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  1. Complimenti, @Lo scrittore incolore. @ITG peccato, stavolta le mazzette non sono state altrettanto efficaci. Carenza di liquidità?
  2. AdStr

    Romanzi figli di una pessima idea

    Oh, @Ace, gran bel metodo. Nella musica lo applico sempre, e la parte meno banale è appunto riuscire a trovare il coraggio di condividere le idee più marce che colano dalla testa. Contrariamente ai casi di successo citati, però, nonché alle vostre esperienze, ciò che me n'è venuto fuori è soltanto spazzatura indegna. Però, al di là del risultato, lo trovo utile per liberarsi di tutte queste cattive idee che altrimenti rimarrebbero lì a fermentare, rubando spazio al resto. Ossia ad altre cattive idee. In scrittura non m'è ancora capitato di utilizzarlo, anche perché è meno definito il concetto di collaborazione (come può esserlo invece in un gruppo musicale). Però in linea di principio spazi come il WD si prestano bene: uno può lanciarsi a postare qui cose indegne e vedere che effetto fa.
  3. AdStr

    Libri di serie A e libri di serie B?

    Vi leggo e ci sto ragionando. La prima domanda a cui sto cercando di dare risposta è: cosa vogliono dire “serie A” e “serie B”? Nel calcio, come in altri sport, la distinzione è chiara: sono categorie diverse per squadre di diverso inquadramento quantitativo “attuale” (nel senso che non contano meriti pregressi). Quindi in serie A troveremo in media le squadre più performanti al momento, che quasi sempre sono anche le più titolate, le più ricche e quelle che vantano più tifosi. Chi vince la serie A ottiene premi in denaro più cospicui e colleziona scudetti e qualificazioni importanti. Chi vince la serie B ottiene il salto di categoria per giocare la stagione successiva in serie A. E in narrativa? Esistono senza dubbio – e concordo anch’io nel fare la distinzione – un tipo di narrativa, più letterario, e un altro tipo di narrativa, più commerciale. Ultimamente si sta ingrossando la schiera dei cosiddetti upmarket, quei libri che fanno da punto di raccordo tra i due filoni. Ora, mettiamo che la serie A sia il filone letterario e la serie B il filone commerciale. Di quale riconoscimento stiamo parlando per la serie A rispetto alla serie B? Numero di premi narrativi vinti? Numero di copie vendute e conseguenti incassi? Presenza di una trasposizione cinematografica di successo? Apprezzamento da parte di altri scrittori? Apprezzamento da parte dello staff del WD? Apprezzamento da parte di @Cerusico? A me basta solo provare a rispondermi per capire che qualcosa non va, e allora mi chiedo: siamo sicuri che stiano giocando allo stesso sport? Secondo me no. Letterario e commerciale hanno scopi talmente distanti che per me è impossibile confrontarli. Qualcuno ha deciso che il premio letterario valga più del conto in banca ingrossato dalle vendite. Probabile, ma non credo che valga lo stesso per chi di quel premio letterario non gliele importa una sega. Per dire, credo che a un Fabio Volo del Nobel gliene freghi il giusto. Così come alla Ferrari importa il giusto di vincere la Champion’s League. Tanti di questi ragionamenti sono purtroppo circoscritti nel magico mondo di critici e autori – solo di alcuni autori, per giunta – e di quella fetta di lettori che si sente più vicina al letterario. Per carità, è legittimo sentirsi superiori agli altri, di serie A, perché si rispettano determinati requisiti. Ma all’atto pratico non credo che possa essere un metodo di classificazione universalmente valido. Per chiuderla con il sorriso, a me pare che gli scrittori si dividano in tre categorie: chi si fa il fegato marcio perché è un super letterario apprezzato dalla critica (o addirittura premiato) e non vende; chi scrive commerciale e brontola perché si sente giudicato di serie B, nonostante le vendite incoraggianti; chi non vende e non viene premiato (per ragioni che potrebbero anche coinvolgere la qualità della sua produzione), e che inveisce contro tutto il sistema. Quindi sì, forse gli scrittori giocano a uno stesso sport: il rosicamento.
  4. AdStr

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    @DaniloV garbatezza compiuta.
  5. AdStr

    Innamorarsi del proprio romanzo

    Temo che sia molto vero. Nell'ottica di condividere la propria esperienza, io per esempio non ho avuto finora la fortuna di provare queste emozioni. Né con la scrittura, un mondo relativamente nuovo per me, né nei quindici anni di esperienza musicale. C'è l'impegno (e criterio) nella fase di progettazione, altrettanto impegno nella fase di realizzazione, ma il risultato mi lascia piuttosto indifferente. Sono più appagato dallo sforzo in sé che dal risultato, che il più delle volte è da buttare, e in qualche episodio fortunato è un tassello per ottenere un miglioramento. Quindi ammiro chi riesce a innamorarsi di quello che fa. Crederci è il primo passo per combinare qualcosa in questo mondo infame.
  6. AdStr

    Ciao a tutti

    Ciao, Domenico, bentornato. Direi che le prassi sul link al regolamento e affini sono superflue, in questo caso. Personalmente sono contento che tu sia di nuovo fra noi a sgomitare il Officina. Ho letto i tuoi testi volentieri, in passato.
  7. AdStr

    [Sfida 21] A valle

    @Ghigo ti ringrazio. Ai tempi ero soddisfatto del testo, ma poi i riscontri hanno raccontato una storia diversa. Ritengo comunque che abbia del potenziale, forse non ho solo trovato la forma giusta. Sospetto che se avesse parlato della depressione in maniera diretta forse sarebbe stato più “a fuoco”. In ogni caso sì, anch’io credo che conoscere i luoghi in cui si svolge ne aumenti la fruibilità.
  8. @Kuno che cosa vince chi risulterà da Premio Sinossi anche in 16000 caratteri?
  9. Dimostrazione palese di una gestione della piattaforma volta alla discriminazione.
  10. Ma se si sa già che il premio viene assegnato due volte a @massimopud (pre ingiallimento), perché mettere su tutto questo teatrino?
  11. AdStr

    Diventa Sostenitore

    @Talia, @Befana Profana, benvenute nel club dei sostenitori.
  12. AdStr

    Saluti

    Ciao, Antonio, benvenuto! Che nickname nostalgico... Hai scatenato in me una valanga di ricordi.
  13. AdStr

    I racconti della Prima Luna - Sesto ciclo

    @Eudes ottimo lavoro.
  14. C’è bisogno che te lo si dica? Casino!
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