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Adelaide J. Pellitteri

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Tutti i contenuti di Adelaide J. Pellitteri

  1. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Imperdonabile errore

    Che rimanga un'iperbole Me lo auguro, non sono ancora arriva alla veneranda età che mi ha ispirato la poesia 😁. Grazie per essere passato.
  2. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Imperdonabile errore

    qui il mio commento
  3. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Mesi e pensieri

    @Solitèr bellissima! Mi hai ricordato le poesie del sussidiario, quelle che imparavo a memoria. Mi piace la metafora che, all'anno descritto in tutti i suoi particolari (o peculiarità), leghi anche la tua vita. Essa cammina con gli anni. Mi sono chiesta, mentre leggevo, perché avessi cominciato dal mese di novembre, alla fine ho capito: al grigio della vecchiaia non avresti potuto attribuire mese migliore. Gennaio è l'inizio, dicembre ha troppe feste, tutti gli altri mesi non sarebbero stati adatti, mentre novembre rappresenta al meglio la fine, il traguardo, il filo spinato, il grigio delle giornate invernali, evoca perfino la solitudine. Ho apprezzato davvero tanto questi versi perché mi hai riportato in bocca il sapore delle prime poesie che ho amato. Complimenti
  4. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] "Finché esisterà il Colosseo esisterà anche Roma" (Beda)

    Mi hanno colpito particolarmente queste ultime parole. Confermano che: la storia si ripete, la mattanza continua ancora sotto i nostri occhi, non è "notizia" di ieri ma un oggi perpetuo. Concordo con @Poeta Zaza, poesia molto potente. Brava
  5. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Il tempo non s’affanna

    Possedendo il tempo potremmo gestire gli eventi, far durare la nostra felicità, abbreviare le nostre sofferenze, ma il tempo è padrone di se stesso, suddito di nessuno. Vedo che è la prima volta che partecipi in qualità di poetessa e mi pare che te la sia cavata abbastanza bene.
  6. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] Giorni

    @Mario74 una poesia che, nella sua brevità, lascia molto spazio ai sentimenti. Regalare un distillato di lacrime vuol dire donare le lacrime più dolorose, più intense. Quando un amore finisce lascia una domanda eternamente senza risposta: come sarebbe stato se lei fosse rimasta? La tua poesia mi è piaciuta molto.
  7. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Topic ufficiale

    @Anglares ok, grazie
  8. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Topic ufficiale

    Spero di avere caricato correttamente. @Anglares puoi controllare? Grazie
  9. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Topic ufficiale

    https://www.writersdream.org/forum/index.php?app=core&module=system&controller=notifications&do=follow&follow_app=forums&follow_area=topic&follow_id=47667 [LP10] IMPERDONABILE ERRORE Traccia: L’assurdità Per il commento, mi rifaccio viva entro mezzanotte
  10. Adelaide J. Pellitteri

    La materia dei sogni

    @Massimiliano Marconi ben trovato, è la prima volta che leggo un tuo racconto, trovo la tua scrittura equilibrata e corretta (punti di sospensione a parte), decisamente originale l'idea. Alla luce dell'osservazione di @RomBones mi viene facile pensare (libera interpretazione) che i "clienti" altri non sono che i vari personaggi che lo scrittore anziano imbastisce (nei sogni ci sta tutta l'umanità e lui ne diventa l'interprete). Gradevole lettura, anche se la parte iniziale mi sembra più promettente della conclusione. Comunque un ottimo pezzo. 👍
  11. Adelaide J. Pellitteri

    Minchia, signor tenente!

    @dyskolos inserire la canzone di Faletti mi pare una scelta azzeccatissima. Si fa presto a dimenticare, ma spero tanto che per Falcone, la Morvillo e la scorta non accada così presto. Purtroppo cinquant'anni, in un mondo che va così veloce, diventeranno secoli e allora il rischio c'è. Me ne rendo conto se mi volto indietro e penso al mio mondo di cinquant'anni fa. Una sola osservazione, Cone dovrebbe avere la c in minuscola, perché Fal sono le lettere mancanti. Piaciuto.
  12. Adelaide J. Pellitteri

    I racconti della Quinta Luna – Sesto ciclo

    @Domenico S. complimenti vedrò di recuperare la lettura
  13. Adelaide J. Pellitteri

    Prima della neve

    Ottimo inizio, C'è una ripetizione "stato" facilmente sostituibile. Lo hai già detto all'inizio, inutile ribadire. Meglio guadagnare (il guadagnare mi sa di libro Cuore😉 È un refuso? Qui mi piace molto, ma visto che hai parlato di freddo e neve avrei preferito sentiri dire che l"odore delle ciambelle scaldava l'aria ghiacciata (o qualcosa di simile) Refuso: col cucchiaino Refuso Smetto di quotare perché nella terza parte ci sono tanti refusi, di fatto, però, poco importanti. La ripetizione nell'incipit assume un sapore diverso a fine lettura. È la prima volta che ti leggo e ho trovato la tua scrittura molto bella e suggestiva (le piccolezze che ti ho sottolineato non creano problemi alla trama), ho trovato il testo molto bello, originale. Una giornata particolare per certi versi uguale per tutti (prima e unica giornata di nece) e pure diversa per ognuno. Ho apprezzato tantissimo questo racconto e spero di leggerti ancora, lo farò con piacere. (La prossima volta più attenzione, rileggilo dopo averlo caricato, prima di dare l'invio). Può uccede che le parole si appiccichino passando da un supporto a un altro.
  14. Adelaide J. Pellitteri

    Compleanni nel WD

    @luca zone anche se in ritardo, eccoti i miei auguri 🥂🍾🎂
  15. Adelaide J. Pellitteri

    Pasquale, l'eroe

    Non sei stato affatto pedante, lo scambio di opinioni è necessario e avere il giudizio di più lettori aiuta tantissimo a migliorarsi. Se ho risposto al tuo commento per dirti su cosa concordavo o no è stato proprio perché credo nel valore del confronto.
  16. Adelaide J. Pellitteri

    Pasquale, l'eroe

    Refuso: uso Refudo: fatte
  17. Adelaide J. Pellitteri

    Pasquale, l'eroe

    @m.q.s.grazie per essere passato e grazie per i suggerimenti. Si, le frasi troppo lunghe me le ha farre notare anche Poeta Zaza, purtroppo mi sono persa anche con le virgole, ma sono contenta che il testo ti si piaciuto ugualmente. @Massimiliano Marconi grazie anche a te per avermi dedicato il tuo tempo. Perché usi il presente storico (espediante narrativo che personalmente amo molto) che serve ad accorciare le distanze tra l'evento e il lettore. Anche il tempo composto che mi suggerisci (assolutamente corretto), ho sempre la sensazione che diluisca l'effetto dell'azione (penso sia solo una questione di gusti), mentre concordo su tutto il resto, anche per quanto riguarda l'ultima frase, in effetti ribadisce quanto già detto. Grazie infinite per tutti i suggerimenti.
  18. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Off topic

    @Ippolita2018 grazie per avermi taggato, non so se riuscirò a partecipare, ma ti ringrazio per l'affetto che mi dimostri 😘
  19. Adelaide J. Pellitteri

     [MI 138]  Cosa vedi?

    Direi: nel dolore (oppure: è consumato dal dolore). La storia in sè mi è piaciuta, l'unica cosa che mi lascia un po' perplessa è che il testo, tra i brevi dialoghi, è troppo raccontato. Ridurre le notizie e saperne di più attraverso lo scambio di battute avrebbe equilibrato meglio il racconto. So bene che il tempo concesso dal MI dà giusto il tempo per elaborare l'idea ma non per definirla a dovere. Scorrevole, eppure, vista la drammaticità, avrei voluto più coinvolgimento, più show, don't tell.
  20. Adelaide J. Pellitteri

    Pasquale, l'eroe

    @Poeta Zaza grazie per essere passata e grazie per i suggerimenti e gli apprezzamenti.  e allora ecco che accelera, accelera, corre In realtà c'è un refuso, manca l'accento sulla e "è allora che accelera, accelera, corre..." Hai ragione su tutto il resto, frasi lunghe comprese. Sai che scrivo spesso frasi brevissime, questa volta ho provato con la frase lunga immaginando che, usandola per riportare il ricordo di Francesca, potesse far aumentare l'ansia nel lettore. Grazie ancora
  21. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 138 fuori concorso] La sintesi

    Ma che bisogno c'era di creare i "lustri"? Bastava dire che Alice era la giovane maestra di tuo figlio, come vedi non ho capito proprio niente ma rasserenati, sono solo io che mi sono creata la mia fantasia, sono fatta male ( ho i miei percorsi mentali e di conseguenza i miei... problemi)
  22. Adelaide J. Pellitteri

    Il Corsaro Ucci Ali

    @flambar le tue avventure sono uno spasso, e al di là, degli appunti che ti ha fatto Domenico s. vedo che sei molto migliorato, la narrazione è più scorrevole nelle parole e chiara nella sequenza delle immagini. Solo un suggerimento: avresti potuto mettere in calce al racconto la traduzione delle due frasi in spagnolo. Pezzo vivace e simpaticissimo, tua caratteristica inconfondibile. Hai una vita tutta da raccontare e io sono sempre ben felice di leggerti.
  23. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 138 fuori concorso] La sintesi

    @Almissima i tempi cambiano e dai soddisfacenti ricordi d'infanzia sei passata alla maestra moderna e un po' stronza. Anzi molto stronza. Racconto carino, scritto bene, concordo con i suggerimenti di chi mi ha preceduta, sebbene l'incipit non mi convinca del tutto non solo per la questione del tempo verbale passato o presente e nemmeno per la ripetizione di pigro che di sicuro è eliminabile, non mi convince come immagini da legare poi al colloquio con Alice Marinetti. Insomma, questa è la parte che mi piace meno, quando scrivi " mi proiettavano addosso tre lustri di insegnamento alle elementari..." non capisco subito che torni indietro di quindici anni, a quando frequentavi le elementari. Ma vedo che nessuno ti ha mosso questa obiezione e quindi sono soltanto io ad avere avuto difficoltà a capire subito. Finale spiazzante. Nel complesso ne ho tratto un giudizio positivo.
  24. Adelaide J. Pellitteri

    L'impronta

    @Edu testo che, per poterlo apprezzare come merita, si deve rileggere. Il "noi" è riferito a chi soffre di attacchi di panico, quindi non a tutti (mi pare di aver capito). L'impronta o la mano sul cuore inizialmente (ovvero quando si è in preda ad attacchi di panico) sono solo fantasmi quindi di nessuno aiuto. L'unico sostegno sembra potere venire dalla "tattica" nel distogliere l'attenzione dal corpo, ed ecco la difficile conta delle mattonelle. Prendere delle decisioni e cambiarle è un tutt'uno. Dal tabacchino al supermercato, il passo è breve. Ma trascorrere un tempo superiore alle proprie capacità di tolleranza, rendono il tuo personaggio ancora più ansioso, l'attesa alla alla cassa la distrugge. Venuta finalmente fuori trova un'amica che ne riconosce o conosce i sintomi e le si appresta poggiandole una mano sul cuore rassicurandola. Questa, in sintesi la trama. Ho percepito il senso di solitudine e straniamento quando hai parlato di fantasmi, la difficoltà nell'applicare le tecniche per risolvere il problema e comunque l'importanza di quella "mano amica" (fantasma all'inizio, ma concreta realtà alla fine). Credo che tu abbia voluto dirci che l'amicizia, il sostegno di un altro essere umano, è decisamente più importante e risolutivo delle tecniche. Ribadisco che alla prima lettura non mi ha convinto molto, forse perché, iniziando con i fantasmi, non ho colto subito dove volevi andare a parare, eppure con una seconda lettura tutto diventa chiaro. Un racconto così breve deve focalizzare un'azione e dare un minimo di storia, qui mi pare che l'esperimento sia riuscito. Vero, non sappiamo nulla circa la causa degli attacchi di panico del tuo personaggio, ma spesso sono del tutto ingiustificati, solo ansia, a volte può trattarsi anche un problema genetico, ciò che importa è trovare una mano amica capace di rincuorarti dicendoti "passerà".
  25. Adelaide J. Pellitteri

    I racconti della Quinta Luna – Sesto ciclo

    @Sira Grazie, non ti preoccupare, può capitare.
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