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AndC

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  1. AndC

    È solo un altro capriccio, tesoro.

    Sì, la tua intenzione mi era un po' chiara, ma ora me la confermi... la tua non è effettivamente una domanda semplicissima perché grammaticalmente non abbiamo un'interpunzione adatta... A questo punto, dato anche l'hmh iniziale, io suggerirei i tre puntini, di modo che lui affermi, a lei quanto a se stesso, riflettendo sulla faccenda: "Hmh, hai scritto un romanzo..." Oppure va riformulata... il punto, secondo me è tutto il contesto, non tanto la frase in sé. Tu vuoi far sembrare (dare il valore) di affermazione a una domanda... Ora quello su cui bisognerebbe secondo me riflettere è come il tutto si colleghi all'interno del racconto... perché il punto è che il marito sta scoprendo solo ora che lei ha scritto un romanzo, dunque sarebbe appunto più lecito aspettarsi una domanda o una sorpresa come prima reazione... Io infatti, ci avrei visto bene proprio uno "sbotto" improvviso di sorpresa (incredulità) e domanda: "- Hmh... hai scritto un... romanzo?!" Ciononostante, il "problema" è anche che loro stanno parlando già di questa cosa, dell'editor, del contratto... tutto il racconto e ciò che mette in moto il cambiamento del personaggio a livello di trama è la frase “È solo un altro capriccio, tesoro”. Ora, cosa abbia detto la protagonista al marito per avere tale risposta non è scritto... ma il racconto parte in "medias res"... si presuppone che lei gli abbia detto qualcosa come che in qualche modo vuole accettare il contratto, o un consiglio se farlo o meno... discutendo vien fuori che il marito "scopre" che lei ha scritto un romanzo... ecco così non torna benissimo a livello di trama... altra cosa ipotizzabile è che il marito già sappia di questo romanzo, ma calca la mano sul fatto che ciò che lei ha scritto (di cui lui è già ha conoscenza) non sia veramente definibile un "romanzo" data la scarsa opinione che ormai ha della moglie e il suo sentirsi culturalmente superiore. Ecco, secondo me, dovresti chiarire meglio questo passaggio a livello di trama e adattare la frase e la parte in base a questo. Perché le soluzioni possono essere in realtà tante. Anche come hai scritto tu non è che è sbagliato... oppure come dici tu: mettere il punto interrogativo e poi scrivere che sembrava più un'affermazione che una domanda. Oppure, lo farei riflettere sulla parola romanzo: "Hmh... un romanzo..." In questo caso, levando il verbo "hai scritto" si perde il senso di domanda, ma resta la riflessione dubbiosa. Oppure: "Un romanzo? Hai scritto un... romanzo." Oppure: "Così avresti scritto un romanzo". Questa ad esempio è un'affermazione che secondo me ha del dubbio... Non lo so sinceramente cosa è o può essere meglio... - Grazie comunque a te per la bella risposta! A presto!
  2. AndC

    Buongiorno a tutti.

    Ciao @Edoardo Bastioni come ti dicevamo... non ti scoraggiare... anche nel commentare ci si prende la mano o si "impara"... dunque non ti abbattere... In questo, leggere i commenti degli altri utenti potrebbe esserti utile per capire cosa viene considerato corretto per postare in Officina... in generale, si tratta appunto di un'impressione "approfondita"... Il tuo topic potrà sempre poi essere riaperto. Altrimenti, se questo per te dovesse essere un problema insormontabile, ti segnalo che c'è anche la sezione "Storie" del WD dove puoi pubblicare senza dover commentare. Nessuno ti chiede dunque di usare "parole non tue" né ti si vuole forzare alcunché... l'utilità della sezione Officina sta anche e proprio nello sviscerare commenti "approfonditi"... immaginati la scena al contrario: tu pubblichi una poesia e ti viene commentato solo "mi piace / non mi piace"... nulla di male... ma si perderebbe gran parte della crescita, almeno secondo me... Ciao!
  3. AndC

    È solo un altro capriccio, tesoro.

    Ciao @Nancy C. Il ritmo è molto buono, secondo me: storia e scrittura scorrono via bene... dunque e secondo me, in generale è ben scritto... mi è poi piaciuta molto la scena di lei che pulisce il bagno sfogando in tale azione il rancore represso verso il marito (intendo da un punto di vista narrativo, ossia che il personaggio e i suoi sentimenti emergono bene in base a come mostri le azioni che fa)... Solo ogni tanto ci sono dei termini che non mi convincono appieno nel contesto... Si vede che sono termini da te ricercati, però e forse proprio per questo fanno perdere di spontaneità alla scrittura (sempre secondo me). Ad esempio questo "ruggire"... rende bene l'idea di come si senta lei (aggredita dalla frase che le rimbomba a strillo in testa)... ciononostante il termine "ruggire" ci riporta al leone, all'animalesco, alla violenza dell'urlo... il che è sì l'effetto che la protagonista sente amplificato nella sua testa, ciononostante non si lega molto bene alla pacatezza della frase "è solo un altro capriccio"... voglio dire, le avesse urlato "maledetta cretina, deficiente" e/o altri insulti o odio, avrei visto meglio il termine ruggire... non so se mi sono spiegato. "Che" al posto di "cui".... oppure devi modificare il verbo "fare" (cosa che comunque consiglio sempre)... "cui era solito dedicarsi" (ad esempio)... Ugualmente qui... "regalare" ci porta a un regalo, un gesto nobile di spirito e fatto con amore o sentimento (di base)... qualcosa come "concedermi", "elemosinarmi" ce lo vedrei meglio nel contesto... - Mi pare una domanda cui manca il punto interrogativo finale. - Ci metterei una "u" nell' "Humh"... Varierei la ripetizione del verbo "passare". Questa mi è piaciuta molto! A parte che risuona molto questo "mi" (anche un po' in tutto il racconto in generale, ce ne sono parecchi...), ma "mi fungeva" lo trovo proprio un po'... posso dire "brutto"?... tanto più perché unito alla parola "castello"... ossia e praticamente qui siamo di fronte a una metafora o similitudine, che è anche bella, ma perde di intensità con questo "fungere"... la metafora di un castello in ambito amoroso è molto poetica e romantica... il verbo fungere riporta invece alla "funzionalità" di ufficio, quasi meccanica, senza sentimento... Ci metterei anche qui la parola "altro" come in tutte le volte che la frase chiave del racconto ritorna: “È solo un altro capriccio, tesoro” Varierei la ripetizione di "fare". - Che una sveglia "gridi" ci può stare, anche se secondo me fa molto "cartone"... giacché poi ripeti il verbo poco dopo, suggerirei comunque di cambiarlo. - Se poi si volesse guardare il pelo nell'uovo, direi che anche l'aggettivo "stonata"... al massimo "sgraziata"... come dire... avendo in se un suono, un "beep" o una musica campionata... musicalmente parlando è difficile che "stoni"... A livello generale, suggerirei poi di ridurre il numero dei vari "a capo" e lasciare più frasi vicine anziché una frase e poi a capo, una frase e poi capo... Un modo c'è sicuramente... a me solitamente lo cambia in automatico il programma di scrittura... In generale, mi è piaciuto... complimenti! Ciao!
  4. AndC

    Falesie (racconto icerberg)

    Ciao @Adelaide J. Pellitteri Ben scritto... che parlavi dello sbarco in Normandia l'ho realizzato solo alla fine, dove ogni frase del racconto ha preso senso. Solo due piccole cose... Questa virgola dopo i tre puntini personalmente non è che mi faccia impazzire, come dire... Anch'io ho trovato questa frase di difficile interpretazione... sopratutto per quanto riguarda "il futuro" e quel "purtroppo" finale... non so, confonde la logica... valuterei se riformularla. Per il resto, un bellissimo omaggio e invito a mantenere sempre vivo il ricordo quanto la forza della memoria, appunto per un futuro migliore... Il finale mi è piaciuto molto. Ciao e a presto!
  5. AndC

    Vetri rotti

    Ciao @Plata carissimo... Fondamentalmente, lo hai detto tu nello spoiler e un po' riprendo le tue parole per confermare la mia impressione generale: si vede (legge) che il racconto è parte di qualcosa di più grande. Come racconto in sé, secondo me (e senza offesa) "non regge" molto... Funziona bene come una premessa, come l'incipit di un lungo racconto o romanzo, ma gli manca tutto lo sviluppo successivo di trama... tutte le domande su chi sono i personaggi e perché agiscono così rimangono per lo più insolute, a parte un vago accenno al movente del protagonista... Lo stile anche è poi molto, troppo didascalico secondo me... più che da racconto, ti direi quasi da "soggetto" di una storia... brevi azioni, una di seguito all'altra, soggetto-predicato-oggetto che si susseguono brevi dall'inizio alla fine. Le parti in cui il racconto si sofferma sono poche e verso la fine... Ci sono molte ripetizioni di termini, per lo più semplici... Ci sono poi tante informazioni da memorizzare e il ritmo è troppo veloce, "ad elenco"... Insomma... non è che voglio essere "critico" o negativo... ma tu sai scrivere bene... questo, secondo me, non è un racconto compiuto. - Qui, ripeti molte volte il verbo "mise"... - Fino al "cenò" non si capisce che è sera, ma potrebbe anche essere mattina... - Tutta questa parte, se parliamo di "racconto" è sbilanciata rispetto al resto, nel senso che prende troppo spazio per descrivere il personaggio con "cose inutili", a partire dalla scena della televisione per arrivare alle varie azioni quotidiane... Ci descrivono bene il personaggio e va bene, ripeto, se poi sviluppi tutto in un racconto più lungo o romanzo, ma nel complesso del racconto non hanno nessun ritorno né necessità... - Il tagliarsi i baffi, forse, se poi ci si pensa, potrebbe avere senso nel non "voler farsi riconoscere"? Non so se tutte queste ripetizioni sono da te volute, ogni tanto mi è venuto il dubbio... Qui ti segnalo "strada". Qui c'è un altro "mise". Qui ti segnalo l'abbondanza del verbo "fare" e ancora un "mettere"... - Eliminerei il "che" prima di "danzavano" per far scorrere maggiormente la frase. - Un altro "fare". A parte "tizio" che come ripresa ci può stare... il verbo "andare", "si mosse"... anche la parola "bagno" la ripeterai dopo: Ci sono poi altre ripetizioni come "ragazzo/a/i", "occhi" o "occhiali" "porta" (la porta del bagno)... Insomma, qui mi fermo... La storia, secondo me può essere e divenire interessante, ma va sviluppata. Questo, in tutta onestà, penso. Ciao!
  6. AndC

    Il bosco in fondo al mare

    @nemesis74 Caro amico mio... Bellissima storia, davvero! Bravo e complimenti! Ottima ambientazione e trama! Non mi voglio dilungare troppo in complimenti, perché oltre a quanto appena detto non saprei cos'altro aggiungere. Mi è piaciuta tutta dall'inizio alla fine e sotto diversi punti di vista. Voglio però soffermarmi su ciò che non mi ha convinto troppo... sempre e solo a livello personale, ovviamente. Fondamentalmente una cosa su tutte: la scelta di alcuni termini... sono, secondo me, troppo ricercati... non scorrono benissimo... almeno secondo me. E in alcuni casi è come se fossero "tronchi" di verbi o complementi oggetti vari. Per il resto, davvero complimenti! Ormai mi sono abituato alla narrativa "moderna" (breve e veloce)... arrivato a metà incipit, sono tornato all'inizio, ho preso un bel respiro e quindi sono riuscito ad arrivare alla fine della frase tutto d'un fiato. Così fatto, ti muovo però i complimenti, perché la scena si visualizza bene. Eppure, sin da subito ci presenti un racconto le cui caratteristiche sono e saranno anche "molto costruite"... in altri casi, forse un po' troppo... "Così vicino" a... dove? Facciamo Italia, casa sua, casa mia...? Io lo specificherei... l'unico indizio di dove siano è il nome italiano. Questa parte è davvero bellissima... oltre che si visualizza benissimo e che toglie il respiro immergendo anche me lettore nell'acqua... mi ha riportato a quando ero bambino e cercavo telline... Molto bella, poi anche la successiva descrizione del pescatore. Ecco quello che io definisco un caso di "elisione o troncamento sintattico"... ci vedrei bene un verbo... per capirci al volo: "tipico di una vita di mare perennemente esposta ( o "trascorsa" o simili) al sole e alla salsedine". Per i miei personalissimi gusti, qui c'è un "poi" di troppo, all'interno della stessa frase... "Curioso" ripetuto lo lascerei, ma varierei la "curiosità" finale con altro termine, anche se uno migliore, sinceramente adesso non mi viene in mente. Te lo dico brutalmente: chi si era convinto? Direi un soggetto che manca e che ripeterei (Marco), giacché l'ultimo a parlare è stato il pescatore... paradossalmente, fino a che non appare la parola "vecchio" nella frase, si potrebbe addirittura quasi fraintendere che a convincersi possa essere il pescatore stesso. - Qui ci metterei tre puntini di sospensione... anche perché il "pescatore" sembra infine "sbottonarsi" molto facilmente sulla questione: "la leggenda o la... maledizione" "la leggenda... o la maledizione". Altrimenti lascerei solo uno dei due termini, non entrambi: "leggenda" o "maledizione". Messi tutte e due di seguito, come una semplice disgiunzione, pare quasi che il marinaio sia incerto di quale parola usare se leggenda o maledizione... questo mi sembra rispecchiare un po' le tue intenzioni originali, ma secondo me c'è il rischio di farlo passare come un pescatore molto "intellettuale" che durante un discorso con uno sconosciuto sta lì a far "sfoggio" di sinonimi... Se invece, appunto, l'idea è quella di fargli ricercare la parola adatta, allora forse una pausa come i tre puntini potrebbe comunicare questo dubbio di pensiero del personaggio... non so se mi sono spiegato. - Il termine "avvallare" è molto ricercato, sia per l'immagine di un pescatore, che secondo me in generale in un discorso da... "spiaggia". Ecco un altro termine usato secondo me in maniera troppo ricercata: "sintomatica", che appunto può anche significare "significativa"... ciononostante non lo trovo il più adeguato, poiché in prima istanza fa pensare ai sintomi, alla medicina e sopratutto alle malattie... ora l'idea in qualche modo di un sintomo, di un morbo, si lega nella mia testa di lettore alla parola "sorpresa", che invece di base è qualcosa di più gioioso... non mi torna bene, insomma. - "A quelle parole" nuovamente mi suona ulteriormente tronco... "sintomatico (se si vuole lasciarlo) della sorpresa rispetto (in relazione a) a quelle parole". L'ultima ripetizione di "questo" la varierei proprio... "esiste un'apertura che conduce a un luogo leggendario"... Con l'articolo indeterminativo, secondo me il pescatore prende le distanze dalla conoscenza del luogo leggendario, mentre il "questo" carica maggiormente l'idea che lui lo conosca (anche e solo per sentito dire) o che ci creda... non so se mi sono spiegato. Bello! A parte nuovamente la ricercatezza del termine, nuovamente me lo trovo "tronco": lo contrassegnò dove? Nella sua testa, nella sua mente o su un cartello stradale? Quello che voglio dirti e che ogni tanto, alcuni termini mi risultano fuori contesto rispetto alla loro prima e più comune accezione di significato. Allorché tu compi e hai compiuto una bella ricerca da scrittore nel voler dargli un significato specifico alla ambientazione e senso della tua frase, non gli hai però sempre messo una specifica... come dire: usi "contrassegnare" come sinonimo di "etichettare" o "giudicare" o simili (o nella sua accezione di "caratterizzare")... ma il primo significato-domanda che viene in mente è quale "contrassegno" usa il personaggio? In questo caso la mente... ci si arriva anche da soli, ma io lo specificherei: "contrassegnò nella sua mente (al suo giudizio, alla memoria...). Allora stai usando il termine secondo le tue intenzioni e non stai invece lasciando al lettore il compito di adattarlo alle tue intenzioni... - "Vergognoso" non mi ha convinto troppo, anche se l'idea la rende bene. - Ciò che però mi sento di suggerirti di cambiare è questa forma negativa del verbo "vedere"... "non vide"... Il punto è che si lega alla parola "sollievo". Il sollievo è una sensazione positiva che nasce da un'azione negativa (non vedere)... io lo farei nascere invece da un'azione positiva, spostando la negazione sul pescatore e non sull'azione di Marco: "e con sollievo vide che il pescatore del giorno prima non era presente (non c'era)". A parte la ripetizione molto vicina dei due "di" che varierei, ma la mia domanda è: cos'è che "erano" (al plurale) di circa dieci metri? La mappa? E la profondità? In tal caso, la "mappa" non mi torna... Nuovamente qui... perdonami, ti faccio un piccolo "pippone" mio personale sul termine "evitare"... solitamente si "evita" qualcuno o qualcosa con cui non si vuole avere a che fare... ora: cosa ha fatto di male la muta per essere "evitata"? Il termine è ricercato, ma non mi sembra il più adeguato, perché attraverso il suo primo significato crea anche l'idea di una sorta di rifiuto dovuto quasi a questioni personali (risentimenti, antipatie)... la tuta non fa nulla di male e la "decisione di non indossarla" non è dovuta ai sentimenti, solo a una valutazione oggettiva della temperatura dell'acqua. Forse varierei "luce" con "riflesso" o simili... Arrivato a "guardò l'orologio" mi sono fermato... e ho controllato... a parte che il verbo "guardare" lo usi e lo userai abbastanza in questo lungo periodo (e anche in altre parti del racconto)... non è solo questo... ci sono dei sinonimi: "esplorò", "vide", "ammirò"... quando ho letto "guardò l'orologio" non mi ero ancora accorto di quante volte avessi usato il verbo "guardare", ciononostante l'ho sentito comunque ripetitivo... semplicemente perché, alle volte, anche cambiando sinonimo la frase risulta ripetitiva nel suo costrutto sintattico. Ora si possono (e secondo me si debbono) cambiare i termini con sinonimi, ma anche con perifrasi... questo per dare più ritmo e variazione in generale, almeno secondo me... basta anche cambiare il tempo: "guardando l'orologio..." "a guardare l'orologio" "secondo l'orologio e il manometro era a 7..." "l'orologio e il manometro gli indicavano la posizione..." Così che non sia solo e sempre il protagonista a "guardare, osservare, vedere etc..." Qui l'ho proprio visto muoversi: bravo! Toglierei una "fretta"... - Troppe "e" all'interno delle frasi. - Questo "erogatore" mi ritorna troppo... comunque suggerirei di abbreviare senza articoli: "si tolse maschera ed erogatore". - Ma sopratutto, la prima frase la riformulerei, sia perché è un po' lunga e arzigogolata; sia e sopratutto perché questa è la frase centrale del racconto. Se ben ci pensi: tutto il racconto conduce - a livello di trama - qui. In questo posto, in questo bosco fatato leggendario. Secondo me devi dargli tutta l'importanza, almeno di una frase principale e non subordinata... con un se riflessivo, che si accartoccia su se stessa e risulta molto aggettivata. Questa frase deve spiccare, se non su tutte quasi! Sul finale, secondo me hai accelerato un po' tutta la scrittura (o forse tagliato per numero di caratteri?). Comunque e a questo punto, accelero anche io il commento: varie ripetizioni... e quel "sorridente" che cambierei proprio nella sua forma di tempo verbale, non in termine. "Consapevole"... da che è tutto impossibile e resta sorpreso, secondo me matura molto facilmente una "consapevolezza"... non lo vedo, insomma il termine più adeguato. Vabbeh, qui chiudo! Ciao, amico mio!
  7. AndC

    Compleanni nel WD

    @Rica Cioè: oggi è il compleanno di @Edu e @luca c. (da non crederci, sono nati lo stesso giorno!). Tutti gli altri sono auguri di buon non compleanno, dunque auguri anche a te, carissima @Rica!
  8. AndC

    Compleanni nel WD

    Cioè... ma vi rendete conto... @luca c. e @Edu siete nati lo stesso giorno! Tutto questo è troppo... non ci posso credere!
  9. AndC

    Compleanni nel WD

    Sono sconvolto !
  10. AndC

    Compleanni nel WD

    Tanti tantissimi auguri al carissimo e nobile di spirito @luca c.... un uomo come un uomo che come te non c'è nessuno che, per intenderci, neanche un tortino può eguagliarti! La tua serietà è fonte d'ispirazione per tutto il WD! Ma prima di brindare senza freni e senza fine... fermi tutti! Quel che io vorrei davvero sapere, forse mi sbaglio, ma cosa ne pensa il tuo compare-nemesi-altrametàdelcielo di nome @Edu... Perché secondo me siete nati lo stesso giorno?! Oppure - come ho sempre sospettato - siete la stessa persona che si è sdoppiata in avatar e da mesi combatte la sua battaglia interiore fra luce e oscurità all'interno del WD in maniera psicodissociata?! Dunque direi di fare gli auguri anche a @Edu anch'egli nostro grandissimo compatriota musicista di feste!
  11. AndC

    FMR film e musica fuori dal racconto

    Ecco magari qui, uno potrebbe specificare una soglia temporale... fra gli ultimi tre-quattro migliori racconti del WD... ad esempio... non so...
  12. AndC

    Gioco(?) Ti stendo.

    Ecco, vedi che appunto, quando vuoi, sai darci dentro!
  13. AndC

    FMR film e musica fuori dal racconto

    A me questa idea del gioco filmico musicale piace molto, cara @Lauram! Credo possa essere anche un'ottima occasione per "leggere di più"! Mi piace assai anche l'idea della pizzata, ma forse le due cose andavano messe separate (domanda)? Ma leggo che sono anche collegate, non lo so , so solo che in Abruzzo, per ogni cosa, comanda @Mister Frank! In quanto a pizze e pizzate a Roma, qualcuno tipo @Rica potrebbe non so, partecipare, ad esempio, o @Ippolita2018 o @gecosulmuro o @Anglares o @AdStr... insomma... anche se non è tutto per cento al cento per chiaro, è chiaro che appoggio!
  14. AndC

    Gioco(?) Ti stendo.

    @bwv582 Carissimo... conosci assai bene la stima che nutro e ripongo nei tuoi confronti... ciononostante, permettimi una velata critica: non è questo il modo migliore di esultare una stravincita in una supersfida di combattimento all'ultimo sangue contro uno Staffer battuto e sbattuto all'uovo di zabaione! Per darti qualche esempio a puro esempio esemplificativo, potresti scrivere cose come: @Kuno hai perso e mo' ti abbanno io! @Kuno non mucchi più, adesso, eh?! Caro @Kuno, dov'è ora il tuo ferro? Etc... etc.. Resto dunque molto deluso di questa tua caparbietà alla gentilezza. In fede, tuo fedele e sempre ammiratore di nome @luca c. (dovesse @Kuno davvero bannare qualcuno, giusto che sappia il mio nick)!
  15. AndC

    ciao a tutti da una sognatrice

    Ciao @Giulia Consiglio Ben felici di averti qui con noi! Ho letto che hai letto il regolamento, ma da prassi, comunque ti linko la discussione ufficiale di benvenuto dove trovi il riepilogo di come muoversi nel forum e regolamenti vari: Per quanto riguarda il resto, davvero mi dispiace per tuo padre... Qui, al di là di tutto, potrai sentirti come a casa! Forza dunque e coraggio... ti aspettiamo nelle varie sezioni del forum per scambi e condivisioni! Si cresce tutti assieme! A presto!
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