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Luciano91

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  1. Luciano91

    Articolo sulla situazione attuale dell'editoria italiana

    La gente non legge perchè i nuovi libri sono mediocri? Non è una giustificazione valida. Si può fare a meno dei testi pubblicati negli ultimi anni ed avvicinarsi ugualmente alla lettura. Abbiamo a disposizione un catalogo immenso. Non è colpa della scuola se i giovani non aprono i libri "vecchi". Forse è solo pigrizia intellettuale. - Perchè scriviamo? Il sogno reale della maggior parte degli aspiranti risiede proprio nella superficialità, che tanto critichiamo. Si scrive per riscatto sociale o desiderio di spiccare su altri individui. Questo è il social network non la scrittura. Ma oggi tutto sembra aver perso valore, siamo in un certo senso assemblati nella società dei consumi. Io credo che, da sempre, l'essere umano sia ossessionato dall'apparire migliore agli occhi degli altri. Apparire è più importante di essere. Sembrare ricco, influente, famoso è una priorità e immancabilmente si cade nel "buffo". Affannarsi quotidianamente per dimostrare qualcosa di inutile, io lo trovo buffo, a tratti triste. Purtroppo anche chi è mosso da sani principi dovrà, seppur in parte, adeguarsi alla società. Può non partecipare alla "gara di apparenza" ma dovrà essere un consumista, per non restare escluso. Lo scrittore/intellettuale puro non esiste. Lo stesso Pasolini parlava di "compromessi".
  2. Luciano91

    Aforismi

    Enzo Biagi: Quali sono le illusioni che lo studente Pasolini ha perduto? Pasolini: nessuna, assolutamente nessuna. La domanda mi sorprende, perchè proprio la mia vita è caratterizzata dal fatto di non aver perso nessuna illusione.
  3. Mondadori 4, io non sono d'accordo. Pubblicare per ogni palato, raffinato o meno che sia, non è una colpa. Si tratta della più grande CE italiana e, in quanto tale, è suo dovere accontentare tutti. Se la gente chiede a gran voce libri di calciatori o personaggi televisivi qualcuno dovrà pur "rispondere". Una CE di quelle dimensioni non può limitarsi a generi di nicchia o puntare solo ed esclusivamente su intellettuali di fama. Pubblicano e pubblicheranno di tutto anche nel 2020, come è giusto che sia. Meritano 4 ogni anno? Direi di no.
  4. Luciano91

    Tempo dedicato alla scrittura

    Il tempo è la cosa più preziosa in assoluto per chi vive di libri. Qualsiasi altro "incubo" è secondario, o meglio, non esisterebbe neppure in assenza del tempo. Se non puoi leggere altri testi (cosa fondamentale) e scrivere per cause di forza maggiore, prima o poi, sarai costretto a rinunciare. Ogni giorno vedo gente buttare al vento il proprio tempo, e mi dico sempre: quanto vorrei avere la loro fortuna. Se hanno una macchina costosa non ci faccio neppure caso, in confronto non vale nulla. Proprio stasera ho lasciato un libro (di Jane Austen) dopo aver letto appena 10 pagine. Sono passato da 3-4 testi al mese ad uno, o nessuno. Gli occhi vanno per conto proprio. Non è da me ma non posso farci nulla, faccio orari massacranti. Tutte le sere penso al romanzo che sto scrivendo, alla trama ed ai personaggi, ma vado a letto senza scrivere neppure una riga. Questa è una tortura che, purtroppo, durerà ancora altri mesi. Considerate come una vera e propria occasione avere tempo per scrivere, rinunciate alle sciocchezze e tenete stretta quella penna, libro o tastiera che sia. Anche io sprecai molto tempo in passato, ora me ne pento. Ogni anno che passa è un treno perso.
  5. Ho notato che il 74% di noi ha optato per la seconda opzione: Vorrei che mi rispondesse anche in caso di rifiuto, possibilmente motivandolo, consapevole di poter ricevere critiche anche severe. La mia domanda è: quanti di noi sono realmente disposti ad incassare e/o far tesoro di una critica costruttiva? Credo meno del 74% altrimenti le CE non avrebbero "timore" ad inviare e-mail di rifiuto (anche se brevi) . A mio avviso, troppi aspiranti si sentono feriti nell'orgoglio dinanzi ad una critica. La mia sinossi fu criticata pesantemente da una editor. Risultato? riscrissi il tutto seguendo le sue direttive per poi ringraziarla. In quanti avrebbero reagito allo stesso modo? Spesso difendiamo il nostro manoscritto come se fosse un figlio ed è sbagliatissimo.
  6. Ti stringerei la mano per questa affermazione e ringrazio lo staff per aver creato un posto dove è possibile scambiarsi idee e consigli, non codici IBAN. Tutti vorremmo far fortuna ma non bisogna mescolare la passione con l'irrefrenabile voglia di successo. Prima o poi arriva (se lo meritiamo) e se non arriva, pazienza. Cito una frase del film "L'attimo fuggente": La poesia, la bellezza, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita
  7. Luciano91

    Aforismi

    Non bisogna sciupare quello che si ha con il desiderio delle cose che mancano, ma riflettere sul fatto che anche ciò che si ha era prima oggetto di desiderio. (Epicuro)
  8. Non dovremmo neanche porci la domanda: "è meglio la letteratura o la narrativa d'intrattenimento?“ io leggo entrambe con piacere. C'è chi predilige la prima e chi apprezza esclusivamente la seconda. Ognuno è libero di leggere ciò che più gli aggrada e non sta a noi giudicare. Per quanto riguarda il rapporto con i lettori (per chi scrive letteratura) vi dico la mia, da lettore. Il lettore più "difficile" non è lo "sprovveduto" che non capisce e/o non vuole capire il genio (reale o presunto) e preferisce testi poco impegnativi. Il lettore difficile è proprio colui che conosce la letteratura, che ha assaporato decine e decine di testi illustri. Quando leggo uno YA, non sto lì a spulciare i difetti (ammesso che ci siano) chiudo un occhio o anche due se necessario. Spesso il romanzo non si propone come capolavoro bensì come intrattenimento per ragazzi molto giovani, dunque se riesce nel suo intento perchè dovrei criticarlo? Anzi magari è riuscito ad intrattenere anche me. Quando leggo letteratura il discorso cambia. Si perdona poco o niente a chi esordisce, irrompe sulla scena e dice la sua su temi importanti. Difficilmente termino un testo "letterario" se l'autore non è all'altezza, si perde per strada, ripete cose già scritte, non è abbastanza convincente ecc... Credetemi non basta essere colti, ci vuole ben altro. La vita di chi scrive letteratura è dura ed è giusto che sia così, non diamo la colpa a lettori e CE (può capitare un genio incompreso, ma non sono tutti geni incompresi). Se io mi sveglio domani mattina e voglio fare allegoria politica come Orwell o scrivere di tormento interiore (legato al patriottismo) come Foscolo, o peggio ancora, filosofeggiare su concetti complessi ispirandomi a Kant, dovrò necessariamente reggere il confronto con chi mi ha preceduto. Io lettore mi aspetto tanto da te che scrivi letteratura, non mi accontento di qualche congiuntivo azzeccato oppure di un capitolo su dieci scritto bene. Non posso leggerti come leggerei uno YA, abbi pazienza. Ovviamente non mi riferisco a nessuno e non pretendo di aver ragione.
  9. Dipende cosa si intende per letteratura. Uno scritto complesso può essere sia letteratura che ciofeca. Non bastano paroloni e temi forti a renderlo profondo e/o letterario. Personalmente non scrivo romanzi letterari ma provo ammirazione particolare per la letteratura antica (greca e latina), che più di tutte è in grado di stupire. Una frase, un concetto, di Epicuro ad esempio, può restare impressa/o nella mente per settimane. È significativa, profonda ed efficace, senza essere "troppo lunga e faticosa". Gli autori latini, come Seneca, per citarne solo uno, non si dimenticano facilmente una volta letti. Ad ogni pagina c'è qualcosa da appuntare, da sottolineare (per non dimenticare). A volte mi chiedo "davvero sto leggendo un testo di 2000/2500 anni fa?" Per me è vera letteratura quella che ci lascia un segno, che ci fa riflettere, “pensare assennatamente“. Dunque non mi stancherò mai di consigliare i classici a chi, purtroppo, non li ha mai letti. Mi piacerebbe saper argomentare come loro (in chiave moderna magari) e creare qualcosa in grado di resistere ai millenni. Tanti sono convinti di scrivere letteratura, ma parliamo di letteratura spicciola o di qualcos'altro. Spesso non sono i lettori a "non capire", come ci piace credere, ma gli scrittori (o aspiranti tali) a sbagliare tutto.
  10. Luciano91

    Perché all'autore esordiente non si perdona nulla?

    Io concordo sul fatto che, spesso, la mancata pubblicazione sia meritata. Che l'esordiente tenda a sopravvalutare la propria creatura è cosa ormai risaputa. Che un buon libro (1 su 10.000) non ottenga la pubblicazione, la tanto ambita occasione, è comunque possibile, e le ragioni, purtroppo, sono e resteranno innumerevoli. Potrebbe non essere il momento propizio per quella determinata storia, chissà, magari avrebbe dovuto nascere negli anni '90 o nel 2025. Il fattore "fortuna" ha il suo peso, ma parliamo di una piccolissima (o inesistente) parte di inediti. Se fossi editore ci andrei piano anche io, come ho sempre sostenuto in altre discussioni. Non si tratta del giornalino della scuola dove tutti possono metterci mano, l'editore ci investe soldi e la propria reputazione (cosa non da poco). - Ma esordiente x non ha scritto un capolavoro eppure è sugli scaffali delle migliori librerie - potrebbe sbottare qualcuno. Può darsi che il testo x, vuoto ai miei occhi, abbia invece ammaliato la CE big e convinto il direttore editoriale. È plausibile e non ci vedo niente di male. A volte può fare la differenza finire al posto giusto al momento giusto. Mi avete fatto pensare al film Million dollar baby - La gente muore ogni giorno Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti, e sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto un'occasione...
  11. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Anche lì (spesso) non si va da nessuna parte. Non è detto che pagando editing, servizi o scuole si riesca ad emergere, per fortuna è così. In questo forum troverai tante testimonianze di persone che, pur avendo messo mano al portafoglio, sono rimasti inchiodati al punto di partenza. La patente invece la prende chiunque, prima o poi.
  12. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Direi di no, chi paga per una pubblicazione difficilmente potrà andare in giro a pavoneggiarsi. L'editoria a pagamento non offre fama o sbocchi concreti, spesso solo false illusioni. È "scrittore" chi ha un buon seguito di lettori (non necessariamente milioni) ed è riuscito a farsi apprezzare. Io la vedo così. Per il momento sono solo un aspirante e so bene che pagare non mi renderà mai un vero scrittore, ci vuole ben altro.
  13. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ma questo non è il mio ragionamento, ma stai scherzando? Non dico che chi ha studiato sia superiore a qualcuno, stavo parlando di possibilità e considerazione. Dramma del dopoguerra? Stiamo parlando della stessa nazione? L'Italia che conosco io è la peggiore antagonista della ricerca, del sapere. Non si emerge senza conoscenze in ambito lavorativo, salvo rarissime eccezioni. E tu mi parli come se i laureati fossero privilegiati. Se hai scritto un buon libro meriti di emergere a prescindere, non ho mai definito nessuno "indegno". Anche tu cadi in un luogo comune. Dalle mie parti molti laureati si rimboccano le maniche, non solo chi non prosegue gli studi. Lavoravo (vigna compresa) e lavoro ancora, in Germania, dunque lontano da casa. Non mi è mai stato regalato nulla. Non è questo il punto. Ripeto, mi stai facendo passare come estremista. Il mio sfogo è rivolto al fatto che in Italia, sempre di più, si guarda alla laurea come ad un inutile pezzo di carta. La cosa mi fa imbestialire. Nell'immaginario collettivo si sta radicando questo modo di pensare. Il vero pericolo è l'appiattimento verso il basso, dove l'ignoranza fa da padrone e la cultura deve farsi da parte. Prima o poi anche le università si svuoteranno perchè ai giovani sono stati rubati sogni e futuro. I miei interventi sono solo in difesa di questo titolo di studio, dunque non semplice pezzo di carta. Mai ho parlato di "superiorità" o qualcosa di simile.
  14. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ovvio, so bene che esistono milioni di possibili ragioni per non continuare gli studi. Il mio era solo uno sfogo legato alla situazione attuale dei laureati, calpestati/umiliati dal sistema e costretti a "fuggire" per essere quantomeno apprezzati. Io mi mantenni da solo e viaggiai tutto i giorni in bus per raggiungere l'università. Il reddito basso mi diede accesso ad agevolazioni sulle tasse annuali. Sono tutto tranne che ricco, oggi è possibile studiare con poche spese. Ho reagito perchè non trovo giusto che si dica che una persona con la quinta elementare dovrebbe avere le stesse possibilità di un laureato, mi dispiace non sono d'accordo. La laurea è frutto di enormi sacrifici, deve essere presa in considerazione in una nazione meritocratica.
  15. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    @dyskolos La stai mettendo sul personale, non era mia intenzione offenderti. Ho semplicemente criticato le osservazioni e gli esempi che hai fatto in un tuo post, punto. Non potrei giudicarti come persona, non ti conosco neppure (poi non amo giudicare). Chiudiamo qui perchè siamo OT.
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