Vai al contenuto

Adelaide J. Pellitteri

Scrittore
  • Numero contenuti

    2.365
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

507 Magnifico

Su Adelaide J. Pellitteri

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

1.833 visite nel profilo
  1. Adelaide J. Pellitteri

    L'incubo (revisionato)

    @queffe per tutto il racconto ho immaginato un uomo (o ragazzo) "inseguito" da un trauma del passato. La descrizione dei respiri, l'avvicinarsi fisicamente di quell'altro mi portava in questa direzione, quindi, scoprire che si tratta dell'incubo dell'uomo che il "trauma", o comunque il male, lo ha causato, è un ribaltamento che mi ha colto di sorpresa. Un incubo che per altro porta al suicidio il tuo personaggio, che hai descritto in un stato di perenne presenza/assenza. La qual cosa mi è piaciuta parecchio. Il lettore non lo vede sopraggiungere mai, ma lui è sempre lì. Rimane poi, l'impossibilità di liberarsi dall'incubo, se non con la morte. E nfine, ci sarà sempre un incubo ad inseguire un uomo e lui, l'incubo, si manifesterà ancora e sarà... terrore. Ottimo finale.
  2. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 135] Sogno di una notte di mezza est…

    @Edu che racconto simpatico! Ti dico subito che non amo molto le trame che si risolvono in un sogno. Di solito è una trovata per uscirne fuori non avendo potuto escogitarne altre, più geniali. Qui, invece, è il sogno ad avere tutta la valenza, in quanto è proprio il "sogno" per eccellenza di ogni scrittore, quello di riuscire a creare personaggi assolutamente reali (alla Michelangelo), che portino successo e gloria, a ricoprire il ruolo principale. I personaggi prendono il sopravvento sulla vita, scusami, volevo dire sul "sonno" dello scrittore, trasformandosi, per l'appunto, in un incubo. Il tuo autore, in sintesi, passa "dalle stelle alle stalle". Bravo, mi sei piaciuto tanto, tanto.
  3. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    Sì, gli stagionali perlopiù sono extracomunitari. Dovrebbero risolvere lo stesso, a maggior ragione conoscendo la nostra situazione agricola.
  4. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    Forse intendono nutrirci con scatolette e surgelati.
  5. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    Sì , abbiamo idea. Quello che non capisco è tenere aperti i supermercati e non pensare alla filiera delle coltivazioni. Semplicemente assurdo, non di tratta di saltare una stagione, bensì questa e la prossima, quindi andranno in malora due anni di coltivazione. Bene, un applauso a chi dice di mantenere in attività i settori di prima necessità.
  6. Adelaide J. Pellitteri

    Mezzogiorno d'inchiostro 135 - Topic ufficiale

    @Lo scrittore incolore @Edu e @Macleo, complimentissimi. Spero di riuscire a leggervi.
  7. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 135] Andiamo a scuola

    @ivalibri sempre bello leggere i tuoi racconti, il lettore non ha bisogno di sforzarsi per immaginare, ogni parola ci accompagna dentro la storia e tutto viene messo in vista. Il rapporto tra madre e figlio, l'annullamento di chi rimanere in pigiama, in attesa del giorno che tarda a venire, come rimanere inchiodati in una lunga motte. Poi c'è la smania giovanile, la ribellione, il ragazzo che "osa", e c'è anche la condivisione, perché lo cose si possono fare pure da soli ma in due il vuoto è meno vuoto. Un racconto concreto, che non ha bisogno di colpi di scena nè di rovesciamenti di trama per sedurre il lettore. Brava, come sempre.
  8. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 134] Non lo sapevo

    Anche qui i vari "non " e le frasi in negativo... poi non te ne segnalo più, ma ce ne sono parecchi Tutti i "non" sono voluti ( e pensa che un paio di domeniche addietro Ambra Rondinelli ha dato suggerimenti proprio sul Non abusare dei Non, evitare il più possibile le negazioni. Io, invece ho fatto il monumento al Non 😄). Ho usato alla lettera anche il linguaggio del parlato (che di solito va ripulito), per questa donna che, sentendosi ignorata, parlotta tra sé, gioca di fantasia per nervosismo. Ho immaginato di entrare nella sua testa e andare a ruota libera, con naturalezza, Certo, il personaggio è un po' stronzo perché pensa molto a se stesso, ma ha i suoi problemi. La sua vita "pianeggiante" è andata in frantumi senza sapere, se non alla fine, che la causa è davanti ai suoi occhi. Avrei potuto lavorarci meglio, senza dubbio, ma come sai la parola 'Contest" mette l'affanno. Sebbene non abbia postato all'ultimo momento (quindi avrei potuto lasciarlo decantare qualche ora) avendolo scritto di getto, mi sono lasciata trascinare dall'impulso di postare senza troppo riflettere. "Paziente", essendo lei la dottoressa e chi la descrive la sua "paziente", non mi convince  Anche qui, la parola "paziente" è una scelta ponderata, peccato ricordi il paziente in quanto malato (non ci ho badato), perché io volevo, piuttosto, riferire di quel tono di voce che atteggiato a "paziente", appunto, lascia trasparire l'impazienza, infatti subito dopo aggiungo "al limite dell'ipocrisia"; dunque un tono che il mio personaggio, senza ancora sapere, percepisce già. Il giudizio di ogni lettore è indispensabile per fare riflettere l'autore. Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
  9. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    Dobbiamo crederci 😘 Rallentare la giostra può farci anche bene (con il dovuto rispetto per chi sta soffrendo).
  10. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    Anche qui sono/sarei d'accordo, ma quanta gente è già morta con l'epidemia? quanto altri ne devono morire per farci capire che dobbiamo stare a casa? Se non cambiamo adesso, dopo questa esperienza, uscirne vivi non sarà servito a niente. Ma sono ottimista, ce la faremo. E... chi si sveglia bene, per gli atri le catene ai piedi. Come pensi si possa procedere, quale può essere il modo/metodo giusto per educare la gente? (educare alle cose più importanti, non solo a ubbidire a un decreto). Certo basterebbe che ognuno di noi si fermasse a riflettere sul proprio comportamento, su ciò che è stato fino ad oggi, ma credo che i più, al momento, riflettano solo su cosa faranno appena sta cammurria (scocciatura) sarà finita. Non siamo più abituati a riflettere, siamo molto abili, invece, ad architettare come ottenere il massimo impegnandoci meno. Fino ad ora ci era andata bene, c'erano i pozzi pieni, ma ora che abbiamo bruciato ogni risorsa? Adesso viene il bello. Sarà il momento per tirare fuori il meglio di noi stessi. L'umanità ha, per fortuna, qualcosa che nessuno gli toglierà mai (e che la rende diversa dagli animali), è il pensiero, l'unica luce capace di diradare l'oscurità. Non dimentichiamo il Rinascimento, L'Illuminismo... Ecco, aspiriamo a qualcosa del genere e anche di più.
  11. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    Sono assolutamente d'accordo, tutti abbiamo le nostre responsabilità e tutti dobbiamo impegnarci a migliorare, se non risolvere, la situazione, ma nel mio dialetto esiste un proverbio che dice: 'u lignu tortu nun s'addrizza (il legno storto non si raddrizza). Il problema è che la gente, oggi, è abituata a fare ciò che gli pare e piace in tutti i campi, senza rispettare niente. Vedi l'indisciplina verso il divieto per il coronavirus! Cosa si può fare? Solo inasprire le pene. Essendo convinta del fatto che "prevenire è meglio che curare", immagino sia giunto il momento di pensare al futuro. Un albero si pianta, si cura e lo si fa crescere bene, finché dia i suoi frutti buoni a sfamare la società (ci sarà sempre qualche albero storto è ovvio, cambierà però la percentuale). Il discorso è molto semplice, non esiste nulla di complesso, nessuna elucubrazione concettuale, religiosa o quant'altro. Se poi credi che la mia ipotesi sia solo un vecchio sistema che non ha funzionato, non ci resta che la galera . Io non penso di tornare indietro, penso che con la maturità/civilizzazione acquisita si potrebbe fare molto e meglio. Ma... In ogni caso le statistiche dicono che le nuove generazioni sono ridotte all'osso (in Italia calo delle nascite impressionante, e andrà sempre "meglio", fidati).
  12. Adelaide J. Pellitteri

    Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

    I nodi sono venuti al pettine, era inevitabile. Il risanamento delle coscienze è indispensabile. Si deve ripartire ancora una volta dai bambini, tornare all'educazione senza demandare il tutto a soggetti astratti, servono anche quelli, certo – come la scuola – ma solo per essere affiancati alla presenza genitoriale. La "sana società" non è un gioco da tavolo da fare con gli amici, la si costruisce educando (le nuove generazioni, visto che le vecchie sono ormai bruciate) al sentimento di rispetto, altruismo e onestà. Con la cattiva (società) tutti ne pagano le conseguenze, come adesso.
  13. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 135] L'appuntamento

    va in onda in questi giorni, recita: Senza scarpe, senza cravatta, senza appuntamento, senza fiato...
  14. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 135] L'appuntamento

    qui fa troppo "pubblicità crodino" mi sembra un ossimoro. Ti suggerisco un: ... anche se la trovavo simpatica (devi essere più convincente, o non ti piaceva sotto "quel punto di vista" eppure la trovavi simpatica, oppure trova un'altra soluzione). Refuso: capelli risolverei, vedi tu. bellissimo Ben detto. Delizioso finale. Un racconto più che credibile, ho immaginato un liceale, magari del Classico, visto che gli metti in bocca parole come "semantico" e "siderale", ho visto una ragazzina che dopo l'estate (come molti adolescenti) esplode nella sua bellezza giovanile. Piaciuto
  15. Adelaide J. Pellitteri

    [MI 135] In braccio alla luna

    @Poeta Zaza anche il fatto che sia la prima notte, e lei si alzi per cullare la bimba, non mi convince. Ho subito diversi interventi, mai potuta alzare il primo giorno. Però con il naso magari è diverso, quindi questo particolare lo cito solo come dubbio.
×