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Silverwillow

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  • Compleanno 08/09/1978

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    Donna
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  1. Silverwillow

    Fino a che punto un personaggio assomiglia all'autore?

    Ciao @leopard la tua risposta mi ha dato da riflettere, quindi ti ringrazio. Il fatto è che sono convinta che i cattivi non esistano. Ciò che noi definiamo una cattiva azione è sempre relativo, e può essere banale o addirittura buona per altri. È il concetto stesso di morale a essere relativo: al periodo storico, alla classe sociale, all'età, alla provenienza geografica, ecc. Un magnate della finanza che ruba per arricchirsi, un bambino che ruba un giocattolo, un senzatetto che ruba per mangiare: hanno al centro lo stesso reato/colpa, ma noi non li giudichiamo allo stesso modo, né legalmente né moralmente. In questo caso, secondo me, si entra nel campo delle malattie mentali. Che siano dovute a traumi o a difetti organici, ci deve essere un buon motivo per cui una persona è priva di morale o di empatia, non è una condizione naturale. Per me è come se fossero ciechi, ed è difficile per chi non lo è descriverlo. Io non ho difficoltà a identificarmi con qualcuno che compie brutte azioni (tortura, omicidio, ecc.) ma i loro motivi devono avere senso per me, prima che per il lettore. Posso scrivere di personaggi negativi (sociopatici, pedofili, assassini seriali, mafiosi senza scrupoli), ma non riesco a farne dei protagonisti, fatico a vedere il mondo coi loro occhi. È un po' un limite, che vorrei superare. Sono d'accordo con te in parte: un po' di distacco ci vuole, ma forse identificarsi nei personaggi non è una brutta cosa, perché li rende vivi. I grandi protagonisti della letteratura, che citava qualcuno più su, sono nati da scrittori con una sensibilità fuori dal comune, in grado di infondere nei personaggi le loro osservazioni sul carattere umano, che senza dubbio derivavano non solo dagli altri ma anche da loro stessi. È quello che intendevo. Non lo facciamo volontariamente, ma quando creiamo qualcosa, quel qualcosa ha per forza una parte di noi, anche se gli altri non lo vedono
  2. Silverwillow

    [TW-1] Annalisa Crochet

    Ciao,@Alba360 Il tuo racconto è molto originale. L'ho riletto due volte per essere sicura di aver colto tutto, perché ha tante sfumature. Mi è piaciuta in modo particolare l'atmosfera, e hai saputo ricreare bene, grazie ai dettagli scelti con cura, questo luna-park misterioso (un po' da brividi) di epoche passate, e anche l'originalità del dono della ragazza. Mi è piaciuto molto anche il finale, che suona giusto e necessario. Il tuo stile è come sempre molto buono, scorrevole ed evocativo, a parte qualche dettaglio che ti hanno già segnalato. questa frase mi ha stornato un po', perché la speranza di per sé non è una cosa che si merita. È sottinteso (ma non ovvio per il lettore) "la speranza nella liberazione/redenzione immeritate" solo alla seconda rilettura più attenta ho intuito che la madre, dopo averla abbandonata, è effettivamente tornata negli anni seguenti per insegnarle la tecnica, senza dirle chi era, per questo lei la ricorda. Un accenno in più, magari nei ricordi della donna, non sarebbe di troppo qui c'è una piccola contraddizione: non sappiamo ancora che il cliente è una donna (lo scopriamo solo quando si abbassa il cappuccio) quindi Annalisa non lo sa, infatti da principio si rivolge a lei al maschile. Il finale, come ho detto, mi è piaciuto, ma ho avuto la sensazione che avrebbe potuto finire anche così, con lei che scappa. La frase finale mi è suonata un po' forzata (specie perché pensiero della madre, che finora non era un punto di vista) dovuta all'obbligo del contest di lasciare la storia aperta (non è facile da interpretare, quindi si trovano finali troncati e altri chiusi ma tenuti aperti a forza). Secondo me si poteva anche tralasciare, perché lo scrittore creativo avrebbe comunque trovato il modo di continuare questo originale e affascinante racconto. Ciao, e in bocca al lupo!
  3. Titolo: L'altopiano dei draghi (Le cronache di Giada, vol. 1) Autore: Elisa Cavezzan Editore: Argento Vivo Edizioni ISBN: 9788832106114 Genere: Fantasy Formato: cartaceo Pagine: 388 Prezzo: 15 euro Trama: Nel mondo del romanzo esistono cinque specie diverse, ognuna protetta da un Guardiano e ignara delle altre. Un tempo ne esisteva una sesta, quella umana, che si estinse in seguito a una sanguinosa guerra. Ora però il Creatore ha deciso di dare agli umani un'altra possibilità, e dare vita a una bambina, che verrà chiamata Giada. Essa dovrà provare di potersi inserire con successo in tutti e cinque i mondi, e solo se supererà la prova la razza umana verrà ricreata, e Giada ne diventerà la Guardiana. Questo primo libro è ambientato nel territorio dei draghi, quello in cui Giada è cresciuta per i primi sedici anni, senza che né lei né gli altri sapessero che non è una di loro. La vediamo alle prese con i problemi della crescita e le piccole e grandi sfide che diventare un drago adulto comporta, specie per chi, come lei, parte svantaggiata. Finché la Guardiana dei draghi non inizia ad apparirle in sogno per spiegarle la sua identità e il suo ruolo, poiché si avvicina il giorno in cui dovrà lasciare per sempre l'Altopiano e continuare la sua missione. Recensione: La storia rientra nel genere fantasy epico, e ne ha molte caratteristiche tipiche: c'è un mondo di fantasia, diverse razze magiche, una missione da compiere, una giovane protagonista dai poteri speciali, ecc. In questo caso l'ho trovato ben riuscito, perché ha una struttura familiare che piace agli amanti del genere, ma ha anche abbastanza elementi originali da distinguersi. Mi ha incuriosita subito la trama, perché, sebbene sia comune che l'eroe venga cresciuto da una famiglia adottiva, in questo caso si tratta di un'umana cresciuta dai draghi, quindi le cose si fanno interessanti. Il prologo iniziale ci mostra gli antefatti che danno il via alla storia. Quindi passiamo a seguire le avventure di Giada ormai quasi sedicenne, il rapporto con la sua famiglia adottiva, gli amici e la comunità del villaggio dei draghi. La vediamo andare all'Accademia, apprendere le tecniche di caccia, imparare a riconoscere le erbe e a usare dei pugnali per sostituire denti e artigli che non ha, in vista della prova finale da cui si deciderà la sua collocazione. Ci sono molte piccole avventure, dove la protagonista impara qualcosa di nuovo o mette in luce qualche sua qualità. Ora, sebbene gli episodi siano interessanti, perché arricchiscono di dettagli la conoscenza di questo mondo per noi nuovo, e siano anche scritti bene, devo dire che io avrei tagliato alcuni di essi, perché un po' ripetitivi nei contenuti e poco legati alla trama generale (a meno che la conoscenza di una determinata erba o i metodi di caccia di un determinato animale non tornino utili in seguito). Mi spiego meglio: alcuni episodi mettono in luce tratti del carattere o abilità dei personaggi, ma a volte è lo stesso tratto che emerge (Giada è ingegnosa, ha buoni riflessi, è attenta verso la sua famiglia, ecc.). Altra cosa che avrei tagliato sono le parti dove i personaggi si alzano, vanno a mangiare, si salutano, si aggiornano, ecc. A volte in questi momenti succede qualcosa di importante, a volte no, allora meglio tralasciarli. L'autrice ha secondo me una buona capacità di raccontare (non è scontato), quindi le avventure si leggono volentieri, e siccome questo è il suo primo romanzo, sono convinta che andando avanti saprà aggiustare anche queste piccole cose, in modo da avere una storia più compatta, dove ogni evento e ogni frase sono essenziali. L'ambientazione viene fuori un po' alla volta, cosa in sé apprezzabile, perché evita gli odiati spiegoni. Ci vuole però un po' a inquadrare il modo di vivere dei draghi e capire come Giada possa passare per una di loro, solo un po' "diversa" (per esempio il fatto che alcuni draghi sono più piccoli mentre altri non volano o non hanno poteri speciali). I draghi mi sono parsi a volte un po' troppo umanizzati, perché il loro villaggio e le relazioni sono le stesse di una comunità umana. Capisco però la difficoltà di avere dei draghi come unici protagonisti, e non avrei probabilmente saputo escogitare una soluzione diversa. Per quanto riguarda le descrizioni, invece, sono abbastanza buone e dettagliate da farci orientare e immaginare i luoghi e le scene con chiarezza. La protagonista, Giada, è l'unica umana e ha un carattere ben definito: è coraggiosa, affettuosa, piena di risorse. Per molti versi però mi ha ricordato molte altre eroine adolescenti di fantasy. Forse perché la vediamo sempre fare e dire la cosa giusta. Qualche difetto o errore l'avrebbero resa più completa. Comunque tutto sommato è adatta alla storia e mi è piaciuta, e sono convinta che andando avanti crescerà. Poi ci sono i genitori, la sorellina, il fratello Sheed, con cui Giada ha un legame molto stretto, e l'amico Kice, oltre ad altri personaggi di contorno, come insegnanti, cacciatori, anziani, ecc. Sia Sheed che Kice hanno un loro carattere ben definito, e sono coerenti, anche se forse un po' stretti nei ruoli di fratello protettivo e di amico. C'è poi l'animaletto magico che Giada ha salvato, che ha qualità che tornano utili per la storia e dà lo spunto per momenti più leggeri. Stupisce un po' che, a parte alcuni bulli della scuola che poi le diventeranno amici, nessuno abbia dei dubbi su Giada, o la tratti come una diversa, se non un unico personaggio verso la fine. Forse una maggiore ostilità avrebbe reso la storia ancora più interessante e la protagonista più complessa. Quello della diversità è un tema importante, che poteva dare spunto a considerazioni profonde. Manca un po' un cattivo vero a movimentare le cose. Non ne ho sentito troppo la mancanza, perché comunque la protagonista ha delle sfide da affrontare, ma forse facendolo comparire prima, anziché solo brevemente alla fine, si sarebbe potuta aumentare la tensione. Lo stile è buono e scorrevole. Come ho detto sopra, c'è una buona capacità di narrare con scioltezza e di coinvolgere, e anche i dialoghi suonano realistici. Non ho trovato errori grammaticali né refusi e il libro è molto curato. Si sente però la mancanza di un buon editing, perché ci sono dettagli come le d eufoniche e moltissimi avverbi in -mente (io non sono fissata, quindi se li noto è perché sono davvero troppi), che un editor avrebbe corretto subito. Il mio consiglio per l'autrice, visto che il romanzo è il primo di una serie, è di rivedere i prossimi prima di farli pubblicare per eliminare queste cose (dato che, immagino, non lo farà l'editore). In conclusione, la trama è avvincente, lo stile coinvolgente e i personaggi hanno ampio spazio di crescita, quindi è stata una lettura molto piacevole. Piacerà a chi cerca un fantasy classico, senza contaminazioni romantiche o altro, è una lettura adatta per evadere un po' e lasciarsi trasportare dalla fantasia. Buona idea quella dell'epilogo che ci lascia intravedere grossi problemi in arrivo, creando aspettative. Sono molto curiosa di scoprire come continueranno le avventure di Giada e di conoscere gli altri popoli di questo magico mondo.
  4. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

    @Ilaris e @caipiroska Grazie del passaggio e del commento È sempre un rischio far stare un mondo sconosciuto in pochi caratteri, quindi sono molto contenta se non l'hai trovato difficile da visualizzare ho preso come pretesto il fatto che lui parli di una ragazza, obbligando quindi i genitori a decidere se dirgli la verità o lasciare che si accorga da solo che non è in grado di adeguarsi ai modi di corteggiamento di quella specie. Avendo pochi caratteri, forse la rivelazione arriva un po' brusca, d'altra parte senza contestualizzarla non avrebbe avuto significato... Non penso di ampliarlo, ma il tuo è senz'altro un buon consiglio, quindi grazie
  5. Silverwillow

    [TW-1] La lettera

    Ciao @Almissima Ho letto volentieri il tuo racconto, e la trama è molto simpatica. Ben riuscito il colpo di scena finale, dove scopriamo il vero motivo dell'irritazione del povero ispettoreLo stile è scorrevole, e non ho notato grosse cose da segnalarti, solo un paio di dettagli: alcuni dizionari ammettono la forma intravvedere (ed è entrata nell'uso comune), ma dovendo scegliere sarebbe più corretto intravedere, con una sola v qui per evitare di ripetere il "che" basterebbero solo un paio di aggiustamenti la particella "ci" è di troppo Io il finale l'ho trovato fulminante e divertente, dà il senso a tutto il racconto e potrebbe finire anche così, ma al tempo stesso si può scegliere di continuarlo. Insomma, un buon lavoro
  6. Silverwillow

    [TW-1] L'unica ombra

    Ciao@Befana Profana Ero partita con i migliori intenti critici, ma mi hai molto delusa: non ho trovato assolutamente niente da segnalarti o che cambierei. Ho riflettuto su quel "scientemente", perché un po' risalta nella lettura e mi ci sono soffermata anch'io, ma alla fine ho concluso che piuttosto di una perifrasi è meglio quello. Ah, anch'io ho sempre chiamato i flûte al maschile, scopro ora che è anche femminile (per quanto non è un termine che uso spesso, io vado più di krügel) Il racconto mi è piaciuto molto, sei riuscita a dosare bene le sue parti: introduzione, momento clou e conseguenze. È una confessione tremenda, nella sua apparente semplicità, e i possibili sviluppi, tristi o felici, sono lasciati interamente alla decisione di chi lo continuerà. Ti dico solo complimenti
  7. Silverwillow

    [TW-1] Luca l'Inquisitore

    Ciao@Talia Finalmente riesco a passare anche da te. La tua scrittura è come sempre ottima e impeccabile, così come le atmosfere che riesci a creare e la definizione dei personaggi con pochi tratti. Mi è piaciuto soprattutto il contrasto tra l'ispettore, giovanile e moderno, e le tre donne che sembrano vivere fuori dal tempo. A me hanno fatto venire in mente qualche trio di dee dell'antichità misteriose e imprevedibili, tipo le tre Parche. È una storia gialla ben ambientata e interessante, con questa confessione misteriosa e poco credibile a distanza di anni. Devo ammettere però che nel dialogo tra i due poliziotti ho faticato un po' a ricostruire gli eventi. Cioè, li fai venir fuori un po' alla volta in modo naturale, come è giusto che sia, ma ci sono molti dettagli, come la morte del neonato, del padre e della madre, che viene spontaneo chiedersi se c'entrino qualcosa (io mi sono chiesta se non abbia ucciso, invece del Carloni, il figlio di quell'altra donna o il proprio padre). questo, se non sbaglio, spiega come è saltato fuori l'omicidio. Però non sono riuscita a figurarmi una casa che crolla sparpagliando macerie in giro, a meno che non ci sia stata un'esplosione (in tal caso meglio forse specificarlo). Mi ero anche fatta l'idea che la casa fosse un po' isolata, ma se qualcuno passando per caso ha frugato tra le macerie, sembra invece una zona di passaggio Ad ogni modo il racconto è ben scritto e coinvolgente, e hai lasciato molte strade aperte per chi volesse improvvisarsi detective e continuare la storia. Sarebbe una sfida interessante. A rileggerti!
  8. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

     Sì, ci va certamente, ma uno solo. @RobinK ho risolto il mistero: da pc vedo un trattino lungo preceduto e seguito da uno spazio, ma leggendo dal telefono vedo un trattino corto preceduto e seguito da due spazi (probabilmente anche sul tuo). Il numero dei caratteri però non varia quindi quel trattino corto e i due spazi extra adiacenti sono considerati un unico carattere. Ho letto da qualche parte che alcuni simboli possono variare in base al programma. Non ci capisco niente, ma avevamo ragione tutte e due
  9. Silverwillow

    [TW-1] E pensare che Brad Pitt neanche mi piace

    Che bel racconto! Non ricordo se avevo mai letto qualcosa di tuo, ma mi piace molto lo stile, vivace ma al tempo stesso curato. La storia in sé è abbastanza semplice, ma prende vita grazie al tuo modo di raccontarla, quindi molto brava. Un dopo "serata" classico, con occhiaie e pentimenti, vivacizzato dai dettagli, come le amiche più sbronze di lei, il prete svolazzante, l'eccentricità della confessione in bagno (nemmeno io sapevo che ci fosse il bagno in chiesa), ecc. Non ho notato sviste o altro, modificherei la punteggiatura in un paio di frasi, ma è a mio gusto e non sto a segnalartele. Nei dialoghi invece qualcosina mi ha stonato nel modo di parlare del prete, un po' troppo formale: meglio forse un più normale: "Perché non me l'hai detto?" o "Perché me l'hai nascosto?" qui invece contrasta un po' con la formalità del resto Il colpo di scena finale è ben riuscito. Secondo me, anticipando questo dettaglio prima che inizino a parlare, si darebbe al lettore già un'idea del luogo. Così poi quando loro escono e la porta a fianco si apre per far uscire lo sposo sarebbe ancora più immediato e d'effetto. Solo un'idea Drastico, però divertente Insomma, mi è piaciuto molto. Magari lo sposo si slogherà un caviglia correndo e si riuscirà a riacchiapparlo, oppure la sposa scoprirà che quello della sera prima era davvero Brad Pitt (che neanche le piace, ma vabbè), le possibilità per continuarlo non mancano.
  10. Silverwillow

    [TW-1] Il ladro

    Ciao@Poeta Zaza Ti dirò, forse in controtendenza, che a me il tuo racconto non dispiace. L'ho trovato più asciutto, diretto e scorrevole a livello stilistico di altri tuoi letti negli anni scorsi. A parte qualche virgola di troppo e qualche termine da rivedere, non ci sono grossi problemi formali. I tempi verbali un po' troppo "disinvolti" sono il problema principale, perché interrompono il fluire della lettura, ma ne avete già discusso ampiamente. La prima scena in aeroporto non convince neanche me, perché serve solo a introdurre il suo mestiere di ladro (ma lo vediamo già nella scena successiva). Non è così immediato che lui abbia scelto la casa guardando i bagagli, può benissimo averla scelta solo perché lussuosa dall'esterno, o c'era una Ferrari parcheggiata davanti... (perché complicare la vita a questo povero ladro?). A livello di trama, forse la conversione necessiterebbe più spazio, in modo da seguire il processo mentre avviene anziché farlo riassumere a lui dopo (che, come ti hanno detto, finisce per suonare come una morale) Mi è piaciuta molto la scena del treno e il personaggio un po' eccentrico della nonna, così come gli inserti con le riflessioni del protagonista sulla madre e sulle cose non dette tra loro. Ingegnosa l'idea della foto del padre vista per caso mentre rubava e del difetto fisico così unico da essere riconoscibile. Ci sono delle frasi molto belle, ad esempio questa: Insomma, basterebbe sistemare l'anarchia verbale per farne uscire un racconto molto bello. Le possibilità per continuare la storia poi non mancano, e io ho un debole per le redenzioni, quindi ci farò un pensiero
  11. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

    @Talia Felice di ritrovarti e grazie di essere passata! eh, se ne mettevo un altro mi toccava chiamarli con nomi di una sola lettera per starci coi caratteri Io li ho immaginati un misto, con parti di dna umano e parti robotiche Sono contenta comunque che ti sia piaciuto @Macleo Grazie anche a te Sono felice che trovi riuscito il racconto (non so nemmeno io di che genere sia, ma l'importante è che a suo modo funzioni) Ciao e grazie anche a te @Poeta Zaza Sono davvero contenta che ti sia piaciuto. Passerò presto a leggere il tuo Dai, che è una navicella facilissima da guidare, non serve neanche la patente Grazie per l'apprezzamento. Caso mai trattamelo bene 'sto povero ragazzo, mi raccomando
  12. Silverwillow

    Il Taccuino Ufficio Stampa

    Letto anche io, sono rimasta assolutamente scioccata Tanto più che tempo fa hanno iniziato a seguirmi su Instagram quindi li ho seguiti a mia volta. Mi risulta incomprensibile che un ufficio stampa, che per definizione dovrebbe essere gestito da un esperto di marketing e diplomazia arrivi a usare un linguaggio del genere, come un qualunque ragazzino idiota. La recensione negativa può anche dar fastidio (e la blogger avrebbe forse fatto meglio a scrivere per avvisare della cosa e vedere se la volevano lo stesso, come fanno tanti altri) ma sono cose da far fuori in privato, e in modo civile. Non un bel biglietto da visita per chi valutasse se sceglierli, al di là di tutto il resto
  13. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

    Sì, ci va certamente, ma uno solo. Ti linko questa pagina, dove ho trovato questo: Trattini (segno -): lo spazio va posto sia prima che dopo. Per esempio: “Fermati – disse Mario – e lui si fermò.” e questa : Lo spazio va inserito prima e dopo le lineette (– [alt+0150] o — [alt+0151]) Io lo uso pochissimo, quindi mi avevi fatto venire il dubbio, ma ci va [Ok, come non detto, mi sono accorta che hai specificato uno solo, ma ce n'è uno solo, te l'assicuro, perché ho tagliato caratteri in tutti i modi possibili e un doppio spazio avrebbe avuto vita breve] @Almissima Anch'io sarei curiosa di vedere cosa farà il mio protagonista, o cosa troverà se decide di andare sulla Terra (in un futuro molto lontano da noi). Stiamo a vedere, intanto grazie mille per il commento Ciao
  14. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

    Grazie, sono contenta di sentire il tuo parere, visto che appunto è un genere che un po' mastichi Mi è venuta quest'idea e mi piaceva (anche perché era l'unica decente) soprattutto perché la fantascienza è l'unico genere che mi mancava da provare. Ho evitato le spiegazioni dettagliate del mondo, sperando che si cogliesse qualcosa dai dettagli e che il lettore potesse completare il resto con la sua fantasia (anche nel prossimo capitolo) ma so bene che è un genere rischioso per un racconto breve. In realtà non ho pensato a quanto corrispondano, ho solo immaginato che visto che hanno delle lune avrebbero calcolato in anni lunari. Poi essendo un pianeta diverso dovevano avere un sistema diverso, perciò mettere 18 anni sembrava troppo "terrestre", ma è il suo equivalente. Grazie di nuovo per essere passato. Ciao! @Rhomer Grazie mille anche a te! Sì, hai ragione, la confessione è un po' breve, d'altra parte approfondire una notizia del genere avrebbe potuto richiedere un intero racconto... Calcola che mi era venuto di 15000 caratteri, e ho tagliato fino all'osso, quindi se ciò che è rimasto è comunque comprensibile è già qualcosa Per il finale non sono del tutto d'accordo, l'ho lasciato aperto volutamente, perché da lì in poi il protagonista potrebbe decidere di fare qualsiasi cosa. Però la scena compleanno-rivelazione-reazione mi sembra in sé conclusa. Mi spiego: la parte che verrà dopo potrebbe avere scenari e personaggi completamente diversi. Il ragazzo si sente diverso e finalmente scopre perché, concludendo quello che era il dilemma del racconto. Non so se mi sono spiegata, comunque aspetto gli altri commenti, se qualcuno ha avuto la stessa impressione.
  15. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

    @RobinK Grazie per il commento e anche per avermi segnalato quel refuso (mannaggia, l'ho riletto cento volte). Lo spazio prima e dopo credo che ci vada, ma controllo. Grazie invece per la dritta (io cerco ogni volta nei caratteri speciali e ci sono diecimila trattini che a me sembrano tutti uguali) Non chiederlo a me, non ne ho idea Sono molto contenta comunque che ti sia piaciuto! @AnnaL. @Mafra Grazie mille anche a voi per il commento e i complimenti
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