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Silverwillow

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  • Compleanno 08/09/1978

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    Trento

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  1. Silverwillow

    Unpopular opinion

    Sicuramente ci saranno le eccezioni, io parlavo di alcuni cartoni che guardavano i miei nipoti qualche anno fa. Mi ricordo solo che c'erano sempre dei mostri di qualche tipo e avevano dei dialoghi assurdi. Per i bambini più piccoli magari ce ne sono di meglio, anche perché di solito sono i genitori a decidere per loro. Poi di sicuro ce ne saranno stati di brutti anche in passato, forse non me li ricordo perché non li guardavo. L'unico che mi piaceva da adulta era Naruto, che però ormai è già vecchiotto
  2. Silverwillow

    Unpopular opinion

    Io ho un brutto rapporto coi parrucchieri, ci vado il meno possibile, ma se hai una buona dritta volentieri Fammi sapere Allora è vero che tutto il mondo è paese A me le sigle di Cristina D'Avena piacevano, ma preferivo quelle ancora più vecchie, anche se non ho dea di chi le cantasse: Lady Oscar, Mimì e la nazionale di pallavolo, Starzinger Che erano anche tra i primissimi cartoni che guardavo. Quelli che ci sono adesso non mi piacciono, alcuni mi sembrano talmente stupidi che mi preoccupa come cresceranno i ragazzini...
  3. Silverwillow

    Unpopular opinion

    In realtà mi sono resa conto solo più tardi, conoscendo altre persone, che quella mentalità non mi piaceva e che non sarei mai riuscita ad adattarmici, pensavo appunto di essere strana io. Sì, l'ho fatto qualche volta, è sicuramente meglio delle tinture chimiche. Però ormai mi sono affezionata al mio colore naturale e non c'è verso di farlo venire uguale. Quindi è da più di un anno che non uso niente, li tengo come sono
  4. Silverwillow

    Unpopular opinion

    D'accordissimo, ma purtroppo questa mentalità "pratica" c'è ancora (specie quando si tratta della vita degli altri). Un paio di volte mia madre mi ha detto: "Prima di morire vorrei vederti sistemata", dove con sistemata si intende sposata, con figli (e magari anche la casa in montagna) Ancora rimpiange un mio amico che 15 anni fa una volta le portò una borsa di verdura, "Perché non ti sei presa quello lì, che aveva anche campagna?" In ogni caso quando convivevo avevano da ridire lo stesso, perché la persona che avevo scelto io non andava bene a nessuno (ahimè, non aveva nessun possedimento concreto da sfoggiare). Io ci passo sopra (e ci rido anche sopra) perché comunque è la mia famiglia e mi accorgo che le intenzioni sono buone. Ma è una mentalità che non capisco proprio, e qualche volta mi sono sentita strana io perché basavo le mie scelte su tutt'altri criteri. In ogni caso qualche volta, scherzando, dico a mia madre: "Mamma, di' la verità: mi avete adottata?"
  5. Silverwillow

    Unpopular opinion

    Dici? Più che malvisti, diciamo che mi sono accorta che moltissime cose sono pensate minimo per due. Restando in tema supermercato, solo di recente ho iniziato a trovare confezioni singole, pensate in realtà per la pausa pranzo degli impiegati. Poi io che viaggio spesso da sola mi trovo quasi sempre a occupare doppie uso singola, perché la stanza singola semplicemente non esiste più (poi il letto doppio è comunque più comodo ma quello è un altro discorso), stessa cosa al ristorante: entro, chiedo un tavolo, il cameriere guarda dietro di me e chiede "per quanti?" Al che viene da voltarmi anche a me, per controllare se qualcuno è comparso alle mie spalle senza che mi accorgessi. Poi ho una sorella che da anni prova ad accasarmi con uno dei suoi molti amici, scrivendomi cose tipo "è alto, simpatico, e ha una casa con vista sulle Dolomiti". Di solito mi fa morire dal ridere, perché lei non trova niente di strano nell'elencare la casa in montagna come fosse una caratteristica essenziale di una persona, quindi non si rende nemmeno conto di essere divertente. Io in realtà sto benone così, e trovare qualcuno a tutti i costi è in fondo alle mie priorità al momento. Ho trovato una bella frase tempo fa, anche se non so di chi sia: "Non sono in cerca della mia metà, perché io non sono una metà". Quello è vero, ma in genere l'accasato con figli viene stressato meno, è meno probabile che qualcuno gli chieda "Ma quand'è che divorzi?" o "Quand'è che ti liberi di questi benedetti figli?"
  6. Silverwillow

    Unpopular opinion

    Mi accodo a qualcuno prima di me: anch'io pensavo di essere strana, ma quando approdo qui mi sento in buona compagnia (forse torno proprio per questo). Io ho le giornate in cui odio il mondo, e in cui farei volentieri a meno di interagire con chiunque, poi ho le giornate sì, in cui attacco discorso con i commessi dei negozi o la gente sull'autobus, e spesso ne ricavo qualcosa di utile, ma purtroppo sono abbastanza rare. Per lo più navigo nel mezzo, dove mi ricordo le regole di base dell'educazione come una poesia imparata a memoria. Però, pur nella mia stranezza, non ho mai nascosto i titoli di ciò che compro o che leggo, perché di solito ne vado fiera (anche se compro il libro del papa o le ricette della Clerici per mia mamma). Ultimamente mi è capitato di fare ricerche sul nazismo, quindi giravo in autobus con un libro nero con le due rune delle SS in bella vista. Nessuno mi ha mai fissato (il che dice molto sul fatto che spesso ci facciamo dei problemi che non esistono e ignoriamo le leggi umane di base: a meno che non fai qualcosa di davvero strano, vistoso o pericoloso, a nessuno interessa quel che caspita fai). Sarei stata felice se qualcuno mi avesse chiesto "Scusa, ma che c...o leggi?", ne poteva nascere una discussione interessante, invece niente, vabbé. Invece, i primi tempi che vivevo da sola, mi facevo problemi a chiedere al banco mezzo etto di prosciutto. Non so, forse perché sono meno fiera del prosciutto che compro che dei libri, o perché i single sono in genere malvisti. Poi però sono capitata in un giorno sì, e mentre aspettavo il fatidico taglio del prosciutto, per passare il tempo ho detto "No, perché se è di più finisce che lo butto via, ed è un peccato". Questo genere di ammissioni in genere suscita empatia, quindi da quel giorno quando mi vedono sanno già, ogni tanto provano comunque a ficcarci qualche grammo in più, ma pazienza. Per quanto riguarda la bizzarra discussione sull'aspetto fisico, devo dire che da ragazzina sembrava normale anche a me. La mia migliore amica aveva i capelli scuri e ricci, se li era stirati e tinti di rosso. Io avevo i capelli rossi e mossi, mi ero fatta la permanente e meditavo di tingerli di nero. In retrospettiva mi sembra incredibile che nessuna delle due si sia mai accorta dell'assurdità della cosa, ma quando si è giovani è così. Forse è un segno del diventare vecchia il fatto di accettarsi come si è. Tuttavia, ora che molti dei miei capelli stanno diventando grigi e vorrei tingerli, mi scopro a cercare un colore che sia identico al mio, e che purtroppo non esiste.
  7. Silverwillow

    Si può scrivere un romanzo su un santo?

    Certo che si possono scrivere romanzi sui santi, come su chiunque altro, anzi, il fatto che i romanzi di questo tipo non siano comuni, lo renderebbe ancora più interessante. L'unica cosa è che bisogna documentarsi bene, e spesso è difficile trovare particolari concreti e reali nelle biografie di santi, quindi molto lavoro di immaginazione è lasciato all'autore. Questo lavoro chiaramente dev'essere in linea con quel poco che si sa, per non offendere nessuno. Per dire, se scrivi un romanzo su San Francesco non puoi dire che mentre non pregava andava a ubriacarsi e cantare inni sacri all'osteria, questo va da sé. La cosa importante è che nel romanzo si ritrovino almeno i fatti salienti che l'hanno portato a essere considerato un santo. L'unico esempio che mi viene è "L'avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone, anche se non sono sicura che Celestino V sia stato poi canonizzato. Il punto comunque è quello: la storia dovrebbe ruotare intorno a qualcosa ( in questo caso il rifiuto del papato per tornare a fare l'eremita), che sia il centro della trama, un contrasto di qualche tipo con la società o la Chiesa, ecc. Altrimenti la storia rischia di diventare piatta.
  8. Silverwillow

    Cosa state scrivendo?

    Secondo me ha comunque senso, perché sembra una banalità, ma più si scrive più si migliora. Poi magari più avanti potrai riprendere anche i romanzi e racconti nel cassetto (per fortuna i libri e le idee non hanno una scadenza ) Io al momento sto scrivendo lo spin-off di un romanzo che non ha ancora trovato un editore. Sembra una cosa abbastanza insensata da fare, ma è la storia che avevo voglia di scrivere ora, e ho imparato a fidarmi del mio istinto (oltre ad avere un debole per le cause perse). È un romanzo storico, ambientato nella Germania tra gli anni '20 e il 1945, dove la storia personale si mescola agli avvenimenti storici. Il tutto è raccontato in prima persona (ed è la prima volta che la uso in un romanzo), ma il protagonista stesso è particolare, perché sta raccontando la sua storia a uno psichiatra da cui è stato mandato a forza. La cosa più difficile è bilanciare la parte psicologica del protagonista, che spesso e volentieri mente o nasconde fatti, con gli avvenimenti reali e drammatici intorno a lui. Non so bene cosa ne verrà fuori, stiamo a vedere
  9. Silverwillow

    Un dottorato spaziale

    Dalla trama sembrerebbe un urban fantasy, meglio ancora se esistesse l'urban sci-fi, che sarebbe perfetto. Magari sarai tu a iniziare il genere Ok, tanto per essere rompiscatole come al solito, dalla copertina secondo me si capisce poco il genere o la storia, ma è anche vero che ciò che conta è il contenuto e molti dei miei libri preferiti hanno copertine monocromatiche o minimali, perciò... Ti faccio i miei più sinceri complimenti, e ti auguro che questo sia solo il primo passo verso altre incredibili storie
  10. Silverwillow

    La Ruota Edizioni

    A me la mail di avvenuta ricezione è arrivata più di un mese dopo, quindi vedrai che prima o poi ti arriva Peccato. Io avevo mandato un romanzo fantasy negli stessi giorni, quindi presto dovrebbero rispondere anche a me. Ti hanno dato anche una motivazione per il rifiuto, o ti è sembrata una risposta standard?
  11. Silverwillow

    eLove Talent [01/05/2019]

    Volentieri! Se non ti secca ti scrivo poi con messaggio privato, sarei curiosa di sapere qualcosa della tua esperienza con questa CE.
  12. Silverwillow

    Quando diventa necessario farsi un sito/pagina autore?

    Ci sono tante cose che si possono mettere, dipende da quanto tempo si vuole spenderci. Secondo me dipende anche dal supporto che ti darà l'editore. Se vengono fatte recensioni, presentazioni nelle librerie o alle fiere, firmacopie, ecc. puoi mettere le foto e un commento quando ce n'è una. Se invece devi fare tutto da sola, ti toccherà sbatterti tu per avere qualcosa da metterci. La ragazza che ha vinto il mio concorso l'anno scorso per esempio ha invitato i lettori a mandarle le loro foto con il suo libro, poi mi pare ne abbia pubblicate poche, ma è un'idea carina. Altra cosa che ho visto sulla sua pagina sono i disegni dei personaggi, fatti da amici bravi a disegnare. In generale, cercare di coinvolgere i lettori in quello che fai dà risultati migliori della semplice pubblicità. Se partecipi ad altri concorsi puoi mettere gli esiti. Se stai scrivendo un altro libro puoi mettere qualche anticipazione sulla trama o qualche citazione, così puoi vedere già da subito se l'idea piace. Ho visto anche foto di Natale o Pasqua con il libro sotto l'albero, o nel cestino delle uova Al limite puoi anche mettere recensioni di libri che hai letto nel tuo genere o, se conosci altre persone che scrivono, puoi ospitare i loro post e viceversa. Per il sito invece, a me piacerebbe anche condividere dritte e altre cose utili per altri scrittori, ma poi non so se riuscirei a star dietro a tutto... Anch'io comunque penso di partire dalla pagina facebook, rendendola più professionale e tenendo i post per i soli amici separati. Intanto mi informo per il sito (mi toccherà imparare da zero), in modo che sia pronto per l'uscita del libro.
  13. Silverwillow

    Quando diventa necessario farsi un sito/pagina autore?

    @Niko Grazie per la risposta. Mi informerò per il sito e il resto, mi sto convincendo che sia meglio farlo, almeno mi levo il pensiero. Il tuo tra l'altro l'avevo già visitato e mi sembra fatto bene, anche se forse mi è più utile quello di uno scrittore per prendere spunto. Penso di poterlo mettere qui. Parlavo dei due link in firma, il primo funziona, quello "La mia pagina Facebook" invece mi dà una pagina facebook bianca con qualcosa tipo "la tua richiesta non può essere elaborata". Io non ci capisco nulla, quindi non so, magari è un problema del mio pc...
  14. Silverwillow

    Quando diventa necessario farsi un sito/pagina autore?

    Intanto grazie a entrambi per la risposta. @Marcello Ho dato un'occhiata alla tua pagina facebook (il primo link funziona, il secondo no), e mi sembra molto ben fatta. Purtroppo scrivendo io cose molto diverse (fantasy, giallo, rosa e storico finora), mi sa che mi conviene tenere una sola pagina per l'autore piuttosto che per i singoli libri. In realtà a me questa cosa di dover essere sui social mette ansia, per non parlare di dover pagare un dominio (che a stento so cos'è) e imparare a usarlo. Il fatto è che vedo che tutti ci sono, tutti quelli che scrivono seriamente hanno almeno una pagina autore, un profilo twitter e instagram, a volte un sito. Io ho difficoltà anche a seguire facebook, mi devo sforzare anche solo per dedicarci 10 minuti al giorno. Il punto principale però non è farmi pubblicità, ma l'impressione che posso dare a qualcuno che dovesse cercarmi. Penso soprattutto a eventuali CE o agenzie letterarie (anche se non so se sia prassi controllare la presenza in rete). Poi mi farebbe piacere anche ricevere recensioni o pareri dei lettori e poterli condividere, insieme a stralci dei romanzi e magari qualche accenno a quelli che sto scrivendo. Ma la cosa che mi preme di più è appunto dare un'impressione "professionale", da cui si capisca che faccio sul serio, che non sono una casalinga annoiata che scribacchia tra una mescolata al ragù e l'altra, guardando Il Segreto (o qualunque altra telenovela vada oggi). Una cosa più seria insomma. Magari spulcerò qualche profilo qui su WD per vedere come si sono regolati gli altri
  15. Spulciando un po' le discussioni i giro, ho trovato dritte su come creare un sito autore (e ci ho capito molto poco, ma vabbé), ma nessuna su quando è il caso di farlo. Finora non mi ero mai posta il problema, ma con due libri di prossima pubblicazione mi sono resa conto che forse dovrei. Di recente ho vinto un concorso, ed entrando in contatto facebook con le altre finaliste mi sono accorta che almeno tre su quattro avevano già pubblicato e la loro era appunto una pagina autore. Idem per la vincitrice dello scorso anno, che tra l'altro aveva già un blog letterario. Io invece ho ancora una pagina facebook personale, dove amici e parenti mi fanno gli auguri, e dove pubblico le foto delle vacanze insieme a pubblicazioni e esiti di concorsi. Di conseguenza mi sono sentita quasi in imbarazzo ad accettare l'amicizia di persone già dentro il mondo editoriale, come scrittori, giornalisti e staff di case editrici (mi sta vendendo un po' il complesso di Cenerentola) D'altro canto, non avendo ancora pubblicato, forse è prematuro definirmi "autrice", o addirittura pretenzioso. Senza contare che non capisco nulla di informatica e il pensiero di dover creare un sito o una pagina facebook "professionali" mi manda nel panico. Avevo anche pensato di tenere comunque la pagina che ho e modificarla, in modo da non dover raccogliere amici da capo. Voi come vi state regolando? Avete atteso di aver pubblicato qualcosa, prima di creare pagine, o al momento dell'uscita del primo libro avevate già tutto pronto, in modo da poterlo anche pubblicizzare e da permettere ai lettori di trovarvi?
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