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Luciano91

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  1. Luciano91

    Perché all'autore esordiente non si perdona nulla?

    Io concordo sul fatto che, spesso, la mancata pubblicazione sia meritata. Che l'esordiente tenda a sopravvalutare la propria creatura è cosa ormai risaputa. Che un buon libro (1 su 10.000) non ottenga la pubblicazione, la tanto ambita occasione, è comunque possibile, e le ragioni, purtroppo, sono e resteranno innumerevoli. Potrebbe non essere il momento propizio per quella determinata storia, chissà, magari avrebbe dovuto nascere negli anni '90 o nel 2025. Il fattore "fortuna" ha il suo peso, ma parliamo di una piccolissima (o inesistente) parte di inediti. Se fossi editore ci andrei piano anche io, come ho sempre sostenuto in altre discussioni. Non si tratta del giornalino della scuola dove tutti possono metterci mano, l'editore ci investe soldi e la propria reputazione (cosa non da poco). - Ma esordiente x non ha scritto un capolavoro eppure è sugli scaffali delle migliori librerie - potrebbe sbottare qualcuno. Può darsi che il testo x, vuoto ai miei occhi, abbia invece ammaliato la CE big e convinto il direttore editoriale. È plausibile e non ci vedo niente di male. A volte può fare la differenza finire al posto giusto al momento giusto. Mi avete fatto pensare al film Million dollar baby - La gente muore ogni giorno Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti, e sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto un'occasione...
  2. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Anche lì (spesso) non si va da nessuna parte. Non è detto che pagando editing, servizi o scuole si riesca ad emergere, per fortuna è così. In questo forum troverai tante testimonianze di persone che, pur avendo messo mano al portafoglio, sono rimasti inchiodati al punto di partenza. La patente invece la prende chiunque, prima o poi.
  3. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Direi di no, chi paga per una pubblicazione difficilmente potrà andare in giro a pavoneggiarsi. L'editoria a pagamento non offre fama o sbocchi concreti, spesso solo false illusioni. È "scrittore" chi ha un buon seguito di lettori (non necessariamente milioni) ed è riuscito a farsi apprezzare. Io la vedo così. Per il momento sono solo un aspirante e so bene che pagare non mi renderà mai un vero scrittore, ci vuole ben altro.
  4. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ma questo non è il mio ragionamento, ma stai scherzando? Non dico che chi ha studiato sia superiore a qualcuno, stavo parlando di possibilità e considerazione. Dramma del dopoguerra? Stiamo parlando della stessa nazione? L'Italia che conosco io è la peggiore antagonista della ricerca, del sapere. Non si emerge senza conoscenze in ambito lavorativo, salvo rarissime eccezioni. E tu mi parli come se i laureati fossero privilegiati. Se hai scritto un buon libro meriti di emergere a prescindere, non ho mai definito nessuno "indegno". Anche tu cadi in un luogo comune. Dalle mie parti molti laureati si rimboccano le maniche, non solo chi non prosegue gli studi. Lavoravo (vigna compresa) e lavoro ancora, in Germania, dunque lontano da casa. Non mi è mai stato regalato nulla. Non è questo il punto. Ripeto, mi stai facendo passare come estremista. Il mio sfogo è rivolto al fatto che in Italia, sempre di più, si guarda alla laurea come ad un inutile pezzo di carta. La cosa mi fa imbestialire. Nell'immaginario collettivo si sta radicando questo modo di pensare. Il vero pericolo è l'appiattimento verso il basso, dove l'ignoranza fa da padrone e la cultura deve farsi da parte. Prima o poi anche le università si svuoteranno perchè ai giovani sono stati rubati sogni e futuro. I miei interventi sono solo in difesa di questo titolo di studio, dunque non semplice pezzo di carta. Mai ho parlato di "superiorità" o qualcosa di simile.
  5. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ovvio, so bene che esistono milioni di possibili ragioni per non continuare gli studi. Il mio era solo uno sfogo legato alla situazione attuale dei laureati, calpestati/umiliati dal sistema e costretti a "fuggire" per essere quantomeno apprezzati. Io mi mantenni da solo e viaggiai tutto i giorni in bus per raggiungere l'università. Il reddito basso mi diede accesso ad agevolazioni sulle tasse annuali. Sono tutto tranne che ricco, oggi è possibile studiare con poche spese. Ho reagito perchè non trovo giusto che si dica che una persona con la quinta elementare dovrebbe avere le stesse possibilità di un laureato, mi dispiace non sono d'accordo. La laurea è frutto di enormi sacrifici, deve essere presa in considerazione in una nazione meritocratica.
  6. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    @dyskolos La stai mettendo sul personale, non era mia intenzione offenderti. Ho semplicemente criticato le osservazioni e gli esempi che hai fatto in un tuo post, punto. Non potrei giudicarti come persona, non ti conosco neppure (poi non amo giudicare). Chiudiamo qui perchè siamo OT.
  7. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Caro dyskolos, i tuoi interventi mi hanno turbato, lascia che te lo dica. La nostra società è discriminatoria? sì, ma verso cultura, buone maniere e solerzia. Forse stiamo parlando della nazione europea che più di tutte salvaguardia l'ignoranza, innalzandola a pregio e/o genuinità. Adoro l'Italia ma sulla questione istruzione-cultura avrei molto da ridire. L'appiattimento verso il basso di cui parlava @Mattia Alari sta diventando la normalità, tant'è che il laureato viene visto come una figura negativa. Poi non ho ben compreso i tuoi esempi, fuori luogo a mio avviso: Caravaggio, Montale, Dante e Maradona (in un paragone ambiguo tra calcio e scrittura). La tua stessa affermazione di voler comprare a tutti i costi il libro di un serial killer rispecchia la tua preferenza verso i "personaggi", coloro che sono riusciti ad aggiudicarsi una buona dose di popolarità per meriti discutibili, lontani, lontanissimi dalla cultura. Ti ringrazio per queste parole, troppo spesso si minimizza chi ha trascorso parte della sua vita a studiare piuttosto che a far baldoria.
  8. Luciano91

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Secondo me no, non finirà. Gli aspiranti saranno sempre di più e, di conseguenza, aumenterà il giro d'affari ad essi collegato. Viviamo in un'epoca di spietata competizione in ogni settore, conseguenza inevitabile di progresso, crescita demografica, globalizzazione. Qualsiasi via capace di condurre ad un ipotetico successo sarà sempre intasata. Non dimentichiamoci che in questi anni si prega e ci si azzuffa per ottenere lavori umili a 12 ore al giorno. Se c'è la coda lì... figurarsi nel campo artistico. Tutti vogliono emergere, competenti e non.
  9. Io ho conosciuto molte persone reinventarsi "artisti" dalla sera alla mattina. È una pratica comune. Alcuni si dedicano all'arte (arte si fa per dire) per noia, solo per ammazzare il tempo. Secondo me bisognerebbe raggiungere qualche risultato tangibile prima di elevarsi a tale rango. Non dico milioni di euro nel conto in banca ma almeno un seguito di lettori, che non siano parenti e amici.
  10. Luciano91

    Show don't tell & Co

    Capitolo 2: Adesso cosa faccio? vado di show o di tell? 31% show 69% tell. Capitolo 3: 44,5 % show e 55,5 tell. A parte gli scherzi, vorrei dirvi come la penso su questa e su altre tecniche. Le regole sono importanti ma le applichiamo nel modo migliore inconsciamente. Mi spiego meglio: chi legge tanto non ha bisogno di schematizzare la scrittura, gli schemi tolgono ogni piacere nell'arte e nello studio. La storia prende forma da sè, quasi quasi non ce ne accorgiamo. Quando leggo i "puntigliosi" mi torna in mente una ragazza che conobbi all'università. Sembrava un robot, imparava tutto a memoria, se il professore le chiedeva un'opinione personale lei non rispondeva. Non era programmata per quelle sciocchezze. Si riaccendeva alle domande se e solo se pertinenti al manuale. La prima volta che applicati questa regola lo feci senza conoscere la teoria.
  11. Per pochi arroganti pagano anche le persone cortesi. Questo succede in molti settori al giorno d'oggi. Personalmente avrei ringraziato Mondadori se mi avesse inviato una risposta, anche se molto negativa. Ne avrei fatto tesoro. Ma non tutti la pensano così.
  12. Questo purtroppo è vero. È secondo me il motivo per il quale le CE big evitano di rispondere agli aspiranti. Il rischio di innescare un dibattito acceso con il sognatore è elevato.
  13. @Mattia Alari Ovvio, poi che c'è differenza tra 1/2 o 20/30 rifiuti. Nel primo caso una sistemazione è ancora probabile, nel secondo un po' difficile. Per il momento ho testato solo quello di Mondadori con assoluta certezza. Il cestino delle CE potrebbe essere rappresentato sotto forma di inferno dantesco, date le innumerevoli motivazioni (peccati) che relegano gli aspiranti (anime dannate) al suo interno.
  14. Ho visto solo ora il tuo intervento e ti rispondo da lettore. La questione "abbassamento della qualità" è vera solo in parte, in minima parte. Sì, vengono pubblicati testi di consumo (che possiamo benissimo evitare) ma non scherziamo, le CE big offrono ancora un catalogo di qualità. Io leggo continuamente ottimi testi e li acquisto proprio da questi editori. Sono forse il lettore che ha gradito meno 50 sfumature di grigio. Non mi piacque affatto ma in questo caso vorrei difenderlo. Così detto sembra che tutti scrivano meglio, che il self sia pieno di testi superiori alle sfumature. Uno su 10.000 forse potrà competere, siamo realisti per cortesia. Da aspirante ragionevole non potrei proclamare vincitore il mio testo inedito in un immaginario confronto con 50 sfumature. Su quali basi? Solo perchè è la mia creatura? Improbabile a mio avviso. Davvero parliamo di uno 0,1 % Mi trovi d'accordo. Anche io non ho ancora trovato un ottimo libro, sicuramente ci sarà, ma non è semplice scovarlo. Dunque le CE non perdono tanti capolavori, 1 o 2 buoni libri sarà capitato,ma non 200 o 2000. Spesso chi ha questa convinzione finisce con l'odiare qualsiasi CE per esser stato scartato. Anche io fui cestinato e non portai rancore. Si sta bene nel cestino, sempre affollato ma accogliente
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