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bwv582

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  1. bwv582

    [TW-1] Peccato originale

    Vista l'ora mattutina, buongiorno @Macleo, in bocca al lupo per il contest e buon resto di giornata. Ho letto questo racconto e non ho molto da dire, per me è buono così, gradevole nella scrittura e nella sostanza. Mi piace il personaggio di Lorenzo perché sembra difficile e con delle fisse personali (di cui ne condivido una gran parte) ma che poi si scoprono motivate - almeno secondo me - dal resto del racconto. Un personaggio molto corposo di cui si conosce e capisce più di quanto si legge e questo è molto interessante. Ci potrebbero essere molti spunti di riflessione, sia attuali che per un eventuale seguito, ne cito uno su tutti, quello centrale della storia ma per come sono di carattere, la faccenda dei regali che ho citato prima mi ha colpito e tutto il racconto ha un divenire interessante che si presta a tanti seguiti (come dici anche tu nel commento precedente). Mi fermo qui, non dico cosa penso del seguito, magari posso farlo direttamente nero su bianco se decido di continuarlo. Passando al particolare, ho trovato un unico punto da segnalarti In questo passaggio si parla della figlia di Lorenzo, poi del figlio della figlia (Luca). Ho faticato a collegare il "figlio" che ho messo in grassetto con il figlio di Lorenzo perché in tutte le riletture mi rimaneva spontaneo associarlo a Luca, l'ultimo soggetto per cui hai usato "figlio" come attributo. Lo so, può essere una sciocchezza, ma in ogni rilettura è un passaggio non spontaneo collegare "figlio-Federico". Più che altro perché non mi viene un altro modo di spostare la scena che non sia aggiungere una frase prima di «Cu-cu...»" che però è più una pezza che una soluzione. Alla prossima lettura e buon proseguimento con il contest.
  2. bwv582

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Xenofono: asciugacapelli per razzisti. GUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  3. bwv582

    Andata e ritorno [TW-1]

    Vi ringrazio, @Rhomer e @Talia, per aver letto e avermi lasciato un pensiero. Vi rispondo in breve perché (es.) @Talia sa che se inizio a parlare non finisco più. @Rhomer, ti ringrazio per l'attenta analisi e voglio rispondere in particolare a questa frase dove posso dirti che hai perfettamente ragione e che le incongruenze sono frutto del finale aperto. Un lettore potrebbe dire "ma Davide quindi torna a casa?" e... non aggiungo altro. Inoltre ho dichiaratamente negato gli universi paralleli (in pratica l'idea che sta nel futuro di Trunks - quello del mio avatar ). Posso dirti che ci hai visto giusto, ma non aggiungo altro perché io stesso ho circa 2-3 sviluppi diversi in mente per questo racconto, cosa che mi sa che per regolamento non posso fare - in altre parole, non posso essere passeggero del mio taxi. @Talia, quello che mi sorprende dei tuoi commenti è che non è raro che leggi qualcosa di specifico che ho nella testa, sia qualche piccolo particolare, o dubbi esistenziali. Davvero Talia, ogni volta in un tuo commento leggo chiavi di lettura molto personali e simili a problemi a cui ho pensato e/o a conclusioni che io stesso ho dato e magari scartato per un racconto. Ad alcune cose, però, voglio risponderti in modo preciso. Ci avevo pensato all'inizio, ma poi mi sono detto che fosse meglio focalizzarmi su Sandro e basta, senza paragone. Dubbio legittimo, alla fine mi sono risposto con "educazione". Non ti si può nascondere niente. Qui ho fatto un taglio. Nel racconto originale - circa 8100 caratteri - c'erano tre frasi in più in cui Davide diceva che ha insistito per farsi dire da Sandro eventi specifici che conosceva solo lui nel dettaglio. Il Sandro del futuro gli ha detto che le delusioni amorose rimangono ben fisse in mente e che ricorda per filo e per segno gran parte di queste. Diciamo che ho scelto di troncare queste tre frasi per esclusione perché ho pensato che fossero le uniche che potessero estrapolarsi e/o dare per scontate dal racconto. Anche lo spiegone che mi è stato segnalato da tutti () l'ho lasciato perché era, per me, la "confessione". Un saluto a entrambi e un in bocca al lupo per il contest.
  4. bwv582

    [TW-1] Chiara si sposa

    Ciao @Ilaris e in bocca al lupo per il contest; intanto passo a commentarti. Racconto leggero e godibile, una serata - neanche tanto voluta - di addio al nubilato che si risolve in delusione (per ricordi funesti), rabbia repressa e voglia di essere altrove da parte della protagonista. Mi sorprendono i molti modi in cui il racconto si può continuare (e mi hai acceso qualche ingranaggio). Direi quasi che manca il punto interrogativo al titolo del racconto. Non ricordo se ho letto qualche altro tuo racconto, ma si legge d'un fiato e la scrittura molto "parlata" resta comunque ordinata e gradevole anche come forma. Non ho molto da dire, tranne che qui al posto della protagonista avrei fatto ingoiare il bicchiere all'amica, altro che simpatia... Ti segnalo qualcosa di specifico. Togliamo un possessivo che non serve. Uno dei motti del WD (dopo gli avverbi in -mente e i gerundi). Rido sempre quando sento "badilata"... sono cresciuto con Aldo, Giovanni e Giacomo... Te la segnalo ma non dico nulla perché credo che faccia parte del contesto. Termine che ho letto davvero poco nero su bianco. Forse nel contesto regionale è più usato e non lo è qui o in altre zone d'Italia. Alla prossima lettura.
  5. bwv582

    [TW-1] Petricore

    Ciao, @Rhomer e, innanzitutto buona giornata e in bocca al lupo con il contest. Sono sincero: ho letto questo racconto appena l'hai inserito - nel vero senso della parola (mi sono connesso qui verso le otto ieri poi verso le otto e mezzo ho staccato per motivi lavorativi ) - e non ci ho capito niente. Quindi l'ho riletto e riletto e posso finamente lasciarti un commento sensato anche se breve perché non ho molto da dirti. Premetto che ho un piccolo dubbio che spoilerizzo perché non voglio lasciar scritto troppo e influenzare altri lettori. Penso, comunque, che il commento migliore lo abbia dato AndC - che saluto (e cito) anche se aggiungo "decadente" come aggettivo: la vita che si corrode, la pioggia... la sensazione nel leggere il racconto è di vedere un fiore che sfiorisce riga dopo riga. Hai espresso sentimenti molto intensi e non nego che ho anche un po' di ammirazione in questo senso per quello che sei riuscito a fare. Dimenticavo: ho cercato anch'io "petricore" perché non la conoscevo questa parola. Alla prossima lettura.
  6. bwv582

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Writell's Dream: 1. Forum per chi ama spiegare molto nei propri racconti senza mostrare. 2. Forum per chi è appassionato di tiro con l'arco e di come centrare con una freccia le mele sopra le teste altrui. GUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  7. bwv582

    Andata e ritorno [TW-1]

    Erano un paio di giorni che scrivevo «@AndC » in chat. In bocca al lupo con il tuo progetto - e non dico altro sennò chiudono la discussione per spam. A te voglio fare una premessa, come ai vecchi tempi. Mi sono imposto - in senso buono ma è così - di partecipare a questo contest perché non scrivevo due righe da gennaio. Complice anche il lavoro (e altri progetti), ho passato il lockdown a revisionare, perciò ho preso questo contest come lo sprone per riavvicinarmi in modo creativo alla tastiera. I commenti mi diranno quanto mi sono arrugginito nel frattempo... Commento solo nel dettaglio questa tua affermazione. Ho passato metà della domenica a progettare e scrivere questo racconto (che poi ho rivisto ieri) e mi sono chiesto più volte quale fosse l'equilibrio tra una storia sensata e una storia che può sfociare in altro. Ho provato a giocare su questo ma dal tuo commento forse ho lasciato il tutto un po' troppo aperto e quindi tale equilibrio non è che l'ho trovato più di tanto. Mi spiace. Me lo sono concesso solo in questo caso per "la confessione" richiesta dal contest. Aggiungo che, per il ricordare i particolari, ho dato per buono il fatto che se li è fatti raccontare dal padre nel futuro: lui se li ricorda perché magari hanno condizionato l'esistenza e il figlio prima di partire se li è segnati da qualche parte. È un po' debole, ma non ho pensato a niente di meglio. Per il resto ti ringrazio per le segnalazioni, come vedi anche se si smette di scrivere, le imperfezioni (storiche) non ci abbandonano mai. Ti auguro una buona giornata e un in bocca al lupo con il contest, @Colored Shadows Prod. Grazie ancora, amico di officina.
  8. bwv582

    Taxi writer - Prima tappa

    (Spero di aver azzeccato discussione stavolta. Richiedo comunque di cancellare il doppione nella discussione sbagliata. ) Andata e ritorno. https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48212-andata-e-ritorno-tw-1/
  9. bwv582

    Taxi writer - Topic ufficiale

    Scusami se ho sbagliato qualcosa, @Anglares, ma ne approfitto per segnalarti che nel post iniziale c'è scritto così. Mi spiace, il post della tappa non l'avevo proprio visto. Ti chiedo, comunque di cancellare il mio post precedente, provvedo a inserire il link di là. EDIT. Ho visto che hai cancellato, grazie!
  10. bwv582

    Andata e ritorno [TW-1]

    Commento https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48056-lasciami-andare/?tab=comments#comment-846772 Andata e ritorno "Salvare" era la parola d'ordine. Davide ne conosceva l'accezione e quella era la sera giusta per piantarsi di fronte alla porta dell'appartamento e attendere l'uscita di Sandro. Li separava un pianerottolo e nient'altro poiché si somigliavano e avevano entrambi quarant'anni: un'età in cui Sandro usciva di sera in sera senza una ragazza fissa. Davide, dunque, si era sistemato la solita giacca, il proprio coraggio, e attendeva il suo dirimpettaio. Quest'ultimo non tardò a uscire con un paio di jeans strappati e un maglioncino su cui campeggiava il logo dei "metallica". Nonostante la pari età erano riusciti a creare una distanza di almeno trent'anni tra loro. Davide, impeccabile e silenzioso, gli tese una piccola busta chiusa. «È di fondamentale importanza che tu la apra a mezzanotte meno un quarto», gli disse. Non si era trasferito da molto in quella palazzina, ma Sandro aveva l'idea che il suo vicino fosse un brav'uomo perciò la afferrò e non disse nulla se non un «grazie» di circostanza seguito da un «buona serata» da parte dell'altro. All'ora prestabilita, Sandro era appena andato in bianco con Valentina, una ragazza che aveva provato ad abbordare in un locale. Rapido due di picche e mano che stringeva un bicchiere semivuoto di birra mentre l'altra scorreva, d'inerzia, sulle tasche dei jeans fino a trovare la piccola busta. Fu un lampo estrarla e aprirla dopo aver visto l'orario. Lesse a mente: "cinque minuti fa Valentina Rossi ti ha scaricato". Firmato: Davide. Sorpreso, ma non abbastanza per dare peso alla cosa. Insabbiò il tutto: una volta appallottolato il foglio e la busta, centrò il cestino dei rifiuti all'ingresso del bar a pochi metri da lui, con tanto di intima ovazione per quel canestro. La settimana successiva, Davide era ancora una volta fermo davanti alla porta d'ingresso di casa sua ad attendere il vicino. Sandro uscì come previsto; prima di salutarlo, lo squadrò in modo sinistro, memore della volta precedente. Davide, da parte sua, gli passò un'altra piccola busta chiusa. «Aprila non prima delle undici e mezzo. Se hai visto quella della volta scorsa, è fondamentale che tu non la apra prima dell'ora che ti ho detto: ne va dell'equilibrio del mondo». «Equilibrio del mondo?», sul viso di Sandro si leggeva più disgusto che perplessità. «Non sto scherzando. E ora, buona serata». L'altro lo salutò a gesti; non voleva perdere troppo tempo con lui e si rispose che fosse tutta una coincidenza. Peccato che al bar, all'ora prevista, estrasse la busta e lesse nome e cognome della ragazza che lo aveva scaricato da circa cinque minuti, con tanto di indicazione di quell'intervallo di tempo scritta nero su bianco. "Forse mi sto facendo suggestionare", concluse. Suggestione o meno, il giorno seguente si ritrovò a bussare sull'uscio del vicino. «Perché bussi? Non sai usare il campanello?» Sandro appariva arrabbiato e Davide pensò bene di provocarlo, perché era abbastanza ovvio il motivo per il quale il vicino lo cercasse con insistenza. «Allora, cosa sei? Un chiromante? Una maledetta spia? Oppure ti metti d'accordo con le donne che incontro?» «Nessuna di queste, anzi entra dentro», gli fece un eloquente gesto con la mano destra. «Ti offro un ginseng, so che lo preferisci di gran lunga al caffè anche se non ti dispiace nemmeno una bustina di tè nero». A questo punto, Sandro era sorpreso delle osservazioni sulla propria persona ma anche in questo caso non abbastanza per turbarsi. «Il caffè non l'hai preso mai da quella volta che hai pensato che non ti ha fatto dormire prima di un esame all'università». Davide chiuse la porta e indicò una poltroncina. «Eri da solo in collegio e le provasti tutte per cercare di chiudere occhio. Sei rimasto traumatizzato e da quel momento non hai preso più un caffè, tranne che ai pranzi, senza pensare che invece si potesse trattare dell'agitazione». «Come fai a saperlo?» «Semplice, io sono tuo figlio». «Sì, e io sono Napoleone». «Il piacere è mio, generale Bonaparte, ma sto dicendo sul serio. Posso anche raccontarti la prima notte di nozze con la tua ex moglie. Forse è meglio ricordarti come hai organizzato il vostro primo anniversario... non mi stupisce che ti abbia lasciato». «Io...» «Sì, pensi che la signora Isabella mi abbia raccontato queste cose, ma sai meglio di me che ha un male incurabile da almeno due anni e che sta per andarsene. Ma a te non interessa, tanto che hai già pensato a organizzare una bevuta con gli amici per festeggiare la sua dipartita. Ti era anche venuto in mente di fare una capatina in qualche casa chiusa all'estero, ma non potevi sapere il giorno preciso e non sarò io a dirtelo ora». «Non ti permettere di parlarmi così!» «Ma se me l'hai raccontato tu!», si corresse. «Nel mio tempo, intendo, e anche qui non ti do altri dettagli per non alterare la storia». «Va bene, allora cosa vuoi da me?» «Una cosa sola», Davide si piantò di fronte a Sandro. «Qualsiasi cosa accada, non devi avere figli, ne va della salvezza del mondo». Sandro scoppiò a ridergli in faccia. L'aspetto severo dell'altro e il perentorio ammonimento... era tutto uno scherzo secondo lui. Fosse stato suo figlio, poteva piombargli di fronte e chiedergli di impedirgli l'esistenza? «Se stai pensando che tutto questo sia assurdo», Davide cercava di mantenere l'autocontrollo, «posso dirti che nel mio futuro, mio figlio ha appena conquistato il mondo con dei colpi di mano e lo sta mettendo a ferro e fuoco. Sta portando avanti un dominio di terrore, fa uccidere ogni giorno oppositori politici a iosa e nega le più basilari libertà. Io sono suo padre, per questo sono ancora vivo, ma da oppositore sono chiuso in una prigione di massima sorveglianza. Tramite alcune guardie votate alla resistenza, sono riuscito a evadere per tornare indietro e impedire tutto questo. La freccia del tempo scorre in un unico modo, se tu deciderai di non moltiplicarti, il mondo potrà continuare a vivere in pace. Pace per modo di dire, ma comunque meglio del destino di morte e terrore collettivo che ci attende». «Perché allora chiedi a me? Tu dove stai?» «Ormai non posso più uccidermi, non servirebbe a niente. Per quanto riguarda lui... è pur sempre mio figlio. Sai, lo abbiamo chiamato Sandro come te», sospirò. «Peccato che sia diventato influencer, poi politico e infine "governatore", come ama farsi chiamare. Se ti chiedi se la gente del futuro è meno influenzabile rispetto a oggi da chi posta video in rete, sappi che non è così». «Ma allora perché non sei tornato al momento, diciamo, del concepimento del nuovo dittatore?» «I prototipi di macchina del tempo sono stati tutti distrutti e avevo a disposizione solo questo che era stato classificato come difettoso. Inoltre dovevo tornare in un'epoca antecedente all'ideazione di una macchina del tempo, altrimenti avrei corso il rischio di influenzare gli scienziati che ci avrebbero lavorato e il mio viaggio poteva scomparire da sotto i piedi ancora prima di iniziare». «Va bene». «Niente "va bene", giuramelo sulla testa di tua madre». «Ma dai, è tutto assurdo!» «Assurdo dici? Vuoi che ti racconto di quando te la sei fatta addosso sulle giostre? Oppure della tua paura per i grilli?», si rese conto di aver calcato la mano. «Mi spiace, ma la mia missione è di vitale importanza, ne va del destino del mondo». «Ma così tu non nascerai, sarò io a uccidere mio figlio». «Non è così: mi impedirai di esistere e non puoi uccidere qualcosa che non è nemmeno stato creato». «Va bene, te lo giuro...», tirò un sospiro, «te lo giuro sulla testa di mia madre». «Ti ringrazio, hai appena salvato il mondo». «... e ho decretato la tua fine». «Sì, ma non mi importa». «Addio, figlio». «Addio, papà». Sandro scrisse su una pagina dell'agenda di non dover mai avere dei figli per motivi di fondamentale importanza. Pazienza, forse in futuro ne avrebbe adottato uno. Davide tornò al suo tempo con un «missione compiuta», stampato sul viso; il suo piano era stato perfetto.
  11. bwv582

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Ho corretto, grazie mille, @Poeta Zaza. Ho aggiunto la Y alla fine perché ogni tanto si perde (basta andare qualche post indietro per vedere che c'era).
  12. bwv582

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Tampony: test da fare ai piccoli cavalli per vedere se hanno il coronavirus. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  13. bwv582

    Lasciami andare

    Ciao, @edotarg, mi spiace vedere questo racconto ancora non commentato, perciò cercherò di darti un feedback (sperando sia utile) e, tra l'altro, scrivendo un post te lo riporto in cima alla lista e magari sarà letto anche da altri utenti. Mi resta difficile darti un'opinione su questo racconto, ma ci provo. Il racconto mi piace e non mi piace, nel senso che credo sia interessante l'idea - sono un amante dell'introspettivo e del sentimentale - ma non mi ispira il modo di raccontare e la forma. La forma, infatti, in alcuni punti è ricercata ma in modo quasi innaturale, prendo ad esempio questa frase che capisco - e condivido, fidati - ma sembra molto costruita. Una perla, invece, secondo me il finale che in un certo senso riabilita l'intero racconto. So di essere stato brutale (ho scritto poco fa "riabilita" ma l'ho usato nel senso medio di "risolleva", non in quello cattivo "fa risorgere"), ma ho provato questo leggendo il racconto. Una buona idea, una voglia di scriverla ma molti tentativi - riletture? - di essere perfezionista, aulico, fin nei particolari e questo per me molte volte è quasi fuori luogo. Ho trovato alcune imprecisioni che voglio condividere; si tratta di opinioni personali a lettura. Non capisco il perché delle maiuscole. So che vuoi risaltarli nella storia, ma mi sembra un po' esagerato. Ho un po' alleggerito la lettura. Meglio "ne". Penso sia "nascondersi" se ti riferisci alle donne. Questa considerazione la vedo un po' fuori luogo ma, a prescindere da questo, secondo me è meglio non isolarla e farla seguire alla descrizione precedente (quindi non andare a capo), secondo me. Questa non l'ho mai sentita, ma non escludo che in altre regioni d'Italia ci siano altri "richiami" per vedere se è cotta la pasta. Da me, per es, in genere si dice "è arrivata?". Anche questa non la conosco, ma alzo le mani, non sono un bravo cuoco. Non è un effetto molto bello a lettura. Un semplice "sue" è migliore. Alla prossima lettura.
  14. bwv582

    Nani!

    Grazie della nomination @Aurelio C.P. Mandraffino, (D di) Domodossolo approva. Chiedo solo a @H3c70r qual è il periodo di mia competenza: immagino dal post di Aurelio in poi per una settimana se non erro. E per non farmi mancare niente stamattina... 1131) Mulo: nano parecchio testardo. Quando gli hanno detto che non avrebbe fatto il film di Biancaneve si è impuntato e ha cercato in tutti i modi di comparire. Alla fine l'hanno travestito da pony e da somarello e forse una scenetta gliela hanno fatta fare. GUCROEZPBDQALIHVTMFNS
  15. bwv582

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Yovesterday: tentativo di canzone dei Beatles che ha un senso opposto rispetto a yesterday. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
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