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sallythecountess

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  1. sallythecountess

    Rock n' roll & biscotti---- Capitolo 1 (prima parte)

    Grazie mille Bradipi!Neanche la mia prof che insegna linguistica da 27 anni mi fa correzioni così approfondite, lo apprezzo moltissimo. Concordo con quasi tutte le tue correzioni, ho solo qualche cosina da specificare su un paio di punti: 1 Sì, ovviamente Sarah è un'alcolista, una che ha un po' di problemi, ma specificherò che si spoglia prima di andare a letto. 2 Il ricordo lo ama e lo odia, sai neanche lei sa cosa prova. 3 Per quanto riguarda la storia degli USA, non è così, te lo dice una che ci ha vissuto per sei mesi. Comunque credi che devo specificare che lo studio era al secondo piano? 4 Piccola curiosità: Hai usato Wordsmith tool o li hai contati i possessivi? Grazie mille comunque. Mi sono stati molto utili i tuoi appunti,anche se sono rimasta con una curiosità: "Orrori" a parte, ha stuzzicato un pochino la tua curiosità?
  2. sallythecountess

    Lo chiamavano Black

    Il testo è molto interessante. Lo stile non è certamente dei più semplici,ma ritengo che sia scorrevole. Il linguaggio cattura completamente l'attenzione del lettore e lo spinge a continuare. La trama non è, forse, molto originale ma è trattata in modo interessante. Il protagonista mi è piaciuto molto. Mi ha riportato alla mente i film degli anni cinquanta e di James Bond. Mi è rimasto comunque un dubbio: E' una spia? Un killer? Un malvivente? Probabilmente quest'ambiguità è voluta e rende il personaggio ancora più interessante. Il testo in realtà mi è piaciuto molto, adoro i personaggi come Black e adoro le splendide descrizioni. Complimenti.
  3. sallythecountess

    Rock n' roll & biscotti------Capitolo 1 (seconda parte)

    Da questi pensieri fu scossa bruscamente dal rumore del pugno di Philip che sbatteva sul tavolo. “Credete davvero di essere ancora mega rock stars? Beh allora perché nessun’altra casa discografica vi ha voluti??Ve lo dico io, perché non valete un cazzo. Siete solo delle bimbette lamentose di 40 anni che si comportano da star isteriche alla Mariah Carey. Ultima chance se in una settimana non combinate qualcosa vi caccio a calci nel culo.” Tutti si scossero e bisbigliarono.“Capo non fare così” disse con tono dolce e voce straordinariamente profonda Steve “Noi siamo bloccati ad un punto morto col singolo, ma almeno lo abbiamo scritto. La band ci sta mettendo dell’impegno, ma la colpa è nostra se non siamo ancora riusciti a fare nulla.” Philip allora lo guardò con sguardo da aquila e disse “Bene,vuol dire che se in una settimana non produrrete niente io non caccio a calci in culo solo loro,ma anche te e Jim.Riunione finita.” Detto questo se ne andò lasciando tutti perplessi. La più perplessa in tutto questo era Sarah, che non aveva idea di quale fosse il suo posto in quel momento. Continuava a chiedersi, con l’espressione facciale di un fumetto giapponese “andare o restare, andare o restare, andare o restare”,quando Missy la informò che era stata assegnata a Steve per quel giorno, dato che Philip era andata via. Steve la guardò con i suoi meravigliosi occhi azzurri e le chiese di andare a prendere caffè per tutti. Lei obbedì immediatamente con un sorriso. Era contenta di uscire da quella situazione imbarazzante. Al suo ritorno la band, Steve, Jim e gli altri si erano spostati in una grande sala e Sarah nel portare il caffè sorrise. Non era la prima volta che vedeva una sala d’incisione, ma non l’aveva mai vista così grande. Si sentì felice, senza neanche sapere bene il perché. In fin dei conti già a 17 anni aveva prodotto un disco,quindi non c’era niente di nuovo per lei, allora perché sorrideva? Improvvisamente le tornarono alla mente scene del suo passato. Lei al mixer insieme a dei ragazzi. Già…di nuovo quel ricordo. Sorridendo consegnò il caffè a tutti, ma chinandosi per passare il caffè al bellissimo Jeoy Stanley, questo le disse “Grazie dolcezza”e prima che lei potesse rispondere o ritrarsi, la baciò. Sarah sussultò, un brivido la scosse dalla testa ai piedi. “Dovrebbe saperlo la me di 11 anni fa questa cosa, morirebbe”pensò subito e aggiunse “Dio santo,ma è stupendo!” A quel punto, tutta rossa e imbarazzata, lo ringraziò e lui le rispose con uno stupendo sorriso,che la lasciò per qualche secondo senza fiato. “A quanto pare mi risollevi l’umore della truppa,eh signorina?”le disse Steve, che aggiunse “No, non andare aspetta. Sai accordare una chitarra?” Sarah sorrise e intimidita rispose affermativamente. “Bene” aggiunse Rob, “questa almeno me la risparmio”. Nell’accordare la chitarra Sarah non poté fare a meno di ascoltare il pezzo che loro mandavano a ripetizione. Immediatamente le saltò all’orecchio che c’era una stonatura, che basso e batteria seguivano ritmi completamente diversi ed era necessario velocizzare quest’ultima. Lo notò, ma non disse nulla. Non voleva farsi ulteriormente notare. Finito di accordare uscì per delle commissioni e ritornò due ore dopo. Il morale della band e dei produttori era a terra. Continuavano ad ascoltare e riascoltare la stessa parte senza tregua! Sarah ci pensò un po’ e poi, titubante e insicura,con un filo di voce esternò a tutti la sua supposizione. Jeoy spalancò gli occhi e la guardò sconvolto. “Geniale!”è tutto ciò che riuscì a dire, ed era strano che uno come lui perdesse le parole. Erano tutti incredibilmente felici per aver sciolto quel nodo. Adesso per la band c’era di nuovo una speranza. Steve era profondamente colpito, ma anche molto seccato. “Aspetta”le disse “vuoi ascoltare gli altri pezzi e darci un’opinione?” Il cuore di Sarah esplose! Lei sorrise,ma sorrise sul serio. Era fiera di quello che aveva fatto e per un po’ fu felice. Uno dei ragazzi più giovani in sala fu mandato al suo posto a prendere il caffè, mentre lei veniva interpellata su tutto. Dopo 4 ore in cui aveva parlato soltanto di musica e discusso animatamente,si salutarono e si diedero appuntamento al giorno dopo. Sarah era felice, non avrebbe voluto per niente al mondo smettere di lavorare. Era lì, con la band della sua adolescenza e li aiutava a scrivere il nuovo album! “Cosa vuoi di più?”si disse sorridendo. In quel momento un Suv nero si fermò proprio davanti alla fermata del bus. Il finestrino si abbassò e Mr.Jeoy Stanley, sorridente e incredibilmente bello, si offrì di accompagnarla a casa. Sarah sorrise e rifiutò l’invito. “Un bacio è abbastanza per il primo giorno, non credi?”gli disse e lui sorrise. Jeoy non amava essere respinto. Di solito le donne cadevano ai suoi piedi e lo supplicavano di baciarle, quindi la risposta di Sarah lo infastidì. Ma con uno splendido sorriso aggiunse: “E se giuro di non baciarti,né toccarti,né guardarti,né parlarti?” Lei sorrise e,in modo divertito,disse: “E’ sempre un no, grazie. Però, date le premesse, puoi fingere che ho accettato, tanto se non mi guardi e non mi parli come fai a sapere che sono in macchina?” Jeoy scoppiò a ridere. Non si aspettava che fosse anche divertente,ma si era offeso. Furono interrotti dall’autobus che portò via Sarah. Quella sera la nostra eroina moriva dalla voglia di tornare a casa. Voleva raccontare tutto a Dina e non poteva aspettare. “Sarebbero fieri di me se lo sapessero… se solo potessi anche solo chiamarli…”pensò rannuvolandosi. Poi, però, decise che non era il momento per tali riflessioni. Oggi DOVEVA essere felice, e al diavolo tutto. Il suo monolocale le sembrava fantastico quella sera. Tornata a casa trovò Dina con un gruppo di amici. Quando le disse la novità lei fu talmente entusiasta che finse di svenire sul divano. “E quindi ti ha baciato??E’ un gran fico Jeoy Stanley!” le disse. “Ah io ho sempre preferito Greg” aggiunse Cinthia, l’amica più “normale” che Dina avesse mai avuto. Sarah allora le fissò incredula e disse:“Questa è l’unica cosa che avete sentito??? Ho lavorato come producer! E’ una cosa moolto più fica di un semplice bacio!” Dina e Cinthia si gu$ardarono e poi la guardarono con aria buffa. Sarah rise e le abbracciò entrambe. La serata trascorse bene,erano tranquille e Sarah non bevve assolutamente niente.
  4. sallythecountess

    Rock n' roll & biscotti---- Capitolo 1 (prima parte)

    Link al commento: Capitolo 1: Il problema vero,si ripeteva costantemente,non è soffrire,ma non sentire assolutamente niente. Se ne stava così immobile, guardando le stelle e bevendo tequila chiedendo a qualcuno di darle una chance. Di darle la chance di sentire qualcosa. “Troppo dolore porta ad un annullamento dei sensi”,questa era la diagnosi definitiva che si era data. Pensieri,riflessioni amare che si mescolavano ai testi dei black sabbath, alla tequila e alle parole scritte sui volantini alla fermata del bus. Era stanca, voleva andare a casa ma la sua vera casa ormai non c’era più. E così immersa in queste riflessioni Sarah prendeva quel bus che la portava verso il pessimo monolocale che divideva con la sua migliore amica pseudo artista e il suo gatto. Sarah era una persona molto forte,aveva affrontato tante cose nella sua vita,ma sentirsi sola la distruggeva. E poi, improvvisamente, un pensiero la scosse. “E’ passata già una settimana!Alla fine non è andata tanto male la prima settimana di stage alla casa discografica. Insomma portare caffè e fare fotocopie per una manica di stronzi può andare… pensavo peggio!” Era felice del suo nuovo lavoro,anche se non la pagavano e alla fine faceva la cameriera,ma almeno aveva la possibilità di imparare. Suonare era da sempre l’unica cosa che amava,forse perché le ricordava il suo compagno di studi ,il ragazzino paffuto ed insicuro che le aveva detto a soli 15 anni “Se mi sposi t’insegnerò a suonare qualunque strumento”. Un sorriso scuro le apparve sul volto e un brivido la scosse. Quel ricordo in particolare non la assillava da un po’, era uno di quelli che odiava veramente. E così tra le riflessioni e “Nativity in Black” giunse al suo monolocale. Dina non c’era, ma le aveva lasciato il solito post-it.C’era scritto solo “I’m out. Ti ho lasciato del cibo in frigo. Fa la spesa qualche volta! Love D.” Sarah adorava Dina. Era la sua migliore amica fin dai tempi del liceo,e per quante cattiverie potessero dirsi nei momenti tristi, lei era l’unica che Sarah amasse. Era la sua famiglia e tutto ciò che aveva. Immersa in questi pensieri e affogando nella tequila si addormentò. Il risveglio fu brutale! Dina, che stava sperimentando per la sua tesi all’accademia dell’arte l’influenza che il metal ha sulla pittura, pensò bene che fosse il caso di svegliarla con un pezzo degli Slipknot,che Sarah amava molto, ma non quando dormiva. “Sono le nove scema!” Le disse Dina,sorridendo e facendole una linguaccia,e lei comincio a gridare “Cazzo,cazzo,cazzo,cazzo,cazzo!!!!!!!!” e a correre per tutta casa in cerca delle scarpe, mentre Dina moriva dal ridere e tappava le orecchie a Storm, il loro gatto. “Scappo!”gridò Sara con una sola scarpa infilata e la camicetta aperta e così volò alla fermata del bus, lasciando Dina a ridere con Storm. Giunta alla casa discografica Missy, la segretaria, l’informò che c’era aria di crisi. “Sono tutti lì dentro! Philip è incazzato nero e la band non si è neanche presentata!Non capiscono che se decidono di non dargli un’altra chance è la fine??” Sarah rimase un tantino interdetta. Era lì da solo otto giorni e aveva a stento avuto il tempo di conoscere Missy,quindi non aveva idea di che cosa stesse parlando. “E’ gravissimo”continuò Missy “Phil e Steve si sono impegnati personalmente con il Grande Capo, gli hanno promesso una demo decente in tre mesi, ma fino ad ora la band non si è mai presentata…” Philip Jason Greenberg, anche conosciuto come il presidente della casa discografica per cui la nostra eroina lavorava, uscì all’improvviso. Era un uomo magro,con un espressione altera ed occhi glaciali. Guardò Sarah in modo gelido e disse: “Stagista ho bisogno di un caffè,ORA” Così lei scappò a cercarglielo. Correva come una matta per strada per paura di non fare in tempo. Una volta preso il caffè ricominciò la corsa e arrivò completamente senza fiato alla Bright Records,era questo il nome della casa discografica per cui lavorava. Non poteva assolutamente fare le scale, così decise di prendere l’ascensore. Quando le porte si aprirono, però, lei rimase senza fiato per pochi secondi. Dentro quell’ascensore, bello da impazzire, c’era Greg Swanson, il meraviglioso, fantastico e sensazionale cantante dei Headbangers, il gruppo che lei aveva sempre amato. Greg era bello da mozzare il fiato. Non era vestito in modo elegante,aveva una tuta da ginnastica e il cappuccio della felpa gli copriva i suoi bellissimi capelli castani. Il suo idolo era al telefono, ma le sorrise. “Devo sembrare una fan idiota”pensò Sarah, che si forzava di apparire naturale, ma con scarsi risultati. L’ascensore fortunatamente la tolse presto dall’imbarazzo, ma durò per pochi secondi. Philip uscì e le tuonò di seguirlo in sala conferenze dove Sarah scoprì, con un nodo alla gola, che c’erano tutti gli Headbangers, incluso Joey, il batterista che lei aveva tanto amato da giovane. Sarah si sentì incredibilmente in imbarazzo. Tutte le persone che erano in quella sala erano tristi, si vedeva chiaramente. Philip la guardò e disse “Stagista, adesso imparerai come si tratta con queste finte rock star con la testa gonfia di stronzate. Devi essermi grata perché ti offro una chance come questa.” Sarah era letteralmente morta. Non sapeva cosa fare, né cosa dire, né chi fosse, né niente e quando rinvenne si accorse che Joey le stava sorridendo in modo bellissimo e indicava a Rob, il chitarrista della band, il suo tatuaggio. In quel momento se ne ricordò!Si era alzata le maniche perché correndo in giro le era venuto caldo. Si sentì incredibilmente in imbarazzo e voleva affogarsi nel distributore dell’acqua. La nostra Sarah, infatti, anni addietro dopo un concerto bellissimo degli Headbangers decise di farsi tatuare sul braccio ( a caratteri cubitali!!) la frase “Nothing lasts forever”, titolo della sua canzone preferita, che in quel momento rispecchiava il suo stato d’animo. Ora, quando un fan fa una cosa del genere non pensa MAI di potersi trovare nella stessa situazione in cui si trovava lei!
  5. sallythecountess

    [MI5] La terrorista

    Mi piace moltissimo il ritmo narrativo, mi ha lasciata senza fiato per tutto il tempo. Adoro il fatto che tu l'abbia scritto in prima persona. Mi piace l'idea e mi è piciuto molto il testo! Spero che tu continui!
  6. sallythecountess

    Marca Temporale

    Grazie mille, Questa conversazione mi è stata molto utile.
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