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Bambola

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  1. Bambola

    Libreria Fieschi, Lavagna (GE)

    @Marco Paganini Grazie, il mio libro uscirà tra 1 mese. Sarà mia premure scriverLe una mail con le informazioni, in modo che Lei possa valutare se è di Suo inteesse.
  2. Bambola

    goWare Editions

    @Omega Sono tutti in smart working ma attivi, fossi in te manderei.
  3. Credo che potremmo fare mille elenchi di CE medie e ancora ci sarebbe da dire. @lapidus Il Maestrale non l'ho mai sentito, se mettiamo Elliot e ancor di più Miraggi nelle medie, be' Plesio ci sta tutto.Quelle che invece citate da @ophelia03 per me sono tutte big. Minimum Fax ha lanciato in Italia Jennifer Egan premio Pultzer, poi passata a Mondadori. Magari Tunué è una medio-alta. Un abbraccio a distanza a chi ha avuto di confrontarsi su questo tema.
  4. @lapidus Infatti il topic non è "Posso arrivare a una big senza un agente" bensì "Preferisco arrivare a una media da sola".
  5. @lapidus Tutto molto soggettivo, a all'opinione personale concorrono una marea di fattori. Io non mi propongo più alle librerie, a Milano poi è proprio impossibile con gli eventi che ci sono. In quanato ai lettori che faticano a trovare i miei testi, be' non è così difficile reperirli, anzi, il lettore pappa-pronta è un po' irritante, non snobbo nessuno, son pur sempre vendite, ma se la mentalità è quella "se il tuo libro non c'è al supermercato non sei nessuno" dimostri solo di avere i paraocchi, i libri migliori che ho letto non li ho trovati certo tra il tonno e i biscotti.
  6. Bambola

    Maratta Edizioni

    Eh sì, è arrivata la mia copertina ed è un raggio di luce nel dramma collettivo del pianeta. Invoglia alla lettura e c'è dietro uno studio condiviso di tre professioniste: illustratrice, editor e grafica. Anche l'editing prosegue alla grande. Qualche giorno fa mi ha risposto un editore al quale avevo sottoposto un romance, non perché non voglia continuare con Maratta, ma ho molti testi arretrati da piazzare, ebbene la risposta è stata "pubblicabile da noi dopo un importante editing" senza specificare se fossero disposti a farlo. Chiedendo mi hanno detto che no, non lo sono. Dovrei pensarci io, seguendo le loro indicazioni piuttosto fumose. Per me gli editori non devono né possono funzionare così. Le risposte possibili sono due: un rifiuto o un bel sì, e poi a contratto firmato parte l'editing. Lavorare alla cieca, senza vere certezze non è accettabile. Non da me. Maratta ha scelto di pubblicaremi e si sta facendo carico di un editing efficace in comunione tra me e la editor. Non mi ha detto: bello ma ripassa.
  7. Bambola

    Meucci Agency

    @Odorosa Ah certo, pure io mi limito al day by day, però certi obiettivi belli tengono in vita nel dramma. Comunque davvero complimenti.
  8. Bambola

    Meucci Agency

    @Odorosa Fantastico. Be' caspita, ora di febbraio 2021 ne saremo fuori. Se così non fosse saremmo tutti morti e addio libri.
  9. Bambola

    Meucci Agency

    @Odorosa Bene. E il tuo libro è in via di pubblicazione con un editore big?
  10. Bambola

    More Stories

    Se fossi un autore e vedessi il mio testo martoriato in questo modo sarei furiosa. Avevo preso in considerazione questa CE ma giammai
  11. Bambola

    More Stories

    Sto leggendo un ebook edito More stories e gli a capo sono allucinanti. Raga- zza. Sp- esso. Tutti in questo modo da fare inorridire. Una profusione di aggettivi e di superlativi.
  12. @Luciano91 Sappiamo tutti benissimo che è pieno il mondo di autori che valgono e che non riescono a emergere per mille motivi. @lapidus Media casa editrice è anche qui soggettivo, Newton Compton che viene citata sempre da Luciano91 come distribuzione è sicuramente una big, come qualità, vi prego, no. Fazi sicuramente è una media, medio alta per me, ha un catalogo interessante e ha lanciato Muzzopappa che è tra i più venduti negli ultimi anni. Possiamo dire che le medie sono quelle che espongono a Torino da anni, con uno stand ben visibile, non in condivisione con altri 4 o 5, dimostrando una certa solidità visto che Torino non cosa due soldi? Poi basta un titolo per far schizzare nell'olimpo un editore, basti pensare a Febbre edito Fandango, ma ogni anno ce n'è uno. Hacca Edizioni, NNE. Forse, sto solo invecchiando e il riconoscimento sociale di una big che fino allo scorso anno era un obiettivo da perseguire, ora mi fa ridere. Rido di me, amici, di quella che ero, non certo di chi ancora ci prova o ci crede, gimmai. L'editore medio che mi pubblicherà è PLESIO e io sono felicissima, probabilmente per molti è una piccola CE, ma per me no, perché si sono consolidati da anni e hanno fatto grandi cose, crescendo e facendo crescere i loro autori.
  13. @L'antipatico Per fortuna in questa situazione non ho speso nulla, ma ci sono cose che non hanno prezzo, come certe conversazioni che mi facevano dubitare di essere sulla strada gusta, per non dire che spesso sono stata messa all'angolo, ma poi continuavo al motto di "se sono arrivata fino qui, sarebbe sciocco mollare adesso". E invece
  14. Allo stato attuale delle cose, non mi riferisco al virus, bensì a una marea di agenti che chiedono quote di lettura per redarre schede che spesso ci lasciano insoddisfatti, quando in realtà stiamo solo chiedendo un Sì o un No per la rappresentanza. E a fronte di altri agenti (pochi) che valutano gratuitamente ma non si sa bene cosa cerchino, mi chiedo se sia davvero un agente ciò di cui abbiamo bisogno oggi. Parrebbe di sì, se vogliamo arrivare a editori big, i casi di chi ci è arrivato proponendosi autonomamente sono talmente rari da non fare statistica. Parrebbe, dico perché io faccio riflessioni alternative. Ebbene, una decina di anni fa era così. Gli agenti erano il passaporto (o la passaporta per chi ama Harry Potter) per approdare all'editoria di fascia alta. Sei anni fa arrivai a un'agenzie tra le più note dell'epoca, vi dico che aveva tra i suoi autori Maurizio De Giovanni. Una serie di vicissitudini interne hanno fatto sì che, in tempi più recenti, l'agente non sia riuscita in un anno a piazzare il mio romance che avevo oltretutto scritto dietro ai suggerimenti pressanti dell'agente stessa e della editor; un vero "fai così, fai cosà, scrivi questo, cancella quell'altro" estenuante durato 8 mesi nella sicurezza che poi il romanzo avrebbe trovato una super casa in poco tempo. Invece no, al punto che me ne sono andata. Ribadisco 8 mesi di scrittura e 1 anno di ricerca frustranti al massimo. E poi io in meno di 6 mes io ho ricevuto 2 proposte contrattuali (ovviamente free manco a dirlo) e 1 rifiuto con riserva nel senso che potrei sistemare il romanzo secondo le indicazione della CE e rimandarglielo. Qualcuno potrebbe obiettare che gli editori che desiderano pubblicare il mio romance non sono i super big ai quali la mia agenzia propose il testo. Vero, ma il focus è un altro, cioè il topic che apro oggi. Meglio un editore medio trovato in poco tempo autonomamente o l'illusione prolungata di uno big? Ero arrivata a odiare il mio romance a rimettere in discussione la scrittura, nonostante avessi già pubblicato e fossi stata addirittura prima nella classifica di Amazon. Potrebbe essere l'antico concetto di uovo oggi Vs. gallina domani, solo che della gallina non c'è certezza. Oggi più che mai, e veniamo al periodo proprio contingente, le agenzie editoriali sono al palo, con le fiere annullate e tutto quanto. Fiere dove si scambiano i diritti, dove avviene l'incontro tra domanda e offerta, dove si stringono relazioni vitali per gli autori. Fino a qualche anno fa a chi mi chiedeva come muoversi rispondevo sempre "cercati un buon agente." Adesso dico "studiati gli editori con tutti gli strumenti in tuo possesso e non stancarti di inviare il tuo manoscritto." Abbassa il livello del tuo obiettivo, ma alza quello della qualità della tua proposta. Non sarai una persona peggiore se invece di pubblicare con Mondadori, il tuo libro sarà edito xxx, ma free, onesto intellettualmente, che risponde alle mail, che magari risponde pure qui su WD ogni tanto. Nei super big o sei un autore di punta o finisci nel mucchio, nelle retrovie a mangiare la polvere dei soliti noti.. E ho idea che la frustrazione sarebbe ancora più terribile di quella che abbiamo provato tutti in anni di silenzi e rifiuti. Del resto mi capita di incappare nella lagna di scrittori piuttosto celebri che chiedono recensioni o rosicando criticano i colleghi con malcelato livore.
  15. Bambola

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    @Lizina è ovvio che si parla di acqusti che vengono dopo farmaci e affitto. La mia era una riflessione su noi piccoli autori del WD non sul settore né sulle esigenze primarie di chi non ce la fa. Comunque, off topic, spesso chi non ce la fa e si lagna ha in casa tanta di quella tecnologia da fare invidia a Media World. Nel mio piccolo, anzi minuscolo, accadono cose inaspettate, tipo che gli editori rispondono molto più adesso dello scorso anno. Più tempo per valutare i testi perché il resto del lavoro è bloccato? Semplicemente ho contattato editori diversi e sto giro mi è andata meglio? Umanità dilagante? (Questo sarebbe bellissimo!) Non lo so, mi limito a portare le mie esperienze. Non vivo su marte, anzi in Lombardia l'ho già detto e mi va di ribadirlo, ho le mie preoccupazioni e tutto il resto ma se pensassimo solo a chi si troverà in mezzo a una strada allora gi editori potrebbero chiudere tutti all'istante (gettando in mezzo alla strada pure i loro dipendenti), assieme a gioiellieri e molto molto molto altro. Negli anni 70 quando io ero bambina, la situazione economica della mia famiglia non era certo rosea, eppure mai hanno smesso di leggere.
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