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levaso

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  1. levaso

    Robin

    Ti stupirai ancora di più conoscendo la mia esperienza con questo editore. Ho pubblicato con loro due anni e mezzo fa; non ero un esordiente, tengo a precisare, e ho accettato la loro proposta a pagamento con molte perplessità, avendo letto da altri autori che non fanno alcun tipo di promozione. Passa meno di un anno e propongo un secondo romanzo, nella speranza che, almeno questa volta, non mi chiedano ‘contributi’. Neanche per sogno: con un faccia tosta da oscar, il patron condiziona la pubblicazione alla solita richiesta. A questa nuova proposta non rispondo neppure e dopo un mese esatto ricevo un sollecito. Il silenzio mi sembrava che manifestasse abbastanza chiaramente il mio rifiuto ma, cortesemente, ho risposto ugualmente che no, così non ci siamo proprio. L’immediata replica aveva un tono decisamente contrariato: ma come? Non volevo comperarmi 60 copie del romanzo che io avevo scritto? Incredibile! Inutile dire che il romanzo pubblicato non ha avuto alcun tipo di promozione; dopo la replica seccata del patron non ho avuto nessun altro contatto con la Robin e che, a tutt’oggi, non ho mai ricevuto alcun resoconto sulle vendite, alla faccia della correttezza!
  2. levaso

    Argento Vivo Edizioni

    Ho trasmesso il mio romanzo il 24 ottobre, il 16 dicembre mi è stato comunicato l'interesse a pubblicarlo, anche se in tempi lunghi. Nessun elogio, e di questo sono felice (non basta dire sì? Non chiedevo altro che quello - Mi riferisco ad esperienze passate, se non si era capito). Ho firmato il 19, ma nell'elenco dei manoscritti risulta ancora 'Ricevuto'. Questo è quanto.
  3. levaso

    Adelphi

    Ho proposto il mio romanzo di 73.000 parole il 22 settembre; ho ricevuto il rifiuto copia-incolla, identico parola per parola agli altri, il 15 ottobre. Dubito che abbiano letto il testo, dubito persino che abbiano letto la sinossi di poco più di 100 parole. Hanno sicuramente letto il mio nome, quello di uno scrittore ignoto ai più e senza un proprio mercato.
  4. levaso

    Pendragon

    Abito a Bologna e nella seconda metà del 2016 ho inviato il mio manoscritto a diverse C.E. free (alcune, l’ho scoperto dopo, non erano esattamente free). Credevo che anche Pendragon lo fosse e a loro ho consegnato il mio lavoro brevi mano. Premetto che avevo già pubblicato il mio primo romanzo con altro piccolo editore free. Ricevo una proposta di pubblicazione da un noto editore che mi chiede un contributo (scoprirò poi che è classificato doppio binario); dopo aver esitato per mesi ho pubblicato con loro e oggi non mi pento della scelta, avendo trovato una professionalità che neppure immaginavo. Nei mesi in cui dubitavo, ho sollecitato Pendragon che non mi aveva ancora risposto: ho rappresentato i miei dubbi relativamente all’altra C.E. e, questo è il punto, il responsabile (senza fare nomi), dopo aver letto personalmente il mio romanzo (c’erano alcune sue correzioni a matita sul manoscritto che mi ha restituito) mi ha detto, testuali parole, che una proposta l’avevo già ricevuta, come dire: io non potrei assolutamente fare meglio. Non ha fatto alcun cenno ad una richiesta di contributo, ma è come se l’avesse dichiarato apertamente. Posso dire che il confronto che ho avuto con lui mi ha convinto a decidere: devo riconoscergli almeno questo merito.
  5. levaso

    Robin

    A me hanno proposto l'acquisto di 60 copie e, come te, ero intenzionato a rifiutare. Tra le innumerevoli CE a cui ho inviato il mio manoscritto c'era anche la Pendragon. Ho parlato di persona con il responsabile che ha letto il mio romanzo; non corrispondeva alla loro linea editoriale. Ho accennato, allora, alla proposta della Robin e mi è stato consigliato di accettarla, perché è "una buona CE". Ho dunque sottoscritto la proposta dopo ben due mesi e mezzo che mi era stata formulata. Non voglio convincerti a fare come me; spero solo di esserti stato utile.
  6. levaso

    Rocco Carabba

    Confermo la richiesta di contributo da parte dell’editore; acquisto di cento copie a metà del prezzo di copertina. A parte le grandi C.E., che vendono la quasi totalità dei libri, e che non accettano manoscritti che non siano richiesti, a parte quelle, esistono ancora le NO EAP? E, anche se esistono ancora, pur con un testo valido, che capacità commerciali hanno? Perché questo è il problema: paghi e speri a cuore morto; non paghi e sai già in partenza che non vendi un bel niente.
  7. levaso

    Robin

    Per me la stessa storia: obbligo d’acquisto di 60 copie e 200 euro di contributo per il formato digitale. Più che un doppio binario, sembra proprio che la Robin sia a binario unico: pagare! A questo punto il rifiuto sembrerebbe essere la cosa più sensata, ma altri editori classificati NO EAP al tempo dell’invio del manoscritto, solo alcuni mesi fa, oggi sono classificati doppio binario o a pagamento o da valutare. Insomma, a parte le grandi C.E., che neppure ti fumano, le altre sembrano dirigersi tutte nella stessa direzione. E bisogna farsene una ragione.
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