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  1. AdStr

    Guanto di Sfida

    Insomma le state cercando di tutte per abbatterlo. E invece lui è ancora lì, ad abbagliarci sghignazzando coi riflessi del cinturone.
  2. AdStr

    Incursori o rifinitori?

    Una faccenda davvero complessa, tanto che per giorni ho cercato di orientarmi leggendo i vostri interventi successivi al messaggio con la definizione iniziale. Così complessa che mi riesce difficile identificarmi in questo schema, forse perché non sono bravo a etichettare e incasellare. Potrei vagamente considerarmi un rifinitore, ma sono giunto alla conclusione che mi reputo in affanno. Mi sembra la categoria più corretta per me. Nella scrittura come nel resto della vita.
  3. AdStr

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Grande David! Quanto mi piace la trovata della tracklist. Un romanzo che denota coraggio, e per imporre il coraggio nel panorama italiano non basta una qualità buona. Bisogna andare oltre, e questo dono tu ce l'hai - e qui nella "famiglia" WD noi lo sappiamo bene. In bocca al lupo, spero di vederti presto a qualche presentazione.
  4. AdStr

    Compleanni nel WD

    Tanti auguri, @wyjkz31! 😊😊
  5. AdStr

    Siete sicuri che stiamo nel WD?

    Che al nord è nota come “relatività della nebbia”.
  6. AdStr

    Siete sicuri che stiamo nel WD?

    Ecco qui. Tra poco la questione diventerà un nord contro sud su tutta la linea. Vesuvio lavali vs avete solo la nebbia. 😅
  7. AdStr

    Cosa state leggendo?

    Ho letto la corposa racconta di racconti Scheletri di Stephen King (e ringrazio @caipiroska per il consiglio). È stato il primo testo che ho letto di King. Ho trovato i racconti molto eterogenei, alcuni più d'intrattenimento, altri anche piuttosto profondi; davanti a un paio mi sono meravigliato, forse perché non partivo con tante pretese. Penso che King sia uno scrittore con la capacità di rendere interessante ciò che racconta, una dote preziosissima. Non avevo mai letto niente di suo prima perché ho sempre dato ascolto ai vari detrattori, e mi sono sbagliato. La lettura di questa raccolta mi ha lasciato soddisfatto, un'esperienza che mi insegna che spesso si storce il naso di fronte al successo, più che alla produzione scritta in sé.
  8. AdStr

    Siete sicuri che stiamo nel WD?

    @dyskolos Io di norma mi fido del vocabolario (e degli articoli della crusca quando la questione è più complessa). Non so se questo approccio possa essere riduttivo, molto probabilmente lo è, ma finora mi ha aiutato molto a orientarmi. La voce del verbo "stare" è piuttosto corposa; nel vocabolario Treccani è riportato così: 5. a. Essere collocato, avere la propria sede, il proprio posto in un luogo, riferito a cose e oggetti: il libro che t’interessa sta sullo scaffale in alto; dove stanno gli attrezzi?; di edifici, paesi, luoghi geografici, essere situato: la villa sta in cima a un colle, sulle rive del lago; i villaggi che stanno verso il confine. Alla luce di questo, penso (e già lo pensavo) che l'uso di "stare" del tuo esempio delle chiavi sia perfettamente lecito. Credo che gli usi regionali del sud scorretti in italiano siano altri, tipo "sto stanco" e cose così.
  9. AdStr

    Marco_LP

    Ciao @Marco_LP, benvenuto in questa veste di manager della community! Forza e coraggio. Anch'io prima di affacciarmi sul WD non sapevo cosa volesse dire scrittura, ma poi (per la sfortuna di molti utenti) mi sono messo in gioco. Qui possiamo permetterci di appestare l'Officina con le nostre schifezze senza ritegno: è la "magia" del WD.
  10. AdStr

    I pescatori di pietre

    Ohi, @Edu, eccomi qui. Secondo me hai fatto un bel lavoro di revisione e soprattutto di approfondimento. Quello che per me era il punto debole della stesura in formato MI (la mancata caratterizzazione dei personaggi) ora lo hai sviscerato e ne hai fatto il motore trainante. Continuo ad apprezzare la prosa fumosa e frammentaria, che si confà molto bene con l'essenza del racconto stesso; proverei, se ti va, a fluidificare un pochino i passaggi descrittivi, che così come li hai resi sono carichi di una tensione poco funzionale – la cosa è dovuta quasi soltanto allo spezzettamento delle frasi che parlano della stessa cosa. La nuova chiusura è particolare, sfuggente come hai caratterizzato anche il protagonista: dei tre sembra il meno giustificato a immergersi nel Lete, eppure è lì e le ragioni del suo esserci, probabilmente, sono meno identificabili rispetto a quelle dei suoi amici. Oppure, altra interpretazione, gli effetti del Lete sbiadiscono l'Io narrante anche ai suoi stessi occhi. Ho il sentore che il racconto smani di crescere ancora, e che forse la sua forma ideale superi in lunghezza anche questa stesura revisionata. Magari no, eh. Ma potrebbe essere interessante provarci e vedere cosa ne viene fuori, perché a mio parere questo è un testo che merita: profondo con garbo, pesante con leggerezza, ricco di immagini vivide e di sfaccettature umane. Concludo facendo il correttore di bozze: ho trovato un refuso e una virgola infame:
  11. AdStr

    Le estremità

    @Adelaide J. Pellitteri Grazie della lettura, Adelaide. Sono felice che l'intreccio ti sia tornato tutto, arrivata alla fine. Sto considerando di fare una revisione molto ampliata in cui riportare gli avvenimenti in modo più esplicito (compresa la linea temporale che tanto ha disorientato il nostro povero bwv). Pure senza spiegazioni, la tua segnalazione sull'incipit è preziosa perché mi conferma l'esistenza di un problema, che in parte già sospettavo... l'effetto cinematografico così fatto non rende. Revisionerò virando sul classico, che è sempre la cosa migliore.
  12. AdStr

    I racconti della Settima Luna - Quinto ciclo

    In attesa di notizie da quelli del Nobel, puoi sempre distrarti piacevolmente con questi riconoscimenti da WD. Bel lavoro, @libero_s!
  13. AdStr

    L'umano dietro la luce

    Ciao @Poeta Zaza, accolgo la tua perplessità e penso sia arrivato il momento di scoprire le carte: non è affatto infondata. Eravamo convinti che nessuno ci avrebbe fatto caso, ma avevamo sottovalutato il tuo occhio indagatore e adesso non ci resta che raccontare tutta la storia. Il problema di una faccia è la sua fisicità marcata. Possiamo plasmare il nostro comportamento attorno a una situazione, cercare di calarci in panni che non ci appartengono, assumere modi di fare più adatti a seconda del contesto... ma la faccia no, la faccia rimane quella anche se modifichi l'espressione, i maledetti connotati restano sempre lì a ricordarti chi sei. E soprattutto chi non sei. Luca (@Cerusico) e io ci siamo trovati a riflettere su questo aspetto (questa condanna, in un certo senso) contemporaneamente, e il caso ci ha fatti incontrare. La combinazione era perfetta: lui aveva bisogno della mia faccia quando doveva passare per sfigato, io della sua quando desideravo far fuggire ogni forma di vita attorno a me. E ti assicuro che all'inizio funzionava. Funzionava alla grande. Ma prima o poi arriva il conto da pagare, quando cerchi di raggirare la vita. Ora non so più chi sono. A volte vedo la faccia che era la mia, altre volte quella che era la sua, altre volte ancora un viso fatto solo di pelle liscia, senza nient'altro a interromperla, che siano occhi o naso... una sorta di fronte che scende ininterrotta fino al mento. E urlerei, se avessi una bocca. Piangerei, se ci fossero occhi per lacrimare. Ma sono solo momenti, poi passa, e mi ritrovo addosso questi lineamenti che non sono più miei e che non sono più suoi, e così anche i vantaggi iniziali sono lentamente venuti meno: sono incapace di scegliere la faccia giusta per l'occasione. La tua perplessità, cara Zaza, non è inferiore alla mia ogni volta che mi capita di incrociare uno specchio. Ed ecco perché @Cerusico ha scelto di indossare quella maschera, nella speranza che almeno lei, da fuori, torni a essere un punto fisso, un viso nel quale riconoscersi nel bene e nel male. Io, come al solito, sono rimasto a vagare nell'indefinito, nella speranza che un giorno riesca a trovare la via d'uscita.
  14. AdStr

    Editori che non rispondono.

    @Tareus ti consiglio di ricercare le ragioni nel testo stesso, prima di pensare a meccanismi subdoli del panorama editoriale. Che possono sempre esistere, per carità. Ma nella maggior parte dei casi il silenzio è dovuto al mancato interesse da parte di una CE di fronte al testo proposto, puro e semplice. Per genere, senz'altro, ma anche per questioni di qualità non ritenuta idonea.
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