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paolati

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paolati ha vinto il 29 settembre 2018

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460 Straordinario

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  • Compleanno 27/10/1970

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    Donna
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    asuddiPerpignan

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3.391 visite nel profilo
  1. paolati

    Il gioco del "se fosse"

    "Sinceramente?" @SeeEmilyPlay Uova sode. E se tu fossi un giorno dell'anno quale saresti?
  2. paolati

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Gastronomia: scienza che studia i corpi e i fenomeni relativi al punto G (questo sconosciuto). KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  3. paolati

    Il gioco del "se fosse"

    Sarei arancione, come un tramonto. Se tu fossi una parola, quale saresti?
  4. paolati

    Nani!

    877 - Calcolo: nano ragioniere. Niente di che come attore, ma utile quando si esce a mangiare la pizza tutti insieme e non paga la produzione. Preso! GUCROEZPBDALIHVTMFNS
  5. paolati

    Madreperla

    Ciao @Roger75, Bravissimo! Proprio a lui mi sono ispirata, ovvio, lui insegnante e io allieva di prima elementare, ma che tu lo abbia "respirato"... mi ha fatto molto piacere. Oh a chi lo dici. Io di solito lancio in aria la punteggiatura e vedo dove cade Guarda, la parola decisamente non è tra le mie preferite, ma detta da te, in questo contesto, con il tuo tono, assume un non so che... mi piace! Bravo, bella idea, sono d'accordo. Grazie a te per averlo letto e per avermi lasciato questo bel commento. Mi hai fatto contenta. Grazie. Ciao Ruggero, io sono Paola, tanto piacere.
  6. paolati

    Madreperla

    Caro @flambar, ti ringrazio molto per aver disseppellito dalla polvere questo mio racconto. Io darei la stessa risposta Che bella cosa questa; non so se ci sono riuscita davvero, ma sentirselo dire fa davvero molto piacere. Grazie. Un augurio reciproco caro amico. Grazie per essere passato, grazie di avermi letta disseppelendomi. Buon tutto.
  7. paolati

    Cjan e gli alpini

    Ciao meravigliosa @Kikki. a dire il vero il merito è tuo. Cjan, senza di te, sarebbe stato solo un racconto. Sei tu, che con la tua delicata attenzione, mi hai spinto silenziosamente a farlo diventare una "serie". Perfetto. Queste cose me le segno a parte e poi quando rileggerò tutto insieme aggiusterò. Grazie. Per il resto... sono d'accordo su tutto. Ne terrò ovviamente conto. Grazie di cuore per tutti i tuoi preziosissimi suggerimenti, aggiustamenti, segnalazioni, spiegazioni. Mi hai insegnato molto in questo tempo e sempre con dolcezza e generosità. Doti impagabili. Grazie Kikki, di tutto come sempre.
  8. paolati

    Cjan e gli alpini

    Ciao @Edu io e lui parliamo la stessa lingua, quella senza le virgole . Ma davvero non lo avevi capito? A me piacciono un sacco gli a capo. Fanno credere al lettore che ci sia poco da leggere. Ragione tu. Via! Ancora ragione tu. Tre ragioni in poche righe, non saranno un po' troppine? quel "nsi" mi confende un po'. Si fa amare o no? Dimmi di sì, perchè ho altre puntate pronte su Ligrie Grazie Edu per essere passato di qua, Cjan ti vuole come supporter e anch'io ti voglio come supporter. Puoi? Grazie ancora per essermi presente.
  9. paolati

    Cjan e gli alpini

    Ciao carissima @Adelaide J. Pellitteri, grazie per essere già passata di qua. I tuoi commenti mi danno sempre i brividi . Una bellissima sensazione. Sì, l'ho fatto con cognizione di causa. Son mesi che osservo il mio cane a tutte le ore del giorno e della notte, tant'è che ogni tanto, lui stesso mi guarda come per dire: "cazzo vuoi?" Hai ragione, la tolgo, non serve a niente quella frase. Via i sensi di colpa
  10. paolati

    Cjan e gli alpini

    commento Riassunto: Cjan è un cane. Paron è il balordo proprietario di Cjan. La Vecjate è la vicina di casa di Paron. Attualmente morta. Ucraina è la ex badante della Vecjate. Il Bill è un frequentatore dello stesso bar di Paron e di Cjan. Ligrie è la nuova vicina di casa di Paron, quella che ha preso il posto della Vecjate. I fatti si svolgono in Friuli. N.B. - Le parti in corsivo sono scritte in friulano. Se ti scocci di leggerle, saltale. Sotto trovi le stesse frasi scritte in italiano. Un giorno Paron mi dice: «Cjan, o vin di là a Turin cui alpins. El pae dut il Bill par ringrasiami di vei fat cognosi Ucraina» - Cjan, dobbiamo andare a Torino con gli alpini. Paga tutto il Bill per ringraziarmi di avergli fatto conoscere Ucraina. Va ben, andiamo a Torino con gli alpini, penso. «O nin in coriere e tu no tu puedis monta su». - Andiamo in corriera e tu non puoi salire, aggiunge Paron. Ahia! Ecco: adesso lui va via e mi lascia da solo. «No ti lassi sôl, e vignarà Ucraina a viodi di te». - Non ti lascio solo, verrà Ucraina a vedere di te. Vorrei piangere. Mi sarebbe piaciuto andare in corriera a Torino, con gli alpini, a vedere la sfilata. Io so cosa è una sfilata, perché quando la trasmettono in tv, io e Paron la guardiamo, per vedere se riconosciamo qualcuno. Un giorno anche io sono stato a una sfilata qui in paese. Il pavimento vibrava tutto. Quegli uomini che camminavano insieme, vicini, mi facevano tremare il culo, mi sussultavano le zampe e adesso invece... dovrò restarmene a casa. Non si lascia un cane da solo! E se viene qualcuno e mi porta via? E se Paron non torna più? E se mi capita qualcosa? E se gli capita qualcosa? Mica dovrò ricominciare a frequentare i retro dei supermercati? Senza coccole, senza un dio da accudire? Per me Paron "è il mio nord, il mio sud, l'oriente e l'occidente…" Lui non mi ha mai abbandonato prima d’ora. Ho fatto qualcosa che non va forse? Anch’io voglio andare a Torino con gli alpini. Magari li seguo. Seguo la corriera e vado a Torino anch’io, a piedi! Se corro velocissimo magari… Paron invece è contento, fischietta. Va in giro dicendo che gli sto attaccato come se sentissi che sta per partire. Ma certo che sentissi; sono un cane, mica un deficiente. Il giorno della partenza Paron mi fa mille raccomandazioni. Se si preoccupasse così tanto per me non partirebbe, altroché raccomandazioni. Io quasi quasi gli piscio per tutta la casa. Lo odio. Ho voglia di piangere anche quando Paron si inginocchia e mi bacia sulla testa. Mi volto dall’altra parte, ma lui mi trattiene. «Dai stupit, o torni. O stoi vie dome tre dîs». - Dai stupido, torno. Sto via solo tre giorni. Gli do una leccatina. Usciamo. Lo seguo, lo accompagno fino alla fermata dei pullman. Il Bill è già lì, con la piuma sul cappello. Mi salutano. Qualcuno dice: «Puartin ancje il cjan, e sarà le nestre mascot». - Portiamo anche il cane, sarà la nostra mascotte. Io spero fino all’ultimo, ma l’autista conferma che gli animali non possono salire su quel pullman. «Ce mût di no, e alore lui?» - Come no, e allora lui? dice uno, indicando un altro alpino. Ridono tutti, anche Paron, solo io sono triste. «Cjan, valà a cjase». - Cjan, vai a casa, dice Paron e mi manda un bacio con la mano. Io salto e faccio finta di prenderlo al volo, come uno scemo. Amo quell’uomo che mi sta per abbandonare. Me ne torno a casa con la coda tra le gambe. Rientro dalla porticina basculante di plexiglass e sento che la casa è vuota. Ripenso a Paron e alle nostre passeggiate. Senza di lui niente ha più senso. Qualcuno suona il campanello. Porca miseria, Paron è già tornato, scodinzolo a più non posso. Corro felice a vedere, spingo con il muso il plexiglass: c’è Ligrie. «Ti hanno abbandonato, vero? Quelli come noi, li lasciano sempre soli», mi dice. No, vorrei gridare. Non sono solo, io. Paron è andato in gita, poi torna. Mi avrebbe anche portato, ma sulla corriera non mi hanno fatto salire. E poi tu, non avevi paura di me? Nel frattempo, Ligrie si è seduta a terra con la schiena appoggiata alla porta. Io son mezzo dentro e mezzo fuori, ma la sua mano calda e umidiccia mi fa il solletico e io lascio fare. Anzi, già che ci sono, mi volto e mi metto a pancia in su, come piace a me. Mi sta venendo sonno. Ogni tanto apro un occhio per capire la situazione. Poi mi addormento, lei non so. Arriva Ucraina e mi trova incastrato sotto il plexiglass. Non sono incastrato, prima c’era Ligrie che mi carezzava. Va bè, non cerco neanche di spiegarle e mangio le polpette che Ucraina mi lancia. Entriamo. Lei pulisce, sistema, mi parla. Almeno credo stia parlando con me, visto che ci siamo solo noi due, ma io non la ascolto. Dopo un po’ si stende sul divano e guarda la tv. Cerco di accoccolarmi vicino a lei, ma in due non ci stiamo. Io son sempre io, per cui è lei quella grossa, mi tocca lasciarle il posto. Vado a farmi una passeggiatina, poi torno e la casa è silenziosa e vuota. Troppo vuota. Risuonano alla porta. Esco dal plexiglass. Di nuovo Ligrie. Si risiede appoggiata alla porta. Io mezzo dentro e mezzo fuori. Carezze. Dormo. Torna Ucraina, altre polpette, non ho fame, mangio lo stesso. Lei: pulizie, tv, divano. Ma chi ha sporcato, mi domando. Va via, suonano, carezze, mezzo dentro e mezzo fuori… «Cjan, o soi tornât». - Cjan, sono tornato. Dio santo, mi batte così forte il cuore… Paron è sulla porta. Salto, salto così in alto che riesco a leccargli la faccia, mi pare. Lui si inginocchia e ci abbracciamo. Il mio dio è tornato. «Ti ai portât un panin cul salamp». - Ti ho portato un panino col salame, mi dice. Mai mangiato un panino così buono. Sono contentissimo, mi scappa la pipì, lecco Paron dappertutto. Lui si butta sul divano e io sopra di lui. Mi accarezza e intanto canta: Stelutis Alpinis Ecco, la felicità è questa cosa qui.
  11. paolati

    Circolo di letame

    Ciao @Per aspera ad astra, bel titolo, bel nick, bella piuma, bell'incipit. Sicuramente un testo interessante, scritto con attenzione e cura. Nessun refuso, nessun errore. Il personaggio è molto credibile e ben descritto dai fatti e dai pensieri. Non vorrei uscire a cena con uno come Will, che invece di trovare il bello della vita, fa di tutto per sottolinearne i difetti, però alla fine, muove a tenerezza, La sua misantropia è autentica, si sente, si percepisce, non lo fa apposta. E quando il lettore riesce a provare sentimenti per il protagonista, secondo me, significa una cosa sola: che lo scrittore in questione, tu, ha fatto un buon lavoro. Lo stile è chiaro, scorrevole, coerente, senza sbavature, insomma: un buon inizio racconto. mi piace molto questa frase, perché non ti perdi in descrizioni, caldo merdoso rende perfettamente ecco, di tutto il racconto, l'unica frase che ti segnalo è questa: ovunque per la metropolitana proprio non mi piace. Io direi, magari sbagliando eh, non dico di no, ma io direi: ovunque nella metropolitana. E' luglio, fa caldo, le persone sudano, il tuo Will è veramente uno troppo delicato, mi ricorda il detective Monk bella descrizione. Poche parole per descrivere un disagio. Bravissimo. Ma che bello. Bravo. Poesia in mezzo alla mediocrità. Non tua eh, mediocrità della vita del protagonista intendo. ecco finalmente uno che sa quello che vuole Finalmente d'accordo. E per favore, dì a Sergej che 48 anni non sono ancora la fine del mondo. In conclusione, penso che tu @Per aspera ad astra, sappia scrivere molto bene. Penso tu abbia in mente un'idea precisa del tuo personaggio, continua, io ti leggerò molto volentieri. Piaciuto molto.
  12. paolati

    Diego e Zimbra

    Bravo @Kuno, inquietante il giusto e anche un po' di più. Meno male che non ti ho letto prima di dormire. E' che tu, non sembri mai uno "di paura" e invece, cavoli, mi freghi ogni volta. Volevo commentarti per pubblicare, ma non lo farò. Cosa devo dire? Angosciante! Dai Zimbra, alzati!
  13. paolati

    La buca delle voci smarrite

    Sì .
  14. paolati

    Bon Nadâl, Cjan

    Cara @Adelaide J. Pellitteri, ciao . Nessuna fine, Cjan e Paron sono sempre qui, nella mia testa e insieme continuano a combinare guai. Magari fra un po' pubblicherò qualche altra puntata . Grazie per essere passata "fuori stagione" e per aver sottolineato: Grazie positivissima Jole, alla prossima.
  15. paolati

    Il gioco delle Consonanti

    Brava bravissima, @Poeta Zaza. Ora tocca a te
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