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Gioia92

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  1. Vi lascio alla seconda parte del capitolo 8. Devo ammettere che questo capitolo l'ho scritto di getto e l'ho voluto postare qui sopra per capire dove potevo migliorarlo visto che avevo dei dubbi al riguardo. Amiche? «Hai per caso la pasta anche le penne vanno bene e la panna? E magari qualcosa per fare un dolce». Avevo in mente qualcosa da preparare per questa sera. Irene mi porse le cose che le avevo chiesto. «Ti dimentichi degli ospiti che hai, non dovevi portargli da bere?» le ricordai. Irene prese i bicchieri con l'acqua e li portò agli altri mente io mi misi a cucinare. Mi misi a cucinare il pollo, intanto misi l'acqua per la pasta, dopodiché mentre il pollo stavo cuocendo feci il dolce un millefoglie con la crema pasticcera e lo spolverai con lo zucchero a velo dopodiché lo misi in frigorifero. Guardai il pollo e l'acqua se bolliva poi presi una padella e la misi a riscaldare con l'olio, dopo un po' aggiunsi il prosciutto, intanto che l'acqua bolliva ci buttai il sale e le penne e girai. Feci cuocere un po' il prosciutto dopodiché misi la panna e lasciai per qualche minuto a cuocere poi spensi. Sentii mio figlio ridere mi affacciai alla porta della cucina e lo vidi, stava giocando insieme a Claudio. Non ci potevo credere, stavano giocando insieme e si divertivano anche molto. Dopo aver visto mio figlio felice tornai a cucinare, Irene mi raggiunse gli dissi cosa avevo fatto di buono. «Visto che ho quasi finito che ne dici di andare ad apparecchiare? Almeno quello lo sai fare?» gli dissi scherzosamente. «Ah, ah, molto divertente» rise e andò in salotto a preparare la tavola. CLAUDIO Arrivammo davanti casa di Irene e mentre stavo citofonando Chiara mi fermò. «Cosa vuoi Chiara?» chiesi un po' infastidito. «Claudio ti prego, non sbavare dietro a quella Angela, lo vedi che ha già un figlio» disse preoccupata. « E allora? Anche se ha già un figlio? Cosa c'è hai paura che mi innamori e ti lascio sola.» dissi freddamente. «No, non è questo il punto. Ti potrebbe ferire e io non ti voglio vedere con il cuore spezzato per una ragazza qualunque, non la conosci neanche. Non è la persona che dice di essere». Cosa voleva dire Chiara con quelle sue ultime parole? Cosa mi stava nascondendo? «Siamo amici, A te, non ti deve interessare ciò che faccio o non faccio. E cosa intendi dire che non è la persona che dice di essere? Cosa mi stai nascondendo Irene? No, non lo voglio sapere. Chiudiamo qui il discorso. Irene ci sta aspettando per cenare tutte e tre insieme». Detto ciò, citofonai, Irene ci aprì salimmo con l'ascensore visto che stava all'ultimo piano. Chiara mi faceva sempre arrabbiare, non si doveva interessare ai fatti miei. Dopo il mio incidente era diventata ancora di più insopportabile, non vedevo l'ora di poter ricordare tutto. Entrammo in casa di Irene che ci invitò a sedersi, chiacchierammo. Dopo un'ora che eravamo lì fra chiacchiere ed altro sentimmo citofonare. Chi poteva essere? Sentii uscire dalla bocca di Irene il nome di Angela. No, non poteva essere lei. Si, eravamo amici, però ancora ricordavo le sue parole non si fidava di me. C'ero rimasto male ma prima o poi avrei scoperto il suo passato e l'avrei distrutta. Stavo pensando a questo e non mi ero accorto che era arrivata. Quando gli strinsi la mano per salutarla, sentii un brivido corrermi lungo la schiena e il cuore battere all'impazzata. No, non poteva essere. Non mi potevo innamorare di lei. Io, non mi sarei mai legato a nessuna. Quando mi lasciò la mano sentii un vuoto dentro di me. La vidi scomparire in cucina insieme ad Irene, intanto Chiara mi guardava rabbiosa. «Ti va di giocare con me alle macchinine?» mi chiese Tiziano. «Va bene. Dai andiamo a sederci lì sul tappetto» gli dissi per stare più comodi. Iniziammo a giocare, ridevamo e scherzavamo. Tiziano è un bambino davvero speciale. Mi sarebbe dispiaciuto vederlo soffrire. Ma Angela mi aveva snobbato e nessuna lo poteva fare. Sembrerò esagerato ma voi non potete capire. C'è qualcosa in Angela che mi fa impazzire, tira fuori di me lati che non conoscevo e questa cosa non mi piaceva per niente. Immaginate, che io prima di oggi non avevo mai giocato con un bambino. Non andavo neanche più a letto con le altre donne e questo non andava bene per niente. «Non ho più voglia di giocare» sentii dire da Tiziano. «Come mai piccolo?» chiesi sorpreso dalla sua reazione, era triste. «Non ti piace» disse semplicemente. «Ma no, mi piace e anche molto. Scusa se sono stato distratto». Stavo pensando ad Angela e avevo smesso di prestare attenzione a Tiziano. Quella ragazza mi mandava in confusione. «Ragazzi, la cena sarà pronta tra poco. Chiara, ti va di aiutarmi ad apparecchiare?» sentii Irene rivolgersi a mia sorella. «Se proprio devo» va sempre così. Ultimamente Chiara è cambiata molto chissà come mai. Per esempio l'altro giorno è venuta a trovarmi sul posto di lavoro cosa che no fa mai, mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto che presto avrei ricordato tutto. Ma tutto cosa? Non lo sapevo neanche io. L'unica cosa che sapevo e che nel suo sguardo c'era una luce diversa. Dopo all'incirca venti minuti ci mettemmo tutti a tavola e Angela ci servì la cena con addosso un grembiule di un verde orrendo ma che a lei, stava d'incanto. Una volta serviti tutti, iniziammo a mangiare in un silenzio assordante. Il tempo a tavola passò velocemente anche grazie ad Irene che, dopo un po' stufa di tutto quel silenzio iniziò a chiacchierare e a fare mille domande: sul lavoro, sui nostri genitori, sul ragazzo di mia sorella, cosa di cui io ero all'oscuro ma che Chiara non rivelò molto su di lui, solo che presto l'ho avremmo conosciuto. Arrivò l'ora di andare a casa anche se io avrei preferito restare ancora un po'. «Grazie per la cena, era tutto squisito» dissi rivolgendomi ad Angela. «Grazie» mormorò arrossendo. Dio, com'era bella. Mia sorella dal canto suo non si degnò di salutare nessuno. «Scusatela, ha avuto una giornata storta» dissi «Buonanotte» risposero «Buonanotte» chiusi la porta di casa e scesi le scale consapevole che il piano che avevo in mente a mano, a mano che frequentavo Angela si stava sgretolando.
  2. Gioia92

    Demonite - 2\3

    Questo passaggio, non mi è molto chiaro Hester è morta ma la figlia la può vedere? Se è così ti conviene specificarlo perché altrimenti il lettore ci fa confusione Mi ricordo che nel primo capitolo lui va al cimitero però non che porta a casa sua moglie morta. Lo dovresti spiegare ripartendo da dove hai lasciato, spiegando come padre e figlio possono vederla e perché lei sia uno zombie. dopo Netflix ci metterei il punto perché finisci di elencare e toglierei il cioè Toglierei anche il punto è: visto che l'hai scritto anche poco prima e poi le sue abitudini ci metterei i due punti perché inizi ad elencare ciò che a lei mancava di più. La storia di per sé mi piace molto anche se ci sono dei buchi nella trama che dovresti riempire, perché molte cose non si spiegano- Tipo Hester come ha fatto a diventare uno zombie? Perché l'hanno nascosta al cimitero e non l'hanno tenuta in casa con loro, non mi sembra che lei sia un fantasma come se non ricordo male correggimi se sbaglio avevi lasciato intuire alla fine del primo capitolo. Non vedo l'ora di leggere la terza parte, sono molto curiosa.
  3. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 8

    @bwv582 ciao, non ti preoccupare anche io sono mancata dall'officina, questo capitolo mi sa che mi è venuto male ecco perché l'ho postato qui per capire dove avessi sbagliato e ancora non è finito essendo che più di tot parole non si possono postare. Ti ringrazio anche a te per i consigli
  4. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 8

    @Lizz grazie mille per i consigli, ho il grande difetto di far leggere senza aver prima riguardato ciò che ho scritto terrò a mente ciò che mi hai detto. Grazie ancora
  5. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 8

    @mercy ciao, grazie mille per i consigli ne terrò a mente quando lo edito e si lo mandato senza rileggere è un mio grande difetto.
  6. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 8

    AMICHE? Amicizia è ascoltare gli altri come vorresti che gli altri ascoltassero te. Anonimo ANGELA Eravamo alla fine di Novembre mancava poco al Natale. Irene aveva invitato me e Tiziano a passare il giorno di Natale con lei, ero molto titubante non sapevo se accettare oppure no. Io e Tiziano ormai passavano le feste sempre soli, forse era l'ora che anche io mi facessi delle nuove amiche e iniziassi di nuovo a fidarmi delle persone. «Allora Angela, hai deciso cosa fare?» mi chiese Irene mentre eravamo a lavoro. «Manca ancora tanto al Natale, come mai vuoi saperlo già da ora?» chiesi incuriosita da tanta determinazione, ogni giorno mi faceva la stessa domanda. «Per organizzarmi, ovvio» mi fece l'occhiolino, mi sorrise e andò a servire un tavolo. Sorrisi anche io, quella ragazza era davvero determinata, mi piaceva come persona e qualcosa mi diceva che saremo diventate ottime amiche. Alla fine della giornata, mentre stavamo pulendo la sala mi ritrovai di nuovo Irene accanto. «Angela, stavo pensando che ne dici se te e Tiziano domani sera venite a cena da me?» Sapeva che avevamo lo stesso giorno libero. «Va bene» . Irene sembrava una ragazza perbene. Mi lasciò il suo numero, fuori dal ristorante ci salutammo e io me ne ritornai a casa da mio figlio. Arrivata c'era Chiara ad aspettarmi come sempre. «Ciao Chiara, come va?» chiesi appena entrata in casa. «Io vado, buonanotte Angela» aveva ignorato la mia domanda , ancora non capivo cosa le avessi fatto di male. Andai in camera di mio figlio, stava dormendo beatamente, chissà che sogno stava facendo. Chiusi la porta e andai in camera mia, ero stanca quel giorno non mi ero fermata molto. Mi addormentai pensando che il giorno dopo sarei andata a casa di Irene e avevo un po' paura. Quando mi svegliai, avevo Tiziano accanto che mi stava guardando. «Giorno amore della mamma, che ci fai già sveglio» gli dissi mentre gli passavo una mano tra i capelli e mi alzavo. «Giorno mamma. Ho fame» «Andiamo forza, ti preparo la colazione» Andammo in cucina. Preparai il latte con il cacao e i biscotti, ci sedemmo a tavola e mangiammo in silenzio. Io assorta nei mie pensieri del passato. «Tiziano, ti va di andare a fare un giro?» non volevo che rimanesse tutto il giorno in casa. «Va bene» si alzò da tavola e andò a cambiarsi. Io intanto sistemai la cucina e dopo andai anch'io a prepararmi. Uscimmo di casa e ci dirigemmo al parco, arrivati c'erano altri bambini, Tiziano andò a giocare con loro. Mi sedetti su di una panchina a leggere un libro, ogni tanto alzavo lo sguardo per vedere cosa facesse mio figlio. Verso l'ora di pranzo rientrammo in casa, preparai dei piatti semplici e dopo aiutai mio figlio con i compiti. Verso le 18:00 ci preparammo per andare a casa di Irene che nel frattempo mi aveva mandato la via di dove abitava per sms. Seguii le indicazioni che due ragazzi mi avevano dato e presto mi ritrovai sotto casa sua, iniziai a cercare il campanello di Irene, quando lo trovai citofonai, mi rispose subito. «Chi è?» domandò «Irene, sono Angela» «Dai su, salite» ci aprì il portone e salimmo con l'ascensore, arrivammo così all'ultimo piano. Viveva in un attico bellissimo era grande e spazioso. Subito appena entrati ci trovammo in un salotto grande con un divano in mezzo e davanti era situata una televisione attaccata alla parete a schermo piatto, sotto era situato un cassettone con sopra un DVD, appese alle pareti c'erano fotografie sue e della sua famiglia e altre con i suoi amici. Entrammo e ci salutò con un abbraccio e un bel sorriso ma notai che non era sola, seduti sul divano c'erano Chiara e Claudio. «Ho invitato Chiara e lei a portato anche lui, non sapevo che il bel manzo fosse suo fratello» mi disse sottovoce non facendosi sentire dai due ospiti per me inattesi. Quando incrociai lo sguardo di Claudio sentii un brivido corrermi lungo la schiena ero rimasta imbambolata, mi persi in quegli occhi color del mare belli e profondi. “Siamo solo amici” mi ripetevo nella mente ma non stava granché funzionando. Sentivo nascere qualcosa che da troppo tempo non provavo. Non potevo innamorarmi di nuovo, avrei sofferto e non potevo permetterlo perché ora avevo Tiziano ed era la cosa più importante per me. Mi accordi che ancora gli tenevo la mano, la lascia subito. «Scusa» lui sorrise. Dio, che sorriso stupendo che aveva. Si mise all'altezza di mio figlio. «Ciao anche a te, Tiziano» «Ciao». «Ciao Angela, Tiziano» ci salutò Chiara freddamente. Ancora dovevo capire perché da un giorno ad un altro era cambiata. Irene ci invitò a sedere, chiedendoci cosa volessimo da bere, gli chiesi dell'acqua e anche mio figlio. Scambiammo qualche parola poi Irene mi chiese di raggiungerla in cucina. Quando la raggiunsi la vidi molto preoccupata. «Angela, io non so cucinare ma vi ho invitato lo stesso a cena e ora non so cosa fare». «Non ti preoccupare, ti aiuto io. Mi sorge un dubbio come fai a conoscere Chiara e Claudio? Al ristorante mi dicesti che non conoscevi Claudio» Divenne rossa, cosa stava succedendo? «Si, ehm in realtà conosco Chiara e Claudio da un paio di anni. Scusami ti ho detto una piccolissima bugia, ma non ti arrabbiare, ti posso spiegare tutto.» Ero rimasta scioccata perché mi aveva mentito? Proprio ora che mi iniziavo a fidare di lei. «Sentiamo che hai da dire a tua discolpa?» dissi severa. « Vedi Angela, c'è stato un tempo in cui mi ero innamorata follemente di Claudio ma lui non l'ha mai saputo vedi come ti ho già detto è un dongiovanni, insomma lui si è trasferito a Siena per un paio di anni pensavo che la cotta per lui mi fosse passata ma quando è tornato è riaffiorato tutto in più lui ha avuto un incidente e non ricordava nulla. E io, beh io pensavo di approfittarmene e farlo innamorare di me però non ha funzionato. Con il tempo ha iniziato a ricordare non tutto e per me non c'è stata alcuna chance. Ora la cotta per lui mi è passata. Scusami Angela se non ti ho detto da subito la verità mi sento una sciocca per aver creduto che questa volta potesse funzionare con lui. Perdonami se puoi, per favore non ti voglio perdere come amica, anche se ci conosciamo da poco per me sei troppo importante, una vera amica». Mentre parlava aveva le lacrime agli occhi. Come potevo non perdonarla? In fondo Claudio piaceva a tutte e potevo sorvolare per una volta su una piccola bugia che era stata detta a fin di bene. Mi venne un dubbio, Irene aveva detto che Claudio era stato a Siena per un paio di anni? Lui era nella mia città, lui poteva conoscere Davide. Chi era davvero? Mi stava iniziando a mancare il fiato, la testa mi girava e avevo troppe domande senza risposte. «Angela stai bene?» chiese Irene riportandomi alla realtà. «Irene, non c'è bisogno di chiedermi scusa. Vedi, però non mi piacciono molto le bugie per via di ciò che mi è successo in passato. Amo la sincerità. Ho iniziato da poco a fidarmi di nuovo delle persone cosa che per me è difficile da fare, dopo ciò che mi è accaduto» cercai di spiegargli. «Cosa ti è accaduto di così orribile da non poterti fidare delle persone?» «A questa domanda ti risponderò quando mi sentirò pronta di raccontarti del mio passato. Perdonami, ma davvero non riesco a parlarne con nessuno» dissi quest'ultima frase con un filo di voce. Per me era ancora dura, era ancora una ferita profonda e aperta, ogni vota che ci pensavo mi sentivo squarciare dentro come essere divisa in due. Come se mi stessero dividendo anima e corpo. Non so se mai sarei guarita ma di una cosa ero sicura non mi sarei mai più innamorata o così pensavo. «Non ti preoccupare Angela, quando vorrai e te la sentirai, sappi che la mia porta è sempre aperta.» Irene mi riportò alla realtà con le sue parole. «Grazie» mi stampai di nuovo un sorriso sul viso poi chiesi: «Hai problemi con la cena, vediamo cos'hai in frigo?» cambiai discorso volevo solo non pensare che Claudio potesse conoscere Davide. «Certo» aprì il frigorifero e vidi che c'erano le verdure ed il prosciutto, il pollo che probabilmente aveva scongelato per la cena.
  7. Gioia92

    Demonite - 1\3

    Non si può sentire dire ha fatto sempre più spesso, forse ti conviene dire come ha fatto molto spesso negli ultimi tempi. qui invertirei la frase: la dimora di Hester si trova nelle vicinanze dello stadio e quella sera si disputa una partita importante. Lecito presumere che Robert incontrerà qualche difficoltà a trovare parcheggio. Qui dici che il ponte è deserto come il parcheggio quindi la partita è finita? Oppure è appena iniziata? Non si capisce granché bene. Io quando vado alla partita vedo i tifosi di entrambe le squadre per strada che stanno entrando allo stadio. Questo primo pezzo di racconto mi piace molto anche se forse usi un po' troppi paroloni e per chi non è abituato a leggere non capirà molto. Non si tratta del mio caso ma un lettore che si approccia per la prima volta ad un racconto si annoierà a dover andare a cercare il significato delle parole, ma questo è solo un mio punto di vista, tutto qui. Mi è piaciuto il finale in cui sveli che Hester sia morta Devo essere sincera questo è l'unico passaggio che non ho capito se mai leggerai il mio commento e me lo volessi spiegare te ne sarei grata. Hai una scrittura fluida e ricercata, se ho ben capito correggimi se sbaglio questo è un racconto fantasy in cui hai inventato anche una città Leggerò anche la seconda parte sono curiosa di vedere come continua :)
  8. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    @bwv582 hai fatto benissimo. Buon fine settimana anche a te
  9. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    @bwv582 lo so, I rischi a cui vado incontro. Sono già informata da un paio di anni, altrimenti non avrei mai chiesto il permesso prima. Ma ci sarà solo lui come persona reale gli altri inventerò i nomi 😀😁
  10. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    @bwv582 un altro appunto il giocatore sa già che scrivo la storia su di lui glielo chiesto proprio ieri ed è stato felice di ciò ovviamente non la pubblicherò su Amazon ma solo su wattpad 😊
  11. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    @bwv582 ciao, ho finito il capitolo 8 dell'altra storia c'ho messo moltissimo perché sono dovuta stare dietro a mia nonna che stava male poi a Gennaio purtroppo è morta e non c'è la facevo a scrivere. Ora mi si è rotto pure il PC 😢😢 quest'anno è iniziato male. Grazie per i tuoi preziosi consiglio spero di mettere il capitolo anche dell'altra storia.
  12. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    Grazie mille, in effetti ho sbagliato io a metterlo nei racconti lunghi era da quest'estate che non entro e mi sono confusa 😅😅 lo farò di sicuro presente a qualcuno.
  13. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    PROLOGO Ed eccomi ancora qui allo stadio di Siena. Ebbene si, mi sono appassionata del Siena anche se, per dire il vero è da quando era in serie A lo seguo. Sono comodamente seduta in tribuna centrale, posso vedere tutto il campo e i giocatori, sono elettrizzata. Stanno per entrare in campo, è sempre un emozione sentire la Curva cantare. Oggi lui non c'è, ho sentito che si è infortunato. L'ho conosciuto l'anno scorso anzi per meglio dire l'ho visto giocare ed è davvero bravo. Sto farneticando e come sempre chi sta scrivendo si è dimenticata di dire per prima cosa il mio nome. Ma, com'è possibile ogni volta è la stessa storia, imparerà mai? Penso di no. Ma, torniamo a noi, farò da sola. Piacere mi chiamo Olivia, ho ventisette anni e sono una tifosa della ROBUR. Questa è la mia storia e, del giocatore del Siena che ho conosciuto e per cui mi sono innamorata e per cui alla fine... Facciamo così lo scoprirete più avanti. Non vi svelerò il suo nome ma, solo il numero della sua maglia. Ha il numero 8 ed è un centrocampista.
  14. Gioia92

    Paura e delirio al Sesto girone

    Qui non sarebbe meglio Tito l'osservava? Devo essere sincera questa frase non l'ho capita. Cosa intendi per senso distorto dello stile? Questa frase non mi convince molto così com'è scritta. Più che altro non mi torna diede l'ultima sospirata dalla canna d'erba. Così scritta mi suona male a leggere. Non è meglio fisionomia? 🤔🤔 Una coltre nebbia innaturale secondo me sarebbe meglio. Era la ragazza che aveva visto all'ingresso. Il racconto mi piace molto, ti ho fatto solo alcuni appunti decidi te se cambiare oppure no. Devo dire che sei riuscito a darmi varie sensazioni. Hai una scrittura fluida e chiara mi piace molto.
  15. Gioia92

    L’amore a natale - Prologo

    @Mauro86 Ciao, grazie per essere passato e grazie per avermi detto dell'errore proprio non l'avevo visto quando l'ho pubblicato È stato un bene che se ne sia andato: queste semplici parole non vogliono andar via dalla mia testa. Se non fosse stato per i miei genitori, lui sarebbe ancora qui con me. Sono stati i genitori ha dirgli quelle parole Si lo devo migliorare e lo sto facendo
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