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ziosaima

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  1. ziosaima

    Un altro giro di clessidra

    Immagine di copertina: Titolo: Un altro giro di clessidra Autore: Simone D'Adamio Casa editrice: Scatole Parlanti ISBN: 978-88-3281-186-5 Data di uscita : 7 giugno 2019 Prezzo: 15,00 Genere: Fantastico Pagine: 168 Quarta di copertina o estratto del libro: Sergio è un ragazzo timido e riservato, poco inserito nell’ambiente scolastico e con delle lacune che rischiano di condurlo alla bocciatura. Dietro le sue assenze, più che letterali, si nasconde un segreto ancora inconfessabile: lui è Samuel Cook, un Druido che ha trascorso lunghi anni tra le terribili fosse di combattimento dell’isola di Servos. Il giovane, attraverso un’anomala attività cerebrale, può connettersi con questo mondo parallelo e tentare di risollevare non solo le sorti della propria stirpe, ma in generale di un Continente votato alla corruzione e a dividersi, sempre più pericolosamente, in una disperata lotta per il potere. Il difficile equilibrio tra queste due esistenze viene scosso anche da alcune novità che costringono Sergio a uscire dal proprio guscio: una ragazza e… un gruppo musicale. In ballo ci sono non solo le questioni personali o quelle legate ai Druidi, ma anche e soprattutto la necessità di far luce sulla propria natura. Link all'acquisto: https://www.scatoleparlanti.it/prodotto/un-altro-giro-di-clessidra/ Ibs https://www.ibs.it/altro-giro-di-clessidra-libro-simone-d-adamio/e/9788832811865 Mondadori https://www.mondadoristore.it/Un-altro-giro-di-clessidra-Simone-D-Adamio/eai978883281186/
  2. ziosaima

    Edizioni Jolly Roger

    Una realtà che sembra interessantissima specie per gli appassionati di fantascienza... Pubblicazioni curatissime, ho acquistato un loro libro e sono rimasto piacevolmente colpito. Se posso approfittare della disponibilità dell'editore: è necessario inviare il file formattando con la vostra gabbia oppure basta che sia in formato odt? Grazie
  3. ziosaima

    Excogita

    Buon giorno, nonostante la gentilezza della titolare, esperienza per me non positiva. Proposta di contratto ventennale, royalties a partire dalla 101a copia...insomma un grande no. Peccato, anche perché quando si fa presente che la soluzione proposta non è assolutamente in linea con quanto offerto da altri editori si viene tacciati di sfiducia e i rapporti si interrompono bruscamente. Sfiducia o no, non credo che in molti accetterebbero un vincolo ventennale, forse neanche con mondadori...per non parlare delle royalties pagate dalla 101a copia, e solo se l'ammontare risultasse pari a 150 euro...insomma tutte clausole poco favorevoli, diciamo così. Comunque, risposte molto rapide, addirittura dopo 15 giorni con presentazione del contratto fac simile.
  4. ziosaima

    Lorem Ipsum

    Ho ricevuto oggi un parere negativo sul mio manoscritto. La mail era concisa riguardo ai motivi della mancata proposta di rappresentanza e chiara, ed era assolutamente personalizzata, non una mail standard. Continuo a pensare che questa agenzia sia seria, e mi sento di consigliarla fortemente. Oltretutto i tempi sono slittati ma non hanno superato i 3 mesi, che mi sembra veramente accettabile.
  5. ziosaima

    Lorem Ipsum

    Buongiorno a tutti. Ho usufruito del servizio 3mium e ricevuto richiesta di manoscritto completo dopo 3 giorni il 9 maggio. Una settimana fa circa ho scritto una mail per essere aggiornato, e ho ricevuto puntualissima risposta in giornata con le scuse per i tempi protratti, e la conferma che il mio manoscritto è in lettura presso la redazione. Mi sento di dire che la professionalità che traspare da questo comportamento mi sembra tanta, specie confrontandosi con le mille esperienze spiacevoli presenti sul forum. Certo, i tempi magari sono più lunghi di quelli dichiarati... però penso che ben pochi rispondano così celermente alle mail...
  6. Buongiorno a tutti, spero di non uscire troppo dall' argomento ma vorrei fare una domanda. Non trovate che quella di mandare un romanzo perfettamente editato, rispetto al mandare uno scritto un po' più grezzo non dovrebbe essere in alcun modo discriminante ai fini dell'esito? Sto rileggendo il plico che ho mandato, e per quanto ci lavori da anni (compatibilmente prima con università e ora con lavoro) mi erano sfuggite delle ripetizioni, e delle sbavature che potevano essere evitate. Pensate possa essere un criterio di selezione, considerato che fondamentalmente è un premio per esordienti? Grazie a chi risponderà
  7. @Boyle22 una curiosità: hai detto che nell'attesa del responso del Calvino ti stai muovendo a livello editoriale, se non ho capito male. Con lo stesso testo che è in gara? Non è una violazione del regolamento, qualora risultassi finalista, averlo magari presentato nel frattempo ad una agenzia? Grazie!
  8. ziosaima

    Il segreto di Carlini

    Grazie mille @gmela, è vero sono idee che andrebbero sviluppate..
  9. ziosaima

    Il segreto di Carlini

    Grazie @Kikki per i commenti! Il finale è spiazzante forse...però credo che debba rendere adeguatamente lo shock di una bellezza tale da essere evidentemente dolorosa...una creazione dell'uomo e quindi una bellezza artificiosa, e in un certo senso agghiacciante. Il finale è mistico come rimando alla contrapposizione tra uomo e Dio, quali creatori rispettivamente del bello in quanto naturale e artefatto. A presto!
  10. ziosaima

    40 secondi di niente

    Molto bello questo racconto. Mi piace molto il senso di incompiuto che permea la realtà del protagonista, bella la sensazione di rimorso trasmessa dal ricordo di quella notte con Anna dove poteva nascere qualcosa che è sfumato. Il protagonista è ben delineato, tanto quanto è necessario a capire la sua situazione e i suoi sentimenti. L'attesa viene resa bene, e si percepisce perfettamente il carico di aspettativa che prelude al nuovo incontro con una persona che ovviamente non sarà la stessa ha lasciato, come purtroppo spesso accade. Bella l'ambientazione, e la descrizione della stazione con il suo carico di indifferenza generale. Ti segnalo "valige", che non è grammaticalmente sbagliato ma preferirei valigie, più corretto e più musicale: Mi piace molto il rapporto tra la delusione del cane e quella del protagonista Qui uniformerei i tempi verbali: Potrei dire, come ti hanno già suggerito, mi sembra più adatto. Davvero complimenti, è un racconto gradevolissimo e pieno di pathos. A presto!
  11. ziosaima

    La breve vita infelice della signorina Modifica

    Bellissimo racconto, amaro quanto basta. Complimenti davvero!!
  12. ziosaima

    Il segreto di Carlini

    Erano chiacchiere, nulla di più. Eppure Oscar mostrava di prestare parecchia attenzione alle insinuazioni che, con ottusa insistenza, circolavano da mesi rimbalzando tra le pareti scrostate del policlinico. Oscar Carlini, il Professor Carlini per i numerosi pazienti che anelavano alle sue cure, affollando le sale d’aspetto di tutte le cliniche dove prestava servizio; solamente Oscar per i suoi collaboratori, come se quell’attributo accademico dovesse pesare più al giovane e modesto medico che non agli interlocutori, eventualmente costretti ad anteporlo al suo nome. Se l’era sudato, quell’attributo, e quello di essere stato nominato per quel posto a soli trentacinque anni era un merito indiscutibile, con tutta la concorrenza schierata sul mercato. Ma non è dei meriti accademici dell’uomo che siamo qui a disquisire: che Carlini fosse un eminente scienziato ne erano testimoni in tanti, di quello che ho visto quella notte, invece… Eravamo alle voci, in ogni caso. Oscar si mostrava infastidito da quelle pressanti chiacchiere di paese, che gettavano discredito su di lui e, come amava ripetere al limite dell’indignazione, sul lavoro di quella che era a tutti gli effetti una delle strutture sanitarie più elitarie al mondo. Tale irritazione, è facile intuirlo, non faceva che alimentare il flusso dei pettegolezzi, che come un ostinato torrente rombante scavavano un fossato intorno al castello del Professore. Vi è da dire, infatti, che le chiacchiere, lo capii meglio con il tempo, non facevano che rendere il segreto di Carlini ancor più inviolabile. Era come se non sapere, per quegli avvoltoi della clinica “Sua Grande Serenità” di Vico Porto Passero in Magnolia, alimentasse follemente la curiosità, tanto quanto la scoperta dell’ignoto segreto avrebbe immediatamente posto fine ad ogni cicaleccio. La situazione era sempre la stessa: la sala operatoria di Carlini, una volta al mese, era prenotata per una notte intera, dalle 20 alle 8. Una domenica al mese, tutta la notte; puntualmente da 365 giorni. Carlini il giorno dopo era al lavoro come sempre, benché avesse l’accortezza di non operare e di andare a dormire a metà mattina, cosa che lasciava intuire ai curiosi, solo a posteriori, che quella era stata la notte designata per ciò che non era dato sapere. Dapprima si pensò lavorasse a delle urgenze, clienti facoltosi, che pregavano (e ben pagavano) per essere operati da quelle mani da 10000 dollari al mese; in fondo, benché poco etico, chiunque avrebbe potuto capire ogni ragione di quel compromesso, se non una così caparbia segretezza. Successivamente, le speculazioni divennero piccanti. Fu questo il momento in cui il pettegolezzo raggiunse il climax, aggiungendo alla molestia una buona dose di cattivo gusto. Il giovane chirurgo plastico aveva un’amante: “non sarebbe né il primo né l’ultimo caso”, minimizzavo io, fingendo d non curarmi di ciò che inevitabilmente stuzzicava anche la mia fantasia. Gli avvoltoi ben presto furono nuovamente insoddisfatti, stancandosi presto anche di quella opzione, senza tuttavia trovare alternative sufficientemente stimolanti con cui sostituire il cliché del primario che se la spassa tutta la notte con la sua giovane amante. Io, dal canto mio, sono sempre stato un uomo curioso, non lo nego, eppure davvero cercavo di tenermi fuori tutto quel caso montato in clinica. Sarà che vedevo Carlini così lontano dal mio mondo; io, umile ferrista che si accontenta di un impiego stabile e redditizio, anche se impegnativo, e lui chirurgo avviato fino al podio del successo e proiettato verso l’olimpo della medicina. Quella sera ero particolarmente stanco. Il turno pomeridiano domenicale era stato irragionevolmente faticoso: il chirurgo con cui avevo lavorato si era trincerato dietro un atteggiamento ostile e nervoso, divenendo irritabile per un nonnulla, con il risultato di rendere il mio e l’altrui compito ben più gravoso di quanto non fosse necessario. Eppure, il pomeriggio allo stadio era sfumato anche per me, avevo cercato di fargli notare senza successo. In ogni caso, avevo lasciato (o meglio, quasi lasciato) la struttura per nulla soddisfatto del mio lavoro, e con un opprimente senso di stanchezza che raramente portavo a casa, perfino dopo le giornate più faticose. E, non pago, avevo dimenticato il telefono. Come per una oscura maledizione, qualcuno lassù aveva decretato che non era ancora tempo di riposare le gambe, dolenti per le lunghe ore passate in piedi. Girai sui tacchi non appena ebbi attraversato la porta a vetri del policlinico, e mi diressi nuovamente verso le sale operatorie. Fu allora che ricordai: era domenica, ore 19:58. Sorrisi, ricordando le parole dei colleghi durante la pausa caffè del pomeriggio. -È stanotte. Carlini rimarrà stanotte. – Come mai ne fossero così convinti, non era dato saperlo. Fatto sta che ero lì, senza pensarci, a due passi dalla sala, quando mi resi conto che il Professore era all’interno. Era strano che fosse già al lavoro, era imprudente: capii poco dopo che la prudenza era diventata per Oscar del tutto secondaria, a fronte di quanto era riuscito a fare in quella sala con sole 12 ore al mese a disposizione. Non oso immaginare cosa avrebbe potuto fare con più tempo a disposizione… Svelare il segreto di Carlini era stato come scostare una vecchia tenda sdrucita, una anonima tela che racchiudeva il segreto del mondo, da sempre sotto gli occhi di tutti ma talmente imprevedibile da non essere scorto da nessuno. Istintivamente mi abbassai al di sotto del livello delle finestre, cercando di non farmi vedere. Perché lo stessi facendo, non lo sapevo. L’unica cosa di cui ero febbrilmente certo era che avrei scoperto, quella stessa sera, il segreto di Carlini. Era con una paziente ma dalla mia prospettiva non potevo scorgerne il volto in alcun modo. La voce era giovane e squillante, con un timbro cristallino a tratti incrinato da una impercettibile nota di tristezza. Chiese qualcosa al Professore, ma non fui in grado di distinguere le parole. -È l’ultimo intervento, Madeleine. – Non sentii nuovamente la risposta, ma la ragazza sembrava contrariata. Dannazione…doveva vederla… -Io non posso fare meglio di così. Non riesco a…tu sei…sei perfetta. Tanto studio ha dato i suoi frutti, eppure…– Fu dicendo questo che scostò il velo che mi occultava il viso della ragazza. Dovetti trattenere il fiato, e lo feci talmente a lungo che temetti di soffocare. La testa prese a pulsare, le gambe smisero di reggere il mio peso. Mi accasciai, sentendo le lacrime bagnare il mio viso. Quando avevo pianto l’ultima volta? Non poteva esistere bellezza tale, una perfezione così assoluta. Il petto… Mi portai una mano istintivamente sul torace, provando a sedare l’oppressione schiacciante. Quanto dolore poteva dare una bellezza così assoluta? Il segreto di Carlini era al sicuro. Che quell’uomo fosse il diavolo, o che fosse un angelo, non aveva alcuna importanza. Me ne andai pregando per il mondo, morii accasciato sul pavimento bagnato delle mie lacrime pregando che il mondo non conoscesse mai tale dolore. Pregai e pregai…fino all’ultimo respiro.
  13. ziosaima

    Minchiomachia - L'invasione dei minchioni

    Ciao, racconto molto simpatico. Il tono ironico è piacevole e scanzonato. Ti segnalo alcune espressioni che cambierei Se sarete non è sbagliato, ma suona davvero male. Se foste, forse andrebbe meglio. Concordo con chi ti ha consigliato di omettere questa frase. Anche qui metterei il condizionale Per il resto, il linguaggio molto colloquiale mi è piaciuto e la tematica molto attuale. Complimenti!
  14. ziosaima

    1981

    @Rica grazie dei commenti. Questa cosa della data evidentemente è scritta in modo poco chiaro. Intendeva essere un rimando al dialogo del parcheggio, dove Shaun spiega all'amico che a quasi quarant'anni è normale volersi sistemare. Nella chiusura, invece, è Grant a far notare a Shaun che è proprio lui il quasi quarantenne immaturo che fa ancora a botte nei parcheggi, indipendentemente dalla sua presa di posizione riguardo al matrimonio(sa benissimo che del suo stesso anno). Il concetto è che non è un gesto responsabile a fare di un uomo un individuo affidabile e inquadrato. È vero, un finale con rimando all'anello (che Shaun si è puntualmente scordato di ritirare) sarebbe stato simpatico. Davvero grazie degli spunti e abbasso le Smart che rubano i parcheggi.
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