Vai al contenuto

Colored Shadows Prod

Sostenitore
  • Numero contenuti

    3.076
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    4

Colored Shadows Prod ha vinto il 27 settembre 2019

Colored Shadows Prod ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

1.013 Più unico che raro

Su Colored Shadows Prod

  • Rank
    Sognatore

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    Libri e arte.

Visite recenti

3.833 visite nel profilo
  1. Colored Shadows Prod

    [TW-1] Guarda il cielo

    Ciao @EssereUmanoUsaeGetta Ho letto anch'io questo tuo racconto e senza che quoto tutto le cose che normalmente quoterei in un racconto, posso dirti che se prendi tutte le annotazioni che ti hanno già mosso negli altri commenti (e che per lo più condivido appieno) arriveremmo forse alla metà delle cose che vorrei dire io in merito... Ovviamente, qui (in questo forum come nella letteratura in generale, almeno a mio avviso) si va per opinioni personali e la mia tanto vale. Sicuramente, ribadisco anch'io: la punteggiatura. Per quanto mi riguarda (e anche un po' per quanto riguarda la grammatica italiana) farne a meno, fare un "po' come viene, ci pare o si sente" non è cosa secondo me utile a un racconto... appare un "pastrocchio", perdonami se te lo dico, ma l'impressione schietta è questa: alle volte ci sono i punti, altre no, alle volte ci sono maiuscole senza un punto prima e viceversa... virgolette messe un po' così, come vengono, se vengono, altrimenti pare lo stesso, punteggiatura che manca (due punti, puntini di sospensione) punteggiatura che abbonda, etc... La punteggiatura per me viene quasi prima delle parole, non in ordine cronologico, ma di senso... una parola la puoi cambiare facilmente, può piacere o meno, può essere considerata "quella giusta" o no... ma più della parola, la punteggiatura aiuta a dare un senso alla frase e al discorso. Se scrivo cento parole di seguito, non faccio un racconto... e a livello di racconto, poi, mancherebbero una serie di approfondimenti e chiarimenti, dai personaggi alla trama, per non parlare di tecniche varie... Insomma, quel che a me risulta è una serie di discorsi caotici riportati su carta in maniera altrettanto caotica o senza tenere conto delle fondamentali regole di scrittura... Ho letto nelle tue risposte cercando di capire meglio quali fossero i tuoi intenti, ma credimi, una presentazione (del racconto) del genere naviga contro i tuoi stessi intenti, che sono o possono essere più che interessanti... Il punto è che non mi sembra neanche che tu non sappia scrivere, anzi a naso direi il contrario... dici che un po' l'hai voluto, ma quale effetto o risposta ti aspettavi di ottenere, mi chiedo? Se il senso è quello di "riportare una certa realtà", un parlato, un vissuto, una verosimiglianza, questo non può prescindere dalle basi grammaticali... E non che tu non lo possa fare, anzi... ben venga! Vuoi stravolgere e usare la punteggiatura come "più ti aggrada", io sono dalla tua... ma devi riuscire a farlo in maniera eccezionale, oppure darmi qualcos'altro che mi faccia mettere in secondo piano la questione, qualcosa che valga ben più di una punteggiatura (e non solo punteggiatura) senza schemi o regole... Secondo me, il "caos" nella scrittura andrebbe sublimato... reso terra -terra è difficile farlo rendere... Almeno a mia impressione. Aggiungo infine la mia forse da molti ormai conosciuta opinione riguardo al fatto che la narrativa (ma in generale il raccontare storie) sia un'immensa menzogna, o imbroglio, per cui attraverso l'imbroglio si cerca di rendere reale qualcosa... Non si rende mai - perché non si può fare - la "realtà" per quello che è: nessuno lo fa, nessuno l'ha mai fatto... Si cercano soluzioni per far finta che una finzioni sembri la realtà, ossia sia verosimile... Questo almeno vale per me, ripeto: se vuoi rendere la "parlata reale" devi renderla "finta", allora sembrerà reale... Ci sono diversi metodi per farlo, nel tuo caso, secondo me, ad esempio potrebbe essere sufficiente usare a dovere la punteggiatura: ecco qui la bella finzione che entra a buon diritto in un gergo sgrammatico cui - a mio avviso - molti giovani di oggi possono riconoscersi: così come hai scritto tu si potrebbe scrivere nelle chat (ma in realtà è molto, molto peggio di così), così si potrebbe parlare fra giovani (ma in realtà è molto, molto peggio di così) che probabilmente sì, si riconosceranno (si potranno identificare) subito nel tipo di linguaggio/struttura grammaticale da te usata, ma alla fine nulla o poco capiranno, come poco ormai comprendono (mi spiace dirlo) in generale dei testi (o almeno a quanto sostiene l'OCSE)... Ti faccio i migliori auguri per il contest e niente... a rileggerci! Ciao!
  2. Colored Shadows Prod

    Compleanni nel WD

    Mi sveglio presto, carissimo, il mattino ha il ferro chiodato in bocca...
  3. Colored Shadows Prod

    Compleanni nel WD

    Mi sa che oggi è il compleanno di qual @Kuno! Augurissimi... ormai sei giovane, metti la testa a posto!
  4. Colored Shadows Prod

    L'essenza dell'amore

    Ciao @nemesis74 Che dirti, amico mio... una storia molto, molto bella secondo me, affascinante e ben scritta per tre quarti... l'ultimo quarto - da "Lora ( L-00-RA) e Antony (ANT – 00 - N1))" - a mio personale giudizio, te lo devo però un po' "bocciare"... risulta un po' uno "spiegozzo" riassunto della trama e del suo senso... secondo me ci potevi arrivare con un pizzico in più di show e meno tell, cosa che hai giostrato benissimo fino a oltre metà racconto... il cambiamento stilistico - come anche discutevate nell'altro commento - è comunque forte e si avverte... Non so, secondo me era meglio continuare sulla stessa riga sino alla fine... Anche a me questa frase non convince... è troppo veloce con quella congiunzione... ossia dai troppe informazioni senza pause (stanza, semibuia, familiare e...) ci avrei messo una virgola al posto della "e": "Entrò diretto in una stanza semibuia ma a lui familiare, in cui la coppia che cercava era già riunita". Qui c'è una piccola ripetizione di "quello/quelle"... a proseguire nel racconto, ce ne sono poi diverse che non ho quotato, ma che valuterei se cambiare o meno... mi pare tu l'abbia usato per creare la distanza robot-mondo umani... però non so... non sono convintissimo. In generale, stilisticamente, la prima parte (i primi tre quarti) si potrebbe un po' asciugare. Alcuni concetti tendono a essere ripetuti, come ad esempio quello stringersi e accarezzarsi delle mani o il fatto che lui non comprendesse. Mi è chiaro che l'intenzione di sottolineare che ad esempio lui non comprenda sia importante e vada ripetuta, però in questo caso io la calcherei di più, o comunque si può anche limare e magari l'effetto è lo stesso. La storia mi è piaciuta e mi ha preso molto, più che ampliarla, secondo me potresti valutare un finale con lo stesso piglio e stile di tutto il resto, perché merita. P.S.: Nell'aggiungere a posteriori di rilettura mio commento questa quotazione: mi son chiesto: ma la doppia parentesi finale è voluta?! E, a questo punto, occhio anche ai trattini di "ANT..." uno lungo e uno corto... L-00-RA non ha gli spazi, ANT sì... comunque questa idea dei nomi che sono sigle è fichissima! Au revoir!
  5. Colored Shadows Prod

    Ricci & Capricci

    Ciao carissimo @luca c., sono il vecchio, no... giovane, vabbeh, sai benissimo chi sono... Diciamo che si sarebbe potuto variare uno di questi due "dopo", ma insomma è una mia sciocchezza, va bene anche così. Qui mi son detto: ma non erano due donne?! Poi ho riletto e trovato anche questo ulteriore indizio: Secondo me non sufficienti a capire la cosa fondamentale: Non intendevi il nome della protagonista, ma della Beata Vergine... Insomma, mi sono confuso, metterei qualcosa al maschile (un aggettivo o simili, che so) sin da subito riferito al protagonista... ma insomma, credo che la maggior parte delle persone potrebbe anche capire al volo e meglio di me... Questa ripetizione che mi pare voluta di "rotto/a" non so, non mi ha convinto troppo troppo... "Qualità" mi convince ancor meno: ad esempio... qualità alla marmellata? Non so, suona male... Carissimo, quando c'è da far baldoria sei il primo della lista, ma quando c'è da scrivere, scrivi sempre con grande capacità e serietà: bravo, mi è piaciuto. Ottimo ritmo, perfettamente tratteggiati i personaggi, bello e poetico il finale... Mi piacciono i tuoi racconti. Complimenti! Alla prossima!
  6. Colored Shadows Prod

    [TW-1] Fin che la barca va

    Ciao @AnnaL., come va? (Son AndC con nuovo nome, lo ridico per sicurezza...) Vado di annotazioni... per queste prime tre, concordo appieno con @Poeta Zaza che mi ha preceduto: ho pensato esattamente le sue stesse correzioni! "Odora". "Ché". Meglio i due punti e non la virgola. Forse, ho pensato, un po' troppi nomi insieme... "Malandati" è corretto, ma non mi convince troppo... Qui, ho capito che era trascorso del tempo dal matrimonio precedente solo dopo un po' che Elsa e Aldo iniziano poi a dialogare... forse lo specificherei da subito. "Angoloso" lo sconsiglierei perché non mi convince affatto e perché si ripete con "angolo"... forse meglio "spigoloso"? "Appena più alto dell'altro di fianco"... ci andrebbe una virgola prima di "di fianco"... sennò si legge tutto attaccato e diventa confuso. "Personale" è un po' desueto, ma perché no, mi piace e si addice bene all'ambientazione storica del racconto. Piccola ripetizione di "andare". Molto bella l'immagine. Secondo me, puoi ometterne il finale che spiega il senso di "risata franca", non è necessario. Piccole ripetizioni "guardato/sguardo". Piccola ripetizione di "vedere". In questo lungo periodo, l'unico indizio del luogo in cui si trovano è un "divano" che arriva a metà scena... un po' pochino secondo me... Ho riletto questa parte diverse volte e... domanda: eri a corto di caratteri per il Contest? Secondo me, mancano un po' di soggetti di chi parla (sono dati per scontati, ma ci sono tre personaggi...), non si sa dove siano... si fa un po' fatica a seguire il senso della trama... Elsa si trova fuori, poi sta per svenire, poi subito dopo singhiozza di fronte alle sorelle...? O qualcosa è stato omesso, o potrei aver capito male io... Ancora una cosa... Gino, Lino... troppo simili per essere due personaggi secondari poco citati, ci si confonde più facilmente. La trama non giunge diretta, ma va ricostruita rileggendo, almeno secondo me. La storia mi è piaciuta, i personaggi pure, molte scene anche... c'è un po' di caos generale dovuto a troppe cose in poco spazio... Un caro saluto e buon Contest! Ciao!
  7. Colored Shadows Prod

    Vale la pena pubblicare un libro di poesia oggi?

    Ciao @LorenzoG L'hai detto tu stesso e pare sia un po' risaputo: oggi la poesia "vende poco"... Meglio dunque partire con piccole e medie CE, secondo me... il rischio è di vendere quasi niente, ma il rischio di mirare subito a quelle più grandi è quello di non pubblicare affatto, ossia di non essere presi minimamente in considerazione... Dopodiché, sarò molto, ma molto sincero: Con il massimo rispetto, secondo me, queste domande sarebbe più giusto porsele prima di inviare i propri scritti alle CE, così anche da evitare di "disturbarli" qualora poi ci si risponda "effettivamente non mi interessa pubblicare". Comunque, massima stima per te che comunque te le stai ponendo queste domande, in molti o non ci penso o partono dall'idea scontata di essere dei geni la cui opera deve essere a tutti i costi pubblicata. Comunque è proprio dando risposta a queste domande che uno scrittore, in generale, può poi scegliere meglio a quale percorso editoriale mirare o affidarsi (per questo ritengo anche sia giusto farsele prima e non dopo), se con piccole o grandi CE, se con CE che rispecchiano o meno propri ideali, se con la prospettiva di vendere, di realizzare il proprio sogno o altro ancora... Infine, se stai per incontrare l'editore (o anche per gli altri che ti hanno fatto la loro proposta), dato che mi sembri più alla ricerca di un senso e di onestà (e questo secondo me ti fa onore), io muoverei a loro i tuoi dubbi sia per capire cosa veramente li spinge a pubblicarti, sia perché (se onesti anche loro) potrebbero darti le risposte che cerchi: a volte l'occhio esterno vede quello che non riusciamo a vedere. Magari tu non sei così sicuro della tua opera, ma un editore che ci crede potrebbe farti capire realmente il suo valore che forse l'umiltà che hai detto contraddistinguerti ti impedisce ora di notare. Ciao e in bocca al lupo per la tua opera! P.S.: @Obs Snow attenzione sempre al maiuscolo nei post! Ciao!
  8. Colored Shadows Prod

    Cosa ti lascia sbigottito quando entri nel sito di una casa editrice?

    @Ngannafoddi Ciao: più di tutto direi che i siti fatti con una grafica e con un sviluppo tipo 1999 non mi invogliano a proseguire la navigazione... se il sito non è più attivo-aggiornato evito di perdere tempo, se la CE invece è attiva, secondo me ancora peggio: mi fa capire che nel 2020 non ha nessun occhio di riguardo per il mondo del web, e ormai viviamo in un mondo web... Ci aggiungo, sempre personalmente, i grossi richiami e luoghi comuni di quanto tale CE sia o meno impegnata nella cultura, nella produzione di libri di ottima scelta-qualità e solo a leggere qualche titolo nel catalogo mi viene "la pelle d'oca", nel senso che poi il senso è quello di pubblicare "roba di mercato" (nessun male in questo, solo amo la coerenza); idem per "inviaci il tuo manoscritto", siamo interessati agli autori, magari anche emergenti, poi nessuno ti si fila o ti risponde... A questo, si aggiungono un po' tutte le cose che hai scritto tu... insomma, per lo più sembra che moltissime CE tutto facciano tranne che investire nel proprio sito, vetrina importante delle loro produzioni. Ovviamente, la mia è una "critica" bonaria da lettore-consumatore, ben comprendendo tutte le eventuali giustificazioni che ognuno può avere. In quanto a @Aporema Edizioni colgo allora ufficialmente l'occasione per dirvi una cosa che avevo pensato un po' di tempo fa, ma poi mi son detto "fatti gli affari tuoi" che magari è meglio, però se lo chiedete e conoscendo la vostra onestà nel mettervi in gioco e ascoltare i consigli... In tutta onestà, scusate se ve lo dico così, ma credo che dovreste assolutamente sistemare e compilare a dovere la pagina sulla Privacy... così come è, praticamente non rispetta gli obblighi di legge... Dovreste specificare per filo e per segno ogni punto sui dati che trattate (indirizzi email, cookie, etc...) o meno nel vostro sito, come, dove chi; se nel vostro sito ci sono applicazioni che tracciano dati come servizi di statistiche, integrazioni social o video etc... e mettere un banner in sovrimpressione come da obbligo di legge... Questo è un punto importantissimo che vedo anche in molti altri siti di CE e non... La Privacy, personalmente, è la prima cosa che guardo in qualsiasi sito internet: chi non ce l'ha, o non ce l'ha a norma, a parte essere illegale, di base non merita la mia attenzione... Detto questo, sono il primo a "non poter lanciare la prima pietra"... Ciao a tutti...
  9. Colored Shadows Prod

    [TW-1] L'unica ombra

    Uhmmm... in una sola parola no, non mi viene in mente nulla di veramente valido... io avrei usato un classico "dolcemente"... Ho pensato pure se potesse andarci un aggettivo anziché un avverbio... uhmmm continuo a pensarci su... ciao! Comunque, se è per numero di caratteri, "scientemente" sono 12 lettere... ci si può mettere pure "con sapienza"... cioè non che ce lo devi mettere, ma si potrebbe anche ragionare su qualcosa del genere, adesso ho scritto la prima cosa che mi è venuta in mente e - a contare - sempre dodici, spazi inclusi sono, che cfortuna...
  10. Colored Shadows Prod

    [TW-1] E pensare che Brad Pitt neanche mi piace

    Ciao @Mafra Neanche a me, cioè sì, cioè non in quel senso... da giovane faceva film fichi, poi non l'ho più visto... Ho notato che hai limito o non usato molti possessivi nel seguito, ad esempio per la "faccia" o la "mano" della protagonista... io avrei tolto anche questo qui sopra. Qui si ripete un po' " a"... forse avrei usato addirittura un congiuntivo, ma in generale, non è una cosa troppo importante questa mia annotazione... Qui però ti ritorna " a vedere" e questo suona leggermente più ripetitivo. "Fatta di alcool" non mi convince troppo come espressione che personalmente associo più alle droghe, ma insomma, credo possa andare bene anche così. Qui, come sopra, "nella/nelle"... non è chissà che, ma si potrebbe anche variare... Troppi "padre", forse un nome proprio ci starebbe bene (eventualmente anche per la madre, anche se è più passeggera come personaggio). Bell'immagine, rende a perfezione... Che dire... storia buona, ben scritta, scorrevole, che "non fa una piega" come si dice... complimenti e buon contest. Ciao!
  11. Colored Shadows Prod

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    Grazie a te... Per ora va bene così, se in futuro la situazione dovesse evolversi in caso cambio...
  12. Colored Shadows Prod

    [TW-1] Il ladro

    Ciao @Poeta Zaza Ho letto con piacere anche se, devo confessarti con un po' di fatica il tutto (poi mi spiego meglio). In generale: la storia c'è e mi è piaciuta. Ci sono molte cose che mi sono piaciute stilisticamente parlando e altre, sempre a mio gusto, un po' meno: più che non piaciute, trovo che la principale "pecca" stilistica sia che si legge tutto molto, in certi casi troppo rallentato, almeno secondo me. Tale sensazione me l'hanno data due aspetti principali: le innumerevoli virgole, che davvero sono tante e - sopratutto verso il finale - la giustificazione di andare a capo quasi ogni riga, se non addirittura a metà frase... Le lettura si spezza molto, il ritmo del racconto - che comunque ha un buon ritmo - viene rallentato molto e lo stile (sopratutto visivo e di giustificazione del testo), a tratti, diventa o appare quasi didascalico, quasi da sceneggiatura più che da racconto. In realtà, sono aspetti facilmente "correggibili" - qualora ovviamente dovessi trovarti d'accordo con me - e che non minano la storia in sé né il suo contenuto, solo la sua fruizione. Almeno e sempre secondo me. Ma partiamo dall'incipit... in tutta onestà l'ho trovato un incipit che definire "difficile". Bello e ben scritto, ma al contempo affatto intuitivo. Per un po', sono stato indeciso se lodarlo o meno, ma alla fine ti dico "lode al merito"! Il punto è questo: fino a che non ho letto la parola "ladro" (che poi si collega al titolo, ma il titolo non si collega necessariamente subito al personaggio di apertura del racconto) ho sinceramente pensato che questo incipit fosse stato scritto in maniera assurda, se non addirittura sbagliata: troppe domande mi frullavano per la testa, troppe cose non tornavano... Ad esempio: Donato ha in mano un taccuino, ma legge i tabelloni, poi però scrive... legge o scrive? Quel giorno aveva la zattera... solo quel giorno? Poi, però alla parola ladro, tutto prende perfettamente senso e dunque l'incipit è scritto in maniera "perfetta", ossia che così deve essere... Non so se mi sono spiegato: lo trovo ben scritto, ma è una sensazione che arriva solo a posteriori... In generale, comunque, non mi ha troppo convinto la virgola dopo "quel giorno" che forse toglierei (ma non sono così sicuro) e per un attimo sembra che il "taccuino (soggetto) sia impegnato"... Ma ripeto, alla fine, non muterei forse niente. P.S.: ti è anche sfuggito un doppio spazio prima di "numero del gate" ma non è affatto grave. Qui, mi è poi risaltata la ripetizione di "giorno, giorni"... magari alla fine si potrebbe scrivere qualcosa come "in orari diversi, con la luce o col buio"... ma potrebbe anche bastare "in orari diversi" a rendere l'idea, anche se non così specifica. Ok: qui hai fatto quella cosa di cui abbiamo parlato, del presente nella narrazione al passato... ti ho già detto come la penso e avevo anche suggerito qualcosa come "dipendi se ne fai una costante o meno"... tu ne hai fatto una costante... in amicizia, ti posso dire che a me continua a non piacermi troppo, ma non perché l'hai fatto male tu, proprio perché in generale - costante o meno - non mi fa impazzire... Farne una costante, sicuramente giustifica che non sia un refuso o un "guizzo". Qui mi pare ci sia uno spazio di meno dopo il punto. - Ti ho detto che in generale ci ho visto troppe virgole nel racconto, ebbene qui ne avrei invece aggiunta una dopo "entra". - Non mi convincono poi quei tre puntini dopo i due punti, io li metterei all'interno del dialogo. - Avrei scritto "vicino al finestrino"... forse "dal finestrino" è un'espressione più gergale? Non so... - Ti sono poi sfuggiti due punti bassi alla fine della frase. Al di là che sei andata troppo a capo, come ti dicevo, qui non ci sarei andato per un motivo di coerenza stilistica, ossia che per i dialoghi prosegui sulla stessa riga dopo i due punti. Qui un po' si ripetono "sfuggono/sfuggita", ma i sensi sono diversi, quindi potrebbe anche starci... Tecnicamente, andrebbe ribadito il soggetto, Palmira, o "lei gli nota"... Senza bisogno di ripetere "bottone" o "uomo", avrei scritto: "le chiede lui". Qui, parliamo proprio di gusto personale, "X" non mi convince troppo, anche perché viene citato solo una volta... non so... "vado a trovare mio nipote" secondo me basta, inutile specificare un luogo non specificato. Qui, davvero troppi accapo. Avrei separato il dialogo da "entrambi...". Insomma: qui sarei andato a capo. Non so quanto sia voluta la ripetizione di "stesso/a" ma un po' risalta... Per finire: Qui, per un attimo ho pensato... giustificazioni che reggono e non reggono, ma alla fine vanno bene nello sconvolgimento-sorpresa che prova il protagonista... Ho pensato anche: avrebbe avuto più senso se si fosse autodenunciato per un rimorso di coscienza o simili, più o meno quello che dopo dici qui: Però, in tutta onestà, questo suggerirei di valutare se toglierlo o meno, perché leggerlo non mi è piaciuto troppo, ossia leggere la conclusione che la voce narrante mi suggerisce sulla storia, piuttosto che lasciare alla storia il compito di crearmi la mia... Avevo poi notato qualche aggettivo possessivo di troppo, ma mi sono scordato di annotarlo, comunque sciocchezze... Ma tutti questi, per lo più sono dettagli... Ho cercato di farti un'analisi un minimo approfondita anche perché il racconto secondo me la merita: è un bel racconto a livello di storia, ma secondo me è molto complesso da un punto di vista stilistico narrativo... ossia dall'estetica alla poesia, dall'uso del corsivo agli accapo, dalle virgole allo stile del finale quasi da sceneggiatura, dal salto temporale passato-presente porta in sé molti, forse troppi elementi. Non sono sbagliati, e in generale a me piacciono queste cose, ma secondo me il loro amalgama non scorre fluidamente... Poi valuta te. In ultimo, mi è piaciuto come l'incipit sia una sorta di pre-incipit (credo abbia anche un nome tecnico preciso, ma non ricordo quale), una tecnica che definirei molto cinematografica, ossia una piccola scena che presenta il personaggio, non la storia in sé... anche questo è un ulteriore elemento che, nel bene e nel male si aggiunge alla complessità del tutto. Ciao e buon Contest!
  13. Colored Shadows Prod

    [TW-1] Chiara si sposa

    Ciao @Ilaris Vado di annotazioni, mie e personali... Se son belli, ho pensato, allora piacciono anche a me, nel senso che m'ispirano allegria... quello che voglio dirti è che l'incipit mi è piaciuto: brioso e scoppiettante. Pian piano che il racconto va avanti, lo stile "alla mano", molto moderno, gergale, giovanile, a flusso di coscienza, etc... fuoriesce a perfezione creando nel complesso un buon racconto scoppiettante del genere. Ora, io non sarò più così giovane, però, leggendo e rileggendo questa frase, mi son chiesto quale fosse la relazione evidente fra lo status di universitari poveri e quelle che sembrano caratteristiche di molti camerieri giovani, non per forza universitari... tendenzialmente magari sì, però non so, il nesso fra le due cose non mi sembra così scontato, sinceramente, o forse è semplicemente che non ci arrivo d'istinto... Qui ti è sfuggito un doppio spazio... so che normalmente la gente "non mi si fila" quando li segnalo, ma per me vale quanto un refuso, seppur di gravità infima... "Lungo verso" si tende quasi a leggere consecutivamente e un po' fa strano... certo metterci una virgola direi di no... forse anteporre "col muso lungo" a "voltarsi"? Sia che la maiuscola di "Non" sia voluta per sottolinearne la forza, sia che sia un refuso, direi comunque di metterci la minuscola. Insomma: lo stile è vivace e brioso, l'ho già detto e lo ripeto, ridicendo che a me è piaciuto. Il racconto funziona abbastanza e si segue piacevolmente, anche se non sempre con troppa facilità. Ecco, a trovargli un paio di "pecche" personalmente ti direi che ogni tanto si fa fatica, viene quasi il mal di testa a districarsi in tutto ciò che si dicono e accade così velocemente, così descritto alla "parlata"... (insomma, ci ho capito metà delle cose, cioè in realtà le ho capite tutte, o almeno quasi tutte credo, ma mentre leggevo mi pareva che mi girasse un po' la testa e che non ci stessi capendo nulla, però poi capivo, capito?)... però ci sta col fatto che siano tutti ubriachi, quindi non lo muterei. L'altra cosa è la trama: ci sta, ma forse si poteva spingere su qualcosa di più forte o misterioso, sopratutto verso il finale che quasi lo lascia intendere, ma poi si smorza un po'. In generale, un bel racconto... ciao!
  14. Colored Shadows Prod

    [TW-1] L'unica ombra

    @Befana Profana Ciao carissima, un buon racconto ben saldo ti direi. Tutto funziona bene... Praticamente non ho quasi per niente appunti da farti e le piccole cose che ho notato sono davvero più che secondarie... "Rari" non mi ha convinto troppo, potrebbe anche suggerire un senso di unicità... Qui mi è risaltata la ripetizione di "dopo", ma insomma non che sia così appariscente o grave. Ecco questo è l'unico minuscolo refuso: lo spazio dopo l'apostrofo. Anche questo "scientemente" risalta un po' quasi fuori registro stilistico rispetto al tutto, ma ripeto neanche troppo... Forse, proseguendo, ho notato altre piccolezze simile a queste, ma sono davvero piccole e non sono neanche sicuro valga la pena cambiarle. Insomma: ben scritto, buona la storia, il mio migliore augurio per il Contest! Ciao!
  15. Ciao @Irata A me personalmente, quello che non mi fa impazzire è questa sorta di "ultimatum", ma dipende anche in che maniera è stato posto. Non che non lo capisca - basti solo pensare ad eventuali esigenze di catalogo e di organizzazione del lavoro - ma in generale, il mio ragionamento è che se una CE crede davvero in un libro (nel tuo libro in questo caso) a parte fargli la corte, sarebbe disposta ad aspettare anche di più... o comunque lasciare aperta la possibilità "se dovessi ripensarci, fra un mese siamo ancora qui, magari impegnati in altro, ma possiamo rivalutare"... Comunque concordo sul senso di quello che ti è già stato detto: pro e contro ci sono in ogni caso, che tu accetti o meno e al solito solo la pubblicazione potrà dirti se è stata veramente una scelta giusto o no, nessuno purtroppo ha la sfera di cristallo. Comunque, io valuterei anche per quanto tempo questa piccola CE chiede che tu gli ceda i diritti: uno, due, vent'anni? Si possono verificare entrambi i casi: mangiarti le mani in futuro perché potresti non ricevere altre proposte, o mangiartele per esserti "bruciata il libro"... In entrambi i casi, però: non stiamo parlando di una proposta di una grande CE e secondo me, almeno proposte simili (ossia di piccole CE) potresti comunque ottenerle in futuro, se non appunto proposte dalle case editrici con cui vorresti pubblicare. Nel secondo caso, pubblicare ti rientra comunque nel "curriculum" e faresti esperienza in merito, tanto più che potrebbe rivelarsi pure meglio di quel che ci si aspetta. La scelta può ovviamente essere solo tua. Ciao e in bocca al lupo!
×