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Jena Plissken

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  1. @Enrico Conte Ciao Enrico, mi trovo perfettamente d'accordo con quello che scrivi. Che sia ambientato negli Stati Uniti, nell'America latina, in Indonesia o sotto casa, la ricerca è fondamentale. Personalmente, ambiento tutti i miei romanzi negli U.S.A. Non ti sto neppure a raccontare quante ore di ricerca faccio, prima di mettere nero su bianco ciò che devo descrivere. Tengo a precisare che per ricerca, non intendo un'occhiata veloce su internet. Anzi, il web lo ritengo "l'ultima spiaggia"; per ricerca intendo pubblicazioni di autori affidabili per esempio giornalisti che descrivono segmenti della vita politica, sociale di un determinato luogo, con tanto di indicazioni sui ceti sociali, differenziazione etnica, stili di costruzione, storia locale, leggende ecc. ecc. Mi piace molto anche la storia americana. Ho letto diverse pubblicazioni sulla guerra d'indipendenza e tra i nordisti e sudisti. Tutte le ore di ricerca passate chino sui libri hanno dato i loro frutti: ho pubblicato due romanzi con una casa editrice digitale il cui direttore editoriale è Franco Forte (che non è proprio l'ultimo arrivato) e a marzo pubblicherò il primo romanzo con una casa editrice che pubblica anche in cartaceo. Inutile dire che sono tutte storie ambientate negli U.S.A. Vorrei precisare che le motivazioni che mi spingono a scrivere ambientando le storie all'estero, non sono da ricercarsi in uno "snobismo" o un insano sentimento di repulsa per L'Italia; semplicemente, essendo cresciuto con autori americani (ho letto anche i classici italiani e russi), mi è venuto naturale documentarmi per ambientare le storie in quei luoghi. E veniamo ai tanto decantati errori. L'errore è sempre dietro l'angolo; anche quando si ambienta in luoghi che "dovrebbero" essere familiari. Come torno a ripetere, se ambiento una storia in Italia nella quale c'è un protagonista che si muove in lungo e in largo lungo tutto lo "stivale" bé, giocoforza devo documentarmi perché non so nulla (allo stesso modo come non so nulla dell'Ohio) di ciò che posso trovare in Calabria (non me ne vogliano i calabresi ma non ci sono mai stato... mi hanno detto che è bellissima). Sono anche convinto, però, che non è un singolo errore a inficiare la bellezza di una storia. Un'imprecisione (che sia "ambientata" in Italia o in uno stato estero) non può prevalere sulla ridda di sentimenti che ha suscitato la lettura di quel romanzo. Non posso credere che la gioia, il dolore, l'allegria o la rabbia che abbiamo provato vengano annullate dal fatto che l'autore si sia confuso tra Starbuks o Bar. E poi, se vigesse una regola non scritta che obbliga un autore ad ambientare le storie solo sotto casa, bé non avremmo storie di spionaggio nelle quali i protagonisti si spostano da New York a Bangkok, passando per Pechino e Mosca. Come in ogni aspetto della vita, la preparazione è ciò che conta realmente e, se una persona tiene a ciò che fa, sicuramente si preparerà in modo adeguato. In bocca al lupo per i tuoi scritti.
  2. Jena Plissken

    Categorie di persone maggiormente invise agli scrittori

    Eh, caro Ellery, a me è successo con un collega. Dopo aver pubblicato con una casa editrice in digitale mi ha apostrofato con: "Ho cercato il tuo libro su un sito dove si può scaricare a gratis ma non l'ho trovato". Mi sembrava pure un po' scocciato.😂
  3. Jena Plissken

    Delos Digital

    Ciao @Bambola , anch'io ho pubblicato con Delos; nello specifico per Odissea Wonderland e solo in digitale. Da quel che comprendo, il contratto Delos Digital copre solo l'edizione ebook. Se uno lo desidera, può vendere i diritti per l'edizione stampata a un altro editore. In questo caso, Delos fornisce l'ultima versione del testo in suo possesso, con le eventuali correzioni ed editing da loro eseguite per l'edizione elettronica. L'edizione stampata dovrà avere una copertina diversa. Puoi anche, sempre se ho ben compreso, rivolgerti a loro per la stampa del romanzo che potrai acquistare a prezzo scontato, oppure usare le piattaforme per la stampa in self. Comunque, trovi le informazioni che cerchi nella sezione "profilo personale" di Delos Digital Reporter, la pagina degli autori Delos.
  4. Jena Plissken

    Triskell Edizioni

    Ciao a tutti. Boh, quest'anno per me deve essere l'equivalente del mondiale dell'82 per Paolo Rossi (chi ha qualche anno come me, ha già capito). Dopo la pubblicazione con una casa editrice che è una delle più attive nel settore digitale (e della quale ho parlato nella sezione apposita), mi è arrivata anche la proposta contrattuale da parte di Triskell, per un altro mio romanzo Horror... e pensare che la mia ex diceva che scrivevo delle c.....e . Ho accettato, anche perché è una casa editrice che mi piace molto e vorrei provare l'ebbrezza di pubblicare in cartaceo. Ho avuto il piacere di rapportarmi con la "capa" Barbara che è molto disponibile, simpatica e, mi sembra di intuire, scrupolosa. E poi, se devo dirla tutta, la collana Horror che si chiama "Redrum" mi ha completamente accalappiato. Spero che quest'anno sia, dal punto di vista delle pubblicazioni, realmente come il mondiale dell'82 per Rossi... anche se dubito che riuscirei a segnare tre goal al Brasile!
  5. Jena Plissken

    Delos Digital

    Ciao a tutti. Ho firmato un contratto con Delos. Mi ha scritto il dottor Forte con una mail chiara nella quale spiegava il "modus operandi" della casa editrice. Il contratto è piuttosto semplice e lineare (una pagina) nella quale vengono riportati i termini (durata di tre anni con rinnovo annuale in automatico, royalty ecc.). Vi terrò aggiornati per quanto riguarda l'editing, tenuto conto che ci sono esperienze contrastanti tra loro in questo dibattito. Ho acquistato diversi testi Delos (genere horror) e non mi pare di aver notato strafalcioni o errori madornali, però potrò essere più preciso dopo aver effettuato l'editing, appunto.
  6. Jena Plissken

    Asylum Press Editor

    Nome: Asylum Press Editor Catalogo: https://asylumpress.org/catalogo-news/ Modalità di invio dei manoscritti: https://asylumpress.org/invio-manoscritti/ Distribuzione: https://asylumpress.org/distribuzione/ Sito: https://asylumpress.org/ Facebook: https://www.facebook.com/asylumpresseditor
  7. Jena Plissken

    Asylum Press Editor

    Ciao a tutti. Mi unisco anch'io alla conferma di Simone. Come ha già ben spiegato Niko, le proposte sono tre e tutte a pagamento. Con questo non voglio dire che ci sia nulla di male ma io ho declinato, avendo ricevuto un paio di proposte totalmente gratis. Come ha sottolineato Simone, sembrano molto attivi e capaci di muoversi nell'ambito Horror.
  8. Jena Plissken

    La Sirena Edizioni/Dark Room Books

    Ciao a tutti. Qualcuno ha avuto contatti con questa ce? Se non comprendo male, visionando il loro sito, mi sembra che puntino principalmente sul digitale. Sempre sul sito, è possibile leggere il contratto e la liberatoria per la stampa con POD.
  9. Jena Plissken

    Triskell Edizioni

    Per fortuna che siamo in due ad avere lo stesso problema. Cominciavo a preoccuparmi... mentre ora posso ornare a vedere il bicchiere mezzo pieno.
  10. Jena Plissken

    Triskell Edizioni

    Ciao @ElleryQ, come tutti gli anni faccio voto di castità alcolica ma sono un "grande peccatore" e ci casco sempre . L'unica cosa che non capisco è perché quando clicco sul link qua dal forum mi dà l'avviso che riporta la data del primo gennaio 2018 come data utile per gli invii; quando vado direttamente sul loro sito e clicco su "invio manoscritti" trovo un altro messaggio. "La minestra è sempre la stessa", nel senso che anche questo messaggio riferisce che per il momento le valutazioni sono sospese ma non parla di date. Ti indico il link: https://www.triskelledizioni.it/invio-manoscritti/ Spero che tu non mi risponda questa notte (31/12), perché non credo che riuscirò a rispettare il voto neppure quest'anno!
  11. Jena Plissken

    Triskell Edizioni

    Ciao a tutti. Scusate, forse sono io che non riesco più a connettere a causa dell'alcol ingerito in questi giorni di festa ma è possibile che sia da aggiornare il link relativo all'invio manoscritti per questa ce? Il link attuale rimanda a una comunicazione che sembra datata. Non mi pare abbia molto senso comunicare che l'invio dei manoscritti riaprirà il primo gennaio 2018, essendo oramai nel 2019. Se così non fosse, mi scuso in anticipo per il fraintendimento e cercherò di bere meno.
  12. Jena Plissken

    Triskell Edizioni

    Grazie. Probabilmente avevo io un problema con la visualizzazione della pagina corretta.
  13. Jena Plissken

    Triskell Edizioni

    Ciao a tutti. Perdonami Julia 1983 ma io sul loro sito trovo questo avviso: "Informazione di servizio: Considerando il numero di manoscritti ancora da esaminare ai fini della pubblicazione, sospendiamo per alcuni mesi la valutazione di nuove proposte. Sarà nostra premura comunicarvi quando riapriremo le submission. Vi ringraziamo per l’entusiasmo che ci dimostrate costantemente!" Tra l'altro, presumo volessi indicare gennaio 2019 e non 2018. Ho cercato anche sulla pagina Triskell di Facebook ma non ho trovato nessun riscontro. Non so se ho un problema io a visualizzare il loro sito e forse mi appare ancora l'avviso non aggiornato di cui sopra.
  14. Jena Plissken

    Ticonzero

    Grazie @Gianfranco66 , sei stato molto gentile.
  15. Jena Plissken

    Ticonzero

    Ciao a tutti. Perdona una mia curiosità: ho visto che non hai accennato all'eventuale editing. Ciò è dovuto al fatto che il testo che hai sottoposto all'agenzia non ne avesse bisogno in quanto già "pronto" o hanno pensato loro a "sistemare" le eventuali parti più deboli? E, in quest'ultimo caso, anche il costo per l'editing risulta essere vantaggioso? Chiedo questa informazione, perché sono rimasto sorpreso dai costi contenuti (anche non essendo un'agenzia letteraria in senso stretto ma di rappresentanza). Francamente, 60 euro per cercare un editore e solo 100 in caso di firma con un grosso gruppo editoriale mi pare poco. Grazie.
  16. Ciao a tutti. Grazie a Bango Skank per aver esposto il tuo punto di vista molto interessante e pieno di spunti di riflessione. @Bango Skank Bé, insomma, deciderlo così a priori mi pare supponente, borioso e anche poco intelligente da parte di una casa editrice. Spero vivamente che non sia così. Se un autore è bravo (naturalmente non parlo per me), le sue qualità dovrebbero, al contrario, venire alla luce e questo indipendentemente dall'ambientazione. Ho citato Salgari perché non inventava le ambientazioni "di sana pianta", bensì faceva riferimento a diverse fonti (i luoghi non erano proprio così misconosciuti), così riferisce la biografia ufficiale di questo grande scrittore e gli errori che sono presenti nelle sue opere, sembrano essere imputabili a imprecisioni presenti nelle fonti stesse o a errori di trascrizione (ciò non toglie che abbia scritto dei capolavori). Per venire ai giorni nostri, Carrisi (non il cantante), il quale vive e lavora a Roma ma è considerato un italiano che scrive ottimi Thriller all'americana (definizione che già la dice lunga), ha esordito con un romanzo "Il Suggeritore" che non è ambientato in Italia (a onor del vero, nel suo libro non si menziona il luogo ma è facilmente riconducibile agli U.S.A.). E' stato apprezzato ugualmente dalla critica proprio per il discorso a cui facevo riferimento prima: la capacità dello scrittore di rendere credibile la trama, i personaggi e la tensione che crea e che non ti consente di interrompere la lettura (se non per le pause fisiologiche). E questo è il nocciolo della questione! "Se studio bene fonti e documenti relativi al periodo in questione"; che può essere benissimo quello attuale (aggiungo io). E' chiaro che se decido di ambientare la mia storia in una zona che non sia sotto casa, dovrò documentarmi (anche su ciò che si può trovare in uno Starbucks di Philadelphia... ma anche nel bar a Bari). Poi, se parto in quarta e scrivo che in Ohio vive una comunità di un miliardo di cinesi che coltivano riso e allevano canguri, risulto poco credibile e su questo siamo d'accordo. Ma un'inesattezza del genere è figlia di un'assenza di ricerca. Perdonami ma qui più che ai bar mi riferivo alle vie di comunicazione. Ciò che intendevo è che se dovessi far muovere uno o più personaggi da Genova a Bari (mettiamo su strada con una vettura), non avrei la minima idea del tragitto, così come non avrei idea se dovessi fare altrettanto per il tragitto da New York a Philadelphia: dovrei in entrambi i casi fare riferimento a Google Map o a cartine stradali dettagliate (a meno che non fossi così pazzo da mettermi in auto e fare effettivamente il percorso). Ma, anche in riferimento al bar, credo che le informazioni su ciò che puoi trovare in uno Starbuks non siano così difficili da reperire. Credo che tu ti riferisca ai 7-eleven, sono supermercati presenti in tutte le città USA (e non solo), aperti 24/24. Probabilmente sì ma dipende da quanto tempo puoi permetterti di impiegarci e dal risultato che vuoi ottenere. Su questo, se hai tempo e voglia, ti posso rispondere in privato su una mia esperienza con una grande casa editrice e di cui non vorrei parlare pubblicamente onde venir scambiato per megalomane e anche un pizzico presuntuoso.
  17. @ElleryQ E, infatti, eccomi qui! @Bango Skank Ciao a tutti! La mia domanda è molto semplice: ma perché? A me pare una limitazione alla fantasia. Non starò a tirare in ballo scrittori (vedi Salgari), i quali le ambientazioni per le loro storie non le hanno viste neppure con il cannocchiale (ma non per questo sono stati incapaci di scrivere avventure che hanno appassionato generazioni di lettori. Me compreso). Vorrei porre l'accento su come ci sia un errato pregiudizio sull'ambientare una storia all'estero (dal mio punto di vista, naturalmente). Se decido di scrivere una trama che riguardi i Corsari dei Caraibi, bé giocoforza, non potrò usare come sfondo il centro commerciale che vedo davanti alla finestra del mio studio o, tanto meno, ambientare le scorrerie tra Portofino e Recco. Così, se volessi scrivere di una casa infestata da strane creature, non vedo perché non potrei ambientarla sulla costa del Devonshire preferendola alle zone di Roncobilaccio e Barberino del Mugello (senza nulla a toglierle, naturalmente). O, ancora, se volessi scrivere una storia che portasse i personaggi a spostamenti all'interno di alcuni tra gli stati Americani (perché voglio, per esempio, scrivere qualcosa che abbia inizio nella famigerata Area 51... e l'Area 51 è solo lì, nel Nevada e non nascosta sotto i Trulli di Alberobello, per quanto siano meravigliosi), quale sarebbe il problema? Se si trattasse di un bravo scrittore (non io, naturalmente), quindi uno in grado di creare l'atmosfera, che risulta essere convincente con i dialoghi, la descrizione dei personaggi ecc. ecc., torno a domandare: perché no? Chiaramente, ci sarebbe tutto un lavoro di ricerca che comporterebbe lo studio geografico delle zone, flora e fauna, condizioni meteo, composizione delle popolazioni che vivono in quegli stati, stile e materiali con i quali si costruiscono le abitazioni, il tipo di struttura politica e via dicendo. Una delle obiezioni potrebbe essere: "eh sì, però sarebbe meglio scrivere di ciò che si conosce". Giusto! Ma cosa si conosce... prima di conoscerla? So che sembra assurda come affermazione ma veniamo alla spiegazione. Sono Italiano, i miei genitori sono italiani e vivo in Italia da 48 anni (ok, 49 fra pochi giorni... pignoli!). Se dovessi descrivere la fuga di due protagonisti da Genova a Palermo, dovrei necessariamente effettuare delle ricerche (le stesse che dovrei effettuare per la fuga da New York a Philadelphia). Se dovessi descrivere il tipo di divisa e arma in dotazione ai Carabinieri o alla Polizia, dovrei effettuare delle ricerche (le stesse che dovrei effettuare per la polizia di New York e Philadelphia) e così via, perché di alcuni argomenti non ne so comunque nulla. Che la storia sia ambientata in Italia o a Nairobi, sempre ricerche dovrei fare. Non vedo dove sia tutto questo problema; per quanto sono d'accordo (a sensazione e non per riscontro diretto) con Bango Skank, il quale dice che un editore difficilmente ti prenderà in considerazione. Ma come? Non siamo nell'era della globalizzazione? Non siamo in un mondo "più ristretto" grazie alle tecnologie come internet o a pubblicazioni specifiche da ogni parte del mondo (con le quali puoi documentarti) e che ti vengono consegnate nel giro di 24 ore? Per come la vedo io, il bello della scrittura è anche nelle ricerche che si fanno e che ci permettono di conoscere argomenti, curiosità e fatti storici che non avremmo mai avuto la possibilità neppure di immaginare. Vorrei concludere, con ciò che dice Stephen King a proposito di imprecisioni che potrebbero esserci in un testo, nonostante tutte le ricerche svolte (per storie che siano ambientate in Italia o all'estero). King racconta di come riceva decine di lettere da persone che lo rimproverano (stentavo a crederlo anch'io) per il fatto che: "Lei nel libro seguetitolo, nel capitolo tre, pagina 123, paragrafo cinque, capoverso quattro ha scritto che il protagonista si è liberato svitando una vite con un cacciavite a stella. Sappia che quel tipo di vite si può svitare solo con un cacciavite a taglio!". La risposta del Maestro è: "Chissenefrega! La storia vi è piaciuta? Vi ha suscitato emozioni? Avete pianto e riso con i protagonisti? E se la risposta a queste domande è sì, sarebbe cambiato qualcosa se avessi scritto correttamente che il protagonista si è liberato con il cacciavite giusto?". Per quel che mi riguarda, la risposta è no.
  18. Jena Plissken

    Dark Zone

    Purtroppo devo confermare ciò che hanno scritto Estelwen e Gervas: ho ricevuto un rifiuto uguale al loro. In tutto diciassette righe di scheda tecnica e la prima parte era un copia e incolla della mia sinossi. La "relazione tecnica" vera e propria era di cinque righe e, con mio sommo stupore, faceva riferimento a gravi lacune di sintassi e grammatica; dico con sommo stupore perché di tutto mi aspettavo, tranne di essere così ignorante in grammatica . Ho già pubblicato in passato (con pseudonimo) e non mi era mai successo di venir tacciato come ignorante (naturalmente non era scritto in modo palese ma il succo era quello ). Mi è sembrata una scheda molto vaga e ho avuto l'impressione che il testo non fosse stato neppure letto (se non la sinossi). Tra l'altro, questo stesso manoscritto era stato rifiutato da un'altra ce solo perché non in linea con la loro collana ma ne erano stati lodati sia lo stile di scrittura che la trama (e, soprattutto, non erano stati trovati tutti 'sti strafalcioni. Anche perché con il correttore automatico è quasi impossibile sbagliare! ). Un'idea me la sono fatta sul perché di queste critiche tendenti a stroncare l'aspirante di turno ma, essendo una mia ipotesi, preferisco tenerla per me. Archiviamo la pratica e, come si dice: si chiude una porta e si apre un portone!
  19. Jena Plissken

    Cosa state leggendo?

    Quel capolavoro che ha per titolo: Cloud Atlas di David Mitchell (anche il film è strepitoso).
  20. Jena Plissken

    Pubblicazione con isbn e disdetta contratto

    Ciao a tutti. Nel mio girovagare sono giunto alla sezione: "questioni legali" e leggendo i vari post mi è sorto un terribile dubbio. Nel 2011 ho fatto pubblicare tre romanzi da me scritti in self-publishing, più che altro per soddisfare le richieste dei parenti che volevano leggere i miei scritti. Il contratto prevedeva la cessione dei diritti per la durata di cinque anni alla ce, più il rinnovo annuale in caso di mancata raccomandata con manifestazione di volontà di revoca. Attualmente ho deciso di proporre i miei romanzi a ce free per valutazione e possibile pubblicazione. Ho provveduto, quindi, a inviare raccomandata alla ce per la disdetta del contratto essendo trascorsi i cinque anni, chiedendo anche la rimozione degli stessi dalla vetrina "on line". Vengo ai punti. - è possibile che la ce alla quale ho ceduto i diritti sollevi obiezione alla disdetta e, in particolare, al ritiro delle opere dalla vetrina "on line"? (anche se non ho scritto dei capolavori). - le case editrici alle quali ho inviato i miei romanzi possono sollevare obiezioni per il fatto che i miei lavori siano già stati, in passato, dotati di codice isbn?
  21. Jena Plissken

    Pubblicazione con isbn e disdetta contratto

    Ciao a tutti. Per la serie: "ogni promessa è debito", vi scrivo un brevissimo post per aggiornare e ringraziare coloro che si erano interessati alla mia piccola disavventura. Si è risolto tutto: i libri sono stati eliminati dalla vetrina "on line", per cui torno in libertà. Grazie ancora agli amici del forum che mi hanno consigliato.
  22. Jena Plissken

    lasciate il vostro sogno dentro al cassetto

    Ciao a tutti. Vorrei portare la mia piccola esperienza. Qualche anno fa, scrissi un romanzo thriller, il quale venne letto esclusivamente da parenti e amici (cioè i lettori più parziali del mondo ). Proprio su loro consiglio decisi di tentare una valutazione seria e inviai il cartaceo a una grossa e famosa casa editrice. Non mi aspettavo alcuna risposta ma dopo un po' di tempo mi arrivò una telefonata da parte di una signorina, la quale mi informava che la commissione stava seriamente valutando la possibilità di pubblicarlo. Inizialmente, pensavo fosse una "complice" del mio migliore amico che mi voleva fare uno scherzo . Poi, dal tono della telefonata, ho capito che di scherzo non si trattava. Per farla breve, la commissione era divisa a metà: una parte voleva pubblicare, l'altra no. Ma il fatto sconcertante non era che alla parte che non intendeva pubblicarmi non piacesse il romanzo ma il fatto che "non fossi nessuno". Non ero un giornalista, non avevo un blog... insomma:non avevo un seguito. Apprezzai molto il fatto che questa editor si fosse presa a cuore la mia causa dandomi delucidazioni per le quali non era tenuta, ma restavo sgomento sulle motivazioni per le quali la commissione fosse divisa. Ma, poi, compresi. Le case editrici sono imprese; guardano il dare e l'avere. L'idea romantica che, fino allora, avevo avuto di un vecchio editore che, a lume di candela, cerca tra mille manoscritti quello meritevole di essere portato alla luce svanì per essere sostituito da freddi prospetti di vendite, diagrammi e rendiconti. Per la carità, non sono qui a condannare tale situazione; in fondo, sono gli editori a metterci i soldi ed è giusto che prendano tutte le loro precauzioni. Quello che voglio dire è che "l'età dell'innocenza", per me, finì nel momento in cui, dopo un anno di "tira e molla", l'editor mi telefonò per dirmi che avevano deciso di non pubblicare. Da una parte provai delusione, dall'altra rimasi lusingato dal fatto che, comunque, il romanzo era piaciuto. Da quel giorno non ho più inviato a nessuno i miei scritti... fino a oggi. Qualche mese fa, girovagando su internet ho trovato questo forum e lo spirito di chi lo frequenta mi è stato di sprone per tentare ancora. Mi sembra di percepire come, per le piccole e medie case editrici, il fatto che "non sei nessuno" ha una minore rilevanza; forse, vedono l'esordiente come una possibilità e non come (solo) un rischio. Ho fatto una cernita tra le case editrici free e ho inviato loro i manoscritti. Come ho precisato nella mia presentazione: se sono rose fioriranno.
  23. Jena Plissken

    Pubblicazione con isbn e disdetta contratto

    Ciao Black e grazie per la tua risposta. Farò molta attenzione perché, come torno a ripetere, in sei anni non mi era mai successo il blocco sulla pagina di questa ce e, a mio avviso, mi risulta molto strano che ciò avvenga in concomitanza con l'invio della mia raccomandata. A essere sinceri, non riesco neppure a concepire il fine ultimo di questa (eventuale) situazione. Come torno a ripetere, mi ero affidato a loro per stampare copie per la parentela e non certo per scalare le vette delle classifiche mondiali. Sono entrato anche oggi sulla loro vetrina "on line" e le copertine dei miei romanzi risultano ancora in vendita. Attenderò per sicurezza ancora un po' di tempo e poi mi muoverò diversamente. Sicuramente vi terrò aggiornati, anche perché vorrei evitare che altri finiscano in questa eventuale (diamo il beneficio del dubbio) "ragnatela".
  24. Jena Plissken

    Pubblicazione con isbn e disdetta contratto

    Ciao Spartaco e grazie per la tua risposta. In realtà, non esistono copie cartacee in circolazione, perché si tratta di una POD. Credo, tra l'altro, che le uniche copie che abbiano venduto siano quelle ai miei parenti (del resto, il mio scopo era proprio di fare stampare delle copie per loro). Sì, ho fatto raccomandata con ricevuta di ritorno e, comunque, non si occupano di e-book ma solo di cartaceo. In definitiva: spero che, per una banale disdetta (come ne avvengono a decine ogni giorno), non si debba arrivare alle vie legali...perché sarebbe oltremodo triste!
  25. Jena Plissken

    Pubblicazione con isbn e disdetta contratto

    Ciao a tutti. Purtroppo, a costo di sembrare uno di quei visionari che si vedono nei film dell'orrore e che non vengono mai creduti, devo notificare nuovamente che, contrariamente a quanto scritto in precedenza, la situazione è tornata allo stato di prima. E cioè: quando tento l'accesso al sito della ce in questione (da pc via modem), compare una scritta che, torno a ripetere non era mai apparsa in precedenza in sei anni, la quale mi avvisa che si tratta di un sito pericoloso. In contemporanea, se accedo da cellulare (via scheda telefonica) l'accesso è consentito senza alcun problema. A questo punto, non mi resta che monitorare la situazione da cellulare (anche se mi sembra una situazione al limite del ridicolo). Quello che mi sento di chiedere è: quanto tempo hanno dalla ricezione della raccomandata, per togliere i romanzi dalla vetrina "on line"? Esiste un limite legalmente prestabilito?
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