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  1. AdStr

    Maledizione!

    Però a questo punto bisognerebbe pure scrivere Lunedisse, Martedisse... non si finisce più!
  2. AdStr

    Mezzogiorno d’Inchiostro n.129 - Topic Ufficiale

    È fantastica questa cosa che hai dovuto specificarlo. Bravi ragazzuoli, @Thea & @Joyopi, complimenti E non sono sarcastico.
  3. AdStr

    Un dottorato spaziale

    @bwv582 Grandissimo
  4. AdStr

    Unpopular opinion

    Secondo me invece non c’è niente di male se una persona giudica un’altra persona secondo i parametri che le sono più congeniali. Questo va inteso in senso generale e senza sfociare nelle esagerazione immorali e bla bla, a scanso di equivoci. Ma è sacrosanto che io persona X trovi più attraente la persona Z perché rientra nella sfera del mio gusto (in quanto ad aspetto, carattere, gusti ecc). Non pensavo che fosse un’opinione impopolare, ma leggendo le vostre...
  5. AdStr

    Lista, Giuria e Annunci

    Daje @simone volponi
  6. AdStr

    Scrivere è faticoso

    @Fraudolente fai bene a tirare in ballo la revisione del testo, anche quello fa parte dello scrivere e sì, richiede impegno... ma, personalmente, quanto cacchio mi ci diverto! Un po' come il bimbo che distrugge ridendo il castello di sabbia che ha progettato e realizzato per ore. Scherzi a parte, non credo ci siano fasi più istruttive di una revisione fatta con il reale intento di sminuzzare il proprio lavoro, una retrospettiva dalla quale si può uscir fuori evoluti.
  7. AdStr

    Scrivere è faticoso

    Riemergo dalla buca e vedo questo strano topic. Ho letto i vostri interventi e non so bene cosa pensare in merito al discorso "sgradevolezza dell'atto dello scrivere", che qui intendo come "produrre narrativa" (ma immagino che il quadro possa essere anche esteso). Nel titolo compare l'aggettivo faticoso, ossia che costa fatica. Ma poi l'accezione portante che si è imposta fin da subito, quella presentata dallo stesso @Domenico Santoro, si sbilancia verso l'attribuzione di un sentimento di reazione a questa fatica: si parla di qualcosa di seccante, esasperante. Ho consultato un dizionario dei sinonimi, e recita: faticoso agg. 1. difficile, difficoltoso, impegnativo, duro, pesante, scomodo, disagevole, malagevole, gravoso, seccante, esasperante, molesto, laborioso, arduo, oneroso, oneroso Io sono super d'accordo che sia impegnativo, difficile, forse anche duro, ma il colore che associo a questa fatica è diametralmente opposto: è una sfida divertentissima! Mi piace molto imparare come si scrive per il gusto di imparare, e quindi mettere in pratica ciò che imparo; e non soltanto producendo caratteri, anche arrivando ad avere gli strumenti per una lettura consapevole, sempre più consapevole. E di conseguenza un'esperienza più viva, più piena (sia nello scrivere che nel leggere). Considero la scrittura un piacevole passatempo che contiene il suo grado di sfida, perché così mi piace. In linea con il pensiero di molti di voi, mi sembra di capire. In fondo sappiamo di essere destinati a esistere per il tempo che c'è concesso... dobbiamo trovare degli impegni per riempirlo, no? (per farlo fesso, avrebbe detto mio nonno).
  8. AdStr

    Sembrava un uomo che...

    Sembrava un uomo intento nell'azione di camminare. Sono d'accordo con @dyskolos e @L'antipatico e ammetto di essermi fatto più volte la pippa mentale in questione. Il punto è che, a mio avviso: - se parliamo di un'ipotesi circa la presenza o meno di un uomo in movimento, allora ci sta il congiuntivo ma con il "che" anticipato (sembrava che un uomo camminasse). - se è solo una similitudine allora userei l'indicativo, e qui mi unisco al quesito che si è posto @L'antipatico. Al presente uno direbbe (invento) «Guardati, sembri una farfalla che vola» e non «Guardati, sembri una farfalla che voli». No? Alla fine, nell'impossibilità di venirne a capo, preferisco tirarmi fuori dalle sabbie mobili con qualche sotterfugio come quello proposto in alto.
  9. Trovo interessante la domanda che ti poni, @Marf, specie a fronte di critiche ricevute in merito. Ci ho fatto una pensata. La questione della credibilità di una finzione solletica da secoli e secoli il pensiero umano: basta pensare a quanti romanzi attempati fanno ricorso all'espediente del manoscritto ritrovato, come a dire "guarda che se queste sono bischerate mica sono stato io, eh, c'era scritto lì" ma anche (e soprattutto) "se è riportato in un manoscritto antico vuol dire che è vero perché gli antichi hanno sempre ragione, si stava meglio quando si stava peggio ecc"... insomma, i soliti bias del pensiero umano. E tanto bastava, a quanto pare, per "tranquillizzare" il pubblico. Ora questa moda è venuta meno, perché la narrativa si è evoluta così come si è evoluta la platea di lettori. Non si ritiene più necessario giustificare la veridicità di quanto inventato, noi lettori di oggi siamo disposti ad accettare di immergerci in una finzione consci che sia tale. Certo, è un patto che ha le sue regole, c'è in ballo la famosa (e da voi citata) sospensione dell'incredulità e via discorrendo. Non è di questo che voglio parlare ora. Con l'affermarsi dello show don't tell, quindi della tendenza a drammatizzare il contenuto di un romanzo, si è affermata anche la prima persona al presente... come se fosse una telecronaca, pensateci: sembra che il protagonista e narratore commenti in presa diretta tutto ciò che fa, che vede, che sente e che pensa. Molto, molto inverosimile, se vogliamo metterla sul piano della verosimiglianza. Voglio dire, chi di voi va in ufficio la mattina e commenta ad alta voce istante per istante il suo viaggio, o peggio ancora che lo scrive in presa diretta? Nessuno, mi azzardo a dire. Ed è giusto così. Non è questo il punto. Il punto è che tutto ciò non conta e non deve contare ai fini della credibilità di una storia. I parametri sono altri e orbitano intorno alla coerenza interna, sia degli eventi che dei personaggi. Poco importa quale tempo e quale persona si è scelti per impostare la narrazione. Quindi per me è un sì: l'Io narrante al presente può dichiarare di puntarsi di una pistola alla testa e di premere il grilletto. La narrazione si interrompe così e tanti saluti. Come siamo venuti a saperlo? Non conta. Sono convinto che se questa cosa porta a interrogarsi sulla veridicità di una storia, se porta a chiederci come ci sia pervenuta... beh, siamo entrati con due piedi nel campo insidioso (e spesso sterile) delle pippe mentali.
  10. AdStr

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Bango Skank was here in lungomare di Viareggio @Bango Skank
  11. AdStr

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Bruttinzona: il lato oscuro della Svizzera. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  12. AdStr

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    E-ruttare: emettere rumorosamente aria proveniente dallo stomaco durante una videoconferenza o tramite messaggio audio in chat. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  13. AdStr

    Compleanni nel WD

    @Fraudolente tanti auguri!
  14. AdStr

    Tutti parlano, ma che dicono?

    @dyskolos non riesco più a seguirti. Ho una mente troppo più semplice, e credo che da un certo punto in poi si accantoni il fine ultimo della lingua, ossia la comunicazione (efficace). EDIT: apprezzo molto un approccio come il tuo, che non lascia niente al caso. Dico soltanto che a forza di ingrandire, ingrandire e ingrandire ancora con il microscopio si rischia di perdere di vista il significato del tutto.
  15. AdStr

    L'umano dietro la luce

    @libero_s no, è il sinistro.
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