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Colored Shadows Prod

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  1. Colored Shadows Prod

    Utente del Mese per Meriti NON Letterari - Stagione 2

    Per lo più, dopo un po', nessuno ha più voglia di fare niente, manco cazzeggiare, sennò che premio sarebbe...
  2. Colored Shadows Prod

    Utente del Mese per Meriti NON Letterari - Stagione 2

    Cioè, io non l'ho mai vinto?! Buhuhuhuhuhu!
  3. Colored Shadows Prod

    Utente del mese per meriti non letterari

    Non ci credo!
  4. Colored Shadows Prod

    Maledetto post-it

    @Deborah Zan. Ciao, scusa... stavo riflettendo meglio... quello che volevo dire è che il fatto che tutto sia giocato sul "è caduto"... ossia che la caduta del post-it ricordi alla protagonista ogni volta una "caduta diversa" vissuta in compagnia dell'amato... non è una brutta idea in sé, anzi, ha fascino e può rendere sicuramente meglio il dolore della perdita nel "loop" dei ricordi, che diviene ostinato, pensiero ossessivo su un lutto impossibile da elaborare... quello che non mi torna (personalmente) è il lasso di tempo in cui ciò avviene. Hai usato il passato prossimo, "è caduto", pochi secondi, il foglietto è caduto, ha finito la sua azione, invece ogni volta ricomincia da capo e la protagonista è sempre lì... Se nel suo dolore il tempo si ferma, non si ferma quello della storia, della verosimilità della sua vita... non so come dire... per fare un altro esempio... mi suonerebbe meglio che dopo la prima caduta, la protagonista si alzi e vada alla porta e qui ripensa al secondo ricordo della caduta; poi magari va all'ascensore "e ancora le viene in mente che quel post-it è caduto come la pioggia... arriva in strada, o a casa e ancora ripensa che come è caduto quel post-it era scesa la lacrima e via dicendo... Lo fai poi cadere "come una foglia" sia all'inizio che alla fine, anche questo non mi convince troppo come ripetizione di immagine simile... Ecco, spero di essermi spiegato meglio... ciao!
  5. Colored Shadows Prod

    Maledetto post-it

    Ciao @Deborah Zan. Il racconto, secondo me, non è male... scritto per lo più bene, l'idea di base mi piace e il finale è molto bello (a prescindere che possa essere o meno "già sentito"). Lo metterei fra virgolette o in corsivo "to do list", se non sembra un refuso, almeno sino a che non si arriva alla parola "list" e si capisce che è inglese. Qui ho pensato... "hummmm"... l'immagine è opposta... tale immagine prende senso solo a fine racconto (in base all'epilogo della storia), ma quando si legge non suona bene, suona dicotomica, che non si sa che pesci prendere... Non si diceva "come fosse ieri"? Toglierei le virgole dell'inciso e lascerei fluire... A me suonerebbe meglio "sulla panchina", ma credo che anche così vada bene... Qui ho ripensato.... "hummm, hummm, hummm" (non come quella canzone, ma insomma)... Qui, per un attimo, sembra che vogliano unire i loro corpi a quelli dei genitori... potrebbe starci una virgola o forse meglio cambiare verbo... Poi, in realtà, mi sono fermato dal fare annotazioni... perché quei tre "uhmmm" di prima sono il mio unico dubbio strutturale su tutto il racconto: l'idea è buona, ma dalla "neve" in poi diventa "scontata", nel senso che ripete se stessa in maniera quasi inverosimile sopratutto da un punto di vista narrativo e ancor più temporale... lo stesso post-it ricorda troppe cose diverse in così breve tempo (il tempo di una caduta)... il che ti serve da "scusa" per creare la trama in flash back... ma sinceramente non mi ha convinto troppo... è riuscito a convincermi solo grazie al finale che ripeto, comunque è molto bello... Ora, la mia domanda è: far fare tutto il lavoro di motore della trama al post-it è davvero la scelta migliore? Forse sì, ma io ti lascio i miei dubbi su cui riflettere... Ad esempio, alcune opzioni diverse potrebbero essere: ogni parte diversa del postit le richiama alla mente un ricordo diverso... così se all'inizio il suo volteggiare è una foglia, poi la neve potrebbe essere il colore bianco con cui è stato scritto sul postit... uno strappo nel postit le può ricordare l'incidente, alcune parole scritte sopra, quelle dette dal suo amore e così via... insomma variare... Oppure, oltre al post-it potrebbero fare da molla per i flash back gli altri oggetti vicino cui esso vola o sfiora nella sua caduta. Tu hai giocato solo sul fatto "caduta"... e ogni flash parte con il "cadere" di qualcosa... però secondo me rischia di diventare monotono in questo senso... Rileggendo al volo ho notato anche questo: devi eliminare "mio"... Ovviamente, il mio è solo un punto di vista personale, non quello corretto. Ciao!
  6. Colored Shadows Prod

    Pelle su pelle

    Brava @Ospite Rica! Mi ricordo dell'originale, ma non sono sicuro se ti avevo segnalato che "afrore" non mi convinceva troppo (secondo me sì, ma non sono neanche sicuro che tu avessi scritto "afrore", però da qualche parte, sono sicuro devi averlo scritto), cosa che non so... nuovamente non mi sconquiffera, ma forse avrò io qualche problema personale con questo termine, non so, comunque non lo cambierei. In generale non cambierai niente, forse solo qualche ripetizione da te voluta di particelle pronominali o simili, tutte cose mono o bisillabe o simili... ad esempio qui: Ma insomma, anche tutto questo non è che secondario...e, diciamo, non vale la pena starci a spendere troppo tempo/parole, almeno secondo me. Di cosa parlare dunque? La domanda, da metà racconto, che mi sono fatto è: sei te o non sei te? Sì sei te, ma con piacere mi è parso che tu ti sia lasciata andare a una certa liricità/poeticità, per lo più di immagini, ricordi, insomma contenuto, più che parole, di cui solitamente sei sempre stata un po' restia, o forse direi meglio modesta... La parte che mi è piaciuta di più, ad esempio, è quella sugli indiani d'america, che poi ormai da tempo andrebbero chiamati nativi... (che poi "squaw", anch'esso termine ormai d'uso comune, avrebbe di base un accezione negativa colonialista, anche se se ne potrebbe discutere in merito, ma insomma non è di questo che voglio parlare...). L'altro aspetto saliente sul quale mi pare tu abbia calcato la mano è l'uso di una terminologia molto ricercata, aulica, potente, colta, leggermente demodé... Ora, l'impressione mia sul risultato qual è? Non ne sono ancora certo, invero (un po' di suspense)... C'è un senso di libertà pazzesco che riguarda i contenuti e uno strutturalismo altrettanto fortissimo nella quadratura sintattica ma ancor più nell'uso di questi termini (che insomma non te li cito, ma li sai benissimo da te a quali mi riferisco). Tutto questo, sarò sincero, mi ha convinto a tratti sì, a tratti no, per gran parte del racconto, lasciandomi un po' spiazzato e indeciso sul mio giudizio personale... Ma tu sei molto brava anche a fare i finali, che a me piacciono molto, come anche questo mi è piaciuto, anche se direi "nella norma"... cioè bello, ma anch'esso "quadrato" rispetto alle premesse del racconto. Eppure, poco prima, esattamente qui: Qui mi sei proprio piaciuta... non so come dirti... è come se qui lo sforzo (che sempre nella mia interpretazione del tutto personale) hai fatto, riesce a colpire, ma sopratutto a elevarsi ed elevare tutto il racconto a quello che si potrebbe riassumere come un grande omaggio, alla memoria, alla libertà, alla scrittura e a molte altre cose... Questa immagine, secondo me, è iconica di quanto ti ho detto sin ora e incornicia (esattamente come un quadro di importante arte) il racconto... cioè, perché per me la narrativa è anche un rapportarsi alla narrativa, ossia alla cultura, alle ideologie e agli altri libri che dall'umanità sono stati prodotti. Significa avere letto, sapere e anche condividere tutto questo. Quando ad esempio scrivi "nave", quando scrivi "mare", quando scrivi "notte", "tramonto" (sì, ok, non lo hai scritto in questo racconto, ma parlo in generale) o quello che ti pare... (e il tu è generico)... voglio dire, miliardi di persone hanno scritto queste parole... quando io leggo "navi", "indiani" metto le tue immagini a confronto con il mio immaginario personale/collettivo (ma questo avviene sempre)... insomma, il discorso è un po' complicato e ora - sinceramente - non ho la forza di razionalizzarlo a dovere... fatto sta che a conclusione, "l'originalità" è anche questa: qualcosa che rispecchia il proprio modo di essere e dunque di scrivere e per questo è unica, particolare e bella... Ecco, meglio non saprei dire, ma insomma, è un racconto unico, un racconto "tosto", un racconto che non esito a definire molto bello, proprio in virtù della sua forza e del suo distacco dalla norma... Secondo me, fra le righe, si legge come un impegno per rendere questo racconto "forte"... inattaccabile? Come se questi terminoni facessero da corazza ai sentimenti che vorrebbero uscire, e sono pronti a farlo, ma mica gli piace essere feriti... Non so, questo almeno il mio film personale sul tuo racconto. Ciao bellezza! (tanto poi mi dici che non è vero niente, lo so... tipo che ti dico che "avevi fretta", "veramente ci ho speso più tempo del solito sopra"... )
  7. Colored Shadows Prod

    Off topic. Ti taggo.

    Ti attendiamo....
  8. Colored Shadows Prod

    [MIXL2] Hi... hi ha mah... ah moh he

    Ciao carissima @Ippolita2018 Allora eccomi qui, a leggerti e commentare... Il titolo, l'ammetto, mi è piaciuto molto, il racconto... un po' meno sinceramente... te lo dico così, d'emblée, perché ci conosciamo e sopratutto perché conosco l'alto livello della tua scrittura... Qui ho ritrovato i bei particolari delle piccole cose, oggetti, strade, persone e un bello stile narrativo di frasi e immagini... Ciò che non mi ha convinto è la trama in generale che appunto lascia perplessità nel suo finale che non ha apparentemente alcuna connessione giustificata con il resto (ma volendo, trattandosi d'amore, è passabile, perché l'amore non si spiega...); e in qualche altro punto. Sopratutto ogni tanto, mi sembra che il tutto tenda un po' a volersi spiegare da sé, a giustificare scelte e azioni dei personaggi... mentre in altri punti è come se saltassero i collegamenti logici... non so... mi dispiace un po' dirlo ma non mi ha troppo convinto, anche se l'idea è buona e sicuramente non la scarterei... Ogni tanto, secondo me, non si intuisce al volo il senso delle frasi... ad esempio qui: lei conclude il pensiero tutte e mattine alla stessa ora da un mese? Cioè, fai conto che siano le sei, alle sei in punto finisce il pensiero...? O forse è più probabile che si svegli tutte le mattine alla stessa ora? Sintatticamente, il tutto mi suona un po' strano. In generale, secondo me, c'è appesantimento nelle frasi che tendono a ripetere (seppur variandoli) concetti e o parole già espresse... Ad esempio, a mio avviso ci sono troppi "può", ma questo è secondario... ci sono troppi "solo/soltanto" e questo già si sente di più... c'è la ripetizione voluta del verbo "amare" che non mi convince troppo... ma sopratutto il dilungamento. Hai usato due lunghe frasi per dire come l'estate sia per i ricchi, e va bene... perché rimetterci "soldi che guadagna"? Apparentemente sono due termini che non hai usato, ma il racconto, le frasi continuano a soffermarsi su questo concetto... basterebbe, ad esempio "chi a stento (per variare "solo") riesce a pagare l'affitto"... Mi son perso la connessione su quale sia il suo pensiero ricorrente, perché nell'incipit sembra sia solo che "il mattino è bello, fresco e nuovo solo se ci si alza presto"... Poi Lia continua a ragionare... ma il collegamento fra l'alzarsi presto (il pensiero ricorrente) e che l'estate sia stagione per ricchi (conclusione che mette un punto fermo) non lo vedo diretto, anzi fatico a trovarlo. Voglio dire: il problema di questo racconto, dalla sua trama in generale alla stessa costruzione sintattica di alcune frasi, sembra proprio quello di mettere a dura prova la logica, ossia seguendo certe premesse ci si trova spiazzati perché le conclusioni paiono arrivare dal nulla e senza collegamento... ecco questa la mia sensazione generale... poi non so se il tutto è voluto o meno... ma più che altro mi pare dipenda dal fatto che in certe frasi hai detto troppo, in altre concentrato troppo. Qui "sua" sintatticamente potrebbe riferirsi anche a quella di lei... forse un aggettivo (per quanto sintatticamente non cambi le cose) potrebbe aiutare: "la sua musica preferita, solita..." oppure "un po' di musica" suonerebbe meglio sintatticamente, ma si perderebbe il senso dell'usualità dell'ascolto, che invece manterrei... non so... Guarda, qui alcune ripetizioni le ho sottolineate in realtà solo durante la rilettura e si possono sorvolare: ciò che mi aveva colpito da subito, invece è la ripetizione di "suoni" che poi ripeterai altre volte anche in seguito... non so, questa ripetizione non mi convince troppo... mi verrebbe da dirti "suona male" La parola "vicina" l'hai già usata in precedenza, ma soprattutto, giacché ha un nome, perché non presentarla da subito (o quasi)... ad esempio al posto di "donna": "La signora Pinuccia rispose che andava a fare la spesa." Qui mi son detto: i conti non tornano! Primo, non ho capito questo fatto del "marsupio slacciato", cioè come è collegato alle frasi precedenti tanto da far "calmare le cose"? Cioè, poi l'ho riletto dieci volte e ho capito... ma è tutto molto concentrato, sottinteso, qui troppo: "durante la colluttazione gli si era slacciato il marsupio, il ladro era fuggito, lui era tornato a cercarlo, lo aveva trovato un vecchietto...." Secondo, forse per me più "grave"... qui sembra il "deus ex machina"... la domanda da un milione di dollari è: come e da chi il ragazzo di Milagros aveva saputo che il delinquente fosse proprio il figlio di Pinuccia? Anche perché (a livello di ambientazione temporale) starebbe ancora alla stazione con il vecchietto... Ugualmente è tutto troppo concentrato (forse per il limite dei caratteri del Contest?). "Visto" scorre meglio che "veduto", secondo me, si adatta anche più alla risposta indiretta del personaggio... Qui, perdonami, tu non c'entri niente, ma desidero chiamare in causa il nostro carissimo @bwv582, perché nei miei racconti legge sempre di questa monnezza per le strade e si chiede dove abitiamo... nella Capitale! , Questa immagine l'ho trovata molto bella, filmica, anzi direi quasi cartoonistica di cinquant'anni fa (almeno). Mi è piaciuta molto. Qui non avrei usato "sentire"... perché un po' tutte le frasi prima giocano su questo senso... però forse "piacere" è brutto... non so. Qui avrei specificato che la conversazione avviene al telefono, magari: "Lia attaccò il telefono e si andò a a lavare i denti..." Sarò brusco: quante finestre e finestrelle e quante "chiusa" e quante parole per esprimere un solo concetto... stringerei il tutto, evitando ripetizioni: Ugualmente qui, lo sappiamo chi e cosa aveva detto... al massimo: "dello stesso albero che secondo la sorella di Raul quel pazzo"... magari la frase si allunga e non è bella, ma secondo me è peggio dedicare una sola frase a ripetere il già espresso. Comunque, di base, l'eliminerei e basta. Nuovamente: Lia non fa che pensare a questo "vicino sconosciuto" dal giorno prima e ora "non le viene in mente"? Non so, non mi convince troppo... io suggerirei di fargli aprire la finestra con cautela e circospezione, dato anche che si era blindata in casa apposta... Nuovamente troppo concentrato per far passare il concetto che, avendoli sentiti di sfuggita una volta da Pinuccia, alla protagonista erano rimasti in mente tali nomi tanto che ora era riuscita a decifrare le parole incomprensibili grazie a questo bagliore dall'inconscio... Come dire: in alcuni casi va allungato, in altri tagliato... in generale l'ideale è sempre la via di mezzo... Va bene... il mio "sporco" lavoro l'ho fatto... perdona le varie "critiche" e buon Contest e a presto!
  9. Colored Shadows Prod

    Proposte & Idee (Varie)

    Evitando ogni considerazione personale che fuoriesca dalla questione "reazioni (faccine, freccette) anonime sì/no?" e da chi o come essa stessa sia stata posta, rispondo: per me è assolutamente uguale, sia l'una che altra scelta (come sarebbe uguale lasciarle o toglierle del tutto, anzi se dovessi dire la mia vera preferenza le toglierei e basta perché non mi sono mai piaciute, in questo forum come in tutto il mondo internet/social, né le ho mai trovate particolarmente costruttive o utili...). Cosa cambierebbe dal lasciarle anonime o meno? Secondo me assolutamente nulla di nulla... chi ama vedere complotti, attacchi personali e cospirazioni li vedrebbe comunque, chi non bada alle freccette continuerebbe a non badarci. La fine "dell'anonimato" cambierebbe davvero il comportamento degli Utenti e il modo in cui utilizzano il Forum...? Non credo proprio: la maggioranza degli Utenti non ha problemi ad ammettere le proprie reazioni, mentre i cosiddetti "troll" sarebbero i primi a poter bramare maggiore attenzione per le prodezze della loro vanagloria (ps: solitamente i "troll" o gli utenti malevoli sono quelli che si iscrivono con email e nomi "fittizi"...). Si andrebbe poi ad aggiungere questa questione dei "messaggi privati" per richiedere spiegazioni delle reazioni, cosa che sinceramente trovo un po' folle nonché anche un pizzico invadente a livello di privacy: se uno non vuole spiegare le proprie motivazioni pubblicamente, non vedo perché abbia voglia di farlo privatamente, né vedo perché un Utente dovrebbe correre il rischio di essere messaggiato (magari gli arrivano dieci messaggi al giorno per dieci frecce rosse) da ogni utente che vuole spiegazioni per le sue reazioni, o dallo stesso utente per più spiegazioni per più frecce ricevute in post diversi... Ma al di là di questo e sempre personalmente, credo che comunque sarebbero poi davvero in pochi a mettersi lì a richiedere spiegazioni per ogni reazione... In quanto alla reputazione, alla diffamazione e via dicendo, sono assolutamente convinto che non siano le freccine a rovinarla ma ben altri tipi di comportamento, come ad esempio il non rispetto del prossimo, il predicare bene e razzolare male e via dicendo... Detto questo, bisogna anche guardare fuori dal forum, ossia che è così che funziona internet (almeno la parte social del web) da un po' di anni ormai... se una freccina rossa fosse diffamazione o rovinasse la reputazione, Youtube o Amazon avrebbero chiuso da tempo, come molti altri social... Se andate a prendere il primo video in classifica con centinaia di milioni di visualizzazioni, troverete qualche decina di migliaia di pollici in giù (se non di più): questo non mina assolutamente la professionalità né la carriera degli artisti stessi che continuano a fare soldi a palate, anzi a tal scopo particolarmente aiutano le polemiche fra utenti e il poco rispetto che si può leggere nei commenti i quali non vengono minimamente censurati nonostante le linee guida... ma vabbeh... E non è certo per evitare polemiche del genere che altri social come Facebook o Instagram non usino reazioni negative ma solo positive... si tratta più semplicemente di una politica standard in linea al loro pensiero per cui i dissensi non possono esistere, il che personalmente me li fa associare alle vedute monopolistico dittatoriali, ma quest'ultimo è un pensiero mio del tutto personale che lascia il tempo che trova. Che poi il web possa essere pieno di "idioti", "leoni da testiera" o quant'altro che mettono freccine negative solo per divertirsi (motivo per me ben più quotato che l'intento malevolo di danneggiare reputazioni) lo sappiamo da quando sono nati i social... Luoghi come Amazon, o lo stesso Facebook (che pur ha solo reazioni positive) dove "l'anonimato" non è presente, sono fra i luoghi dove la gente gioca a "diffamarsi" di più, a creare più polemiche, a imbrogliare, a farsi concorrenza sleale e via dicendo... Questo per dire: non credo che il problema sia nell'anonimato, quanto e appunto in una cultura web che non è mai stata sviluppata né coltivata su scala internazionale da quando il web è nato e ora ce la teniamo così com'è... certo illudendoci che piccole battaglie possano cambiare qualcosa, ma insomma, a livello personale non la vedo fattibile. Comunque, in qualità di Utente del WD, per me la questione è indifferente... avrei preferito un mondo diverso, senza lo strapotere dei social o delle multinazionali, non stare qui a discutere "perché mi hai messo una freccina rossa e non verde?", ma insomma, questo è, a questo rispondo... Infine, come tutto qui dentro, la decisione non spetterà a noi utenti, "popolo" del Wd, ma a chi comanda... che sì che qui sono di più ampie vedute e ascoltano e prendono in considerazione anche i nostri suggerimenti, ma alla fine siamo ospiti di un servizio del quale abbiamo accettato il regolamento, internet funziona un po' così... Ciao!
  10. Colored Shadows Prod

    Non chiamatela sinossi! Ma scrivetela bene, comunque.

    Ora, fermo restando che il termine sinossi per indicare il "riassunto/tema" di una storia/romanzo a me non ha mai fatto impazzire e che anche quest'uso è divenuto via via più diffuso (ormai quasi sempre obbligatorio) come prassi editoriale un tempo neanche troppo in voga; non certo per puntare il dito ma credo che la "colpa" dell'utilizzo di questo termine andrebbe imputata agli editori, in questo caso, non certo agli autori... "l'accusa" non è ovviamente grave, ma insomma, per dire: chi è che ha iniziato ad usare questo termine "impropriamente" per primo? Ma, mi e vi chiedo, è poi così improprio? "Compendio", ad esempio, significa "riassunto", "esposizione sommaria", "sintesi" così come sinonimi di "sinossi" sono "sommario" o "riepilogo" o "summa"... la stessa definizione "esposizione sintetica e schematica di una materia", se la "materia" in questione è un romanzo... Se poi andiamo a ricercare cosa dice il dizionario inglese della parola "synopsis" (che certo sempre dal greco deriva): si può leggere esattamente la definizione dell'uso editoriale che oggi viene fatto, ossia un "sommario", una "linea guida" della storia, di un romanzo, di un film... e via dicendo... Oltre a "Treccani", altri dizionari riportano diciture come: "(non com.) termine che, nella terminologia letteraria e editoriale, indica una esposizione sintetica e sistematica di una materia: sinossi di storia, di letteratura italiana" (Garzanti), oppure semplicemente "sguardo d'insieme", "vista". L'uso della parola e concetto di "soggetto" preso dal cinema è appunto un po' diverso da una sinossi o da un sommario o da un semplice riassunto introduttivo. I consigli che che l'autore dà sono sicuramente molto utili, ma in questo caso, credo che dovrebbero essere proprio le case editrici a fare maggiore chiarezza su cosa vogliono quando richiedono una sinossi o simili... Sicuramente non posso che concordare sul fatto che vogliano conoscere la storia piuttosto che sentirsi dire quanto il libro diventerà famoso o quali argomenti generici e assimilabili a migliaia di altre storie possa raccontare... Questo se si parla di "sinossi" da inviare alle case editrici per valutazione manoscritti... mi verrebbe poi da chiedere: il discorso vale secondo voi anche per le "sinossi" fai da te, ossia quelle utilizzate nel selfpublishing come "descrizioni" (che appunto non sono quarte di copertina)? Ciao!
  11. Colored Shadows Prod

    Aporema Edizioni

    Dunque, in qualità di utente del WD dovrei aspettarmi un nuovo regolamento creato in collaborazione esclusiva con Aporema Edizioni? Sinceramente non capisco... Scusate, ma nel massimo rispetto di tutti, mi pare che questa discussione stia prendendo una piega come minimo O.T.: ossia valutare o meno la decadenza del WD, riscriverne il regolamento e simili... Non so, non mi sembra la sede adatta, sinceramente... Non sono d'accordo, trovo il forum ancora molto costruttivo e non vedo questa inarrestabile deriva... così, come se non ci sia rimasto più nulla di buono sul WD... lo trovo anche personalmente un po' offensivo, non che sia voluto, ma comunque io intervengo spesso e seguo questo forum da qualche anno ormai... Ma appunto, mi e vi chiedo: è di questo che dobbiamo discutere in questa sede? Tutto questo ricordando che non ho nulla contro @Aporema Edizioni, anzi, spesso anch'io sono intervenuto in vostro favore... Per quanto comprendo che la questione sia per voi importante e faccia parte anche della vostra comunicazione con il pubblico, come utente del forum trovo fuori luogo dover leggere interventi a carattere personale che lamentano l'andamento dello stesso nella pagina di una casa editrice. Se queste sono le vostre motivazioni per spiegare un vostro comportamento presente e futuro, da una parte è giusto dirle, dall'altra rischiate di risultare offensivi per molti utenti e frequentatori di questo forum, che non hanno doppi fini, credono nei principi del WD e non vedo perché dovrebbero non essere presi in considerazione se si tratta di riscrivere il regolamento o se si tratta di discuterne sopra o se si tratta di muovere critiche allo Staff (cosa che, da regolamento, non saprei neanche quanto sia consentita)... D'altronde state qui a parlare di haters, di regolamento, di staffer, di case editrici... ma mi pare non stiate prendendo in considerazione il fatto che questo forum, come tutto il mondo dell'editoria e della narrativa, si regge e si basa grazie agli utenti e ai lettori... non siamo numeri, non siamo anonime frecce: ma quando fate (non mi riferisco solo ad Aporema) interventi come questi o alcuni precedenti, mi mettete e ci mettete in mezzo a storie in cui non c'entriamo nulla... non mi sembra giusto, sinceramente. P.S.: io vi ho messo una freccetta rossa, come le metto agli interventi di cui non condivido il contenuto, così come ve ne ho messe tante altre verdi e come me ne sono prese e continuo a prendermene anch'io di tutti i colori... Non dico che questo sistema sia giusto, dico che non mi sembra il luogo per discuterne, perché se iniziamo a intervenire tutti su questo argomento... Come si dice e con il massimo rispetto, cordiali saluti a tutti!
  12. Colored Shadows Prod

    Il desiderio

    Ciao @@Monica Sì... no male direi... ci sono molte cose che mi piacciono nella tua narrativa, dai temi a certa liricità cui ti abbandoni nel raccontare, per me piacevole da leggere e in cui tendo anche un po' a riconoscermi. Questo riconoscermi è un bene, ma forse anche un piccolo male, perché ritrovo nella tua scrittura una serie di piccoli accorgimenti che spesso mi fanno notare. Primo fra tutti il fatto che ogni tanto ci sono dei vocaboli che sembrano "stridere"... Questo è molto importante... a me lo dicono spesso, quindi sono il primo colpevole. Sono poi uno che non ama molto le ripetizioni e suggerisco spesso di usare sinonimi, ciononostante certi termini, che magari variano una ripetizione o arricchiscono il testo, possono ogni tanto trovarsi fuori luogo rispetto al contesto stilistico generale... Ad esempio: In realtà, a me, mi hanno fatto un po' strano forse solo questi termini, ma in generale accosti parole come "imprecazioni", "prendersi la briga", "distogliere", "srotolare", "stiparsi" (solo per rimanere nell'incipit) a parole più alla mano, ma sopratutto a un personaggio e a una narrativa più da strada... Ora, non ti critico, perché a me piace ed è così che molto probabilmente scriverei anch'io, ma un po' si sente il distacco... come dire... è una scrittura un po' "vecchia", se mi permetti, educata, colta, ricercata... tutti punti in sé positivi e che io apprezzo per gusti personali, ma che ad altri potrebbero stridere dato il contesto... Non so, ripeto, questa è solo una mia impressione personale che ci tenevo a condividere. Qui mi è risultata forte la ripetizione di "sapere" e non solo... Il punto, che si ricollega anche un po' al discorso di sopra, è che ogni tanto il verbo o il termine non sembra adeguato anche nel senso logico-sintattico... "sapere" implica una sapienza... no so... nella prima frase sembra che non sappia molto... e... non so... non so spiegarmi bene (se in caso riesco a mettere in chiaro il mio pensiero, in caso ritorno)... solo che non mi convince, ecco... diciamola così. "Umanità" al plurale mi fa un po' strano, sai? Qui non so se è un refuso o una espressione dialettale che ignoro: "si durava fatica"? "Un zelante". "Chi le avrebbe mai creduto". Come è scritto si legge o può leggere: "chi avrebbe mai creduto lei"... come se mancasse "a". Qui, ho iniziato a pensare: troppi "odori" o simili... suona tutto ripetuto... Così sono andato a rileggere un po' dietro: Per farla veloce: parole e verbi come" sentire", "odore", "aroma", ma anche "essenza", "miscela" e addirittura lo "scorreggiare"... sono tutte cose che hanno a vedere con l'olfatto... il punto è che si "ripetono" o meglio predominano in diversi paragrafi... come dire: a prescindere che sia importante per la storia, a prescindere che si possono usare i sinonimi come anche hai fatto, il risultato di "ripetizione/allentamento della tensione narrativa" sta nel fatto che per diverse righe si parla eccessivamente di questo... non so se mi sono spiegato... secondo me andrebbe concentrato in meno righe. Ci sono poi altre parole che si ripetono tipo "ricordo", che un po' possono amplificare questa sensazione. Ora, a proposito di parole che sembrano fuori luogo: "desiderio"... fa pensare anche a qualcosa di buono, di bello, se non addirittura sessuale... secondo me confonde, sopratutto nella prima frase. Che poi "desiderio di vendetta" sia giusto, è giusto... ma non arde troppo di rancore, non brucia di dolore, non incendia d'odio né straripa rabbia... si "tende come un arco pronto a scoccare la sua freccia" ... una similitudine che addirittura potrebbe far pensare a Cupido... Voglio dire che se anche la parola "desiderio" è corretta, le manca il carico negativo di questo desiderio, allora può sembrare stonata... Ecco forse questo è un po' quello che volevo dirti sin dall'inizio (anche con il "sapeva" di prima)... cioè le parole vanno bene, ma il contesto narrativo ogni tanto non riesce ad accenderle nel loro significato specifico... Se prendi queste tre righe e le cancelli del tutto, non cambia nulla, anzi il racconto si snellisce e diviene meno ripetitivo. Ora, io non sono così drastico, ma magari le concentrerei in una sola riga... 1) Sono cose già dette prima nel racconto. 2) Sono cose che si capiscono dal resto e al lettore non piace farsele spiegare: desidera capire da sé attraverso la storia... ad esempio che "proprio quando meno se lo aspettava, le aveva servito il suo assassino" sei riuscita a farlo capire benissimo dalla storia... lo potresti benissimo eliminare... 3) Sono cose che ripetono se stesse come: "il destino le aveva riservato una buona carta"; "fortuna insperata"; "quando meno se l'aspettava", "inattesa"... già solo queste espressioni, se le metti una dietro l'altra, alla fine vanno a parare nel medesimo luogo. Specificherei: "come al solito"; "ancora una volta" o simili per distinguere la giornata da: Il finale è troppo veloce... intendo accadono troppe cose che necessiterebbero pause più lunghe: da che un uomo muore e la gente (che se ne è accorta) sale tranquillamente sull'autobus a che infine resta un lenzuolo, un coltello (attenzione al refuso) etc... come dire: neanche un'ambulanza, o la polizia che arrivano? Non so... mi sembra troppo veloce. Insomma, secondo me il racconto è bello e mi è piaciuto, ci sono ottime trovate e buona narrativa... ti ho segnalato un po' di cose, ma più per piacere personale che per vera necessità... a parte quei piccoli refusi, potrebbe tranquillamente rimanere così come è. Ciao!
  13. Colored Shadows Prod

    Compleanni nel WD

    Augurissimi @Silverwillow
  14. Colored Shadows Prod

    Canale Youtube interviste scrittori

    Ciao, quando indagai io la questione, mi pare che con lo Staff concordammo si potesse inserire nella sezione Blog Tour "svecchiandola" dai soli blog e inserendo anche canali video... Però per sicurezza, prima di agire, meglio chiedere l'intervento di uno Staffer, ad esempio @AdStr che mi pare mi avesse risposto, cioè di certo io l'ho scocciato in merito... poi non mi ricordo più...
  15. Colored Shadows Prod

    Tomato Soup

    Ciao @aladicorvo Ti ho già detto che secondo me scrivi molto bene, sopra la norma, e qui te lo ripeto. Bel racconto, ben scritto. Secondo me è ottimo l'equilibrio fra tutti gli elementi del racconto: trama, personaggi, dialoghi, ambientazione e anche stile di scrittura che ogni tanto si lascia andare a "considerazioni di vita", definiamole così. Il maggior plauso, secondo me, ai dialoghi che da soli riescono a far emergere le caratteristiche spesso fenotipiche dei personaggi. C'è poi buon ritmo e tensione narrativa. In questo caso, la trama in sé ha un primo finale forse un po' "scontato", ossia apparentemente lineare e senza troppe sorprese, basato su un comportamento sociologico ormai assodato (banalmente si potrebbe riassumere come "repressione/umiliazione che sfocia in violenza/omicidio")... apparentemente "niente di nuovo", si potrebbe dire... Ma il vero senso del racconto è nella sua sottigliezza psicologica che forse rischia di passare un po' inosservata per coerenza e verosimiglianza con la sua natura stessa: di fatto "l'eccezionale" del caso in questione non è l'omicidio, quanto la sorta di naturalezza e al contempo stranezza nel che si compia sotto gli occhi di uno sconosciuto, immischiato e al contempo estraneo, forse comprensivo, ma al contempo timoroso... e via dicendo... qui si snoda (forse con non troppa forza) il senso, per me comunque bello del racconto. Comunque, ripeto, secondo me scrivi alla grande! Quello che davvero non mi piace ti è già stato fatto notare: attenzione agli spazi prima o dopo le virgolette di apertura e chiusura dei dialoghi. Tecnicamente sono assimilabili a dei refusi e vederne tanti non è piacevole, sopratutto a fronte di una scrittura di alto livello. Aggrava il tutto trovarne alcuni attaccati (come dovrebbero essere) e altri separati... Altra cosa, sempre nei dialoghi, questa cosa che dopo i punti di chiusura del dialogo cominci con la lettera minuscola, è nuovamente assimilabile a un errore, così come poi riniziare con la lettera maiuscola senza mettere nessun tipo di punteggiatura prima... Non so se segui una particolare linea editoriale nei dialoghi, ma io ne rivedrei completamente l'estetica strutturale. Qui sotto un esempio con tutto ciò, nel racconto ce ne sono poi diversi altri: Qui, ci avrei visto i tre puntini "sa... quella di" non perché io sia a favore dei tre puntini, ma perché tutto attaccato suona un po' strano o non si legge bene... anche perché tecnicamente, non so, quel "sa" dovrebbe essere una domanda e averci altrimenti un punto interrogativo (che sarebbe un po' fuori luogo)... o usato come intercalare... comunque non so, poco mi convince... Qui ti è scappato uno spazio di meno. Ciao e complimenti ancora, davvero!
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