Vai al contenuto

AdStr

Moderatore
  • Numero contenuti

    2.475
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    46

AdStr ha vinto il 1 luglio

AdStr ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

2.747 Più unico che raro

Su AdStr

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 21/06/1988

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo

Visite recenti

8.426 visite nel profilo
  1. AdStr

    Consigli opinioni su casa editrice Robin

    Ciao, @luca castiglione, ti consiglio di leggere le esperienze dirette sulla discussione dedicata alla Robin: Se cerchi un consiglio in generale sulla formula dell'acquisto copie per pubblicare, dipende da cosa ti aspetti. Qualora il tuo interesse fosse la pubblicazione in sé e fossi disposto a spendere la cifra richiesta, potrebbe essere una strada percorribile. Tieni a mente, comunque, che quando un editore ha venduto già un tot di copie prima di pubblicare il libro ha già avuto il suo ritorno d'investimento.
  2. AdStr

    Unpopular opinion

    Io ho sempre menato di brutto senza dover ricorrere allo scherno. Per prendere per il culo ci vuole coraggio, certo, ma per criticare senza prendere per il culo ci vuole ancora più coraggio. Lo dico senza entrare nel merito del perché si critica – l'idea che tutti ci si spenda per il miglioramento altrui è utopia – ma proprio considerando la critica in sé per sé: dire "ah ah ah che libro di merda" ha un peso diverso dal dire "trovo che il tuo libro sia orrendo". Anche perché il primo modo aizza gli animi di tutti, non solo del diretto interessato, mentre utilizzando il secondo modo perfino l'interessato è costretto a incassare (altrimenti fa lui la figura del rosicone) ed eventualmente argomentare una replica sensata.
  3. AdStr

    [MI 139 FC] Il kintsugi e l'arte del ricamo

    @Ton, questo è un buon testo che ho letto volentieri. La resa è un pelo traballante ma semplicemente perché bisogna rimetterci le mani. Di buono ci sono di sicuro l'idea e l'impostazione narrativa: il racconto si basa su pochi elementi svelati nei tempi giusti e in un ordine gradevole. Di contro, è la forma che va rielaborata. Non perché sia sbagliata, tutt'altro, ma la trovo incompiuta. Manca, a mio avviso, una rilettura critica e disincantata che vada oltre al fascino delle parole. Provo a fare qualche esempio per spiegarmi. Buon incipit, ma… perché "l'insolito"? Direi piuttosto che ci sono mille milioni di cose che hanno "il dono di ricordarci il passato". Le cicatrici sono uno di questi. "Le cicatrici hanno il dono di ricordarci il passato". Stop. Secondo me si può essere raffinati e poetici senza entrare in modalità supercazzola. Il concetto espresso comunque è bello. Anche qui riscontro verbosità e contorsioni che asfissiano la bontà dei concetti espressi, piuttosto che rafforzarla. Diverso è, dal mio modo di vedere, la parte più "onirica" dell'incidente e di ciò che lo precede. Lì secondo me hai fatto un buon lavoro che restituisce al lettore l'atmosfera perfetta per calarsi nel contesto. La storia è interessante e insolita, ricca di dettagli che non so dire se sono verosimili, ma di certo risultano credibili a chi di Giappone mastica il giusto. Credo che sia il miglior testo scritto da te sul WD che ho letto, e ti faccio i complimenti. Cerca di lavorare per sottrazione di confusione, ma non di sottrazione di concetti: su questo secondo aspetto trovo che tu abbia raggiunto la padronanza che si richiede a un autore, emergente o navigato che sia.
  4. @dyskolos @Aporema Edizioni Credo che la questione del POV, diversamente da altri criteri come correttezza grammaticale, correttezza della consecutio ecc., sia da considerarsi come una precisa scelta di linea editoriale (di Alessandro ma anche di altri editori). Un romanzo può essere valido anche se nell'incipit non emerge nessun POV (di recente ho letto Il colibrì, che rientra in questo insieme). Poi è sacrosanto che un editore abbia questo criterio di valutazione, ossia che si aspetta fin dalle prime righe un POV definito e "immersivo", ci mancherebbe.
  5. AdStr

    Dopo il funerale

    Molto buono, @Silverwillow, un incipit che cattura. Non ti elenco cosa mi è piaciuto perché sarebbe quasi tutto, dalla padronanza della narrazione al lessico utilizzato, passando per la capacità gestire efficacemente la prima persona. Vado dritto cosa secondo me dovresti dosare di più: la quantità di particolari messi sul tavolo (che si traduce, spesso, nella quantità di parole o locuzioni qualificative). Rileggendo, chiediti parola per parola (o locuzione per locuzione, inciso per inciso e via dicendo) se è davvero necessaria o se tutto sommato si possa omettere a favore di una maggiore scorrevolezza. Non parlo di scorrevolezza dal punto di vista linguistico, perché lì ci siamo; mi riferisco invece a una scorrevolezza dal punto di vista dell'attenzione del lettore, che è soggetta a frequenti distrazioni, come dei guizzi, che portano via dal flusso principale. Prendilo come un parere generale sulla scrittura, non sul pezzo specifico che immagino sia già stato pubblicato.
  6. AdStr

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    @retoric@ ciao. Non hai commesso alcuna infrazione, tranquilla. Sono contento di saperti qui in giro, non nasconderti troppo.
  7. AdStr

    Aurora (2)

    Sono indeciso su come, da lettore, valutare questo racconto, @Domenico S.. In realtà fatico a considerarlo un racconto perché crea soltanto presupposti. Dal mio punto di vista, ci sono le basi per una storia di più ampio respiro di cui qui sono stati tratteggiati alcuni elementi. I personaggi: ottimi, ci sono (bel lavoro davvero, sei forte a creare queste intimità di coppia non convenzionali eppure così realistiche e spontanee), e sarebbe interessante sviluppare anche la bimba; il contesto: c'è, la coppia si muove in un contesto credibile tra lavoro e problemi familiari; l'elemento di rottura dell'equilibrio: c'è anche quello, l'adozione, che porterebbe allo sviluppo di una storia interessante. Mi immagino una storia incentrata sullo sviluppo interiore dei due protagonisti. So che è un consiglio delicato da dare, ma se ti va facci una pensata sopra. Ci sono storie che nascono per essere sviluppate.
  8. Ci sono diversi articoli che, dal lockdown in poi, analizzano l'impatto dell'emergenza Covid-19 sul mondo editoriale. Purtroppo la situazione non è rosea: si parla di un 70% di editori che ha aderito alla cassa integrazione, di un 40% di uscite rinviate e di un 30% di piccoli editori che sta valutando la chiusura. Esordire, quindi, è diventato ancora più difficile perché si inasprirà il taglio al superfluo: è naturale che prevarranno gli investimenti più sicuri, e un esordiente medio spesso non lo è. Inoltre, gran parte degli esordienti si affida proprio a quei piccoli editori (onesti) che più risentono della crisi dovuta all'emergenza. In controtendenza c'è solo l'editoria digitale, che invece ha vissuto un incremento del fatturato dal lockdown in poi.
  9. AdStr

    Etna

    @Solitèr, @Elegiac , @Isflores: nelle discussioni dei testi dell'Officina – quindi anche le poesie – è vietato inserire reazioni ai post.
  10. AdStr

    Navarra Editore

    @mutantboy spesso è la casa editrice stessa a esplicitare al Writer's Dream la propria politica tramite comunicazioni ufficiali. Dove manca questa comunicazione, è molto probabile che la CE sosti nella sezione "Da testare", in attesa di chiarimenti dalla CE in questione o grazie alle testimonianze. Ora torniamo in topic: questa discussione serve appunto a collezionare esperienze dirette su Navarra Editore.
  11. AdStr

    Cosa state leggendo?

    Ciao, amici. Torno da un piacevole isolamento, necessario per ricaricarmi. Ho letto un po', in queste ferie, e tra i tomi che ho scelto spicca il giallo sgargiante de Il colibrì di Sandro Veronesi. Mi aspettavo di tutto ma niente di piacevole, data la cattiva pubblicità che me ne avevano fatto. Mi ha catturato fin dalle prime pagine e l'ho letto con estremo interesse. A dispetto della tematica trattata e della profondità, è un romanzo piacevolissimo e dall'impostazione ironica – un'ironia calibrata e sottile, ma che si avverte chiaramente. Pochi romanzi riescono in questo connubio di successo fra impegno e gradevolezza. Lo consiglio. Ah, poi ho scoperto che la cattiva pubblicità derivava da giudizi a priori. Scemo io che ancora non ci penso.
  12. AdStr

    Guanto di Sfida

    33 è un numero dai famigerati trascorsi storici. È anche il numero dell’edizione del prossimo Penna & spada, per cui chiamo a raccolta la sfidante @Befana Profana. Che il lancio del guanto abbia inizio.
  13. AdStr

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    @mercy, @Ton, eccoci qui. Il verdetto parla chiaro: 8 voti per la campionessa contro 2 per lo sfidante (più un voto di pareggio). Io, contro ogni pronostico, voto 2, per @Ton, nonostante ci abbia costretto a leggere questi pastrocchi. La mia scelta è guidata dalla gravità inferiore complessiva di ciò che io considero un difetto nella narrativa. La cintura continua a essere salda attorno alla vita di @mercy, dunque. Grazie, per questa sfida, amici. E grazie a tutti coloro che hanno letto, commentato e votato la sfida 32 del Penna & spada.
  14. AdStr

    [Sfida 32] You can't always get what you want

    Un pastrocchio come questo famigerato “hard boiled rosa” potevi pensarlo solo tu, @Ton. Il bello è che ho capito che cosa avresti potuto avere in mente solo dopo aver letto il tuo racconto. Ha il pregio di avere un senso nella dimensione in cui l’hai calato; ha il difetto di essere caotico e talvolta ridondante, specie dove calchi pesantemente sulla personalità della voce narrante del fioraio. La questione delle voci narranti è un paradosso: sono caratterizzate e al tempo stesso simili, in alcuni aspetti sovrapponibili. Non mi meraviglia che molti lettori si siano trovati spiazzati. La scelta di cambiare PoV è azzeccata, e anche i PoV stessi sono azzeccati. È mancata una separazione sul fronte della prosa per riuscire a far calare chi legge immediatamente nell’uno e nell’altro. C’è bisogno, come spesso noto in ciò che posti, di fare un po’ di ordine, di controllare la vena caotica della tua scrittura che pure, sotto molti aspetti, è un punto di forza. Una semplice levigatura che però renderebbe ciò che scrivi più efficace e più godibile. Per il resto, confermo quello che già so di te: ci sai fare. C’è la padronanza dei mezzi, c’è la capacità di dare tridimensionalità ai personaggi, c’è quel quid in più – fondamentale – che rende riconoscibile (in positivo) un autore. Molti parlano di “voce”, ma qui limitiamoci a dire caratterizzazione e originalità espositiva. Però fai un po’ d’ordine, dopo aver mandato a briglia sciolta la creatività. Ti prego.
×