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GiuliaShumaniTutanka

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    Donna

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  1. GiuliaShumaniTutanka

    Lettere a mio padre

    @Milarepa grazie per aver capito.
  2. GiuliaShumaniTutanka

    Lettere a mio padre

    Ciao @Ton, cerco di chiarire i tuoi dubbi. La scena iniziale l’ho già modificata, anche se credevo si capisse da quel “prima” che il tutto non stava succedendo dentro il cimitero. La questione dell’uso della parola “papà” modificata poi in “Marco” deriva dal fatto che io uso nella realtà entrambi gli appellativi per rivolgermi a lui quando ne parlo scrivo. La frase finale infatti, “a tutto l’amore ecc” l’ho scritta su un foglio quando ho appreso della sua morte. Essendo quindi il racconto autobiografico, non penso si possa parlare di esagerazione, o di cliché. Io mi sono limitata a scrivere la storia della mia vita e tutte le sensazioni orrende che quell’uomo mi ha fatto provare, e fidati, ne ho omesse anche di peggiori. La questione che tu sollevi dicendo che lui fosse cattivo per il gusto della cattiveria non la capisco. Un uomo che picchia una donna non è quindi un mostro cattivo? Davanti alla figlia di sette anni per giunta. Al di là di questo mi ha fatto piacere averti trasmesso qualcosa visto che all’inizio dici che per te è complicato provare empatia. Quindi grazie.
  3. GiuliaShumaniTutanka

    Lettere a mio padre

    Ciao @Ilaris. Grazie per tutte le segnalazioni, sono ben accette visto che appunto devo inviare per un concorso che ritengo importante. Cerco di spiegarti il mio punto di vista per quello che non ti torna. Ho optato per tante lettere che spiegano momenti diversi, perché se il racconto diventerà realmente un cortometraggio il messaggio deve essere contenuto in soli venti minuti, e mi sono immaginata l’attrice seduta sulla panchina che scrive tutti i passaggi infanzia/adolescenza. Per quanto riguarda il passaggio dello psicologo, ho scelto di scrivere esattamente ciò che ai tempi è stato detto a me. È una cosa che mi disse rapportata al mio modo di essere quando avevo solo diciotto anni, la storia è autobiografica, e ahimè, anche la storia del cane e della menzogna, per me è stata realtà. Grazie ancora per la lettura 😊
  4. GiuliaShumaniTutanka

    Lettere a mio padre

    Ciao @Pincopalla, intanto grazie mille per aver letto; cerco di spiegarti. Sono stata contattata su Wattpad da un gruppo di ragazzi che cercano storie per girare dei cortometraggi. Hanno messo un sacco di paletti: non usare sempre i soliti argomenti (droga, bullismo ecc), personaggi adolescenti, storie con un messaggio di fondo è indovina un po’? Ambientate all’aperto. Quindi cosa ho fatto, ho scritto la storia e poi ci ho infilato a forza la frase del campo dei fiori. Anche io avevo il dubbio che fosse fraintesa, e adesso che ne ho la certezza la modificherò.
  5. GiuliaShumaniTutanka

    Lettere a mio padre

    Ciao Papà, Sono in questo campo di fiori, e sto per raggiungerti, ma prima, prima devo scriverti queste lettere. Mi ricordo che quando avevo otto anni e tu e la mamma vi siete separati, il giudice disse che io e te potevamo stare insieme solo il sabato e la domenica. Erano i miei due giorni preferiti della settimana e vivevo tutti gli altri nella spasmodica attesa di poterti riabbracciare. Ciò di cui non mi rendevo conto però, era che a te non importava poi molto. Tante sono state le volte in cui hai infranto promesse. Quando avevi di fianco il bicchiere empio di Coca Cola e gin, io diventavo invisibile, e questo succedeva spesso in effetti. Ciao Papà, I film horror che mi facevi vedere hanno segnato la mia infanzia e mi hanno traumatizzato a tal punto da recarmi disturbi del sonno e paura a dormire da sola fino all’età di diciotto anni. Ciao Papà, Ogni volta che eri ubriaco e hai picchiato la tua fidanzata davanti a me, mi hai terrorizzato. Mi ricordo ancora quella notte in cui a soli nove anni fui costretta a telefonare alla nonna per farmi venire a prendere. Mi sentivo di vivere in un incubo. Ciao Papà, Quando mi hai detto che avevi dato via il cane per farlo vivisezionare ho pianto. La nonna mi ha poi raccontato che erano solo menzogne, e che tu eri solito raccontarle per godere della sofferenza che ne derivava. Ciao Papà, Il giorno del mio diciottesimo compleanno, erano ormai nove anni che non avevo più nessun tipo di rapporto con te. È stato lo stesso anno che sono finita dallo psicologo, nella speranza che lui potesse colmare i vuoti che tu avevi lasciato. Mi disse una cosa che mi rimase impressa: “Hai solo diciotto anni, ma dimostri l’età mentale di una cinquantenne. La tua situazione genitoriale ti ha portato a crescere più in fretta del previsto.” Ciao Papá, Ho ventitré anni e sono in cura da una psicoterapeuta perché soffro di ansia e di attacchi di panico. Ho un’ossessione per il controllo. Mi ha detto Margherita, (così si chiama la dottoressa) che vedere te che picchiavi la tua fidanzata mentre io cercavo in tutti i modi di non farvi innescare una lite, può aver inciso sulla mia mania del controllo. Ciao Papá, A Londra mi sono tatuata un ragno sulla coscia. Era uno dei tuoi animali preferiti, e nonostante tutta la sofferenza che mi hai causato, volevo qualcosa che mi legasse a te, che prima della separazione con la mamma, eri il mio eroe. Ciao Papá, Questa è l’ultima lettera che scrivo, o forse no. Sono davanti a te adesso, mi sono lasciata il campo di fiori alle spalle. Quindici anni senza vederti sono ormai passati, e io adesso sono una donna. Vivo alla giornata tenendomi stretti i miei sogni e i miei obiettivi. Ogni delusione, e ogni dolore della vita li ho superati con le mie forze, senza chiedere aiuto a nessuno. Come ti ho già raccontato sono stata in cura da dei dottori, questo è vero, ma la vera forza per andare avanti l’ho sempre trovata dentro me soltanto. Dopotutto, se tu non c’eri, a chi altro avrei potuto affidarmi? Mamma mi dice spesso che tu vivi in me. E qui, davanti alla tua tomba, mi rendo conto che non ci sia niente di più vero. Non ho pianto quando ho saputo della tua morte. Perdere un padre a soli venticinque anni può sembrare una cosa tragica per una qualsiasi persona della mia età che ha avuto una bella famiglia, ma per me è stato tutto diverso. Non ci sei più, e con te è morta anche una parte di me. Sono venuta qui a lasciarti queste lettere, in cui c’è scritto tutto ciò che non potrò mai dirti. A te Marco, a tutto l’amore che avrei potuto darti, a tutto l’amore che avresti potuto darmi. Addio.
  6. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 138] Senza parole

    @Befana Profana ciao! Il racconto mi è piaciuto e il ritmo è incalzante e si fa leggere senza annoiare mai (personalmente sono quelli che preferisco). Bravissima nel descrivere lo stato d’animo della madre, che mi pareva di avere davanti agli occhi mentre parlava scocciata al telefono, e mentre pensava alle soluzioni possibili. Ho trovato molto ben sviluppata anche la parte in cui lei, divisa in due dai dubbi, lotta contro se stessa per non dare adito alle insinuazioni dei pareri esterni. Sono riuscita a vivere le sue preoccupazioni quasi fossero mie, perché in poche righe sei riuscita a farmi affezionare al personaggio, cosa che a mio parere solo un bravo scrittore sa/deve saper fare. Anche nel tuo racconto però (come succede a volte anche nei miei) non è ben chiaro il finale. Solo leggendo la tua risposta al primo commento ho capito che il bambino non parla sul serio, fino ad allora ero convintissima del contrario. Troverei un modo per rendere il passaggio più chiaro, cambiando la scelta di parole, o addirittura lo farei parlare davvero, come a far intendere che lui in realtà le ha le cose da dire, ma non si esprime finché non sente una vera necessità (il che andrebbe anche a combaciare con il fatto che lui nella storia appare un po’ come un bambino speciale). Diciamo che finché ero convinta che avesse parlato, mi era rimasta una bella sensazione, quando ho scoperto che avevo capito male sono rimasta un po’ delusa, ed è un peccato perché il resto mi è piaciuto davvero tanto. In ogni caso impeccabile la grammatica e non ho errori o refusi da segnalare. A rileggerti!
  7. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Quel Diavolo Di Valda Vaccaro

    *due ragazzi
  8. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Quel Diavolo Di Valda Vaccaro

    @fkafka avrei dovuto scrivere: quando i tuoi ragazzi “STRAPPARONO” il necrologio, e non “ebbero finito con la signora”. Avete ragione, così sarebbe stato chiaro a tutti. Uff 😩😔
  9. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Quel Diavolo Di Valda Vaccaro

    @Ippolita2018 ciao e grazie per essere passata. Mi dispiace che non si sia capito chiaramente il finale; non l’ho detto esplicitamente per non rovinare l’effetto “sorpresa”. Grazie per le segnalazioni.
  10. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Quel Diavolo Di Valda Vaccaro

    @Edu ciao grazie per i consigli sui dialoghi, ne trarrò insegnamento. Cavolo mi dispiace che tu non abbia goduto del “colpo di scena” finale. Credevo che con la frase dei ragazzi che strappano il necrologio, il senso fosse chiaro
  11. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Più o meno come fa un piccione

    Sono totalmente d’accordo con Alba360. All’inizio credevo che il piccione grigio e nero avesse portato l’ultimo arrivato in un posto pericoloso fingendo amicizia. Si sa che a volte gli ultimi arrivati sono tutt’altro che graditi. Il susseguirsi degli eventi mi ha tenuto attaccata al racconto senza annoiarmi mai. Nota di merito per il finale, che in appena due righe spiega alla perfezione il volto spiacevole dell’ignoranza umana che ci portiamo dietro, ahimè, dall’alba dei tempi.
  12. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] L’ultimo arrivato

    @Poeta Zaza posso dirti che la frase sulle lacrime mi ha commosso? Mi hai fatto vedere la loro amicizia, l’ho sentita sotto la pelle.
  13. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] L'estraneo

    @Komorebi ciao. È la seconda volta che ti leggo questa settimana e ne sono contenta. Anche questo racconto mi è piaciuto. La scena in cui si armano per andare ad uccidere l’estraneo/stregone/ladro/assassino ecc ecc mi ha ricordato quella in cui nella bella e la bestia quel branco di ignoranti va alla carica solo per sentito dire. Bello il messaggio che c’è dietro. Come diceva Macleo, niente di nuovo, ma comunque fa riflettere, il che non è poco.
  14. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Quel Diavolo Di Valda Vaccaro

    @Poeta Zaza hai ragione, la parola scomparsa sarebbe stata una vera chicca. Grazie mille per essere passato
  15. GiuliaShumaniTutanka

    [MI 140] Quel Diavolo Di Valda Vaccaro

    @Solitèr mi faresti un esempio di come cambieresti l’impostazione dei dialoghi per favore? Perché anche io vorrei cambiare questa abitudine che ho radicata, ma davvero non so come fare.
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