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Luciano91

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  1. @cheguevara Ciao, certo che no. Tu hai sempre espresso la tua opinione. Comunque chiudo l'OT. Temo che non scoprirò l'identità dell'utente misterioso, che si è preso la briga di cercare e marcare di rosso persino interventi un po' datati (alla stessa ora).
  2. Mi permetto un piccolo OT, vogliate scusarmi. Circa 15 ore fa ho ricevuto 5 freccette rosse su 5 miei interventi differenti. Ho ragione di credere che l'utente in questione sia lo stesso che ha bersagliato @Aporema Edizioni Lo/la invito pubblicamente ad un confronto sul Forum, ammesso che egli/ella abbia la capacità di argomentare.
  3. L'opinione di una singola lettrice, per quanto preparata, non basta a decretare la validità di un romanzo o di un autore. Per questa ragione le CE big dispongono di un team. Se pochi (o nessuno) si accorgono di un aspirante, egli dovrebbe quantomeno porsi delle domande. Rispetto la tua opinione ma non credo nel genio incompreso da tutti (la realtà è diversa dai film, sebbene ci siano casi rarissimi). Prendo @Bambola come esempio, spero di non disturbarla. Lei non è nelle grazie di una CE big ma è stata rappresentata da un'agenzia; i suoi romanzi sono stati letti e apprezzati da diversi editori sia medi che piccoli. Ergo il talento non passa inosservato. Può darsi che una sua opera sia terminata sulla scrivania di un grosso editore in un momento poco propizio. La possibilità c'è se parliamo di un'autrice che ha suscitato e suscita l'interesse di diverse realtà editoriali. In contrapposizione non riesco a definire talentuoso l'aspirante che, dopo molti tentativi, non si rivela in grado di lasciare un segno concreto del suo passaggio. Se piaccio solo agli amici, poi pubblico in self ed ottengo un fiasco, ripeto, qualcosa è andato storto. Non è il sistema ad essere marcio ma l'aspirante a non essere pronto.
  4. Cara @ophelia03 qualcuno dovrà per forza accorgersene. Non dico Mondadori e Feltrinelli ma almeno una buona CE piccola (di quelle che lavorano bene), un'agenzia, un cospicuo gruppo di lettori (in seguito a pubblicazione indipendente). Se il sognatore viene sostenuto dai soli amici e parenti significa che qualcosa non va (nel romanzo). Perdonami ma in tal caso mi viene da dire: Ogne scarrafone è bell' a mamma soja.
  5. Rischio di inimicarmi qualcuno attaccando la categoria a cui io stesso appartengo, ma la cosa non mi trattiene, anzi m'incoraggia. Quantunque mi sia già espresso in merito alla questione, apro la discussione per evitare d'inquinare sezioni differenti (come spesso è capitato). Mi imbatto sovente in critiche gratuite alla grande editoria e mi domando il perché. Troppi aspiranti puntano il dito contro il sistema, parlano di raccomandazioni, accusano le CE di non promuovere cultura e tentano (spesso, non sempre) di giustificare i propri insuccessi piuttosto che lavorare con devozione ad un serio miglioramento. Ricordiamoci che questa è l'epoca del "tutto e subito". L'editoria sana vecchio stampo esiste ancora (sebbene anche i grandi commettono errori). Alcuni sostengono che le CE big pubblicano troppi VIP o romanzi banali. Non sono d'accordo. Il Vip/Youtuber/calciatore/fenomeno passeggero serve per fare cassa. Senza introiti le CE non potrebbero investire neppure sugli esordienti. Le CE si chiudono a riccio e non rispondono? Colpa di aspiranti arroganti che non accettano le critiche a prescindere (mio modesto parere). Pubblicano romanzi banali? Ciò che inorridisce noi può affascinare altri lettori. Le grandi case editrici devono accontentare tutti i palati. Inoltre ad una CE come Mondadori non è concesso investire su tutti quelli bravi o bravini (rischierebbe troppo). I motivi di un rifiuto possono essere molteplici ed anche qualcuno bravo resta fuori. Non mi rivolgo ad utenti in particolare, il mio intento è sintetizzare la mia visione della categoria "aspiranti" per la quale nutro scarsa ammirazione. Causa: la mancanza di contegno e obiettività (di una grossa parte di essi). Ogni tanto bisogna anche mettersi nei panni delle case editrici.
  6. Aspirante stizzito? Chi?! Allora perché hai scoccato una freccia ai danni della grande editoria in una discussione che tratta d'altro? Succede troppo spesso qui sul forum. Non regge, certo. Se una CE big ignorasse le tendenze fallirebbe. (Non occorrono economisti per smentirti, chiunque potrebbe farlo). Nientemeno. Comunque non ti risponderò oltre poiché non è la sezione adatta.
  7. Perché si finisce sempre con l'attaccare la grande editoria? "Libri" di VIP/Youtubers e letteratura sono due cose ben distinte all'interno di tutte le CE big. I calciatori non rubano il posto ai geni letterari (ammesso che ce ne siano in circolazione, da come parlate sembra che se ne contino a milioni). Sfatiamo questo mito una buona volta e smettiamo di comportarci da aspiranti stizziti. Non mi rivolgo a te in particolare ma a tanti convinti complottisti. Il gruppo Mondadori pubblica i VIP per fare cassa. Un'azienda che risponde ad esigenze di mercato non è da biasimare. Io mi comporterei come loro, voi no? Siate sinceri. Non c'è nessun complotto anti-cultura e moltissime opere inedite non propongono cultura. Spesso le big hanno ragione ad ignorarci. In Italia l'istruzione non viene valorizzata (quasi in ogni ambito) ed i lettori sono in costante calo. Non mi sorprende che vi siano meno Pasolini, Calvino, Moravia, Pavese... Il livello degli aspiranti è basso, non quello delle CE.
  8. Nella vita ho imparato che le vie facili portano solo tanta delusione. Un detto tedesco recita: Der weiteste Weg lohnt sich (il senso è che vale la pena percorrere la via più lunga). Domani mattina potrei inviare il mio manoscritto ed entrare nelle grazie di un editore a pagamento. Nulla me lo vieterebbe. Rischio di un rifiuto = zero; possibilità di riuscita 100% Oppure tuffarmi nel self, anch'esso aperto a tutti. Almeno in questo caso nessuno mi chiederà migliaia di euro. Rischio di un rifiuto = zero; nessuna tirata di orecchie (eppure le tirate di orecchie sono una manna dal cielo per noi aspiranti). Scrivo ergo pubblico, come non importa. Non è così che dovrebbe essere trattata una vera passione. "Sì ma tanti lo fanno" non è una risposta. Io non ci sto. Un buon libro sarà intercettato prima o poi persino dall'infernale macchina editoriale. Servono pazienza, dedizione e prudenza. Pubblicate pure a pagamento, non giudico nessuno di voi e non scocco frecce rosse alle vostre spalle, ma per cortesia, fatelo consapevolmente. Non fatevi imbambolare da promesse di successo, dunque valutate pro e contro. Intraprendete questa strada se ne siete convinti, se la cosa vi rende felici. Oppure lasciate stare. Qui sul forum troverete percorsi alternativi interessanti. Spulciate con calma.
  9. E qui mi vien da chiedere: perché pubblicare ad ogni costo? è proprio necessario? Il fine non giustifica i mezzi, giacché il fine non è fare letteratura, bensì mettersi in mostra. Proprio non riesco a trovare note positive nell'editoria a pagamento. Insomma, essi accettano tutti (ammesso che paghino). Vogliate scusarmi. Chi decide di pubblicare a pagamento non deve convincere noi altri di aver fatto la cosa giusta ma porsi alcune domande, tra cui la seguente: è davvero questo ciò che desidero? Io preferirei rivolgermi ad una tipografia piuttosto che prendere parte a questa "giostra di apparenza". Il senso della scrittura (nel mio caso) è arrivare a lettori reali, conquistarli, affascinarli o addirittura commuoverli, non pagare per un posto sullo scaffale e qualche foto sui social. Stesso discorso vale per la micro-editoria, potremmo vendere ai nostri parenti pur senza l'aiuto di una CE.
  10. Su due piedi ti dico Newton Compton. Motivi: ottima distribuzione e prezzi bassi. L'ideale per uno sconosciuto. Premetto che non scrivo per arricchirmi, piuttosto per toccare, e spero affascinare, un buon numero di lettori (sia in Italia che in Germania ).
  11. Secondo me gli editori si fermano quasi sempre alla famigerata sinossi, soprattutto in presenza di invii spontanei. Essa è la sintesi di mesi/anni di lavoro e l'unico mezzo per incuriosire chi legge (paradossalmente conta più del romanzo stesso). Mettiamoci nei loro panni: sono costretti ad ottimizzare i tempi. La sinossi non convince? Pagine lette = 0 Io l'editoria big la immagino così. Cambia il discorso se il testo viene presentato da agenti apprezzati (gli editori sono tenuti, per rispetto, almeno a sfogliarlo).
  12. Luciano91

    Fino a che punto un personaggio assomiglia all'autore?

    Questa è la ragione, secondo me, dei sempre più frequenti personaggi piatti, squallidi, visti e rivisti. Sto leggendo romanzi rosa (sebbene non sia il mio genere preferito) e nei testi odierni, italiani soprattutto, sia self che non, ogni pagina mi pare un supplizio. I personaggi sono testoline vuote (mi auguro non siano lo specchio di autori/autrici ). Credo che vita vissuta e sensazioni personali siano la chiave. Cito con nostalgia Elinor e Marianne Dashwood (ragione e sentimento, Jane Austen) Elizabeth Bennet e Darcy (Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen) Caterina Earnshaw/Linton ed Heatchliff (Cime Tempestose, E. Brontë), Jane Eyre ecc... Questi sono personaggi palpabili, unici, che restano impressi per davvero (pur non essendo autobiografici). Il genere rosa di oggi, più du tutti, sfocia nella banalità ed a me dispiace. Sarà perché i personaggi sono concepiti quasi sempre come "prodotti di fabbrica"? Lucidità ed obiettività uno scrittore (non più aspirante) dovrebbe averla a prescindere.
  13. Con agente (che cura i tuoi interessi ed ottiene un impegno promozionale soddisfacente da parte dell'editore) sommato ad una CE big (distribuita su tutto il territorio nazionale), un esordiente può ambire a farsi conoscere, sebbene non vivrà di scrittura. Qualche migliaio di copie nella migliore delle ipotesi, ma in questi "tempi di Virus" la vedo dura. L'economia faticherà non poco nei prossimi anni (lustri o decenni). Chi approda all'estero può sognare in grande, ma bisogna prima "trionfare" nel proprio paese d'origine, impresa titanica per uno sconosciuto.
  14. Luciano91

    Come fa chi esordisce con una CE di pregio?

    @hyperion80 Neppure io sono un estimatore di fenomeni da baraccone approdati alla grande editoria. Ma che ci piaccia o meno essi portano introiti. Nessuno sputerebbe su centinaia di migliaia di euro facili facili. Le CE big tuttavia cercano ancora talenti, seppur non direttamente. Qualcuno ce la fa ad esordire. Il VIP non ruba il posto all'aspirante, anzi, senza di esso le CE avrebbero meno soldi da investire! (fu un altro utente del forum a scrivere questo pensiero che condivido).
  15. Caro @Spidocchiatore, oserei dire che tu non hai "spidocchiato" al meglio la questione, generalizzando un poco. Le generalizzazioni sono anch'esse forma di presunzione. L'irritazione può essere legittima, quantunque non si riceva un grave danno. Mi spiego: non sempre è possibile divincolarsi con un click (a meno che non si viva relegati in una campana di vetro), giacché gli aspiranti irritanti non si identificano, se non in rari casi, con perfetti sconosciuti. Sovente alcuni di noi sono costretti a sorbirsi vanterie o ingiurie, in quanto amici, parenti, colleghi ecc... dei suddetti aspiranti. E non sempre si può "bloccare" (persino i più arroganti scribacchini hanno parenti e amici). Non parlo del mio caso personale ma è giusto far presente che chi ha a che fare con molta gente è costretto a sopportare (soprattutto per lavoro). Questa è una discussione di semplice sfogo da non prendere troppo sul serio, tutti ci sfoghiamo o ci lamentiamo alle volte, te compreso, sebbene i saggi affermano che non dovremmo (a ragione). Chi condanna ignoranza e presunzione non è detto che si senta "superiore". La superiorità non esiste. Io per ragioni economiche ho sempre avuto a che fare con gente superficiale (per forza di cose) e credo che alla finde ne uscirò consumato, sfibrato e morente. L'ignoranza e la presunzione avvelenano il mondo in cui viviamo, concedimi il diritto di essere indignato prima di spirare. Ho condannato la cosa in almeno 4 discussioni differenti e continuerò a farlo. La chiusura a riccio delle CE ed il proliferare di servizi a pagamento sono una cosa seria. Tolgono la possibilità di "confronto gratuito" a chi ha lavorato anni per migliorarsi. Finanche gli editori più piccoli stanno evitando di rispondere. Motivo? Troppi aspiranti non accettano le critiche (a prescindere).
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