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Mirko Menolfi

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    Mirko Menolfi

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  1. Mirko Menolfi

    Nani!

    Qua m'hai fatto morì @Pincopalla. Sono stato vincitore per un attimo; neanche il tempo di accorgermi di esserlo che già non lo ero piú. Sfigati fantastici e dove trovarli (parlo di me, ovviamente) P.S. @H3c70r top nanogenesista!
  2. Mirko Menolfi

    Freccia d'oro

    @lorebalzo, gentilissimo. Chiedevo perché mi ha chiamato il Rita sabato e in settimana dovrebbe arrivarmi il contratto da firmare. Lui stesso mi ha avvisato della flessibilità con cui operano lui e il suo team, ma volevo chiedere lo stesso per esserne sicuro. Piú punti di vista ho, meglio è. Così posso trarre delle conclusioni. Spero che dopo l'estate il tuo libro possa essere pronto per essere venduto. A buon rendere. M.
  3. Mirko Menolfi

    Freccia d'oro

    @Wolf88
  4. Mirko Menolfi

    Freccia d'oro

    Qua parla di un terzo in corso di editing. Qua fai la stessa cosa. Una curiosità; quanto occorre aspettare per la pubblicazione? Dopo sette mesi, il terzo, ancora non ti è stato pubblicato? Sono così lunghi i tempi di questa casa editrice o è pressapoco così per tutte? Dipenderà, probabilmente, anche dalla lunghezza del romanzo o da quanto ce da sistemare. Ma la cosa mi ha colpito e ho pensato di chiederti come mai, dopo sette mesi, il tuo terzo non fosse ancora stato pubblicato. Altra cosa, parli di pubblicazione free ma molti, qui, fanno presente che ci sia un obbligo d'acquisto e altri che sia solo una prassi facoltativa. Sai dirmi qualcosa di più a riguardo del contratto che hai firmato con loro?
  5. Mirko Menolfi

    Nani!

    1143 - Quechualo: 1997. Trent'anni dopo l'anteprima al Carthay Circle Theatre del 21 dicembre 1937 nacque il marchio. Ancora oggi, Quechualo è un' escursionista esperto, un nano d'arrampicata con la mania per la tenda. Quechualo va matto per le tende. Ogni santo giorno, prima di partecipare al provino, era pronto a testarne una. All'epoca il marchio ancora non era nato. Il problema è che cercò di farlo nascere sul set. Solo Biancaneve sa come. Ma fortunatamente (o sfortunatamente; dipende dai punti di vista) non nacque nulla. I due decisero di mantenere il segreto a patto che Quechualo avrebbe continuato a testare tende. Fu così che nacque il marchio. GUCROEZPBDQALIHVTMFNS
  6. Mirko Menolfi

    Nani!

    @H3c70r e @Befana Profana, grazie per il chiarimento. Chapeau, inoltre, per l'archivio.
  7. Mirko Menolfi

    Nani!

    Bozzolo non va bene perché è stato ripetuto o per la motivazione che ho dato?
  8. Mirko Menolfi

    Nani!

    1142 - Bozzolo: amante della botanica, contemplatore dei sericei (piante dai peli lucidi). Si propose come colui che avrebbe accolto Biancaneve nella casa in mezzo al bosco. Inizialmente venne accolto da David Hand (il regista) con grande entusiasmo (anche il buon vecchio David andava pazzo per i sericei) e divennero buoni amici. Bozzolo gli parlò della sua passione e David fece altrettanto. Bozzolo gli confessò che certe sere, quando si sentiva troppo solo, accarezzava il pelo delle foglie della sua pianta alpina per sentirsi meglio. Il che David sorrideva e dava una pacca sulla spalla a Bozzolo in segno di comprensione, per dirgli, indirettamente, che anche lui se non fosse stato sposato, avrebbe reagito così. Avevano entrambi questa mania, lui e David, ma né lui né David si accorsero del problema di Bozzolo. Quella di David poteva essere considerata una passione, ma senza che vi fosse necessità. Quella di Bozzolo, invece.. beh, entrambi pensavano fosse una cosa normale, una passione che, di tanto in tanto (come succedeva a David), riaffiorava per rendere all'uomo il quieto vivere e sciogliere il cumulo di stress che porta l'ordinario. Ma c'erano delle sere in cui il pelo, per Bozzolo, era una necessità. E così fu quel giorno sul set. Per questo fu scartato dal cast. Durante uno dei tanti ciak, in cui Bozzolo dava i primi segni di cedimento, il nano si fermò a contemplare una delle piante che ornavano il set e perse completamente il senno. Nemmeno le parole di David servirono. Bozzolo andava ripetendo, con la cadenza di una litania: crisalidi. Le avete viste anche voi? Laggiù, laggiù. GUCROEZPBDQALIHVTMFNS
  9. Mirko Menolfi

    Nani!

    1140 - Ecchenneso: nano dall'aspetto sciupato, disorientato dalle domande della regina Grimilde. Si candidò per l'animazione come presunto tuttologo ma una volta scoperta l'ossessione della regina decise di cambiare nome e darsi per vinto. Un tempo di bell'aspetto, recitò una parte che ora spetta allo Specchio Magico. Ogni volta che i membri della troupe gli fanno una domanda, risponde svogliatamente ricordando i vecchi tempi. Ora lavora come membro della troupe e pensa che lo Specchio Magico sia invidioso di lui. Ogni volta che lo guarda, infatti, è come se il riflesso gli mostrasse qualcosa che non è pronto ad afferrare. Ha spesso le idee confuse. GUCROEZPBDQALIHVTMFNS
  10. Mirko Menolfi

    Nani!

    Ho sbagliato, chiedo venia. Qualcuno può cancellare ciò che ho scritto? Non ho seguito le lettere.
  11. Mirko Menolfi

    Nani!

    1140 - Chessolo: abile nel muovere le pedine, riuscì a battere Deep Blue nel 1998. In un'intervista rilasciata a Focus il piccolo campione manifestò il suo odio per le macchine e divenne famosa la sua dichiarazione che è possibile trovare in rete. La cito testualmente: non ho intenzione di farmi mettere i piedi in testa da una fottuta macchina. Le macchine più intelligenti dell'uomo? Non succederà mai. Morì pochi anni dopo mentre cercava di aiutare una vecchietta ad attraversare la strada. Secondo alcune leggende, lo investì una macchina. La vecchia dichiarò che lei e Chessolo erano stati compagni di gioco e che ciò che era successo avrebbe per sempre rovinato la sua passione. Dei testimoni segnalano che Chessolo, poco prima di morire, tirò fuori dalla tasca una pedina e la baciò sussurrando poi, nell'orecchio della donna, qualcosa che ancora non ci è dato sapere. La pedina è conservata ora nella casa della vecchia che l'ha ingabbiata sotto una campana di vetro per proteggerla dalla polvere. A ridosso di quella campana la scritta 'Chessolo ti amerò per sempre'.
  12. Mirko Menolfi

    Nani!

    Unnilo: nano guerriero nomade, proveniente dalla Siberia meridionale. Braccio destro di Attila. Secondo alcune leggende Unnilo amava indossare abiti da donna e camuffarsi come tale per conquistare il territorio nemico. I fratelli Grimm, ideatori della fiaba di Biancaneve, evitarono d'inserirlo nella storia a causa dell'inclinazione omofoba di uno dei due. Ad ogni modo, Unnilo venne classificato dall'antropologo e storico J.L. Unn come uno dei più forti nani guerrieri del quinto secolo. Inoltre, data l'usanza degli unni 'di solcare profondamente con un coltello i bambini appena nati', Unnilo fu il primo nano eunuco della storia. A dispetto di quello che la critica suol dire, secondo la voce di J.L. Unn, Unnilo avrebbe potuto prendere parte alla favola come testimone di un caso eccezionale; un Unno noto per la sua furbizia prima che per la sua barbaria. G UCROEZPBDQALIHVTMFNS
  13. Mirko Menolfi

    Il gioco del Testo Alfabetico

    L’hinterland atlantideo, mucillaginoso in vista, bordava uno zoo off-limits. Gigantesche upupe seguivano educate quaglie amorfe; tutt'intorno fervevano odorosi campi, dove risplendevano ninfee esili. Poseidone, lo hippie acquatico, mesceva ingredienti vociando belluinamente: «Udite, zoticoni, oggi gusterete uno scorfano eccellente!» quando Atlante, toltosi i fuseaux, obiettò che desisteva. «Ripensaci, nanerottolo!» esclamò Poseidone lungimirante. «Hai ancora macchie incancellabili!» «Volendo battere urogalli, zapperò ognora, garantendo ultraterrena semina. Espierò, quantunque avvilito, tutto il fio oltraggioso conosciuto.» Dioniso ruttò narcisisticamente e, pavoneggiandosi, latrò: «Hulok! Ancora maccheroni!» Intanto, Vercingetorige borbottava uggiosamente: «Zotici, orsù, gustate ululoni succulenti: esperirete quintessenziali aromi, traendone idilliaci fermenti occasionali. Cariatidi!» Debordando raminghi nell'etere RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  14. Mirko Menolfi

    TAUT Editori

    Ciao @frantoio, ti ricordi per caso se, oltre a trovare interessante la tua opera, ti hanno proposto di passare il lavoro a un certo editore X (che dicono sia il loro editore) per pubblicare uno dei racconti (dico racconti perché nel mio caso si tratta di una raccolta di racconti) sulla loro rivista online? Ora, so che il tuo lavoro potrebbe non essere quella di una raccolta ma quello di un romanzo (o magari di un singolo racconto o di una raccolta di poesie o di un singola poesia), quindi la cosa potrebbe essere diversa. Però, anche se di diverso tipo, mi piacerebbe sapere se ti hanno detto dell'altro a riguardo. Oltre al rifiuto, s'intende. Lo chiedo perché mi hanno detto la stessa identica cosa, riguardo alla qualità e alla quantità importante della loro mole di lavoro. Fammi sapere, se rispondermi non ti toglie troppo tempo. Grazie. M.
  15. Mirko Menolfi

    ciao :-)

    Benvenuta @little255, spero non ti dispiaccia se faccio qualche considerazione in merito alla tua presentazione. Con tutte quelle faccine l'ho trovata molto calorosa. Mi diverto a giocare con le parole, e il mio benvenuto ai nuovi della community (anche se proprio nuova non sei visto che ti sei iscritta tempo fa) è ormai di questo stampo. Ma qualora non fosse gradito, sarò pronto a toglierlo immediatamente. Mi preme dire che una considerazione più completa mi avrebbe tolto più tempo di quanto ne ho a disposizione, quindi spero mi si possa perdonare il fatto dell'incompletezza di questa. Ad ogni modo, passiamo ai fatti: sono iscritta e vi leggo da tempo ma solo adesso mi sento pronta a uscire allo scoperto Il termine ‘iscritta’ suggerisce fermezza. Il tempo non scorre. Qualcosa di iscritto resta tale anche col passare degli anni, non si muove da lì. È qualcosa di inciso. È l'incisione di una pietra che è costretta a sorbirsi il peso degli sguardi dei passanti che le passano accanto. Una pietra che, come mi suggerisce il testo, potrebbe essere situata a Sud, a Ovest-Nord Ovest (S-O-NO). La bussola è confusa. Comunque la fermezza continua anche quando si passa alla coordinata ‘e vi leggo’. Nel testo è infatti possibile collegare la ‘vi’ con la ‘le’ di ‘leggo’, lasciando –ggo senza padrone alcuno (mi si permetta il termine ‘padrone’), e poi congiungerlo, onde evitare di lasciarlo nelle mani del ‘destino’, con una ‘re’ che permette di evidenziare il peso che la persona un tempo e da tempo reggeva e come la pietra, su cui è stato inciso qualcosa, è chiaro (dal testo) che anche la persona aveva qualcosa di inciso sulla pelle (o nella pelle). Infatti un tempo non ci fu coraggio, e questo alla persona pesava (si sarebbe presentata prima, altrimenti). Ma ora il coraggio è tanto quanto basta per far sì che lei esca allo scoperto, lasciandosi quel peso alle spalle. Non a caso nel periodo successivo c’è un cambiamento, un passaggio di stato. Il peso viene cacciato. Vediamo perché: mi chiamo anna, amo leggere e sto provando a scribacchiare. (i) viene evidenziato il ruolo dell’amore. Chi / amo Amo A / nn / a --> a / m / a Mi --> a / mi (ii) viene evidenziata la leggerezza con il termine legger / e --> legger / a, il termine sc / ribacchiare --> ri / b / acchiare --> ri / d / acchiare e le faccine che accompagnano il titolo e il testo. Spero tu possa trovare qualche consiglio utile. Qui è pieno di gente in gamba. M.
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