragonato il Bene ed il male all'essere ed al non-essere. Dobbiamo arrivare a Platone per iniziare a parlare di un livello metafisico di Bene e Male. L'Ebraismo identifica il Male con una caduta dell'essere umano e siamo sempre in ambito umano. Lo zorastrismo inventa due Dei, uno per il bene ed uno per il Male. Anche le filosofie moderne (Kant e Nietzsche) interpretano il Male riferendolo alla situazione umana. L'affermazione iniziale di Elena (riferita all'Arcangelo) si perde nel corso del racconto e sfugge la ricerca basata su due forze insite nella Creazione voluta da un Dio, ma è un discorso che si sviluppa su un piano diverso da quello dell'esistenza umana dove i concetti di bene e male sono quelli descritti nel racconto. Il concetto della mela bacata ha una sua validità, ma ha bisogno di un intervento esterno. Per fortuna l'uomo è dotato di autodeterminazione ed esiste anche la possibilità di salvare i semi della mela e piantarli per far crescere una nuova mela che ha memoria del verme e "dovrebbe" essere capace di autocurarsi o autodeterminare la volontà di farsi invadere di nuovo da un verme.
  14. AzarRudif

    ‘A zizzona

    Naturalmente, dalla "zizzona" si passa, con la fantasia napoletana, alla "figliata". LA grandezza di una "zizzona" che si apre ed all'interno c'è un lago di latte o panna con dentro decine di piccole mozzarelle non più grandi di una polpettina. Sconsiglio di guardare i video online sennò domani farete chiudere la Campania Simpatici i versi, ma ci aggiungerei del prosciutto crudo che serve a mitigare l'eccessivo sapore di latte
  15. AzarRudif

    [LP12] Uccellini

    @Roberto Ballardini sottoscrivo, ma aggiungo la musica, mi serve per concentrarmi anche se, come vedo, abbiamo gusti diversi... vabbè tanto io uso le cuffie
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