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Silverwillow

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  1. Silverwillow

    Harper Collins Italia

    Ciao. Solo per sapere: avevi pubblicato con loro tramite agenzia? O con invio spontaneo? Non credo che HarperCollins abbia risentito molto della crisi, o almeno non è per questo che non accetta più proposte. Hanno sospeso l'invio di manoscritti già nel 2019. Io ad esempio ho pubblicato con loro, ma non avrei alcun canale preferenziale per mandare nuove proposte, se non passando da un'agenzia.
  2. @Sunday Times Come sempre più parole uso per spiegarmi più rendo le cose confuse. Il mio non voleva essere un criterio per classificare gli scrittori, ma una semplice risposta a Caterina88, che parlava di chi scrive senza umiltà e autocritica. Il problema non è nemmeno se sia coscienti o no delle motivazioni, ma che spesso sono effimere: si scrive perché tanto lo fanno anche gli altri, o per darsi delle arie. Può anche essere che uno che scrive per moda sia bravissimo e scriva meglio di altri, ma è probabile che non vorrà sentire nessuna critica, perché gli interessa ricevere consensi, non migliorare. Io ho un'idea diversa della scrittura, ma è mia personale, ognuno fa quel che vuole. Ciò che volevo dire, in sintesi, è solo che spesso manca la volontà di autocritica, così come quella di imparare, perché non si prende la scrittura seriamente. Tutto qui
  3. È vero, e forse dovrebbe essere un altro punto del sondaggio (anche se in ritardo): Come migliorare la propria scrittura? Alcune strade sono ovvie e risapute: leggere molto, chiedere pareri (come si è sempre fatto qui in Officina). Altre non sono così immediate. Ci sono moltissimi articoli online e manuali che insegnano a scrivere, e che più o meno dicono tutti le stesse cose, ma la teoria e la pratica divergono sempre, specie nella scrittura. Per fare un unico esempio, si fa presto a dire Show don't tell, a riassumere il significato, fare un paio di esempi, ma mettere in pratica quelle regole mentre si è impegnati a creare una storia non è affatto immediato. Ci sono corsi di scrittura, ma sono un argomento dibattuto, perché è impossibile insegnare a scrivere, si possono insegnare solo trucchi e norme editoriali. L'importanza principale di alcuni corsi pare risiedere nella possibilità di conoscere figure editoriali che contano, più che nell'imparare qualcosa di nuovo. Io sinceramente ho letto articoli e libri e cercato qualunque strumento gratuito che mi permettesse di migliorare, ma la verità è che non credo mi siano serviti a molto, se non a motivarmi. Ci vuole senz'altro maturità e umiltà, ma poi si vedono pubblicare cose al limite della leggibilità o della decenza, che spingono gli standard verso il basso "se hanno pubblicato questo..." Si procede per imitazione, quindi anche quindicenni che hanno letto tre libri in vita loro pensano di poterne scrivere uno. Migliorare la propria scrittura non dovrebbe essere solo una questione di avere seguaci sui social (perché ormai sappiamo quanto la popolarità social sia effimera, e spesso staccata dal merito letterario), o di farsi pubblicare, ma decidere se davvero vogliamo essere scrittori. Se la risposta è sì, allora non basta azzeccare i congiuntivi, ci deve essere dietro uno sforzo consapevole (e maturo, ma ciò non ha a che fare con l'età) per fare ciò che gli scrittori sono chiamati a fare: interpretare la realtà, rendercela comprensibile, renderci coscienti di cose che vediamo, pensiamo e proviamo senza saperlo. Per carità, niente impedisce di scrivere storie di vampiri o di fascinosi miliardari solo per intrattenere, ma è un fatto che i libri (di qualsiasi genere) che rimangono impressi sono quelli che vanno oltre e che fanno il loro lavoro, cioè di farci vedere e comprendere davvero qualcosa di noi stessi e del mondo. Sembra un punto banale, ma non lo è: prima ancora di pensare a cosa fare per essere pubblicati o per promuovere un libro, bisognerebbe chiedersi perché. Perché l'abbiamo scritto? Perché vogliamo che altri lo leggano? Perché è importante? Probabilmente il vero scrittore è quello che avrà più difficoltà a rispondere, perché le sue motivazioni vanno oltre la superficie e hanno bisogno di tempo per emergere.
  4. Silverwillow

    Caminante, No Hay Camino

    Benvenuto @T.D.J. Baw Vedo che hai già le idee chiare riguardo alla scrittura Per tutti gli altri dubbi puoi spulciare il forum, ma credo che a molti nessuno sia mai riuscito a rispondere. Per cominciare, se non l'hai già fatto, dai un'occhiata al post di benvenuto. Chiude col 1 febbraio. Le varie discussioni rimarranno consultabili, ma se qualcosa ti interessa in modo particolare ti consiglio di salvarlo. Comunque è già stato creato un altro forum, su cui buona parte di noi si sta spostando: Costruttori di mondi. Se vuoi farci un salto sei il benvenuto anche lì Hai fatto bene a spiegarlo, o sarei rimasta con la curiosità Buona (breve) permanenza!
  5. In vista della chiusura definitiva del forum ho riportato, nella sua versione integrale, questa recensione su Costruttori di Mondi. @Elisa C. , dovessi avere il bisogno di reperirla, potrai farlo cliccando qui
  6. In questo, penso che self e autori che pubblicano con piccole CE siano alla pari, nel senso che a livello di promozione spesso non cambia molto, quindi si usano gli stessi mezzi. Non tutti però lo fanno, da una parte e dall'altra della barricata. Alcuni semplicemente non possono o non sanno come investire al meglio. Io ad esempio ricevo spesso notifiche per creare ads, ma mi danno fastidio quelle degli altri, quindi non mi va di farne di mie, anche se magari possono servire. Secondo me la promozione più utile in assoluto non ha a che fare coi soldi ma con le conoscenze. Crearsi un giro di amici, blogger o giornalisti che ti apprezzano vale più di cento inserzioni, perché si crea un passaparola duraturo basato sulla fiducia Alla prima domanda risponde in parte la mia considerazione di prima. Se ci si fa conoscere come autori allora anche i romanzi vendono (belli o brutti che siano): non basta però scrivere un bel libro, bisogna crearsi intorno un'identità di autore che sia coerente (nel mio caso la coerenza sta solo nell'incoerenza). Sulla seconda non so risponderti, perché io stessa ho pregiudizi (giustificati da esperienze personali) col self. È un dato di fatto che nel self confluisce qualunque cosa. L'unico modo per aggirare i pregiudizi sarebbe la presenza di un filtro, ma a quel punto non sarebbe più self Vabbè, sono un po' dinosaura su questo punto Sono d'accordo con chi ha detto che progresso non è sempre miglioramento (e lo sosteneva già Leopardi, quindi siamo in buona compagnia), ma anche che se non si può fare altro bisogna adeguarsi al meglio. L'unica cosa importante è la libertà di scelta, anche perché ognuno ha i suoi gusti e (per quanto spesso mi prudano le dita) non scoraggio mai nessuno dal leggere quello che vuole.
  7. Silverwillow

    Come scegliere il genere di un romanzo

    Ciao. Io ho scritto diversi libri ambientati negli anni '30-'40 e nel presentarli alle CE li ho definiti "romanzi storici". Nessuno mi ha picchiata, quindi penso sia lecito Un mio romance ambientato durante la Seconda guerra mondiale è stato inserito su amazon come "narrativa storica", quindi per me non è scorretto, se lo vuoi definire così. Ma anche definirlo "mainstream" può andare bene. A me piace molto la storia, e ci dedico molte ricerche, quindi mi fa piacere poterli definire "romanzi storici" (se guardi la definizione su wikipedia, qualunque romanzo ambientato molto tempo prima della nascita del suo autore si può definire storico)
  8. Silverwillow

    Words edizioni

    @Caterina88 Qui si parla di esperienze dirette con le CE. Hai mandato un tuo romanzo? Hai letto un loro libro? Hai conosciuto i gestori? Hai, insomma, qualcosa di utile da condividere? Per le tesi complottistiche si può farsi un giro su facebook o guardare il telegiornale
  9. Silverwillow

    Alcheringa Edizioni

    @giovanna88 L'avevo scritto più su nella discussione, ma lo ripeto: le risposte sono spesso un po' lente, ma arrivano. Se invece hai urgenza (perché magari hai altre proposte in sospeso), ti consiglio di telefonare. Io l'avevo fatto e la titolare è stata molto disponibile e ha risposto a tutte le mie domande.
  10. Silverwillow

    Do la mia autorizzazione

    Autorizzo anch'io a salvare e utilizzare/trasferire qualsiasi cosa mia: commenti, discussioni aperte, ecc. (a vostro rischio e pericolo però) Grazie a chi ha già dato la disponibilità, magari trasferirò qualcuno dei vostri commenti ai miei racconti, se li trovo, e ho il tempo e capisco come fare (insomma, è improbabile, ma fa piacere sapere di poterlo fare)
  11. Silverwillow

    Una scena che si ripete

    Ciao@Bright sunshine Ho letto il tuo racconto volentieri, perché faccio anche recensioni di romanzi lgbt, quindi avevo l'idea di riuscire a commentarlo con un po' più competenza. Devo dirti però che ho trovato la storia un po' esile. Il fulcro della trama non è tanto l'omosessualità del protagonista, ma il fatto che per qualche motivo non voglia avere storie serie. La narrazione finisce secondo me per diventare un po' dispersiva, perché ci si aspetta un qualche tipo di evento che cambierà la sua visione, ma ciò non avviene. Scusa la franchezza, ma la storia per me non ha né capo né coda: c'è un protagonista (dal nome straniero, anche se non si capisce dove la storia sia ambientata) che esce di casa nonostante la pioggia per recarsi ad appuntamenti al buio, poi torna a casa, ci pensa su un po' e va avanti come prima. Per me manca qualcosa, manca una vera storia. Si intuisce lo sforzo per attribuire al protagonista sentimenti o pensieri universali e profondi, ma il tutto rimane a un livello per me troppo superficiale. Come ci può importare delle riflessioni di qualcuno di cui non sappiamo praticamente nulla (provenienza, storia, problemi, età, ecc,), tranne che frequenta sconosciuti in chat? Per me il racconto, per funzionare, andrebbe semplificato di molto: il protagonista esce, incontra qualcuno, riflette sul fatto che a lui piace solo divertirsi, ma (e da qui dovrebbe partire un cambiamento). Io mi aspettavo ad esempio che nel finale cancellasse il messaggio e decidesse di rivedere Daniel, insomma un cambiamento di qualche tipo. Il lettore, arrivato alla fine della storia, si chiede "ma qual era il senso?" Se il tuo intento era concentrarti su qualcuno che non vuole assolutamente cambiare, forse avresti potuto insistere di più sulla psicologia problematica del personaggio (non cose che tutti più o meno pensiamo, ma sue specifiche: perché non vuole impegnarsi? Come passa il resto del suo tempo quando non frequenta sconosciuti?). La continua alternanza di verbi al presente con quelli al passato è un problema nella lettura. La storia inizia in un tempo passato, non c'è motivo per riportarci cose al presente (ce l'avrebbe se si svolgesse in due tempi diversi, tramite flashback, ma non è questo il caso). Userei solo il passato (e trapassato per i fatti anteriori). A livello di singole frasi, ti segnalo un po' di cose. Sembrano tante, ma alla fine sono sempre le stesse: tempi verbali, informazioni/parole ripetute e congiuntivi di troppo Con una sintesi delle cose veramente essenziali ne può venire anche un buon racconto, ma deve arrivare ad avere un suo argomento centrale, e intorno a quello (la paura di impegnarsi, una visione cinica della vita) far ruotare fatti e riflessioni. Stesso discorso per la prosa, che va asciugata, togliendo ripetizioni, avverbi o possessivi inutili, e lasciando l'essenziale per capire (poche parole ma ben scelte, insomma). Taglierei quella prima frase, perché per me non è essenziale, e così si evita la ripetizione di casa e uscire direi "impellente bisogno" qui per me c'è una ripetizione eccessiva del verbo "fare" cercherei di toglierne qualcuno. Eviterei anche la ripetizione di "volta" Viene ripetuto anche nelle righe seguenti), e ho inserito una virgola qui non mi convince il tempo. Visto che prima hai usato il presente, qui userei il futuro "Così il finale sarà diverso, e sarà proprio il finale che desideravi tanto ")l'ultima parte si potrebbe tralasciare qui devi decidere se vuoi usare tutto al passato o tutto al presente, così non va. Vedo che dopo usi soprattutto il passato, quindi adeguerei anche tutti gli altri verbi. Ti segnalo anche quel congiuntivo sbagliato. Piuttosto: "come se non dovesse mai arrivare" qui il congiuntivo non va: "Seppur la vedeva e ne sentiva il rumore" l'avverbio "improvvisamente" sarebbe sempre meglio evitarlo, ma qui stona abbastanza. Direi piuttosto "Senza rendersene conto, si trovò davanti al portone che cercava" qui di nuovo torni al presente, e si sente lo stacco nella narrazione. Metterei tutto al passato Pensò che in effetti fosse era un bel ragazzo Aveva un bel viso, in cui i suoi occhi blu apparivano in cui spiccavano due occhi blu quasi magnetici. qui ripeti due volte lo stesso concetto. Toglierei quel "scambiarono qualche chiacchiera" e semplificherei: "Lo invitò a entrare, presentandosi come Daniel, e lo invitò ad accomodarsi sul divano, di fronte a lui". di quelle cose che a non interessano a nessuno interessa, questa frase risulta un po' ostica, e ho dovuto rileggerla due volte. "ma molti non riescono a vedersi come persone interessate solo a un incontro fugace" (troppi quel/quello rendono tutto un po' generico e confuso) parentesi prettamente femminile e personale (ignorala pure). Se avessero mandato a me un biglietto da visita così avrei risposto con una battuta sarcastica, tipo "scusa, ma il resto dov'è?" (chiusa parentesi) Di nuovo si passa al presente. Capisco l'intento del fatto che il protagonista la pensa così tuttora, ma visto che la narrazione è al passato, è meglio accordare tutti i verbi al passato Parli già dopo della tazza e del latte, taglierei semplificherei "i fatti della sera prima fecero capolino nella sua mente" I anche qui in fondo c'è un pasticcio di tempi "Quando si era trasferito in quella città (per la prima volta è sottinteso), aveva impiegato Vabbè, sono stata molto critica, ma ho cercato di essere d'aiuto, perché un potenziale narrativo c'è, e spesso basta davvero poco per trasformare una storia confusa in una che funziona alla grande. La parola d'ordine è focus: capire cosa esattamente si vuole dire e dirlo nel modo più diretto ed efficace possibile, togliendo tutto il resto (anche se so che non è facile). Per eventuali dubbi sono a disposizione Buona scrittura
  12. Silverwillow

    Cambio Community Manager 2019

    Ciao. Il nuovo forum si chiama Costruttori di Mondi (trovi il link nella mia firma, sotto l'immagine). Ci sono anche altre opportunità, ma ti segnalo questo perché è quello creato dallo staff e molti di noi si stanno spostando lì. Il WD rimarrà comunque consultabile come archivio, quindi le informazioni già presenti non andranno perse. Quanto al vero motivo per cui chiude, in realtà non l'ha capito nessuno Qui comunque trovi l'avviso del Community Manager e relativi aggiornamenti: Spero di rivederti di là!
  13. Silverwillow

    Non perdiamoci di vista

    Che bella idea hai avuto, @TuSìCheVale Io sono già su Costruttori di Mondi. Più avanti magari anche altrove, ma per ora ho difficoltà a seguire un solo forum (specie col trasloco in corso e i contenuti da salvare). Non sono contro i social (anche se di tanto in tanto ho la tentazione di fingermi morta, come si fa con gli orsi, ed evitarli per un po') ma per me non possono sostituire una community come questa, né a livello pratico né come atmosfera. Chi volesse comunque mi trova anche su facebook (nome e link sono sul mio profilo) e instagram. Con molti sono già in contatto fuori di qui, ma chiunque voglia aggiungersi è il benvenuto
  14. Silverwillow

    Neri Pozza [1/03/2021]

    Temo proprio di sì. Il concorso Neri Pozza vuole l'esclusiva, quindi se partecipi mi pare che ti impegni a non mandare il libro a nessun altro, o comunque a non ritirare l'opera prima della fine del concorso. Certo, se ti arrivasse una proposta da un altro editore big, penserei al modo di ritirarmi, ma qui si va nel settore legale. In genere, non è consigliabile mandare un libro a concorsi ed editori a pochi mesi di distanza uno dall'altro.
  15. Silverwillow

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Ho letto i racconti solo per poter votare, perché mi pare giusto che nonostante la chiusura del forum le due sfidanti abbiano comunque un riscontro e una vera sfida. Premetto che la fantascienza non è il mio genere, ma nonostante abbia apprezzato entrambi i racconti, per motivi diversi, quello di @aladicorvomi è parso più sicuro nello stile e più coinvolgente. Quindi voto 2
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