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GioLeo82

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Tutti i contenuti di GioLeo82

  1. GioLeo82

    Geopolitica del bestseller

    C’è chi parla di una presunta “geopolitica del bestseller”: sui dieci titoli più venduti della storia, nove sono inglesi o americani. Merito della lingua, relativamente facile; della potenza militare ed economica che fu prima dell'Impero Britannico e ora degli Stati Uniti d’America; ma anche del cosiddetto soft power, quella capacità di istruire, divertire e far sognare che la cultura anglosassone continua a esercitare sul resto del mondo. Vi trovate d’accordo? Noi italiani scriviamo romanzi troppo complicati o complessati che poco interessano al resto del mondo?
  2. GioLeo82

    Tre pessime recensioni

    A me fanno ridere quelle recensioni con 5 stelle su libri semplicemente dovute al fatto che: “il libro stato consegnato in modo puntuale ed è arrivato intatto e ben imballato”. Questo tipo di recensioni andrebbero spostate in un’altra categoria (“valutazione della spedizione) altrimenti contribuiscono ingiustamente ad alzare (o ad abbassare) la recensione complessiva di un libro.
  3. GioLeo82

    Geopolitica del bestseller

    Peccato che farlo tradurre in inglese mi costerebbe un capitale (oltre 400 cartelle... )
  4. GioLeo82

    Geopolitica del bestseller

    Dovremmo allora tradurre in inglese un nostro inedito, per sperare di venderlo (e bene), proponendolo alle agenzie letterarie americane e inglesi?
  5. GioLeo82

    Geopolitica del bestseller

    Mi chiedo come abbiano fatto a tradurla, dato che leggerla risulta già difficile per noi italiani. Spiace molto scoprire che all’estero interessino solo i libri italiani con argomento la mafia e la criminalità partenopea, dato che siamo anche altro...
  6. Evidentemente non gli è piaciuto abbastanza da convincerli a prenderlo, altrimenti lo avrebbero (ri)pubblicato volentieri, pur di mettere le mani su un capolavoro best seller.
  7. La cosa preoccupante è che persino tra i libri in teoria più impegnati e di qualità si nasconda del ciarpame: ad es. l'ultimo parto del blasonato Veronesi vincitore dello Strega di quest'anno: ho letto parecchie recensioni di lettori che lo hanno letteralmente distrutto... Idem i due Strega precedenti. Forse l'unico Strega decente degli ultimi anni è stato il bel libretto di Paolo Cognetti, che ho molto apprezzato per la sua semplicità vissuta e sentita. Ci vorrebbe un libero comitato anonimo di lettori contro il ciarpame, con pubblico biasimo verso le case editrici che pubblicano certi obbrobri, raccogliendo per ogni singolo caso le relative recensioni schifate dei lettori (paganti) con a fronte le recensioni/marchette incensanti dei membri del settore che non stanno né in cielo né in terra. E ogni volta che un editore raggiunge un certo punteggio negativo, dovrebbe essere costretto a pubblicare un inedito di un esordiente scegliendo tra una rosa di candidati che abbiano superato un minimo di selezione.
  8. Sono convinto che, se un libro vale, troverà comunque un editore nonostante la crisi transitoria del settore che, mi auguro, possa premiare per una volta la qualità al posto del solito ciarpame. Per quanto riguarda un'eventuale esplosione di manoscritti completati durante il lockdown dalle penne in quarantena forzata, immagino che in parecchi casi si tratti di insulsi libri sul Covid, pandemie varie e relativa esperienza, altro ciarpame tanto per cambiare...
  9. GioLeo82

    [Editor, Traduttore] Adriano Russo

    Ho contattato Adriano (Black") all'inizio di quest'anno per affidargli un compito non facile: darmi una mano a far spiccare il volo definitivo al mio romanzo storico dopo che era già stato sottoposto a un editing accurato e ben fatto sotto la guida di un precedente editor, con cui mi ero trovato molto bene e di cui ero rimasto davvero contento (oltretutto, il romanzo in sé, ancor prima di subire tale primo editing assoluto, era già stato equiparato a "Il Profumo" di Süskind per originalità, suggestioni storico/letterarie e potenzialità in termini di fortuna editoriale, da una professionista affermata del settore mediante valutazione). Concluso il primo editing, il romanzo mi era sembrato pronto; eppure, pur trovandolo originale, interessante e ben scritto, le due importanti agenzie letterarie (a pagamento) cui l'avevo sottoposto per una valutazione (sperando in un contratto di rappresentanza), dopo i tanti complimenti e l'elencazione dei molti punti di forza, hanno suggerito alcune migliorie, non contente e auspicando la perfezione (immagino, anche a fronte del fatto che sono un "signor nessuno che finora non ha mai pubblicato alcunché, e considerato che non ho la notorietà di Totti né, tantomeno, il seguito social della Ferragni...) Donde, essendomi stata chiesta la perfezione, l'ho cercata anch'io e mi sono messo a spulciare le recensioni sui migliori editor free lance su piazza, in cerca della Ferrari su cui saltare a bordo per completare gli ultimi giri (di revisione) e vincere finalmente l'ambito titolo (di copertina). L'editing è un'esperienza avvincente se trovi il professionista giusto: la auguro a tutti gli scrittori che vogliano migliorarsi, e io ho avuto la fortuna di viverla due volte. Con Adriano è stato fatto un incredibile lavoro di scavo e perfezionamento, ben al di là delle mie più rosee aspettative, dato che ci muovevamo da un già ottimo livello di partenza. Il risultato è stato eccellente, senza dubbio uno dei miei migliori investimenti, e sono pronto a sottoporlo a una nuova agenzia letteraria, alla quale puntavo già da un anno ma che finora non avevo contattato in attesa di ulteriori pareri e conferme. Per il resto, lascio che parlino un paio di messaggi significativi, veri e da me conservati, scambiati nel corso di questi mesi di editing con Adriano: *24/04/2020: "Ciao Adriano. Scusami se ti scrivo a quest'ora, ma so che hai il tel. silenzioso e quindi in teoria non dovrei svegliarti. Non ho resistito e ho dato un'occhiatina agli ultimi due blocchi che mi hai inviato. Desidero ancora una volta complimentarmi con te per l'eccellente lavoro che stai facendo, per la tua assoluta padronanza e precisione, e pure per la passione che ci stai mettendo. Ti prego: continua così. Conto su di te. GRAZIE Adriano. Sei un grande." *04/06/2020: "Ho ricevuto il nuovo blocco e si apre correttamente: grazie. Ho già dato una rapida occhiata e sono davvero molto impressionato ed entusiasta per la cura con cui hai fatto queste altre migliorie: GRAZIE. Continua così." *19/06/2020: "In generale, ti sono piaciuti i vari interventi e modifiche sul testo che ho fatto nel corso di questo giro completo di revisione sotto la tua guida? Pensi che abbia fatto un buon lavoro anch'io?" RISPOSTA DI ADRIANO: "Certo, ti sei impegnato parecchio per risolvere i vari problemi e migliorare il testo, sia sotto la mia guida sia fuori. È così che la collaborazione fra autore ed editor dà il meglio di sé." REPLICA MIA: "Sono contento: tu sei stato un forte stimolo a fare altrettanto bene e non smetterò mai di ringraziarti, perché è anche e soprattutto merito tuo".
  10. GioLeo82

    Le domande più ricorrenti alle presentazioni dei libri

    Avresti potuto risponderle con una domanda: "Per favore, prima mi dica lei perchè è venuto/a qui alla presentazione del mio libro." Sarebbe divertente se alle presentazioni le domande potesse farle l'autore.
  11. GioLeo82

    Le domande più ricorrenti alle presentazioni dei libri

    Dipende molto se si tratta del primo libro in assoluto, oppure se dell'ennesimo. Nel secondo caso, infatti, la domanda potrebbe essere: "Ma con che coraggio: ancora un altro dopo l'ultima bidonata?"
  12. Sarà un mio limite, ma io non riuscirei a scrivere altri romanzi se prima non fossi riuscito a "battezzare" e pubblicare il primo che ho scritto, soprattutto nel caso fosse ancora una creatura incompiuta e bisognosa di ulteriori migliorie, come segnalato da varie schede di valutazione in base al caso esposto sopra. Ripeto: sarà un mio limite, ma non riuscirei a dedicarmi anima e corpo a nuovi romanzi senza aver prima completato, cesellato e pubblicato il primo. Piuttosto, impiegherei tutte quelle energie per far fare il salto di qualità al primo romanzo, invece che disperderle in nuovi progetti. Solo dopo aver chiuso tale capitolo, solo dopo aver davvero messo un punto definitivo in tal modo al primo romanzo, riuscirei ad accantonarlo davvero e potrei aprirmi alla scrittura di un nuovo romanzo nel modo migliore, vale a dire al massimo delle mie possibilità creative e senza altri tarli o distrazioni.
  13. Soprattutto, nella questione ipotetica di partenza, manca una premessa importante: non si dice se il danaroso autore in questione avesse o meno tentato con grossi editori free in precedenza, ottenendo ripetuti rifiuti pur a fronte di un testo valido. Inoltre, mi si scusi ma trovo tale esercizio fermo a qualche decennio fa, dato che oggi chiunque, dopo ripetuti rifiuti immotivati, ovviamente e logicamente ricorrerebbe al self publishing (ad esempio su Amazon), dato che non costa nulla e in più garantisce sia una vasta distribuzione sia visibilità, invece che ricorrere a un editore a pagamento (io preferisco chiamarli "tipografi"...) che invece costerebbe tanto e non offrirebbe distribuzione né visibilità. Insomma, trovo la questione di partenza del tutto irreale e illogica.
  14. GioLeo82

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Io spero che, come anche la storia insegna, dopo la crisi possa seguire un periodo di boom e ripresa, dove sia le imprese sia la gente siano desiderose di ripartire e investire con entusiasmo. Spero che le agenzie letterarie continuino a fare il loro mestiere di scouting di nuove proposte (anche perché vivono soprattutto di questo) e spero anche che le case editrici continuino a scommettere su nuovi autori esordienti, invece che puntare solo sugli scrittori già affermati, anche perché le penne famose prima o poi moriranno e, nel frattempo, si spera che ne vengano scoperte e lanciate delle altre di nuove che possano prenderne il posto come normale ricambio naturale.
  15. Uno scrittore, come dice il nome stesso, scrive; ma non basta: uno scrittore deve essere letto!
  16. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    Di nuovo ciao a tutti, Dopo la discussione "Muri di testo: come evitarli" che ho appena postato, alla luce di alcune criticità segnalatemi su una scheda di valutazione piuttosto positiva che ho appena ricevuto sul mio romanzo inedito, ecco la seconda questione che desidero condividere con voi (magari esiste già una discussione che tratta lo stesso argomento, nel qual caso chiedo venia...) A un certo punto, nella sezione della scheda dedicata allo stile, c'è scritto: "La scrittura del romanzo è molto descrittiva, a tratti documentaristica, per nulla evocativa. Le diverse figure e le azioni dei personaggi vengono infatti descritte nei dettagli e con precisione, senza lasciare mai nulla all’immaginazione del lettore che, pagina dopo pagina, vede costruirsi davanti a sé un quadro sempre più preciso e definito, tratteggiato con gran dovizia di particolari. In generale, l’opera è di piacevole lettura, la quale risulta fluida e scorrevole. La scrittura è semplice ma efficace, mai banale; non c’è mai nulla di superfluo nella narrazione, perfettamente in grado di trasmettere al lettore ambiente e suggestioni, risultando così solida e consistente..." Ebbene, fermo restando che la seconda parte (da "In generale" in poi, sembra quasi contraddire in parte quanto detto prima...), ammetto che il mio stile narrativo a volte possa apparire molto cinematografico e puntuale nel narrare quanto accade; in ogni caso, come si può rendere più "evocativo" il proprio stile? Per evitare di non lasciare nulla all'immaginazione del lettore? (nonostante, francamente, non mi sembra di aver esagerato così tanto in tale tipo di eccesso...). Vi ringrazio per il supporto, soprattutto se fornirete gentilmente anche qualche esempio concreto.
  17. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    Intendevo attraverso similitudini, metafore e altre figure retoriche. Invece, qualcuno potrebbe per favore fornire qualche esempio di come evitare di dare troppa "pappa pronta" al lettore, facendo in modo che intuisca e faccia 2+2 da solo? Grazie
  18. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    Grazie per il tuo prezioso contributo, per te quindi l'effetto evocativo nei confronti del lettore si può ottenere facendo ricorso a delle metafore A coloro i quali stanno leggendo questa discussione e avessero altre idee in merito: sarebbe utile accumulare qui di seguito anche i vostri contributi, soprattutto esempi concreti, su espedienti con cui rendere più evocativo lo stile di scrittura. Grazie a tutti.
  19. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    Grazie, come vorrei davvero che fosse così...
  20. GioLeo82

    Muri di testo: come evitarli?

    Salve a tutti, Ho appena ricevuto una scheda di valutazione molto positiva sul mio romanzo inedito nella quale le poche criticità segnalate, abbastanza condivisibili, mi saranno senz'altro utili per migliorare ulteriormente il testo. In particolare, ce ne sono due che ho scelto di segnalare qui sul WD per avere una vostra opinione in merito. La prima è quella indicata nel titolo mentre, per la seconda, andrò a creare un'altra discussione ad hoc. A un certo punto della scheda c'è scritto: "Nel romanzo le pagine si presentano molto corpose, caratterizzate da muri di testo." Ora, la prima cosa che ho pensato dopo aver letto queste parole è stata: Ovvio: trattandosi di un libro, ed è normale che sia composto di pagine di testo...! Peraltro, ho creato capitoli abbastanza brevi (in media 6 pagine) per non stancare troppo il lettore, tant'è vero che, a fronte d'un romanzo di 500 cartelle, i capitoli sono ben 43. Certo: ogni tanto accade che ci sia qualche capitolo più lungo, composto di 10 o 11 pagine, che al lettore abituato ai capitoli mediamente più brevi letti fino a quel momento, forse (ipotizzo) potrebbero un attimino apparire "insoliti". E poi, soprattutto, c'è da dire che non avevo potuto creare dei sotto-paragrafi all'interno dei singoli capitoli (inserendo delle righe vuote tra le sezioni di uno stesso capitolo in cui ci fosse un minimo di stacco a livello di intreccio per dare un po' di respiro, anche visivo, al testo), per non far lievitare il numero totale di caratteri del file di testo, spazi inclusi, dato che si trattava di una scheda di valutazione a pagamento basata su un preventivo proporzionato alla lunghezza del file...! Quindi, le pagine possono apparire "corpose" per tale motivo (e, per chi desiderasse pagine mezze vuote, o con tante righe bianche tra un paragrafo e l'altro, o con un interlinea più spazioso, ci sarà sempre tempo per provvedere in tal senso quando si arriverà (si spera) in fase di pubblicazione dato che, al momento, quella fornita è solo una bozza PDF del testo. In ogni caso, mi ero basato sulle regole standard di formattazione per quanto riguarda dimensioni font, interlinea etc...) Pertanto, la domanda è: cos'altro potrebbero essere questi benedetti "muri di testo" ed, eventualmente, come si potrebbero risolvere? Confido nelle vostre preziose opinioni e vi ringrazio.
  21. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    E tu invece, Marcello, come interpreti quel punto? Grazie
  22. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    Dici? Grazie, spero davvero sia come pensi tu, anche se non sembra proprio chiaro né univoco per come sta scritto sulla scheda (soprattutto quando si scrive: "per nulla evocativa", lì mi suonava come qualcosa di negativo...)
  23. GioLeo82

    Come rendere più evocativo il proprio stile narrativo

    Grazie Ma, di fatto, questo tuo esempio assomiglia abbastanza a come scrivo io nelle parti dialogate, ragion per cui il giudizio espresso dall'autore della scheda di lettura a carico del mio stile appare leggermente eccessivo (ma qualcosa di fondato ci dovrà pur essere). Magari, azzardo, potrà essere legato al fatto che il mio romanzo sia scritto in prima persona? Il lettore vede unicamente attraverso il filtro del protagonista il quale, narrando col verbo al passato una vicenda trascorsa (un giallo storico in cui si accumulano a poco a poco le deduzioni e gli indizi raccolti dal solo protagonista narrante), deve necessariamente dettagliare i suoi ricordi, mancando un narratore esterno che possa fornire o far intuire tutto il resto (dettagli, particolari, fatti etc) mediante gli altri mezzi, più numerosi e potenti, normalmente a disposizione di un narratore onnisciente in terza persona (non a caso definito "deus ex machina"...)
  24. GioLeo82

    Muri di testo: come evitarli?

    Ah è vero: ho invertito io...! Ma che bello allora: sembra quasi una magia! Non vedo l'ora di mettermi lì e andare a capo Grazie
  25. GioLeo82

    Muri di testo: come evitarli?

    Ah, grazie @M.T. Speriamo Nel caso, invece, si utilizzasse il contatore del link segnalato da Marcello, che ringrazio, tenuto conto che una cartella è pari a 1.800 caratteri spazi vuoti inclusi, passando mediamente da 240 a 245 caratteri e considerando il mio caso di tot. 500 cartelle, facendo la proporzione 240 : 245 = 900.000 : X, la nuova lunghezza media tot. X verrebbe pari a 918.750 con un incremento tot. di 18.750 caratteri, pari a 5 cartelle e mezza in più: mediamente almeno un cinquantone di euro in più nel caso di un editing...
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