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Adelaide J. Pellitteri

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Tutti i contenuti di Adelaide J. Pellitteri

  1. Adelaide J. Pellitteri

    Racconti Edizioni

    Ho assistito alla presentazione della loro Casa Editrice tenuta dai due giovani editori presso la libreria Modus vivendi di Palermo. Mi sono sembrati abbastanza in gamba, ovviamente sottolineavano il fatto che, puntando solo sui racconti (come linea editoriale), la loro selezione sarebbe stata rigorosissima. Hanno parlato di molti autori stranieri. Ho mandato la mia raccolta, ma non ho ricevuto nessuna risposta. (Per fortuna il mio libro è uscito lo stesso due anni fa, grazie a una CE che non gode ottima fama - della quale purtroppo ho sperimentato le lacune - ma che mi ha dato la possibilità di vedere realizzato il mio piccolo sogno).
  2. Adelaide J. Pellitteri

    La Salamandra

    Eliminerei "rispose lei". Quando in un dialogo è già chiaro "chi" dice "cosa" è meglio non appesantire le frasi. Nella battuta recedente hai già detto "disse lui" quindi... Qui potresti riformulare per evitare la ripetizione "lui" troppo ravvicinata. Megli "dalle mani" Meglio conciato oppure ridotto vorrai dire secondo me stona perché pare introduca un altro personaggio (sebbene sia lui che parla a se stesso) Lo sappiamo che è lui che sta facendo la considerazione. posto all'angolo del cortile sfrigolio (oppure togli "certo") strofinarlo (ed è già chiaro che si tratta dello strofinaccio). Il "ne dedusse" rallenta la frase, potresti sostituire con : .. la porta si richiuse, Valeria era rientrata in bagno. La precisazione delle finestre aperte per far passare aria mentre si effettuano pulizie è fuori luogo (e non serve alla trama) meglio: da una delle finestre aperte del palazzo di fronte... Hai già detto prepotente quando volume decisamente alto è superfluo Ripeti lo stesso concetto tre volte, basta una. Troppi lei Questa chiusa distoglie l'attenzione dai due amanti, sembra la conclusione di un giallo, viene da chiedersi: cosa c'è dentro la borsa? Non ha nessun valore nella storia; forse volevi darci un'immagine di normalità come hai fatto con la canzone che arrivava dal balcone di fronte? In un racconto breve il superfluo va eliminato, è ovvio che lo sai ma capita a tutti di distrarsi e lasciarsi prendere la mano. Oltre questo, il racconto presenta qualche pecca di facile soluzione, ad esempio fai un uso spropositato dei pronomi "lui lei" che rallentano la lettura, ma c'è anche un problema di trama; per metà racconto ci fai vedere i due personaggi sull'orlo di una crisi di nervi per lo sporco creato in cucina poi dribli sul problema lavoro, in mezzo ci hai messo una musica che viene dal palazzo di fronte e chiudi con una borsa sul letto che non ha un volore reale nella storia. Le cose che ti ho fatto notare non ti devono mettere di cattivo umore, devi solo rifletterci su, se le ritieni sbagliate non tenerne conto, se invece ti convincono usale per revisionare l testo. Scusami se sono stata cavillosa, è la prima volta che ti leggo e il mio intento e solo quello di farti notare ciò che si può migliorare.
  3. Adelaide J. Pellitteri

    Pasquale, l'eroe

    Ottimo suggerimento Eliminerei ", in risposta all'invito del commilitone" e utilizzerei i due punti: "rifiuta: dice che..." concordo ci rifletterò su perché "distratti" era proprio la parola che volevo usare. Inutile dire, che per queste tue affermazioni, sono oltremodo "contenta" (perdonami). lo dico nel senso che: se sono riuscita a farti provare un sentimento (anche se brutto) significa che sono riuscita a scalfire la superficie dell'indifferenza. Grazie infinite per la lettura e per i consigli, tutti ben accetti. Mi sembra una frase superflua. Salvezza di che? Forse non ho capito io a cosa si riferisce Qui era troppo presto per capirlo, ma in seguito si comprende che mi riferisco all'arrivo gli americani con combattono contro i tedeschi e quindi per gli ebrei nascosti da Pasquale c'è speranza. Non mi convince molto la punteggiatura. Se rispetto le pause imposte dalle virgole perdo il senso della frase. Secondo me è meglio così: "Ma, tra la fitta boscaglia, ha l’impressione di avere sentito l’accento aspro, mentre addosso percepisce sguardi maligni, rapaci e allora che accelera, accelera, corre… Concordo. Grazie per il tempo che mi hai dedicato, riuscire a coinvolgere visivamente (ed emotivamente come è successo a @nescio ) è sempre un buon risultato.
  4. Adelaide J. Pellitteri

    Oltre il molo

    @GiuliaShumaniTutanka non ti leggevo da tempo e il tuo mi sembra davvero un bel ritorno. Scritto molto bene, suggestivo nelle immagini. Se proprio devo dire qualcosa (tanto per fatti capire che ho letto con attenzione) ti suggerisco di Invertire in: melodie grottesche. Nella narrativa moderna l'aggettivo si preferisce dopo il sostantivo. Dicono che l'immagine risulta più incisiva. Nen tornata
  5. Adelaide J. Pellitteri

    Cosa state leggendo?

    Ho appena iniziato Tutta la luce che non vediamo di Antony Doerr che qualcuno di voi ha citato qualche giorno fa.
  6. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Topic ufficiale

    Ho dimenticato di ringraziare particolarmente chi mi ha votatoun grazie per ciascuno
  7. Adelaide J. Pellitteri

    Pasquale, l'eroe

    @flambar grazie per essere passato da qui. La guerra non smette mai di inorridire, tira fuori il peggio dell'uomo.
  8. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Topic ufficiale

    Meritatissima vittoria di @Poeta Zaza, e a @Lmtb99 @Alba360 che l'accompagnano sul podio. Coplimenti a tutti. Partecipare è sempre una bella esperienza.
  9. @nescio la risposta mi pare tu la conosca già, se gli editori richiedono la sinossi e le prime venti pagine, questo è il limite che adottano per snellire il loro lavoro. Ovviamente può anche succedere che vadano avanti fin quando non trovano una madornale incoerenza e lì si fermano. Come ho già detto in un'altra discussione, l'editore Carlo Frilli in un'intervista, ha dichiarato che spesso leggono solo la sinossi, se questa è scritta male (o non trovano intrigante la tram) del manoscritto non leggono nemmeno una pagina.
  10. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Imperdonabile errore

    [LP10] IMPERDONABILE ERRORE Traccia: L’assurdità Un imperdonabile errore ha commesso la natura. Lo vedo adesso che ammiro il distacco dalla vita e nelle sembianze più non mi riconosco. Cosa sono queste rughe orrende? A chi appartengono queste ossa fragili? E questa chioma rada e stinta, di chi è? Nel percorso lungo e accidentato, ho accumulato tesori inestimabili, e il mio corpo, oggi, è simile al forziere di un pirata; se ci guardo dentro ogni angolo è uno scintillio di lapislazzuli e topazi, perle e ametiste. E allora? Di lungimiranza e saggezza si è abbellita l’anima mia! Di chi sono, dunque, queste membra stanche, quando proprio ora, con consapevolezza, potrei abbracciare il mondo? Di chi sono questi occhi spenti, mentre un gran tesoro mi riluce dentro? La forza sopraggiunta dopo ogni dolore, la pazienza conquistata nelle avversità… Oggi, che sono al punto di lasciare questa vita, con i possedimenti passo passo conquistati, non dovrei andarmene con questo aspetto che disgusta i giovani. La vecchiaia che mi imbruttisce il corpo, è un vero sfregio. Se la natura avesse fatto bene, ad ogni vecchio toccherebbe andarsene al massimo della più fulgida bellezza
  11. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] Stupidi fratelli

    @Aurelio C.P. Mandraffino il conto alla rovescia inizia già appena nati il troppo vecchi penso si possa riferire al mondo stesso, mentre il fuori tempo riguarda l'umanità stessa. a lui , il tempo, affidiamo tutto: passato e futuro dimenticando di vivere al meglio il presente, ci abbiamo creduto troppo ovvero lo abbiamo ritenuto più importante di tutto. Salto a piè pari all'ultima strofa (nella situazione in cui ci troviamo, immaginando che sia stata la pandemia ad uccidere il tempo) adesso che ci siamo fermati, abolito ogni impegno dettato dal tempo, possiamo concepire un altro modo di vivere... liberi. Ho letto il tuo "grido di speranza" nel tuo commento, ma devo ammettere che non sembra un inno alla liberazione tutto sembra vertire verso una fine ineluttabile e la parola finalmente come chiusura non suggerisce in modo inequivocabile la liberazione, piuttosto una "fine"più simile all'arresa per stanchezza. Almeno la mia percezione di lettore è stata questa. Ho apprezzato lo stile e sebbene il finale non mi ha suggerito il tuo vero intento, la poesia mi è piaciuta.
  12. Adelaide J. Pellitteri

    I racconti della Quinta Luna – Sesto ciclo

    @Leo74 complimenti, speri di recuperare la lettura del tuo racconto. 👍
  13. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Capriccio

    @Alba360 è tra quelle che voterei e così mi rendi la scelta difficile. Mi piace quel senso di eternità che può scaturire dopo la morte, ottimo l'esempio riportato da Ippolita. Il testo, pur concordando con quel "che" e la "d" eliminabili, è tra quelli che meglio si presenta in veste di poesia. Si parlava di costruzioni ed esperimenti, ma la poesia – per me – è tale quando è l'anima a dettarla, e chi legge se ne rende conto. Complimenti.
  14. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] Dita

    la tua poesia ha sorpreso anche me, il fermo immagine di un passato famigliare che rimane fisso nell'eternità. L'ultimo boccone però mi lascia il dubbio che qualcosa di "indigesto" sia accaduto. Dalla descrizione mi erano sembrati ricordi belli, e quindi mi domando: sono amari i ricordi in sé oppure qualcosa che hai lasciato volutamente celato, a provocare il rimanervi "indigesto"? Forse è quello scontro tra fratelli come suggerisce @Talia? Bella l'espressione "la pancia del tempo". @novemai
  15. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Imperdonabile errore

    Un eterno Peter Pan? 😉 Grazie per esserti fermato a commentare. Io non ho ancora letto tutte le poesie, spero di concludere la lettura in giornata.
  16. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Imperdonabile errore

    @Nerio ti taggo nuovamente per ringraziarti (di persona personalmente, come dice Catarella). La tua analisi è riuscita a mettere in chiaro l'intento di ogni parola ed è bello (al di là di ogni personale interpretazione, che pure ci sta riguardo ad ogni testo), è bello, dicevo, quando l'interpretazione del lettore combacia perfettamente con quella dell'autore. Potrei quotare tutto, ma inutile ripetersi. Grazie, grazie, grazie.
  17. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Imperdonabile errore

    @Poeta Zaza e @Alba360 grazie per avere commentato e comprendo la vostra sorpresa e la voglia di "difendere" la natura accettandola così com'è, senza lasciarci intimorire, come la frase della Magnani invita a fare, ma @Nerio ha saputo riportare alla perfezione tutto il mio intento, il ribaltamento dell'ovvietà. Un suggerimento anche per i giovani a guardare oltre gli effetti devastanti dell'età capaci di eclissare quanto di bello il vecchio possiede dentro.
  18. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] Cinque Dieci Venti Quaranta!

    @Talia ricopierei per intero il commento di @novemai azzeccato e preciso. Hai centrato la traccia, e mi sono rivista nella tua stessa rapida evoluzione. Freschezza e spontaneità sono le qualità di questa poesia. Brava.
  19. Adelaide J. Pellitteri

    Lampi di Poesia 10 - Off topic

    @Edu a quest'ora non dormi nemmeno tu? Ho appena finito di commentare la poesia di @Poeta Zaza, è frutto di ispirazione e si sente. L'ho apprezzata tantissimo anch'io.
  20. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] A non pensarli

    @Poeta Zaza la tua poesia è delicata come una carezza e sincera come la verità, frutto di pura ispirazione è perfetta nella sua brevità. Tutti abbiamo riconosciuto i nostri stessi ricordi in questi versi e alla stessa maniera nella chiusura descrivi alla perfezione un'esperienza condivisa e così la tua poesia finisce per appartenerci. Davvero bella, vorrei scrivere di più ma la semplicità disarmante e folgorante non mi concede spazio se non per dei sinceri complimenti. Brava
  21. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Spleen ad Amsterdam

    @Nerio questo tuo componinento, rispetto ad altre sperimentazioni, è maggiormente un lavoro di stile. Molta prosa in tanta poesia (sì, potrebbe essere un racconto da postare in officina). I luoghi comuni non devono spaventare se gestiti in maniera particolare ed efficace, e questi tuoi versi mi sembrano emblematici per ciò che intendo. Bello, versi che ci spingono a guardare una realtà di eccessi, tutto è troppo bello o troppo brutto, non esiste una via di mezzo, e il disagio del narratore si coglie e si rafforza parola dopo parola, verso dopo verso. Sono proprio i nomi dei tuoi "personaggi" a dare l'impressione che possa trattarsi di un racconto, mentre una rima qua e una là provano ad incasellare il testo come poesia. È chiaro che l'intento di ogni componimento debba puntare sul mistero profondo del proprio vissuto, e tu hai tirato fuori uno spaccato che, della città stessa (luogo comune quanto vuoi), è l'emblema, appunto, di un suo vissuto. Ciò che intendo dire è che non hai parlato a sproposito di una realtà inesistente in una città, hai tirato fuori un quadro realistico e ben riconoscibile nelle situazioni e nelle atmosfere. In definitiva, Amsterdam era il palcoscenico perfetto e tu sei stato bravo a raccontarci questa storia come fosse una poesia. Complimenti.
  22. Adelaide J. Pellitteri

    [LP10] Spiegalo agli storni

    @Roberto Ballardini poeta conclamato, il tempo è un'assurdità creata per coloro che hanno bisogno di concretezza, non certo per uno spirito libero. Quando dici "ancora non vedi che ti aspetta" mi hai dato l'impressione che tendesse, il tempo, un agguato a chi crede di avere una vita perfetta (passato, futuro e casa da cui romanzare) mentre la sua scadenza (di tutto esiste la fine) non si lascia intravedere. Ma dello stesso verso c'è anche un'altra lettura: lotti ti pieghi ed è sempre lì il tempo, vorresti cacciarlo via con le tue lotte, appunto, superarlo, ma egli è lì pure non visto. Ho trovato la tua poesia suggestiva e armoniosa, in un perfetto equilibrio tra concretezza ed evanescenza. L'unico dubbio l'ho avuto sulla ripetizione "io non lo conosco" che rimane isolata rispetto alle quartine successive. Mentre ho apprezzato l'ultima che rappresenta l'allontanarsi in volo. Lontano, leggero, libero e ti ho visto diventare un puntino, con la voce che si spegneva nell'immensità. Bravo
  23. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] Ultimo sguardo

    È così che accade quando una persona amata ci lascia, si rimane smarriti, sospesi tra ciò che è stato e ciò che non sarà mai più. Poesia breve e intensa, qualità importanti. Piaciuta.
  24. Adelaide J. Pellitteri

    [LP 10] in cinque minuti

    @Vincenzo Iennaco la poesia e un soffio, una carezza, anche uno schiaffo se ha forza sufficiente. Di primo acchito la tua mi e sembrata un gioco da settimana enigmistica, del tipo: trova la parola nascosta. Ho dovuto perdere un'eternità di tempo per assaporata, ammetto che e stato come guardare un tramonto attraverso una finestra socchiusa con una folta vegetazione davanti ad impedirne ulteriormente la vista. 😁 Gli esperimenti sono un obbligo in ogni campo, questo e un esempio. Scivolo verticalmente Cado parallelamente Al senso delle lancette In cinque minuti di eternità. Dici "scivolo" e immagino un estraniamento dalla realtà, una caduta nel tempo sospeso dell'eternità. Non ho apprezzato molto la "grafica", ma il verso ha il suo perché.
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