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UmbVer

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  • Compleanno 14/02/2016

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    Parigi, Italia
  • Interessi
    Lettere, fantasy, latino, greco, letteratura, storia, cucina...

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  1. UmbVer

    Duello delle doppie ombre

    Unica pecca: penso che ci voglia sei ma dopo aver corretto 39 versioni di Claudiano che soffre di congiuntivo acuto, non faccio più testo Non vedo l'ora
  2. UmbVer

    Duello delle doppie ombre

    Bella variazione! Mi sembra proprio che queste variazioni ci preparino a un trionfo finale, non so, è un'impressione. Stai andando verso qualcosa, ne son certo; tuttavia non saprei dire cosa. Passo a qualche osservazione. Bello, perché varii anche il nome Maurice. Davvero fine e ingegnoso. Anche a me emoziona quel pezzo dell'Histoire du soldat, un testo che amo molto. Non so se è scorretto, ma non ho mai letto ridurlo come ma sempre ridurlo a, non saprei che consigliarti in tal caso, perché a non mi suona benissimo. Geniale, geniale davvero. Ho letto la commedia di un amico che manifestava i due principio razionale e irrazionale in un modo simile al tuo, mi piace molto Bello scambio, mi piace molto e rende particolarmente bene quel Narcisisquilli. Bravo Molto profondo, apprezzo davvero. Per concludere: mi piacque molto (come hai notato dai commenti, piuttosto positivi) e penso che tu debba continuare a deliziarci con le tue variazioni, anche se continuo a pensare che sarebbero più soddisfacenti un pelo più lunghe Sempre un piacere leggerti
  3. UmbVer

    Spiegoni: sì o no?

    Sono naturalmente d'accordo ! E mi piace molto la comparazione con il teatro elisabettiano (Tornerò a rispondere al tuo bel commento su Manto, ma sono in pressa alle correzioni furiose di esami e di bozze di articoli).
  4. UmbVer

    La schiatta di Manto - 1

    Anzitutto, grazie per queste osservazioni e per il tempo che hai rubato a cose senza dubbio più importanti alfine di commentare il mio testo, te ne sono grato Riprendo e continuo. Mi fido di te (anche se il latinista che è in me rimane un poco convinto che sia possibile) e cambierò adottando: Capisco, ma ci tenevo al riferimento letterario (che non è impossibile nella testa di una studiosa). Non se una provvidenza vuole che l'eredità passi attraverso il furto, su questo punto mantengo la mia frasettina dolce e innocente (che immagino ti faccia infuriare). Nessun refuso: un miste è un membro che deve essere iniziato ai misteri nell'antica Grecia (come quelli di Eleusi). È tutto lì il succo: l'ardua ricerca di un senso che sfugge perennemente a se stesso è il fondamento del mistero di questo Biblion Megan; non basta conoscere gli idiomi e saper decifrare i sistemi di scrittura, ma ci deve essere una riflessione che passa attraverso la decodificazione di indicibili misteri. Errore mio, grazie A parte il costruito male (dovrei forse rileggere e risistemare) il rest è voluto: la scrittura concettosa del racconto si deve all'ermeticità dell'idea che esprime, lo si deve masticare e ripensare, un po' come quel che c'è scritto nel manoscritto. Il mio pensiero era di mettere in evidenza una permanenza di questo oscuro sapere piazzata nella dimensione transeunte del mondo che si dissolve intorno a essa. La ridondanza è necessaria perché si lega a uno stile misterioso che richiede l'adeguamento a una predeterminata serie di codici che permette di decriptare il testo. Non è un caso se le citazioni testuali del Corpus Hermeticum e del Faust di Goethe si sposano con lo stile del resto. Questi testi presentano una difficoltà stilistica dovuta alla loro natura ermetica; ho cercato qui di riprodurla, ma non mi pare esservi riuscito. Mi spiace molto che il testo non ti piaccia perché penso che la tua esperienza nell'ambito della scrittura e le tue ampie conoscenze rendano lituo giudizio molto valido. Mi spiace, ma sono contento dei tuoi consigli che sicuramente mi aiuteranno a crescere nel mio percorso di apprendista scrittore, che poi dissimile non è dal percorso di apprendista stregone. Concludo dicendo che la concettosità e la copia dello stile mi fossero necessari all'idea che volevo trasmettere, ma se mi dici che ciò non si sente, allora devo ripensare l'intero racconto e valutare persino se abbia senso farlo esistere. Non penso che io volessi far succedere qualcosa, in un certo senso. Volevo anzi che non accadesse nulla. I personaggi sono macchiette perché discendono tutti da Manto, sono una specie d'ipostasi della primigenia madre che li possiede e rende uguali a se stessi, uguali, cioè, a lei. Non so se possa piacere ma volevo lasciarli così, come uno sostituibile all'altro, intercambiabili. Concludo ancora ringraziandoti e inchinandomi davanti alla tua esperienza e saggezza: se rispondo alle critiche che mi hai mosso è perché volevo far capire quale fosse il disegno iniziale e cercare di capire cosa ho sbagliato nella scrittura per correggermi e far arrivare meglio al lettore ciò che vorrei che arrivasse. Da filologo a filologa dunque ti offro una birra virtuale e spero che ci saranno altre occasioni di confronto .
  5. UmbVer

    La schiatta di Manto - 1

    Grazie per il commento, utile e interessante È tautologico, ma suonava bene =) L'ho costruita come una frase latina: intendo all'accusativo Vergati a mano, chiaramente e con minuzia, in un alfabeto dimenticato dall’umanità nel senso che si riferisce a codici e non a un sottinteso volumi. Lo sa perché lo sente ma non lo concepisce razionalmente: gioco su un'atanaclasi del verbo sapere in un caso di percezione e nell'altro di pensiero. Inoltre gli esperimenti svaniti nel nulla sono di natura alchimia e nel libro pare vi siano risposte ai suoi problemi di preparazione. Mi pare che l'autorità abbaziale si sia mantenuta, benché effettivamente esista una bolla di Urbano. Comunque i reggenti avevano dignità di abbate. Errore mio, non ho riguardato la cronologia e cambierò. Grazie mille per la precisazione Cito un autore, anche mistico, francese del XXesimo secolo, Blaise Cendrars che parla giustamente di abécédaire aztèque nel suo romanzo rif erendosi al papiro Borbone del XVIIesimo secolo. In linea generale so bene che non si tratta di un abbecedario. Errore di correttore, lo avevo già elucidato, ma grazie per la segnalazione Tutti, ho usato semiti per indicarli tutti al contempo. Non li ho inseriti in parte per mia personale mancanza e in parte poiché la dottoressa scorre le pagine saltandone alcune. Newton, come si evince dal seguito e da tutti gli episodi successivi (per questo non avrei voluto spezzare il racconto) scrive e concorre alla composizione del codice. L'unica a leggere, oltre alla badessa, è la dott.sa Estill. Mi rifaccio a una tradizione esistente (benché falsa) in taluni ambienti esoterici che pensava che gli antichi scrivessero con il sangue. Ovviamente non è plausibile, ma sto parlando, in fin dei conti, di uno pseudo-biblion e il sangue mi faceva più effetto. La pergamena nasce effettivamente tra il III e il II secolo a. C secondo alcuni, ma Erodoto testimonia che la pratica di scrivere su pelli ovine lavorate era già diffusa in Licia e Asia minore in epoche precedenti. Si tratta comunque di un'invenzione che, nella coerenza del racconto, precede la sua diffusione, dovuta a Manto stessa. Quantomai vero, ma formalizzò alcune delle sue scoperte, come mi pareva di aver visto in alcune riproduzioni dei suoi appunti. Era per creare contrasto fra il sapere scientifico e matematicamente espresso e quello esoterico. La tomba di Flamel (che non è mai stato alchimista, lo so bene) era difesa da bestie indicibili tra cui le chimere e per profanarla è stato necessario sconfiggerle. Inoltre è un invasato e ciò lo spinge a credere a tutto ciò che legge nel codice. Beh sapere che fosse un appassionato studioso di alchimia è fondamentale; sapere con precisione a quali esperimenti si abbandonasse, non penso sia necessario per capire il mio testo. Cerco di spiegare il mio intento. Come sarà chiaro dal seguito, la reliquia viene tramandata da una specie di λόγος una ragione che domina ogni trasmissione del testo dal predecessore al successore, i quali sono tutti la prole di Manto: perciò parlo di reliquia avita. Atavico lo prendo in cui lo hai esposto: un sapere venuto dalle generazioni precedenti. Immagino uno scherzo del computer o del sito, oppure lasci in sospeso il tuo lettore? Comunque grazie delle osservazioni
  6. UmbVer

    Spiegoni: sì o no?

    No spoiler, è tra le rare letture contemporanee che vorrei affrontare Paura, non pare promettere nulla di buono
  7. UmbVer

    Spiegoni: sì o no?

    Esempio: Profanando la tomba dell’antico maestro del sodalizio degli alchimisti, aveva affrontato sfingi e chimere per entrare in possesso di quella reliquia avita di sapere atavico. Dall’antica sapienza dei maestri, di generazione in generazione si era trasmesso, per via orale dapprima e per iscritto poi, grazie alle concordanze della Tabula Smaragdina e agli indici del Poimandres, il segreto che ogni miste doveva risolvere, traducendolo in un incomprensibile enigma, per giungere alla conoscenza del Tutto. « Nella dissolvenza progressiva del tutto perduto, sublima l’assolutamente imperfetto della Scienza incorruttibile, la Rivelazione della Ragione primigenia e proteiforme ». Le parole sgorgavano più dalla sua mano che dalla sua mente; si vergavano quasi da esse sulla pergamena che vi opponeva la sua cruda resistenza. Era un automa in preda al santo ἐνθουσιασμός. Sparse la sabbia sull’inchiostro ancora fresco, fissandone le scritte che sarebbero divenute imperiture e fonte di riflessione e di sgomento, di scandalo per i posteri. Sospirò soddisfatto. Non vedo soluzioni narrative per risolvere il problema, voi ? A malincuore ho optato per le note (a fine racconto e non a piè di pagina). @Marcello hai qualche idea?
  8. UmbVer

    Spiegoni: sì o no?

    I know ma il mio compagno e @Jolly Roger mi hanno consigliato di inserirle per evitare di rendere il testo incomprensibile. Tu pensi che non ci vadano? Vero, ma Hermione (credo che non sia Ermione, ma devo riguardare il libro ) e in generale la saga presenta la necessità di spiegare elementi non reali, inesistenti e non di fornire informazioni 'reali' al lettore; se cito i semina rerum lucreziani, non posso spiegare altrimenti cosa sono al lettore: penso che in questo senso La schiatta di Manto presenti esigenze diverse da Harry Potter in termini di spiegazione, come ho già detto. Note no, nemmeno a fine racconto?
  9. UmbVer

    Spiegoni: sì o no?

    Sacrilegiooooo (scherzo ovviamente). Non so se hai dato un'occhiata al mio racconto, ma noterai che è impossibile dare certi riferimenti (tipo la pagina e l'edizione da cui si trae una citazione, a esempio) internamente alla diegesi, se non sacrificando una parte della potenza del testo. Io l'ho inviato alla rivista che mi interessava corredato di note a fine racconto (e non a piè di pagina) cercando così una specie di compromesso, si vedrà . Ma grazie per il consiglio ! Io ho qualche problemino con la modernità, mi considero poco figlio del mio tempo, anche se in parte, vome è ovvio, lo sono!
  10. UmbVer

    Spiegoni: sì o no?

    Mi inserisco, anche se non parlo esattamente di spiegoni. In un racconto che ho recentemente scritto (lo trovate qui, qui e qui nelle tre parti della sezione racconti a capitoli dell'officina, per farvi un'idea di ciò di cui sto parlando) mi è stato consigliato di inserire note a piè di pagina e traduzioni per le lingue classiche. Lavorando in ambito accademico associo note e traduzioni alle pubblicazioni accademiche e non a ciò che scrivo in narrativa: mi pare d'essere arrogante e altero nell'inserire note per spiegare determinati concetti poiché presuppongo che il lettore non li conosca. Voi cosa fareste? Non vi secchereste vedere una nota in un testo che vi dice qualcosa che sapevate già? A me creerebbe fastidio e stizza poiché mi immaginerei un autore saccente e pedante. D'altro canto, talvolta non trovare una nota più far sentire sciocco e ignorante il lettore, sentimento da evitare egualmente; que faire? P.S. Uno dei più grandi libri della storia, Il Signore degli Anelli costruisce uno dei capitoli che contenga come uno spiegone, "Il consiglio di Elrond", che ne pensate? A me sembra che non abbia disturbato nessuno. Vero è tuttavia che nel film hanno modificato la struttura per renderlo più organico e hanno spezzato in tre lo spiegane: un prologo con Galadriel, uno 'spieghino' decisamente ampio tra Gandalf e Frodo prima che questi parta e, infine, il Consiglio di Elrond, ampiamente ridotto.
  11. UmbVer

    La schiatta di Manto pt.3 e fine.

    Ecco il mio commento. * Il Dottore stava contemplando gli strali d’astri che sfavillavano dalle remote contrade della conoscenza umana, come irretito dall’oscuro potere che emanava la massa che pulsava dinnanzi a lui. Faust, disse una voce che proveniva dalle profondità del Cosmo. Henri, ripetè la voce. – Eccomi – rispose il dottor Faust intimorito. Nulla più. Egli tese l’orecchio per carpire il minimo fruscio che provenisse dalla volta del suo gabinetto di studio, per ritrovare l’origine di quella voce. Nulla. Si disperò e pianse, scaraventando lungi da sé il grimorio che gli era costata tanta fatica ottenere. Un lieve alito di vento spirò, prima di divenire impetuosa procella. Ecco Mephistopheles, pensò il Dottore, certo che l’antico compagno si sarebbe ripresentato un giorno, per esigere il pagamento del fio. – Lungi da qui, spirito Maligno, non hai più alcun potere sul Dottor Faust acciocché mi sono liberato dall’imperio malefico con il quale mi irretisti, ora vade retro – tacque, guardando spavaldo il molosso che si stagliava sull’uscio del suo gabinetto di studio. Consultò freneticamente il grimorio e ne pronunziò alcune oscure formule, il contenuto delle quali è spaventevole anche a scriversi. La zampa del Molosso si mutò nel piede equino di Mephisto, mostrandone così l’abietta natura. Faust tracciò allora un cerchio intorno a sé e scrisse abbondantemente nel libro « A questa vista quale voluttà mi scorre ad un tratto in tutti i sensi! Una sacra gioia di vivere divampa come un giovane fuoco nelle vene. Fu un dio a vergare questi segni che placano dentro di me il tumulto, riempiono di gioia il cuore misero e per un istinto misterioso svelano intorno a me le forze di Natura? Sono io stesso un dio? Tutto mi si fa chiaro! Io scorgo in questi tratti puri la Natura creatrice aprirsi alla mia anima. Solo adesso comprendo quello che il saggio dice: ‘Non è sbarrato il mondo degli spiriti; è chiusa la tua mente, morto il cuore! Ma alzati, discepolo, e instancabile bagna il petto terrestre nell’aurora!’ ». * Queste oscure materie non sono fatte per spaventare lo spirito Forte del Valoroso. Così pensava Horapollo, intento a copiare freneticamente sul proprio papiro i più antichi simboli e glifi della sapienza umana, per completarne l’inventario all’interesse dei Posteri. La millenaria saggezza perduta sarebbe stata ritrovata, il potere di Thot e di Osiride sarebbe rinato e la Sapienza avrebbe debellato l’ignoranza. « Oscura e antica la saggezza dei secoli risplenderà su di voi. Beati coloro che accederanno alla Sapienza. Beati coloro che Sapranno. Beati gli Iniziati. Beati gli adepti del Potere del Macrocosmo. Beato il segno dell’Ibis. Beati coloro che sapranno leggere l’Antica Lingua perduta. Beati, tre volte Beati i Grandi. Grandi, Tre volte Grandi i beati. Questa è la legge di Manto, questo il volere della suprema Maestra, della Madre di noi tutti, adepti della Suprema Volontà. Il mondo degli Spiriti è aperto per colui che sa guardare in sé e aprire il cuore, la mente alla volontà suprema. Colui che saprà fare propria la convinzione che la Volontà può portare alla Via della Saggezza, allora sarà sua la Chiave dell’Universo ». Si riposò. Compilò freneticamente i simboli arcani, nascondendone il senso dietro parole che sarebbero parse vane a colui che non sa leggere. Il senso stesso sarebbe divenuto la chiave per la Chiave, la via per la Via, il cammino per il Cammino. Questo mistero avrebbe illuminato le menti che avrebbero letto il codice del Segreto dei Segreti. La sua comprensione avrebbe giovato al genere umano, portando gioia e potere. * Nietzsche fu l’ultimo dei Santi degli Eroi della schiatta di Manto, fu l’ultimo in grado di decifrare i misteri del Biblion Megan, in grado di carpirne i profondi segreti. Dalla sua lettura venne la prodigiosa follia che ne portò alla funesta scomparsa, lui il più illuminato degli spiriti, la più forte delle menti della sua epoca. Niuno potrebbe dubitare che il suo Sapere fosse il più grande, ma la posterità non comprese quanto profondo il suo pensiero penetrasse i baratri dell’indolente ignoranza umana. Concluse con le sue sibilline parole il segreto più grande dell’Umanità, il segreto del Sapere & del Potere. L’ultimo baluardo del Male e del Maligno verrà dal segreto dei Segreti, dal potere arcano che governa le sorti del mondo, persino la Provvidenza. « Il Sole brillerà e il dragone dalle scaglie dorate dell’Io Devo verrà sconfitto e di esso trionferà il novello Adamo, l’uomo che Sa di Essere, l’ontologia nuova nata da una Cosmologia veramente Metafisica. Nella battaglia delle Battaglie, all’alba del Tramonto del mondo il sole sorgerà a Ovest, da Est verrà la notte oscura e tutto sarà ridotto alle sue fondamentali energie. I semina rerum, gli ἄτομοι saranno allora visibili al figlio di Adamo, nato dalla costola del Sapere Supremo. Il vecchio sarà d’appoggio al giovane, il folle di guida al savio, il debole salverà il forte e colui che si stimava stolido insegnerà al sapiente. Dalla notte nascerà il giorno, dall’alba il tramonto e tutto sarà nuovo, tutto sarà vero. Una nuova stirpe umana popolerà la terra, e la luna brillerà, mentre il sole oscurerà il mondo. La terra offrirà docile e volonterosa i suoi frutti e il giardino di Epicuro nel mondo tutto si diffonderà. Senza astio e crudeltà la razza degli uomini libera correrà su erbosi pendii, il nulla non avanzerà più e il sacro Ammone non dovrà più combattere la notte divoratrice di spiriti. Saremo tutti noi Dei di noi stessi. Il cavallo sarà nostro fratello, la mente abbraccerà le distese delle Galassie e la mammella di Giunone nutrirà noi tutti con il suo vivifico e ubertoso latte. Non morte, non dolore affliggeranno l’umana schiatta e la segreta semenza di Manto germoglierà nel cuore di tutti noi, poiché saremo tutti membri della sacerrima schiatta di Manto, della nobile profetessa, figlia di altrettanto grande padre, il Santo Tiresia, dalle cui mammelle l’umanità tutta potrà abbeverarsi, lui elevato al rango dell’augusta Giunone. Lo scuotitore di terra fracasserà con la Tritogenia le montagne del mondo e la ridente superficie dell’universo mostrerà il suo amorevole viso. Ecco i destini che attendono colui che Sa, il Trismegisto & Trismacario optimus lector ».
  12. UmbVer

    Una nuova strana indagine. capitolo 1/ 1-2

    Ciao @leopard ecco qualche osservazione sul tuo testo: La e eufonica si inserisce solo in caso di iato tra medesima vocale (ed era/ ad andare/ od orrore) e non in altri casi (benché a esempio faccia strano anche a me di tanto in tanto). Dovresti togliere lo spazio prima del punto (errore di battitura). Vedo male il legame logico creato da Quindi, me è più un'impressione che una critica oggettiva: forse non dovevo nemmeno scriverlo. D eufonica come sopra. Nell'armadio, benché tra virgole, non mi pare una scelta corretta: si ha l'impressione che lei si trovi nell'armadio (se ha una cabina armadio già menzionata nel primo giallo, allora mea culpa, altrimenti specifica); dire a valutare quale vestito indossare fra quelli che aveva nell'armadio o qualcosa del genere. Penso che volessi dire a caso, cioè senza meta? Altrimenti camminare per caso significa ritrovarsi a camminare senza aver veramente deciso di farlo. Non è impossibile ma allora lo sottolineerei meglio. Magari non agisce, penso che sia un ordine più comune. Bellissima immagine, dovevo dirtelo . Il tailleur è un abito esclusivamente femminile; non sono prevenuto né penso di essere arretrato, ma un procuratore uomo in tailleur penso farebbe molto scandalo, anche se io adorerei poter portare gonne e vesti. Se intendi 'giacca e cravatta' si dice abito. Segnalerei tra virgolette o, meglio, in corsivo per indicare il passaggio da narrazione a lettura interna. Il ma mi par fuori luogo poiché non vedo opposizione fra le due proposizioni: le due azioni non sono in contraddizione e il ma avrebbe senso se vi fosse un non nella prima coordinata. Errore: sé si accenta solamente quando non è in compagnia di stesso. Pensare a sé, ma pensare a se stesso. Qualche piccolo commento dunque (a parte le d eufoniche sfuggitemi) che non toglie nulla a una narrazione chiara e a una trama intrigante: sarà interessante scoprire cosa c'è dietro tutto ciò. I personaggi sono già noti al lettore dunque è normale che non vi sia una caratterizzazione troppo presente. Insomma, la storia è condotta bene e con uno stile congruo e limpido, complimenti! Ovviamente esprimo solamente un'opinione e non pretendo poter giudicare in modo assoluto ciò che è bello da ciò che non lo è. In ogni caso, al piacere di rileggerti
  13. UmbVer

    Progresso sì o no?

    Mi par di vedere Verga che si arrende al fiume del progresso senza esserne veramente entusiasta. Io ho la mia personale opinione sulla questione, ma penso che prenderebbe troppo spazio per essere espressa qui con la dovuta precisione; tuttavia cercherò di delineare un quadro sufficientemente articolato perché il mio pensiero non ne risulti amputato e esecrabile. Il progresso è una cosa buona, senza se e senza ma: ha portato a un livello di vita impensabile 75 anni orsono e ciò in poco tempo; detto ciò, il progresso fine a se stesso rischia di divenire un male poiché si perde il nucleo fondamentale: a un problema trovo una soluzione e ottengo del progresso. Altra doverosa premessa è che il progresso spesso si intende come progresso tecnico, con la gioiosa omissione dell'aggettivo che tende a rendere tutto ambiguo (motivo per cui @Folgorabile non si trova d'accordo con @swetty a mio umile avviso: l'uno parla di progresso tout court l'altro di progresso tecnico). Considerare che tutto quel che sia oggi vale più di quel che vi era ieri, temo che sia un passo un poco lungo da compiere; il modello del cursus studiorum del liceo degli anni precedenti al '68 era certamente migliore, si finiva che si sapevan più cose ma il clima e la pedagogia post '68 sono migliori poiché vi è il rispetto dell'essere umano che è (o dovrebbe essere) preso in considerazione. Che dire dunque? Meglio prima o dopo? Penso che sia necessario analizzare passo a passo ogni singola questione per determinare se il progresso ha portato solamente aspetti positivi o se invece sia necessario prendere esempio dal passato. Io col passato ci vivo, ogni giorno mi occupo di cose vecchie, stravecchie e, secondo tanti, inutili: sarà per questa ragione che concepisco il presente come un inevitabile momento dialetticamente determinato tra un passato-antegresso e un futuro-progresso. Solamente una sintesi quasi-hegeliana può permettere di guardare con attenzione doverosa la complessità dei fenomeni e di considerarli nella loro piena importanza come oggetti aventi come referente principale l'essere umano. Penso dunque (benché abbia riassunto all'inverosimile il mio pensiero) che non si possa tacciare il progresso di male o bene assoluto, ma che sia necessario fermarsi e riflettere; ciò ci condurrebbe a comprendere che molto spesso (quasi sempre) il progresso tecnico è un bene allorché il progresso (non tecnico dunque) deve essere attentamente vagliato: è un bene che si cerchino le pari opportunità tra uomini e donne? Certamente. È un bene che si azzerino discriminazioni (su etnia, religione, credo politico, orientamento sessuale e genere)? Certamente. È un bene che tutti abbiano le stesse opportunità di fare un percorso scolastico lungo? Certamente. Si fa abbastanza? No, ovviamente e bisognerebbe fare di più; sono tuttavia cose che richiedono tempo e lunga riflessione, piuttosto che un cieco ficcarsi a testa bassa e poi scontrarsi contro un muro. Voilà, odiatemi pure ora, ma penso che tutti nella discussione avessero ragione e che in queste materie sia difficile che qualcuno abbia assolutamente torto o assolutamente ragione
  14. UmbVer

    Mi presento

    errata corrige : leggerti. Errore di battitura =)
  15. UmbVer

    Mi presento

    Ciao @Alessia Vaglica! Benvenuta e complimenti, hai un gran progetto! Non sono un veterano ma ti lascio il link al topic di benvenuto per orientarti meglio! Ti auguro buona permanenza e non vedo l'ora di lefferti
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