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TuSìCheVale

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  1. Riprendendo sempre questo discorso riguardo alla concorrenza sleale, che è un reato, desidererei sapere in quali forme possa configurarsi. L' articolo n. 2598 del codice civile tratta questi casi, in particolare, nei segnalerei qui alcuni: - Le comunicazioni ingannevoli - Le vendite sottocosto - Lo storno dei dipendenti - Lo sviamento della clientela - La sottrazione e violazione di segreti - Il boicottaggio Mi sembra che principalmente qui ci siano delle accuse di "vendite sottocosto". Ho trovato qui un link che indica che "La vendita sottocosto è concorrenza sleale solo se integra abuso di posizione dominante", non mi sembra che la cosa possa riguardare in qualche modo i self publisher. https://www.eclegal.it/la-vendita-sottocosto-concorrenza-sleale-solo-integra-abuso-posizione-dominante/ Sarei curiosa di sapere, allora, in quali termini si parla di concorrenza sleale, per identificare meglio l'accusa. Diversamente, nessuno, però, qui ha mai pensato di attaccare i Big, perché è più facile prendersela con i più deboli. Inoltre, penso che "il prodotto libro" è lo stesso, ma cambiano completamente i contenuti e la proposta, quindi, la concorrenza non è mai posta su uno stesso livello, in base anche alle capacità di investimento, perciò, creare un marchio, un nome identificativo, già compie delle differenze. Grazie.
  2. Ti ringrazio @Riccardo Zanello per essere intervenuto. Qui posto un link del contratto proposto all'autore: Contratto Amazon A noi interessa il punto 5.5 Secondo me, è compresa la cessione dei diritti di pubblicazione. Ora, però, c'è chi sostiene che Amazon sia solo un "distributore", su questo punto bisogna aggiungere che, quando ci infiliamo nelle maglie nella burocrazia, il pensiero logico può disperdersi. La materia diventa poi campo di avvocati e commercialisti, però, non mi sembra che siano fioccati provvedimenti da parte dello stato, per questo al momento mi atterei solo a quanto mi è possibile leggere nel contratto. Ripeto, se poi si volesse sostenere una tesi contraria, ci vuole anche l'onere della prova (principio logico argomentativo), altrimenti, non si può pensarla diversamente a prescindere e questo sarebbe abbastanza inopportuno.
  3. No, attenzione, il pensiero logico non dovrebbe in alcun modo farci tenere in considerazione gli EAP (non fanno editoria), quindi, tornando sui nostri solchi, si dovrebbe provare a paragonare soltanto i self- publisher con gli editori Noeap. L'autore con una casa editrice Noeap (cercate di non fare distingui anche con questi editori, ma prendiamo per buono solo il temine madre ) viene pagato senza cacciare nulla di tasca propria (ipotizziamo pure che l'editore assolve tutti i suoi compiti), nel self-publishing, invece, l'autore investe una bella quantità di soldi e bisogna poi valutare dopo quante copie vendute inizierà a ricavarne un profitto. Per questo" il pensiero logico prudente" vuole che, chi non ha molti soldi da investire, si debba affidare a un editore serio, scartando tutte le altre proposte, specie a pagamento... E restiamo al mercato italiano, il quale è già difficile da valutare
  4. Sì, esistono anche queste tipologia di self-publisher, per comodità avevo preso in considerazione i casi ritenuti più comuni. Un autore che apre un'attività di e-commerce, senza appoggiarsi a nessuna piattaforma, diciamo pure che praticamente non lo leggerà nessuno (specie se non è noto) In quel caso, parlerei anche di libera impresa, ma magari @Franco Digital potrebbe dirci qualcosa di più a riguardo. Comunque, questo self-publisher "puro" nel momento in cui vorrebbe rendersi visibile sulle principiali piattaforme (per vendere meglio i suoi libri), dovrà cedere i diritti di sfruttamento dell'opera, cosa che @Riccardo Zannelo non considerava o magari la teneva in considerazione, ma non sappiamo bene a quali conclusioni voleva arrivare.
  5. No, @Franco Digital, con argomentazioni interessanti e condivisibili, illustrava il perché un self-publisher non è un editore di se stesso, formula richiamata da fin troppi articoli che pone gli autori in concorrenza con altri editori, questo non è possibile. Possiamo invece affermare che è una valida alternativa all'editoria tradizionale, se pensiamo che queste piattaforme possano però togliere dei "clienti" o meglio dei validi collaboratori con i quali fare affari reciproci, allora, la concorrenza va vista tra queste aziende che propongo il self-publishing e le case editrici tradizionali. L'autore, come diceva bene @cheguevara, opera poi delle scelte e si spera che queste possano essere vantaggiose senza ritrovarsi indebitato. In verità, le posizioni di @Riccardo Zanello sono poche chiare, così sibilline che mettono sullo stesso piano editori a pagamento, case editrici truffaldine e self-publisher. Qui bisognerebbe almeno fare chiarezza riguardo alla cessione dei diritti, perché se l'autore firma un contratto con la la piattaforma di selfpublishing e le permette di sfruttare economicamente i suoi libri, allora, evidentemente, @Riccardo Zanello si sbaglia e non siamo più nel campo delle opinioni. Grazie a chi vorrà aggiungere altro
  6. Mi sembra, che non si tratti di opinioni ma di fatti oggettivi. @Riccardo Zanello dovrebbe portare altre tesi ben argomentate per opporsi a queste conclusioni, in caso contrario non gli resta che rivedere le sue posizioni. Non è corretta una simile "chiusura" in una discussione così avvincente. Addirittura, qui in maniera logica, vengono distrutte anche le motivazioni riguardanti le difficoltà economiche delle piccole CE, riporto questo passaggio di @Franco Digital, davvero interessante: Io penso che un operatore editoriale, qual è @Riccardo Zanello, potrebbe, allo stesso modo in maniera logica, qualora non fosse d'accordo, illustrare le sue motivazioni che lo portano poi di fronte a realtà diverse. Resto in attesa di ulteriori sviluppi, altrimenti, non ci resta che condividere le affermazioni di @Franco Digital.
  7. @Franco Digital, le sue affermazioni sono molto appassionati e in larga parte le condivido. Secondo me, l'equivoco più grande, che si genera su queste piattaforme come Amazon, Ebay e ecc. deriva dal fatto che ci sono anche dei venditori dei prodotti più disparati e molti di questi sono proprio dei professionisti un quest'ambito (con tanto di partita IVA). Ritornando, invece, ai nostri i libri, il fatto poi che Mondadori e l'autore in self vendano sulla stessa piattaforma non li rende equiparabili... In più c'è da dire, purtroppo, che ci sono case editrici che "lavorano" proprio come degli autori in self, nel senso che pubblicano i loro libri solo attraverso Amazon, per questo molti non vedano la differenza... La ringrazio, comunque, per la sua lucida analisi della situazione e mi piacerebbe leggere ancora una sua opinione, in merito anche a quanto da me qui riportato.
  8. TuSìCheVale

    Non perdiamoci di vista

    @Andrea28, in meno di 1 mese la tua idea penso sia impraticabile, non credo che tutti i gestori di altre piattaforme siano iscritti al forum... Chissà poi cosa resterà dei nostri account e nickname... L'unica è sapere dove traslocheremo noi utenti, in modo tale da poterci ancora ritrovare Tu hai deciso qualcosa?
  9. TuSìCheVale

    Non perdiamoci di vista

    Sì, c'è un ritorno a software o giochi di vecchia generazione, però, sono riusciti a riportarli in vita rendendoli disponibili su tutti dispositivi di uso quotidiano, penso agli smartphone in questo caso. Implementare delle App, quindi, potrebbero essere un'idea, anche il fatto di rendere tutto compatibile con Youtube, Facebook e se vogliamo Whatsapp potrebbe facilitare un maggior utilizzo. Wattpad (che non uso) mi sembra che abbia molto successo tra le nuove generazioni, bisognerebbe capire già le differenze con un forum. Magari qualche utente del WD sarà presente solo su Wattpad e potrà fornire maggiori informazioni.
  10. TuSìCheVale

    Non perdiamoci di vista

    Data l'imminente chiusura del forum e i messaggi che ho ricevuto anche in privato, proprio per non perderci di vista e mantenere vivo un contatto, chi vuole può indicare in questo topic quale forum letterario, gruppo Facebook, canale Telegram continuerà a frequentare. Io, per ora, ho scelto di iscrivermi ai forum letterari (anche se questa formula è abbastanza desueta, si fa riferimento al Web 2.0 sulle pagine di wikipedia Forum (Internet), magari si svilupperanno altre applicazioni) : Ultima Pagina Costruttori di Mondi Arrivederci
  11. TuSìCheVale

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buonasera, in attesa di conoscere anch'io cosa resterà effettivamente ancora consultabile di questo forum, chiedo la cancellazione di questo racconto: Grazie
  12. TuSìCheVale

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    Ritrovando dei segni di disapprovazione e di perplessità a un mio caro saluto, provo a far maggior chiarezza, per chi ne ha manifestato la necessità. In segno di solidarietà, per le decisioni prese da @AndC e per essergli vicina, ho deciso di cambiare anche la mia foto profilo inserendo la sua, cosa che era stato fatto precedentemente per un utente bannato, ora che reputo la mancanza di @AndC molto più importante, dato il suo grande contributo offerto al forum, spero che altri utenti possano unirsi a questa iniziativa, come un gesto di sincera gratitudine. In più, a partire da oggi e per la durata 1 mese ho deciso di non postare più nulla. Spero che le mie ragioni possano essere comprese, soprattutto da @AndC. Grazie ancora.
  13. TuSìCheVale

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    Leggo adesso il messaggio di @AndC , lo ringrazio tanto per il tempo che ci ha dedicato e in particolare per il suo ultimo messaggio nei miei confronti, si è dimostrato un vero Signore Come segno di solidarietà per questa sua decisione, ho deciso da oggi e per 1 mese di non postare più nulla sul forum e provare ad aggiungere la sua immagine al mio profilo, così come era stato fatto, forse in maniera goliardica, per un utente bannato, ora, a maggior ragione, spero che la mia proposta possa avere la stessa approvazione avuta in precedenza. Un caro saluto.
  14. TuSìCheVale

    Aporema Edizioni

    Allora, suggerisco di scrivere sul loro sito: @ophelia03 è riuscita a sottoporci in lettura il suo manoscritto, anche se non ci ha indicato il nome di nessun editor. Non ci credete? Consultate il forum del WD Prendiamola con leggerezza. Grazie e buona serata.
  15. TuSìCheVale

    Aporema Edizioni

    Sì, ma è indicato prima, che "toccherà ricompilare il form", se non si indica "il nome dell'editor che ha eseguito il lavoro". Non lo so perché, ma non ti è stato richiesto di "ricompilare il form", anche se la logica di quanto scritto suggerisce tutt'altro. @ophelia03 buon per te, che il tuo manoscritto non è stato "archiviato", però, come vedi loro esplicitano un'altra metodologia di lavoro. In linea generale, conviene indicare il nome dell'editor per non essere cestinati o avere il dubbio di finire "archiviati". Non consiglio, secondo queste istruzioni, di fare come a te è stato concesso
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