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barbara.romano

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Su barbara.romano

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    Barbara Romano
  • Compleanno 5 aprile

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    www.barbararomano.it

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Caluso - Torino
  • Interessi
    Cultura in genere arte pittura

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537 visite nel profilo
  1. barbara.romano

    Il Trampolino

    Ciao , proprio oggi il Trampolino mi ha inviato una mail dove si scusava per il tempo di attesa dovuta all' invio di troppi manoscritti.
  2. barbara.romano

    la punteggiatura e chi corregge

    ciao a tutti non so se si questo argomento se ne è già parlato. se fosse così vi prego di farmelo sapere e scriverò dove conviene. ieri si leggeva in classe un libro della Giunti di narrativa per ragazzi (ma questa osservazione credo andrebbe bene per qualsiasi genere). Il testo è leggero, scorrevole e interessante. con maggiore attenzione però noto alcune cose che mi vengono subito all'occhio. a parte il carattere scelto (probabimente rivolto a un pubblico giovane), la punteggiatura era piena di errori. alcuni titoli avevano il punto alla fine, spesso mancavano le virgole e alcuni accenti. Senza voler demonizzare nessuno, ci mancherebbe, ma mi sono detta: ma come mai , se uno pubblica con una casa editrice può permettersi certi errori (magari non dovuti all'autore ma a chi lo ha corretto), mentre i libri autopubblicati sono analizzati con il lanternino?
  3. barbara.romano

    La mia esperienza con Amazon KDP

    ciao , @Camarina a onor del vero, adesso ne scarico di più rispetto a una volta, ma di solito sono libri più "leggeri", come Sophie Kinsella. ho anche scaricato Alice nel paese delle meraviglie della Newton Copton e altri libri , più che altro di narrativa. non nego l'utilità e la comodità dell'e-book. è la lettura su kindle che trovo difficoltosa piuttosto che l'ebook in sè. ciao
  4. barbara.romano

    La mia esperienza con Amazon KDP

    @Camarina onestamente anche io preferisco comprare i libri in libreria. A parte forse alcuni che li scarico in e book. I libri non lo compro nemmeno nei supermercati, trovo siano in un posto che non è il loro. Non credo di essere una nostalgica, anzi..penso solo sia una questione di abitudine
  5. barbara.romano

    Il Trampolino

    Grazie@Albress del chiarimento ulteriore. Vedremo.onestamente mi sembrano seri, ma è vero purtroppo ci sono talmente tanti inghippi nell'editoria che spesso si diventa prevenuti senza esserlo davvero. Aspettiamo fiduciosi! Ciao
  6. barbara.romano

    Il Trampolino

    anche io ho mandato il mio testo a "Il Trampolino" e poi, dopo pochi giorni mi è arrivata la proposta di iscrivemi alla piattaforma. ho chiesto chiarimenti e, mi hanno detto che qyalora il mio testo venisse accettato mi avvertiranno su piattaforma (che automaticamente arriverà nella mail). non amo molto fb (anzi mi sono tolta), ma onestamente apprezzo l'iniziativa. staremo a vedere. a me sembrano persone serie. grazie a tutti per i post che sono molto utili Barbara
  7. barbara.romano

    La mia esperienza con Amazon KDP

    Ciao. Credo che per farsi pubblicità ci voglia tempo cosa che , personalmente, non ho. Ci tengo a sottolineare che in ogni caso Amazon è risultata per me una mossa vincente (il libro viene scaricato e talvolta comprato). Però pubblicare è un'altra cosa. Ciao
  8. barbara.romano

    La mia esperienza con Amazon KDP

    Ciao a tutti. Ho letto i vostri post e li ho trovati particolarmente interessanti. Vorrei a questo proposito dare la mia opinione sul self publishing e Amazon, in particolare. Nel 2012 ho pubblicato con Il miolibro.it: il meccanismo mi pareva semplice, facile e veloce. mi è arrivato a casa però un prodotto presentabile, ma non come avrei desiderato. ho quindi poi optato per edizioni REI e mi sono affidata all'editore. Successivamente, anche sotto consigli di varie conoscenze ho deciso di optare per Amazon. devo dire che, a parte qualche difficoltà iniziale, il meccanismo mi pareva abbastanza semplice: il file si caricava facilmente e, in non più di 72 ore era disponibile in formato e-book e scaricabile (avevo posto il prezzo minimo ovviamente). ho poi pubblicizzato l'evento su FB e su altri canali via web e un po' ho utilizzato il classico passa parola. In generale, ho però fatto molta fatica a convincere le persone a scaricare il libro - quasi tutti volevano il formato cartaceo o comunque non sapevano proprio come fare a scaricarlo. Armata di santa pazienza mi sono iscritta a Create Space, una piattaforma online collegata ad Amazon che mi ha consentito di pubblicare il libro e di venderlo in formato anche cartaceo. il meccanismo - un po' complicato, ma dopo un po' di tentativi abbastanza accessibili- mi è sembrato adeguato, anche se in questo modo lo scrittore perde un sacco di tempo, che forse dovrebbe dedicare alla correzione dei refusi o degli errori. Caricato il file su CreateSpace, la piattaforma, in base credo al formato e al numero della pagine stabilisce un range di costo dal quale non si può uscire (nel mio caso il testo andva dai 10 ai 14 euro ed io ho deciso per 12 euro circa - che però oscilla sempre, immagino in funzione del dollaro). ho poi ordinato una copia per poter vedere come era il prodotto finale e quindi l'ho sottoposto a ulteriore auto correzione. quindo ho ricaricato il file, corretto ancora una volta. ho poi fatto alcune piccole presentazioni nella mia zona e ho venduto un centinaio di copie. CreateSpace consente di ordinare le copie a prezzo dimezzato di quello di copertina, ma aggiunge 50 dollari per la dogana (i libri arrivano direttamente dagli Stati Uniti). Per ovviare a questo problema ho ordinato molte copie onde evitare di rimanere senza. alla presentazione invece c'erano più persone di quante me ne sarei immaginate, quindi ho garantito che le restanti copie le avrei prese io (a quel punto per fare in fretta le ho comperate come utente, pagandole a prezzo pieno). insomma...il meccanismo è buono, ma molto lungo e, di nuovo è emersa la difficoltà o chiusura delle persone di comprare i libri su internet (molti mi hanno chiesto perchè il testo non era in libreria). concludo dicendo che il self publidhing è un'ottima cosa, ma richiede molto tempo e, talvolta è poco convincente (l'idea che passa è che il prodotto sia scadente). Detto questo, credo che Amazon sia davvero molto conveniente e competitivo, ma che pubblicare con una CE sia un'altra cosa.
  9. barbara.romano

    Barbara

    Grazie . La sensazione che mi hanno lasciato non mi è piaciuta affatto. Riflettere i però su un anno di attesa. Mi sembra una mancanza di rispetto Va beh sarà per un'altra Ciao
  10. barbara.romano

    La Corte Editore

    @heightbox @Il Conte @LuckyLuccs Gentile Il Conte, lungi da me essere inopportuna o altro. la mia era una riflessione personale vista da parte di chi scrive. Personalmente non mi piacque affatto come mi risposero alla Fiera del Libro alcuni standisti. l'atteggiamento era di chi sta pensando: "Qua ce n'è un'altra convinta di avere chissà quali qualità.". Forse un' impressione errata? Chissà...ricordo però che mi demoralizzarono molto e infatti non mandai il testo. Feci questa scelta anche per l'attesa troppo lunga. Chiaramente ciascuno fa le proprie scelte editoriali, ci mancherebbe altro...ma un anno ...! Cosa può succedere in un anno? Ad esempiio che un 'altra casa accetti il testo e, quindi, l'autore entusiasta pubblichi, scoprendo poi di essere piaciuti anche a La Corte con conseguente delusione, oppure...di non mandare il manoscritto a nessun altro, per poi scorpire di non essere stati selezionati da voi con altrettanta cocente delusione...insomma, onestamente mi metterei un po' nei panni di chi scrive e del suo stare in attesa. Per il resto rispetto le scelte di ciascuno e mi rendo conto dei problemi che ci possono essere nel selezionare o meno un libro e uno scrittore. Cordialmente Barbara
  11. barbara.romano

    La Corte Editore

    ..onestamente a me un anno di attesa pare proprio troppo. confermo la qualità e la serietaà però. chiesi a loro informazioni alla fiera del libro di Torino nel 2016. devo dire che mi risposero bene, anche se l'atteggiamento era piuttosto diffidente...ho avuto l'impressione - come al solito- che giudicassero in modo negativo la paura di disturbare. a ogni modo lasciai perdere per la lunghezza dell'attesa. con tutto il rispetto, ma un anno è troppo
  12. barbara.romano

    L'ultimo pezzo

    @Claudia87 a presto buon lavoro
  13. barbara.romano

    L'ultimo pezzo

    Ciao. @Claudia87 Premetto che mi trovo in imbarazzo a correggere le "cose degli altri", ma se questo è da regolamento lo faccio volentieri. Trovo il pezzo molto coinvolgente ed emotivamente diretto, senza fronzoli e crudo. spero non sia un tuo sfogo o uno stato d'animo , ma solo molta sensibilità. Alleggerirei in alcune parti...come tutti gli scrittori italiani, tendi ad appensantire le frasi (io, mio, me stessa, gli ...o ripetizioni etc ). per esempio secondo me "decapitata" rende già l'dea. per il resto mi pare un pezzo chiaro, esaustivo. ti viene da chiederti come andrà a finire e se ci sarà mai un po' di pace per questa povera donna? Brava <<Giro, giro tondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra.» Stupida canzoncina. Non riesco a togliermela dalla testa, continuo a ripeterla come un disco rotto da stamani mattina. Un sorriso sbilenco mi muore sulle labbra. Non sono un disco, ma rotta lo sono di sicuro. Come una bambola decapitata e abbandonata (rendeva già l'idea) in un angolo della stanza. Sono così da diversi anni ormai, forte quanto una busta del supermercato. Di quelle bastarde che ti si rompono mentre fai una salita e tu perdi tutto per strada: le arance rotolano con la carta igienica, la dignità si frantuma con la bottiglia di vodka e la gioia scivola nel canaletto di scolo. Stamani sono particolarmente giù, perché allo specchio, ancora troppo sobria per i miei gusti, non mi sono riconosciuta. Mi sono chiesta se insieme alle arance, da quella busta di vita, non mi siano rotolati via anche gli occhi. Non è rimasto niente di me, l’alcool ha lavato via tutto quello che ero e in mezzo alla faccia mi sono rimasti solo due buchi neri circondati da occhiaie violacee. I capelli, un tempo lunghi e lucenti, sono diventati sterpaglia decolorata. «Cin cin a me!» Sollevo una mano verso il cielo, brindando alle nuvole, e tiro una lunga sorsata al mio vino (virgola) da discount. Sento la bile in gola e vomito accasciandomi di lato. Sangue. Ho vomitato sangue. Persino il sangue vuole abbandonarmi. Come rimproverarlo,(punto interrogativo) persino l’asfalto lurido è meglio di me. Sorrido sputando via gli ultimi residui di vita stronza. Alzo gli occhi al cielo. Mi infastidisce, oggi è davvero troppo celeste, troppo leggero, troppo felice. Cazzo cielo, potresti essere meno felice? Non vedi come sto, qui, abbandonata dal mio stesso sangue? Non è gentile splendere così tanto, abbi pietà di me. Scusa hai ragione, non devi avere pietà, sono io che non sono stata abbastanza forte. Mai abbastanza figlia, mai abbastanza perfetta, mai abbastanza madre e nemmeno abbastanza moglie. Non sono stata abbastanza per nessuno. I miei genitori mi volevano perfetta ed ineccepibile, ma li ho delusi irrimediabilmente rimanendo incinta troppo giovane e per giunta non sposata. Un vero sacrilegio, ma tranquilli, nessun problema, (due punti)via con il matrimonio riparatore! Riparatore (lo metterei virgolettato) che parolona per dire che basta un cerotto per nascondere la ferita. Poco importa se l’interno marcisce, l’importante è quello che vedi fuori. Eravamo due bambini che si sono ritrovati a dover fare i genitori, senza conoscersi veramente, tutti i sogni buttati nel cesso. Le notti insonne (i), le bollette da pagare, la vita che pesa, ma il cerotto magico ha fatto il suo dovere. Fino a che un bel giorno, mio marito mi ha detto che aveva un’altra. Crack. Il cerotto si era (è) staccato, rivelando tutto il marcio che aveva nascosto. Più o meno come ricordarsi di alzare il divano dopo diversi anni, e trovarci sotto brandelli di sogni rinsecchiti e impolverati (continuerei con la metafora e metterei: "di polvere"). Cosa era rimasto di me? Spazzatura. Certo avevo mia figlia. Ma i figli non sono oggetti, non sono nostri. Si mettono al mondo, ci si sacrifica per loro e poi giustamente fanno la loro via. Io invece sono qui che mi domando come sia possibile arrivare a questo punto a soli 40 anni. Ho iniziato a bere, perché si sa che insomma, un bicchierino scalda e conforta. Un bicchierino, due, tre, dieci, cento, mille. Almeno l’alcool è caldo, ti rende leggera, spezza le catene del pensiero ossessivo, spenge i perché, accende i colori, ti distrugge il fegato, lo stomaco, la vita. Cerco di rialzarmi da terra. Basta, ho deciso, cercherò di smettere fino a che sono in tempo. Mi ripulisco la bocca dal vomito e mi stiro goffamente la maglietta sporca. Raddrizzo la schiena e muovo un passo dietro l’altro, forte della mia nuova promessa. Passo davanti ad una gelateria e decido di portare un gelato a mia figlia. Non le sono stata più molto dietro, e voglio provare a parlarle. Frugo nelle tasche e trovo due spiccioli con cui compro un bel cono di cialda al cioccolato. Sicuro gli piacerà e mi perdonerà. Riprendo il cammino verso casa trotterellando, adesso un poco più felice, con il cioccolato che cola giù dal cono sporcandomi le mani. Mi sento una bambina. Apro il portone di casa e corro in camera da mia figlia. «Guarda amore, ti ho portato il gelato!» Lei si gira e alza i suoi occhi castani verso di me. Occhi grandi, tristi e pieni di rabbia. Occhi che mi inchiodano al muro. «Dove sei stata fino ad ora mamma? Sei sporca di vomito e piena di polvere. Io non ce la faccio più ad andare avanti così!» Grida. Grida e piange e la sua voce mi si pianta addosso come una lama di fuoco. «Mi fai schifo». Crack. Sento l’ultimo pezzo del mio cuore sbriciolarsi e cadere a terra, insieme al cono e al gelato al cioccolato. Stupida. Sono una stupida idiota. Non basta un uno stupido gelato per rimediare a tutto il male che ho fatto. Ripulisco a terra il disastro che ho combinato, e con quello straccio pulisco via anche l’ultimo pezzo di cuore che mi rimaneva. Prendo il cappotto e torno fuori strascicando i piedi. Adesso il cielo sta diventando scuro, la giornata è finita, e con lei, sento che sta calando il sipario anche sulla mia vita. «Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra.»
  14. barbara.romano

    Barbara

    ciao Jeky Imohf grazie ;-) ... vorrei raccontare un po' la mia storia ma devo continuare in ingresso o qua? boh... ho pubblicato tempo fa con..arghhhh albatros il filo. lo so cosa penserete voi...desiderio di notorietà. No, mi sento in tutta coscienza di poter dire di no. mi sembrava una buona opportunità e, a onor del vero hanno fatto tutto ciò che avevano promesso....il punto è stato quando non dovevano più fare niente. le ragazze presenti al Salone del Libro sono diventate improvvisamente maleducate, per non parlare dell'intervistatore. e qua chiudo la storia perchè non sarebbe bello andare oltre (per me soprattutto). poi ho pubblicato con edizioni Rei, ora non più esistente, mi sono trovata bene e ho avuto quello che desideravo. alla fine ho optato per la'utopubblicazione, ma mi rendo conto sempre più che una casa editrice dietro fa la differenza. nel mare delle CE editrici, lo confesso, per me una vale l'altra e non saprei proprio quale scegliere....
  15. barbara.romano

    Barbara

    @AryaSophia Ciao grazie!
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